CAPITOLO XVIII

Le risultanze probatorie in ordine all’intervento che sarebbe stato richiesto da Licio Gelli al sen. Andreotti per la revisione della condanna dei fratelli Gianfranco e Riccardo Modeo

 

 

In data 24 gennaio 1991, su disposizione del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Taranto, ebbe inizio l’intercettazione delle comunicazioni tra persone presenti all’interno del deposito "Pulito Carni di Pulito Annamaria & C. s.a.s.", ubicato a Pulsano, in provincia di Taranto.

Il 26 gennaio 1991 venne intercettata una conversazione intercorsa tra Marino Pulito, un soggetto di nome Alfonso (identificabile in Alfonso Pichierri alla luce del contenuto dei successivi colloqui e delle deposizioni rese nell’ambito del presente processo dal Pulito e dal Pichierri), Anna Quero (convivente di Riccardo Modeo) ed un altro individuo.

In questa circostanza il Pulito riferì di essersi incontrato il giorno precedente (ovvero due giorni prima) con Licio Gelli, preannunziò un futuro incontro presso la villa del Gelli (sita ad Arezzo), esplicitò: "quello potrà arrivare a Andreotti, potrà arrivare a Cossiga", e chiese al Pichierri di indicargli sinteticamente quale intervento fosse necessario compiere.

Il Pichierri fece riferimento ad un processo nel quale erano coinvolti due individui di nome Carmine e Gianfranco, ed esplicitò: "Noi abbiamo quest’arma! De Mita e Andreotti".

Il Pulito, inoltre, menzionò la disponibilità, per qualsiasi processo, di un "avvocato della P2", il quale svolgeva attività difensiva in favore del Ciancimino.

I passaggi salienti di tale colloquio sono di seguito riportati:

PULITO: Ascolta a me… Io stamattina ho avuto una telefonata dalla Calabria. Io devo andare lunedì al Suisse Vanchescen… ieri… è stato Giovedì, no? Avant’ieri… L’amico Fac…

(sovrapposizione di voci non comprensibili)

PULITO: Allora io ieri mi sono incontrato con Licio… Licio Gelli, per il fatto delle carni…

(voce di donna a distanza non comprensibile)

PULITO: Però! … Questi che hanno detto? Dimmi una sintesi. Se devo intervenire… non so come sta la situazione…

(voce di donna a distanza non comprensibile)

PICHIERRI: Facciamo un appunto. Io domani… o lunedì mattina devo completamente ( ) …

PULITO: Ti devi far spiegare punto per punto… Ascolta… E’ importante Alfonso! Che quello mi deve scrivere se è così… ( )

(sovrapposizione di voci non comprensibile)

PULITO: Allora… gli dici… tu gli dici due parole… Politicamente se interviene Cossiga se interviene… Andreotti… Che intervento e che cosa bisogna fare fare… Non parole di Licio Gelli. Solo questi due devono parlare con te… e spiegami un poco che cosa si può fare.

(Voce di uomo non comprensibile)

PULITO: Che noi… come siamo pronti noi… Tu fatti spiegare dal notaio. E andiamo tutti e due!

PICHIERRI: Si…

PULITO: Lui ci aspetta alla villa ad Arezzo.

PICHIERRI: Alla villa a Arezzo?

PULITO: Ad Arezzo… alla villa sua! … E così parliamo.

PICHIERRI: Va beh, si … ( ) che poi stasera mi da tutto… ( )

(sovrapposizione di voci non comprensibile)

PICHIERRI: Noi abbiamo quest’arma! De Mita e Andreotti… Questo processo qua del Carmine e di Gianfranco…

PULITO: No, noi invece di tirare i fili… politicamente…

PICHIERRI: Politicamente c’abbiamo De Mita e Andreotti!

PULITO: Non diciamo… politicamente… quello ti dice politicamente… quello potrà arrivare a Andreotti, potrà arrivare a Cossiga, no? Adesso non ti preoccupare… ( ) però tu mi devi fare una sintesi di che intervento devono fare queste persone qua…

PICHIERRI: C’è pure…

(sovrapposizione di voci non comprensibile)

PULITO: Capito? Che intervento devono fare… E allora noi possiamo subito scattare.

(…)

QUERO: Ah, un’altra cosa. Gli dici poi a Riccardo ( ) teniamo l’avvocato della P2…

PICHIERRI: Non lo diciamo a nessuno…

PULITO: Eh… che è a disposizione nostra, ed è un avvocato che sta difendendo Ciancimino … quello della Sicilia. Quello è a nostra disposizione. Se la vedono loro. Non dobbiamo pagare noi… qualsiasi cosa da precisare. Loro sono a nostra disposizione per qualsiasi processo.

QUERO: ( )

PULITO: Si, si. No, anche perchè poi ( ) preciso, preciso ()

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

PULITO: Ascolta a me: avvisa tutti quanti ( ) a tutti e due, che poi diamo un caffè anche a loro…

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

PULITO: che pure dentro la macchina ( ) Posso rischiare come stanno ( ) disse a me ( ) quello sa il fatto … Il giorno del processo, quando non ci sta ( ) che pure che non gli servono… io gli mando cinquanta milioni…

In data 27 gennaio 1991 venne intercettata una conversazione tra il Pulito, la Quero, un soggetto di nome Enzo (identificabile in Vincenzo Serraino alla luce del contenuto dei successivi colloqui e delle deposizioni rese nell’ambito del presente processo dal Pulito e dal Pichierri) ed un quarto individuo. In tale occasione il Serraino chiese una copia del fascicolo processuale, al fine di sottoporla, il martedì successivo, all’avv. Lanari il quale avrebbe redatto una sintesi da consegnare ad un altro soggetto (identificabile nel Gelli, tenuto conto del contesto del discorso); aggiunse: "il mio referente a livello nazionale è Licio Gelli, che è la persona più protetta del mondo"; specificò di avere procurato l’incontro tra il Pulito e "questa persona" (identificabile nel Gelli), la quale aveva manifestato la propria disponibilità nei loro confronti; fece riferimento al sen. Andreotti ed al Ministro Scotti, come soggetti che sarebbero stati in grado di intervenire su vicende giudiziarie; esplicitò: "mio suocero appartiene al giro: Baimonte (rectius Baiamonte: n.d.e.) di Bagheria".

Il contenuto del colloquio è di seguito trascritto:

UOMO: Perchè a Taranto ci stanno politici… (in tono enfatico)

(si sovrappone voce di donna non comprensibile)

UOMO: … e poi non sanno (incomprensibile per la sovrapposizione della voce della donna) e poi mi vogliono dare dei punti dove … la madre di questo qua… che non gli ha schiacciato la testa… accusatrice di questi qua… prima di accusare a Riccardo e Gianfranco, ha accusato altre due persone, che ha fatto arrestare. In un secondo tempo ha fatto anche i nomi di Riccardo e Gianfranco, ha fatto arrestare Riccardo e Gianfranco…

SERRAINO: Io la penso in un’altra maniera perchè io sono giornalista e quindi so tutta la situazione anche se non mi occupo di cronaca nera, e… tu mi fai… o mi dai…

UOMO: Tutta la copia del processo…

SERRAINO: Bravo! Una fotocopia… di tutta la cosa del fascicolo…

UOMO: Dal primo caso fino al…

SERRAINO: Dal primo caso, così la sintesi… la sintesi me la faccio io a Roma con un avvocato penalista, che è amico mio: ci mettiamo un attimo seduti… lui essendo che è avvocato, mi dice… me lo riassume con tutti gli atti processuali. Capito?

PULITO: Ascoltami a me… qua sai cosa sta? Qui noi non ci dobbiamo mettere contro i giudici. Te l’ho detto prima!

SERRAINO: E’ chiaro! Bisogna fare…

PULITO: Bisogna fare le cose come ti ha confermato a te, no?

SERRAINO: perfetto!

PULITO: A livello!

SERRAINO: Va bene.

PULITO: Ecco, lui cosa ti ha detto a te? Là ci stanno… però arriviamo… come si chiama? …

SERRAINO: Andreotti.

PULITO: Oh! Se lui…

SERRAINO: Se Andreotti vuole ( )

PULITO: Ah! Allora… (incomprensibile per sovrapposizione di voci)

SERRAINO: L’attuale Ministro degli interni, Scotti, l’ha messo lui là, Ministro, no? Se dice che nel processo… anzi sollecitare il procedimento penale che questi deve uscire… ( )

QUERO: poi l’altra sera io in televisione ho visto, ho sentito, per meglio dire, che è uscito uno con un sacco di omicidi addosso!

SERRAINO: Si…

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: Senti… ( ) a Taranto non sono i giudici, sono i politici… sono i politici! Capisci? Sono i politici che stanno pressando su i giudici. Perchè, ti spiego… C’è anche un problema… anche di elettorato qui. E’ notorio che sanno come va la sinfonia… E’ notorio, no? che la famiglia ha aiutato certi personaggi. Allora dice: se questi stanno ancora fuori, no? Questi ci tolgono voti, ci tolgono. Capisci qual’è il problema? … E’ un ragionamento matematico che si fanno questi imbecilli qua, no? Allora noi dobbiamo essere più furbi: o la facciamo esplodere la bomba proprio a livello grosso proprio… Però noi i giudici non li dobbiamo toccare, perchè se… questo… per esempio Andreotti vuole, un giudice di Taranto te lo fa trasferire ad Arezzo … dove vuole lui, capisci? … Perchè purtroppo… in mano, in mano ce l’ha … ce l’ha lui le redini in mano. C’hanno i servizi segreti, hanno tutto in mano questi qua… Oh… Io… gliel’ho detto chiaro, perchè sono una persona corretta e non me ne vergogno… Quando Marino mi ha detto: Senti, tu mi devi fare il regalo più bello che posso ricevere in vita mia… che lui veramente me l’ha detto… con generosità e con cuore lui! … Deve uscire questo! Io sono stato sincero: Marino! Se io potessi e fossi in grado… ti darei la chiave! … io ti posso mettere in contatto con questa persona. Lui dice: Veramente? Perchè no! Vieni il giorno tot e tu ci parlerai. Sei arrivato, ci hai parlato, ti ha ricevuto nella sua stanza, ti ha abbracciato, ti ha detto: A disposizione, ha capito il problema. Però vuole una sintesi. Perchè? Perchè quello riceve… quello riceve trenta quaranta cristiani al giorno, tutti con dei problemi. Non è che si può ricordare quando è nato, data di nascita, annata … Capito qual’è il problema? Allora quando tu mi farai avere tutte queste cose qua…

UOMO: Domani sera ci incontriamo qua…

SERRAINO: No! Tu me le devi portare a Taranto…

UOMO: A Taranto?

SERRAINO: Sì. Via Giovinazzi 42. No! Non te lo scrivere, te lo dico io!

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: Allora, sai la Sem?

UOMO: Si, si…

SERRAINO: Sotto la Chiesa del Carmine… c’è una profumeria, c’è… è quello che vende articoli da regalo…

UOMO: C’è un portone… un portone…

SERRAINO: E’ facile, dirimpetto alla Sem…

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: C’è un portone… E’ facile… al secondo piano c’è scritto sindacato…

UOMO: Sindacato?

QUERO: Il numero del portone?

SERRAINO: 42. E’ l’unico portone che ha una profumeria e articoli da regali.

UOMO: Va bene. Domani sera te lo porto.

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: Eh… una sola persona deve venire, eh…

UOMO: Domani sera allora…

SERRAINO: Mi dici l’orario, mi dici a che ora…

UOMO: Dalle sei e mezzo alle sette…

SERRAINO: Sei e mezza, le sette. Va benissimo, d’accordo…

(voce di donna incomprensibile)

SERRAINO: Se tu non c’hai la fotocopiatrice, porta le carte, che poi ( ). Va beh? Tu prendi il fascicolo ( )

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

UOMO: … dice che devi fare una copia del processo…

SERRAINO: No! …

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: Perchè io parto per Roma Martedì, Mercoledì ( )

QUERO: ( )

(scambio di battute tra un uomo e una donna incomprensibili per sovrapposizione)

SERRAINO: Hai capito? … No, perchè ti spiego: gli avvocati anche se sono ( )

(sovrapposizione di voci maschili e femminile incomprensibili)

SERRAINO: Che queste carte non vanno a finire per esempio in mano a un altro avvocato! Non lo volesse il cielo! Capito?

(Sovrapposizione di voce di donna e di uomini incomprensibili)

UOMO: Domani sera, dalle sei e mezza alle sette, o con la fotocopia o senza la fotocopia vengo sopra al sindacato. Va bene?

SERRAINO: Va benissimo! Perfetto!

UOMO: Va bene.

QUERO: Voglio dire un’altra cosa…

(sovrapposizione di voci di uomini e di donna incomprensibili)

SERRAINO: … Tieni presente che ( )

QUERO: No, no!

SERRAINO: Ti posso dire una cosa…

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: … hanno saputo che ( ) hanno detto che io sto con i servizi segreti, tutte cose, contro lo Stato… Ma a me non me ne fotte niente. Possono dire quello che vogliono! Lo capisci? Però … io … il mio referente a livello nazionale è Licio Gelli, che è la persona più protetta del mondo!

QUERO: Eh… io dico… Riccardo… ( ) Poi ti spiego.

UOMO: Se c’è da fare qualcosa per far uscire quelli dalla galera, la facciamo noi ( )

SERRAINO: Senti! Tu portami queste fotocopie. Tra le sei e mezza e le sette io ti aspetto.

