CAPITOLO XVII

I TENTATIVI DI AGGIUSTAMENTO DEL MAXIPROCESSO ED I RAPPORTI TRA GIULIO ANDREOTTI E CORRADO CARNEVALE

 

 

Numerosi collaboratori escussi nel corso del dibattimento hanno riferito in merito alle aspettative, diffuse in seno a Cosa Nostra, di un sicuro "aggiustamento" del maxiprocesso che sarebbe intervenuto grazie alla riferita e ritenuta disponibilita’ da parte del dott. Corrado Carnevale, Presidente della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, cui sarebbe spettata, in base agli ordinari criteri di ripartizione degli affari, la trattazione del processo nella fase di legittimita’.

La tesi dell’accusa e’ fondata sull’asserita esistenza di un illecito patto tra il dott. Carnevale e l’On.Andreotti che avrebbe dovuto condurre all’annullamento della sentenza di condanna pronunciata a carico di numerosi esponenti del sodalizio mafioso nei due giudizi di merito il 16 dicembre 1987 (primo grado) ed il 10 dicembre 1990 (appello).

Giova a tal riguardo rammentare che, secondo Emanuele Brusca, Riina aveva mandato a dire a Brusca Bernardo che per il maxiprocesso in primo grado non c’erano speranze e che invece vi sarebbe stato un intervento nei gradi successivi del processo.

Nella diversa versione di Enzo Salvatore Brusca il messaggio che Riina fa pervenire al Brusca in carcere, utilizzando come tramite il figlio Emanuele (che smentisce), e’ che per il maxiprocesso Andreotti non poteva fare niente (a causa della "poca pressione" ricevuta), ma che aveva assunto l’impegno che in appello avrebbe "mezzo smontato il processo e in Cassazione l’avrebbe eliminato del tutto".

Si consideri che proprio nel capo di imputazione formulato a carico dell’On.Andreotti si contesta a quest’ultimo di avere rafforzato la potenzialita’ criminale dell’organizzazione determinando tra l’altro nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti la consapevolezza della sua "disponibilita’ a porre in essere (in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare, a vantaggio dell’associazione mafiosa, individui operanti in istituzioni giudiziarie ed in altri settori dello Stato".

Diventa pertanto essenziale esaminare in particolare, sulla base delle acquisite risultanze dibattimentali, ed a prescindere allo stato dalla disponibilita’ o meno dell’imputato "a porre in essere condotte volte ad influenzare individui operanti in istituzioni giudiziarie", la natura dei rapporti intrattenuti dall’on.Andreotti con il dott. Carnevale evidenziando sin d’ora come entrambi abbiano concordemente escluso l’esistenza di rapporti che non siano stati meramente formali od occasionali.

L’imputato, accennando ai suoi rapporti con l’alto magistrato nel corso di alcune delle dichiarazioni spontanee rese durante il dibattimento, e’ stato infatti lapidario nella sua negazione: "Riguardo al Presidente Carnevale è inconfutabile l’inesistenza dei miei asseriti rapporti confidenziali".

Il dott. Carnevale a sua volta, esaminato all’udienza dell’1 ottobre 1997 nella qualita’ di imputato di reato connesso (essendo in corso a suo carico un processo nel quale e’ accusato del reato di cui all’art.416 bis c.p.), si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere con conseguente acquisizione dei verbali di interrogatorio resi nella fase delle indagini preliminari.

Proprio la pendenza del processo a carico del dott. Carnevale presso altra Sezione Penale di questo Tribunale impone di occuparsi delle emergenze processuali che direttamente lo riguardano solo ai limitati fini della verifica della fondatezza della tesi accusatoria formulata a carico dell’imputato del presente processo.

All’udienza del 28 ottobre 1998 l’On.Andreotti ha soffermato la sua attenzione in generale proprio su quella parte dell’accusa formulata a suo carico avente ad oggetto l’attivita’ asseritamente svolta in favore di Cosa Nostra soprattutto nel settore del cd. "aggiustamento" dei processi (pag.25):

È stato affermato da parecchi dei collaboranti riecheggiando la prima impostazione della Procura che io sarei stato a Roma il punto di riferimento di "cosa nostra", ma nessuno è riuscito ad indicare un solo atto di favore da me compiuto per questa gente. Ebbene sogno ancora di conoscere quali atti avrei compiuto, le accuse sono assolutamente generiche e costruite secondo un cliché a fronte del quale non è stato offerto alcun riscontro. Troppo facile citarmi come punto di riferimento quando poi non si sa indicare in che modo e in che direzione io lo avrei svolto. Si è parlato nel corso di questo processo, per esempio, di appalti in Sicilia, ebbene nessuno ha potuto anche soltanto insinuare in questo campo intromissioni o sollecitazioni da parte mia. (……) Si è parlato di interessamento in processi ma a parte quanto farneticato a proposito e male dell’eterno processo RIMI, ancora una volta non si è potuto indicare un processo che sarebbe stato aggiustato grazie al mio intervento. Anche quando si sono volute inventare o si sono millantate telefonate o altre forme di intervento nei miei confronti, alludo alla risibili storia di GELLI che mi avrebbe telefonato in presenza di tale MARINO PULITO per raccomandarmi un processo, non è stata mai data la prova di una risposta da parte mia, anzi molte volte si è esplicitamente riconosciuto che da parte di colui che prometteva interventi o interessamenti miei né si è data mai alcuna assicurazione che l’intervento vi fosse stato e non vi è la minima prova dell’intervento stesso. Non vorrei moltiplicare le domande retoriche nella mia difesa ma a completamento di quanto ho detto mi sia consentito chiedere con molta franchezza quali indagini sono state compiute per verificare se io ho aggiustato o tentato di aggiustare qualche processo, dove sono sullo stesso banco degli imputati sul quale io siedo o almeno nel ruolo di testimoni i Magistrati che io avrei avvicinato o fatto avvicinare e che avrebbero aggiustato i processi su mia richiesta? Quali Magistrati di Cassazione o di merito sono stati interrogati per verificare se da parte mia direttamente o indirettamente siano giunte sollecitazioni, quali Magistrati hanno denunciato di aver ricevuto da me richieste o minacce? Potrei proseguire all’infinito con queste domande, riproponendole per ognuno dei settori nei quali avrei dovuto svolgere il mio subdolo intervento e chiedere dove sono gli amministratori che io avrei piegato agli interessi di "cosa nostra"? dove sono i pubblici funzionari ai quali avrei chiesto favori per "cosa nostra"? in definitiva io sono l’unico imputato accusato di essere al centro di una mostruosa catena di montaggio di favori per mafiosi senza che si riesca a capire quali mafiosi avrei aiutato, quali processi avrei aggiustato, quali provvedimenti legislativi avrei promosso se non quelli di lotta alla mafia, quali atti amministrativi avrei adottato, quali interventi nel campo economico e finanziario avrei assunto per favorire gli interessi di "cosa nostra"? (……) Non è un caso che anzi tutto che a parte la solita favola del mio interessamento a favore di quel tale o quei tali RIMI non vi sia stata una persona capace di indicare un solo atto che io avrei compiuto prima del 1987 per favorire "cosa nostra" sul piano legislativo, amministrativo, finanziario o qualsiasi altro piano. Non so se possa essere presa sul serio l’affermazione di un collaboratore, il quale sostenendo che io ero punto di riferimento di "cosa nostra" a Roma, invitato a riferire a che cosa potevo servire ha parlato di patenti, di licenze di caccia e via dicendo.

Della vicenda relativa al presunto "aggiustamento" del processo Rimi ci si e’ gia’ occupati in altra parte della presente sentenza ed e’ pertanto sufficiente in questa sede rammentare come la disamina delle risultanze acquisite ha consentito di concludere per la infondatezza della relativa tesi dell’accusa.

Dell’altra vicenda processuale citata dall’imputato (il presunto aggiustamento del processo a carico dei fratelli Modeo) si occupa quella parte della sentenza dedicata ai riferiti rapporti dell’On.Andreotti con Licio Gelli e con la massoneria, potendosi tuttavia sin d’ora anticipare come anche su tale tema di prova la tesi accusatoria e’ rimasta priva dei necessari riscontri per potere essere ritenuta adeguatamente ed inequivocamente comprovata.

In mancanza di ulteriori specifici riferimenti ad altri processi che, per il tramite dell’On.Andreotti, sarebbero stati oggetto di interventi su sollecitazione di esponenti di Cosa Nostra, resta da esaminare la travagliata vicenda del maxiprocesso sul quale finiscono per convergere le innumerevoli dichiarazioni dei collaboratori escussi nel presente dibattimento molte delle quali accomunate dall’affermazione secondo cui in seno al sodalizio mafioso era nota e diffusa l’attesa di un esito favorevole del giudizio in Cassazione fondata su un riferito preteso impegno di intervento assunto da parte dell’odierno imputato.

A mero titolo esemplificativo giova rammentare le piu’ significative dichiarazioni di collaboranti che hanno riferito sulla convinzione diffusa all’interno di Cosa Nostra:

Gaspare Mutolo

(udienza del 30 maggio 1996 pag.55)

P.M.: Signor Mutolo durante lo svolgimento del maxi processo vi giunsero notizie sulla possibilità di un aggiustamento di questo processo?

MUTOLO G.: Guardi negli ultimi periodi l'assicurazione era quella: state tranquilli, noi dobbiamo subire una condanna per il discorso politico, insomma, in cui si doveva far credere al mondo intero che la mafia era tutta condannata, comunque in appello con i giudici di merito si darà un aggiustatina, però a Roma state tranquilli perchè c'è l'assicurazione che viene il processo buttato a terra. Già aveva preso piede che a Roma diciamo c'era il Presidente Carnevale, si parlava che c'era la persona giusta al punto giusto e quindi cioè non ci potevano essere problemi. Problemi non ne potevano nascere perchè c'era l'assicurazione che Salvo Lima insomma parlando con l'On. Giulio Andreotti, era suffragata anche di questo Presidente che c'era nella prima sezione in cui aveva dato modo di constatare che per motivi logistici tutti i processi di mafia andavano alla prima sezione, quindi il Presidente era Carnevale. Il Presidente Carnevale diciamo già aveva dato dimostrazione con altre sentenze che era una persona che non vedeva di buon occhio l'andamento di questo processo, perchè logicamente qualche avvocato certe volte mi dice: ma come faceva il Presidente o quel Presidente a leggere le carte quando ancora le carte non erano a Roma? Scusi, ma perchè le carte non escono al momento che il processo già c'è l'istruttoria, già non si possono leggere? E certamente si vede che magari c'erano avvocati che avevano fatto presente di questo processo come era stato condotto e già il Presidente Carnevale si era espresso insomma che...

P.M.: Signor Mutolo, chi doveva parlare col Presidente Carnevale?

MUTOLO G.: L'On. Andreotti.

………

P.M.: Signor Mutolo, in che modo Andreotti sarebbe dovuto intervenire su Carnevale?

MUTOLO G.: Cioè perchè? Perchè era una cosa che ci interessava diciamo all'On. Andreotti, cioè l'On. Andreotti era diciamo l'esponente, per quanto concerneva Palermo, la Sicilia, che era il più stretto, che era in contatti con Salvo Lima, quindi Salvo Lima cioè mandò a dire, cioè parlò con Riina, con altre persone che ora io non è che posso sapere con quante persone ha parlato fuori. Io posso dire con quelli che si parlava dentro, che l'On. Andreotti aveva dei rapporti particolari. però io non so se sono di parentela, se sono politici, se sono di amici, comunque l'assicurazione era quella, che a Roma il processo sarebbe stato buttato a terra, cioè già si sapeva va bene che quando questo processo arrivava a Roma con le carte vuote il processo doveva essere buttato a terra, cioè i detenuti dovevano passare per vittime, va bene, e i giudici che avevano istruito il processo dovevano essere dei giudici inquisitori, anzi ci diceva che sicuramente dopo la sentenza che faceva il Presidente Carnevale sicuramente il giudice Falcone a quel punto se ne doveva andare in qualche paese sud africano per andare a fare l'ambasciatore con il giudice...

P.M.: Signor Mutolo lei poco fa ha detto: dicevano che Andreotti aveva rapporti particolari con? Vuole finire, con chi rapporti particolari?

MUTOLO: Con il Giudice Carnevale e con l'onorevole Lima, cioè, ora io non posso capire insomma...

(pag.146)

PRESIDENTE:Senta, Mutolo, tutti questi le dissero che Lima si rivolgeva ad Andreotti per le questioni di Roma.

MUTOLO G.: Signor Presidente, ma non è che me lo dicevano perché ... si parlava perché ci interessava ... cioè quello che faceva l'onorevole Andreotti. Si parlava sempre perché c'era un discorso del maxiprocesso. Quindi l'argomentazione era: ma l'onorevole Lima come fa a prendersi la sicurezza che a Roma questo processo sarà buttato a terra? Perché ci pensa l'onorevole Andreotti. L'onorevole Andreotti con chi parla? No, in un secondo tempo, sta bene, ha delle amicizie particolari con il Presidente Carnevale.

Leonardo Messina

(udienza del 12 marzo 1997 pag.8)

MESSINA: …poi si mise a parlare si parlò del Maxi-Processo e lui era...

P.M. SCARPIN.: lui chi è il soggetto?

MESSINA L.: lui CIRO VARA, era convintissimo diceva che non c'erano problemi e che tutto sarebbe andato bene perché li avrebbero messo le mani SALVO LIMA e GIULIO ANDREOTTI.

P.M. SCARPIN.: può essere più analitico? cioè se può fare uno sforzo di ricordare esattamente il discorso che fece CIRO VARA.

