§ 9 – Valutazione delle deposizioni dei familiari dei cugini Salvo
Le conclusioni raggiunte sulla base dell’esame degli elementi di convincimento sopra menzionati non possono essere invalidate dalle difformi dichiarazioni rese dai familiari dei cugini Salvo esaminati come testimoni o come indagati di reato connesso nel presente processo, le quali sono ben lontane dall’integrare un quadro probatorio idoneo a consentire una esatta ricostruzione dei fatti precedentemente esposti.
Ciò vale, in particolare, per la deposizione resa dalla teste Giuseppa Puma (vedova di Ignazio Salvo), esaminata all’udienza del 15 aprile 1998.
La predetta teste ha riferito che non le risulta che il sen. Andreotti abbia inviato regali di nozze a qualcuno dei familiari dei Salvo e che il marito abbia conseguito la disponibilità del numero telefonico diretto del sen. Andreotti, ha aggiunto di non potere confermare né escludere che il marito conoscesse il sen. Andreotti, ma ha chiarito che il marito non le parlava delle sue relazioni politiche, ed ha sostenuto di avere conosciuto l’on. Lima semplicemente "in casa di Cambria una volta".
La Puma, inoltre, ha affermato di avere incontrato più volte il Vitalone, specificando – sia pure con alcune incertezze mnemoniche - che ciò era avvenuto nel corso di una cena tenutasi nell’abitazione del Maniglia, presso le Isole Eolie, in Sardegna, ed in occasione di una festa organizzata da Maria Palma all’Olgiata (festa cui avevano preso parte anche Antonino Salvo e la moglie).
Sono, al riguardo, significative le seguenti dichiarazioni rese dalla teste:
AVVOCATO BONGIORNO:
Senta signora, in occasione di feste o ricevimenti relativi a feste familiari, quindi intendo dire battesimi, compleanni, nozze, lei in queste occasioni ha mai visto il Senatore ANDREOTTI fra gli ospiti in questi ricevimenti?
PUMA GIUSEPPA:
No, mai.
AVVOCATO BONGIORNO:
Le risulta che fosse stato invitato e poi non sia intervenuto?
PUMA GIUSEPPA:
No.
AVVOCATO BONGIORNO:
Senta signora, le risulta che il Senatore ANDREOTTI abbia mai inviato regali di nozze a feste di qualcuno dei familiari dei SALVO, ha mai sentito parlare di un regalo del Senatore ANDREOTTI?
PUMA GIUSEPPA:
Ho sentito parlare ma a me non risulta.
AVVOCATO BONGIORNO:
Sentito parlare, intende dire… cosa intende dire per sentito parlare?
PUMA GIUSEPPA:
Tutto quello che si è detto dopo che è scoppiato il caso ANDREOTTI.
AVVOCATO BONGIORNO:
In particolare fa riferimento a notizie apprese dalla stampa?
PUMA GIUSEPPA:
Sì.
AVVOCATO BONGIORNO:
E io proprio su questo la volevo interrogare. Se lei ha mai saputo qualcosa in ordine ad un regalo specifico e cioè ad un vassoio di argento regalato in occasione delle nozze di SANGIORGI?
PUMA GIUSEPPA:
Ne ho sentito parlare ma non mi risulta.
AVVOCATO BONGIORNO:
Signora, può essere precisa sul punto. Quando dice ne ho sentito parlare, ne ha sentito parlare da SANGIORGI o…
PUMA GIUSEPPA:
No, ne ho sentito parlare alla stampa, dagli eventi che ne sono… che sono derivati da tutta questa vicenda ANDREOTTI ma non…
AVVOCATO BONGIORNO:
Invece da familiari di SALVO, cioè SANGIORGI…
PUMA GIUSEPPA:
No.
(…)
AVVOCATO BONGIORNO:
La SATRIS aveva delle auto blindate?
PUMA GIUSEPPA:
Sì…
AVVOCATO BONGIORNO:
Ora le devo fare delle domande su queste auto blindate. Innanzi tutto, se lei ricorda, che quando si ebbe per la prima volta la disponibilità di queste auto blindate, erano auto che erano già un pò diffuse a Palermo e in Sicilia o era un pò un fatto esclusivo della SATRIS, per quello che le risulta, se lo ricorda?
PUMA GIUSEPPA:
Io so che non ce n'erano altre di macchine blindate a Palermo, l'ho appreso da una deposizione di mio marito al maxi processo, durante la quale dichiarò che essendo le uniche auto blindate a Palermo a volte venivano richieste dalle forze dell'ordine per accompagnare una personalità politica, una qualunque personalità, non saprei dire politica o meno. Dunque io so che erano le uniche e noi… le avemmo a disposizione dopo il sequestro (…) CORLEO.
AVVOCATO BONGIORNO:
(…) Signora, di queste auto aveva la disponibilità anche il dottore Giuseppe CAMBRIA?
PUMA GIUSEPPA:
Sì, è un socio pure lui della SATRIS.
AVVOCATO BONGIORNO:
Lei sa se le ha mai utilizzate l'Onorevole Salvo LIMA?
PUMA GIUSEPPA:
E' probabile, non mi risulta direttamente, è probabile comunque che le avesse a…
AVVOCATO BONGIORNO:
Cioè non lo sa.
PUMA GIUSEPPA:
A disposizione LIMA, sì, penso di sì.
(…)
AVVOCATO BONGIORNO:
Questo mi interessava. Senta signora, io volevo sapere questo nell'arco… Diciamo in assoluto, a lei risulta che sia mai pervenuta una o più telefonate della segreteria del Senatore ANDREOTTI o direttamente del Senatore ANDREOTTI?
PUMA GIUSEPPA:
No, non mi risulta affatto.
(…)
AVVOCATO BONGIORNO:
Abbiamo sentito in questo processo alcuni collaboratori di giustizia, faccio riferimento in particolare a BUSCETTA e a PENNINO, i quali hanno dichiarato che i SALVO chiamavano il Senatore ANDREOTTI con un appellativo particolare, uno dei due lo chiamava "zio Giulio" (…) io le chiedo se le è mai capitato di vedere, ad esempio (…) in televisione o di leggere sui giornali qualche notizia al Senatore ANDREOTTI o comunque parlando come figura politica il Senatore ANDREOTTI se lei mi può dire come lo definiva, se lo ha mai chiamato in questo modo?
PUMA GIUSEPPA:
Conoscendo… Non mi risulta affatto che mio marito usasse questo appellativo nei confronti… o questo nominativo, se è possibile dire così, nei confronti di Giulio ANDREOTTI, ricordo, questo sì, che ne aveva grande ammirazione come uomo politico, come statista ma…
AVVOCATO BONGIORNO:
Ma quando parlavate, come diceva, diceva quanto meno Giulio, il Senatore ANDREOTTI, ANDREOTTI, come lo chiamava?
PUMA GIUSEPPA:
Onorevole ANDREOTTI.
AVVOCATO BONGIORNO:
Onorevole ANDREOTTI.
PUMA GIUSEPPA:
Poi conoscendo mio marito, lo escludo categoricamente, davanti a me mai.
(…)
AVVOCATO BONGIORNO:
Senta signora, in questo processo è stata sentita il 26 settembre 76 la signora JACOVONI vedova CASSARA', la signora ha riferito che nel corso di una perquisizione sarebbe stato rinvenuto un numero diretto del Senatore ANDREOTTI, poi non è stato precisato in che modo questo numero sarebbe stato rinvenuto, cioè se si trattava di un appunto, di un'intercettazione o se si trattava di una voce, nella stessa data 26 settembre è stato sentito ACCORDINO il quale ha parlato di nuovo di un numero diretto (…) che sarebbe stato rinvenuto in una piccola agendina alla lettera G. io le chiedo se lei è a conoscenza di questa circostanza, cioè se suo marito aveva un numero diretto del Senatore ANDREOTTI?