UOMO: Io scendo! O con le fotocopie e senza le fotocopie vengo! Hai capito?

(sovrapposizione di voci incomprensibili)

SERRAINO: Ok! Allora rimaniamo così, Marino… Io … anche perchè, dandomi il fascicolo, quando io arrivo Martedì sera a Roma, mi vedo con l’avvocato Lanari… che questo è uno che difende processi… terroristico… Io… glielo ho detto anche a lui… E’ a disposizione vostra un grosso penalista… grosso… senza una lira… Lo metto io questo qua… così…

UOMO: Lo conosci quello… come si chiama?

SERRAINO: No, no, no, no, no! Ti spiego perchè… perchè siccome questo è segretario della lega meridionale, no? dove io devo avere ( ). Allora è chiaro che… lui dice che con i fratelli io non mi parlo… Chiaro, no? Capito? Quindi io lo posso mettere a disposizione anche per voi. Questo è un bravissimo penalista. Questo qua difende anche quelli che hanno tradito persone, cose… ( ). Immagina un po' che elemento è! E quello ce l’ho in casa io, posso dire. E chiaro, no? Allora io mi siedo con lui Martedì sera… perchè io arriverò, credo, intorno alle sette le otto a Roma. Partirò verso le due le due e mezza. Mi siedo con lui e mi faccio una sintesi perchè la dobbiamo portare a quella persona, che è quella che è. Chiaro? Io più di questo, chiaramente, che posso fare? Se dipendeva da me… è chiaro che vi davo il cuore, perchè io sono da una certa parte… e poi Marino per me è un fratello amico…

QUERO: Anche per noi!

SERRAINO: Anche per me… anche se non ci siamo frequentati tutti i giorni e ci siamo rivisti una volta ogni tanto, perchè io c’ho impegni a Roma, però penso che ci vogliamo bene e ci rispettiamo. D’altronde questa è la cosa che vale, Io sono siciliano, tengo mentalità siciliana…

QUERO: Io sono la stessa!

SERRAINO: Eh ( ) che mio suocero, poi … mio suocero appartiene al giro: Baimonte (rectius Baiamonte: n.d.e.) di Bagheria!

QUERO: Ah! Baimonte (rectius Baiamonte: n.d.e.)

SERRAINO: … di Bagheria. Quello è mio suocero! Capisci perchè … io c’ho la tradizione di famiglia.

PULITO: Comunque lui a te ( ) te l’ha fatto capire…

SERRAINO: Sì.

PULITO: … che possiamo operare.

SERRAINO: No, a parte che ha detto… è uno che ha detto quattro parole () e poi ti ha abbracciato ( )

PULITO: Io in effetti quanto meno ho parlato. Due parole ho detto. Cosa gli ho detto? Cosa gli dissi a lui? … Dissi: Io cosa le posso dire? Quanti… quanti abitanti stanno a Taranto.

SERRAINO: Va beh, questo perchè lui mi ha detto: Che ha combinato? Beh! Oh! Io ce la metterò tutta… pazienza! Per i miracoli non ci potete contare.

UOMO: ( )

SERRAINO: Va bene, scappo che tengo ( )

PULITO: Enzo, grazie di tutto!

SERRAINO: Per carità!

PULITO: Ciao, Enzo.

UOMO: Domani sera ci vediamo.

SERRAINO: Ok.

In una conversazione svoltasi il 20 marzo 1991 tra Marino Pulito, Vincenzo Serraino, Lucia Santoro (moglie di Gianfranco Modeo), Alfonso Pichierri, Annunziata Murianni ed Anna Quero, quest’ultima parlò di una comunicazione effettuata nei confronti del Gelli, e riferì che il giudice incaricato del processo di revisione nei confronti dei soggetti di nome Riccardo e Gianfranco si chiamava Petrucci ed abitava a Lecce. Il Serraino fece riferimento alla futura presentazione di un’istanza ed, essendogli stato domandato dal Pulito se fosse necessario il pagamento di somme di denaro, rispose negativamente esplicitando che si trattava di un problema politico.

I principali passaggi del colloquio sono i seguenti:

QUERO: … allora… mandò a dire a Licio Gelli…

(conversazione incomprensibile)

QUERO: …. Allora… il giudice che deve fare la revisione a Riccardo e Gianfranco, si chiama Petrucci… è di Lecce.

PICHIERRI: ( )

QUERO: … sta a Lecce ( )

(…)

QUERO: … questo è il nome del giudice che deve fare… la revisione ( )

SERRAINO: Petrucci è un … ( ) è stato uno di quelli del collegio giudicante…

(conversazione incomprensibile)

SERRAINO: … del collegio giudicante di Lecce.

(Conversazione incomprensibile)

PULITO: … si va bene… scusa Anna… non interessa ( )

(conversazione incomprensibile)

SERRAINO: … quello che è competente a fare sta ( )

PULITO: … ( ) dici, tu domani devi andare?

SERRAINO: … io … domani vado…

PULITO: Eh…

SERRAINO: … dopo che… si presenta l’istanza.

PULITO: Gli dici solo due cose… qua, ha detto Marino, sia l’uomo… e sia anche ( ) devono dare qualcosa…

SERRAINO: … no … no … no ( )

PULITO: Tu glielo dici.

SERRAINO: ( ) si offenderebbe anche…

PULITO: Ma che non si offenda … se per dire ci vogliono 1000 lire, 2000 lire, 3000 lire…

SERRAINO: No… no… è solo un problema politico… è politico…

PULITO: Si… politico

SERRAINO: D’accordo…

PULITO: … ( ) e se ( ) basta che tu ( )

(conversazione incomprensibile)

SERRAINO: Scenderete in basso, capisci ( ) se la vede lui ( )

PICHIERRI: Quella è tutta una cosa politica, hai capito?

PULITO: Io ti sto dicendo una cosa e l’altra, Alfonso…

SERRAINO: Lui giustamente si sta preoccupando di dire… se non si può arrivare per una via… c’è un’altra via … ma io ( ) che c’è solo una via che si può tentare…

PULITO: Va bene.

SERRAINO: Chiuso.

PULITO: Comunque noi problemi non ne teniamo… quello voglio far capire.

SERRAINO: Ho capito…

PULITO: ( )

SERRAINO: Qui, l’unica cosa è portare ( ) in un modo o nell’altro farli uscire … come caspita vogliono, libertà provvisoria, arresti domiciliari… quello che vogliono loro.

(Conversazione incomprensibile per sovrapposizione di voci)

PULITO: Pure gli arresti domiciliari…

SERRAINO: Qualsiasi soluzione ci sta bene a noi … Va bene, no? Io domani, verso le due, partirei…

QUERO: ( )

PULITO: ( ) si… si…

(conversazione incomprensibile)

QUERO: ( ) … io ( )

PULITO: … a me … una volta che mi dicono si adesso, o Gianfranco o Riccardo… risolvono il problema… ( ) Però mo’…

Il 14 maggio 1991 venne intercettata un’altra conversazione, intercorsa tra il Pulito ed il Serraino ed avente ad oggetto la promessa di un futuro sostegno elettorale da parte del primo. I principali passaggi del dialogo sono di seguito trascritti:

PULITO: Si, mo’ ( ) ascolta! A noi ci serve una persona … che deve salire…

SERRAINO: Dove? Meh?

PULITO: Tu te la senti?

SERRAINO: Perchè sono stronzo? … Che sto facendo allora io ( )?

PULITO: ( )

SERRAINO: Sto parlando seriamente.

PULITO: Noi ci interessi ( ) Quanti voti ci vogliono?

SERRAINO: Io penso con…

PULITO: Cinquemila?

SERRAINO: Si… ce la facciamo sicuro!

PULITO: Non vorrei … per dopo che… No, no. Io lo so già. Io voglio ( ) perchè è stato fatto anche questo discorso, no! … Non vorrei … beh … qualcuno l’ha detto, no? ( ) giustamente! Una volta salito…

SERRAINO: ( )

PULITO: Lascia stare quello che io penso di te ( )

(Pulito risponde al telefono alla moglie)

PULITO: Posso portare questo discorso avanti, allora?

SERRAINO: Tu ( )

PULITO: Ho le tue garanzie?

SERRAINO: Tu, tu devi dare garanzie a loro!

PULITO: Sì.

SERRAINO: Perchè tu sai, che io non sgarro mai! … Io sono di una parola!

PULITO: Ascoltami a me. Io tutto quello che dici tu, però ( ) Io devo garantire loro insomma!

SERRAINO: ( ) ho capito!

PULITO: ( ) Allora… tu per le votazioni … ci devi dare tutto quanto… Va bene, poi ci riuniamo insieme… con altre persone …

SERRAINO: Ma per luglio 91 … 92… quando sarà!

PULITO: Noi ( ) noi ti facciamo avere i voti. Però tu dovresti cercare, ascolta a Marino, di occupare un posto… dove… domani mattina ci serve a noi… hai capito?

SERRAINO: E la ( )?

PULITO: Ah!

SERRAINO: ( ) a chiedere quello che… a noi ci occorre… Tu tieni presente queste cose qua…

Dalle suesposte conversazioni si desume, dunque, che il Pulito ed il Serraino il 24 o il 25 gennaio 1991 si erano incontrati con il Gelli (il quale aveva manifestato loro la propria disponibilità) e contavano su di lui per prendere contatto con esponenti politici (ed in particolare con il sen. Andreotti) allo scopo di influire su un processo di revisione riguardante soggetti di nome Gianfranco e Riccardo; che a tale scopo sarebbe stata consegnata copia degli atti processuali, attraverso il Serraino, all’avv. Lanari, il quale avrebbe provveduto a redigere una sintesi da consegnare al Gelli in un successivo incontro; e che, in cambio di questo interessamento, non avrebbero dovuto essere corrisposte somme di denaro, ma avrebbe dovuto essere offerto sostegno elettorale, richiesto dal Serraino.

Sulla vicenda in esame ha reso ampie dichiarazioni l’imputato di reato connesso Marino Pulito, esaminato all’udienza del 23 aprile 1997.

Dalla deposizione dibattimentale del Pulito si desume che egli faceva parte di una organizzazione criminale operante a Taranto e capeggiata dai fratelli Gianfranco, Riccardo e Claudio Modeo. A tale sodalizio delittuoso, dedito alla commissione di reati di estorsione, omicidio, traffico di armi e traffico di stupefacenti, aderiva anche il Pichierri.

Il Pulito, tratto in arresto nel 1991, iniziò a collaborare con l’autorità giudiziaria nel 1992.

Secondo il racconto del collaborante, le sue conversazioni con il Pichierri e con il Serraino in merito all’incontro con il Gelli fecero seguito all’incarico, ricevuto dal Pulito, di interessarsi per ottenere la revisione della condanna dei fratelli Riccardo e Gianfranco Modeo per l’omicidio Marotta (delitto effettivamente commesso soltanto dal primo dei due fratelli).

Riccardo e Gianfranco Modeo avevano, infatti, incaricato il Pulito di "trovare delle amicizie (…) per aggiustare il processo".

A questo fine, dopo alcuni tentativi rimasti privi di risultati, il Pulito nel 1991 prese contatto con il giornalista Vincenzo Serraino, il quale era un esponente – come il Gelli e l’avv. Lanari – della Lega Meridionale.

Il Serraino, cui il Pulito aveva chiesto aiuto per ottenere un esito favorevole del processo di revisione affermando che ciò "dipendeva da Roma", rispose che "non c'erano problemi" e che sarebbe stato possibile intervenire attraverso il Gelli. Al Pulito, il Serraino domandò di procurare 4000 voti per la Lega Meridionale in Calabria, dove il Gelli intendeva presentare la propria candidatura.

Il Pulito ebbe quindi due incontri con il Gelli.

In una prima occasione, il Pulito partì da Pulsano insieme al Serraino, ad una ragazza che abitava a Roma, e a Giovanni Stellato. Presso Caserta, il Pulito si incontrò con due giovani napoletani, con i quali intendeva commettere una rapina su proposta del prof. Vanno (anch’esso inserito nella Lega Meridionale). I due giovani lo seguirono a bordo della loro autovettura.

Nella serata dello stesso giorno, giunti a Roma, nelle vicinanze di un’abitazione di cui il Serraino aveva la disponibilità, i predetti individui notarono la presenza di un’autovettura della polizia.

Il Pulito - che portava a bordo del proprio autoveicolo alcune armi, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., ed aveva ottenuto un permesso per recarsi nell’Italia settentrionale, e non a Roma - invitò gli altri soggetti a lasciare le autovetture. Egli entrò quindi nell’abitazione e vi pernottò.

Nel giorno successivo il Pulito si incontrò con il Vanno e gli raccontò quanto era accaduto la sera prima. La rapina da loro progettata non venne più realizzata.