MESSINA L.: CIRO VARA disse che tutto sarebbe finito in una "fesseria" alla Cassazione perché avevano la sicurezza che il processo sarebbe andato a finire alla prima Sezione dove c'era CARNEVALE che era uomo di ANDREOTTI ……

………

P.M. SCARPIN.: ho capito. Senta quindi questo discorso che lei ha riferito avviene in occasione di questa riunione. E parlò solo CIRO VARA o parlarono anche gli altri presenti che lei ha citato, su questo argomento del Maxi-Processo?

MESSINA L.: parlo anche SALVATORE FERRARO.

P.M. SCARPIN.: e chi?

MESSINA L.: perché li praticamente c'era il vertice di "COSA NOSTRA", nella provincia di CALTANISSETTA.

P.M. SCARPIN.: ecco, allora può riferire anche quello che dissero gli altri?

MESSINA L.: sì.

P.M. SCARPIN.: c'era qualcuno che era in disaccordo, tutti d'accordo?

MESSINA L.: no, no,no.

P.M. SCARPIN.: ecco riferisca esattamente tutto l'andamento della discussione.

MESSINA L.: si parlò che poi li erano i tre più grossi, c'era CIRO VARA, MIMI' VACCARO e SALVATORE FERRARO. SALVATORE FERRARO, pur non avendo un ruolo non per esempio, mandamento, sottocapo provinciale, era l'ambasciatore della provincia, ne sapeva quanto quelli due, dissero tutti e tre hanno concordato che il Maxi-Processo doveva finire a farsa, alla Cassazione.

P.M. SCARPIN.: dissero anche come doveva essere aggiustato questo Maxi-Processo?

MESSINA L.: sì, c'era l'impegno di SALVO LIMA e di GIULIO ANDREOTTI che tutto sarebbe finito in una bolla di sapone.

P.M. SCARPIN.: e come, dissero come sarebbe finito in una bolla di sapone?

MESSINA L.: dissero che sarebbe andato a finire nella prima sezione, dove c'era CORRADO CARNEVALE, che era uomo di ANDREOTTI.

P.M. SCARPIN.: senta qualcuno di queste persone era imputato nel Maxi-Processo?

MESSINA L.: sì, c'era imputato CIRO VARA e GIUSEPPE MADONIA.

………

P.M. SCARPIN.: ho capito e la discussione finì lì?

MESSINA L.: no, la discussione non finì li perché ho detto prima c'era stato questo piccolo litigio tra il mandamento e l'ambasciatore, la mattina verso le 5:00, sono stato svegliato a casa, dice: "devi scendere perché dobbiamo andare a PALERMO".

P.M. SCARPIN.: da chi, chi è che la svegliò?

MESSINA L.: mi svegliò SALVATORE FERRARO, siccome io lavoravo, dice: "dobbiamo andare via", sono sceso e siamo andati con la sua macchina a BAGHERIA, a trovare GIUSEPPE MADONIA, ……… li eravamo quattro, cinque ed allora abbiamo affrontato di nuovo il discorso del Maxi-Processo e mi aveva detto che era vero, che tutto doveva finire in quella maniera.

P.M. SCARPIN.: ecco, su questo punto se può fare uno sforzo di memoria per riferire esattamente, che cosa disse GIUSEPPE MADONIA, su questo punto e cioè che era tutto vero, se può ricordare le parole, le espressioni?

MESSINA L.: sì, MADONIA, su questo punto, prima mi disse che lui era il provinciale e perciò se lui aveva ordinato a SALVATORE FERRARO di portare i soldi senza passare attraverso il mandamento, nessuno glielo poteva impedire, e questo, poi essendo che io avevo raccontato pure, quello che avevano detto sul Maxi-Processo, mi ha detto che era vero, che non c'era nessun tipo di problema e che le cose sarebbero andate in quella maniera

P.M. SCARPIN.: fece.. mi scusi, MADONIA disse solo questo o fece riferimento a qualche personaggio spiegò come il processo doveva essere aggiustato.

MESSINA L.: MADONIA ha ripetuto le stesse cose di CIRO VARA...

P.M. SCARPIN.: ecco, se per cortesia può riferire esattamente cosa disse GIUSEPPE MADONIA.

MESSINA L.: MADONIA disse che c'era vero che c'era un accordo con SALVO LIMA e ANDREOTTI per aggiustare il maxi processo.

P.M. SCARPIN.: fece riferimento MADONIA anche a CARNEVALE o no?

MESSINA L.: sì, disse che non c'erano problemi e che era la verità, e in quella mattinata mi ha ordinato di ammazzare un'altra persona sempre in correnza...

(pag.121)

AVV. COPPI: no, no, d'accordo, benissimo, d'accordo. Quindi, lei non era interessato direttamente alla storia del Maxi-Processo?

MESSINA L.: no.

AVV. COPPI: però lei ha sentito il VARA e gli altri ospiti che dicevano che del processo si sarebbero interessati LIMA ed ANDREOTTI, vero?

MESSINA L.: sì, è così.

AVV. COPPI: ecco! Questi discorsi che lei ha ascoltato, facevano riferimento a fatti specifici, per quanto riguarda il legame che sarebbe intercorso tra il Senatore ANDREOTTI e il Presidente CARNEVALE o del Presidente CARNEVALE si parlava genericamente, come di uomo di ANDREOTTI?

MESSINA L.: no, se ne parlava genericamente, come uomo di ANDREOTTI e... basta.

AVV. COPPI: ecco, quindi fatti specifici dai quali si potesse... potessimo noi oggi dedurre che effettivamente c'era questo legame tra il Senatore ANDREOTTI e il Dottor CARNEVALE, lei non ne ha sentito parlare?

MESSINA L.: no.

AVV. COPPI: al di là di quello che lei ha appreso, in quella circostanza, vi sono state altre circostanze e per farla in breve, veniamo poi subito al sodo, altre circostanze facenti... circostanze di incontri fra voi uomini d'onore eccetera, nel corso delle quali si sia fatto riferimento a fatti specifici riguardanti i rapporti tra il Senatore ANDREOTTI e il Dottor CARNEVALE?

MESSINA L.: no.

AVV. COPPI: quindi lei non sa, a parte quello che ha detto circa il fatto che il processo doveva finire alla Sezione del Dottor CARNEVALE, lei non sa quali tipi di intervento e quali pressioni avrebbe dovuto esercitare il Senatore ANDREOTTI per ottenere una soluzione favorevole del Maxi-Processo?

MESSINA L.: sì, è così.

………

AVV. COPPI: quindi, queste persone le dissero che il Senatore ANDREOTTI e l'Onorevole LIMA si sarebbero impegnati per far finire il processo alla Prima Sezione, d'accordo?

MESSINA L.: sì.

AVV. COPPI: e anche per farlo celebrare poi da un Collegio presieduto dal Dottor CARNEVALE?

MESSINA L.: certo.

AVV. COPPI: non... per quello che lei sa, in quell'occasione non venne fuori che i processi vengono assegnati automaticamente alle varie sezioni della Cassazione secondo la natura del reato di cui ci si deve occupare, che è stato oggetto del procedimento?

MESSINA L.: no, no, no, si era parlato della procedura.

AVV. COPPI: quindi, voi eravate convinti che per poter mandare un processo in una certa sezione, un interessamento potesse essere utile?

MESSINA L.: così dicevano, non ero io convinto, a me...

AVV. COPPI: questo... questo si diceva. Benissimo, saltando qualche domanda perché ha già risposto ad analoghe domande dei Pubblici Ministeri, veniamo alla arrabbiatura dei capi di "COSA NOSTRA" in relazione al Maxi-Processo. La prima arrabbiatura è individuabile nel fatto che il processo non era finito al Dottor CARNEVALE?

MESSINA L.: sì.

AVV. COPPI: oh, lei ebbe modo di cogliere dai discorsi che si facevano o di comprendere le ragioni per le quali il Maxi-Processo non veniva celebrato dal Dottor CARNEVALE pur essendo finito nella sua sezione?

MESSINA L.: no, non... c'erano solo delle lamentele e delle parole contro queste tre persone, però non spiegavano...

AVV. COPPI: ...ecco...

MESSINA L.: ...i passaggi.

AVV. COPPI: ...ecco, lei ricorda quindi a chi fossero attribuite le responsabilità del fatto che il processo non era stato poi affidato ad un Collegio presieduto dal Dottor CARNEVALE?

MESSINA L.: sì, le cose erano dirette contro GIULIO ANDREOTTI, contro altre persone.

AVV. COPPI: e quali sono queste altre persone?

MESSINA L.: contro SALVO LIMA e contro... ad altre.

AVV. COPPI: e quali sono questi altri?

MESSINA L.: sì, era sempre il gruppo del P.S.I., parlavano male di CRAXI, hanno iniziato a parlare max... male...

AVV. COPPI: anche MARTELLI?

MESSINA L.: sì.

AVV. COPPI: se la prendevano anche con MARTELLI?

MESSINA L.: cioè se la prendevano con MARTELLI che... a dire loro, aveva prevaricato CRAXI.

AVV. COPPI: ecco, quindi il Senatore ANDREOTTI veniva rimproverato di non aver fatto in modo che il Collegio fosse presieduto dal Dottor CARNEVALE, giusto?

MESSINA L.: sì, secondo loro era così.

Salvatore Cancemi

(udienza del 13 marzo 1997 pag.33)

CANCEMI S.: dunque RIINA, l'Onorevole LIMA, doveva avere il ruolo, quello che ha detto RIINA, che i patti, l'accordo che aveva preso perché disse non hanno mantenuto i patti, no, non ha mantenuto, non hanno mantenuto, mi ricordo benissimo, non hanno mantenuto ed usando pure una parolaccia, era che dovevano intervenire, per fare annullare la sentenza del Maxi-Uno e non hanno mantenuto gli impegni e qua lui si è scatenato per ammazzarlo.

P.M. LO FORTE: ecco, ma, ha spiegato RIINA, che cosa avrebbe dovuto fare l'Onorevole LIMA per interessarsi di questo Maxi-Processo?

CANCEMI S.: sì, lui ha spiegato che doveva fare, annullare la sentenza in Cassazione, diciamo perché c'era stata la condanna in primo e secondo grado...

P.M. LO FORTE: e come mai, e come faceva l'Onorevole LIMA a influenzare la Cassazione?

CANCEMI S.: lui, quello che ha spiegato lui, che l'Onorevole LIMA, con l'Onorevole ANDREOTTI, dovevano intervenire su persone importanti, che potevano mettere mano su questa situazione, per fare annullare la sentenza in Cassazione.

P.M. LO FORTE: questa circostanza, cioè questa vicenda, secondo cui l'Onorevole LIMA e l'Onorevole ANDREOTTI, si sarebbero dovuti interessare, per fare annullare la sentenza del maxi dalla Cassazione, le fu riferita anche da altri uomini d'onore?

CANCEMI S.: sì, io l'ho saputo anche da MICHELANGELO LA BARBERA e da BIONDINO SALVATORE e da GANCI RAFFAELE, da tutti questi qua perché già, era, la davano per scontata la cosa, diciamo che la cosa era sicuro, perché l'impegno l'avevano preso.

………

P.M. LO FORTE: riformulo la domanda, GANCI RAFFAELE, le disse speriamo di fare questo, che parole disse ecco sia GANCI RAFFAELE, che MICHELANGELO LA BARBERA?

CANCEMI S.: guardi le posso dire, che mi ricordo benissimo, innanzi tutto le parole di RIINA, prima, che quando lui ha comunicato che già aveva preso questo accordo con l'Onorevole LIMA e l'Onorevole LIMA, con l'Onorevole ANDREOTTI, lui ha detto questo qua, cantava vittoria già e la cosa la deva per certezza e disse io, se cinque anni, sei anni di associazione me li faccio legati in una branda. Cinque anni, sei anni di associazione, me li faccio legati in una branda, che cosa ha voluto dire, spiego, lui ha voluto dire che già per lui era scontata, che questi impegni li dovevano mantenere...

………

CANCEMI S.: sì, io, poi, mi ricordo che RIINA ha detto che c'era stato anche l'intervento di... di FALCONE, eh... anche... pure l'intervento... l'intervento di FALCONE per... perché lui mirava a RIINA, a farlo fare a CARNEVALE questo processo, e poi, lui di... ha saputo che c'era stato anche l'intervento di FALCONE per farci levare questo processo delle mani di CARNEVALE, eh...

P.M. LO FORTE: quindi...

CANCEMI S.: ...l'ha fatto un altro Presidente, il...

P.M. LO FORTE: quindi, un altro...

CANCEMI S.: ...Presidente PALERMO.

P.M. LO FORTE: ...motivo è che...

CANCEMI S.: sì.

………

CANCEMI S.: RIINA diceva... dice: "CARNEVALE era una persona che sentiva arritinata", significa quando c'è il cavallo...

PRESIDENTE: eh!

CANCEMI S.: ...che ci sono le redini, quando lui tirava, quello sentiva la botta, diciamo.

P.M. LO FORTE: e chi gliela doveva dare la retinata al CARNEVALE, secondo quello che lei apprese?

CANCEMI S.: eh... l'Onorevole LIMA, eh... questo qua, l'Onorevole ANDREOTTI, loro, perché... eh... la cosa loro la stavano coltivando, era coltivata da loro, quello che so io.

………

P.M. LO FORTE: ……Ma lei ha mai appreso qualcosa riguardante l'eventuale esistenza di rapporti diretti tra il Senatore ANDREOTTI e il Presidente CARNEVALE?

CANCEMI S.: sì, io l'ho appreso anche da RIINA e anche VITTORIO MANGANO.

