LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO MARINO MANNOIA SUL REGALO DI UN QUADRO A GIULIO ANDREOTTI DA PARTE DI STEFANO BONTATE E GIUSEPPE CALO’
Un’altra vicenda che, nella prospettazione dell’accusa, dimostrerebbe l’esistenza alla fine degli anni ’70 di rapporti tra Giulio Andreotti ed esponenti di Cosa Nostra e’ quella di un quadro che piaceva all’uomo politico e per il rinvenimento del quale si sarebbero attivati Stefano Bontate e Giuseppe Calo’.
Tale vicenda e’ emersa per la prima volta nel corso dell’interrogatorio reso al P.M. da Francesco Marino Mannoia in sede di commissione rogatoria internazionale il 3 aprile 1993 negli Stati Uniti.
Il Marino Mannoia ad un certo punto (pag.19) spontaneamente affermava:
"con riferimento a Giulio Andreotti ora mi sono ricordato un quadro particolare. Impazziva per questo quadro. Alla fine Stefano Bontate e Pippo Calo’ sono riusciti a procurarglielo tramite un antiquario romano (che lavorava a Roma) amico del Calo’. Non riesco a ricordare la natura del quadro, vale a dire che tipo di quadro fosse."
Alle udienze del 4 e 5 novembre 1996 Francesco Marino Mannoia e’ tornato sull’argomento affermando in sintesi che
(udienza del 4 novembre 1996 pag.76)
P.M. SCARPIN.: …Senta, lei sa se CALO' conosceva ANDREOTTI?
MANNOIA F.: io non so personalmente se CALO' conoscesse direttamente il Senatore ANDREOTTI. Ma qualcosa ci doveva essere.
P.M. SCARPIN.: perché?
MANNOIA F.: perché vi è stat... vi fu un interessamento da parte del BONTADE, da parte del CALO', perché il Senatore ANDREOTTI andava pazzo per un quadro. Un quadro particolare nel suo genere. Io mi ricordo che eravamo da MAGLIOCCO, eravamo in tanti uomini d'onore lì, che spesso face... pranzavamo lì, e il BONTADE, poiché sapeva che io e altri uomini d'onore in precedenza ci eravamo occupati anche, anche... anche di furto, su commissione di quadri d'autore, e noi eravamo interessati a furti di quadri di valore come, che so, quadri di GUTTUSO, quadri di GRASSO, quadri di NOVELLA PARIGINI e avevamo commissionato anche il furto di ANTONELLO DA MESSINA. Io stesso, insieme ad altri, abbiamo rubato il quadro il CARAVAGGIO, e io informai nelle mie prime dichiarazioni il Dottor FALCONE il quale aveva sentito alla radio che c'erano un gruppo di questi amanti del, diciamo, di quadri della natura, di queste cose del CARAVAGGIO, interessate, eventualmente a fare qualche, qualche ricompensa a chi avrebbe dato notizie utili sul CARAVAGGIO, e io dissi al Dottore FALCONE di far sapere a queste persone che il CARAVAGGIO era andato distrutto perché nel modo in cui era stato arrotolato, quando poi l'acquirente lo doveva... l'ha visto, si è messo a piangere e non... non era più in condizioni di essere utilizzato. E quindi il BONTADE ci chiese a noi se conoscevamo o avevamo la possibilità di... di poterci interessare per... per un acqui... l'acquisto di questo quadro in particolare che aveva delle... aveva dato delle caratteristiche. Io non ricordo il nome, era esattamente un italiano. Non mi ricordo, GRASSI, ROSSI, non mi ricordo il nome dell'autore. Adesso è passato tanto tempo. Poi dopo un periodo di tempo, vidi il BONTADE che era molto contento, contento e ci aveva detto di non interessarci più perché quel quadro era stato, diciamo, l'avevano trovato tramite un antiquario, amico di CALO' che viveva qua a ROMA e quindi l'avevano trovato e fatto avere al Senatore ANDREOTTI.
Il giorno successivo, nel corso del controesame da parte della difesa, il tema veniva ulteriormente approfondito con specifico riferimento alla circostanza che il Marino Mannoia, come si e’ visto, all’epoca della commissione rogatoria internazionale (3 aprile 1993) aveva esplicitamente affermato che non ricordava la natura del quadro ne’ aveva accennato all’autore o almeno alla sua nazionalita’, mentre al dibattimento aveva subito dichiarato che il quadro era di un autore italiano, Grassi o Rossi, aggiungendo anche che si trattava di un soggetto paesaggistico:
(udienza del 5 novembre 1996 pag.180)
AVV. COPPI: …Veniamo alla pinacoteca del Senatore ANDREOTTI. Lei ha parlato di un interessamento del Senatore ANDREOTTI per un quadro. E' in grado, oggi, di precisare di qual quadro si trattasse e di dire chi ne fosse l'autore?
MANNOIA F.: io ricordo che era un quadro che era di un italiano.
AVV. COPPI: uhm.
MANNOIA F.: allora seppi il nome, ho saputo il nome di questo quadro, ma, naturalmente, è passato tanto tempo e io...
AVV. COPPI: ecco, sì.
MANNOIA F.: ...non posso ricordarmi con esattezza. So che era un italiano, so che era un quadro paesaggistico ma non vorrei sbagliare nel ricordare, a distanza di tanto tempo. Tanto è vero che non ho dichiarato, diciamo, non ho ricordato nelle mie dichiarazioni il nome dell'autore.
AVV. COPPI: sì. Però, mentre tempo fa lei, appunto, disse che non era in grado di dir nulla intorno a questo quadro, ieri, prima ha sfiorato e poi ha fatto il nome dell'autore di questo quadro. Come mai?
MANNOIA F.: no, me lo sta dicendo lei. Io ho nominato alcuni autori.
AVV. COPPI: no, no, no. Lei ha nominato per un verso, con un accostamento che gli storici dell'arte le perdoneranno, CARAVAGGIO, NOVELLA PARIGINI e GUTTUSO.
MANNOIA F.: sì.
AVV. COPPI: ma questa è un'altra cosa.
MANNOIA F.: quello per il furto...
AVV. COPPI: poi, però, con riferimento a questo quadro di cui non ricordava nulla, ieri ricordava l'autore...
PRESIDENTE: ha detto GRASSI...
VOCE: nome tipo GRASSI o ROSSI.
PRESIDENTE: ...o ROSSI.
AVV. COPPI: ecco, e infatti si tratta proprio di ROSSI.
PRESIDENTE: GRASSI o ROSSI, questo...
AVV. COPPI: se lo è ricordato...
PRESIDENTE: se non ricordo male.
AVV. COPPI: GROSSI o ROSSI.
PRESIDENTE: GRASSI.
AVV. COPPI: risentiremo...
PRESIDENTE: o GROSSI.
AVV. COPPI: GROSSI.
MANNOIA F.: GRASSI o ROSSI, perché GRASSI è l'autore.
AVV. COPPI: ah, l'autore del quadro è GRASSI?
MANNOIA F.: GRASSI è il pittore. Su GROSSI io non l'ho mai sentito. GRASSI è un pittore, io ieri ho detto, come ha detto l'Avvocato...
AVV. COPPI: e di che periodo è?
MANNOIA F.: ...che si parlava di CARAVAGGIO, si parlava di questi altri, si parlava... e poi ho detto: non mi ricordo se è GRASSI, ROSSI, un nome italiano, questo.
AVV. COPPI: il... quindi adesso mi dice che l'autore di questo quadro è GRASSI e che di ROSSI lei non...
PRESIDENTE: no, no, no...
MANNOIA F.: no, ha capito male Avvocato.
PRESIDENTE: ha detto GRASSI. Ricorda che era un italiano e ha detto GRASSI o ROSSI. Questo ha detto.
AVV. COPPI: no, ma ha detto anche che di ROSSI non ha mai sentito parlare.
P.M. LO FORTE: di GROSSI.
AVV. COPPI: di ROSSI. Di ROSSI ha detto che non ha...
VOCI: no, no, GROSSI, GROSSI.
PRESIDENTE: dunque, vediamo come stanno le cose, MANNOIA. Che cosa ricorda.
MANNOIA F.: io ho detto, e ripeto nuovamente, che ieri parlando di questa situazione dei quadri, STEFANO perché sapeva che noi eravamo addentrati in alcune opere d'arte, questo e quell'altro e ci disse anche il nome dell'autore. Io non l'ho ricordato nel corso di questi temi, ho detto solo, trattasi di un quadro di un autore italiano. Non mi ricordo se GRASSI, ROSSI, non mi ricordo. Queste sono le parole. Le devo ripetere di nuovo?
AVV. COPPI: ma adesso...
MANNOIA F.: se volete, se volete le ripeto di nuovo Presidente.
AVV. COPPI: no, voglio sapere se però conferma quello che ha detto pochi secondi fa, cioè che lei di ROSSI o GROSSI quello che sia, comunque di un nome non aveva mai sentito parlare.
MANNOIA F.: ma chi l'ha detto?
AVV. COPPI: lei!
MANNOIA F.: io ho detto: GRASSI o ROSSI.
AVV. COPPI: ma ha aggiunto con riferimento a uno di questi due nomi...
PRESIDENTE: sono pittori questi due?
MANNOIA F.: no, ho detto, siccome l'Avvocato ha detto: "GROSSI"; io ho detto 'stu GROSSI non l'ho mai sentito nell'ambiente delle opere d'arte! GROSSI.
PRESIDENTE: non ROSSI?
MANNOIA F.: non ROSSI o GRASSI. Ma 'stu GROSSI.
AVV. COPPI: GROSSI.
PRESIDENTE: GROSSI.
MANNOIA F.: GROSSI, GROSSI, GROSSI!
AVV. COPPI: invece di GRASSI e di ROSSI ha sentito parlare?
MANNOIA F.: sì, nell'ambito delle opere d'arte ne ho sentito parlare.
AVV. COPPI: e ci può dire, per esempio, ci può dire visto che se ne intende a quale periodo appartengano GRASSI e ROSSI?
MANNOIA F.: no, non posso. Io non so, non è che me ne intendo, che sono un esperto...
AVV. COPPI: va bene. Senta, però lei ha detto pochi minuti fa che questo quadro era di natura paesaggistica, d'accordo? Cioè rappresentava...
MANNOIA F.: sì.
AVV. COPPI: ...un paesaggio.
MANNOIA F.: il BONTADE quando fece questa richiesta minuziosamente descrisse sia il nome, sia la natura e sia il dipinto.
AVV. COPPI: quindi a lei... sì. Quando lei ha detto pochi minuti fa che il quadro era di natura paesaggistica, sia pure con riferimento a ciò che le ha detto BONTADE, lei ha descritto il... ha indicato il tipo di soggetto del quadro, siamo d'accordo? Cioè che il quadro, per quel che le ha detto BONTADE rappresentava un passaggio. Siamo d'accordo?
MANNOIA F.: allora BONTADE disse questo. Io nel corso del tempo ricordavo che era un quadro particolare...
AVV. COPPI: ma lei ha usato...
MANNOIA F.: ...ecco, Avvocato.