PUMA GIUSEPPA:
No, non mi risulta affatto.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le parlava delle sue relazioni politiche?
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Non le parlava delle sue relazioni politiche?
PUMA GIUSEPPA:
No, nè io gliene chiedevo di notizie, perché a me la politica non ha mai interessato, questo l'ho ribadito.
PUBBLICO MINISTERO:
E perché non le parlava delle sue relazioni politiche?
PUMA GIUSEPPA:
Perché non c'era motivo, mio marito… la sua vita privata…
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Va bene, allora visto che sono in controesame. Suo marito forse teneva distinta la vita familiare da quella politica?
PUMA GIUSEPPA:
Nettamente.
PUBBLICO MINISTERO:
Esatto. Quindi teneva distinta la vita familiare da quella politica.
PUMA GIUSEPPA:
Le dico…
PUBBLICO MINISTERO:
E non le parlava delle sue relazioni politiche.
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Mi segua signora. Lei sa se suo marito conosceva il Senatore ANDREOTTI?
PUMA GIUSEPPA:
No, non mi risulta.
PUBBLICO MINISTERO:
Allora io le contesto…
PUMA GIUSEPPA:
Potrebbe averlo conosciuto ma io non lo posso dire, perché a me non risulta. Non posso né negarlo né affermarlo, non posso parlare di una cosa che non mi risulti.
PUBBLICO MINISTERO:
Scusi, non mi risulti può significare, chiariamolo, non lo conosceva oppure non posso nè confermare né escludere che mio marito conoscesse ANDREOTTI.
PUMA GIUSEPPA:
Perfetto, non posso nè confermarlo né escluderlo.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, dopo che suo marito è stato escusso… E' stato arrestato, è accaduto che alcuni o molti politici che lo avevano conosciuto, abbiano dichiarato di non conoscerlo?
PUMA GIUSEPPA:
Uno di questi è l'Onorevole RUFFINI, voi lo sapete. (…) RUFFINI, ha negato.
PUBBLICO MINISTERO:
Ha negato che cosa?
PUMA GIUSEPPA:
Di conoscerci, ha negato rapporti con noi, mentre io so che soprattutto con Nino c'erano dei rapporti di intimità.
PUBBLICO MINISTERO:
E con voi c'erano anche rapporti?
PUMA GIUSEPPA:
Noi diciamo… eravamo, venivamo dopo in questo… in queste relazioni, cioè era amico di Nino, ha battezzato una figlia, stavano, bivaccavano in casa di mio cugino Nino, io…
PUBBLICO MINISTERO:
Ha partecipato…
PUMA GIUSEPPA:
Qualche volta noi si andava ed era lì.
PUBBLICO MINISTERO:
Ha partecipato anche…
PUMA GIUSEPPA:
Era anche alle mie nozze, sì.
PUBBLICO MINISTERO:
E l'Onorevole RUFFINI dopo l'arresto di suo marito ha negato di conoscerlo.
PUMA GIUSEPPA:
Ci ha rinnegato come tanti.
PUBBLICO MINISTERO:
E ci sono stati altri politici che hanno negato di conoscere suo marito o Nino SALVO, dopo queste vicende giudiziarie?
PUMA GIUSEPPA:
A me non risulta personalmente, io di politici o di un politico in particolare che ha continuato i rapporti di amicizia con mio marito ed è l'Onorevole (…) GRILLO, Salvatore GRILLO.
PUBBLICO MINISTERO:
Guardi io le ho fatto questa domanda, vale sotto forma di contestazione, il verbale è sempre lo stesso. (…) Pagina 9, lei ha detto: "so che l'Onorevole ANDREOTTI ha sempre escluso di avere mai conosciuto sia mio marito che Nino SALVO, per quel che ho detto io, non so quale sia la verità, certo è che da quando mio marito e suo cugino sono stati imputati del reato di associazione mafiosa, moltissimi di quelli che prima avevano rapporti con loro sostengono di non averli mai conosciuti, perché da un certo momento in poi ammettere di averli conosciuti e frequentati significava per loro avere avuto rapporti con la mafia. Di tutti coloro che hanno conosciuto mio marito, l'unico politico che ha avuto la coerenza, il coraggio di non rinnegare questi rapporti è stato l'Onorevole Salvatore GRILLO da Marsala, il quale ha partecipato pure ai funerali di mio marito pur sapendo di poter essere oggetto di critica". Lei ha detto moltissimi di quelli che prima avevano rapporti con loro, ha fatto un solo nome RUFFINI, io le chiedo, mi faccia qualche altro nome?
PUMA GIUSEPPA:
Lei mi chiede quasi l'impossibile, anche perché sono passati tantissimi anni ora, io mi ricordo…
PUBBLICO MINISTERO:
Mi scusi signora, lei queste dichiarazioni le ha rese nel 94.
PUMA GIUSEPPA:
Lei vorrebbe qualche altro nome di politico.
PUBBLICO MINISTERO:
Siccome lei ha detto…
PUMA GIUSEPPA:
Cioè di politici che conoscevano i SALVO, all'epoca in cui i SALVO erano in auge, io ritengo che siano tutti i politici che abbiano conosciuti i SALVO.
PRESIDENTE:
Che poi l'abbiano…
PUMA GIUSEPPA:
Ma logico, mi pare umano.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora mi scusi, siccome lei non ha detto alcuni, ha detto moltissimi, abbiamo fatto un nome, io le chiedo mi faccia altri due, tre nomi di politici che conoscevano suo marito e Nino SALVO e che dopo le loro vicende giudiziarie hanno dichiarato di non conoscerlo.
PUMA GIUSEPPA:
Le potrei fare il nome dell'Onorevole MANNINO.
PUBBLICO MINISTERO:
l'onorevole MANNINO, anche lui ha detto di non conoscerli.
PUMA GIUSEPPA:
Penso che si conoscessero, era al Ministero delle Finanze, dunque penso che MANNINO conoscesse i SALVO o no?
PUBBLICO MINISTERO:
E poi?
PUMA GIUSEPPA:
E poi? Di quelli che hanno continuato i rapporti posso dirgliene…
PUBBLICO MINISTERO:
No, a me interessa di quelli che avevano rapporti prima e che hanno negato dopo di conoscerli.
PUMA GIUSEPPA:
Negato, non è che l'hanno negato a me, intendo dire…
PUBBLICO MINISTERO:
In situazioni pubbliche, è chiaro.
PUMA GIUSEPPA:
Perché io mi ricordo quando si andava a teatro stavano lì tutti a salutarci.
PUBBLICO MINISTERO:
Ma chi, chi erano?
PUMA GIUSEPPA:
l'Onorevole FASINO, uno mi ricordo e poi non lo so tanti altri, mi dispiace signor Pubblico Ministero io in questo momento non posso… quelli che…
PUBBLICO MINISTERO:
Comunque il concetto che lei vuole esprimere è che molti politici che avevano rapporti di frequentazione con suo marito, con Nino SALVO, dopo le vicende giudiziarie hanno negato di averli conosciuti, è così?
PUMA GIUSEPPA:
Lo stesso onorevole D'ACQUISTO (…) Ha preso le distanze, dico, e io ho saputo comunque che D'ACQUISTO era, diciamo, aveva rapporti con mio marito e con Nino da un servizio in televisione quando affermò di essere stato al matrimonio di mia nipote, io manco lo conoscevo e manco… Però l'ho appreso in televisione, ora posso dire che era di quelli che evidentemente dopo non hanno più riconosciuto noi.