Il Pulito ed il Serraino si recarono quindi ad incontrare il Gelli in un albergo sito a Roma in Via Veneto. Il Pulito fu presentato al Gelli dal Serraino. Quest’ultimo (che in precedenza aveva parlato del processo di revisione al Gelli, aveva sostenuto che "tramite LICIO GELLI (…) si arrivava a ANDREOTTI", ed aveva riferito al Pulito che il Gelli in cambio dell’interessamento chiedeva un appoggio di natura politica), disse: "Maestro (…) vedi che… questo è PULITO MARINO, già ho parlato per il fatto della CALABRIA, però giustamente lui vuol sapere cosa si può fare a ROMA per questa faccenda qua (…) per il processo". Mentre si discuteva del procedimento di revisione, che si riteneva rientrasse nella competenza della Corte di Cassazione, il Gelli affermò che si sarebbe rivolto al sen. Andreotti, esplicitò: "non ci dovrebbero essere problemi", e disse: "guardi (…) sì, però mi dovete portare le carte, il fascicolo del processo, che io posso vedere… posso informarmi come si può fare". Il Pulito rispose: "va bene". Poiché il Serraino insisteva nella richiesta di sostegno elettorale, il Pulito esplicitò: "guardi (…) io problemi non ce ne ho per… per quanto riguarda il fatto della CALABRIA, però non è che adesso mi posso impegnare se non prima vado a parlare… perché è un conto che io dico: "sì", però mi devono dare la conferma in CALABRIA, se in CALABRIA mi danno la conferma io vengo qui e vi dico che in CALABRIA posso garantire; però voi mi dovete garantire che il processo va a terra". Essi rimasero dunque d’accordo in tal senso.

Dopo il ritorno a Taranto, venne effettuata una copia del fascicolo processuale, che fu consegnata al Serraino.

Avendo quest’ultimo subito il furto di una borsa nella quale era contenuta la suddetta documentazione, il Pulito incaricò il Pichierri e la Quero di portare al Serraino un’altra copia degli atti processuali e di continuare ad interessarsi del processo di revisione.

In seguito il Serraino comunicò al Pulito che il procedimento di revisione doveva essere instaurato a Lecce, e non a Roma. Il Pulito gli domandò: "sicuro che questi qua garantiscono?", ed il Serraino rispose: "sì, non ti preoccupare, tu giustamente devi garantire che gli dai quattromila voti". Il Pulito replicò: "va bene (…) e allora… noi ci vediamo a ROMA", e prese un appuntamento con il Serraino.

La suddetta richiesta di sostegno elettorale era finalizzata a consentire l’ingresso nel Parlamento di Licio Gelli, il quale intendeva presentare la propria candidatura in Calabria ed in quel periodo era in procinto di staccarsi dall’avv. Lanari.

Per essere sicuro di poter assumere un simile impegno, il Pulito si recò in Calabria dove incontrò il prof. Salvatore Sigilli (esponente della ‘ndrangheta), cui chiese di procurare 4000 voti per la Lega Meridionale, spiegando: "Salvatò (…) se noi a LICIO GELLI gli diamo quattromila voti… GELLI LICIO è all'altezza di far buttare a terra il processo". Il Sigilli rispose: "non ci sono problemi".

Circa due mesi dopo il primo incontro con il Gelli, ne venne organizzato un secondo, nello stesso albergo.

A questo incontro presero parte il Pulito, il Serraino ed il Sigilli. Il Gelli confermò loro che era competente a decidere sulla revisione la Corte di Appello di Lecce (e non la Corte di Cassazione), affermò che "non c'erano problemi", aggiunse di avere già parlato di ciò con un’altra persona. Il Pulito assicurò di potere procurare 4000 voti in Calabria, e chiese conferma dell’impegno assunto dal Gelli per la revisione della condanna. Quest’ultimo replicò: "non ci sono problemi, perché a LECCE è tutto a posto", fece una telefonata nella quale comunicava all’interlocutore: "GIULIO allora tutto a posto, mi hanno confermato", aggiungendo: "non ci sono problemi, ci garantiscono i quattromila voti". A questo punto il Pulito domandò al Serraino chi fosse l’individuo di nome Giulio con il quale il Gelli comunicava mediante il telefono. Il Serraino ed il Gelli precisarono che si trattava di Giulio Andreotti.

Il Gelli, inoltre, specificò: "quando poi, ci ridobbiamo rincontrare, ci incontriamo a… da me, alla villa mia (…) tu vieni con SERRAINO e faccio trovare anche lui (…) e vedete… così sistemiamo (…) te lo presento e ti faccio dare conferma". Il Pulito gli rispose: "Va bene (…) allora, fissate 'sto appuntamento, perché io vi dò già di oggi l'impegno per i quattromila voti, voi fissate l'appuntamento, io ci vengo all'appuntamento e mi garantite al cento per cento il fattore (…) della revisione del processo".

In seguito il Pulito, presso il suo deposito di carni sito a Pulsano, mentre era presente il Serraino, incaricò il Pichierri, la Quero e la Santoro di recarsi all’incontro con il Gelli e con il sen. Andreotti, comunicando loro: "siamo rimasti d'accordo che noi ci dobbiamo vedere alla villa di… di LICIO GELLI, però (…) senza che vengo io, che vengo a fare? Ormai il grosso l'ho fatto, non c'è bisogno, io gli ho garantiti i quattromila voti, (…) andate voi è inutile che vengo io, che devo venire a fare io, andate presenziate, diciamo, la presenza quando viene… quando vi fissa l'appuntamento con LICIO GELLI, con ANDREOTTI e mi fate confermare che loro sono all'altezza di buttare a terra il processo".

Nei mesi successivi, il Serraino riferì al Pulito che l’incontro non aveva potuto essere organizzato a causa degli impegni del Gelli.

In seguito, il Pulito e i suoi complici vennero tratti in arresto.

Negli interrogatori resi davanti al P.M., il Pulito aveva ricostruito in modo parzialmente diverso il contenuto della comunicazione telefonica.

Essendogli state contestate le sue dichiarazioni predibattimentali, il Pulito, nel corso del controesame, ha affermato che il Gelli – nel colloquio telefonico - chiese all’interlocutore: "per LECCE, a posto?", aggiunse: "a posto", e preannunziò un incontro presso la sua villa sita ad Arezzo con le persone presenti.

Le dichiarazioni rese dal medesimo collaboratore di giustizia in ordine al secondo incontro con il Gelli sono di seguito trascritte:

PULITO M.: (...) mi porto pure SIGILLO per rafforzare diciamo, la mia... la mia sincerità, diciamo che io gli davo la mia parola, diciamo, che confermavo che non c'erano problemi sui quattromila voti.

P.M. SCARPIN.: si porta dove, SIGILLO?

PULITO M.: a ROMA.

P.M. SCARPIN.: all'incontro con GELLI?

PULITO M.: sì, sì.

P.M. SCARPIN.: quindi, questo è il secondo incontro?

PULITO M.: sì, il secondo incontro.

P.M. SCARPIN.: quanto tempo dopo il primo incontro avviene?

PULITO M.: ma... un paio mesi, un mese, due mesi, non... guardi il tempo materiale, diciamo, che successe, perché poi e... chi, diciamo, ci portava le informazione era... quello là eh... il ragazzo che ho detto prima, Dottore!

P.M. SCARPIN.: PICHIERRI?

PULITO M.: no, SERRAINO.

P.M. SCARPIN.: SERRAINO.

PULITO M.: era SERRAINO che ci portava le imbasciate, no!

P.M. SCARPIN.: ho capito. Va bene, quindi c'è questo secondo incontro, dove avviene questo secondo incontro?

PULITO M.: e... sempre nell'albergo.

P.M. SCARPIN.: lo stesso albergo.

PULITO M.: sì, sempre lo stesso albergo.

P.M. SCARPIN.: e chi partecipa a questo secondo incontro?

PULITO M.: io, SERRAINO e... SIGILLO il professor SIGILLO SALVATORE.

P.M. SCARPIN.: e c'è GELLI?

PULITO M.: è normale scusa, e se no che siamo andati a fare, Dottore!

P.M. SCARPIN.: siete voi quattro, che cosa succede nel corso di questo secondo incontro?

PULITO M.: niente, si comincia a parlare, ah! Ecco, e... LICIO GELLI ci conferma che il processo non era come dicevamo noi che la... la revisione bisognava farla a LECCE, ma bensì, a TARANTO, perché già me lo aveva det... a TARANTO scusa LECCE...

(...)

P.M. SCARPIN.: ...scusi un attimo, credo che sia confuso, LICIO GELLI vi dice che cosa?

PULITO M.: LICIO GELLI (...) ci dice... già SERRAINO ce lo aveva detto 'sto fatto (...) ci aveva già avvisato, però LICIO GELLI ci conferma che il processo non dipendeva più da ROMA (...) ma bensì, per fare una revisione, bisognava farla a LECCE...

P.M. SCARPIN.: va bene.

PULITO M.: ecco, allora, disse che non c'erano problemi, loro avevano già parlato su LECCE, però io non ho mai saputo e non mi è mai detto nessuno con chi, se... se era una persona, se era un avvocato, se è un giudice, io questo non lo posso dire, perché non l'ho mai... non l'ho mai saputo.

P.M. SCARPIN.: uhm.

PULITO M.: niente, mentre si discuteva... ho detto: "io... noi... io ti dò le... ti garantisco con i quattromila voti, questo è il Professor SIGILLO - gli ho detto - non ci sono nessun problemi i TAURIANOVA" tutte queste cose qua, no? Anche perché poi, parlava pure il SIGILLO, dice: "per quanto riguarda e... tutte le "famiglie", MAMMOLITI i... - come si chiama? E... - i PISANO... SALVATORE PISANO, i DIAVOLI... i DIAVOLI di ROSARNO - dice - che quelli stavano tutt'uno con... con i PESCE - dice - problemi non ce ne..." diciamo nella CALABRIA praticamente non c'è nessun problema per i quattromila voti, era uno scherzo praticamente avere quattromila voti...

P.M. SCARPIN.: uhm.

PULITO M.: niente, mentre si discuteva e... a un certo punto si alzò, mentre stavano parlando, LICIO GELLI si spostò e si avvicinò al telefono, telefonò... parlò... io non so con chi ha parlato, parlò e disse: "GIULIO tutto a posto", e tanto vero disse, io: "ma chi è GIULIO - disse - chi poteva essere ANDREOTTI", ma... lo hanno detto loro, non è che ci ho parlato...

P.M. SCARPIN.: lo hanno detto loro, o l'ha detto lui, perché lei sta parlando di una persona?

PULITO M.: lo ha detto LICIO GELLI e SERRAINO, perché io mi rivolsi... la parola mi rivolse proprio a SERRAINO, dissi, io... dice: "GIULIO, chi?", io, da quando mi diceva lui, SERRAINO, che era GIU... era ANDREOTTI, però io volevo la conferma da LICIO GELLI, in effetti io mi rivolsi vicino a SERRAINO e tanto vero lui mi risponda, dice: "no, è ANDREOTTI"...

P.M. SCARPIN.: lui chi? Gli risponde?

PULITO M.: ANDREOTTI eh... scusi eh! Eh... LICIO GELLI.

P.M. SCARPIN.: LICIO GELLI. Scusi torniamo un attimo indietro; voi state parlando è arrivato a un certo punto GELLI fa questa telefonata, c'è un motivo particolare per cui nel corso della conversazione a un certo punto GELLI decide di fare questa telefonata?

PULITO M.: perché dissi, io: "io ... io confermo la mia... il mio impegno - dico io - voi mi dovete confermare il vostro impegno", dice: "non ci sono problemi". E poi si alzò e mi dette la conferma, dice: "non ci sono problemi, perché a LECCE è tutto a posto", quando disse: "GIULIO", mi rivolsi...

P.M. SCARPIN.: scusi, scusi, un attimo è, andiamo per ordine, lentamente. Io le ho chiesto il motivo per cui GELLI fa questa telefonata, mi pare di avere capito che voi volete una conferma? Volete una garanzia, qualcosa di questo genere o ho capito male?

PULITO M.: lui, praticamente parlava che ci dove... allora una volta... una volta sistemato questo discorso qua Dott... Dottore, si parlò che poi ci dovevamo incontrare a... nella villa sua a... "VILLA VANDA"... là, come si chiama? In TOSCANA...

P.M. SCARPIN.: ad AREZZO?

PULITO M.: ad AREZZO...

P.M. SCARPIN.: uhm.

PULITO M.: ...e disse che poi ci incontravamo... anche con ANDREOTTI...

P.M. SCARPIN.: aspetti, questo ve lo dice prima o dopo la telefonata con ANDREOTTI?

PULITO M.: aspetti! Prima di alzarci ci disse 'ste cose qua, io dissi: "io voglio le conferme, perché io vi ho portato una persona e poi gli ho fatto confermare che è della CALABRIA; voi vi informate, prima di fare qualsiasi passo - dico - quello che sto dicendo se è verità o se è bugia", lui disse: "non ci sono problemi, tanto vero noi..." e lui si alzò fece la telefonata e ci disse... disse: "GIULIO allora tutto a posto, mi hanno confermato", disse, le solite stupidaggini...

P.M. SCARPIN.: mi scusi, va troppo velocemente, almeno per me. GELLI che cosa dice al telefono? Invece di fare una sintesi in questo caso, ecco, se può fare lo sforzo di ricordare esattamente che cosa GELLI dice al telefono?

PULITO M.: disse praticamente che... mi avevo impegnato, un cosa del genere, è sicuro, "non ci sono problemi, ci garantiscono i quattromila voti", questo fu il discorso praticamente, GIULIO diceva: "non ti preoccupare stai tranquillo", e in questo momento dissi io a... a SERRAINO, dico: "GIULIO chi?", dice: "come GIULIO chi?" e rispose lui, che stava per chiudere il telefono, disse...

P.M. SCARPIN.: lui, GELLI rispose...