AVV. COPPI: ...l'espressione: "paesaggistico" pochi minuti fa...
PRESIDENTE: sì...
AVV. COPPI: il Tribunale l'ha sentito.
MANNOIA F.: sì, ma pure io l'ho sentito, perché l'ho detto!
AVV. COPPI: oh, bravo!
MANNOIA F.: non è che... non è che perché uno ha dichiarato che si trattava di un quadro e adesso non ricordo la natura ma comunque era un quadro particolare...
AVV. COPPI: vede, solo...
MANNOIA F.: e poi magari sovviene il ricordo di dire "è un quadro paesaggistico... questo e quell'altro". Insomma se uno deve fare a meno di ricordare o fare a meno di...
PRESIDENTE: no, no, lei non deve fare...
MANNOIA F.: ...non lo so io qua è...
PRESIDENTE: lei non deve fare a meno di niente!
MANNOIA F.: è criminalizzato tutto!
PRESIDENTE: no, no, no.
MANNOIA F.: si criminalizza la qualsiasi.
PRESIDENTE: no, no, no, MANNOIA, non ci siamo.
MANNOIA F.: eh.
PRESIDENTE: lei poco fa ha detto di natura paesaggistica.
MANNOIA F.: esatto!
PRESIDENTE: ecco, solo questo.
AVV. COPPI: allora, qui la cosa strana e che qui invece i ricordi vengono fuori dopo.
MANNOIA F.: certo, appunto.
AVV. COPPI: perché oltre a... oltre a GROSSI e ROSSI, le contesto che lei, sempre nella rogatoria del 3 aprile...
MANNOIA F.: questa è una virtù, Avvocato!
AVV. COPPI: sempre nella rogatorio del 3 aprile del '93, lei ha detto che: "si dà atto che MANNOIA ha spontaneamente dichiarato quanto segue. Con riferimento a GIULIO ANDREOTTI ora mi sono ricordato un quadro particolare. Impazziva per questo quadro. Alla fine STEFANO BONTADE e PIPPO CALO' sono riusciti a procurarglielo tranne un antiquario romano che lavorava a ROMA, amico del CALO'..."...
PRESIDENTE: tramite.
AVV. COPPI: ..."...non riesco... non riesco a ricordare la natura del quadro. Vale a dire che tipo di quadro fosse". Oggi invece ricorda che è un quadro a contenuto paesaggistico.
MANNOIA F.: sì, e può darsi che fosse...
PRESIDENTE: questo, questa è la contestazione...
MANNOIA F.: può darsi che la...
PRESIDENTE: se l'è ricordato ora dice l'Avvocato. L'altra volta invece non lo sapeva.
MANNOIA F.: ora me la fa domanda!
PRESIDENTE: no, no.
MANNOIA F.: ma può darsi che sono già 15 giorni...
PRESIDENTE: no, no, no.
MANNOIA F.: ...o un meno che me lo dimentico.
PRESIDENTE: senta, senta MANNOIA...
MANNOIA F.: me lo dimostri.
PRESIDENTE: ...lei in quella circostanza aveva detto...
MANNOIA F.: non lo ricordavo.
PRESIDENTE: ...nel '93: "non riesco a ricordare la natura del quadro".
MANNOIA F.: non lo ricordavo.
PRESIDENTE: e invece ora l'ha ricordata?
MANNOIA F.: sì, mettetemi inquisito. Può darsi...
PRESIDENTE: no, no, no, basta!
…………
AVV. COPPI: ...Lei è in grado di ricordarsi oggi chi fosse l'antiquario romano che procurò questo quadro?
MANNOIA F.: no, era un amico di CALO'.
AVV. COPPI: le risulta che si interessarono insieme e che collaborarono perciò tanto CALO' quando BONTADE nel cercar questo quadro?
MANNOIA F.: sì.
AVV. COPPI: eh, insieme? Ci sa dire...
MANNOIA F.: insieme, nel senso che erano interessati.
AVV. COPPI: sì, ma io le ho chiesto se collaborarono o se ognuno invece...
MANNOIA F.: non so se andarono a braccetto o...
AVV. COPPI: non lo sa.
MANNOIA F.: a cercare questo quadro.
AVV. COPPI: benissimo. Si ricorda il periodo di tempo in cui avvenne questa ricerca?
MANNOIA F.: successivamente dopo alla morte di MATTARELLA e tutti gli altri.
AVV. COPPI: e a tutti gli altri. Senta, naturalmente il Senatore ANDREOTTI non ha pagato questo quadro? Per quello che lei sa.
PRESIDENTE: lei sa niente su questo?
MANNOIA F.: io so che cercava questo quadro e gliel'hanno trovato e gli hanno fatto un regalo.
Anche in questo caso, quindi, deve rilevarsi che, rispetto ad un colloquio con Bontate avvenuto molto addietro nel tempo (1980), il ricordo del Marino Mannoia, dopo 13 anni e’ ancora del tutto vago ed incerto (aprile 1993) su tutto cio’ che attiene al quadro di che trattasi (nome e nazionalita’ dell’autore, soggetto), mentre tre anni e mezzo dopo al dibattimento (novembre 1996) il ricordo del collaboratore si concretizza nella specifica indicazione del nome dell’autore, della nazionalita’ e del soggetto del dipinto.
Ma cio’ che deve sin d’ora rilevarsi e’ l’assoluta genericita’ del ricordo del dichiarante su aspetti essenziali della vicenda.
Se e’ vero infatti che il Bontate gli diede incarico di attivarsi per reperire detto quadro, il Marino Mannoia, oltre che ricordare con estrema precisione o almeno in termini generali le caratteristiche del dipinto che egli doveva trovare, avrebbe potuto e dovuto soprattutto riferire oggi all’A.G. in cosa questa sua iniziativa si era poi effettivamente concretizzata, ovvero dove, con chi, presso quali referenti e con quali modalita’ egli aveva cercato di ottemperare all’ordine impartitogli dal suo capomafia.
Si consideri che, secondo Francesco Marino Mannoia, il Bontate, quando gli conferi’ l’incarico, fu molto specifico nelle indicazioni ovviamente necessarie per la ricerca del dipinto ("il BONTADE quando fece questa richiesta minuziosamente descrisse sia il nome, sia la natura e sia il dipinto").
Ed invece il Marino Mannoia e’ stato assolutamente generico su tale aspetto della vicenda essendosi limitato ad affermare che dopo qualche tempo Bontate gli aveva fatto sapere che il quadro era stato rinvenuto e regalato al Sen.Andreotti.
Proprio l’assoluta genericita’ del racconto impone quindi di individuare, pur nei limiti delle vaghe indicazioni fornite, elementi di riscontro alle dichiarazioni del collaborante che siano sicuri ed affidabili.
Deve rilevarsi come il nome "Rossi", riferito ad un pittore ed in relazione alla vicenda in esame, sia stato fatto, prima ancora del risveglio del ricordo nel Marino Mannoia, da alcuni testi entrati nelle indagini del presente processo.
Ed infatti, nella fase delle indagini preliminari, subito dopo le gia’ esposte generiche dichiarazioni del Marino Mannoia, contraddistinte come si e’ visto dalla mancanza assoluta di pur minimi dati di riferimento ("…ora mi sono ricordato un quadro particolare…Non riesco a ricordare la natura del quadro, vale a dire che tipo di quadro fosse"), interveniva una svolta allorquando si presentava spontaneamente al P.M. di Firenze (che successivamente lo indirizzava al P.M. di Palermo che lo sentiva il 28 giugno 1993), tale Avv. Antonino Filasto’, un professionista fiorentino.
Il Filasto’ in sostanza riferiva le circostanze, che egli riteneva di rilievo nel presente processo, affermando di averne avuto notizia da una fonte, della quale inizialmente aveva voluto tacere il nome, e che poi aveva invece indicato in Angela Sassu, un’antiquaria fiorentina.
Sentito all’udienza del 13 dicembre 1996, l’Avv. Filasto’ ha chiarito le ragioni per le quali aveva ritenuto di riferire all’A.G. quanto a sua conoscenza precisando che aveva letto su un settimanale la dichiarazione di un pentito nella quale si faceva riferimento all’interesse del Sen.Andreotti per un quadro successivamente procuratogli dalla mafia.
Cio’ aveva suscitato il ricordo del racconto fattogli anni prima dalla sua cliente Angela Sassu inducendolo a presentarsi al P.M. di Firenze.
Quanto alle notizie riferitele dalla Sassu il teste ha in sintesi riferito che:
(udienza del 13 dicembre 1996 pag.168)
P.M. SCARPIN.: nell'ambito di questo rapporto professionale che si è instaurato a seguito della vicenda che lei ha ora esposto, la Signora SASSU le ha raccontato una vicenda che interessa questo processo, cioè il processo ANDREOTTI?
FILASTO’ A.: sì, non me l'ha raccontata in quanto interessante del processo ANDREOTTI, me l'ha raccontata, diciamo, marginalmente; nel corso di una sessione, la Signora mi disse di aver saputo, di essere a conoscenza dello speciale interesse del Senatore ANDREOTTI per un quadro, di un pittore GINO ROSSI. Che anzi lei era stata interpellata da FRATE EVANGELISTI, ricevuta da lui presso la sede della DEMOCRAZIA CRISTIANA, qui sollecitata ad interessarsi di questo quadro, che lei aveva visto presso un gallerista di ROMA, e tutto questo era avvenuto, mi disse la Signora, per interessamento attraverso la mediazione di un religioso, mi pare PADRE GABRIELE, un certo PADRE GABRIELE di BOLOGNA, mi pare. Premetto che la Signora aveva detto che all'epoca gestiva una galleria nel nord ITALIA, e che si era interessata di una mostra di pittori veneti, fra i quali... fra i quali pittori era compreso anche questo GINO ROSSI, che poi successivamente però, dopo questo suo interessamento e intervento presso questo gallerista, lei aveva saputo ancora da questo PADRE GABRIELE che la faccenda era risolta, perché il Senatore ANDREOTTI aveva ottenuto questo quadro, altrove, in altro modo.
P.M. SCARPIN.: ma, la SASSU le disse se questo quadro interessava ANDREOTTI?
FILASTO’ A.: certamente.
P.M. SCARPIN.: e vuole essere più specifico su questo frammento del racconto.
FILASTO’ A.: che il Senatore era particolarmente interessato a questo quadro, gli piaceva in modo particolare, e voleva averlo.
P.M. SCARPIN.: quando le raccontò questa vicenda, la Signora SASSU, in che anno?
FILASTO’ A.: dunque...
P.M. SCARPIN.: era già iniziato questo processo, o no?
FILASTO’ A.: sì. Sì, sì questo discorso avvenne nel corso di una sessione in cui parlavamo del processo.
…………
PRESIDENTE: che anno è?
FILASTO’ A.: ...come difensore parte civile.
PRESIDENTE: lo sa?
FILASTO’ A.: mi pare... non ho nessun riferimento preciso, perché non presi appunti su questa storia, perché inizialmente mi sembrò assolutamente marginale, non interessante. Mi pare fosse il novan... o la fine del '90 o gli inizi '91.