PUBBLICO MINISTERO:
Mi scusi un attimo, lei ha detto che l'Onorevole D'ACQUISTO in un'intervista televisiva ha detto di avere partecipato al matrimonio di chi?
PUMA GIUSEPPA:
Della figlia di Nino SALVO.
PUBBLICO MINISTERO:
E lei non lo sapeva.
PUMA GIUSEPPA:
Io non lo sapevo, perché non lo conoscevo, dunque mio marito non me lo ha presentato evidentemente, io non ero lì.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi lei non sapeva neppure che suo marito conosceva Mario D'ACQUISTO?
PUMA GIUSEPPA:
io immagino che mio marito potesse conoscere il mondo intero, però non posso dirlo, se non mi veniva presentata la persona, oggi io come faccio a dire…
PUBBLICO MINISTERO:
No, signora è una cosa specifica. Quindi lei non sapeva, è un fatto specifico, che suo marito conosceva l'Onorevole Mario D'ACQUISTO?
PUMA GIUSEPPA:
No, non parlavamo mai di politica, mi creda.
PUBBLICO MINISTERO:
Deve dire un sì o un no perché poi resta sospeso.
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi l'ha appreso quando l'Onorevole Mario D'ACQUISTO in un'intervista oppure deponendo qua in dibattimento signora?
PUMA GIUSEPPA:
Non mi ricordo, in televisione l'ho visto, probabilmente si difendeva da questa amicizia.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le ha mai detto di essere un "uomo d'onore"?
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Le ha mai detto che suo cugino Nino SALVO era un "uomo d'onore"?
PUMA GIUSEPPA:
No, mio marito si riteneva una vittima innocente.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Lei ha conosciuto l'Onorevole Salvatore LIMA?
PUMA GIUSEPPA:
Sì, una volta l'ho conosciuto, in casa CAMBRIA mi venne presentato, tra l'altro ho dovuto fare uno sforzo per ricordarlo, perché io ricordavo di non averlo mai visto, di non averlo mai incontrato, perché… era un uomo pubblico, di non avere proprio avuto… come dire? Nessun rapporto, manco di… per stringergli la mano.
PUBBLICO MINISTERO:
Mi faccia capire, lei gli ha stretto la mano quando, a casa sua?
PUMA GIUSEPPA:
No, in casa di CAMBRIA una volta.
PUBBLICO MINISTERO:
In casa di CAMBRIA.
PUMA GIUSEPPA:
Qualcuno mi ha suggerito questo, perché io non me lo ricordavo.
PUBBLICO MINISTERO:
Cioè, le ha suggerito che cosa?
PUMA GIUSEPPA:
Me lo ha suggerito CAMBRIA, una volta l'hai visto, ti è stato presentato qua a casa mia e non me lo ricordavo.
PUBBLICO MINISTERO:
E questo quando è accaduto?
PUMA GIUSEPPA:
Non glielo so dire, scusi non ricordavo neppure l'episodio, non posso ricordare…
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi lei non ricordava questa volta che ha stretto la mano a LIMA in casa di CAMBRIA che l'aveva già conosciuto in precedenza?
PUMA GIUSEPPA:
No, non l'avevo conosciuto in precedenza. Ho detto che semmai l'ho conosciuto in quella circostanza, che per altro io non ricordavo affatto e che poi mi venne suggerita.
PUBBLICO MINISTERO:
Suggerita, che cosa?
PUMA GIUSEPPA:
In un secondo tempo… Suggerita… No tu l'hai conosciuto qua a casa mia, ma l'ho saputo in epoca recente, io manco me ne ricordavo.
PUBBLICO MINISTERO:
Ho capito, quindi in epoca recente qualcuno le ha detto che aveva conosciuto da CAMBRIA l'Onorevole LIMA, ma lei non si ricordava neppure di avere conosciuto…
PUMA GIUSEPPA:
Perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO:
L'onorevole LIMA. Lei sa se suo marito conosceva l'Onorevole LIMA?
PUMA GIUSEPPA:
Sì, presumo di sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Li ha visti insieme?
PUMA GIUSEPPA:
No, insieme non li ho visti mai.
PUBBLICO MINISTERO:
Non li ha mai visti?
PUMA GIUSEPPA:
No, perché non l'ho mai visto a casa mia l'Onorevole LIMA, se poi mio marito andasse a trovarlo non glielo posso dire, questo non mi risulta ma io a casa mia non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO:
E suo marito le ha detto di che cosa parlava con l'Onorevole LIMA?
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le ha detto gli appuntamenti che aveva con l'Onorevole LIMA?
PUMA GIUSEPPA:
No, no.
PUBBLICO MINISTERO:
Non le ha mai detto di appuntamenti con l'Onorevole LIMA?
PUMA GIUSEPPA:
No, non mi ha detto mai "vado dall'Onorevole LIMA, ho un appuntamento con l'Onorevole LIMA".
PUBBLICO MINISTERO:
Lei non sapeva che a volte suo marito andava a trovare LIMA nella casa di Mondello?
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Non glielo ha mai detto?
PUMA GIUSEPPA:
No, mio marito non mi diceva mai niente, io questo l'ho rib…. L'ho detto e ribadito anche nel primo interrogatorio, la vita privata… Cioè mio marito arrivava a casa, si lasciava tutto alle spalle. Aveva una famiglia, fortunatamente per grazia di Dio perfetta, allora…
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le parlava della sua, di suo marito, attività economica?
PUMA GIUSEPPA:
Quasi mai.
PUBBLICO MINISTERO:
Ma lei è stata socia della società per azioni SPIS con sede in Palermo?
PUMA GIUSEPPA:
Sì, io sono socia.
PUBBLICO MINISTERO:
E quindi svolgeva questa attività?
PUMA GIUSEPPA:
Non me ne occupavo io, non me ne occupo neppure ora, si figuri, che non c'è mio marito, ho due collaboratori meravigliosi, di cui mio marito si fidava e di cui io mi fido ciecamente.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi lei sostanzialmente, diciamo, non ha mai svolto attività economica.
PUMA GIUSEPPA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
E suo marito non le parlava neanche di affari economici nonostante lei fosse socia della SPIS?
PUMA GIUSEPPA:
Mi parlava di difficoltà economiche che avevamo ma… niente di più e poi ho dovuto io rilevare le difficoltà, di cui parlava mio marito, quando è morto.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi, mi scusi, le parlava in genere di difficoltà economiche o affrontava con lei profili specifici di attività imprenditoriale?
PUMA GIUSEPPA:
No, no.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi, se ho ben capito, suo marito la teneva… aveva un rapporto familiare con lei da marito e moglie ma la teneva, diciamo, fuori da quella che era la sua attività extrafamiliare.
PUMA GIUSEPPA:
E' la verità.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Luigi. Lei ha conosciuto Claudio VITALONE?
PUMA GIUSEPPA:
Come? Claudio VITALONE.
PUBBLICO MINISTERO:
VITALONE.
PUMA GIUSEPPA:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Quando l'ha conosciuto?
PUMA GIUSEPPA:
E' uno di quelli che ci ha rinnegato. L'ho conosciuto…
PUBBLICO MINISTERO:
Mi scusi signora, lei ha detto?
PUMA GIUSEPPA:
E' uno di quelli che ha detto di non conoscerci, mentre ci aveva conosciuti, ecco.
