13 maggio 1981: in piazza San Pietro, il terrorista turco Mehmet
Ali' Agca ferisce papa Giovanni Paolo II. Il Papa e' ricoverato al Gemelli
ed operato. Torna in Vaticano il 3 giugno, ma il 20 e' ricoverato di nuovo
per un' infezione e il 5 agosto sottoposto ad un altro intervento chirurgico.
Il 17 maggio, nell' Angelus registrato al Gemelli, il Papa perdona Agca.
22 luglio 1981: dopo un processo durato tre giorni i giudici della corte
d'Assise condannano Mehmet Ali' Agca all' ergastolo. Agca rinuncia a presentare
appello contro la sentenza.
16 novembre 1981: affidato al giudice Ilario Martella il supplemento
d' istruttoria per stabilire eventuali complicita'.
12 marzo 1982: il consiglio nazionale di sicurezza turco conferma la
condanna a morte di Agca per l' uccisione del giornalista Abdi Ipekci.
Negli anni successivi, grazie a vari condoni, e' commutata in una pena
tra gli 8 e i 15 anni.
16 agosto 1982: sul ''Reader's digest'' Claire Sterling sostiene che
Agca ha agito su istigazione dei servizi bulgari e sovietici. Nasce cosi'
la cosiddetta ''pista bulgara''.
25 novembre 1982: arrestato a Roma il bulgaro Serghiei Ivanov Antonov,
funzionario della compagnia aerea bulgara ''Balkan air''. Bulgari e sovietici
risponderanno con inchieste che sostengono invece la responsabilita' della
Cia.
22 giugno 1983: scompare a Roma Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario
vaticano. I sedicenti rapitori chiedono la liberta' di Agca e per molto
tempo le due vicende sembrano intrecciarsi.
27 dicembre 1983: in visita a Rebibbia, il Papa incontra Ali Agca e
gli rinnova il suo perdono.
29 marzo 1986: sentenza del processo per le complicita'. La Corte d'
Assise condanna a tre anni e due mesi di prigione Omar Bagci, a un anno
Agca per detenzione di arma e assolve per insufficienza di prove i bulgari
Serghiei Antonov, Zhelio Vassilev, Todor Ayvazov, e i turchi Musa Cerdar
Celebi e Oral Celik. La sentenza e' sostanzialmente confermata il 19 dicembre
1987 dalla Corte d' Assise d' Appello.
20 febbraio 1987: papa Giovanni Paolo II riceve la madre e il fratello
di Ali Agca. Il Papa ricevera' di nuovo la madre di Agca il 3 dicembre
1994 e il 15 maggio 1996 e il fratello Adnan Agca il 12 novembre 1997.
febbraio 1987: la madre di Agca presenta una domanda di grazia, ma il
ministero la respinge. La richiesta e' rinnovata a settembre, ma viene
di nuovo respinta. Respinta anche un' istanza per la semiliberta'.
25 maggio 1989: il Tribunale di sorveglianza di Ancona concede un abbuono
di 720 giorni di reclusione per il buon comportamento in carcere, che gli
consentira' di abbreviare il termine dei 26 anni di reclusione scontati
i quali un ergastolano puo' chiedere la liberta' condizionale.
9 gennaio 1994: il Tribunale di sorveglianza di Ancona riduce ancora
di 405 giorni i tempi della detenzione residua.
18 dicembre 1995: l' attentatore del papa ottiene dal Tribunale di sorveglianza
di Ancona, un ulteriore abbuono di pena di 180 giorni per buona condotta,
utile ai fini di un' eventuale concessione del regime di semiliberta',
che si aggiungono ai 1125 giorni gia' ottenuti.
23 settembre 1996: Agca presenta di nuovo domanda di grazia o in subordine
di poter espiare la pena in Turchia.
26 febbraio 1999: in una lettera, Ali Agca chiede ''umilmente'' al Papa
di intervenire con un ''atto di misericordia presso le autorita' italiane''
perche' accolgano la richiesta di grazia o concedano l' estradizione per
il
''Giubileo del 2000''.