P.M. SCARPIN.: lei ha usato il termine sessione...
FILASTO’ A.: no, scusi eh! No, ho detto male, no... o la fine del '92 o l'inizi del '93.
P.M. SCARPIN.: lei poco fa ha usato il termine sessione, intende incontro nel suo studio?
FILASTO’ A.: incontro nel mio studio, certo.
P.M. SCARPIN.: quindi la Signora le ha raccontato questa vicenda, e lei cosa ha fatto? Si è rivolto alla Procura di PALERMO?
FILASTO’ A.: no, inizialmente il racconto della Signora mi... così, mi sembro un racconto qualsiasi. Successivamente mi capitò di leggere su un settimanale una dichiarazione di un pentito, in cui si faceva riferimento a uno speciale interesse del Senatore per un quadro. E che poi questo quadro l'avrebbe ricevuto attraverso l'interessamento di qualcuno che aveva a che fare con la mafia. Ecco, allora la cosa mi sembrò interessante; e mi capitò di parlarne pre... alla Procura di FIRENZE di questa questione. Devo dire anche perché mi attirò questo...
P.M. SCARPIN.: prego.
FILASTO’ A.: fatto è che feci un collegamento, associazione, un collegamento determinato dal fatto che nel corso del processo della strage del treno 904, processo nel quale avevo assistito delle parti civili, alcuni Enti Pubblici, era venuto fuori un interessamento di un imputato di quel processo, che era un braccio destro di PIPPO CALO', a certi quadri. In particolare questo imputato, che si chiama CERCOLA, disse che aveva procurato i meccanismi per fare esplodere la carica esplosiva sul treno a distanza, a questo fantomatico, secondo me, inesistente libanese, perché aveva conosciuto questa persona, per avergli venduto, per un prezzo fra l'altro particolarmente basso, un quadro di BELLOTTO. Mi venne in mente a questo punto che questo era avvenuto, disse a suo tempo CERCOLA, perché lui all'epoca gestiva una galleria, negozio di antiquariato a ROMA. Parlando con la Procura di FIRENZE, magari espressi l'ipotesi, la congettura che questo antiquario di cui mi aveva parlato la Signora SASSU, potesse identificarsi con CERCOLA.
P.M. SCARPIN.: e quindi lei fu sentito dalla Procura della Repubblica...
FILASTO’ A.: no!
P.M. SCARPIN.: ...di PALERMO?
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: uhm, ricorda quando?
FILASTO’ A.: mi sembra nel '93...
P.M. SCARPIN.: ecco, 28 giugno '93.
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: e raccontò questa vicenda quindi alla Procura di PALERMO?
FILASTO’ A.: certamente, sì.
P.M. SCARPIN.: indicò il nome della Signora SASSU, come la persona...
FILASTO’ A.: no.
P.M. SCARPIN.: no, spiegò perché non indicò...
FILASTO’ A.: certamente.
P.M. SCARPIN.: cosa disse?
FILASTO’ A.: dissi che siccome questa confidenza la Signora me l'aveva fatta nel corso di una sessione, avvenuta all'interno di un rapporto professionale, mi sembrava corretto tacere il nome di questa persona, a meno che questa persona non mi avesse sciolto dal segreto professionale.
P.M. SCARPIN.: quindi lei raccontò la vicenda, dicendo che l'aveva appresa nel corso di un rapporto professionale...
FILASTO’ A.: esatto.
P.M. SCARPIN.: ...e che però non poteva indicare il nome della persona, perché legato al segreto professionale.
FILASTO’ A.: certo!
P.M. SCARPIN.: bene.
FILASTO’ A.: art. 200 del codice di procedura penale.
P.M. SCARPIN.: esatto. Ricorda se nel '95 fu nuovamente interrogato dalla Procura di PALERMO, e fu invitato a sciogliere il segreto?
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: e ricorda che cosa accadde?
FILASTO’ A.: accadde che venni convocato a ROMA...
P.M. SCARPIN.: sì.
FILASTO’ A.: ...e qui venni invitato, se non sbaglio, proprio dal Dottor CASELLI in persona, a sciogliere questa riserva. E io non insistetti a dire che non potevo farlo se la Signora non mi autorizzava.
P.M. SCARPIN.: fu redatto un verbale?
FILASTO’ A.: fu redatto un verbale, certo.
P.M. SCARPIN.: e lei chiese copia di questo verbale?
FILASTO’ A.: sì, chiesi copia di questo verbale, per avere modo di parlare con la Signora SASSU, mostrarle il verbale, e dirle che mi trovavo in un certo imbarazzo da questo punto di vista, e sentire se lei era disponibile a farmi fare il suo nome.
P.M. SCARPIN.: ecco, per essere chiari, questo verbale conteneva l'invito della Procura a sciogliere...
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...il segreto e la sua opposizione del segreto professionale?
FILASTO’ A.: certamente.
P.M. SCARPIN.: era solo questo il contenuto del verbale?
FILASTO’ A.: il contenuto del verbale mi pare fosse esclusivamente questo.
P.M. SCARPIN.: quindi lei mostrò questo verbale alla Signora?
FILASTO’ A.: sì. Perché anche nel verbale si diceva, si contestava questo mio diritto, per dire la verità, a parte del... sia pure con estrema correttezza e con estrema gentilezza anche, mi si faceva presente che forse io interpretavo quella norma, che consente a un testimone di non parlare in una situazione del genere, un po' troppo estensivamente.
P.M. SCARPIN.: e quindi la Signora la sciolse quindi dal segreto?
FILASTO’ A.: sì, la Signora con molta... anzi io pensavo di trovare un'opposizione un po' più netta, invece la Signora disse: "Avvocato, faccia pure il mio nome".
P.M. SCARPIN.: va bene, per me è sufficiente.
Nel corso del controesame all’Avv. Filasto’ venivano mosse dalla difesa numerose contestazioni emergendo come il ricordo del teste fosse notevolemente affievolito rispetto all’epoca della sua deposizione al P.M. di Palermo.
A seguito di tali contestazioni e con innumerevoli incertezze, il Filasto’ confermava infatti che:
(udienza del 13 dicembre 1996 pag.175)
AVV. BONGIORNO: Dottoressa Giulia Bongiorno. Avvocato, in quale anno la SASSU si sarebbe interessata per questo quadro?
FILASTO’ A.: non glielo so dire esattamente; le spiego, io ritenevo che si trattasse del 1982, perché quando me ne parlò la Signora, mi parlò di dieci anni fa, circa. Non mi disse una data precisa, e siccome il colloquio avveniva, insomma, intorno a quell'epoca che le ho detto, io ritenevo che fosse l'82.
AVV. BONGIORNO: Avvocato...
FILASTO’ A.: ma non per indicazione precisa della Signora, per una mia...
AVV. BONGIORNO: per una...
FILASTO’ A.: ...interpretazione, rispetto a una data generica, che la Signora aveva detto.
AVV. BONGIORNO: sì, Avvocato, quindi lei si esprime adesso in termini dubitativi e come ipotesi; io invece le devo contestare che lei nel verbale del 28 giugno '93, quello al quale ha fatto riferimento in prime battute il Pubblico Ministero, ha così dichiarato. Le leggo il passaggio della sua dichiarazione: "la vicenda ha inizio verso il 1982, o in epoca di poco precedente, allorquando questa persona - perché ancora non faceva il nome della SASSU - si era interessata dell'allestimento di una mostra di pittori veneziani del '900". Quindi lei ha ancora il ricordo anche a questa mostra, e non mi parla di dubbio, o di ipotesi. Lei mi conferma questa data o mi conferma i dubbi di oggi?
FILASTO’ A.: no, le confermo quello che c'è scritto sul verbale.
AVV. BONGIORNO: d'accordo.
FILASTO’ A.: o in epoca di poco precedente.
AVV. BONGIORNO: d'accordo.
…………
AVV. BONGIORNO: ...ora le faccio una domanda, così proprio era la domanda successiva. E' stata la Signora SASSU a dirle che i fatti...
FILASTO’ A.: eh.
AVV. BONGIORNO: ...erano avvenuti proprio in riferimento a questa mostra veneziana, oppure oggi che stiamo parlan... oggi, quando lei ha riferito il fatto, ha fatto questo accostamento?
PRESIDENTE: ha capito? Questo era quello che le chiedevo!
AVV. BONGIORNO: era proprio la domanda...
FILASTO’ A.: la Signora mi disse che prima di avere questo incontro e questa richiesta di intervento, si era occupata di questa mostra.
AVV. BONGIORNO: quindi prima... prima di avere questa... quindi c'era stata prima la mostra...
FILASTO’ A.: esatto.
AVV. BONGIORNO: ...e poi l'intervento?
FILASTO’ A.: sì.
AVV. BONGIORNO: e questa mostra le disse quando avvenne?
FILASTO’ A.: la Signora mi disse che tutto, sia la mostra, che l'intervento, era avvenuto circa dieci anni... circa dieci anni prima.
AVV. BONGIORNO: e glielo disse nel '93, quindi lei colloca per questo nell'82...
FILASTO’ A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...o '83, a questo punto?
FILASTO’ A.: certamente.
AVV. BONGIORNO: perfetto. Senta lei sa in quale via era ubicata... innanzi tutto, no, visto che il Pubblico Ministero non le ha fatto una domanda, io le voglio chiedere, lei sa che la Signora SASSU si ricopre su un antiquario per vedere questo quadro?
FILASTO’ A.: mi pare di sì, mi sembra di sì, sì che si interessò anche recandosi presso un antiquario.
AVV. BONGIORNO: e lei sa questo antiquario...
FILASTO’ A.: io so... mi disse così.
AVV. BONGIORNO: sì, io quando le dico: "so", lei mi specificherà...
FILASTO’ A.: sì, certo.
AVV. BONGIORNO: ...di volta in volta se sono cognizioni sue personali...
FILASTO’ A.: certo, certo... no, no io non ho nessuna cognizione personale...
AVV. BONGIORNO: quindi tutto ciò che lei dice...
FILASTO’ A.: tutto quello che ho riferito è stato...
AVV. BONGIORNO: certo.
FILASTO’ A.: ...è stato a me riferito dalla Signora SASSU.
AVV. BONGIORNO: ho capito quindi...
FILASTO’ A.: sono il classico testimone de relato.
AVV. BONGIORNO: d'accordo. Io le voglio chiedere questo: il gallerista antiquario dove è che aveva questa galleria? Dove era ubicata?
FILASTO’ A.: nel centro di ROMA.
AVV. BONGIORNO: la via di preciso?
FILASTO’ A.: non me la ricordo.
AVV. BONGIORNO: allora io sollecito il suo ricordo, ricordandole che nel verbale al quale ho fatto prima riferimento, lei ha detto: "il quadro in questione era posseduto da un gallerista antiquario romano, che aveva la galleria in VIA DELLA VITE a ROMA".
FILASTO’ A.: può darsi che all'epoca fosse più preciso il ricordo di quel che mi aveva detto la Signora, quindi lo confermo.