P.M. LO FORTE: che cosa ha appreso?

CANCEMI S.: che... che avevano questi rapporti direttamente l'Onorevole ANDREOTTI con CARNEVALE.

P.M. LO FORTE: ma ha appreso qualcosa di più specifico sul contenuto di questi rapporti? Cioè, che cosa le è stato detto da MANGANO? Parole esatte, più o meno, se riesce a ricordare.

CANCEMI S.: sì, che MANGANO mi ha detto che erano molto legati CARNEVALE con ANDREOTTI e... quindi erano persone che per "COSA NOSTRA" facevano tanto; grosso modo le parole sono state queste qua diciamo...

………

AVV. COPPI: ……Ora vorrei sapere, RIINA le ha anche spiegato bene, analiticamente, che cosa avrebbe dovuto fare LIMA, per influenzare il... i Giudici della Corte di Cassazione, rispetto al Maxi-Processo?

CANCEMI S.: il RIINA ha detto, con le sue poche parole, che l'Onorevole LIMA, o l'Onorevole ANDREOTTI, erano le persone che avevano preso accordi con lui, per... per interessarsi per il Maxi-Processo, per fare l'annullamento in Cassazione.

AVV. COPPI: e questo lo abbiamo già sentito. Ma io vorrei sapere anche se RIINA le disse come LIMA, poi vedremo anche come il Senatore ANDREOTTI, ma per il momento fermiamoci a LIMA, come LIMA sarebbe riuscito a realizzare questo obiettivo, e quindi ad influenzare il giudizio della Corte di Cassazione, in senso favorevole agli affiliati di "COSA NOSTRA", imputati nel Maxi-Processo?

CANCEMI S.: sì, RIINA, quello che diceva... che l'Onorevole LIMA, con l'Onorevole ANDREOTTI, intervenivano su CARNEVALE, era questo qua quello che so io. Poi se c'erano altre vie, e che io non le conosco, non le posso dire. Ma quelle che RIINA diceva, era questo qua.

AVV. COPPI: quindi LIMA si sarebbe rivolto ANDREOTTI e il Presidente...

CANCEMI S.: e...

AVV. COPPI: ...senta, però il 19 ottobre del '93, siamo sempre a quell'interrogatorio, parlando proprio di questo argomento, lei così dice: "più precisamente - naturalmente stiamo parlando di questo inter... di questi rapporti tra RIINA e LIMA - a proposito di rapporti tra RIINA e l'Onorevole LIMA, posso aggiungere che lo stesso RIINA mi disse che si interessava del Maxi-Processo per il tramite dell'Onorevole SALVO LIMA, più precisamente il RIINA disse che avrebbe interessato l'Onorevole LIMA per arrivare alla Cassazione". RIINA, e qui è la contestazione, non spiegò come a sua volta l'Onorevole LIMA avrebbe potuto influenzare il futuro giudizio della Corte di Cassazione. Quindi oggi lei ci dice che LIMA si sarebbe rivolto ANDREOTTI, che l'obiettivo finale era CARNEVALE, invece qui, lei dice semplicemente che RIINA disse che si sarebbe rivolto all'Onorevole LIMA, però non spiegò come a sua volta LIMA avrebbe potuto influenzare il futuro giudizio della Corte di Cassazione. Quindi mi pare ci sia un contrasto tra quello che lei ha detto poc'anzi, e quello che aveva detto a suo tempo.

CANCEMI S.: ma secondo me non c'è nessun contrasto, secondo me, poi è il Tribunale a decidere non sono io, perché io l'ho spiegato più volte che il giro era quello dei cugini SALVO, LIMA, ANDREOTTI e... e CARNEVALE, questo era il giro, quello che tante volte ho sentito da RIINA, da GANCI e da BIONDINO, da MICHELANGELO LA BARBERA, quindi il giro era questo qua...

AVV. COPPI: ma io le avevo chiesto se RIINA le aveva spiegato come LIMA pensava di arrivare, e una volta lei ha dichiarato puntualmente, perché evidentemente una domanda identica le è stata fatta, che LIMA non ha spiegato. Poi sul giro ritorneremo di qui a poco, però intanto se lei mi può chiarire, questo che secondo me è invece un contrasto tra ciò che ha dichiarato questa mattina, che può avere dichiarato altre volte, e quello che comunque una volta lei ha dichiarato in sede di indagini preliminari.

CANCEMI S.: ma io mi sono spiegato Presidente, eh... l'ho detto quello che...

PRESIDENTE: va bene, in questo verbale che le...

CANCEMI S.: sì, sì, sì.

PRESIDENTE: ...ha letto l'avvocato, non si parla del Senatore ANDREOTTI, ma si parla solo dell'Onorevole LIMA...

AVV. COPPI: e neppure di CARNEVALE, Presidente a dire la...

PRESIDENTE: eh! Questo è...

CANCEMI S.: Presidente, la verità è questa qua, che il giro per "COSA NOSTRA" erano queste persone, non ci piove e questo ve lo dico a voce alta, che l... che il giro era i cugini SALVO, l'Onorevole LIMA, ANDREOTTI, CARNEVALE, il giro era questo che c'era in "COSA NOSTRA" che si sapeva, era come una cosa di dire... all'ordine del giorno. Perciò, quindi la verità è questa qua e non ci piove.

………

AVV. COPPI: le risulta quindi che il LIMA si sia effettivamente attivato presso il Senatore ANDREOTTI, sollecitandone l'intervento presso CARNEVALE?

CANCEMI S.: io le posso dire, rispondo così, Avvocato! Che con assoluta certezza RIINA più volte ha detto che per questo processo, le persone che si stavano interessando, erano i cugini SALVO, e...

AVV. COPPI: non era questa la domanda...

CANCEMI S.: no, no, e ora vengo...

AVV. COPPI: ...non voglio...

CANCEMI S.: ...arrivo, Avvocato, per cortesia, perché anche io sono una persona...

AVV. COPPI: prego!

CANCEMI S.: ...ho diritto di... di farmi spiegare...

AVV. COPPI: sì, sì, certo!

CANCEMI S.: ...quindi LIMA e ANDREOTTI, quindi per noi, andare a chiedere a RIINA "ma mi dice... mi dica una cosa, ma la persona che lei ha fatto parlare, che ha fatto questo, che ha fa...", era in più, questa era la verità che diceva RIINA, poi quando non hanno mantenuto l'impegno, io personalmente, ci ho sentito dire a RIINA: "a 'sti crastazzi si ci devono rompere le corna".

AVV. COPPI: sì, però vede, la domanda non era appunto questa, perché la domanda era un'altra, io non mi rifacevo più a RIINA, stavo parlando di GANCI e LA BARBERA, e le stavo chiedendo, se a lei risulta che effettivamente LIMA si sia mosso presso il Senatore ANDREOTTI.

CANCEMI S.: ma sì, certo che mi risulta, perché se lei vuole sapere di GANCI, allora io ci posso dire che quando GANCI stava leggendo quella rivista, quel giornale, che cosa era, esatto! E io ho detto quella parolaccia che non la voglio ripetere, che il Presidente mi ha rimproverato, quindi, levandosi gli occhiali, dicendo pure una parolaccia lui, dice che quello che stava dicendo DI MAGGIO è la verità, dice: "il danno che deve fare questo è enorme", quindi il riferimento era quello là, che erano quelle le persone che si stavano interessando per il Maxi-Processo...

AVV. COPPI: poi...

CANCEMI S.: ...ques...

AVV. COPPI: ...poi vedremo, poi vedremo quali dichiarazioni di DI MAGGIO, furono oggetto di commento da parte di GANCI, e da parte di lei...

CANCEMI S.: va bene.

AVV. COPPI: ...andiamo... andia... scusi, io le ri... le contesto invece, che sempre nel famoso verbale dell'ottobre del '93, lei dopo aver detto che GANCI RAFFAELE, e LA BARBERA, e... le avevano ripetuto le stesse cose di LIMA, più specificamente lei disse: "essi mi dissero più esplicitamente, che l'Onorevole LIMA, era nelle mani dei BUSCEMI, cioè i BUSCEMI erano in grado di farti fare tutto quello che volevano, il GANCI e LA BARBERA, aggiunsero che l'Onorevole LIMA sarebbe arrivato alla Cassazione, attraverso l'Onorevole ANDREOTTI, e più precisamente che aveva avuto l'incarico di interessare l'Onorevole ANDREOTTI, per arrivare alla Cassazione. Non so poi che cosa effettivamente sia avvenuto".

PRESIDENTE: questo ha detto?

CANCEMI S.: sì.

AVV. COPPI: ecco, quindi lei non può dire oggi che lei ci ha la certezza, che ci sia stato questo contatto, tra LIMA ed ANDREOTTI, perché qui lei dice: "io ho saputo solo da loro che LIMA aveva avuto questo incarico, non so poi che cosa sia effettivamente avvenuto", aggiungo...

………

CANCEMI S.: ...ma guardi, uno non è che è un sacco che si gira e si svuota, quindi i ricordi possono venire anche diciamo nel tempo, quindi io mi ricordo benissimo, che RIINA più volte ha detto che l'Onorevole LIMA con ANDREOTTI dovevano intervenire su CARNEVALE, per l'interessamento del Maxi-Uno...

AVV. COPPI: ma è un'altra cosa questa...

CANCEMI S.: ...quindi, non è che diciamo...

PRESIDENTE: ma lei ha detto, ha detto l'ultima frase... "non so che cosa..."...

CANCEMI S.: ma di che cosa non so?

PRESIDENTE: ..."...effe..."... di questo, di questo interessamento dell'Onorevole LIMA presso il Senatore ANDREOTTI.

CANCEMI S.: ma io lo...

PRESIDENTE: e la Cassazione. Lei dice: "non so che cosa poi effettivamente sia avvenuto". Questo dice...

CANCEMI S.: sì...

Francesco Marino Mannoia

(udienza del 4 novembre 1996)

MANNOIA F.: no, le uniche parole che venivano fatte trapelare, sempre per tramite di TOTO' RIINA, il discorso che in qualsiasi caso il processo in Cassazione sarebbe ritornato indietro.

P.M. LO FORTE: ecco, "sarebbe ritornato indietro" in che senso?

MANNOIA F.: nel senso...

P.M. LO FORTE: o meglio, non in che senso il suo giudizio, che cosa inte... cosa diceva RIINA?

MANNOIA F.: che sempre tra...

P.M. LO FORTE: ...che cosa faceva?

MANNOIA F.: ...tramite il Dottor CARNEVALE si sarebbe trovato un vizio, una qualcosa, un difetto di... processuale, dibattimentale, qualche cosa, rappresentavano loro queste... specialmente TOTO' RIINA faceva arrivare al carcere queste cose. Un'altra cosa che io dapprima non ho detto, prima... "avvaletevi tutti della facoltà di non rispondere se i collaboratori non ve... i pentiti non vengono qua a testimoniare". Se sono studiate tante, si è tentato di reclusa... come si dice, recusare il Presidente GIORDANO, tanti tentativi furono fatti. Poi, alla fine, dice: "il processo in Cassazione..."... anche se ci sarebbe arrivato sarebbe stato annullato.

P.M. LO FORTE: Signor MANNOIA, lei ha detto - quindi - che: "anche per comunicazione fatta pervenire da SALVATORE RIINA", in particolare, ma in generale lei ha detto che: "il punto di riferimento in Cassazione era il Presidente CARNEVALE, che grazie al Presidente CARNEVALE in qualche modo si sarebbe tornati indietro, il processo sarebbe tornato indietro". E' un concetto generico. La domanda è questa: che cosa sa, se lo sa, esattamente lei di fatti o di rapporti del Presidente CARNEVALE con ambienti di "COSA NOSTRA"? Innanzi tutto se esistono, in caso affermativo, che cosa lei ne sa?

MANNOIA F.: io posso dire quello che mi consta a me, quando una cosa mi consta a me, per me è il Vangelo e lo rappresento nei termini in cui io l'ho ascoltato e che l'ho sentito. Innanzi tutto, per quello che ho appreso io, il Dottor CARNEVALE aveva ottimi rapporti con CICCINO MADONIA di VALLELUNGA, successivamente questi rapporti sono stati fortificati col figlio, si sono rafforzati col figlio, GIUSEPPE MADONIA, rappresentante di VALLELUNGA. Anche i cugini SALVO, NINO e IGNAZIO SALVO, erano in ottimi rapporti col... diciamo, col Dottor CARNEVALE attraverso un magistrato di PALERMO, che fu trasferito poi in Cassazione, parente dei SALVO stessi, che addirittura io stesso vedevo ogni tanto che veniva di fronte alla nona sezione, insieme a FRANCO ALBERTI, una persona che ha un laboratorio artigiano di lampadari, a salutare PIETRO LO IACONO, potrebbe stranizzare questa visita a distanza, un saluto a distanza di un magistrato che va a salutare al... fuori dalle mura del carcere, a PIETRO LO IACONO, e ci andava spesso, l'ho visto io con i miei occhi, ma PIETRO LO IACONO, prima di essere arrestato al blitz di VILLAGRAZIA, prima di avere qualche situazione giudiziaria, era una persona che viveva nel mondo della PALERMO BENE, era rappresentante di tessuti, frequentava il circolo della stampa, addirittura una volta lo chiamarono, per quanto era pulito e incensurato, a fare da Giudice Popolare. Per quanto riguarda diciamo la situazione CARNEVALE, mi ricordo un altro particolare, poco prima dell'eliminazione di mio fratello, che siamo rinchiusi al carcere dell'UCCIARDONE, quindi siamo nell'89, e io ritorno dal carcere di TERAMO, per far rientro al carcere di PALERMO nell'89, mi chiama PIPPO CALO', poiché ci diamo del "lei" entrambi, PIPPO CALO' mi dice: "FRANCO, so che lei ha conoscenza a BAGHERIA, sta bene con alcune persone che sono imparentate con il Dottor AIELLO". Gli ho detto: "sì, questo è vero, conosco alcuni parenti e amici che sono in contatto con il nipote di AIELLO, addirittura con uno di questi abbiamo fatto i compari di nozze, che sono nella parentela. Perché?" Dice: "avrei bisogno di una cortesia di un processo che ci ho pendente in Cassazione". Allora io gli ho detto: "non posso fare altro che farlo sapere a mio fratello AGOSTINO per interessarsi attraverso queste persone che conosco". Quando io gli feci il nome, il nome di AGOSTINO, lui mi disse: "no, no, lasci stare per il momento, allora io proverò a rivolgermi... farò la stessa strada, la strada quella di CARNEVALE, se non dovrebbe andare bene poi glielo faccio sapere".