PULITO M.: GELLI disse... disse: "è ANDREOTTI, è GIULIO ANDREOTTI", tanto vero disse: "quando poi, ci ridobbiamo rincontrare, ci incontriamo a... da me, alla villa mia - dice - tu vieni con SERRAINO e faccio trovare anche lui - dico - e vedete... così sistemiamo - dice - te lo presento e ti faccio dare conferma". "Va bene - dico - allora, fissate 'sto appuntamento, perché io vi dò già di oggi l'impegno per i quattromila voti, voi fissate l'appuntamento, io ci vengo all'appuntamento e mi garantite al cento per cento il fattore della... della revisione del processo".

P.M. SCARPIN.: oh.

PULITO M.: e ce ne siamo andati; poi io, tanto vero questa faccenda ho delegato ALFONSO PICHIERRI, ANNA QUERO e LUCIA SANTORO, dico: "guardi - dico - nel mio deposito con SERRAINO, siamo rimasti d'accordo che noi ci dobbiamo vedere alla villa di... di LICIO GELLI, però - dico - senza che vengo io, che vengo a fare? Ormai il grosso l'ho fatto, non c'è bisogno, io gli ho garantiti i quattromila voti, voi quando... - SERRAINO presente, dico - guarda - dico - andate voi è inutile che vengo io, che devo venire a fare io, andate presenziate, diciamo, la presenza quando viene... quando vi fissa l'appuntamento con LICIO GELLI, con ANDREOTTI e mi fate confermare che loro sono all'altezza di buttare a terra il processo", basta. Poi è successo che ci hanno arrestato.

(…)

PULITO M.: io quello che mi ricordo bene sono la seconda volta che mi ha garanti... e abbiamo parlato, perché l'ambasciata era... era SERRAINO che ce li portava a noi. Io la seconda volta mi ricordo, perché ci ho parlato, e ho detto: "io ti devo quattromila voti, qua sta SIGILLO, tu mi dai... mi confermi... mi garantisci che mi dai la possibilità della revisione del processo", e in quella occasione siamo rimasti, dice: "oppure rincontrare alla "VILLA VANDA"", là, alla villa sua. Questo certamente me lo ricordo.

AVV. COPPI: va bene. Senta, io adesso invece le leggo quello che lei ha detto in merito al secondo incontro con GELLI, specialmente con riferimento a quanto lei ha sostenuto poc'anzi, e cioè che già lei aveva fatto riferimento a BATTISTA in occasione del primo (…) adesso glielo leggo, e gli leggo quello che lui dice in relazione al secondo incontro, perché così vediamo se si ricorda meglio anche questa circostanza, d'accordo? Dunque "trovammo il "venerabile" - siamo al secondo incontro - ..."...

PRESIDENTE: che verbale è? ...Avvocato...

AVV. COPPI: sempre il 15 febbraio del '93. "Trovammo il "venerabile", dissi a GELLI che avevamo convinto il BATTISTA, che all'epoca aveva assistito all'omicidio di MAROTTA MATTEO, ma non aveva contribuito alla identificazione degli autori a rendere diversa testimonianza. Avrebbe dovuto falsamente dichiarare di aver riconosciuto il conducente della motocicletta, in sella alla quale avevano agito i killer, nella persona di VITTORIO MASELLA, all'epoca latitante, ufficialmente, ma in realtà già ucciso. Con nuova testimonianza del BATTISTA, GELLI ci disse che i fratelli MODEO avrebbero ottenuto la revisione del processo". Ricorda adesso?

PULITO M.: sì, sì, sì, è vero 'sto fatto qua, sì.

AVV. COPPI: quindi spostiamo il discorso... definitivamente il discorso BATTISTA al secondo incontro con GELLI, d'accordo?

(…)

PULITO M.: sì, che era BATTISTA... abbiamo trovato la testimonia falsa per far fare la revisione al processo.

PRESIDENTE: cioè che lei parlò di BATTISTA nel secondo incontro con GELLI? Questa è...

PULITO M.: non ricordo, Signor Presidente. Comunque BATTISTA... l'abbiamo fatta la... il fatto della testimonianza noi.

AVV. COPPI: sì. Ma adesso che le ho letto quello che lei ha dichiarato in questo interrogatorio, da cui risulta con chiarezza che lei ha parlato di BATTISTA la seconda volta, adesso lo ricorda?

PULITO M.: no, onestamente no.

AVV. COPPI: non lo ricorda. E quindi può... vediamo se ricorda almeno questo, e cioè che fu proprio in relazione al fatto che voi rappresentaste, lasciamo stare primo o secondo incontro, comunque ricorda che fu proprio in relazione al fatto che voi rappresentaste la possibilità di questa falsa testimonianza che GELLI disse che la revisione si poteva ottenere?

PULITO M.: ma la seconda volta ci ha detto che si poteva ottenere, che mi mandò... quando mi ha mandato a chiamare per la seconda volta, noi siamo andati perché io do... ero io a quel punto, perché lui non c'erano più problemi; io dovevo garantire per i quattromila voti; e tanto è vero, io portai SALVATORE SIGILLO in CALA... a ROMA, per fare... per dare, come dire, alla mia parola conferma. Lui ormai, tramite SERRAINO, ce l'aveva già detto che doveva essere tutto a posto, dicia... si poteva fare la revisione.

AVV. COPPI: sì. Ma io volevo sapere se le assicurazioni che GELLI le ha dato sono in rapporto con la notizia che voi a vostra volta avete dato a GELLI di questa disponibilità di BATTISTA alla falsa testimonianza.

PULITO M.: non ricordo.

(…)

AVV. COPPI: oh. Fu dopo che parlaste di BATTISTA e dopo che GELLI ebbe data questa assicurazione, che GELLI fece la famosa telefonata, su cui adesso ci intratterremo un instante, a GIULIO?

PULITO M.: signorsì.

AVV. COPPI: (…) Oh, ricorda se le parole dette dal GELLI... o meglio, ricorda innanzi tutto, testualmente, quali furono le parole? Le dico testualmente perché in... nei suoi interrogatori le parole sono sempre riportate tra virgolette, e quindi debbo presumere che il Magistrato verbalizzante abbia proprio riportato le parole da lei dette con assoluta precisione, data anche l'importanza e la delicatezza del tema. Quindi innanzi tutto le chiedo: lei è in grado di ricordare esattamente l'esordio della telefonata di GELLI a questo Signor GIULIO?

PULITO M.: esatto. Quello che mi ricordo io è che lui, praticamente, con... diciamo, (…) diceva: "no, non ti preoccupare...", diciamo, già che era va... era sicuro, diciamo, l'impegno da parte nostra (…) era garantito, diciamo, per i voti, no! Cioè, questo era il senso della telefonata.

AVV. COPPI: questo era il senso della telefonata (…) lei dice oggi. Però sempre nell'interrogatorio del 15 febbraio del 1993, le parole da lei dette, riportate (…) da un Magistrato verbalizzante, tra virgolette, sono completamente diverse. (…) ""ciao, ciao, GIULIO, tutto a posto per LECCE? "", ascoltò l'interlocutore e disse: "allora per LECCE possiamo stare tranquilli? " ascolta ancora l'interlocutore, prosegue: "la prossima volta ci vediamo alla mia villa di AREZZO... ""...

PULITO M.: sì, è vero, sì.

AVV. COPPI: ..." "...poche persone qui presenti"", punto e basta. Quindi non si parla di altri impegni. La prima, l'esordio, ed è ovvio, è un saluto "ciao, ciao, GIULIO, tutto apposto per LECCE...", lo ricorda adesso?

PULITO M.: sì, sì, sì.

AVV. COPPI: quindi queste sono le parole che lei ha detto?

PULITO M.: sì, come no! Questo che disse, diciamo LICIO GELLI quando stava parlando a telefono.

AVV. COPPI: ecco, allora perché anche oggi, oltre che in altre sue dichiarazioni rese in sede di indagini, lei invece ha mutato il contenuto, il senso di questo colloquio?

P.M. SCARPIN.: quali sono le altre dichiarazioni rese in sede di indagini?

AVV. COPPI: per esempio, quelle "allora per LECCE possiamo stare tranquilli?", (…) Ecco, per esempio, verbale del 27 luglio 1994. (…) mentre in questo che le ho appena letto non ci sarebbe dubbi sul fatto che lei ha seguito tutta la conversazione, lei qui invece, per esempio, nel verbale del 27 luglio del 1994, lei dice di GELLI: "parlò quindi al telefono per uno o due minuti. Mentre lui parlava, io ed il SERRAINO scambiammo alcune battute, sicché non seguii esattamente il contenuto della telefonata, anche perché per delicatezza non volevo dare la sensazione di non fidarmi. Percepii tuttavia, chiaramente, alcune parole, "Gliel'ho detto già, GIULIO, non ti preoccupare, sono persone che mantengono gli impegni"". Quindi si tratta di cose completamente diverse, più vicine a quello che ha detto oggi, ma certamente, fra questi due verbali e tra il primo e quello che ha detto questa sera, la differenza è radicale.

PULITO M.: no, Avvocato! Perché per me è la stessa cosa! Sempre quello è il senso della... del discorso.

PRESIDENTE: cioè?

PULITO M.: il discorso è quello, Signor Presidente. Come io posso dire, per esempio: "ha detto, per esempio: "stai tranquillo", come ha detto: "non ci sono problemi"", però la... come devo dire? La... il contenuto è uguale.

(…)

P.M. SCARPIN.: Signor Presidente, mi scusi! L'Avvocato si è fermato nella contestazione perché il rigo che segue conferma esattamente il contenuto (…) Dice: "disse, anche parlando al telefono, che avrebbe organizzato un incontro ad AREZZO", ed è esattamente quello che dice nella prima dichiarazione.

(…)

AVV. COPPI: (…) Adesso, vorrei che lei mi precisasse se lei ha seguito attentamente la conversazione che si è sviluppata, o invece se come ha detto nell'ultimo dei verbali che le ho letto, lei invece era distratto o comunque per discrezione si era un po' allontanato, e non faceva molto caso alla... insomma...

PULITO M.: il telefono stava vicino, a un metro, due metri era, eh!

PRESIDENTE: (…) l'ha seguita la conversazione, oppure si è distratto? (…)

PULITO M.: mi so' distratto qualche secondo, perché là... però il telefono era vicino, anche se... non è che sentivo tutto, diciamo quando... se (…) qualche parola per esempio... è scivolata qualche parola, hanno se... però il senso del discorso si sa... si capiva, che era quello là, Signor Presidente!

AVV. COPPI: d'accordo. Senta, io le ho letto la frase prima: "ciao, ciao, GIULIO, tutto a posto per LECCE?". Quindi gliel'ho letta con intonazione interrogativa, perché nel verbale, appunto, c'è un punto interrogativo dopo "tutto a posto per LECCE", quindi era GELLI che chiedeva notizie all'interlocutore per sapere se era tutto a posto, o era l'interlocutore che invece doveva tranquillizzarvi nel senso che era tutto a posto?

PULITO M.: sì, lui ripeteva, diciamo, come una cosa che ripeteva, dico... alla fine, un certo suo... "tutto appo... ", disse: "stanno qua - dice - non ci sono problemi", allora poi lui dice: "tutto appo...", allora diceva: "va be', tutto a posto, tutto a posto, per LECCE".

(…)

PRESIDENTE: e allora la domand... aspetti, prima le chiarisco, la domanda era in termini interrogativi, la domanda di GELLI a questo GIULIO, era lui GELLI che chiedeva: "tutto a posto per LECCE?", oppure no? O era GELLI che diceva: "tutto a posto per LECCE", senza interrogare.

PULITO M.: sì, allora (…) ha alzato il telefono, ehm... "pronto, sì..."... "ciao, ciao, ciao", e "allora per LECCE?", "ah, sì tutto a posto, tutto a posto", "per LECCE, a posto?" "A posto". Parlavano, praticamente, Signor Presidente, e lui rispo... io sentivo la voce di LICIO GELLI.

PRESIDENTE: insomma GELLI faceva una domanda a GIULIO?

PULITO M.: signorsì.

AVV. COPPI: quindi era GELLI che chiedeva ad ANDREOTTI se era tutto a posto per LECCE?

PULITO M.: sì, gli rispo... "tutto a posto per LECCE?", "no a posto, a posto, a posto". Cioè era questo il senso della telefonata.

PRESIDENTE: ma lei non sente l'interlocutore, GIULIO non lo sente lei?

PULITO M.: no... è quello che diceva LICIO GELLI ho sentito, ma questo sto dicendo Signor Presidente (…) io non posso sentire chi stava dall'altra parte!

(…)

AVV. COPPI: (…) Senta, lei ha detto prima se ho ben capito che la notizia che la competenza non era della Cassazione, ma era di LECCE, lei l'ha avuta tra il primo e il secondo incontro con GELLI, d'accordo?

PULITO M.: no, tra... sì, esatto, sì, dopo il primo incontro.

AVV. COPPI: e prima del secondo, naturalmente?

PULITO M.: signorsì.

AVV. COPPI: (…) Però nell'interrogatorio del (…) 27 luglio del 1994, con riferimento al secondo incontro, lei dice così: "il GELLI aveva già letto o fatto leggere la copia degli atti del processo, e mi spiegò che, contrariamente a quanto da me in un primo momento erroneamente ritenuto, competente a decidere era la Corte di Appello di LECCE, e non già la Cassazione in ROMA."

PULITO M.: eh, e io che cosa ho detto, Signor Avvocato!

AVV. COPPI: mi pare che ha detto una cosa diversa...