AVV. BONGIORNO: ecco, a me interessa questo, quindi lei mi conferma che era ubicato in VIA DELLA VITE, che la Signora le disse che era ubicato in VIA DELLA VITE?
FILASTO’ A.: certo se ho detto così, direi di sì.
AVV. BONGIORNO: d'accordo. Senta lei sa quale... lei ha detto che la Signora tramite l'Onorevole EVANGELISTI doveva interessarsi... innanzi tutto doveva interessarsi per... proprio per trattare il quadro? Quale era l'oggetto dell'incarico che aveva avuto? O doveva trovarlo questo quadro, procurarlo?
FILASTO’ A.: doveva interessarsene, io non so se lo dovesse proprio...
AVV. BONGIORNO: cioè le dico subito, il quadro era stato già visto da EVANGELISTI o dal Senatore ANDREOTTI e doveva soltanto trattarlo la Signora, oppure il quadro non era stato mai visto e lei proprio lo doveva cercare?
FILASTO’ A.: no, credo fosse già stato visto, sì.
AVV. BONGIORNO: uhm. Senta io voglio sapere una cosa, la Signora SASSU le disse quale somma era stata autorizzata ad offrire dall'Onorevole EVANGELISTI per l'acquisto di questo quadro?
FILASTO’ A.: mi pare che si parlò di somma, mi sembra che fece riferimento ad una certa somma, ora però non ricordo, né la somma e neppure se doveva... avrebbe dovuto lei offrirla, ecco.
AVV. BONGIORNO: e allora io le dico subito che invece in quel verbale lei ha così dichiarato: "la persona da me assistita, venne ricevuta presso la D.C....- va be' ehm... - il quale lo autorizzò - dice lo, perché dice persona, non per altro - ad offrire al proprietario del quadro una somma al massimo di 200.000.000 (duecentomilioni) di lire", lei ricorda questo passaggio?
FILASTO’ A.: sì, può darsi.
AVV. BONGIORNO: no, no.
FILASTO’ A.: non ricordo, non ricordo...
AVV. BONGIORNO: io glielo sto leggendo...
FILASTO’ A.: per la verità non ricordo, né di avere detto questo che lei mi sta leggendo in questo momento, e neppure se la Signora mi disse in questo modo.
AVV. BONGIORNO: e allora...
FILASTO’ A.: rammento che mi parlò di una certa cifra, ma non rammento se si riferiva al valore di questo quadro o all'offerta.
AVV. BONGIORNO: Avvocato, scusi. Io le leggo un pa... io le ho letto questo passaggio, quello che mi interessa sapere è, innanzi tutto se lei ricorda di avere reso queste dichiarazioni...
FILASTO’ A.: certamente.
AVV. BONGIORNO: ...poi se oggi le modifica o meno...
FILASTO’ A.: ma, certamente!
AVV. BONGIORNO: ...perché mi sa anche giu...
FILASTO’ A.: ...ma io... capisce? Non posso... mi ricordo di avere reso queste dichiarazione, se l'ho rese son verbalizza...
AVV. BONGIORNO: no, queste... queste che le ho letto io, lei ricorda...
FILASTO’ A.: sì, sì, ma certo.
AVV. BONGIORNO: ...di avere detto, "l'autorizzò ad offrire al proprietario del quadro una somma al massimo di 200.000.000 (duecentomilioni) di lire"...
FILASTO’ A.: sì.
AVV. BONGIORNO: questo è un ricordo ben preciso, quello che le leggo, io...
FILASTO’ A.: benissimo.
AVV. BONGIORNO: ...quindi la prego di essere molto preciso, perché è importante questo.
FILASTO’ A.: ho capito, sì. Se è scritto l'ho detto sicuramente!
AVV. BONGIORNO: perfetto. Quando la SASSU le raccontò questo episodio, e questa cifra che era stata autorizzata ad offrire per questo quadro, fece qualche commento rispetto questa cifra? Disse: "questa cifra è alta per un quadro di ROSSI, è una cifra adeguata, mi sembra... non mi sembra proporzionata a un quadro di SASSU... a un quadro di ROSSI"?
FILASTO’ A.: dunque, la Signora, a proposito del quadro di ROSSI, fece delle osservazioni di questo tipo, mi disse che si trattava di un pittore non molto conosciuto al grosso pubblico. Tuttavia molto apprezzato dai collezionisti, perché era... i suoi quadri erano piuttosto rari, per il fatto di aver dipinto molto poco. E che le sue... le valutazioni di questo pittore erano in crescita, ecco, questo lo ricordo, mi disse questo.
AVV. BONGIORNO: le disse di preciso le quotazioni a quanto ammontavano?
FILASTO’ A.: sì.
AVV. BONGIORNO: me lo dice?
FILASTO’ A.: sì, me lo disse e parlò di qualche... all'epoca, nel momento in cui lei mi parlava, mi parlò di qualche centinaio di milioni, sì.
AVV. BONGIORNO: eh... io le segnalo che lei ha detto: intorno a 2.000.000.000 (duemiliardi) di lire, me lo conferma?
FILASTO’ A.: può darsi.
AVV. BONGIORNO: no, a me il può darsi...
FILASTO’ A.: sì, sì, no, no, le conferm... confermo di aver detto questo, sì.
AVV. BONGIORNO: le dico subito, a me interessa sapere sempre se lei mi conferma il mio verbale o meno per un problema di carattere giuridico...
FILASTO’ A.: ma certame...
AVV. BONGIORNO: ...se lei mi dice: "può darsi", resterebbe una difformità e dobbiamo acquisire...
FILASTO’ A.: ha ragione!
AVV. BONGIORNO: ...il verbale.
FILASTO’ A.: confermo di aver detto questo!
AVV. BONGIORNO: d'accordo. Senta, questa offerta, quindi fino a 200.000.000 (duecentomilioni) di lire, la SASSU la girò all'antiquario?
FILASTO’ A.: sempre nel racconto della Signora?
PRESIDENTE: certo!
AVV. BONGIORNO: sempre secondo quanto le ha raccontato...
FILASTO’ A.: certo, certo!
AVV. BONGIORNO: ...la SASSU!
FILASTO’ A.: sì, sì.
AVV. BONGIORNO: poi, quello che succede alla SASSU, effettivamente, lo chiederemo alla SASSU. Per ora proprio sul racconto dobbiamo...
FILASTO’ A.: sì, penso di sì, sì sì, almeno...
AVV. BONGIORNO: penso di sì o sì?
FILASTO’ A.: sì.
AVV. BONGIORNO: se no ne dò lettura!
FILASTO’ A.: sì, sì, sì.
AVV. BONGIORNO: eh! E l'antiquario che ha fatto a questo punto?
FILASTO’ A.: che sappia io, mi pare che rifiutò l'offerta.
AVV. BONGIORNO: sì. Lei ha detto le stesse cose in termini di certezza, la persona allora girò l'offerta all'antiquario ricevendo un netto rifiuto, è questo il suo ricordo?
FILASTO’ A.: sì.
…………
AVV. SBACCHI: …….. Quindi, lei, Avvocato, ha detto di essersi... di avere conferito con il Procuratore della Repubblica in ordine... di PALERMO, in ordine a questa vicenda.
FILASTO’ A.: sì.
AVV. SBACCHI: sì. Lei si presentò spontaneamente?
FILASTO’ A.: in un certo senso sì.
AVV. SBACCHI: cioè? Che significa "in un certo senso"?
FILASTO’ A.: dunque, la genesi di questo incontro con il Procuratore della Repubblica di PALERMO avvenne così, io parlai con questo Procuratore di FIRENZE, il quale mi chiese se volevo essere preso al verbale, dissi: "faccia Lei!" Lui telefonò al Dottor CASELLI, in mia presenza, e... venne stabilito un incontro.
AVV. SBACCHI: ho capito!
FILASTO’ A.: successivamente...
AVV. SBACCHI: mi scusi, non... non mi interessava altro. Volevo sapere un'altra cosa, lei quando si presentò aveva parlato con la Signora SASSU, che doveva andare a PALERMO o altrove, cioè, che dovesse sentirla il Procuratore della Repubblica di...
FILASTO’ A.: assolutamente no!
AVV. SBACCHI: no. Mi scusi, io le leggo un passo, che fa così e sembra suonare il contrario, "una persona da me assistita in ordine a questioni relativi al mondo dell'arte mi ha riferito il fatto che ora dirò: - che poi è quello che ho già detto - autorizzandomi a riferire la vicenda, vincolando nel segreto professionale circa la sua identità".
FILASTO’ A.: uhm...
AVV. SBACCHI: questo lo leggo...
FILASTO’ A.: mah, può darsi...
PRESIDENTE: quindi, da questo sembra che lei ha parlato...
FILASTO’ A.: sì, ma non successivamente, può darsi nel corso della conversazion... nel corso della conversazione.
PRESIDENTE: quale conversazione?
FILASTO’ A.: la prima conversazione avuta con la Signora. Ma... successivamente non... non ebbi nessun colloquio sull'argomento con la Signora, almeno...
AVV. SBACCHI: quindi, non è...
FILASTO’ A.: ...per quanto...
AVV. SBACCHI: ...non è esatto!
FILASTO’ A.: ...mi rammento.
AVV. SBACCHI: non è esatto che lei pubbl...
FILASTO’ A.: o può darsi, scusi...
AVV. SBACCHI: ...che la Signora...
FILASTO’ A.: ...mi faccia pensare...
AVV. SBACCHI: ...che ebbe un dialogo con...
FILASTO’ A.: ...mi faccia pensare un momento! Può darsi che successivamente ne abbiamo parlato, e che la Signora mi abbia autorizzato in quel senso, ora, se l'ho detto vuol dire che è così, in questo momento non avevo un ricordo su questa...
AVV. SBACCHI: mi scusi, abbia pazienza! Le vorrei ricordare questo, lei, un bel giorno, parla con un Sostituto o un Procuratore, non so bene chi, con un Magistrato della Procura della Repubblica di FIRENZE, è esatto?
FILASTO’ A.: sì, se vuol sapere, era proprio il Procuratore...
AVV. SBACCHI: no, no, non ho questa curiosità. Lei parla, apprend... dice qualcosa, quella che è la sua opinione...
FILASTO’ A.: sì.
AVV. SBACCHI: ...in ordine a questa vicenda, a quel punto lei si chiede se lei vuol riferirla al Magistrato della Procura di PALERMO, e lei dice di sì.
FILASTO’ A.: sì.
AVV. SBACCHI: ...dopo di che conviene un appuntamento e va a PALERMO.
FILASTO’ A.: sì.
AVV. SBACCHI: è esatto?
FILASTO’ A.: sì.
AVV. SBACCHI: e in quel momento lei dice due cose: "mi sono presentato spontaneamente a questo ufficio - che è una parte che non le ho letto, e in più dice - una persona mi ha dato incarico... - lo rileggo - una persona da me assistito, - per evitare di fare trasposizione o cattivi ricordi - in ordine a questioni relative al mondo dell'arte, mi ha riferito il fatto che ora diro: ho..."...
FILASTO’ A.: scusi, mi ha dato incarico o mi ha riferito?