PUBBLICO MINISTERO:
Ho capito.
PUMA GIUSEPPA:
lei mi suggerisce il nome. L'ho conosciuto in occasione di una festa in casa MANIGLIA, di una cena in casa MANIGLIA.
PUBBLICO MINISTERO:
Cosa ricorda di questa cena, ricorda chi c'era?
PUMA GIUSEPPA:
Allora non era neppure Senatore, era un Magistrato ospite di Maniglia, all'epoca.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
C'era anche la moglie di VITALONE?
PUMA GIUSEPPA:
Sì, Lucilla.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi era una festa a casa di MANIGLIA, si ricorda perché c'era questa festa?
PUMA GIUSEPPA:
Inauguravano la casa, la villa.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Lei lo ha visto più di una volta VITALONE e la moglie?
PUMA GIUSEPPA:
In barca, ci siamo incontrati dopo, lui era ospite di PALMA.
PUBBLICO MINISTERO:
PALMA chi?
PUMA GIUSEPPA:
(…) il marito di Maria PALMA (…)
PUBBLICO MINISTERO:
E cosa… si trattava di una crociera?
PUMA GIUSEPPA:
Loro erano fermi in banchina, noi siamo arrivati, Nino conosceva Franco PALMA, siamo saliti in barca e siamo stati lì con loro, c'era VITALONE.
PRESIDENTE:
Il luogo dove era, dove eravate?
PUMA GIUSEPPA:
Le Eolie credo, però veda, ritengo di averli conosciuti, di averli visti in mare due volte, però non so a quale località dare la precedenza cronologicamente, se li abbiamo conosciuti prima alle Eolie o se li abbiamo conosciuti prima in Sardegna, io su questo faccio confusione, però due volte ci siamo incontrati.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
(…) lei può escludere di avere incontrato a Palermo, a Roma, alle Eolie, in qualsiasi altro posto i coniugi VITALONE o lui o lei da sola, più di due volte?
PUMA GIUSEPPA:
Se lo posso escludere? Non lo posso escludere.
PUBBLICO MINISTERO:
Non lo può escludere. A Roma vi siete visti mai?
PUMA GIUSEPPA:
A Roma no, mai. All'Olgiata in occasione di questa festa data da Maria PALMA, c'erano anche loro. L'Olgiata è a Roma, no?
PRESIDENTE:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi c'erano anche i VITALONE in questa occasione.
PUMA GIUSEPPA:
C'erano anche loro.
PUBBLICO MINISTERO:
Si ricorda chi c'era a parte i VITALONE all'Olgiata?
PUMA GIUSEPPA:
No, io ero così a disagio, in mezzo a persone proprio che non conoscevo, non siamo stati mai molto mondani io e mio marito, dunque… Per me circostanze del genere erano motivo di fastidio più che di…
PUBBLICO MINISTERO:
C'era anche Nino SALVO in questa…
PUMA GIUSEPPA:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
C'era anche la moglie di Nino SALVO?
PUMA GIUSEPPA:
Sì.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le ebbe mai ad esprimere la propria amarezza per il fatto che era stato abbandonato da politici che rinnegavano di conoscerlo?
PUMA GIUSEPPA:
Mi pare umano questo.
PUBBLICO MINISTERO:
Mi rendo conto. Io le sto chiedendo se le disse qualche volta, sono amareggiato perché Tizio, Caio, Sempronio…
PUMA GIUSEPPA:
Mio marito non mi disse sono amareggiato, ma io lo leggevo nei suoi occhi che era amareggiato, chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi non vi fu mai un frammento di discorso?
PUMA GIUSEPPA:
No, no mai. Era di poche parole, di pochissime.
PUBBLICO MINISTERO:
Era molto riservato suo marito?
PUMA GIUSEPPA:
Molto.
PUBBLICO MINISTERO:
Anche con lei?
PUMA GIUSEPPA:
Sì, cioè la nostra vita privata era una cosa, ho sempre sostenuto ed è così, sfido chiunque a dimostrare il contrario ma la vita pubblica di mio marito, la vita che all'esterno si svolgeva, la vita di lavoro, io non conoscevo niente.
(…)
AVVOCATO BONGIORNO:
(…) Ora io le chiedo specificamente sul Senatore ANDREOTTI, lei ricorda invece se suo marito le disse io conosco o non conosco il Senatore ANDREOTTI?
PUMA GIUSEPPA:
Mai, non mi ha mai parlato di ANDREOTTI come una persona che aveva conosciuto, mai. Mi parlava di ANDREOTTI, lo ammirava come statista, aveva tanti libri di ANDREOTTI, chiaramente ne ammirava l'ingegno ma… questo non significa niente, da potersi dedurre che lo conosceva.
AVVOCATO BONGIORNO:
Signora il problema è questo, siccome lei aveva detto "io di alcune cose non so nulla, però di ANDREOTTI essendo un personaggio che alla fin fine si vede alla televisione, al telegiornale…" di questo ne potete pure parlare, perché non è un fatto attinente la sua vita, quindi rispetto questo volevo la precisazione. Poi forse l'ultima domanda, no non è l'ultima. Le è mai capitato, se lei ricorda, che suo marito a lei le abbia detto "io non conosco questa persona" e poi lei dopo la morte di suo marito, ha notato che suo marito le aveva detto una bugia?
PUMA GIUSEPPA:
No, mai. Poi mio marito per quale motivo doveva dirmi…
Poiché dalla deposizione della teste emerge con chiarezza la ridottissima conoscenza che essa aveva acquisito in ordine ai rapporti politici instaurati dal marito ed alla stessa attività economica da lui esercitata, deve riconoscersi che le sue dichiarazioni non possono costituire un valido punto di partenza per sminuire la valenza probatoria delle difformi affermazioni compiute da soggetti in possesso di notizie assai più specifiche e puntuali sui temi che hanno formato oggetto del presente capitolo.
Né può attribuirsi una maggiore rilevanza dimostrativa alle dichiarazioni rese dal teste Luigi Salvo (figlio di Ignazio Salvo), il quale ha sostenuto che non gli risulta che il sen. Andreotti abbia inviato doni in occasione delle nozze di qualcuno della famiglia Salvo. Sul punto, è sufficiente rilevare che il teste alla data del matrimonio di Angela Salvo aveva soltanto sei anni e non veniva informato dei regali ricevuti in occasione delle nozze. Il teste ha, inoltre, spiegato che il padre non gli parlava delle sue relazioni politiche, ed, essendogli stato domandato se Ignazio Salvo conoscesse l’on. Lima, ha risposto: "non ho mai parlato con lui, direi di no", ed ha esplicitato di non avere mai discusso di ciò con il proprio padre.
Uguali considerazioni possono formularsi con riguardo alla deposizione della teste Maria Salvo (figlia di Ignazio Salvo), la quale ha evidenziato che il padre non parlava, in famiglia, della propria attività politica ed imprenditoriale.
Seri dubbi possono avanzarsi sull’attendibilità della deposizione della teste Francesca Maria Corleo (vedova di Antonino Salvo), la quale, escussa all’udienza del 23 aprile 1998, ha riferito che non le risulta che il sen. Andreotti abbia regalato un vassoio d’argento in occasione delle nozze della figlia Angela, ed ha aggiunto che il marito in sua presenza non si vantò mai di essere amico del medesimo uomo politico.
La stessa teste, però, essendole stato domandato se il marito conoscesse i coniugi Vitalone, ha reso le dichiarazioni di seguito riportate:
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito conosceva i coniugi VITALONE, in particolare il Senatore Claudio VITALONE?
