Attentato al Papa

Ali Agca


Ali Agca, nato il 9 gennaio 1958 a Yesiltepe, in Turchia, nella provincia di Malatya, ai confini del Kurdistan, sale all' onore della cronaca per l' attentato al Papa, compiuto il 13 maggio 1981. Militante dell' organizzazione terroristica di estrema destra dei 'lupi grigi', l' 1 febbraio 1979, Agca aveva gia 'ucciso Abdi Ipekci, direttore del quotidiano liberale 'Milliyet'. Per questo omicidio Agca verra' condannato a morte, pena ridotta poi a dieci anni. Il 25 novembre 1979 pero' riesce ad evadere dal carcere di massima sicurezza di Kartel Maltepe, aiutato dai suoi compagni dei ''lupi grigi''. Dopo l' evasione Agca minaccia di uccidere il Papa. E' probabile che la minaccia sia stata preconfezionata per eliminare i sospetti di un complotto nella successiva azione terroristica. La motivazione della sentenza di condanna all' ergastolo rileva pero' che l' attentato ''non fu opera  di un maniaco, ma venne  preparato da un'organizzazione  eversiva rimasta nell'ombra''. La difesa sostiene invece che Agca aveva agito in piena solitudine, in preda ad una schizofrenia paranoica che gli faceva desiderare di diventare un eroe del mondo mussulmano. Nel 1982, Agca cambia versione, comincia a collaborare e parla di una ''pista bulgara'' che collegherebbe l'attentato al Papa ai servizi segreti bulgari, che comprendeva anche mafia turca e ''lupi grigi''.Viene individuato anche un presunto complice  di Agca, Oral Celik, che sarebbe intervenuto se Agca avesse fallito. La sentenza del 1986 non riesce pero' a dimostrare l' esistenza del complotto, o almeno la colpevolezza dei bulgari e dei turchi. Agca non parla pero' solo di pista bulgara. In un secondo momento parla di ufficiali dei servizi segreti Usa che gli chiesero di chiamare in causa paesi del'Est europeo quali mandanti, coinvolge Francesco Pazienza il quale in seguito attribuisce invece la nascita della pista bulgara al brigatista rosso Giovanni Senzani, che e' stato compagno di carcere di Agca, cerca di cavalcare il collegamendo della sua vicenda alla scomparsa di Emanuela Orlandi, lega l'attentato ai misteri del terzo segreto di Fatima, torna di nuovo sulla pista bulgara, alternando dichiarazioni e richieste di perdono ad atteggiamenti profetici in cui sostiene di essere un nuovo Messia, la ''reincarnazione di Gesu' Cristo''. In carcere scrive un libro autobiografico dal titolo ''la mia verita'''. Negli ultimi anni Agca cambia ancora atteggiamento. Sembra aver perso ogni protagonismo e comincia insistentemente a chiedere la grazia o il permesso di finire di scontare la detenzione nel suo Paese.  Dopo le recenti rivelazioni del Papa sul 'terzo segreto' di Fatima, Agca dice:''Sono stato strumento inconsapevole di un disegno misterioso''.
 
 
 
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