(…)

PULITO M.: ma in effetti, noi l'abbiamo saputo qualche giorno prima che ce l'ha detto... praticamente è stato LICIO GELLI a dirlo a... a SERRAINO; SERRAINO me l'ha detto a me; quando siamo andati ce l'ha confermato (…) LICIO GELLI. Noi... io... noi sapevamo che era ROMA, Signor Presidente, anche al primo incontro con LICIO GELLI. Quando poi l'ho mandate le carte, che prima del secondo incontro è venuto SERRAINO, che si incontrava, che faceva inviti da ROMA, dice: "ma vedi che non è ROMA, è LECCE", "ah, LECCE!". Quando siamo andati, ci ha dato la conferma (…) LICIO GELLI che dipendeva da LECCE, eh.

(…)

AVV. COPPI: quando GELLI parlò con questo interlocutore, il Signor GIULIO, disse quali erano... non che c'erano persone come lei ha detto: "ci sono questi qua", disse puntualmente, quali erano e chi erano le persone presenti?

PULITO M.: no, non fece nomi, no, no, no, per carità. Non mi ricordo le frasi che disse, ehm... "tutto a posto", una cosa del genere, ehm... gente, non mi ricordo, comunque non ricordo le frasi che disse, Avvocato.

AVV. COPPI: però non fece, però non fece né il suo nome, né il nome di SERRAINO, né il nome di SIGILLO?

PULITO M.: no, il nome di SIGILLO, né il mio, né il... sicuramente non l'ha fatto!

AVV. COPPI: però ha dato un appuntamento a GIULIO a "VILLA VANDA" con queste persone qua?

PULITO M.: no, con me era l'appunt... che noi dovevamo andare, però sempre insieme a... insieme a SERRAINO, perché io non è che sapevo dove era.

AVV. COPPI: ma dico però che, almeno a leggere le dichiarazioni che lei ha fatto, e a stare a quello che lei ha detto, ci sarebbe stata in quella occasione la presa di un appuntamento da parte di GELLI, o di un invito da parte di GELLI...

PULITO M.: sì.

AVV. COPPI: ...all'interlocutore e a voi...

PULITO M.: sì.

AVV. COPPI: ...di incontrarvi alla famosa "VILLA VANDA".

PULITO M.: che poi ci faceva sapere, non che ha preso l'appuntamento lì per lì. Che poi era LICIO GELLI che ci doveva far sapere a noi quando fissava l'appuntamento.

AVV. COPPI: sì, però che ci sarebbe stato un incontro, venne...

PULITO M.: con GIULIO ANDREOTTI, a suo dire, con GIULIO...

AVV. COPPI: aspetti, aspetti! Parlando al telefono con l'interlocutore, GELLI disse all'interlocutore che vi sareste incontrati tutti? Non disse la data, ma che vi sareste incontrati tutti a "VILLA VANDA"?

PULITO M.: disse: "poi ci incontriamo".

AVV. COPPI: con voi, ovviamente, anche?

PULITO M.: eravamo noi, poi ci... eravamo noi, perché con noi si doveva incontrare.

AVV. COPPI: però non disse il nome delle persone che l'interlocutore...

PULITO M.: no.

AVV. COPPI: ...avrebbe... (…) che avrebbero dovuto partecipare a questo incontro?

PRESIDENTE: lo disse, o no?

(…)

PULITO M.: no, il nome mio e il nome di SERRA… (…) di SIGILLO, no. Non ricordo mo se disse, no, il nome nostro (…) non l'ha detto, sicuramente, al cento per cento.

AVV. COPPI: senta, GELLI che aveva appreso, o la prima volta, o la seconda volta, almeno sembrerebbe la seconda volta stando al verbale delle sue dichiarazioni, che aveva appreso della disponibilità di BATTISTA, la falsa testimonianza, fece cenno all'interlocutore che c'era un fatto nuovo? O addirittura, dicendogli che c'era questo BATTISTA...

PULITO M.: non mi ricordo.

AVV. COPPI: ...o comunque...

PULITO M.: non mi ricordo, Avvocato.

AVV. COPPI: lei non ricorda questo fatto. Adesso, vorrei ritornare ancora su quel famoso "ciao GIULIO", eccetera, e vorrei chiederle questo: in sostanza, anche perché mi pare che in questo Tribunale non abbia più compreso il senso delle sue frasi, era GELLI che tranquillizzava (…) l'interlocutore, dicendogli che era tutto a posto, o era GELLI che chiedeva assicurazioni all'interlocutore che era tutto a posto? Ha capito?

(…)

PULITO M.: era GELLI che chiedeva all'interlocutore che era tutto a posto.

AVV. COPPI: che?

PULITO M.: era GELLI che chiedeva a quell'altro del telefono che era tutto a posto, e quell'altro del telefono che assicurava che non c'erano problemi.

PRESIDENTE: che sa...

PULITO M.: cioè il senso della telefonata, però di quello che ho capito io, Signor Presidente! Non... non è che io ho ascoltato la parola... quello che dice quell'altro.

AVV. COPPI: benissimo. Lei dice che GELLI pronunziò esclusivamente il nome "GIULIO"; l'unica circostanza da cui lei ha dedotto che si trattasse di GIULIO ANDREOTTI, e perché fu GELLI a dirle che GIULIO era il GIULIO ANDREOTTI?

PULITO M.: già quando disse 'sta parola, già SERRAINO già ci disse, che dissi io: "chi è, chi GIULIO, è?". Disse: "chi poteva essere! - Dice - ANDREOTTI".

AVV. COPPI: questo disse SERRAINO (…) "chi poteva essere! GIULIO ANDREOTTI"?

(…)

PULITO M.: sì, signorsì. Quando stavamo già seduti, stavamo ancora seduti.

AVV. COPPI: vi sono altri elementi, altre circostanze dalle quali lei può dedurre fatti, quindi da cui lei può dedurre che si trattasse di ANDREOTTI?

PULITO M.: io non... ehm... quelli erano i fatti, Avvocato, non è che io (…) che l'ho visto (…) io, non lo... non l'ho mai incontrato ANDREOTTI, intendiamoci.

AVV. COPPI: sì, lo so, ma io voglio sapere se oltre quel che le ha detto SERRAINO, "chi vuoi che fosse! ANDREOTTI.", e oltre quello che le ha detto GELLI, se vi sono altri fatti, dei quali lei ha dedotto che si trattasse di ANDREOTTI. In modo tale da poter dire con sicurezza che si trattava di ANDREOTTI come interlocutore.

PULITO M.: scusi, quando l'ha detto (…) LICIO GELLI, dico, scusi quale problema c'era allora, più?

AVV. COPPI: non allora, io voglio sapere semplicemente se sono solo GELLI e SERRAINO le fonti dell'affermazione secondo cui l'interlocutore era ANDREOTTI.

PULITO M.: sì, loro diciamo (…) mi hanno assicurato 'sto (…) mi hanno garantito, ecco.

AVV. COPPI: d'accordo. Lei ha detto, oggi per la prima volta, che GELLI già in occasione del primo incontro le disse che si sarebbe rivolto ad ANDREOTTI; prima di fare questa telefonata a questo Signor GIULIO, GELLI ribadì che si era interessato presso il Senatore ANDREOTTI e che aveva avuto da lui assicurazioni circa il fatto che (…) ANDREOTTI si sarebbe interessato in favore dei MODEO?

PULITO M.: mah, la pri... il secondo incontro?

AVV. COPPI: eh, prima della (…) telefonata. Prima di fare la telefonata (…) GELLI le disse che già era stato attirato...

PULITO M.: sì, già "tutto a posto, non ti preoccupare", perché io poi insistevo, dicevo: "no, noi la garanzia te la diamo, tu - dico... diciamo - lei - dico, no? - ci garantisce... - mo le parole proprio non me le ricordo, comunque -..."...

AVV. COPPI: voglio sa... voglio sapere se prima di alzare il telefono, GELLI disse che aveva già parlato con ANDREOTTI della questione MODEO, e se aveva avuto assicurazioni da ANDREOTTI che tutto sarebbe andato a posto.

PULITO M.: fu... quando fu la telefonata, che poi si aprì il discorso, dice: "non ci sono problemi, tanto - dice - dopo la telefonata ci dobbiamo incontrare, pure con ANDREOTTI"...

AVV. COPPI: prima della telefonata, prima della telefonata le disse di aver già parlato con ANDREOTTI e di avere...

PULITO M.: non mi ricordo, però...

AVV. COPPI: ...avuto assicurazioni...

PULITO M.: ...aveva già parlato lui, però non (…). Noi lo sappiamo tramite ehm... SERRAINO, che c'era (…) in mezzo ANDREOTTI...

(…)

AVV. COPPI: in quel giorno... quel giorno nella stanza di LICIO GELLI, secondo incontro, prima che LICIO GELLI alzasse il telefono, facesse il numero e pronunziasse queste parole, aveva già detto a voi: "state tranquilli", non so frasi di questo genere... "ho già parlato con il Senatore ANDREOTTI, con l'Onorevole ANDREOTTI..." quello che era in quel momento...

PULITO M.: signorsì.

AVV. COPPI: ..."...e ho avuto assicurazioni che egli si interesserà per i MODEO", ve lo aveva già detto, prima di telefonargli? Lui, GELLI, non SERRAINO, od altri. GELLI.

(…)

PULITO M.: allora, a noi chi ci ha ammesso di ANDREOTTI, era sempre SERRAINO che parlava: ANDREOTTI/LICIO GELLI, ANDREOTTI/LICIO GELLI; quando poi siamo andati al secondo incontro, noi abbiamo parlato pure prima, diciamo, che cioè... diciamo che sul processo doveva intervenire ANDREOTTI, questo e quest'altro, però la garanzia noi non è che l'abbiamo avuta, l'abbiamo avuta quando lui ha telefonato, che ci ha detto il fatto di ANDREOTTI, dice: "GIULIO", allora ANDREOTTI ha detto SERRAINO, e poi ci ha risposto, pure, come si chiama...

(…)

AVV. COPPI: ma prima... quel giorno...

PULITO M.: prima della telefonata.

AVV. COPPI: prima... oh, benissimo!

PRESIDENTE: cioè GELLI vi parlò del Senatore ANDREOTTI prima...

PULITO M.: sì.

PRESIDENTE: ...della telefonata?

AVV. COPPI: prima della...

PULITO M.: disse: "c'è anche GIULIO".

AVV. COPPI: bene.

PRESIDENTE: prima della telefonata.

PULITO M.: sì, prima. Però chi parlava di ANDREOTTI era sempre SERRAINO.

AVV. COPPI: ma, GELLI, GELLI, le disse esplicitamente: "ne ho già parlato con ANDREOTTI"?

PULITO M.: GIULIO.

AVV. COPPI: eh.

PULITO M.: ANDREOTTI lo dice... Allora GIULIO; non ha detto ANDREOTTI. ANDREOTTI ce l'ha detto dopo, quando io ho detto... dalla telefonata, ho detto: "GIULIO...?" "chi GIULIO, allora, doveva essere! ANDREOTTI".

AVV. COPPI: benissimo. Quando GELLI vi disse: "ne ho parlato con GIULIO", voi capiste immediatamente che si trattava di GIULIO ANDREOTTI?

PULITO M.: era normale, perché (…) SERRAINO ci parlava sempre che era ANDREOTTI, GIULIO ANDREOTTI, GIULIO ANDREOTTI.

AVV. COPPI: benissimo.

PULITO M.: GIULIO era ANDREOTTI. Però SERRAINO, quando siamo andati la seconda volta, poi, anche... ma scusi non si capiva come... non si capiva che era lui praticamente che si doveva interessare (…) a suo dire.

AVV. COPPI: ecco, se era tanto chiaro, che bisogno c'era quando GELLI ha preso in mano il telefono, ha detto: "ciao, GIULIO", di andare a chiedere, sia a SERRAINO, sia a GELLI, chi fosse GIULIO! Se era tanto chiaro che GIULIO era ANDREOTTI, che bisogno...

PULITO M.: ma noi abbiamo avuto... a noi ci ha dato la conferma, come io ho portato se... come ho portato LICIO... come ho portato, il calabrese, SALVATORE (…) a dimostrare che io mi sono impegnato veramente, eh, e lui ci doveva dare pure la conferma, perché uno può dire tutto quello che vuole.

AVV. COPPI: ho capito, ma se avevate già prima della telefonata parlato più volte di GIULIO, e bastava parlare di GIULIO per capire che era ANDREOTTI, perché dopo la telefonata lei ha sentito il bisogno di chiedere a SERRAINO, "ma chi è questo GIULIO" e a GELLI...

PULITO M.: era sempre lo...

AVV. COPPI: ..."ma chi è questo GIULIO!"?

PULITO M.: come qual è...

AVV. COPPI: se era tanto ovvio! Ne avevate parlato, fino a quel momento...

PULITO M.: sì, è normale, scusi, che devo chiedere conferma!

AVV. COPPI: conferma di cosa?

PULITO M.: che effettivamente si sta interessando ANDREOTTI.

AVV. COPPI: no, no, qui la conferma è di sapere se dall'altra parte del filo c'è o non c'è GIULIO ANDREOTTI. Avevate appena finito di parlare (…) Signor GIULIO... GIULIO... per voi GIULIO era GIULIO ANDREOTTI...

PULITO M.: esatto.

AVV. COPPI: ...che bisogno c'è di andare a richiedere, dopo la telefonata, "ma chi è questo GIULIO?"? Come se...

PULITO M.: era normale dire: "ma, GIULIO, chi?" Per dire, "è lui o no?"