CORLEO FRANCESCA:
Guardi può darsi che li conosceva, perchè qualche volta in barca... però io ho un ricordo molto vago, perchè mai è stato a casa mia, mai è stato sulla mia barca, quindi se li conosceva, una conoscenza così. (…) Sì, dico io non lo so se li conosceva intimamente, può darsi che li conosceva... avendoli incontrati qualche volta quando andavamo in giro con la barca... ma...
PRESIDENTE:
Cioè l'ha visto pure lei?
CORLEO FRANCESCA:
In estate con la barca ma così, qualche volta.
PUBBLICO MINISTERO:
Io le contesto che in data 29 luglio 1993 lei ha dichiarato, dopo avere detto di ANDREOTTI, "non mi risulta nemmeno che mio marito Nino conoscesse l'Onorevole Franco EVANGELISTI, l'Onorevole Claudio VITALONE o i fratelli CALTAGIRONE, anche se i nomi di queste persone mi sono noti attraverso la stampa". Cioè lei ha dichiarato che i nomi di queste persone...
CORLEO FRANCESCA:
Ha ragione.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Che i nomi di queste persone EVANGELISTI, VITALONE in particolare, lei li aveva sentiti attraverso la stampa ma che non le risultava che suo marito Nino li conoscesse.
CORLEO FRANCESCA:
Lei ha ragione, perchè vede io in quel periodo, che è stato dopo il 75, sono stata... è stato il periodo del sequestro di mio padre, io stavo quasi sempre in barca, anche se gli altri amici nostri uscivano e quindi io... quasi non avevo ricordo di questo... Poi tutti gli eventi che si sono susseguiti, in seguito a questo processo, i giornali, mi hanno fatto ricordare che io qualche volta avrò visto il Senatore VITALONE, però solamente così, un incontro, diciamo, sulla banchina delle barche.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi lei se lo è ricordato, perchè leggendo i giornali ha saputo che il Senatore VITALONE o qualche altro aveva detto che vi conoscevate?
CORLEO FRANCESCA:
Me ne sono ricordata in seguito, sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Leggendo i giornali.
CORLEO FRANCESCA:
Leggendo tutte queste vicende, seguendo tutte queste vicende.
PUBBLICO MINISTERO:
Ho capito. Signora, le faccio presente che numerose persone, ne cito alcune, la moglie di Ignazio SALVO, la signora PUMA, Francesco MANIGLIA, Antonio PALMA, Maria Letizia DI BERNARDO coniugata PALMA, l'avvocato Alfonso TOBIA CONTE, Franco EVANGELISTI, DI PIERRO ed altri hanno dichiarato che suo marito e anche Ignazio SALVO non solo conoscevano, ma si frequentavano con Nino SALVO e in particolare alcuni...
(…)
PRESIDENTE:
Con?
PUBBLICO MINISTERO:
VITALONE si frequentava con Nino SALVO, in particolare alcuni, Francesco MANIGLIA, la signora PUMA, Antonio PALMA, la signora Maria Letizia di BERNARDO coniugata PALMA, CONTE Alfonso, hanno dichiarato che si davano del tu. In particolare la signora Maria Letizia DI BERNARDO, coniugata PALMA, ha anche dichiarato che siete andati a cena o a pranzo varie volte a casa sua, lei suo marito e che c'erano anche i coniugi VITALONE. Inoltre dal documento 214 risulta che sua figlia SALVO Patrizia viaggiò su un aereo privitato (rectius privato: n.d.e.) ILIAK (rectius I-LIAC: n.d.e.) in data 20 agosto 1979, con destinazione Nizza insieme a VITALONE Claudio, TORBIDONE (rectius Torbidoni: n.d.e.) Lucilla che è la moglie di VITALONE, VITALONE Erabella (rectius Annabella: n.d.e.), MANIGLIA Francesco, DE MARTINO Adriana e DE MARTINO Francesco figlio. All'udienza del 18 settembre 1996 Francesco MANIGLIA ha dichiarato ha dichiarato che una delle sue figlie viaggiò sull'aereo, delle sue figlie di lei...
CORLEO FRANCESCA:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Viaggiò su l'aereo con lui e VITALONE diretti a Nizza, perchè la vostra imbarcazione si trovava in Costa Azzurra. La signora Maria Letizia DI BERNARDO coniugata PALMA ha dichiarato di essere venuta a casa sua insieme con i coniugi VITALONE. Tutto ciò premesso, lei ricorda qualche cosa di più, visto che tutte queste persone parlano non di un incontro occasionale, non di incontri solo sulle barche ma di pranzi, di cene che sono avvenuti, ad esempio, a Palermo nella villa di MANIGLIA, che sono avvenuti a Roma nell'abitazione di questa Maria Letizia DI BERNARDO, alcuni dicono che vi davate del tu. E' possibile signora che lei non ricordi di questa frequentazione con i VITALONE?
CORLEO FRANCESCA:
Io le dico questo, io in quel periodo come le dicevo prima, spesso non partecipavo alle cene e ai pranzi a cui partecipavano gli altri, partecipavano mia cugina Giuseppina, partecipavano i MANIGLIA e io invece restavo in barca o restavo a casa, quindi se c'è stato un incontro sarà statotalmente casuale, così, di cui io non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora, queste persone parlano intanto di visite a casa sua, parlano della sua presenza a cena e parlano di più occasioni di incontri.
CORLEO FRANCESCA:
Guardi io purtroppo non glielo posso dire che mi ricordo, perchè onestamente io... devo insistere in questa mia versione.
La Corleo, inoltre, ha sostenuto che il marito non le riferì mai di avere visto personalmente il sen. Andreotti, neppure nel giugno 1979 (quando si svolse l’incontro conviviale all’Hotel Zagarella, con la presenza di Antonino Salvo e del predetto esponente politico). Sul punto, la teste ha dichiarato quanto segue:
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le ha mai detto di avere incontrato personalmente, di avere visto personalmente il Senatore ANDREOTTI?
CORLEO FRANCESCA:
No, mai.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora, le faccio vedere una foto (…). Mi vuole dire se riconosce suo marito in questa foto?
(…)
CORLEO FRANCESCA:
Riconosco mio marito, l'Onorevole RUFFINI accanto mio marito, questo non lo vedo bene, dovrei cambiare gli occhiali e l'Onorevole ANDREOTTI.
PUBBLICO MINISTERO:
Per il Tribunale, si tratta della foto che ritrae Nino SALVO e l'Onorevole ANDREOTTI allo ZAGARELLA, insieme ad altre persone, allo ZAGARELLA nella data del 7 giugno 1979. (…) Allora suo marito, le parlava di tutti i suoi incontri, degli incontri che lui aveva con esponenti politici?
CORLEO FRANCESCA:
A volte sì, a volte no, mi parlava di tante cose e di ANDREOTTI non ricordo che me ne abbia mai parlato, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO:
Allora, non ricorda.
CORLEO FRANCESCA:
No, non mi risulta, non me ne ha mai parlato.
PUBBLICO MINISTERO:
Comunque non le disse in questa occasione, nel giugno del 79, che aveva incontrato L'onorevole Giulio ANDREOTTI, è esatto?
CORLEO FRANCESCA:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Non glielo disse?
CORLEO FRANCESCA:
No.
La teste ha, poi, sostenuto di ignorare se il marito conoscesse alcuni esponenti mafiosi che lo stesso Antonino Salvo aveva ammesso di conoscere negli interrogatori resi davanti al Giudice Istruttore del Tribunale di Palermo, riconoscendo anche di avere invitato uno di essi al matrimonio della propria figlia.