(udienza del 5 novembre 1996 pag.159 pag.233)

AVV. SBACCHI: a proposito, cambiamo argomento. Lei parlando di CARNEVALE, del Presidente CARNEVALE, ha detto che aveva rapporti con MADONIA CICCINO, ci può dire esattamente come le risulta tutto questo?

MANNOIA F.: sempre per averlo appreso.

AVV. SBACCHI: per averlo appreso da chi?

MANNOIA F.: per averlo appreso in seno a "COSA NOSTRA", che dapprima i rapporti fra CARNEVALE erano instaurati con CICCINO MADONIA; e poi successivamente passarono al... al figlio GIUSEPPE MADONIA.

AVV. SBACCHI: e che sa di favori fatti dal Presidente CARNEVALE a MADONIA? Questo MADONIA che dice lei, per evitare equivoci.

MANNOIA F.: no, il MADONIA apparteneva a un'altra "famiglia", di VALLELUNGA, io non ero in rapporti con lui.

AVV. SBACCHI: ma lei conosceva MADONIA?

MANNOIA F.: l'ho visto una... una volta, se non prendo errore, a BAGHERIA.

AVV. SBACCHI: a BAGHERIA. E come è che si parlava, visto che era uomo di un'altra provincia, di MADONIA? Fu detto, fu riferito qualche particolare?

MANNOIA F.: ma si parlava all'interno del carcere anche, delle amicizie che aveva... di chi stava bene con...

AVV. SBACCHI: eh, con?

MANNOIA F.: appunto con il Presidente CARNEVALE. E c'erano quelli che sapevano di più, e sapevano la storia dell'origine di queste cose. Io non è che sono un archivio, ad andare a ricordare chi, in quale modo, in quale occasione; io posso parlare per le cose che io potevo avere avuto bisogno direttamente o meno.

AVV. SBACCHI: eh, e lei ha avuto bisogno?

MANNOIA F.: no, il PIPPO CALO' ha avuto bisogno, di una certa situazione, si è rivolto a me perché io, tramite mio fratello, altre persone di BAGHERIA, per intervenire sul Presidente AIELLO; allora lui...

AVV. SBACCHI: non...

MANNOIA F.: ...m'ha detto di...

AVV. SBACCHI: ...non ho chiesto questo, guardi.

MANNOIA F.: ...lui m'ha detto, dice...

AVV. SBACCHI: io sto parlando del Presidente CARNEVALE.

MANNOIA F.: eh, stiamo arrivando a CARNEVALE. Allora CALO', quando ha sentito che si doveva interessare mio fratello, m'ha detto, dice: "no, mi interesso io con la strada di CARNEVALE".

AVV. SBACCHI: questo le ha detto? E poi che esito ebbe questo e quale era il fatto, se ci può dire...

MANNOIA F.: non lo so, aveva una cosa lui in pendenza in Cassazione. Io non mi interessavo, avevo già i guai...

AVV. SBACCHI: no, no, lei che bisogno di favore...

MANNOIA F.: ...giudiziari per i fa...

AVV. SBACCHI: ...aveva...

MANNOIA F.: ...i fatti miei. Io di CARNEVALE non ho avuto mai bisogno.

AVV. SBACCHI: ah, lei non ha avuto mai bisogno...

MANNOIA F.: no.

AVV. SBACCHI: ...di CARNEVALE. Allora lei ha assistito così a questo colloquio, mi era sembrato...

MANNOIA F.: no, no.

Costa Gaetano

(udienza dell’11 marzo 1997 pag.204)

P.M. SCARPIN.: lei ha mai sentito parlare del Giudice CARNEVALE?

COSTA G.: sì.

P.M. SCARPIN.: ha sentito parlare di rapporti tra il Giudice CARNEVALE e ANDREOTTI?

COSTA G.: sì.

P.M. SCARPIN.: in quale circostanza e da chi ha sentito parlare di rapporti tra CARNEVALE e ANDREOTTI.

COSTA G.: beh ne... nell'ambiente della "COSA NOSTRA" si vociferava che c'era in Cassazione 'sto legame, cioè...

P.M. SCARPIN.: che c'era...

COSTA G.: ...allora pa... partiamo così un attimino per non creare confusione...

P.M. SCARPIN.: eh.

COSTA G.: ...con me stesso. In CALABRIA era notorio nella "famiglia" di PIROMALLI, che poteva utilizzare tutti gli uffi... alcuni uffici della Cassazione in particolare nella persona di CARNEVALE, di... del Dottor CARNEVALE. All'interno di "COSA NOSTRA" si mo... c'era questo tema che il Signor ANDREOTTI era molto amico, e intimo di CARNEVALE e se occorreva si poteva utilizzare questa fonte.

………

P.M. SCARPIN.: questi fatti da chi l'ha sentiti?

COSTA G.: ma lo dicevano un po' tu... tanti palermitani da VINCENZO SPATARO a... a INZERILLO MASINO, ad altre persone che... CARNEVALE e ANDREOTTI...

P.M. SCARPIN.: cioè TOMMASO INZERILLO dice INZERILLO MASINO è TOMMASO INZERILLO?

COSTA G.: TOMMASO INZERILLO, MASINO sì.

P.M. SCARPIN.: ecco, queste due persone ad esempio che cosa le dissero su questo argomento?

COSTA G.: e si parlava che in pratica in Cassazione dopo che era andato tu... cioè si riportavano discorsi che nonostante ANDREOTTI era intimo di CARNEVALE non si era riuscito ad ottenere un esito favorevole in Cassazione, del processo di primo grado.

P.M. SCARPIN.: cioè questo del Maxi-Processo, intende dire?

PRESIDENTE: di quale, quale processo?

COSTA G.: del primo processo.

P.M. SCARPIN.: cioè qual è il primo processo, a quale processo si riferisce?

COSTA G.: il processo di PALERMO.

PRESIDENTE: quale processo di PALERMO?

COSTA G.: il Maxi-Processo.

P.M. SCARPIN.: il Maxi-Processo. Quindi queste cose lei le sentì dire da INZERILLO e da...

COSTA G.: sì, cioè su una forma di critica, come mai insomma c'erano 'sti forti legami, 'ste forti conoscenze, pur nonostante questo non si è riuscito ad ottenere... in pratica volevano dire che avendo ANDREOTTI in mano e ANDREOTTI è amico di CARNEVALE non si è riuscito ad avere sentenze positive, favorevoli, a favore della "COSA NOSTRA".

………

PRESIDENTE: mi scusi, in che anno siamo, in che periodo siamo?

COSTA G.: qui siamo al carcere dell'ASINARA, nel '93/'94.

PRESIDENTE: TOMMASO INZERILLO e SPATARO.

COSTA G.: sì, quando si commentavano alcune cose subite negativamente e processualmente di...

P.M. SCARPIN.: lei sentì dire anche, lei ha detto che c'era un rapporto tra ANDREOTTI e CARNEVALE, può ripetere esattamente?

COSTA G.: sì, che avevano un buon rapporto e... in pratica loro sostenevano che come mai avendo ANDREOTTI in mano, e a sua volta ANDREOTTI era molto amico intimo.

P.M. SCARPIN.: ma chi aveva in mano ANDREOTTI, scusi?

COSTA G.: loro la "COSA NOSTRA", io stavo parlando della "COSA NOSTRA".

………

AVV. COPPI: ...da quando lei ha saputo, dal 1975 in poi, da quando lei ha saputo che il Presidente CARNEVALE era disposto ad aggiustare processi in Cassazione.

COSTA G.: beh, credo che questo fatto si riporti nel 1985/'86.

AVV. COPPI: '85/'86. E il Presidente CARNEVALE aggiustava questi processi, perché era anche lui un affiliato a "COSA NOSTRA"?

COSTA G.: no, questo non mi risulta, non...

AVV. COPPI: le risulta che il Presidente CARNEVALE percepisse denaro per questi aggiustamenti?

COSTA G.: a questo non saprei rispondergli, non ho fatti...

………

AVV. COPPI: io le ho fatto una domanda precisa: "a lei! A lei personalmente risulta, perché un suo collega di detenzione le ha detto: "ho dato mille lire a CARNEVALE, ho dato cento mila lire a CARNEVALE"", le risultano cose di questo genere?

COSTA G.: no, questo... questo...

AVV. COPPI: no!

COSTA G.: ...specificatamente no!

………

AVV. COPPI: e allora la domanda era: se può indicarci, se è in grado di indicarci, per sua diretta, personale conoscenza, tutti i processi che sarebbero stati aggiustati dal Presidente CARNEVALE? E la prego di rispondere attenendosi alla domanda, e non...

COSTA G.: no, al momento...

AVV. COPPI: ...dilagandosi su altri fatti...

COSTA G.: al momento non sono in grado di poter specificare episodi...

………

AVV. COPPI: ... Lei ha detto che il Dottor CARNEVALE era nelle mani del Senatore ANDREOTTI, vero? Lo conferma?

COSTA G.: sì, se l'ho detto...

AVV. COPPI: no, no, l'ha detto oggi, mi pare poco fa, anche, no?

COSTA G.: sì.

AVV. COPPI: adesso, visto che lei è stato in carcere dal 1975...

COSTA G.: sì.

AVV. COPPI: ...ci può indicare casi specifici, processi specifici in cui il Senatore ANDREOTTI sarebbe intervenuto sul Presidente CARNEVALE per influenzarne il giudizio?

COSTA G.: ma guardi, io casi specifici, gli posso dire solo quello che mi è stato riferito e di quello che io sono venuto a conoscenza.

AVV. COPPI: eh, ci dica quali sono...

COSTA G.: tra cui quello del... il processo MODEO, quando lui cercava di consigliarsi, cioè, almeno di capire le cose assieme, se era fattibile la revisione di questo processo o meno...

AVV. COPPI: uhm.

COSTA G.: ...e al che, se... il MODEO mi disse: "cosa ne pensi? Insomma, ci sarà ANDREOTTI, e ANDREOTTI ha in mano il Dottor CARNEVALE, quindi... E cosa ne pensi?" Ci dissi...

AVV. COPPI: senta, su MODEO...

COSTA G.: ..."se c'è una forma di serietà di...". Prego!

AVV. COPPI: su MODEO ritorneremo di qui a poco, e vedremo se questo può essere considerato un riferimento specifico o no. Però io le contesto quello che lei ha dichiarato il 25 luglio del 1994 al Tribunal... alla Procura della Repubblica di PALERMO, in modo particolare al Dottor SABELLA: "devo precisare, ma non ho episodi specifici da raccontare in merito, che nel nostro ambiente si riteneva che il Giudice CARNEVALE era nelle mani dell'allora Onorevole ANDREOTTI. Questa era una voce diffusa, di cui però non sono in grado di dire quale fosse il fondamento di cui... da cui era tratta". Quindi in sede di interrogatorio, davanti al Pubblico Ministero, lei ha detto che non aveva episodi specifici da indicare circa l'appartenenza del Dottor CARNEVALE al Senatore ANDREOTTI. Lei conferma le dichiarazioni che adesso le ho letto? Le modifica?

COSTA G.: no, no, riconfermo. E questo si riporta alla parte dell'ultima domanda, prima della breve pausa...

………

AVV. COPPI: lei ha mai potuto constatare, lei personalmente, processi nei quali il Senatore ANDREOTTI sia intervenuto per sollecitare decisioni favorevoli a uomini di "COSA NOSTRA"?

COSTA G.: no, io...

AVV. COPPI: lei personal...

COSTA G.: ...di persona non l'ho potuto mai constatare.

………

COSTA G.: no, a me personalmente mi risultava che il Senatore ANDREOTTI doveva adoperarsi ad aggiustare processi...

AVV. COPPI: quali processi?

COSTA G.: ...a favore di... di "COSA NOSTRA"; in particolare quello in Cassazione del primo Maxi-Processo di PALERMO.

………

COSTA G.: ...in cui, quando loro inizialmente, nel 1991 vengono scarcerati per decorrenza termine...

AVV. COPPI: uhm.

COSTA G.: ...oltre una cinquantina di personaggi della "COSA NOSTRA", una quarantina, e qualcuno decide di darsi alla latitanza, qualcuno come GIOVANNI PULLARA', qualcuno come FRANCESCO SPATARO, e vanno a mettersi in regola con i propri referenti locali, dicendogli: "noi ci buttiamo latitanti, perché potrebbe andare qualcosa di storto"; queste persone sono state invitate a non buttarsi latitanti e a non creare un clima negativo, e hanno avuto assicurazione nella persona di TOTO' RIINA, in cui il Senatore ANDREOTTI e il Senatore LIMA stavano provvedendo ad aggiustare il processo in Cassazione.