AVV. COPPI: d'accordo. Quando prima, allora parlavate soltanto di GIULIO, prima della telefonata, lei ha chiesto: "ma chi è questo GIULIO?" O era chiaro che si trattava di ANDREOTTI?...

PULITO M.: era (…) chiaro, no? Però io volevo la conferma (…) non da SERRAINO, volevo da conferma (…) da LICIO GELLI.

AVV. COPPI: sì, ma tutte le volte in cui LICIO GELLI parlava di GIULIO, prima della telefonata, lei lo ha interrotto per chiedergli, "caro venerabile, ma chi è questo GIULIO?"?

PULITO M.: no, quando ha finito io l'ho interrotto, non lo... quando ha finito...

AVV. COPPI: quando ho finito di parlare...

PULITO M.: sì...

AVV. COPPI: ...lei ha chiesto...

PULITO M.: ...che SERRAINO diceva: "hai visto!? Hai visto!?" dic... "no - gli ho detto - ma GIULIO..."... (…) "...GIULIO?", dice: "sì, GIULIO ANDREOTTI, chi doveva essere!".

AVV. COPPI: questo, dopo la telefonata; ma io voglio sapere prima, quando... lei ha detto che già prima avete parlato più volte, avete fatto più volte il nome... hanno fatto più volte, il nome di...

PULITO M.: sì.

AVV. COPPI: ...GIULIO...

PULITO M.: sì.

AVV. COPPI: ...ecco, io le chiedo, allora... quest... visto che lei ha chiesto, dopo precisazioni, quando GELLI continuava a parlare di "GIULIO, GIULIO, GIULIO", lei gli ha chiesto: "ma chi è questo GIULIO?"?

PULITO M.: no! No, scusi, eh! Io non l'ho chiesto a... a LICIO GELLI; mentre io ho detto: "ma GIULIO..."... sì, ha detto, ha risposto SERRAINO: "ANDREOTTI", stava rispondendo lui, ha risposto prima lui, quando stavamo ancora seduti. Quando mi sono alzato, ha risposto LICIO GELLI, che ha chiuso il telefono, "scusi - dice - chi doveva essere! ANDREOTTI... GIULIO ANDREOTTI"...

AVV. COPPI: va be', insomma...

PULITO M.: (…) Tanto vero, dice, con il fatto dell'appuntamento, ha fissato l'appuntamento alla "VILLA VANDA", là, la villa loro, la villa di LICIO GELLI, che dovevamo andare; poi ce lo faceva sapere lui a noi quando dovevamo andare, non perché... non è che aveva fissato l'appuntamento per telefono!

(…)

AVV. COPPI: lei mi vuole spiegare, adesso, da dove GELLI fece quella telefonata?

PULITO M.: da dentro... da dentro la stessa stanza che stavamo noi, dalla suite.

AVV. COPPI: sì, sì, ma io voglio che lei mi descriva bene, intanto, se GELLI si è alzato, non si è alzato.

(…)

PULITO M.: ...stava seduto alla sedia, si è alzato (…) e di fronte c'era la scrivania...

AVV. COPPI: e dove è andato?

(…)

PULITO M.: allora, si è alzato (…) si è allontanato un paio di metri, di fronte da... diciamo c'era il salottino, qui stavamo seduti SALVATORE, io... ehm... SERRAINO, e... e LICIO GELLI. Dopo che si è parlato di tutto, allora si è alzato mentre si sta parlando con... io stavo pure parlando con SALVATORE per... sempre sul fatto (…) della garanzia (…) allora, si è alzato, di... a due metri, due metri e mezzo c'era una scrivania, di quelle antiche, di color... di questo color marrone, diciamo. E ha preso il telefono, ha fatto il numero, non è che ho visto quale numero, Signor Preside..., ha fatto il numero, e ha parlato. Nella stessa stanza, prego...

AVV. COPPI: d'accordo. Quindi, lei ha visto bene GELLI prendere il telefono, servirsi di questo telefono, d'accordo?

PULITO M.: signorsì.

AVV. COPPI: benissimo. Lei è in grado di descrivermi questo telefono?

PULITO M.: n... io la scrivania me la ricordo benissimo, comunque doveva essere un telefono scuro, nero.

AVV. COPPI: era un telefono che presentava delle particolari caratteristiche, lei ha notato una qualche anomalia...

PULITO M.: direi bugie...

AVV. COPPI: ...o era un telefono...

PULITO M.: ...no, no, comunque non era quelli grigi, era scuro il telefono, adesso non... non ricordo come era fatto.

AVV. COPPI: mah, per quello che lei ha potuto capire, per quello che lei ricorda, eccetera, era un telefono di dotazione dell'albergo? O era un telefono portatile, un telefono...

PULITO M.: no, non era (…) portabile, no, no, il telefono portabile, non... non era sicuramente.

(…)

AVV. COPPI: lei ha visto quelle... se questo telefono era un telefono in dotazione nella stanza? Era un telefono senza fili?

PULITO M.: gli dire... no, con il filo, con il filo, con il filo, sicuramente. (…) se erano fi... telefoni vecchi, quelli là, non erano telefoni nuovi.

(…)

AVV. SBACCHI: il SIGILLO disse a GELLI che era a disposizione per la pro... ne dei voti?

PULITO M.: sì, perché stavo io, dico: "non ci sono(…) problemi".

AVV. SBACCHI: SIGILLO chiese a GELLI di impegnarsi per fare ottenere la revisione? Cioè, perché la revisione andasse a buon fine?

PULITO M.: no, un attimo Avvocato, eh! (…) ero io che ho chiesto la revisione a (…) a LICIO GELLI (…).e SALVATORE io l'ho portato (…).prima per una mia garanzia che (…) vedeva che io stavo dando la mia parola a LICIO GELLI, e ci ho chie... che lui si impegnava nei miei riguardi, è questo i... il senso di...

(…)

AVV. SBACCHI: le ripeto la domanda. SIGILLO intervenne, parlò direttamente con GELLI?

PULITO M.: ma sì, parlò per dire (…) così, con... che sta... ma la parola, diciamo, l'impegno era con me solo da prendere, non con...

AVV. SBACCHI: sì, ma non è un problema di impegno, è un problema se SIGILLO chiese a GELLI che doveva impegnarsi...

PULITO M.: no, no, no, no...

AVV. SBACCHI: va bene.

PULITO M.: ...con SERRAINO, alla presenza sua, però, non mi ricordo che proprio direttamente ha fatto la domanda, no, no.

AVV. SBACCHI: e allora (…) le leggo il verbale 27 luglio '94, dichiarazioni rese (…) ai Procuratori, Dottore Scarpinato e Dottor Natoli, presso gli Uffici della D.I.A. di ROMA, "il SIGILLO disse al GELLI che loro erano a disposizione..."...

PULITO M.: sì.

AVV. SBACCHI: ..."...e che tuttavia il GELLI doveva impegnarsi per la sua parte", conferma questo?

PULITO M.: sì.

(…)

PULITO M.: (…) SALVATORE confermò che c'era tutta la disponibilità.

AVV. SBACCHI: sì. E allora, non è vero che SALVATORE, SIGILLO, come lo chiama lei SALVATORE, disse a GELLI che doveva impegnarsi per la sua parte?

PULITO M.: ma... discorso, praticamente, la... dice: "non ci sono problemi - disse SIGILLO - noi diamo l'appoggio per quattromila voti" (…) è normale che cade il discorso, dice: "siete voi che mi dovete... perché noi siamo uomini d'onore - dice - non ci sono problemi".

AVV. SBACCHI: eh! Allora?

PULITO M.: però era con me, diciamo, che si doveva impegnare (…) LICIO GELLI.

(…)

AVV. SBACCHI: (…) SERRAINO aggiunse qualcosa?

(…)

PULITO M.: senz'altro sì, ma non ricordo le parole, perché (…) adesso...

AVV. SBACCHI: benissimo. Allora, le leggo, sempre 27 luglio 1995... '94, scusi. "Il SERRAINO aggiunse: "qui non si scherza! ""...

PULITO M.: sì, sì, sì, sì.

AVV. SBACCHI: ..." "riprendo un impegno... ""...

PULITO M.: sì.

AVV. SBACCHI: ..." "...con MARINO, bisogna... ""...

PULITO M.: "lo devi mantenere"...

AVV. SBACCHI: oh! E' esatto questo? E allora, quando avvenne la telefonata di GELLI?

PULITO M.: eh, quan... dopo 'sti discorsi qua. (…) dopo... esatto, dopo questi discorsi (…) si alzò...

(…)

AVV. SBACCHI: oh! E che cosa fece? Lei l'ha detto, lei... le chiedo, prima di fare il numero consultò un'agenda, una rubrica telefonica...

PULITO M.: no, no, no, no.

AVV. SBACCHI: ...qualcosa?

PULITO M.: no, no.

AVV. SBACCHI: non consultò...

PULITO M.: no, no. Si alzò, prese il telefono e fece la telefonata.

AVV. SBACCHI: oh! E' esatto che lei non seguì il contenuto della telefonata?

PULITO M.: sì, io sentì, per dire, quando disse: "allora, GIULIO, tutto apposto?", "sì, sì, sì, ci sta... stanno qua - dice - non ci sono problemi", dice... che era questo il senso, diciamo (…) del discorso.

VV. SBACCHI: benissimo. Senta, l'incontro ad AREZZO (…) perché non ebbe luogo?

PULITO M.: beh... l'incontro ad AREZZO, per dire, non... perché lo... sempre... SERRAINO non ci ha portato l'ambasciata che dovevamo andare, però io, quando fu il discorso della... dell'appuntamento a... ad AREZZO, a... ad...

AVV. SBACCHI: VILLA VANDA.

PULITO M.: ...VILLA VANDA, a...

AVV. SBACCHI: a LICIO GELLI...

PULITO M.: ...a LICIO GELLI, ho detto: "sì, va bene, a disposizione, io vengo perché, giustamente, così conosciamo pure chi dobbiamo conoscere".

Nel corso dell’esame, il collaborante inizialmente ha precisato che la conversazione intercettata il 26 gennaio 1991 presso il suo deposito, nella quale si faceva riferimento alla futura riunione presso la villa del Gelli, si svolse successivamente al suo secondo incontro con quest’ultimo soggetto; in seguito, tuttavia, il Pulito ha sostenuto che tale colloquio intercettato era posteriore soltanto al primo incontro con il Gelli.

Il collaborante ha chiarito che nella medesima conversazione, parlando di un avvocato che difendeva il Ciancimino, intendeva riferirsi all’avv. Lanari.

Dalla sua deposizione si desume, inoltre, che il Pulito, mentre si trovava detenuto insieme a Salvatore Annacondia ed ai fratelli Gianfranco, Riccardo e Claudio Modeo nell’istituto penitenziario di Ascoli Piceno, fu redarguito dai predetti fratelli che lo accusavano di avere parlato con leggerezza all’interno del suo deposito, dove erano state intercettate alcune conversazioni contenenti riferimenti al Gelli. L’Annacondia difese il Pulito, osservando che non era facile accorgersi delle microspie nascoste nel deposito. Nello stesso periodo, il Pulito parlò con l’Annacondia dei suoi rapporti con il Gelli.

Per quanto attiene al secondo incontro con il Gelli, le suindicate dichiarazioni del Pulito, oltre ad essere notevolmente carenti sotto il profilo della costanza (dato che il collaborante ha fornito una diversa descrizione del contenuto – che, per la sua importanza, ben difficilmente avrebbe potuto sfuggire al suo ricordo - della conversazione telefonica a seguito delle contestazioni mossegli dalla difesa), appaiono assai imprecise sul piano cronologico (giacchè il Pulito non è stato in grado di individuarne univocamente la collocazione temporale rispetto alla conversazione intercettata il 26 gennaio 1991, in cui, pure, egli riferiva di essersi incontrato con Licio Gelli), ed estremamente problematiche relativamente all’aspetto della coerenza logica (non essendo verosimile che il Pulito, dopo avere assicurato al Gelli che sarebbe stato presente in occasione del successivo appuntamento con il sen. Andreotti ad Arezzo, abbia poi incaricato altre persone di partecipare ad una riunione di tale importanza).

Le stesse dichiarazioni sono inoltre, difficilmente conciliabili con il rispettivo contenuto della conversazione intercettata il 26 gennaio 1991 (nella quale il Pulito fece riferimento al successivo appuntamento - che a suo dire sarebbe stato preannunziato in occasione del secondo incontro - presso la villa del Gelli sita ad Arezzo) e di quella intercettata il 27 gennaio 1991 (in cui il Serraino chiese una copia del fascicolo processuale, al fine di sottoporla, il martedì successivo, all’avv. Lanari il quale avrebbe redatto una sintesi da consegnare ad un altro soggetto identificabile nel Gelli; mentre, secondo la ricostruzione compiuta dal Pulito, il Serraino avrebbe ricevuto copia degli atti anteriormente al secondo incontro).

A ciò deve aggiungersi che, nelle conversazioni intercettate, sono contenuti plurimi riferimenti – inspiegabili sulla base della ricostruzione dell’accaduto offerta dal Pulito – ad esponenti politici diversi dal sen. Andreotti, ed indicati come persone in grado di intervenire sulla vicenda processuale in cui erano coinvolti i fratelli Modeo.

Le dichiarazioni del Pulito trovano una conferma soltanto parziale in quelle rese dal collaboratore di giustizia Alfonso Pichierri, esaminato all’udienza del 23 aprile 1997.