AVV. SBACCHI: ..."una persona..."... leggo testualmente, senza incisi!
FILASTO’ A.: uhm!
AVV. SBACCHI: ..."una persona da me assistita, in ordine a questioni relative al mondo dell'arte, mi ha riferito il fatto che ora dirò, autorizzando a riferire la vicenda, ma vincolando nel segreto professionale circa la sua identità".
FILASTO’ A.: sì.
AVV. SBACCHI: bene! Io vorrei sapere se è così?
PRESIDENTE: questa autorizzazione quando l'è stata data?
FILASTO’ A.: non ricordo.
PRESIDENTE: prima di andare a FIRENZE, prima di andare a PALERMO, dopo FIRENZE?
FILASTO’ A.: mah, direi dal momento... poco dopo avermi raccontato l'episodio.
AVV. SBACCHI: io non ho altre domande Presidente.
PRESIDENTE: prego!
P.M. SCARPIN.: sì. Se ho ben capito il discorso su questa vicenda accade quasi casualmente.
FILASTO’ A.: sì, direi proprio casualmente.
P.M. SCARPIN.: casualmente. Lei prese appunti?
FILASTO’ A.: come?
P.M. SCARPIN.: prese appunti?
FILASTO’ A.: certamente no! L'importanza è la vicenda! A me mi apparve dopo.
P.M. SCARPIN.: ho capito!
FILASTO’ A.: dopo, dopo aver letto quelle dichiarazioni.
P.M. SCARPIN.: perfetto! Tra il momento in cui la Signora SASSU le parlò casualmente di questa vicenda...
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...e il momento, e cioè il 28 giugno del '93 nel quale lei ne parlò alla Procura della Repubblica di PALERMO, quanto tempo passò?
FILASTO’ A.: mah, giugno '93 ha detto?
P.M. SCARPIN.: sì.
FILASTO’ A.: ...a PALERMO.
P.M. SCARPIN.: sì, il 28 giugno del '93 viene sentito dalla Procura di PALERMO.
FILASTO’ A.: mah, io...
P.M. SCARPIN.: in modo anche approssimativo.
FILASTO’ A.: ...io non... io non... io direi dai cinque mesi.
P.M. SCARPIN.: cinque mesi.
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: quindi, il 28 giugno del '93 lei riferisce a memoria...
FILASTO’ A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...quello che la Signora SASSU le ha raccontato cinque mesi prima?
FILASTO’ A.: sì, forse anche più.
P.M. SCARPIN.: anche più! Senza avere preso appunti?
FILASTO’ A.: senza aver preso nessun appunto.
P.M. SCARPIN.: e i suoi ricordi, in quel momento, erano precisi su ogni dettaglio?
FILASTO’ A.: eh, può darsi di no.
P.M. SCARPIN.: può darsi di no. Erano precisi sulla cifra, per esempio, che Signora SASSU le disse che era stato...
FILASTO’ A.: direi proprio di no.
…………
P.M. SCARPIN.: ...sul punto della individuazione della strada ricorda come fu il discorso?
PRESIDENTE: eh! Che cosa le disse, come fu il discorso? Questo era... i termini corretti, prego!
FILASTO’ A.: mi pare che la Signora mi parlò di una via intorno a quella VIA DELLA VITE.
Emerge con tutta evidenza che il teste al momento della sua deposizione nel presente dibattimento mantiene ricordi molto incerti del contenuto della conversazione avuta con la Sassu, laddove all’atto della deposizione resa al P.M., quando erano trascorsi solo pochi mesi da quel dialogo con la donna, le sue dichiarazioni erano indubbiamente connotate da maggiore sicurezza e precisione di riferimenti.
Ed infatti al dibattimento il Filasto’:
Considerando che la testimonianza dell’Avv. Filasto’ e’ interamente "de relato", limitandosi a riportare quanto raccontatogli da terzi, diventa allora essenziale prendere in esame le dichiarazioni rese dalla sua fonte di riferimento Sassu Angela la quale, esaminata all’udienza del 13 dicembre 1996, ha in sintesi riferito che:
(udienza del 13 dicembre 1996 pag.197)
P.M. SCARPIN.: senta, lei ha organizzato mai una mostra dei pittori veneti?
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: uhm...
SASSU A.: una mostra di... non esclusivamente dei pittori veneti, di maestri, di maestri del 900.
P.M. SCARPIN.: tra questi pittori ve ne era anche uno che si chiama GINO ROSSI?
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: lei ricorda quando ha organizzato questa mostra dei pittori veneti?
SASSU A.: uhm... Sì, penso nella primavera dell'80.
P.M. SCARPIN.: nella primavera del 1980.
SASSU A.: sì.
(pag.204)
P.M. SCARPIN.: in occasione di questa mostra dei pittori veneti...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...dopo la mostra dei pittori veneti, PADRE GABRIELE le chiese qualche cosa che riguardava un pittore in particolare?
SASSU A.: sì, mi diceva che... era venuto ovviamente lì, a FIRENZE, a CAVALESE, aveva visto la mostra, e mi aveva detto che mi avrebbe presentato qualc... come mi ha presentato poi, successivamente, molti industriali, molti... molti personaggi, insomma, ecco! Che mi avrebbe presentato l'Onorevole EVANGELISTI, perché... insomma, era interessato ad un quadro di GINO ROSSI.
P.M. SCARPIN.: lei sa se PADRE GABRIELE conosceva GIULIO ANDREOTTI?
SASSU A.: sì.
(pag.207)
P.M. SCARPIN.: …Ritorniamo un attimo indietro, lei ha detto che PADRE GABRIELE la mette in contatto, se non ho capito male, con EVANGELISTI?
SASSU A.: sì sì.
P.M. SCARPIN.: eh, vuole raccontare in dettaglio questa storia? Cosa succede?
SASSU A.: praticamente mi disse che l'Onorevole EVANGELISTI si occupava di quadri, di antiquariato, perché momentaneamente... in quel periodo non si occupava di politica, ecco! Allora, me lo presentò come una persona che poteva essermi molto utile ne... nel mio lavoro, per la galleria.
P.M. SCARPIN.: e glielo presentò... dove glielo presentò?
SASSU A.: no, gli telefon... gli telefonò e disse che... insomma, che le avrebbe... "ti presento una Signora, una mia amica". E andammo a ROMA, lui penso che... non mi accompagnò lì, direttamente alla DC...
P.M. SCARPIN.: uhm!
SASSU A.: ...perché doveva andare, credo, in qualche... con qualche... in qualche Ministero. Ma...
P.M. SCARPIN.: quindi, lei...
SASSU A.: ...già... sì, andai da sola.
P.M. SCARPIN.: andò da sola dove?
SASSU A.: sì, lì...
P.M. SCARPIN.: ...nella sede della DC?
SASSU A.: ...nella sede della DC, sì.
P.M. SCARPIN.: cos'era? Lo studio di...
SASSU A.: mah, aveva uno studio... sì.
P.M. SCARPIN.: sì. Ci può...
PRESIDENTE: quando avvenne questo episodio di cui sta parlando? Che andò a ROMA...
SASSU A.: sì, nell'80, prima del... diciamo, maggio/giugno '80.
P.M. SCARPIN.: quindi, dopo la mostra dei pittori veneti e prima di quella di CESENATICO?
SASSU A.: esatt... sì. E prima di CESENATICO.
P.M. SCARPIN.: sicura?
SASSU A.: ehm... sì, sicura perché... l'Onorevole EVANGELISTI quando PADRE GABRIELE gli telefonava gli mandava i saluti per me. Quindi, vuol dire che io l'avevo conosciuto, insomma.
P.M. SCARPIN.: sì. Quindi, lei va nella sede della DC e incontra personalmente...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...EVANGELISTI.
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...EVANGELISTI che cosa le dice?
SASSU A.: uhm... mi chiede, mi parl... mi chiede della... della mia galleria, degli artisti di cui mi occupavo, e lui mi disse che era interessato a quadri... fra l'altro non faceva distinzione né art... quadri antichi, era interessato a quadri antichi e a quadri moderni, ecco! E in quel momento era interessato... ecco, la telefonata, questo incontro avvenne perché PADRE GABRIELE seppe dall'Onorevole EVANGELISTI che stava cercando un GINO ROSSI. PADRE GABRIELE non era una persona che si intendeva di arte, insomma, gli avevo detto che io avevo GINO ROSSI lì, e quindi mi presentai anche con... con le foto della mostra insomma, dei quadri che erano in mio possesso.
P.M. SCARPIN.: ed era EVANGELISTI personalmente...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...interessato al quadro di GINO ROSSI?
SASSU A.: no, lui disse che era interessato il Presidente, lo chiamava... rivolgendosi al Senatore ANDREOTTI, lui... in quel momento...
PRESIDENTE: questo lo disse a lei?
SASSU A.: sì, sì, a me, parlava... insomma, come se... a nome del... del Presidente.
P.M. SCARPIN.: e che cosa le disse a nome del Presidente?
SASSU A.: sì, che avev... era interessato a questo quadro di GINO ROSSI...
P.M. SCARPIN.: quale quadro, scusi?
SASSU A.: a... ad un quadro che lui aveva visto lì, a ROMA, in una galleria, ma che PADRE GABRIELE gli aveva detto che potevo procurarglielo anch'io insomma, ecco!
P.M. SCARPIN.: e come glielo poteva procurare anche lei?
SASSU A.: mah... probabilmente tramite la mia galleria insomma, ecco!
P.M. SCARPIN.: e che cosa le disse in sostanza EVANGELISTI? Cosa avrebbe dovuto fare lei per questo quadro? O cosa fece?
SASSU A.: mah, io... quel giorno lui mi accompagnò... uhm... in questa galleria, era a dieci minuti dalla... dalla sede della DC, a piedi...
P.M. SCARPIN.: a piedi o in macchina? A piedi!
SASSU A.: no, a piedi!
P.M. SCARPIN.: uhm!
SASSU A.: e... ricordo, insomma, ero anche abbastanza emozionata, perché... insomma, era da pochi anni, insomma, da... da tre anni che facevo la gallerista, quindi, insomma, trovarmi in una situazione così, ero anche... ero emozionata, ecco! E... comunque, mi disse di andare lì a vedere il quadro, di vedere questo quadro, di chiedere il prezzo, e poi glielo dovevo... glielo dovevo riferire.
P.M. SCARPIN.: allora Signora, siete usciti insieme dalla sede della DC?
SASSU A.: sì, siamo usciti assieme.
P.M. SCARPIN.: e avete camminato insieme?
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: siete entrati insieme dentro il negozio?
SASSU A.: no, no, lui mi indicò soltanto la galleria, io dopo...
P.M. SCARPIN.: aspetti, aspetti un attimo.
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: quindi le indicò... e lei entra da sola nella galleria?
SASSU A.: sì, sì.
P.M. SCARPIN.: e perché EVANGELISTI non entra insieme a lei?
SASSU A.: mah, questo non... non glielo so dire.
P.M. SCARPIN.: ho capito. Allora lei entra dentro la galleria.
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ce la vuole descrivere questa galleria?