AVV. COPPI: perfetto. L'esito del processo ha soddisfatto TOTO' RIINA e gli uomini...

COSTA G.: no, non ha soddisfatto...

………

AVV. COPPI: ……le sto chiedendo, se lei è in grado di indicare il nome di persone le quali abbiamo preso contatti con il Senatore ANDREOTTI, le abbiano riferito di aver avuto contatti con il Senatore ANDREOTTI affinché costui si muovesse su CARNEVALE per influenzare l'esito di un qualche processo?

COSTA G.: no, di questo non posso...

Dall’esame delle suesposte dichiarazioni emerge dunque una apparente coralita’ di riferimenti da parte dei collaboranti in ordine alla diffusa certezza dell’aggiustamento del maxiprocesso in Cassazione grazie all’intervento da parte dell’On.Andreotti sul Presidente Corrado Carnevale:

Ma a fronte di tali indicazioni provenienti dai succitati esponenti di Cosa Nostra esistono numerose altre dichiarazioni rese da soggetti altrettanto influenti del sodalizio mafioso, alcuni dei quali (Sinacori, Brusca Giovanni, Cucuzza) collocati per anni ai vertici dell’organizzazione, che divergono, anche su punti essenziali, da quello che apparentemente sembra una prospettazione unanime.

Secondo la tesi accusatoria infatti, fondata anche sull’esito del noto incontro avvenuto tra Riina e Andreotti a casa di Ignazio Salvo (ritenuto dal Collegio non sufficientemente provato), gli imputati detenuti del maxiprocesso ebbero, fino a qualche mese prima della sentenza definitiva del 30 gennaio 1992, la certezza che il giudizio, dopo gli esiti negativi delle fasi di merito, sarebbe stato alla fine a loro favorevole proprio perche’ era stata comunicata l’esistenza di un accordo raggiunto in forza del quale l’imputato avrebbe provveduto ad aggiustare il maxiprocesso intervenendo su Carnevale in Cassazione.

Ma come appresso si vedra’ questa asserita conoscenza in seno a Cosa Nostra dell’esistenza dell’impegno assunto dall’On.Andreotti, e della conseguente certezza e fiducia in un azzeramento del maxiprocesso in Cassazione viene invece smentita anche da soggetti quali Giovanni Brusca e Salvatore Cucuzza che erano coinvolti direttamente in quel giudizio.

Essi dunque avrebbero dovuto essere tra coloro che erano a conoscenza dell’esistenza di detti accordi, ben piu’ di molti dei dichiaranti sopra indicati (Mutolo, Costa, Cancemi) o delle loro fonti (addirittura uomini d’onore della provincia di Caltanissetta come Vara Ciro, imputato nel maxiprocesso solo di favoreggiamento).

Ed invece le loro dichiarazioni sono nel senso che:

Francesco Marino Mannoia

(udienza del 5 novembre 1996 pag.159)

AVV. COPPI: le risulta che il Dottor CARNEVALE fosse contattato dalla mafia attraverso il Senatore ANDREOTTI?

MANNOIA F.: a me mi risulta che quelle... quelle fonti, quei canali, quelle situazioni di cui ho già parlato.

AVV. COPPI: sì, voglio sapere...

MANNOIA F.: il nome del Senatore ANDREOTTI, a me non mi risulta, non mi è stato detto.

………

PRESIDENTE: risulta che contattava Magistrati della Corte di Cassazione?

MANNOIA F.: mi risulta solo quello che ho già dichiarato, queste sono domande che l'Avvocato giustamente mi chiede se mi risulta. ……… non mi risulta.

Vincenzo Sinacori

(udienza del 22 aprile 1996 pag.1987)

SINACORI V.: io, altre notizie in merito al Senatore ANDREOTTI, ce li ho... durante... prima della sentenza del Maxi-Processo o subito dopo la sentenza del Maxi-Processo, perché ANDREOTTI era diventa... il Senatore ANDREOTTI era diventato un obiettivo da colpire ad ogni costo, perché lo ritenevano responsabile sia della sentenza che delle... che si era inasprito molto contro di noi. Inasprito nel senso che siccome ricordo che lui e... aveva firmato un decreto per fare ri... rincarcerare persone che erano uscite, siccome era una cosa che se lui voleva, poteva giocare, perché siccome si trovava fuori, si trovava all'estero, pensavamo tutti che non... che non riusciva a firmare questo decreto. Invece lo ha firmato, le persone sono state nuovamente arrestate. Questo era un fatto, poi ricordo pure che si parlava che sia il Senatore ANDREOTTI che l'Onore... che l'Onorevole LIMA in un articolo in un giornale, adesso non so se era un "PANORAMA"... se era un settimanale o un quotidiano, erano indirizzati a... dicevano che i mafiosi li dovevano portare tutto all'isola, dovevano stare tutti isolati in un'isola. Quindi era un obiettivo da colpire, tanto è vero che se parlò anche nel... nella strategia futura, successiva. Il Senatore ANDREOTTI era un obiettivo da colpire assieme a MARTELLI e a FALCONE.

P.M. NATOLI: ecco...

SINACORI V.: ed ad altri.

P.M. NATOLI: ...ci vuole ricostruire un attimo questi tre obiettivi, per quello che lei sa, perché erano obiettivi di "COSA NOSTRA"? Quindi che cosa avevano fatto? E comunque che cosa si sarebbe dovuto fare contro di loro?

SINACORI V.: contro di loro...

P.M. NATOLI: quindi...

SINACORI V.: ...come ho già detto...

P.M. NATOLI: ...cominciamo dal Giudice FALCONE.

SINACORI V.: il Giudice FALCONE, perché era fu... era la persona che aveva costruito questo Maxi-Processo, era la persona che aveva insistito sui pentiti, ed assieme a MARTELLI, perché poi con MARTELLI erano diventati tutta una cosa, sia il MARTELLI con il FALCONE erano diventati molto intimi e collaboravano a distru... a... a combattere la mafia. E l'ANDREOTTI per il motivo che ho detto adesso, siccome si diceva che... si diceva che erano stati loro tre a fare... a fare il Maxi... a fare il Maxi-Processo, nel senso ad indirizzare i Presidenti e a fare la sentenza. Quindi erano obiettivi da non potere mai dimenticare.

P.M. NATOLI: scusi, erano stati loro tre a fare il Maxi-Processo, che cosa significa?

SINACORI V.: che erano quelli... le persone che avevano... che avevano fatto il Maxi-Processo, nel senso che hanno indirizzato il Presidente, che hanno fatto la Corte, che hanno costituito la Corte, dietro la loro pressione hanno fatto una Corte in Cassazione, dura, cioè già per fare...

P.M. NATOLI: compreso il Senatore ANDREOTTI?

SINACORI V.: sì, sì, si diceva così.

P.M. NATOLI: si diceva così. E allora vogliamo un attimo ripercorrere questo suo ricordo. Quindi chi siete quando parlate di questo fatto?

SINACORI V.: oh, questi discorsi... questo discorso si sente...

P.M. NATOLI: lei ha parlato di una strategia, chi è che...

SINACORI V.: sì, una strategia è TOTO' RIINA... TOTO' RIINA ci dice... ci dice queste cose. Queste cose ce le dice TOTO' RIINA, sul Senatore ANDREOTTI, su FALCONE, su MARTELLI.

P.M. NATOLI: su ANDREOTTI, che poi è l'oggetto ovviamente di questo processo, che cosa le dice esattamente SALVATORE RIINA?

SINACORI V.: ci dice che... ci dice...

P.M. NATOLI: cioè cerchi di sezionare nel tempo, le cose che le vengono dette, se le vengono dette in tempi diversi, per evitare...

SINACORI V.: noi parliamo...

P.M. NATOLI: ...eventualmente di sovrapporre...

SINACORI V.: noi parliamo qua fine '92... fine '92, primi del '93, questi discorsi sono...

P.M. NATOLI: eh! Mi scusi, fine '92, il Maxi-Processo si è già concluso nel gennaio del '92.

SINACORI V.: allora fine novan... nel gennaio '92? Allora, parliamo noi fine '91 inizi '92.

P.M. NATOLI: quindi ancora la sentenza del Maxi non è stata emessa?

SINACORI V.: no. No, la sentenza del Maxi non è stata emessa, però quello che penso io, siccome TOTO' RIINA già sapeva che il Maxi andava male, di fatti lui, questa strategia inizia prima della sentenza del Maxi-Processo per non fare capire agli altri che era una cosa... come se era una cosa sua personale, cioè lui voleva far apparire... siccome era stata una decisione presa da... da lui questa strategia, lui voleva fare apparire che era... che faceva questo per la comunità. Secondo me invece era perché lui è... già in anticipo, aveva saputo che il Maxi-Processo andava male, e voleva prendere prima.

………

SINACORI V.: sento dire, il SALVO LIMA era la persona che aveva il tramite con ANDREOTTI; e siccome avevano dato degli incarichi a SALVO LIMA, che SALVO LIMA nel... nel passato si era sempre interessato per processi e cose, siccome per il Maxi-Processo è finita male, si doveva fare terra bruciata su tutti quelli che si erano comportati male con "COSA NOSTRA", perché...

P.M. NATOLI: mi scusi.

SINACORI V.: ...perché...

P.M. NATOLI: mi scusi.

SINACORI V.: ...il Maxi-Processo è stato il punto d'arrivo per queste persone, cioè da... da SALVO LIMA, IGNAZIO SALVO e tutti gli altri.

………

SINACORI V.: so che SALVO LIMA... l'omicidio LIMA e l'omicidio SALVO sono collegati nella stessa strategia. Perché...

P.M. NATOLI: cioè?

SINACORI V.: nella stessa strategia, riferimento sempre Maxi-Processo, che non c'era stato un interessamento totale da parte di queste persone per "COSA NOSTRA". Quindi, dovevano morire.

………

AVV. COPPI: ...e per quanto riguarda, scusi, con riferimento al po... perché la legge sui pentiti è un conto, il Maxi-Processo è un altro, con riferimento al Maxi-Processo invece, la responsabilità del Senatore ANDREOTTI, sarebbe consistita nel fatto di avere influito sulla formazione del Collegio giudicante, ho capito bene?

SINACORI V.: si diceva anche questo, però il motivo principale era... già era un nemico perché aveva fatto... aveva firmato il famoso decreto che aveva... che erano uscite le persone dal carcere, e poi, siccome lui si trovava all'estero, aveva firmato questo decreto.

AVV. COPPI: quindi c'erano più di un motivo di odio, nei confronti del Senatore ANDREOTTI.

SINACORI V.: sì, in quel... cioè parliamo noi degli anni '90, non lo so.

Salvatore Cucuzza

(udienza del 22 aprile 1997 pag.326)

P.M. NATOLI: ...io dico, per l'organizzazione, per gli imputati uomini d'onore detenuti, quali erano queste aspettative secondo quello che veniva comunicato dall'esterno, se veniva comunicato qualcosa dall'esterno?

CUCUZZA S.: la sentenza non sarebbe... non sarebbe passata in Cassazione, questa era la... l'indicazione generale, non... c'erano tante... tante possibilità che venisse tutto rimandato in appello.

P.M. NATOLI: eh! Se riesce a collocarlo nel tempo.

CUCUZZA S.: sì.

P.M. NATOLI: fino a quando c'è questa aspettativa? Fino al giorno prima della sentenza della Cassazione, oppure c'è una variazione diciamo nelle aspettative?

CUCUZZA S.: io, fino a poco prima, ero... avevo sempre la speranza, cioè, non lo seguivo... ho seguito la prima... le prime indicazioni e dicevano questo, che c'era un grosso interessamento, e che quindi difficilmente sarebbe passata. Quindi questa era la mia sensazione. Poi, non so se poi è successo qualcosa e si è inceppato questo meccanismo, però...

P.M. NATOLI: no, no, lei si riferisca a quello che sa, non...

CUCUZZA S.: no, sì, no questo le sto dice... eh! Questo io sto dicendo, per me era... mi aspettavo una sentenza... pure per quello che ci avevano detto, di... l'avrebbero... diciamo così, non cassato, lo... questo processo di Cassazione.

P.M. NATOLI: ho capito! Quindi...

CUCUZZA S.: e quindi...

P.M. NATOLI: ...lei fino all'ultimo...

CUCUZZA S.: sì, sì.

P.M. NATOLI: ...ha questa indicazione.

CUCUZZA S.: sì, sì.

P.M. NATOLI: ha questa indicazione!

CUCUZZA S.: sì, sì.

P.M. NATOLI: quindi, a maggior ragione, la sentenza come si concluse invece?

CUCUZZA S.: e...

P.M. NATOLI: ...a cominciare da lei.

CUCUZZA S.: ...sì, con le condanne di tutti.

P.M. NATOLI: con le condanne di tutti.

CUCUZZA S.: e in più, e in più ci fu chi era assolto per gli omicidi, di alcuni omicidi per quanto riguarda... mi pare la cupola o qualche cosa, che erano stati assolti in secondo grado, furono rimandati di nuovo per un altro giudizio; quindi, peggio di quello che era... che era stata la seconda... cioè l'appello.

(pag.369)

AVV. COPPI: d'accordo! Le risulta che al di là di questi generici interessamenti di cui ha parlato, invece, specificamente, che il TOTO' RIINA abbia interessato, abbia cercato di interessare il Senatore ANDREOTTI per il processo, per il Maxi-Processo?

CUCUZZA S.: no! Io... a chi si interessava... e... sapevo che ANDREOTTI era... così, se vogliamo dirlo, nella disponibilità dei SALVO, ma non so se RIINA, quando e come si sia interessato, io non lo so questo.