Il ricordo della teste è apparso pure assai incerto nell’indicare se fossero presenti in occasione delle nozze di sua figlia Angela alcuni uomini politici siciliani di grande rilievo, come l’on. Lima e l’on. D’Acquisto.
Le dichiarazioni rese in proposito dalla Corleo sono di seguito trascritte:
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, suo marito ha conosciuto Stefano BONTADE?
CORLEO FRANCESCA:
Penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Pensa di si?
CORLEO FRANCESCA:
Lui ha dichiarato, mi pare, di averlo conosciuto...
PUBBLICO MINISTERO:
No, signora, io non le sto chiedendo quello che lei sa per averlo letto negli atti processuali.....faccio un chiarimento generale, quando io le faccio queste domande, (…) non le chiedo le notizia che lei ha perchè le ha apprese leggendo atti processuali e giornali, le domande sono sempre in questo senso: quello che a lei risulta personalmente, per averlo saputo da suo marito o da altre persone, ecco in questo senso. Lei sa se suo marito conosceva Stefano BONTADE?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Non lo sa. Suo marito non le ha mai parlato di suo rapporti con Stefano BONTADE?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che su marito al Giudice Giovanni FALCONE dichiarò in data 17 novembre 84, atto irripetibile acquisito, che aveva conosciuto Stefano BONTADE, che gli aveva fatto anche dei favori ed ha raccontato ampiamente dell'interessamento di Stefano BONTADE nell'ambito del sequestro che riguardava suo padre.
CORLEO FRANCESCA:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Suo marito le ha mai parlato di questo coinvolgimento di Stefano BONTADE nelle trattative per il sequestro...
CORLEO FRANCESCA:
No, prima che lui avesse fatto questa dichiarazione non me ne ha mai parlato.
PUBBLICO MINISTERO:
Cioè prima che lui lo dicesse a FALCONE.
CORLEO FRANCESCA:
No.
PRESIDENTE:
Poi gliel'ha detto, poi gliel'ha detto o no?
CORLEO FRANCESCA:
Poi... me lo ha detto, mi ha accennato questo fatto dopo.
PRESIDENTE:
Dico, poi però gliel'ha riferito.
CORLEO FRANCESCA:
Dopo sì.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora ma io poco fa le ho chiesto se suo marito le aveva mai detto di avere incontrato o conosciuto Stefano BONTADE, chiarendole escludiamo le notizie giornalistiche e processuali, lei mi ha detto che non l'aveva mai detto, non è che mi ha detto dopo che era stato sentito dal Giudice FALCONE, mio marito me lo disse.
CORLEO FRANCESCA:
Ma è una... Io mi sono un pò fuorviata dalla sua... Perchè io le stavo dicendo mio marito ha fatto quella dichiarazione e io, in seguito a questa dichiarazione, ho saputo dopo che mio marito conosceva Stefano BONTADE.
PUBBLICO MINISTERO:
Allora forse abbiamo capito tutti male, lei ha saputo...
CORLEO FRANCESCA:
Io glielo stavo dicendo, mi scusi, poi lei mi ha fermato e mi ha detto...
PUBBLICO MINISTERO:
Signora per capire. Lei ha saputo che suo mmarito conosceva Stefano BONTADE perchè suo marito ha fatto questa dichiarazione al Giudice FALCONE che poi lei ha avuto occasione di leggere nella dichiarazione resa al Giudice oppure sui giornali?
CORLEO FRANCESCA:
No, mio marito dopo me l'ha detto ma dopo.
PUBBLICO MINISTERO:
(…) Sa se suo marito aveva rapporti con altri mafiosi, "uomini d'onore"?
CORLEO FRANCESCA:
No.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
(…) allora io chiedo se la signora sa se marito aveva rapporti con altri "umini d'onore", mafiosi diversi da Stefano BONTADE?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che suo marito in data 17 novembre del 1984 ha dichiarato al Giudice FALCONE: "Anche se continuavo a rimanere vicino a Stefano BONTADE per i motivi sopra detti - cioè sequestro CORLEO - ritengo opportuno per altro mantenere rapporti cordiali un pò con tutti i personaggi di spicco della mafia cittadina". Lei sa chi erano questi personaggi di spicco della mafia cittadina con i quali suo marito aveva rapporti?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora, lei sa se marito conosceva Salvatore GRECO?
CORLEO FRANCESCA:
No, non lo so, no.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che suo marito in data 19 aprile 1984, in data 5 dicembre 1984 ha dichiarato, sempre al Giudice FALCONE, di averlo conosciuto e di avere rapporti con lui. Lei sa se marito conosceva MIchele GRECO?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che suo marito in data 5 dicembre 1984 ha dichiarato di averlo conosciuto e che gli fu presentato da Stefano BONTADE. Lei sa se marito conosceva Giuseppe DI CRISTINA?
(…)
CORLEO FRANCESCA:
No, no.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che suo marito ha dichiarato al Giudice FALCONE in data 18/4/1984 che conosceva DI CRISTINA, ha spiegato come lo aveva conosciuto. Lei sa se marito conosceva Carmelo COLLETTI?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente (…) che suo marito a dichiarato di avere conosciuto Carmelo COLLETTI, di avere pagato personalmente lui il costo del trattenimento del matrimonio del figlio di Carmelo COLLETTI allo ZAGARELLA, questo non le risulta?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Lei sa se questo Carmelo COLLETTI partecipò al matrimonio di sua figlia Daniela?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che suo marito in questo verbale del 19 aprile 1987 (rectius 1984: n.d.e.) ha dichiarato di avere invitato Carmelo COLLETTI al matrimonio di sua figlia Daniela.
CORLEO FRANCESCA:
C'erano tante persone, io non lo conoscevo quindi...
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
La dichiarazione è questa, verbale che ho citato: "Conoscevo COLLETTI Carmelo, il quale è venuto una volta da me in campagna, in una proprietà che è in provincia di Agrigento, per chiedermi dei consigli sull'impianto di una vigna. Era abbastanza noto che fosse un mafioso e aveva una personalità di rilievo, preciso che si è recato da me non una volta sola ma qualche volta". A domanda:"Proprio in considerazione della personalità del COLLETTI non ho potuto rifiutare il suo invito alle nozze del figlio, tenutosi, manco a dirlo, all'hotel ZAGARELLA e se non sbaglio il conto, anzi ne sono sicuro, il relativo conto non è stato pagato dal COLLETTI bensì da me al DE MARTINO, gestore dello ZAGARELLA. Conseguentemente, poichè pochi giorni dopo è stata la volta del matrimonio della mia figlia Daniela, ne conseguì che ho invitato il COLLETTI". (…) Signora sa quali esponenti politici parteciparono ai matrimoni di sua figlia Angela e di sua figlia Daniela?
CORLEO FRANCESCA:
No, guardi io non me lo ricordo, sinceramente, lei forse non mi crede ma io non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora, io non dico che non le credo, siccome lei ha detto che l'Onorevole ANDREOTTI non partecipò al matrimonio di sua figlia...
CORLEO FRANCESCA:
L'Onorevole ANDREOTTI me lo ricorderei perchè è una personalità... era una personalità troppo in vista.
PUBBLICO MINISTERO:
E l'Onorevole LIMA era personalità in vista?
CORLEO FRANCESCA:
Al matrimonio di mia figlia Daniela sì, mi ricordo dell'Onorevole LIMA.
PUBBLICO MINISTERO:
E al matrimonio di sua figlia Angela?