PRESIDENTE: innanzi tutto in che via si trovava la galleria?
SASSU A.: mah, senta, nei pressi di VIA DEL BABBUINO.
PRESIDENTE: di VIA DEL BABBUINO.
SASSU A.: sì.
PRESIDENTE: prego.
SASSU A.: PIAZZA DI SPAGNA...
PRESIDENTE: sì.
P.M. SCARPIN.: quindi PIAZZA...
SASSU A.: io, guardi, ho cercato, sinceramente, dopo essere stata interrogata di andare a vedere così di... anche di rifare la stessa strada, però non... insomma non ci sono riuscita, perché mi hanno detto che tante gallerie avevano chiuso, insomma non... non sono riuscita a individuarle, insomma... so che ho visto questo quadro...
…………
P.M. SCARPIN.: e quindi che cosa succede a questo punto? Lei cosa fa? Chiede subito...
SASSU A.: mi informo...
P.M. SCARPIN.: ...di quel quadro?
SASSU A.: no, no, guardo, chiedo, un po' mi informo, mi informo di questo quadro...
P.M. SCARPIN.: e quale quadro?
SASSU A.: ...dove sta... il quadro...era un quadro di GINO ROSSI.
P.M. SCARPIN.: quindi lei ha individuato...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...il quadro?
SASSU A.: firmato, sì, sì, beh, sono riconoscibilissimi, insomma...
P.M. SCARPIN.: c'era solo quel quadro di GINO ROSSI?
SASSU A.: c'era solo quello di quadro.
P.M. SCARPIN.: eh, era un su un cavalletto, era appoggiato per terra?
SASSU A.: no, era... dietro a una parete insomma, ecco.
P.M. SCARPIN.: dietro a una parete.
SASSU A.: sì, un...
P.M. SCARPIN.: ce lo vuole descrivere questo quadro?
SASSU A.: sì, una misura, era orizzontale, circa cinquanta per se... ma forse proprio la misura esatta, insomma, ecco, un quadro così...
P.M. SCARPIN.: lei stava dicendo cinquanta?
SASSU A.: mah, un cinquanta e settanta.
P.M. SCARPIN.: uhm.
SASSU A.: forse cinquanta sessanta, non l'ho... non ho misurato insomma...
P.M. SCARPIN.: e cos'era...
SASSU A.: non lo ricordo. Era un paesaggio, un paesaggio con colori... le tonalità molto verdi, c'era molto verde in questo... in questo quadro.
P.M. SCARPIN.: c'erano personaggi?
SASSU A.: no.
P.M. SCARPIN.: c'erano case?
SASSU A.: no.
P.M. SCARPIN.: cosa c'era vegetazione?
SASSU A.: vegetazione, sì, collina.
P.M. SCARPIN.: il paesaggio era di una zona d'ITALIA particolare, o era non distinguibile?
SASSU A.: io pendo di sì, che avesse proprio, anche un... un nome; era un quadro, veneto, con... con un preciso nome di un paese, però questo proprio non... non lo ricordo.
P.M. SCARPIN.: che tecnica era? Cioè era un olio, un...
SASSU A.: olio, no, no, era un olio su tela.
P.M. SCARPIN.: era autenticato questo quadro o no?
SASSU A.: sì, sì, mi disse che aveva... che aveva l'expertise, che era corredato dell'expertise di MARCHIORI.
PRESIDENTE: del?
SASSU A.: MARCHIORI. MARCHIORI di VENEZIA.
P.M. SCARPIN.: che c'è un critico d'arte MARCHIORI?
SASSU A.: sì, un critico d'arte.
P.M. SCARPIN.: lei questo...
PRESIDENTE: expertise, come... lo dice in italiano?
SASSU A.: prego?
PRESIDENTE: lo spiega che cos'è l'expertise?
SASSU A.: ah, l'expertise è un... su una fotografia, va bene, il critico scrive l'autenticità di questo quadro, praticamente, dice: "è di GINO ROSSI, quadro autentico di GINO ROSSI".
…………
P.M. SCARPIN.: ecco, se ho ben capito, lei poco fa, nel descrivere la scena, ha detto che non chiese subito direttamente notizie di quel quadro.
SASSU A.: beh, sì, certo...
P.M. SCARPIN.: e come mai? Si guardò un po' giro, e non appuntò subito la sua attenzione sul quadro?
SASSU A.: mah, così, per non... chiesi un po'... quando si va in una galleria, insomma, chiedi un po' i prezzi di... di tutti i quadri, non fai vedere che si interessato subito a quel quadro, non... è un...
P.M. SCARPIN.: è una tecnica.
SASSU A.: ...è una prassi normale, insomma di non... tecnica, non lo so, come è chiamata.
P.M. SCARPIN.: sì, sì, no, era proprio quello...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...che pensavo. E poi chiese alla fine, insomma, quando voleva per questo quadro di GINO ROSSI che stava lì?
SASSU A.: sì, se... ricordo che chiese 70.000.000 (settantamilioni), e mi sembrò una grossa cifra insomma.
P.M. SCARPIN.: perché a quell'epoca che valore poteva avere? Il valore di mercato di un ROSSI di quel tipo quale poteva essere?
SASSU A.: mah, per GINO ROSSI non... non c'è un mercato, dipende proprio da quadro a quadro, perché io... in quel periodo lì, il mio quadro valeva 20.000.000 (ventimilioni), insomma, quindi dipendeva proprio dalla... dalla bellezza del quadro, dal periodo, insomma, perché se era il periodo in cui GINO ROSSI era... era stato in manicomio, quel periodo lì, ha fatto delle cose bruttissime e quindi non... non valevano, insomma, ecco, tanto. Quindi, io penso che il prezzo lo facesse sol... chi aveva il quadro, insomma, ecco, non... non esiste un prezzo di mercato. A me è sembrato caro, insomma, però, insomma, vedendo adesso, le valutazioni di adesso, oggi un quadro costa tantissimo.
P.M. SCARPIN.: tantissimo, per capire, quanto?
SASSU A.: mah, tre, quattrocento milioni, un quadro di GINO ROSSI, poi sono introvabili, anche alle aste non... non si trovano.
P.M. SCARPIN.: senta, EVANGELISTI, ritornando a un attimo prima, quando...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...l'accompagna nel negozio, e...
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: ...parla di questo quadro, lei dice: "io la cifra che ne devo spendere è... ha questo tetto massimo", oppure dice: "sappiamo già che chiede questa cifra e ci sembra tanto", che cosa le dice a proposito del prezzo? Le dà carta bianca, le dà un tetto?
SASSU A.: no, mi aveva detto di... di informarmi, io sinceramente, ancora adesso, a distanza di anni, no, non so darmi una spiegazione di... di perché EVANGELISTI volesse sapere il prezzo, perché...
PRESIDENTE: lasci stare la spiegazione.
SASSU A.: sì.
PRESIDENTE: che cosa le ha detto sul prezzo?
SASSU A.: che voleva sapere il prezzo.
PRESIDENTE: il prezzo.
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: bene, allora l'antiquario le dice che il prezzo è quello, lei cosa fa? Ritorna da EVANGELISTI?
SASSU A.: no, no, gli telefonai.
P.M. SCARPIN.: e che cosa gli dice?
SASSU A.: gli dissi che... che il quadro costava 70.000.000 (settantamilioni), ma che era un quadro, insomma, che... non introvabile, insomma, non un quadro rarissimo, che avrei potuto procurarglielo io, anch'io, tramite un... avevo conosciuto, sempre in quel periodo, poi in occasione della mia mostra, lì a CAVALESE, la LUIGINA BORTOLATO, che è un... una raga... una signora, una studiosa, insomma di GINO ROSSI, aveva fatto anche lei una mostra a TREVISO, e quindi pensavo, tramite lei, di... di procurarmi un... di procurarmi questo... un altro quadro.
P.M. SCARPIN.: un altro quadro di GINO ROSSI?
SASSU A.: sì.
PRESIDENTE: sempre di GINO ROSSI.
SASSU A.: sì.
P.M. SCARPIN.: e EVANGELISTI a questa sua proposta che cosa le disse?
SASSU A.: mah, niente, mi disse che... insomma, che al Presidente piaceva quel quadro lì.
P.M. SCARPIN.: proprio quello lì di quell'antiquario?
SASSU A.: sì, quello lì. E quindi non mi... mi detti da... da fare, a cercare un altro quadro.
P.M. SCARPIN.: e poi? Sa nient'altro di questa storia?
SASSU A.: sì, seppi, qualche mese dopo, penso, nell'agosto, forse, in quel periodo, in cui PADRE GABRIELE, era... era tutti i giorni lì con me a casa, che il quadro era stato regalato.
P.M. SCARPIN.: a chi?
SASSU A.: al Presidente.
P.M. SCARPIN.: al Presidente ANDREOTTI?
SASSU A.: sì, il... io dico Presidente perché l'EVANGELISTI si rivolgeva, quando parlava del Senatore, lo chiamava Presidente.
P.M. SCARPIN.: e PADRE GABRIELE disse ANDREOTTI o Presidente?
SASSU A.: no, ANDREOTTI.
P.M. SCARPIN.: ANDREOTTI.
SASSU A.: sì, sì.
P.M. SCARPIN.: e le disse chi aveva regalato quel quadro ad ANDREOTTI?
SASSU A.: no. Né lo chiesi, perché non... non era una cosa che mi riguardava, né una cosa neanche tanto... che venisse regalato un quadro, non... ne ho regalati tanti anch'io, quindi non... non mi sembrava una... no, non... non seppi niente, non l'ho chiesto, non... la cosa non mi interessava.
………………
P.M. SCARPIN.: ...e questa vicenda, di essere stata incaricata di interessarsi di questo quadro, lei la raccontò ad altre persone del suo ambiente?
SASSU A.: no. Ah, sì, sì! Forse, ma successivamente, non... la prima persona con cui ne parlai è stato l'Avvocato FILASTO',…..
(pag.238)
AVV. BONGIORNO: Dottoressa Giulia Bongiorno. Signora, ma in occasione del primo colloquio che lei ebbe con l'Avvocato FILASTO', inizialmente lei disse all'Avvocato FILASTO' "guardi lei può riferire il fatto all'Autorità Giudiziaria però non faccia il mio nome"? Cioè teneva inizialmente a restare, a che non si facesse il suo nome, cioè pregò l'Avvocato FILASTO' in tal senso?
SASSU A.: nella maniera più assoluta.
PRESIDENTE: sì o no?
SASSU A.: no, no.
AVV. BONGIORNO: senta Signora...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...lei ha fatto studi particolari nel campo dell'arte? Lei è una esperta d'arte?
SASSU A.: no. In questi ultimi anni, sì, questi... soprattutto...
AVV. BONGIORNO: negli anni, nell'80'
SASSU A.: no, negli anni '80 ero ancora assistita e aiutata da un gallerista di MILANO, perché lì proprio ero agli inizi.
…………
AVV. BONGIORNO: ...cioè, lei ha chiesto all'Onorevole EVANGELISTI, "perché lei dà a me, questo tipo di incarico?" Lei poteva essere una persona come tante altre, come migliaia di altre, come mai proprio a lei questo incarico, lei che non è una esperta d'arte?