AVV. COPPI: d'accordo! Lei ha detto, rispondendo ad una domanda del Pubblico Ministero...

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: ...che le indicazioni che provenivano per il Maxi-Processo da parte dei vertici, credo di citare testualmente le sue parole, erano che non si sarebbe arrivati in Cassazione. Quindi si contava anche per il Maxi-Processo di finirlo tra primo e il secondo grado, come avveniva spesso per... o era avvenuto spesso per altri processi?

CUCUZZA S.: sì, c'era questo interessamento...

AVV. COPPI: quindi, le prime indicazioni che voi avevate, che addirittura non si sarebbe giunti neppure in Cassazione?

CUCUZZA S.: .

………

AVV. COPPI: senta, lei... quindi, le assicurazioni che voi ricevevate, e assicurazioni tranquillanti, riguardavano già l'esito del processo per il primo grado? Cioè, già con riferimento al primo grado vi si avvertiva di stare tranquilli, perché sarebbe finito bene?

CUCUZZA S.: sì, sì.

AVV. COPPI: quindi, queste assicurazioni riguardavano già il primo grado.

CUCUZZA S.: sì, sì.

AVV. COPPI: oh! Lei mi pare abbia detto prima che inoltre il giudizio che voi detenuti, imputati avevate dato complessivamente, del giudizio del primo grado, era un giudizio abbastanza positivo?

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: quindi eravate già abbastanza soddisfatti di com'erano andate le cose dopo il primo grado?

CUCUZZA S.: beh! Sì, diciamo che verso la fine del processo erano successe delle cose, diciamo a livello generale, sostanzialmente buone, poi...

AVV. COPPI: senta...

CUCUZZA S.: ...certo, la condanna è stata più... più dura del previsto, naturalmente; però... c'erano tanti arresti domiciliari, che questi equilibrava un po' la cosa, ma effettivamente ci furono le condanne...

AVV. COPPI: d'accordo! Oh! Voi attribuiste questo esito complessivamente abbastanza soddisfacente ad interventi che dall'esterno erano stati effettuati, o ad altri motivi?

CUCUZZA S.: cioè, per noi il riferimento era sempre dall'esterno, perché in carcere, bene o male, si facevano congetture, ma certo, sapevamo che c'era un interesse fortissimo da parte di "COSA NOSTRA", e tutte le amicizie che aveva "COSA NOSTRA". Questo sicuramente noi... pensiamo, e pensavamo allora che c'era stato qualche cosa, ma che non aveva funzionato al cento per cento comunque.

AVV. COPPI: ecco! Che però qualche cosa dall'esterno aveva funzionato?

CUCUZZA S.: eh! Qualche cosa certamente.

AVV. COPPI: e scusi, come avrebbe funzionato questo qualche cosa? In che direzioni, in che termini?

CUCUZZA S.: no, i termini erano che... cioè, durante... durante il processo... cioè, ci sono state, come ho detto poco fa, una linea morbida nell'ottenere gli arresti domiciliari, qualche cosa del genere, le condanne sono state un po', diciamo, più contenute, ma comunque... rispetto a quello che ci aspettavamo, non c'è stato diciamo... perché pensavamo, addirittura, che proprio quelli che dovevano prendere di più di tutti non... non superavano i dieci anni, invece poi ci sono state condanne molto severe, molto pesanti.

AVV. COPPI: d'accordo! Questa situazione avrebbe dovuto migliorare ancora in Corte d'Appello, vero?

CUCUZZA S.: e sì, quello... questo perlomeno era nella speranza di tutti.

AVV. COPPI: oh! Anche qui le chiedo: come avrebbe dovuto realizzarsi questo risultato?

CUCUZZA S.: beh! Attraverso dei canali che "COSA NOSTRA" ha da... da tempo immemorabile, cioè, noi... a livello politico, a livello Magistratura, a livello diciamo di pezzi dello Stato; certo! Chiunque aveva un'amicizia la doveva mettere a disposizione di "COSA NOSTRA", chiunque aveva una possibilità la doveva giocare, e quindi ogni uomo, ogni persona di "COSA NOSTRA" e... anche se non di "COSA NOSTRA", veniva utilizzata a che questo processo avesse un esito positivo. Quindi, poi le articolazioni, come si muoveva "COSA NOSTRA" fuori, noi che eravamo in carcere, avevamo dei frammenti di notizie, naturalmente, certo! Non ne avevamo un quadro preciso.

AVV. COPPI: senta, ma...

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: ...mi scusi la brutalità, e soprattutto me la dovranno scusare il Tribunale e l'Ufficio del Pubblico Ministero, siccome le sentenze sono fatte dai Giudici, tutti questi canali di cui lei parlava, tutte queste influenze, tutte queste amicizie, alla fine quale destinatario avrebbero dovuto avere, i Giudici per caso?

CUCUZZA S.: e... e... anche... anche i Giudici, perché no!

AVV. COPPI: quindi...

CUCUZZA S.: e certo!

AVV. COPPI: ...quindi poi...

CUCUZZA S.: se c'era la possibilità che uno conoscesse un Giudice, poteva fare pressione e la faceva.

AVV. COPPI: ecco! A lei risulta che questo sia avvenuto?

CUCUZZA S.: no, io non... non posso... intanto non posso parlarne, secondo me, perché se ci fosse qualcosa sarebbe stata già messa... il verbale in un altro procedimento, per cui... ma comunque non c'è stata.

AVV. COPPI: lasci perdere se è stata messa o no, perché io non è che conosco tutte le sue dichiarazioni...

CUCUZZA S.: app...

AVV. COPPI: ...in tutti i processi di questo mondo, lei risponda alle mie domande...

CUCUZZA S.: no, non c'è stata...

AVV. COPPI: ...e basta.

CUCUZZA S.: ...comunque...

AVV. COPPI: va bene! Non c'è stata. E l'esito del giudizio di Appello fu comunque soddisfacente o meno?

CUCUZZA S.: no! E' uguale... uguale al primo, dato... c'erano delle speranze che poi... sia per il fatto... come ho detto poco fa, del... di MANNOIA che si è... ha collaborato proprio quando il processo aveva già assunto una... una piega... diciamo buona, e quindi... e poi non so cosa fu... se fuori ci son state delle promesse...

AVV. COPPI: sì.

CUCUZZA S.: ...non mantenute, o qualcosa... comunque, le cose sono andate così, come... come sappiamo tutti, con delle condanne... insomma...

AVV. COPPI: sì, però mi pare che lei prima...

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: ...rispondendo all'Ufficio del Pubblico Ministero...

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: ...abbia detto che anche qui, seppur non nella misura sperata, in Appello vi fu un ulteriore miglioramento, no?

CUCUZZA S.: sì, sempre parlando però... a parte qualche condanna un po' più mite, sempre per gli arresti domiciliari, consideri che praticamente tutti i capi, non... quasi tutti, ma erano tutti fuori, e questo per noi era... dal nostro punto di vista, qualcosa di... di buono. E si consideri che persone come BRUSCA, come CICCIO MADONIA, GIUSEPPE GIACOMO GAMBINO, i VERNENGO, insomma, erano fuori.

AVV. COPPI: d'accordo!

CUCUZZA S.: voglio di'... questo era.

AVV. COPPI: senta, ma lei esclude che in occasione del primo grado del giudizio gli inviti che venivano dai vertici di "COSA NOSTRA" era di stare tranquilli che il processo sarebbe finito molto male, ma che poi le cose si sarebbero raddrizzate in seguito?

CUCUZZA S.: beh! Non...

AVV. COPPI: cioè, a lei personalmente...

CUCUZZA S.: ...no, questo, questo non... non mi... non... mi giunge nuovo, non... non l'ho sentito io questo.

AVV. COPPI: ah! Le giunge addirittura nuovo?

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: perché io mi permetto di rappresentarle che molti di coloro che hanno reso le loro testimonianze qui, anche collaboranti...

CUCUZZA S.: sì.

AVV. COPPI: ...hanno tutti, invece, praticamente tutti dichiarato che le indicazioni che provenivano erano nel senso che il primo grado si sarebbe risolto in una mazzata spaventosa, che bisognava però star buoni e tranquilli, perché poi tutto sarebbe stato aggiustato in Appello. Quindi un po'... direi il contrario.

PRESIDENTE: in Cassazione.

AVV. COPPI: in Appello... poi arriviamo alla Cassazione! In Appell...

P.M. NATOLI: se sta riferendo fatti...

PRESIDENTE: oh! Se sta riferendo, dico, fatti di collaboranti...

AVV. COPPI: va be'! E comunque...

P.M. NATOLI: ...di collaboranti.

PRESIDENTE: ...tutti...

AVV. COPPI: dico, e comunque, in Appello e Cassazione, ma comunque...

PRESIDENTE: sì.

AVV. COPPI: ...che il primo grado, invece, bisognava stare...

PRESIDENTE: sì, sì, questo...

AVV. COPPI: ...buoni e tranquilli, perché il processo sarebbe stato un disastro in primo grado.

CUCUZZA S.: ma Avvocato, forse... mi permetto di dire una cosa... e... le speranze erano... in primo grado c'era qualche speranza, il secondo qualche speranza, naturalmente quando si arrivava... arrivavamo alla Cassazione, mi pare naturale dire: "adesso ci giochiamo tutto!" Ma non è che potevamo abbandonare la speranza che il primo grado non finisse bene, non... nessuno da fuori, coscientemente, ci avesse detto: "guardate che avete le bastonate e poi vediamo in Cassazione", no! Anche perché io... a forza di... di assistere ai processi, capivo che effettivamente il primo grado... non è che ci fossero... diciamo... sì, c'erano BUSCETTA, c'erano CONTORNO, ma se... se parliamo ai giorni d'oggi, ci sono collaboratori molto più importanti; e quindi c'era la speranza che si poteva arrivare a qualche cosa, specialmente con degli... degli aiuti diciamo, dalla parte esterna. Quindi, io l'ho vissuto questo processo e l'ho vissuto con la speranza, se qualcuno dice così, io non lo so! Io dico le mie cose senza la pretesa che le mie siano verità, se non passano al vaglio del... della difesa e dell'accusa, io non... Questo è quello che io sapevo e quello che mi facevano sapere da fuori, mi facevano... "state attenti! State calmi, perché il primo grado...", c'era anzi... io le devo dire una cosa, che c'era più speranza nel primo grado che nell'appello; e glielo dico perché l'ho vissuto questo processo, quindi c'era questa speranza, ed era molto concreta.

Giovanni Brusca

(udienza del 28 luglio 1997)

BRUSCA G.: ……perchè quando io rientro da Linosa comincio ad andare e venire dal dottor IGNAZIO SALVO, sia per il primo grado, sia per il secondo grado, sia per cassazione. Quindi credo che siamo tra il primo e il secondo grado. Non glielo so dire con precisione. Quindi, siccome io le attività per il maxiprocesso erano continue, sia per il primo che per il secondo che per il terzo grado, anche se con risposte sempre negative, però io ci andavo continuamente per questo periodo, quindi credo che siamo dopo la sentenza del primo maxi, però non mi ricordo con precisione. C'è la sentenza di primo grado, se non ricordo male.

P.M.: Sentenza di primo grado.

BRUSCA G.: Però, sentenza di primo grado, secondo grado, dottor NATOLI, ripeto, siccome io ci andavo continuamente, sia nella fase che si stava svolgendo il primo grado, dopo la sentenza ci sono andato perchè doveva iniziare il secondo grado e la Corte di Appello e io ci andavo, nella fase del secondo grado io ci andavo sempre, cioè, per la Cassazione io ci andavo. Quindi non è che ci andavo ...

(udienza del 29 luglio 1997 pag.64)

BRUSCA G.: 31 gennaio 86 e... non dico subito, ma già i primi di febbraio marzo già io comincio andare da Ignazio SALVO per cominciare avere notizie del maxi-processo o per interferire sul maxi-processo verso la corte per vedere di ottenere un buon risultato.

P.M.: Quindi durante e in corso il dibattimento del ma... del primo grado.

BRUSCA G.: Sì.

P.M.: Ecco, in quell'epoca lei va a trovare chi dei SALVO in particolare?

BRUSCA G.: Ignazio, perché Antonino era morto.

………

P.M.: Ritornando quindi al tema del suo primo incontro con IGNAZIO SALVO per il maxi-processo che lei data nel Gennaio 1986, quando torna da Linosa, ricorda il contenuto di questo primo colloquio?

BRUSCA G.: Guardi, i colloqui quelli che in quel periodo io andavo erano sempre maxi-processo poi però nel frattempo poi c'erano delle altre piccole cose che e... si collegavano a questi fatti.

P.M.: Chi la mandava? Chi è che la incaricò di recarsi da IGNAZIO SALVO per trattare questo argomento?

BRUSCA G.: Salvatore RIINA

P.M.: E vi fu soltanto un contatto o ve ne furono anche altri?

BRUSCA G.: Guardi non lo so perché sono stati tantissimi.

P.M.: Si ricorda se RIINA... quale risposta ricevette da Ignazio SALVO e quali furono a sua volta i commenti di RIINA?

BRUSCA G.: Le risposte... quelli da Ignazio SALVO erano sempre negative e... o perlomeno li facevano comparire sempre negative, RIINA si diceva sempre che lo doveva uccidere che si stava maturando il tempo per farsi ammazzare. Quindi..

P.M.: Ora...

BRUSCA G.: lo sfruttava fino ad arrivare a un certo punto per poi alla fine ucciderlo. Infatti io mi trovavo in una posizione che dovevo andare da Ignazio SALVO anche sapendo che RIINA lo voleva uccidere.