CORLEO FRANCESCA:
Non mi ricordo, probabile che ci fosse anche lui ma io non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO:
Signora questa è una foto del matrimonio di sua figlia Angela, dove si vede l'Onorevole LIMA.
CORLEO FRANCESCA:
L'Onorevole?
PUBBLICO MINISTERO:
LIMA.
CORLEO FRANCESCA:
Può darsi, io non è che sto dicendo... Sto dicendo che non mi ricordo, è probabile, può darsi. Sì certo, c'è l'Onorevole LIMA e la moglie. Ha ragione, ci sono pure io accanto.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi lei non ricorda se al matrimonio di sua figlia Angela aveva partecipato l'Onorevole LIMA però ricorda che non ha partecipato ANDREOTTI. Può spiegare come mai la differenza di questi due ricordi?
CORLEO FRANCESCA:
Perchè ANDREOTTI era una personalità talmente in vista che penso che me lo ricorderei se ci fosse stato.
PUBBLICO MINISTERO:
Ho capito. Mentre l'Onorevole LIMA lei non lo considera una personalità in vista?
CORLEO FRANCESCA:
Non lo consideravo allora, non lo so, non me lo ricordo, cosa vuole che le dica?
PUBBLICO MINISTERO:
Non ricorda di altri esponenti politici?
CORLEO FRANCESCA:
Non ho ricordo di altri esponenti politici.
PUBBLICO MINISTERO:
L'Onorevole Mario D'ACQUISTO ricorda se partecipò?
CORLEO FRANCESCA:
Forse a uno sì, però non so se a quello di mia figlia Angela o a quello di mia figlia Daniela, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che dalla documentazione fotografica in atti risulta che partecipò ad entrambi.
CORLEO FRANCESCA:
Ecco vede, io non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta suo marito ha conosciuto Tommaso CANNELLA?
CORLEO FRANCESCA:
No, non lo so, non mi risulta.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente...
PRESIDENTE:
Come ha detto?
CORLEO FRANCESCA:
Non mi risulta, non ne so niente.
PRESIDENTE:
Prego.
PUBBLICO MINISTERO:
Le faccio presente che suo marito nell'interrogatorio del 18 dicembre 1984 ha dichiarato di avere conosciuto Tommaso CANNELLA.
La teste, inoltre, nelle dichiarazioni di seguito riportate, ha precisato che il marito non le parlava delle sue attività professionali e delle sue relazioni politiche, ed ha specificato di avere una memoria molto labile:
PUBBLICO MINISTERO:
Sa se l'avvocato Vito GUARRASI in qualche occasione ha prestato la propria attività professionale per conto di suo marito?
CORLEO FRANCESCA:
No, io questo non lo so, mio marito non mi parlava mai delle sue attività professionali, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO:
Non le parlava mai delle sue attività professionali?
CORLEO FRANCESCA:
No.
PUBBLICO MINISTERO:
E le parlava delle sue relazioni politiche?
CORLEO FRANCESCA:
Nemmeno.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, l'Onorevole RUFFINI ha mai abitato...
PRESIDENTE:
Onorevole?
PUBBLICO MINISTERO:
RUFFINI. Ha abitato per un certo periodo nel vostro stesso palazzo?
CORLEO FRANCESCA:
Sì.
PUBBLICO MINISTERO:
E si ricorda se c'è stato un periodo in cui vi erano delle guardie, dei Poliziotti, dei Carabinieri che facevano un pochettino di vigilanza, di scorta in questa abitazione?
CORLEO FRANCESCA:
Io sinceramente non mi ricordo, però qualcuno me lo ha fatto ricordare, mi ha detto c'erano delle persone... Io non mi ricordo guardi, io purtroppo ho una memoria molto...
PUBBLICO MINISTERO:
Molto?
CORLEO FRANCESCA:
Molto labile, non mi ricordo mai le cose, però è possibile perchè so... E' possibile che ci fossero ma non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO:
E questo qualcuno che gliel'ha fatto ricordare è uno della sua famiglia?
CORLEO FRANCESCA:
No, è stato il Giudice NATOLI, quando mi ha interrogato.
Se non si ritiene che la Corleo abbia deliberatamente taciuto quanto a sua conoscenza, non resta che riconoscere che la stessa presenta una memoria talmente incerta – oltretutto, su fatti difficilmente dimenticabili (come la presenza alle nozze della figlia Angela dell’on. Lima e dell’on. D’Acquisto, ovvero come la vigilanza fissa espletata dalle forze dell’ordine nello stabile in cui la teste abitava) e su eventi ricordati persino dalla vedova di Ignazio Salvo (come gli incontri con il Vitalone) - da inficiare completamente il valore dimostrativo della sua deposizione.
A ciò deve aggiungersi che la Corleo era tenuta all’oscuro delle relazioni politiche intrattenute dal marito, e – a suo dire – non venne neppure informata del fatto che Antonino Salvo aveva avuto occasione di vedere personalmente il sen. Andreotti presso l’Hotel Zagarella.
Situazione, questa, che risulta assai singolare, se si considera che il prof. Francesco Cavalli (oncologo svizzero che ebbe a curare Antonino Salvo nel 1985), esaminato come teste all’udienza del 19 novembre 1996, ha riferito quanto segue:
P.M.: E mi scusi, il Nino Salvo invitò lei o i suoi familiari a trascorrere un periodo di vacanza in Sicilia?
CAVALLI F.: Sì, non mi ricordo più esattamente quando fu, ma penso nel momento in cui le cose andavano molto bene, una volta mi trovavo nella camera di Nino Salvo, per la visita giornaliera che faccio ai pazienti e c'era lui e c'era il dottor Sangiorgi e uno dei due, non mi ricordo più chi, se dovessi indovinare direi il dottor Sangiorgi, ma non mi ricordo chi dei due, mi disse: "Quando poi tutto questo sarà finito saremmo contenti di poterla invitare a passare un periodo di vacanza con la sua famiglia in Sicilia" mi parlavano completamente del fatto che loro avevano un grande complesso turistico alberghiero vicino al mare dalle parti di Trapani e mi dissero: "Saremmo contenti di poterla avere ospite lei e la sua famiglia per un periodo di vacanza"
P.M.: Dissero dalle parti di Trapani, esattamente ricorda Trapani o Palermo? Ricorda questo grande complesso alberghiero?
CAVALLI F.: So che poi mentre il dottor Sangiorgi in seguito una volta mi mostrò anche il depliant di questo complesso e a me pare che mi dicessero vicino a Trapani.
P.M.: Si trattava... Quindi lei vide il depliant, le fotografie. Si trattava di un complesso alberghiero sul mare?
CAVALLI F.: Sì.
P.M.: Si ricorda il nome di questo complesso alberghiero?
CAVALLI F.: No.
P.M.: Non lo ricorda.
CAVALLI F.: Non mi viene.
P.M.: A proposito di questa conversazione, si svolge presenti sia il Sangiorgi che il Salvo che la invitano lì, ma...
AVV. SBACCHI: No, non ricorda se è il Sangiorgi il Salvo.
P.M.: Un attimo, ecco, e allora...
PRESIDENTE: Non sa chi lo disse, però erano presenti.
CAVALLI F.: Erano presenti tutti e due.
(…)
P.M.: E allora a proposito di questo grande
complesso alberghiero e turistico sul mare di cui le fu mostrato anche il depliant, vi furono altre osservazioni del Nino Salvo o del Gaetano Sangiorgi sulle persone che lo frequentavano?
CAVALLI F.: Sì, dopo avermi invitato di modo che mi disse "ma ci viene tanta gente in vacanza in questo nuovo complesso ci viene" o "ci è venuto anche Andreotti".