SASSU A.: questo non glielo so dire, probabilmente lui aveva fiducia in me, perché PADRE GABRIELE ADANI, gli aveva parlato di me, insomma, eh!
AVV. BONGIORNO: però non la conosceva dapprima, cioè in virtù di quello che aveva detto PADRE ADANI?
SASSU A.: no, no, io non avevo mai conosciuto l'Onorevole EVANGELISTI, prima di allora.
AVV. BONGIORNO: ho capito.
SASSU A.: non mi conosceva, e... e poi penso anche che lui fosse in grado di procurarsi il critico d'arte che voleva, insomma, ecco.
AVV. BONGIORNO: e allora, Signora, ecco, io questo vorrei capire...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...tra l'altro lei ha detto: "io sono arrivata davanti l'antiquaria... davanti il negozio..."...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ..."...il negozio dell'antiquario..."...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ..."...sono entrata e ho chiesto il prezzo di questo quadro, senza mostrare uno specifico interesse, inizialmente, dopo di che ho appreso il prezzo e sono uscita", cioè lei non ha trattato il quadro, ha solo chiesto l'informazione ed è uscita, è così?
SASSU A.: sì, sì.
AVV. BONGIORNO: ecco.
SASSU A.: ho chiesto informazione.
AVV. BONGIORNO: sì, Signora, e allora io le dico...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...questo, che questa sua versione, non coincide con quanto lei dichiara il 16 febbraio '95...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...allorché nel riferire il suo colloquio con l'Onorevole EVANGELISTI, dice: "in particolare mi disse che il Presidente era interessato all'acquisto di un quadro del Pittore GINO ROSSI, in possesso di un antiquario romano, e che il Presidente, non aveva definito l'acquisto del quadro, perché il prezzo richiesto era elevato", cioè, allora il Presidente, già lo sapeva il prezzo del quadro, lei perché doveva entrare e chiedere il prezzo del quadro?
SASSU A.: non glielo so dire, il perché.
AVV. BONGIORNO: no...
…………
AVV. BONGIORNO: ...io quello che volevo dirle era questo: quando lei, appunto come diceva il Presidente, ha parlato con l'Onorevole EVANGELISTI...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...l'Onorevole EVANGELISTI, le fece presente questa circostanza e cioè che già il Presidente ANDREOTTI conosceva il prezzo del quadro? Perché io poco fa le ho letto questo, cioè...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ..."in particolare mi disse che il Presidente era interessato all'acquisto di un quadro del Pittore ROSSI..."...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ..."...in possesso di un antiquario romano..."...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ..."...e che il Presidente, non aveva definito l'acquisto del quadro, perché il prezzo richiesto era elevato". Cioè da un lato lei dice: "questo prezzo ha un quadro alto, quindi il Presidente non ha definito l'acquisto - dall'altra parte le dice - vada là dentro e si informi del prezzo". E' possibile questo?
SASSU A.: mah, e perché no! Si fa... accade questo, anche perché al Presidente può aver detto un prezzo, e a me un altro, insomma, ero una...
AVV. BONGIORNO: ecco, e quale era...
SASSU A.: ...una sconosciuta...
AVV. BONGIORNO: ...il prezzo che era stato detto al Presidente?
SASSU A.: non lo so, io so del prezzo che... dei 70.000.000 (settantamilioni), il resto non...
AVV. BONGIORNO: sì, Signora...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...e quando lei esce da questa galleria...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...e parla con l'Onorevole EVANGELISTI, l'Onorevole EVANGELISTI, convenne con lei che il prezzo era elevato?
SASSU A.: no!
AVV. BONGIORNO: no, Signora. Io leggo...
SASSU A.: n... sì, mi dica.
AVV. BONGIORNO: ...le dico subito, che trovo la contestazione...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...perché lei ha dichiarato invece che convenne con lei che il prezzo era elevato. Ora le leggo il passaggio, per essere...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...preciso. E allora: "uscita dalla galleria, telefonai nella stessa giornata ad EVANGELISTI, il quale convenne con me che il prezzo richiesto non era di mercato". Cioè lei qui riferisce che esce dalla galleria, telefona a EVANGELISTI, e EVANGELISTI le dice: "no, il prezzo non è di mercato".
SASSU A.: mah, mi sembra che l'ho detto anche prima che...
AVV. BONGIORNO: no, Signora, non l'ha detto affatto questo.
SASSU A.: ...che il prezzo non era un prezzo di mercato...
AVV. BONGIORNO: è diverso il discorso, perché io ho chiesto...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...a lei: "sembrava di mercato?" E lei mi ha detto: "no", poi io ho detto: "lei com... anche EVANGELISTI, quando lei parlò con EVANGELISTI, le disse non è di mercato?", lei ha detto: "no", invece sì. EVANGELISTI, le disse che il prezzo non era di mercato?
SASSU A.: mah, lo dissi io che non era di mercato, perché...
PRESIDENTE: e l'Onorevole...
SASSU A.: ...se io...
PRESIDENTE: ...EVANGELISTI, che le disse?
SASSU A.: ...vendevo un quadro di venti... se io avevo uno stesso quadro GINO ROSSI al prezzo di 20.000.000 (ventimilioni), vuol dire che giudicavo quel quadro...
AVV. BONGIORNO: quindi c'era un suo giudizio, e questa frase...
SASSU A.: ce...
AVV. BONGIORNO: ..."il quale convenne con me che il prezzo richiesto non era di mercato, lei lo ha detto o no?
SASSU A.: l'ho detta?
PRESIDENTE: e quindi EVANGELISTI, convenne con lei?
SASSU A.: sì, con... convenne, sì.
AVV. BONGIORNO: quindi convenne con lei...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...quindi entrambi avete detto: "questo prezzo non è di mercato".
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: siamo d'accordo?
SASSU A.: sì
…………
AVV. BONGIORNO: ...l'Onorevole EVANGELISTI, e faccio riferimento alle dichiarazioni acquisite al fascicolo...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...del dibattimento, in quanto atti irripetibili, ha sempre negato tutto questo... questa narrazione, in particolare io la leggo per una...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...esigenza di chiarezza, addirittura dice: "non conosco PADRE GABRIELE dell'ANTONIANO DI BOLOGNA, conosco il valore del pittore GINO ROSSI, di cui però non ho alcun quadro, non mi sono mai interessato dell'acquisto di quadri per conto del Presidente ANDREOTTI", io le segnalo...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...questa dichiarazione che fa parte degli atti, per cui è già un atto da tutti conosciuto, è quindi utilizzabile in questo dibattimento, e le chiedo proprio questo...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...cioè la portò a conoscenza di questo fatto e le chiedo, lei mi conferma questa versione che oggi mi ha dato? C'è qualche cosa che vuole aggiungere? Come spiega questo contrasto?
SASSU A.: sì, no, non riesco a spiegarmelo, perché io so di essere stata presentata da PADRE GABRIELE, e quindi non... non glielo so dire come mai questo cambiamento, insomma, comunque...
PRESIDENTE: no, ma come mai, insomma ha detto questo l'Onorevole...
SASSU A.: sì.
PRESIDENTE: ...EVANGELISTI?
SASSU A.: l'Onorevole... appunto, non glielo so dire.
…………
AVV. BONGIORNO: ...a propo... torniamo un attimo a questo colloquio con l'Onorevole EVANGELISTI.
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: l'Onorevole EVANGELISTI, l'aveva comunque, anche se sembra in contrasto che quello che ha detto fin... con quello che lei ha detto fin ora, io le devo fare questa domanda...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...l'aveva autorizzata ad offrire per l'acquisto del quadro 200.000.000 (duecentomilioni) una somma fino a 200.000.000 (duecentomilioni)? Questa somma, ne avete mai parlato lei e l'Onorevole EVANGELISTI?
SASSU A.: no.
AVV. BONGIORNO: "mah, se sono 200.000.000 "duecentomilioni" va bene, 200.000.000 "duecentomilioni" non va bene"? Le dice niente questa somma?
SASSU A.: no, non...
AVV. BONGIORNO: ho ca...
SASSU A.: ...questa somma di 200.000.000 (duecentomilioni), non...
AVV. BONGIORNO: non le dice niente.
SASSU A.: sì, oppure penso che fosse il prezzo... che io ne abbia parlato all'Avvocato FILASTO', come, del prezzo attuale... nel prezzo del '93, ecco, parlai di due, trecento milioni in questo caso, ma...
AVV. BONGIORNO: perché il prezzo attuale è due, trecento milioni?
SASSU A.: sì, forse anche di più.
…………
AVV. BONGIORNO: ...l'antiquario si trovava in VIA DELLA VITE?
SASSU A.: guardi VIA DELLA VITE, VIA DEL BABBUINO, sì, nei pressi.
AVV. BONGIORNO: per ora no, per ora lei risponda a questo e poi vediamo. Si trovava in VIA DELLA VITE? E' in grado di dirlo con certezza?
SASSU A.: no, non sono in grado di dirlo con certezza.
AVV. BONGIORNO: e lei ha detto all'Avvocato FILASTO' che l'antiquario si trovava in VIA DELLA VITE?
SASSU A.: no, non gli ho mai confermato, perché non...
AVV. BONGIORNO: no, confermato, glielo ha mai detto?
SASSU A.: no,nei pressi, ho parlato di VIA DELLA VITE, VIA DEL BABBUINO, no, no, del... proprio con certezza assolutamente.
AVV. BONGIORNO: senta Signora...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...lei ricorda che quando ha riferito questi fatti all'autorità giudiziaria, ha dichiarato di essere in grado di individuare il luogo dove si trovava l'antiquario?
SASSU A.: penso di sì, però dopo, guardi ci sono ritornata...
AVV. BONGIORNO: poi c'è andata, no! Sui posti...
SASSU A.: sì.
AVV. BONGIORNO: ...con gli ufficiali...
SASSU A.: no, sono andata da sola, e... e non è stato... no, penso proprio che a distanza di anni, non possa ricordarmi perché addirittura sono partita dalla sede della D.C., no! E quando sono arrivata no... praticamente non ricordavo quasi neanche più il palazzo, allora da lì ho capito che... che potevo benissimo aver sbagliato, magari, dico, sono uscita a destra, e invece era a sinistro, insomma, ecco, quindi ho fatto...
AVV. BONGIORNO: quindi non l'ha individuato questo posto?
SASSU A.: non l'ho individuato, no.
E’ stato correttamente obiettato dalla difesa che il racconto della Sassu non e’ privo di intrinseche incongruenze restando davvero incomprensibile il motivo per il quale l’on. Evangelisti, noto appassionato di pittura e ben addentro al mondo dell’arte, con diffuse conoscenze nell’ambiente dei galleristi, romani e non, avrebbe dovuto far venire a Roma una gallerista alle prime armi come la Sassu ("ero anche abbastanza emozionata, perché... insomma, era da pochi anni, insomma, da... da tre anni che facevo la gallerista ……e poi penso anche che lui fosse in grado di procurarsi il critico d'arte che voleva…"), e tutto questo solo per venire a conoscenza del prezzo che le sarebbe stato richiesto e che l’Evangelisti, per stessa ammissione della teste, gia’ conosceva ("mi disse di andare lì a vedere il quadro, di vedere questo quadro, di chiedere il prezzo, e poi glielo dovevo... glielo dovevo riferire").