P.M.: Mi scusi, quale era la richiesta che lei doveva fare ad Ignazio SALVO per incarico di RIINA?

BRUSCA G.: Di intervenire sul maxi-processo cercando i suoi amici pure di arrivare tramite LIMA, tramite ANDREOTTI, cioè cercare tutti quelli che erano le sue possibilità di potere intervenire verso il maxi-processo per avere un buon esito.

P.M.: E quali fu... quale fu la risposta di Ignazio SALVO?

BRUSCA G.: Che dice ora vediamo, per ora non vediamo, per ora mi viene difficile, per ora non mi posso muovere, per ora mi viene difficile incontrare LIMA, mi viene difficile andare a cercare questo, e sempre risposte evasive negative e metteva sempre ostacoli davanti agli occhi o... intralciava il cammino perché diceva che non era più come prima, non gli veniva più difficile com... prima gli veniva molto più facile intervenire verso i suoi amici ora gli veniva molto più difficile, ma vediamo quello che posso fare.

P.M.: Scusi e... ci furono dei contatti con questo specifico oggetto dopo la sentenza di appello del maxi-processo?

BRUSCA G.: Ma guardi, io come ho detto e spesso e volentieri dovevo tornare un pochettino indietro, spesso e volentieri siccome lui essendo agli arresti domiciliari, mi diceva ci dici che prende a Pippo CAMBRIA un suo ex socio a un suo no ex socio, a un suo socio, ci manda u dutturi CAMBRIA per risolvere questi problemi, perché lui dice che non si poteva muovere. Per quanto riguarda la sua domanda che mi ha fatto quando io sono andato, quando già la sentenza del maxi uno in appello, io già riprendo nuovamente i contatti con Ignazio SALVO di potere intervenire sulla sentenza di... di Cassazione...

P.M.: Sì.

BRUSCA G.: E... intervenire su CARNEVALE o su gli amici suoi e di fare il massimo quello che potevano fare in maniera e... in maniera più possibile che poteva, cioè adoperando qualsiasi mezzo e qualsiasi canale, cioè adoperando i suoi vecchi amici cioè ANDREOTTI, VITALONE, o anche soldi cioè adoperare tutti i mezzi per potere avere un buon fine e intervenire su CARNEVALE o che potessero assegnare preventivamente il processo a CARNEVALE.

P.M.: Questo colloquio che dopo la sentenza di appello del maxi-processo quindi più o meno ricorda in che periodo si svolge?

BRUSCA G.: A... credo che siamo nel 91.

P.M.: Già siamo nel 91.

BRUSCA G.: Sì.

P.M.: Quindi lei affronta questo argomento del giudizio di cassazione nel 91.

BRUSCA G.: Sì.

P.M.: La richiesta di RIINA e quel che e... che lei trasmette a Ignazio SALVO è quel che lei ha riferito. Qual'è la risposta di Ignazio SALVO? In particolare Ignazio SALVO le parla del Presidente CARNEVALE?

PRESIDENTE: Qual è la risposta di Ignazio SALVO?

BRUSCA G.: La risposta di Ignazio SALVO è che quando io sotto sollecitazione di Salvatore RIINA di intervenire su CARNEVALE in qualsiasi modo in qualsiasi maniera mi dice sai per ora non è possibile perché il dottor CARNEVALE è sotto tiro, cioè nel senso sotto investigazione o... non so se a livello già era sotto investigazione dai magistrati o a livello di.. giornalistico, e... sai per ora è sotto tiro e... nel senso che chi... andare a parlare con CARNEVALE significa bruciare il maxi-processo e bruciare definitivamente il dottor CARNEVALE, quindi non è possibile momentaneamente andare e fare intervenire il dottor CARNEVALE perché era già e... nominato ammazza sentenze, quindi per ora è meglio non toccare questa persona perché se va a toccare questo processo sarebbe negativo e... quindi metteva sempre ostacoli davanti per non... non loro potere intervenire su questo maxi-uno. Quando io andavo a riportare queste risposte a Salvatore RIINA, Salvatore RIINA dice certo i problemi loro se li risolvono sempre, lui i problemi suoi se li è risolti, che ce ne frega della gente, cioè degli uomini di Cosa Nostra, delle persone che stanno soffrendo. Cioè si risolve si risolve i suoi problemi e il problema dice tanto basta che risolve il suo problema tutto il resto non ... non interessa più a nessuno.

P.M.: Signor BRUSCA, ma...

BRUSCA G.: Si...

P.M.: Ignazio SALVO aveva dei delle referenze dirette in cassazione oppure si serviva di tramiti che voi conoscevate?

BRUSCA G.: Ma i tramiti che noi conoscevamo erano, ripeto quelli che già conoscevamo da molto tempo, detto da lui stesso che già riprovato non ripro... e... riprov... provato non riprovato perché ogni volta quando loro parlavano con mio padre e con Salvatore RIINA si vantavano delle amicizie, si vantavano sia che quando mi... buon esiti in base a quello che succedeva in Sicilia andavano dai suoi amici cioè ANDREOTTI e VITALONE e poi avevano anche delle altre piccole conoscenze che potevano influire sulla a... sulla... sulla sul dottor CARNEVALE e sulla cassazione in particolare. Però non erano, cioè in particolar modo era ANDREOTTI e VE... e VITALONE.

P.M.: E VITALONE.

BRUSCA G.: Sì, le persone più influenti che loro avevano.

………

BRUSCA G.: I SALVO, i cugini SALVO, e in particolar modo Ignazio perché Nino già era morto e... e poi avevano altri amici quindi avevano.... per quello che mi diceva RIINA, può darsi che sapeva più di me, altri canali che potevano arrivare a interferire sul maxi uno quindi su CARNEVALE o su altre persone che potevano o... dovevano presiedere quel... quel processo.

P.M.: E... per quello che le disse, per quello che lei apprese, o da RIINA o da Ignazio SALVO come riferimento al Presidente CARNEVALE, lei pen.... sapeva che il Presidente CARNEVALE avrebbe comunque presieduto quel processo o che non l'avrebbe presieduto?

BRUSCA G.: Guardi e... si diceva che lo doveva presiedere e... lui e... poi strada facendo, per quello che ci anticipava Ignazio SALVO e per quello che bene o male si riusciva a capire, c'era tutta l'intenzione di non fare prece... cioè di non fare presiedere il dottor CARNEVALE ma girare l'ostacolo facendo intervenire altre persone di sua vicinanza in maniera che lui non figurava in prima persona e doveva fare intervenire altre persone di sua fiducia.

P.M.: Questo lei come lo ha appreso?

BRUSCA G.: Da Salvatore RIINA e da mio fratello Emanuele. Perché mio fratello Emanuele aveva altre fonti di informazione.

………

P.M.: Ora, dopo la sentenza di appello del maxi-processo, quindi RIINA la manda per le per... per un'altra volta da Ignazio SALVO per insistere per questo aggiustamento RIINA... riesce a ricordare esattamente quali parole le dice RIINA in proposito? Riesce a ricordare, se ci riesce, proprio le parole esatte che le dice RIINA?

BRUSCA G.: Guardi...

P.M.: In maniera da comprendere meglio come sono andate le cose.

BRUSCA G.: Di andare da Ignazio SALVO e di dire di fare il massimo di potere intervenire su questo processo e mandare, prendere... prendere il dottore CAMBRIA o mandarci qualcuno che parlasse con... prendere LIMA e mandarglielo, fare i miracoli per potere intervenire su questo maxi o con le sue amicizie politiche o anche con soldi, cioè adoperare le qualunque, cioè cercare di fare il massimo per ottenere un buon risultato di questo processo. Cioè veda di fare... sforzarsi il massimo come meglio potere per potere fare questa cosa, cioè gli diamo l'ultima chance vediamo se questi vogliono aderire o ci danno una mano di aiuto o se no propria realmente lo devo.. sono costretto ad ucciderlo.

P.M.: Ecco, lei ha parlato di amici suoi, la domanda è: RIINA, dico Salvatore RIINA con le sue parole fece espressamente il nome di LIMA e ANDREOTTI?

BRUSCA G.: Tutti li fece quello, cioè li nominò tutti.

P.M.: Fece anche il nome di VITALONE?

BRUSCA G.: CAMBRIA, VITALONE, LIMA, cioè li nominò tutti.

P.M.: Quindi la richiesta di RIINA era specifica di fare intervenire tramite SALVO queste persone.

BRUSCA G.: Sì.

P.M.: Qua lei ha detto che Ignazio SALVO tergiversava...

BRUSCA G.: Sì.

P.M.: Quando lei riferisce l'esito di questi colloqui a RIINA, cioè che IGNAZIO SALVO sostanzialmente le... tergiversa, qual è la reazione di RIINA?

BRUSCA G.: Che finalmente è arrivato il momento di farsi ammazzare.

(pag.158)

BRUSCA G.: RIINA voleva colpire l'Onorevole ANDREOTTI sia perché non si era interessato per il maxi o perlomeno per quello che diceva RIINA può darsi pure che non...

P.M.: Lei riferisca quello che diceva RIINA.

BRUSCA G.: Sì, quello che diceva RIINA, cioè a dire dei SALVO, l'Onorevole ANDREOTTI non si voleva impegnare per il maxi processo o quanto meno, se glielo andavano a dire, può darsi pure che non glielo vanno a dire e quello non sappia niente, ma più per ... la reazione di RIINA fu sia per questo fatto, sia perché aveva creato la legge sui pentiti, ma proprio la goccia che fece traboccare ... la goccia, diciamo, per fare traboccare il vaso fu quando l'Onorevole ANDREOTTI fece il decreto per fare ritornare in carcere prima i... quelli che avevano avuto... erano usciti per decorrenza dei termini e poi c'è stato un altro provvedimento, tutti quelli che avevano beneficiato degli arresti domiciliari, cioè in quella occasione sono stati sia l'Onorevole MARTELLI che l'Onorevole ANDREOTTI, tutti e due si erano adoperati per fare questi due provvedimenti, cioè per dire da questo momento in poi ti devo fare soffrire per come tu ci fai soffrire a noi, ad ANDREOTTI.

………

P.M.: Guardi, un altro argomento per ora soltanto in parte, perché poi ci ritorneremo dopo in dettaglio. Nel settembre del 1992 viene ucciso Ignazio SALVO, lei già ha accennato a questo omicidio dal fatto di avervi partecipato personalmente. Lei sa perché fu deciso ed eseguito questo omicidio?

………

BRUSCA G.: Perchè all'ultimo periodo non si è adoperato per attivare quelli che erano i suoi canali verso l'Onorevole LIMA e ANDREOTTI, l'ha fatto, non l'ha fatto, siccome Salvatore RIINA crede che lui non si sia voluto attivare o perlomeno d'accordo con i suoi amici, l'Onorevole LIMA e ANDREOTTI, non si sono voluti attivare, o per un fatto o per l'altro fatto è stato eliminato.

(udienza del 30 luglio 1997 pag.70)

AVV. COPPI: Ecco, durante queste sue frequentazioni lei ha avuto occasione di parlare più volte con IGNAZIO SALVO della possibilità di aggiustare il maxi-processo o il colloquio fu uno solo concluso con la riposta negativa di IGNAZIO SALVO?

BRUSCA G.: Io ci andavo per il primo grado, per il secondo grado, per la sentenza di CASSAZIONE.

AVV. COPPI: Sì.

BRUSCA G.: E per ogni grado con due, tre, quattro, cinque interventi.

AVV. COPPI: Perfetto. Ora mi spiega perché lei è andato tante volte da IGNAZIO SALVO, se IGNAZIO SALVO già dalla prima volta le aveva detto che non c'era niente da fare. Perché questo continuare a chiedere ad IGNAZIO SALVO parecchie volte in ogni fase di intervenire. Ve l'aveva detto una volta per tutte, addirittura RIINA aveva da ciò tratto spunto per confermare la sua decisione di ucciderlo, ecco, perché questi continui contatti?

BRUSCA G.: Perché SALVATORE RIINA era convinto che IGNAZIO SALVO non si sarebbe adoperato, perlomeno se si adoperava d'accordo con i suoi amici, solo per pensare per la sua posizione.

………

AVV. COPPI: Lei in occasione di queste visite che faceva ad IGNAZIO SALVO per sollecitare il suo intervento in favore degli uomini di Cosa Nostra, sapeva, qualcuno le aveva detto che proprio a casa di IGNAZIO SALVO si sarebbero incontrati il Senatore ANDREOTTI e RIINA? Lei ha detto che ci andava in occasione del maxi, in occasione del grado di appello e in occasione della CASSAZIONE. Quindi in uno di questo ... con riferimento ad una almeno di queste fasi, l'incontro, per quel che sentiamo dire, sarebbe già avvenuto. Ecco, nessuno le ha mai detto che proprio a casa di IGNAZIO SALVO dove lei si recava a parlare di maxi-processo, avevano addirittura parlato direttamente di maxi-processo il Senatore ANDREOTTI e RIINA?

BRUSCA G.: No, non sono mai venuto a conoscenza e non so niente di questo presunto incontro.

AVV. COPPI: Quindi neppure IGNAZIO SALVO le disse, magari a somiglianza di quello che aveva fatto NINO parlando del processo RIMI, neppure IGNAZIO SALVO le disse: "Che peccato, qui si è parlato di questo maxi processo tra il Senatore ANDREOTTI e RIINA ma io non posso fare più niente", IGNAZIO SALVO non le ha detto nulla di questo incontro che sarebbe avvenuto a casa sua.