Va quindi osservato che le notizie di cui la Corleo ha mostrato di essere in possesso appaiono persino inferiori a quelle riferite da un medico con cui Antonino Salvo ebbe rapporti di carattere professionale nel periodo che precedette la sua morte.
Ne consegue che la ridottissima entità del bagaglio conoscitivo evidenziato dalla teste impedisce di attribuire qualsiasi rilievo alla sua ignoranza di circostanze inequivocabilmente affermate da altri soggetti esaminati nel presente procedimento.
Non può attribuirsi serio valore dimostrativo neppure alla deposizione dell’indagato in un procedimento connesso Giuseppe Favuzza (marito di Maria Daniela Salvo, figlia di Antonino Salvo), il quale, escusso all’udienza del 29 aprile 1998, ha dichiarato che nessuno dei familiari gli riferì che il sen. Andreotti avesse inviato un vassoio d’argento in occasione delle nozze di Angela Salvo, ha sostenuto che il suocero non gli disse mai di conoscere il predetto esponente politico, ed ha aggiunto che non gli risulta che l’imputato abbia partecipato o sia stato invitato a ricevimenti di carattere familiare organizzati dai Salvo.
In proposito, occorre però rilevare che il Favuzza ha affermato di ignorare se il suocero conoscesse l’on. Evangelisti ed il sen. Vitalone, non è stato in grado di precisare se per le sue nozze fosse stato invitato Carmelo Colletti, ha specificato che Antonino Salvo non gli comunicò mai di avere visto personalmente il sen. Andreotti, ha aggiunto che il suocero non gli parlava quasi mai degli uomini politici da lui conosciuti, ed ha chiarito di avere iniziato a frequentare la famiglia Salvo nel 1979.
Si tratta, dunque, di un soggetto che, per la sua ridottissima conoscenza del tessuto relazionale di Antonino Salvo, non può ritenersi in grado di fornire validi elementi di convincimento con riguardo ai rapporti intercorsi tra quest’ultimo ed il sen. Andreotti.
Ad uguali conclusioni deve giungersi nel valutare la deposizione resa all’udienza del 30 aprile 1998 dall’indagato in un procedimento connesso Salvatore Spedale (marito della figlia di Alberto Salvo, fratello di Ignazio Salvo), il quale ha riferito che la moglie, dopo essere stata sentita dalla D.I.A., gli riferì che non vi erano rapporti tra il sen. Andreotti ed i Salvo, ha precisato che il Sangiorgi ed Angela Salvo non gli confidarono di avere ricevuto un dono nuziale dall’imputato, ed ha aggiunto che Ignazio ed Antonino Salvo non gli dissero mai di essere amici del suddetto uomo politico.
Al riguardo, va osservato che lo Spedale ha escluso che Antonino Salvo gli abbia riferito di avere visto personalmente il sen. Andreotti (sul punto, lo Spedale ha spiegato: "con Nino SALVO, c’era una tale differenza di età, e (…) non si fermava a parlare con me, dei rapporti") e di avere conosciuto l’on. Evangelisti, ha precisato che Antonino Salvo non gli parlò mai del Vitalone, ed ha sostenuto che nell’ambito dei suoi rapporti con Antonino ed Ignazio Salvo non sentì mai parlare di uomini politici, aggiungendo: "io di politica non ne ho mai fatta nella mia vita e quindi non me ne interessava".
Si tratta, pertanto, di un altro soggetto rimasto completamente all’oscuro delle relazioni politiche intrattenute dai cugini Salvo.
Non dissimile è il livello delle conoscenze possedute dagli indagati in un procedimento connesso Maria Salvo e Luigi Salvo (figli del predetto fratello di Ignazio Salvo), come si evince dalle dichiarazioni da essi rese davanti al P.M. in data 21 luglio 1993 (acquisite al fascicolo del dibattimento all’udienza del 25 novembre 1998 a seguito del rifiuto di rispondere da loro espresso in sede dibattimentale).
Infatti Maria Salvo, che ha affermato di non sapere se qualcuno dei suoi parenti abbia ricevuto un regalo nuziale da parte del sen. Andreotti, ha aggiunto: "so che l’on. Salvo Lima era amico di Salvo Ignazio e Salvo Antonino. Tale circostanza però non l’ho appresa direttamente dai miei zii. Non ricordo esattamente da chi io l’abbia appresa".
Luigi Salvo ha sostenuto di non avere mai sentito parlare di un regalo nuziale del sen. Andreotti ad alcuno dei suoi parenti, ma ha specificato di non ricordare se al matrimonio dei suoi parenti abbiano partecipato esponenti politici nazionali o locali, e di ignorare se Antonino Salvo avesse aerei personali.
Un ridottissimo patrimonio conoscitivo è stato manifestato pure da Maria Daniela Salvo (figlia di Antonino Salvo), la quale, sentita dal P.M. in data 21 luglio 1993, ha reso le seguenti dichiarazioni:
"Mi sono sposata con Favuzza Giuseppe il 29 agosto 1981, nella chiesa della Magione, ed il ricevimento si è svolto all’hotel Zagarella con la partecipazione di circa 800-900 invitati. (…)
Non ho ricevuto nessun regalo dall’on. Andreotti, perché non era invitato ed anzi dico subito che non mi risulta neppure che mio padre Nino lo conoscesse. Parimenti, non ha conosciuto – per quel che so – Franco Evangelisti, Claudio Vitalone, i fratelli Caltagirone. (…) E’ vero che mio padre parlava spesso di politica in casa, citava uomini politici come De Gasperi, ed altresì come Salvo Lima ed Attilio Ruffini, che conosceva entrambi personalmente" (cfr. il relativo verbale, acquisito all’udienza del 25 novembre 1998 essendosi la suddetta indagata in un procedimento connesso rifiutata di rispondere in sede dibattimentale).
Si tratta, anche in questo caso, di una persona completamente ignara di alcune significative relazioni intrattenute da Antonino Salvo, il quale, oltre ad incontrare ripetutamente il Vitalone, ebbe a vendere a Gaetano Caltagirone nel 1975 un importante immobile (come si evince dalle dichiarazioni rese in data 15 dicembre 1994 dallo stesso Caltagirone davanti al Pubblico Ministero di Perugia in sede di rogatoria internazionale: cfr. il relativo verbale, acquisito al fascicolo del presente dibattimento all’udienza del 15 dicembre 1998).
Ai fini dell’accertamento dei fatti, nessun valido contributo è dunque offerto dalle dichiarazioni dei suindicati familiari dei cugini Salvo.
Va, infine, osservato che la circostanza che Antonino e Ignazio Salvo, nelle discussioni svoltesi nell’ambito familiare e parentale, abbiano indicato il sen. Andreotti facendo riferimento alle sue cariche istituzionali, non si pone in contrasto con le diverse espressioni da essi adoperate nei colloqui con vari esponenti mafiosi. Deve, infatti, rilevarsi che, in questo secondo contesto relazionale, l’uso del nome proprio e del termine "zio", da parte di Antonino ed Ignazio Salvo, per designare il sen. Andreotti, era chiaramente finalizzato ad ingenerare negli interlocutori il convincimento di parlare con persone aventi un rapporto di particolare confidenza con il predetto uomo politico (scopo, questo, certamente assente nelle conversazioni svoltesi nell’ambito familiare); il collaboratore di giustizia Gioacchino Pennino ha, inoltre, chiarito che il termine "zio", impiegato da Antonino Salvo, intendeva esprimere un atteggiamento di rispetto verso il sen. Andreotti.