Il Pichierri ha riferito di avere fatto parte dell’organizzazione criminale capeggiata dai fratelli Modeo (cui era affiliato anche il Pulito) e di essere stato tratto in arresto il 29 giugno 1991, anche per effetto dell’attività di intercettazione svolta dalla forze dell’ordine presso il deposito del Pulito, da lui abitualmente frequentato nello stesso anno.

Dalla sua deposizione si desume che i fratelli Modeo, condannati con sentenza definitiva alla pena di 22 anni di reclusione per l’omicidio Marotta, già prima del loro arresto (intervenuto nel 1990) cercavano di raccogliere gli elementi necessari per promuovere la revisione della suddetta pronunzia.

Un giorno il Pichierri fu convocato presso il deposito del Pulito, il quale gli comunicò che vi era una persona che poteva agevolare la revisione della condanna.

Alcuni giorni dopo, il Pichierri conobbe, nello stesso deposito (dove era presente il Pulito), il Serraino, il quale riferì di potere dare il proprio aiuto per la revisione e chiese, in cambio, sostegno elettorale per la Lega Ambiente Meridionale. Il Pichierri subordinò l’appoggio elettorale alla scarcerazione dei Modeo, ed il Serraino spiegò che gli occorreva qualche giorno per parlare con una persona e, che, a seguito di questo colloquio, avrebbe potuto fornire ulteriori ragguagli.

Dopo un paio di giorni, il Pichierri venne nuovamente convocato a Pulsano, dove il Serraino, in presenza del Pulito, gli comunicò che si trattava di "una cosa fattibile" ed esplicitò di avere parlato con il Gelli, aggiungendo: "tramite LICIO GELLI (…) arriviamo al Senatore GIULIO ANDREOTTI". Il Pichierri replicò: "noi i voti te li diamo dopo che questi qua escono dal carcere".

In seguito il Serraino chiese al Pichierri una copia integrale del fascicolo processuale, specificando che la documentazione avrebbe dovuto essere portata nel suo ufficio, sito nel centro di Taranto, di fronte al Bar Sem. Un paio di giorni dopo, il Pichierri consegnò in tale luogo al Serraino una copia degli atti processuali.

Successivamente il Serraino riferì al Pichierri che era stato fissato un appuntamento a Roma, in Via Veneto, con il Gelli.

All’appuntamento fu presente il Pulito, il quale, al suo ritorno, specificò di essersi incontrato con il Gelli, aggiunse che il Gelli aveva chiamato il sen. Andreotti chiedendogli: "GIULIO per quel fatto tutto a posto?" e ricevendo la risposta: "tutto okay", e gli consegnò un biglietto recante l’annotazione di un numero telefonico mediante cui sarebbe stato possibile comunicare con il Gelli e prendere un appuntamento con quest’ultimo.

Il Pichierri ha specificato di essere a conoscenza di un solo incontro tra il Pulito ed il Gelli.

Le dichiarazioni rese dal Pichierri in ordine ai suoi contatti con il Serraino ed al predetto colloquio con il Pulito sono di seguito trascritte:

PICHIERRI A.: (…) Un bel giorno andando... vedo un ragazzo da PULSANO e mi disse: "devi venire urgente a PULSANO - dice - che ti vuole MARINO PULITO". Io ci andai... andai a PULSANO e MARINO PULITO mi disse che c'era una persona che ci poteva aiutare su questa revisione di processo. Io gli dissi di farmela conoscere, di farmi parlare. Dopo qualche giorno ci andai e c'era questo SERRAINO... c'era un signore SERRAINO... che c'è un signore, dalla statura un po' non alta ma... e non bassa, regolare. Mi presento, disse: "questo è il ragazzo...", ci presentammo così, e incominciammo a parlare. Questo mi disse che mi poteva aiutare per questa revisione di processo, io gli chiesi: "ma tu cosa vuoi in cambio se... dandomi que... dandomi questo aiuto cosa vorresti in cambio?" Disse: "noi dice, abbiamo formato un partito LEGA AMBIENTE MERIDIONALE", adesso non so se questa è la sigla giusta, disse: "avremo bisogno di qualche voto, così, colà", io dissi: "guarda - dissi - anche il fratello CLAUDIO - sarebbe il fratello più piccolo dei MODEO, nel '78,'77-'78 abbiamo fatto una campagna elettorale ANTONIO BRUNO, questo poi è arrivato a ROMA, aveva promesso mare e monti non ha promesso niente - se tu, dici che ci hai queste capacità, queste amicizie che... noi ti diamo i voti e tu puoi aiutare questi, però io non ti... se questi non escono dal carcere, voti non ce ne stanno". Lui mi disse: "va bene, mi dai qualche giorno, che devo parlare con una persona - dice - va bene - dice - quando tu mi vuoi rincontrare tramite MARINO, non ci sono problemi. Dopo un paio di giorni mi mandano a chiamare e andai a PULSANO e c'era questo si... SERRAINO. Dissi: "guarda - dice - che è una cosa fattibile, si può fare - dice - io ho parlato con la persona interessata..." io con insistenza ho detto: "va bene, chi è questa persona?", lui tentenna un poco poi mi disse, dice: "è LICIO GELLI - dicendomi - tramite LICIO GELLI - dice - arriviamo al Senatore GIULIO ANDREOTTI". Ho detto sempre... io ho detto. "noi i voti te li diamo dopo che questi qua escono dal carcere". Disse - "va bene, va bene, va bene". Dopo qualche altro giorno, lo incontravo più frequente, perché stavo sempre... io ci andavo frequentemente con le mogli dei MODEO del deposito carni di MARINO PULITO, ci andavo da solo, lo trovavo sempre più frequente nel deposito carni. Un giorno mi disse, dice, mi disse: "guarda - dice che forse dovevano fare un comizio a TARANTO, a piazza, disse - forse deve venire LICIO GELLI - dice - che deve fare un comizio qui a TARANTO - dice - voi - dice - ci date un po' di sostegno?", dissi: "va be', non ci sono problemi". Poi, questo comizio non lo fece più perché GELLI non venne. Un giorno lui mi disse, dice: "per quel fatto della revisione - dice - mi devi dare, mi serve una copia di processo integrale - dice - di primo grado, secondo grado e Cassazione", io gli dissi: "dammi qualche giorno di tempo che procuro questa copia di processo e te la porto", dice: "me la porti nell'ufficio mio - che lui ci aveva un ufficio che sta al centro di TARANTO, una traversa di VIA D'AQUINO, di fronte al BAR SEM, non ricordo bene era o primo piano o secondo piano. Io andai a casa di ANNA QUERO e gli dissi: "guarda - gli dissi - procurami una copia di processi integrale primo, secondo e terzo grado che la devo portare a una persona". Dopo un paio di giorni ANNA QUERO mi diede questa copia di processo, sempre al QUARTIERE PARCHEGGIO, dove abitava lei, io presi la macchina di ANNA QUERO una PEUGEOT 205 rossa, presi la figlia di RICCARDO MODEO, MODEO COSIMA era una ragazzina di dieci, undici anni e la portai con me. Ci recammo sotto questo ufficio, parcheggiai la macchina presi questa copia di processo, andai sopra e la consegnai a SERRAINO. Stiedi dieci minuti a parlare con lui e me ne andai. Questo si può anche verificare, sempre nel processo PULITO MARINO, più 27 che ci stanno le deposizioni dei Carabinieri che ci seguivano che ci mi hanno visto salire sopra l'ufficio di SERRAINO con un pacco di cose in mano, che sarebbe questa copia di processo. Dopo un po' di tempo mi disse: "guarda - dice - che ci abbiamo un appuntamento a ROMA con il Signor... con GELLI". Gli dissi: "va bene". Dovevamo andare io. MARINO PULITO e qualchedun altro con SERRAINO, poi per motivi... perché io allora risultavo che lavoravo in un cantiere ENEL nei pressi di BRINDISI, alla centrale di TORRE VALDAN, non ci son potuto andare e andò MARINO PULITO, poi si aggiunse LUCIO RAFFAELI e qualchedun altro che io non ricordo chi era. Andarono a ROMA... a ritorno che fecero? MARINO PULITO mi raccontò che aveva avuto l'incontro in VIA VENETO con GELLI e che GELLI da... mentre discutevano così... chiamò al Senatore GIULIO ANDREOTTI e che ebbe la conferma che era tutto a... che si e... che la cosa si poteva fare era tutto okay; e mi diede un bigliettino, un pezzo di carta gialla con un numero di telefono che questo numero di telefono, con questo numero di telefono io rintracciavo a GELLI, perché lui disse a GELLI, dice: "poi - dice - non sono più... che devo fare... che mi sto interessando di questa missione, ma, bensì è tizio e caio con la moglie di RICCARDO MODEO". Disse: "tu prima di... - dice - telefoni a questo numero - dice - così prendi un appuntamento - dice - che forse devi andare ad AREZZO a VILLA VANDA da GELLI". Poi non ci siamo andati più perché il 29 giugno del 1991 scattò il blitz MARINO PULITO, il 27 fummo arrestati.

(…)

AVV. COPPI: quando PULITO le disse che c'era una persona che poteva aiutarla nel suo interessamento per i MODEO...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...le disse subito che questa persona, l'avrebbe poi in realtà portata da LICIO GELLI, e che sarebbe stato LICIO GELLI ad occuparsi della questione?

PICHIERRI A.: no.

AVV. COPPI: quindi in quella occasione le fece solo riferimento ad una persona...

PICHIERRI A.: SERRAINO.

AVV. COPPI: ...che avrebbe potuto...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: aiutarla oh! Non le fece neppure il nome di SERRAINO in quell'occasione?

PICHIERRI A.: no, no, disse è un ragazzo che abita qui, un paese vicino a PULSANO, che sta vicino PULSANO...

AVV. COPPI: benissimo. Lei ha visto SERRAINO una prima volta...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...in questa occasione SERRAINO, le disse che l'avrebbe portata da LICIO GELLI, e che LICIO GELLI era la persona che si sarebbe interessata della vicenda?

PICHIERRI A.: lui mi disse che si è... si interessava... quando io gli chiesi con insistenza chi era questa persona...

AVV. COPPI: no, aspetti, l'insistenza, almeno, vedo che lei ricorda bene quello che ha detto, ma l'insistenza, mi pare che riguardi il secondo incontro...

PICHIERRI A.: il secondo incontro, sì, quando io gli chiesi chi era la persona...

AVV. COPPI: ma io infatti le sto parlando del primo incontro, quando lei ha conosciuto SERRAINO per la prima volta, io le sto chiedendo se già in occasione...

PICHIERRI A.: no, no, non mi disse che era (...) lui mi disse: "dammi un paio di giorni di tempo per... per parlare con una persona, che poi ti fa... ti fa... ci incontriamo e ti faccio sapere".

AVV. COPPI: perciò in quella occasione SERRAINO ancora non le fece il nome...

PICHIERRI A.: no.

AVV. COPPI: ...di GELLI. D'accordo. PULITO, era presente a questo colloquio tra lei e SERRAINO?

PICHIERRI A.: sì, sì.

AVV. COPPI: oh! In quella occasione, PULITO, le disse che in realtà SERRAINO l'avrebbe poi dovuta portare da LICIO GELLI?

PICHIERRI A.: nello... nella prima occasione della domanda che mi ha fatto lei?

PICHIERRI A.: sì.

PICHIERRI A.: no.

AVV. COPPI: quindi se... per quello che lei sa, e ha potuto capire, e ci dirà da quali fatti eventualmente lo ha potuto capire, in quel momento neppure PULITO sapeva che la persona che si sarebbe dovuta in realtà occupare di questa storia, era GELLI?

PICHIERRI A.: questo non lo posso dire, perché non ho avuto modo di parlarne... se lui lo sapeva o non lo sapeva. Io l'ho saputo nella seconda volta, quando lui mi disse: "ho parlato con una persona giusta, e mi ha detto che si può fare", e io gli ho detto: "e chi è questa persona?" (...) e lui mi ha detto che era GELLI.

AVV. COPPI: quindi lei di GELLI ha sentito parlare per la prima volta solo da SERRAINO, PULITO fino a quel momento non le aveva fatto (...) il nome di GELLI.

PICHIERRI A.: no.

AVV. COPPI: d'accordo. In questa occasione, (...) le disse anche PULITO, che GELLI avrebbe potuto giungere ad ANDREOTTI, o fu soltanto SERRAINO a fare questa affermazione?

PICHIERRI A.: questo ce lo disse SERRAINO.

AVV. COPPI: lo disse SERRAINO.

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: quindi PULITO, già anche lui in quella occasione, era presente naturalmente...

PICHIERRI A.: sì, sì.

AVV. COPPI: ecco. Quindi PULITO in quella occasione, venne a sapere come lei (...) che in realtà poi GELLI a sua volta avrebbe dovuto interessare ANDREOTTI?

PICHIERRI A.: avvocato, questo io non lo posso dire, (...) questo non lo posso dire se MARINO PULITO lo sapeva già precedentemente (…)

AVV. COPPI: quindi lei ha appreso per la prima volta in quella occasione...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...che GELLI, poi si poteva rivolgere eventualmente...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...ad ANDREOTTI. Di PULITO non sa nulla, però PULITO fin a quel momento non le aveva detto nulla dei rapporto tra GELLI ed ANDREOTTI?

PICHIERRI A.: no.