Si consideri che la Sassu a quell’epoca era ancora molto inesperta al punto che essa stessa ha affermato che si faceva assistere da un gallerista di Milano ("negli anni '80 ero ancora assistita e aiutata da un gallerista di MILANO, perché lì proprio ero agli inizi").
Ne’ puo’ ritenersi che l’on. Evangelisti possa avere organizzato tutto cio’ nella speranza o nella convinzione che alla Sassu venisse richiesto un prezzo piu’ conveniente in quanto gallerista.
Al di la’ del fatto che l’uomo politico, proprio per la sua passione per l’arte, conosceva decine di antiquari e galleristi che avrebbe potuto fare immediatamente intervenire, non puo’ non sottolinearsi come la Sassu non abbia affatto riferito di essersi qualificata nel momento in cui chiese il prezzo del quadro.
In sostanza quindi, secondo la sua testimonianza, essa si limito’ ad entrare nel negozio e chiedere il prezzo del dipinto, ovvero a fare cio’ che avrebbe potuto fare chiunque ("lei non ha trattato il quadro, ha solo chiesto l'informazione ed è uscita, è così? SASSU A.: sì, sì").
Ne possono tralasciarsi i molteplici contrasti tra la versione della Sassu e quella dell’Avv. Filasto’, essendo sufficiente rammentare quello relativo alla fissazione o meno di una somma massima da offrire all’antiquario per l’acquisto del dipinto.
Mentre l’Avv. Filasto’, invero, afferma che la donna offri’, secondo le specifiche indicazioni dell’On.Evangelisti, la somma di 200 milioni di lire che venne rifiutata dal proprietario del dipinto, la Sassu ha negato in radice la circostanza, escludendo di avere avuto indicazioni dall’uomo politico sulla somma massima da offrire anche perche’ nell’incarico conferitole non vi era affatto quello di trattare l’acquisto del quadro ma solo di chiederne il prezzo.
E la Sassu, peraltro, ha affermato che l’antiquario le chiese 70 milioni per quel dipinto, cifra ritenuta da essa e poi anche dall’On.Evangelisti assolutamente spropositata.
Come si vede il contrasto e’ del tutto insanabile, fermo restando che la versione della Sassu deve ritenersi piu’ credibile essendo l’Avv. Filasto’ semplice testimone "de relato" mentre invece la donna e’ stata diretta protagonista dell’episodio di che trattasi.
Ma al di la’ delle suesposte considerazioni deve comunque rilevarsi che non e’ emerso al dibattimento alcun elemento che possa far sollevare dubbi sull’attendibilita’ dei testi Filasto’ e Sassu risultati del tutto indifferenti al processo e che hanno ritenuto di riferire i fatti di cui sono a conoscenza nell’unico intento di offrire utili elementi di valutazione.
Giova piuttosto sottolineare che l’ "input" che indusse il Filasto’ a presentarsi all’A.G. ed a riferire quanto raccontatole dalla sua cliente Angela Sassu qualche mese prima fu, per ammissione del teste, proprio la pubblicazione sulla stampa del contenuto delle generiche dichiarazioni rese da Marino Mannoia appena poche settimane prima.
Fu dunque l’indebita anticipazione sulla stampa del contenuto di atti di indagine che allora erano ancora coperti dal segreto a tutela delle investigazioni in corso a far rivivere nel Filasto’ il ricordo di quella conversazione di qualche mese prima.
A cio’ il Filasto’ aggiunse la "congettura" che l’antiquario romano amico del Calo’, cui aveva accennato Marino Mannoia, potesse essere Guido Cercola, imputato nel processo per la strage di Natale del treno 904 nel quale il predetto legale assisteva la parte civile ("espressi l'ipotesi, la congettura che questo antiquario di cui mi aveva parlato la Signora SASSU, potesse identificarsi con CERCOLA").
Desta pertanto qualche perplessita’ il fatto che Francesco Marino Mannoia, soltanto dopo le dichiarazioni della Sassu all’A.G., e le anticipazioni sulla stampa che ne seguirono, abbia ricordato alcuni dettagli del dipinto – esattamente identici a quelli riferiti dalla donna - in ordine ai quali, a distanza di oltre 13 anni dal fatto, non aveva saputo fornire invece alcuna pur minima indicazione.
Nell’aprile del 1993 infatti il collaborante non ricorda nulla ne’ dell’autore (nome e nazionalita’), ne’ del soggetto del dipinto, nonostante Stefano Bontate non gliene avesse solo genericamente parlato, ma gli avesse addirittura dato incarico di rintracciare proprio quel quadro con quelle determinate caratteristiche, descrivendoglielo dettagliatamente.
Oltre tre anni e mezzo dopo, invece, nel novembre del 1996, egli ricorda non solo che si tratta di un quadro di Rossi (o Grassi), ma persino il particolare che il soggetto del dipinto era proprio un paesaggio.
E’ singolare che la Sassu abbia appunto parlato di un interesse di Evangelisti, per conto di Giulio Andreotti, rivolto ad un quadro di Gino Rossi e che rappresentava proprio un paesaggio.
E’ del tutto evidente che ben altro rilievo probatorio avrebbe assunto come riscontro il racconto della Sassu, se Marino Mannoia avesse fin dall’inizio riferito che il quadro che il Bontate gli diede incarico di ricercare e procurare era del pittore Rossi ed aveva un soggetto paesaggistico, nel momento in cui si fosse poi accertato nel corso delle conseguenti indagini, appunto tramite la Sassu, che effettivamente il Sen. Andreotti si era interessato ad un dipinto di quell’autore e con quel soggetto.
Per completezza di esposizione deve altresi’ evidenziarsi che le indagini sulle dichiarazioni della Sassu non hanno conseguito ulteriori utili risultati anche in ragione del fatto che la teste non e’ stata in condizioni di individuare la galleria d’arte presso la quale essa aveva visionato il quadro di Gino Rossi.
E’ agevole osservare che in caso di esito positivo di tale ricerca, si sarebbe potuta ricostruire la storia del quadro di che trattasi e soprattutto verificare la verita’ del fatto riferito alla donna da Padre Gabriele secondo cui quel quadro era stato poi effettivamente regalato all’on.Andreotti, accertando anche, ove possibile, l’identita’ della persona che gliene aveva asseritamente fatto omaggio.
Nulla ovviamente risulta in ordine al possesso da parte del Sen. Andreotti di un dipinto del pittore Gino Rossi (cfr. esame teste Farinacci all’udienza del 4 gennaio 1997, pag.35):
AVVOCATO SBACCHI: Le risulta se il senatore Andreotti ha avu... ha un quadro di Gino Rossi?
FARINACCI DOMENICO: No.
AVVOCATO SBACCHI: No.
PRESIDENTE: Non gli risulta, che significa?
FARINACCI DOMENICO: No, non mi risulta che il senatore Andreotti abbia un quadro di.
AVVOCATO SBACCHI: Abbia un quadro di Gino Rossi.
Si rammenti peraltro che il quadro visionato dalla Sassu non e’ stato mai individuato, neppure nel catalogo generale delle opere di Gino Rossi (acquisito all’udienza del 4 gennaio 1997).
(udienza del 4 gennaio 1997 pag.29)
AVV. SBACCHI: La signora Sassu ha descritto un quadro.
FARINACCI D.: Si.
AVV. SBACCHI: Lei di questa descrizione ha parlato, se non ho capito male, con la professoressa Gianferrari.
FARINACCI D.: Si.
AVV. SBACCHI: Esatto? Avete trovato traccia.
FARINACCI D.: Si, la professoressa Gianferrari ci dice che la descrizione di quel quadro così come ha fatto la signora Sassu, può coincidere con un... un... un dipinto ad olio inserito nel catalogo generale, di questo dipinto però la collocazione è sconosciuta.
PRESIDENTE: Eh, questo dipinto che, che raffigurerebbe.
AVV. SBACCHI: Che cosa.
FARINACCI D.: Si...un...
PRESIDENTE: Questo dipinto ad olio inserito nel catalogo generale che cosa raffigura?
FARINACCI D.: Ecco, dovrei... ho il catalogo generale, dovrei... dovrei ritrovarlo.
PRESIDENTE: Oh, se è in grado risponda alla domanda.
FARINACCI D.: Si.
AVV. SBACCHI: Vediamo questo catalogo.
FARINACCI D.: Ecco, allora il professore ci dice che la descrizione fatta dalla Sassu è assimilabile, eccezion fatta per la forma verticale, cioè non so se parla.
AVV. SBACCHI: Eccezion fatta per la forma.
FARINACCI D.: Eccezion fatta per la forma vert... alle caratteristiche, al dipinto n. 88 Paesaggio con alberi, un olio su cartone, riportato poi su tela cm 73 per 56. Se... posso eventualmente sul catalogo ritrovare l'opera? Ecco, si tratta di quest'opera la n. 88 e appunto ricordavo pu... la collocazione è sconosciuta, noi abbiamo attenzionato questo quadro perchè appunto perchè la professoressa Gianferrari ce lo aveva indicato, però la collocaz... non è stato possibile individuare quale sia l'attuale proprietario.
PRESIDENTE: Eh, il titolo qual'è di questo quadro?
FARINACCI D.: Paesaggio con alberi.
PRESIDENTE: E la posizione, quella era orizzontale e questa invece.
FARINACCI D.: Si, si tratta praticamente di un quadro verticale, mentre la signora ricordava di un quadro orizzontale.
AVV. SBACCHI: Si, e che quadro è, ha detto cartone, ho sentito bene?
FARINACCI D.: Paesaggio con alberi, olio su cartone riportato su tela.
AVV. SBACCHI: Olio su cartone riportato su tela.
PRESIDENTE: Va bene, prego.
AVV. SBACCHI: Si, quindi la posizione verticale ha detto lei.
FARINACCI D.: Si.
A definire infine l’incompletezza del quadro probatorio acquisito su tale tema di prova deve rammentarsi che l’on. Evangelisti (le cui dichiarazioni sono state acquisite al fascicolo del dibattimento ex art.512 c.p.p., in quanto deceduto), sentito sul punto, ha decisamente contestato il racconto della Sassu, dovendosi a tal riguardo rilevare che tale negazione non puo’ semplicisticamente spiegarsi con una reticenza dell’uomo politico:
"non conosco PADRE GABRIELE dell' ANTONIANO DI BOLOGNA, conosco il valore del pittore GINO ROSSI, di cui però non ho alcun quadro, non mi sono mai interessato dell'acquisto di quadri per conto del Presidente ANDREOTTI".
Non puo’ dunque che concludersi nel senso di una incompletezza ed insufficienza della prova in relazione alla tesi di accusa di un avvenuto regalo di un quadro all’imputato da parte di esponenti mafiosi.