BRUSCA G.: Avvocato, come lei poco fa ha detto che non conosce tutti i mafiosi siciliani, siccome io conosco i cugini SALVO, siccome ANTONINO era il più espressivo, più volenteroso, IGNAZIO SALVO era più arcigno, più chiuso, cioè non faceva nè espressione, non si esprimeva, non diceva niente, e mi dava solo le risposte a quello che gli chiedevo.

AVV. COPPI: Quindi non le ha mai... risponda però alla mia domanda, non le ha mai fatto cenno di...

BRUSCA G.: E le ho risposto. No, mai.

AVV. COPPI: Neppure RIINA le ha mai fatto cenno di questo incontro?

BRUSCA G.: No, mai.

AVV. COPPI: Se non altro per rammaricarsi del fatto che da una parte il Senatore ANDREOTTI gli avrebbe dato assicurazioni e dall'altra IGNAZIO SALVO diceva che non c'era nulla da fare. RIINA non ha mai espresso il suo disappunto con riferimento all'incontro, ad un incontro che sarebbe avvenuto?

BRUSCA G.: Ma RIINA non è che mi diceva tutto quello che faceva. C'è quando me lo diceva e c'è quando non me lo diceva.

(pag.142)

AVV. COPPI: Questo è un fatto, lei dice di averlo appreso da suo padre e quindi ha fatto nomi e cognomi, poi non è problema mio. Che cosa allora vi aspettavate voi da LIMA ed ANDREOTTI con riferimento alla CASSAZIONE?

BRUSCA G.: Che sarebbero intervenuti sia come tipo nel processo BASILE e sia come nel processo di RIMI, che sarebbero intervenuti in prima persona per influire sui vari Presidenti o sui vari magistrati, per potere portare a termine un buon esito del maxi uno.

………

AVV. COPPI:…… Ricorda quando venne fatta la prima richiesta di aiuto ad IGNAZIO SALVO? Vorrei chiarire definitivamente questo punto.

BRUSCA G.: Da parte mia, quando rientro da LINOSA.

AVV. COPPI: Quando rientra da LINOSA. E già lì, già in quella occasione lei ebbe la risposta che IGNAZIO SALVO non poteva fare nulla per aiutarvi?

BRUSCA G.: In quella occasione mi disse che non poteva fare nulla, per ora era un momento difficile, ora vediamo quello che posso fare, cosa che non si può fare. Cioè da un lato mi apriva, però allo stesso tempo mi chiudeva la porta.

(pag.229)

AVV. COPPI: Ma gli fu fatto il nome del Senatore ANDREOTTI come persona a cui si sarebbe dovuto rivolgere direttamente IGNAZIO SALVO?

BRUSCA G.: Sì. Di mandare ad ANDREOTTI, o se ci andava lui, o trovava lui come fare, trovava il metodo, il sistema, ci andava, o ci mandava, lui sapeva come fare per potere fare arrivare il messaggio ad ANDREOTTI o a VITALONE.

AVV. COPPI: Però lei, in altre occasioni, ha detto che RIINA le diceva sempre parla con SALVO e poi se la fottono loro su come si debbono orientare. Adesso quindi invece lei mi viene a dire che in questa occasione, in occasione della CASSAZIONE in particolare, in occasione della CASSAZIONE in particolare le venne fatto tra gli altri anche il nome del Senatore ANDREOTTI come persona a cui IGNAZIO SALVO si sarebbe dovuto rivolgere.

BRUSCA G.: Era sottinteso, però quello che volevo dire era questo, cioè, IGNAZIO SALVO si doveva adoperare presso questi suoi amici che erano VITALONE, ANDREOTTI e trovare tutte i sistemi e tutte le maniere per poterci arrivare.

AVV. COPPI: Sì, ma vede, un conto è sottinteso e un conto parlarne esplicitamente. Quindi le sa nel giro...

PRESIDENTE: Un conto è sottinteso e un conto è parlare....

AVV. COPPI: Nel giro di tre secondi lei dice...

BRUSCA G.: Presidente, siccome dobbiamo essere chiari...

AVV. COPPI: Lei dice cose diverse...

BRUSCA G.: No no, siccome dobbiamo essere chiari, di scendere nei particolari, è quello che stavo dicendo poco fa'...

AVV. COPPI: E' quello... non ho capito....

BRUSCA G.: Che ho detto poco fa', quello che ho risposto poco fa', già ho risposto avvocato.

AVV. COPPI: Ha risposto sì, che ha risposto, ma ha risposto in due maniere diverse... una volta dicendo che è stata fatta una serie di nomi, tra cui anche quello del Senatore ANDREOTTI, e poi dicendo che parlando a IGNAZIO SALVO era sottinteso che il messaggio doveva essere del Senatore ANDREOTTI.

BRUSCA G.: No, aspetti...

AVV. COPPI: Allora io vorrei sapere, se è un problema si sottintesi o se è un problema di nomi fatti esplicitamente.

AVV. LI GOTTI: Presidente, potrei sapere qual'è la seconda volta, quale verbale è?

AVV. COPPI: Adesso... adesso...

PRESIDENTE: No no... ora... ora ora.

AVV. COPPI: Adesso.

BRUSCA G.: Signor Presidente...

PRESIDENTE: Era sottinteso...

BRUSCA G.: Signor Presidente... avvocato... signor Presidente... signor Presidente....

PRESIDENTE: Dica.

BRUSCA G.: Il sottinteso era per giustificare quello che mi aveva detto il... l'avvocato, nel senso che quando io ci andavo allora, di andare dagli amici suoi, cioè dal VITALONE, dall'ANDREOTTI per interessarsi e se ce lo dicevo in maniera.... per dire veda lei quello che deve fare, perché RIINA me lo diceva e io basta che glielo dicevo a lui già era automaticamente sottinteso per andarsi a rivolgersi ai due. Quindi ora sto chiarendo che quando SALVATORE RIINA mi diceva, "vai da IGNAZIO SALVO e ci dici che interessano gli amici suoi, ANDREOTTI, VITALONE", dice, "vede lui come lo potessi fare", quindi io vado da IGNAZIO SALVO non gli ripeto i nomi, perché già per me era sottinteso dagli accordi precedenti che avevano loro, allora se io devo andare da IGNAZIO SALVO dico io ci andavo per dirgli pure questo.

AVV. COPPI: D'accordo..

PRESIDENTE: Quindi i nomi non glieli faceva espressamente a SALVO ... a IGNAZIO SALVO.

BRUSCA G.: Ma non glieli facevo perché già ero convinto che lui li sapesse.

(pag.253)

AVV. COPPI: Senta, torniamo un momento al maxi processo, voi avete chiesto ad IGNAZIO SALVO di interessarsi anche per la fase di primo grado?

BRUSCA G.: A IGNAZIO SALVO sì.

AVV. COPPI: A IGNAZIO SALVO sì. E già lui lì vi aveva detto che non poteva fare nulla?

BRUSCA G.: Dice ora vediamo quello che posso fare, quello che non posso fare, metteva bastoni fra le ruote, cercando di potere... dice ora vediamo, non vediamo, il momento per ora è difficile...

AVV. COPPI: E siamo al primo grado, poi queste richieste sono state rinnovate anche per il grado di appello?

BRUSCA G.: .

AVV. COPPI: E poi sono state rinnovate anche per la CASSAZIONE?

BRUSCA G.: .

………

BRUSCA G.: Siccome io sapevo, bene o male, quali erano le indicazioni di IGNAZIO SALVO che non aveva... anche se io c'ero andato molte volte per potere intervenire su questo processo e loro non avevano mai intervenuto o quanto meno da parte sua non c'era stato mai un intervento, tranne altri fatti che io conosco, quindi quando io al 27 luglio, in base a queste mie conoscenze, li avevo messi come... come che i SALVO non si erano mai interessati nel processo, perché effettivamente non si erano mai interessati, ma non che non si erano mai interessati, non si sono mai voluti interessare dicendo ogni volta che ci andavo mettevano bastoni fra le ruote, non è possibile, non è di qua... non è di la.... quindi IGNAZIO SALVO quello che mi riguarda non si è mai... cioè non ci ha mai dato risposta dice siamo intervenuti con tizio, siamo intervenuti con caio.

………

AVV. COPPI: IGNAZIO SALVO vi spiegò che la ragione per la quale in CASSAZIONE non si poteva fare più nulla dipendeva dal fatto che il Collegio non sarebbe stato presieduto dal dottor CARNEVALE o genericamente disse che non c'era niente da fare?

BRUSCA G.: Disse che per farlo... cioè non era consigliabile farlo prendere al dottor CARNEVALE, perché già il dottor CARNEVALE era in... inquisito, o per lo meno già era oggetto di indagini, non so se già giuridicamente o a livello giornalistico, in quanto era chiamato ammazza sentenze, per ora se il dottor CARNEVALE va a toccare questo processo fa più ma... bene... cioè più peggio che male, dice ora vediamo come meglio potere attivare questa situazione, io poi porto questa risposta da SALVATORE RIINA, SALVATORE RIINA dice mi ci ritorna, ci dici che va da ANDREOTTI, da VITALONE, con soldi, trova tutte le strade immaginabili e possibili per potere ottenere un risultato. Al che mi dice ora vediamo quello che posso fare.

………

AVV. COPPI: Quindi subito dopo la sentenza di appello lei ha appreso questi... e fu in quell'occasione... in occasione di questi primi incontri che IGNAZIO SALVO le avrebbe detto che non era opportuno che fosse il dottor CARNEVALE a presiedere il processo, giusto?

BRUSCA G.: In questi primi... quando io comincio a prendere contatti per motivi di CASSAZIONE, in questi contatti lui mi dice questi fatti.

AVV. COPPI: Bene. Il... IGNAZIO SALVO le disse che si sarebbe attivato per evitare che CARNEVALE presiedesse il Collegio o che avrebbe segnalato a CARNEVALE la inopportunità che lui presiedesse il Collegio tenendo conto che tutta Cosa Nostra invece contava sulla Presidenza di CARNEVALE? Le ha detto qualche cosa del genere? O le risulta che IGNAZIO SALVO abbia fatto qualche cosa per impedire la Presidenza CARNEVALE?

BRUSCA G.: Avvocato, io le posso rispondere di quello che so io e quello che gli ho detto...

AVV. COPPI: Certo, quello che lei sa...

BRUSCA G.: Non è che posso rispondere di tutti gli uomini d'onore di Cosa Nostra o quello che immaginano o pensano tutti gli altri uomini di Cosa Nostra.

AVV. COPPI: D'accordo, io questo dico, a questo colloquio c'è stato un seguito, quindi IGNAZIO SALVO così come le aveva detto che aveva impedito la nomina di FALCONE, le ha detto ho impedito che il processo sia presieduto da CARNEVALE, mi darò da fare per impedire che CARNEVALE presieda il Collegio o era una opinione questa di IGNAZIO SALVO...

BRUSCA G.: No... faceva comparire che si doveva dare da fare, faceva finta che diceva vediamo quello che posso fare, però realmente poi faceva e non faceva non lo so, so solo che quando io andavo da SALVATORE RIINA dice finalmente dice venne il momento che IGNAZIO SALVO ha decretato la sua morte, cioè proprio stavolta siamo arrivati.

………

AVV. COPPI: …… Io le avevo chiesto se IGNAZIO SALVO o RIINA TOTO' o entrambi le avessero mai detto che il Senatore ANDREOTTI era molto dispiaciuto di non essersi potuto interessare per le sorti del maxi processo, perché nessuno gliene aveva segnalato l'importanza e lui stesso non aveva capito l'importanza di questo processo per Cosa Nostra e che però si impegnava per un esito felice del processo per il grado di appello e per la CASSAZIONE. Ecco IGNAZIO SALVO o RIINA TOTO' o entrambi le hanno mai fatto questo discorso? Le hanno riferito di questo dispiacere che a loro sarebbe stato comunicato dal Senatore ANDREOTTI?

BRUSCA G.: Non sono a conoscenza.

AVV. COPPI: No che non è a conoscenza, i... IGNAZIO o TOTO' RIINA glielo hanno fatto questo discorso o no?

BRUSCA G.: Non mi hanno fatto questo discorso, no.

………

AVV. COPPI: ……RIINA, quando lei gli riferì le solite risposte di IGNAZIO SALVO ha fatto comunque un riferimento anche lontano, anche generico ad impegni (vadi), ad impegni che il Senatore ANDREOTTI aveva assunto con lui direttamente e personalmente di interessamenti del processo? Lasciamo stare le sue deduzioni, congetture circa la famosa catena, qui si tratta di un fatto storico che io le chiedo, RIINA le disse che ANDREOTTI si era impegnato con lui direttamente, esplicitamente, espressamente per l'esito del maxi processo?

BRUSCA G.: No.

………

AVV. COPPI: Spero sia l'ultima domanda sull'argomento; RIINA, dunque lei ha ricordato che IGNAZIO SALVO le disse che non c'era niente da fare per il processo eccetera, ma, RIINA le ha mai detto che invece IGNAZIO SALVO forniva delle notizie diverse e che per esempio nel settembre, ottobre del '91, gli aveva detto, gli aveva assicurato che l'esito del maxi sarebbe stato positivo? Quindi, lei ha mai avuto da RIINA indicazioni da cui poter dedurre che IGNAZIO SALVO a lei diceva una cosa, a RIINA ne diceva un'altra circa l'esito del maxi processo? O coincidevano le notizie che aveva lei e quelle che aveva RIINA da IGNAZIO SALVO?

BRUSCA G.: Io gli posso dire, le notizie che io avevo di IGNAZIO SALVO per conto