(…)

AVV. COPPI: va bene. Senta, lei poi ha portato la copia del processo a SERRAINO...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...d'accordo? Lei ha anche già detto che SERRAINO poi fissò un appuntamento, prese per lei un appuntamento a ROMA...

PICHIERRI A.: non per me direttamente solo... per me sempre MARINO PULITO, dovevano mandare... ci dovevamo recare a ROMA, io e Pulito, con SERRAINO.

AVV. COPPI: sì, ho capito, dico però lei ha detto, che SERRAINO fissò un appuntamento a ROMA con GELLI, d'accordo?

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: a cui lei avrebbe dovuto partecipare...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...e al quale poi lei mancò...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...ecco, voglio sapere, SERRAINO prese l'appuntamento nella stessa occasione in cui lei gli consegnò le copie del processo?

PICHIERRI A.: no, no.

AVV. COPPI: o passò del tempo?

PICHIERRI A.: no, no, dopo qualche... un po' di tempo mi disse: "guarda dice che...", dopo... l'appuntamento lo presi dopo che fu rinviato quel comizio che dovevano fare a TARANTO.

AVV. COPPI: benissimo. Allora le copie del processo, rimasero presso SERRAINO, o le ha tenute lei, per portarle poi...

PICHIERRI A.: no, no, le copie... la copia di processi integrali, io li consegnai a SERRAINO.

AVV. COPPI: quindi scusi, se ho capito bene, lei ha consegnato la copia a SERRAINO...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...e solo dopo qualche tempo, SERRAINO le fece sapere che c'era un appuntamento a ROMA con GELLI? Ho capito...

PICHIERRI A.: sì, dopo che. (...) fu... l'incontro doveva venire nel periodo che lui... si era stabilito che lui dove... avere l'incontro... noi ci dovevamo incontrare quando questo Signor GELLI, doveva venire a TARANTO a fare un comizio, poi al comizio GELLI non venne, allora dopo qualche tempo disse: "guarda che abbiamo fissato un appuntamento a ROMA, a VIA VENETO".

AVV. COPPI: benissimo. Lei a questo incontro non è potuto andare?

PICHIERRI A.: no.

AVV. COPPI: lei dice che a ROMA... per ROMA partì anche LUCIO RAFFAELI...

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ...insieme a qualche altra persona, d'accordo?

PICHIERRI A.: sì.

AVV. COPPI: ecco. Le risulta che LUCIO... anche LUCIO RAFFAELI partecipò all'incontro con GELLI?

PICHIERRI A.: questo non so se (...) LUCIO RAFFAELI stava presente quando MARINO e SERRAINO, hanno parlato con GELLI, o aspettavano da un'altra parte, perché io non ero presente, e questo non lo posso dire.

(…)

AVV. COPPI: ...nella... ecco, questo volevo sapere, d'accordo. Senta adesso venendo a quella telefonata che le è stata riferita, vorrei capire bene, perché mi sembra lei abbia detto che ANDREOTTI disse "si può fare", ecco, io vorrei sapere, sarebbe stato ANDREOTTI a dire "si può fare", o sarebbe stato GELLI a chiedere ad ANDREOTTI se si poteva fare o a tranquillizzare ANDREOTTI che si sarebbe potuto fare, sempre che fosse ANDREOTTI l'interlocutore ovviamente.

PICHIERRI A.: "questo si può fare", in qual... di quale periodo del... della situazione Avvocato? Perché "si può fare", a me me lo disse SERRAINO nel deposito carni (...) di MARINO PULITO.

AVV. COPPI: ma SERRAINO riferendo "questo si può fare", attribuì questo "si può fare" a GELLI o a questo Signor GIULIO che voi ritenete fosse ANDREOTTI?

(...)

PICHIERRI A.: no, no, no. allora, quando io ebbi questo incontro con il Signor SERRAINO, nel locale... nel deposito carni di MARINO PULITO, lui mi disse: "la persona che ho contrattata, si può... ha detto che si può fare", io ho chiesto: "chi è questa persona?" e ha detto: "GELLI", basta è finito, io sapere... sapevo che era GELLI, poi... tramite GELLI, dice che loro arrivavano nei con... negli incontri che avevamo con questo SERRAINO, lui mi disse che de... poi si prese un'amicizia, cosa, addirittura una volta, il 10 aprile del 1991, quando noi stavamo facendo un'agguato a due persone che dovevamo ammazzare sulla strada TARANTO/SAN GIORGIO, ci prendemmo la... SERRAINO ci aveva una LANCIA chiara, di colore chiaro, ci... i ragazzi che facevano la sa... da... da staffetta a questi ragazzi che dovevano fare l'agguato, era la macchina di SERRAINO, e fu sequestrata anche dai Carabinieri. E SERRAINO stava con me, e MARINO PULITO là. E questo poi nell'incontro mi disse che tramite GELLI lui arrivava... tramite GELLI arrivava a ANDREOTTI, Poi quando MARINO... quando lei mi dice: "questa domanda chi l'ha detto che si può fare GELLI o ANDREOTTI", questo quando sono ritornati da ROMA mi hanno detto che il Signor GELLI, telefonò a questo signore, disse: "GIULIO - dice - ma per il fatto...", dice: "tutto okay, si può fare", e questo qua, mi ha raccontato MARINO PULITO.

(…)

AVV. COPPI: e la domanda che gli propongo è questa; quando queste persone che sono state a ROMA da GELLI, sono ritornate da lei, e una di queste, (...) PULITO, ha riferito quanto era accaduto in quella stanza, le ha riferito anche il contenuto di un colloquio telefonico. Ora le parole che lei adesso ha pronunziato e che ha ricordato esserle state dette, "okay, tutto a posto", per quel che le ha riferito il PULITO, sarebbero state pronunziate da GELLI, o GELLI ha loro riferito che ANDREOTTI, se era ANDREOTTI, dall'altra parte, avrebbe pronunziato queste parole, è chiara la domanda?

(...)

PICHIERRI A.: e le rispondo. Il PULITO mi disse, che dopo un colloquio che avrebbero avuto con GELLI, il Signor GELLI telefonò a suo dire, a questo signore Onorevole GIULIO ANDREOTTI, di quale dissi: "ma per il fatto di LECCE tutto a posto?", disse: "tutto okay", basta, questo mi è stato riferito.

PRESIDENTE: chi è che dice "tu... per i fatto di LECCE, tutto a posto"? Chi lo dice...

PICHIERRI A.: la persona dell'altra parte del telefono di GELLI, sarebbe ANDREOTTI.

PRESIDENTE: che ha detto che cosa?

PICHIERRI A.: "tutto a posto", che "tutto okay".

AVV. COPPI: quindi insomma sarebbe stato ANDREOTTI a dire "tutti okay"? Oh! allora, (...) a pagina quattro delle sue dichiarazioni rese in data (...) 3 maggio 1996, lei dice così: "al posto mio andò LUCIO RAFFAELI e qualche altro che non ricordo il nome, al ritorno che ebbi - probabilmente ebbero, perché lui non c'era - e di questo incontro con GELLI in VIA VENETO, in un albergo di VIA VENETO, al ritorno, da VIA VENETO, da ROMA, che aveva avuto un incontro con GELLI, mi venne a trovare, e parlammo, mi disse che GELLI, quando dice - intercalare evidentemente - vedendo le accuse, disse che si poteva fare, da un telefono chiamò a GIULIO "pronto GIULIO!" dice sono per quel fatto", dice: "tutto a posto, si può fare". quindi tenendo conto che mi sembrerebbe che il "dice" è comunque un intercalare di cui non dovremmo tener conto, sembrerebbe che tutte le parole "pronto GIULIO, sono per quel fatto", "tutto a posto, si può fare", appartengono a GELLI.

(...)

PICHIERRI A.: ma però... a me mi disse che, quando il Signor GELLI da tele... dopo questa... dialogo che ebbe MARINO PULITO con il Presidente SERRAINO e il Signor GELLI, prese il telefono, e telefonò a questo signore, disse: "GIULIO per quel fatto tutto a posto?" Dice che... dal telefono opposto disse: "tutto okay!". Però non è che PULITO sentiva chi c'era dall'altra parte o cosa avrebbero... avrebbe detto.

(…)

AVV. SBACCHI: (...) Lei sa quanti incontri ci sono stati tra PULITO e GELLI, e tutti gli altri, diciamo? Dico PULITO per dire...

PICHIERRI A.: io vi posso rispondere solo su quello di ROMA, che interessava per il fatto (...) dei processi.

AVV. SBACCHI: sì, ma dico (...) sempre per la revisione del processo. Allora le chiedo meglio, le faccio una domanda più specifica.

PICHIERRI A.: sì.

AVV. SBACCHI: gli incontri furono uno o due?

PICHIERRI A.: di quelli che so io, uno.

AVV. SBACCHI: lei sa di un incontro.

PICHIERRI A.: di quello di ROMA, là (...) di via...

AVV. SBACCHI: tutto quello che sa di questo incontro, (...) è quello che le ha detto PULITO?

PICHIERRI A.: sì, sì, di quello che mi ha detto PULITO, e anche dialogando con SERRAINO; perché poi io SERRAINO lo trovavo sempre più spesso nella... nel deposito carne del PULITO.

AVV. SBACCHI: quindi si incontravano. Senta, lei doveva andare a "VILLA VANDA"?

PICHIERRI A.: quando mi diede quel biglietto dice che (...) con questo numero di telefono io dovevo... mi mettevo in contatti con il Signor GELLI.

AVV. SBACCHI: questo numero di telefono chi glielo diede?

PICHIERRI A.: MARINO PULITO.

AVV. SBACCHI: MARINO PULITO. Si ricorda il periodo in cui avvenne quella consegna del biglietto?

PICHIERRI A.: nel 1991, però non mi ricordo il mese e il giorno, Avvocato.

AVV. SBACCHI: fu, diciamo... noi abbiamo parlato di intercettazioni, per esempio, di gennaio, di fine gennaio '91. Fu in quel periodo? Fu subito dopo il ritorno da ROMA?

PICHIERRI A.: di che cosa?

AVV. SBACCHI: il ritorno da ROMA di MARINO PULITO dopo la conversazione con GELLI.

PICHIERRI A.: a gennaio? No, non era gennaio! Era... non gli so dire se era gennaio o febbraio o marzo, no... non mi ricordo quando era. Questo non lo so dire, (...) quando era.

AVV. SBACCHI: perché lei avrebbe dovuto parlare con GELLI?

PICHIERRI A.: perché all'origine di questa revisione di processo, ci stavamo interessando io e le due mog... una convivente di RICCARDO MODEO (...) ANNA QUERO, e SANTORO LUCIA, moglie di MODEO GIANFRANCO.

AVV. SBACCHI: ho capito. Senta, lei ha telefonato mai a questa "VILLA VANDA"?

PICHIERRI A.: no.

AVV. SBACCHI: non ha mai telefonato.

PICHIERRI A.: no.

AVV. SBACCHI: e perché non ha telefonato?

PICHIERRI A.: perché fummo arrestati.

AVV. SBACCHI: fu arrestato.

PICHIERRI A.: eh.

AVV. SBACCHI: il biglietto non le è stato dato...

PICHIERRI A.: no, no.

AVV. SBACCHI: ...gennaio/febbraio?

PICHIERRI A.: non mi ricordo, Avvocato...

AVV. SBACCHI: lei l'ha detto...

PICHIERRI A.: ...l'ho detto prima.

AVV. SBACCHI: ...gennaio/febbaio.

PICHIERRI A.: no, no, ho detto: non mi ricordo. Può essere gennaio, febbraio o marzo, non mi ricordo.

(…)

P.M. SCARPIN.: senta, lei ricorda... quindi, se ho ben capito, lei portò delle fotocopie a SERRAINO.

PICHIERRI A.: sì.

P.M. SCARPIN.: lei ricorda se poi SERRAINO subì un furto nella propria autovettura, gli fu rubata una borsa dove c'erano queste fotocopie, per cui fu necessario rifarle?

PICHIERRI A.: no.

P.M. SCARPIN.: non se lo ricorda. Le dico questo perché MARINO PULITO ha dichiarato che si fecero queste fotocopie, che poi SERRAINO subì un furto all'interno dell'autovettura, fu rubata una borsa dove si trovano queste fotocopie, per cui fu necessario rifarle. Lei non se lo ricorda?

(...)

PICHIERRI A.: mo gli spiego meglio. Noi avevamo una fotocopia del primo grado del processo, di cui questa fotocopia la... la portammo a ve... SERRAINO la vi... l'hanno vista, poi... e se la prese; in un secondo tempo mi disse: "no - dice - non ci vuole solo quella del primo grado, ma bensì ci vuole una copia di processi integrali, primo, secondo e terzo grado", di cui, a quello che ho detto prima, si fece fare tramite la mo... la moglie, la convivente di RICCARDO MODEO, ANNA QUERO, la foto di... fotocopia di processi integrali.

P.M. SCARPIN.: ho capito. Quindi questa consegna avvenne...

PICHIERRI A.: se poi questa (...) cosa fu rubata, questo non lo so.

P.M. SCARPIN.: ho capito. Quindi questa consegna di carte avvenne in più tempi. Prima (...) la copia degli atti del processo di primo grado...

PICHIERRI A.: sì.

P.M. SCARPIN.: ...e poi la copia... E tra la prima e la seconda consegna passò molto tempo, una settimana, un mese?

PICHIERRI A.: passarono una settimana, dieci giorni.

Dalla deposizione del predetto collaboratore di giustizia si desume inoltre che, in occasione di un incontro svoltosi presso il deposito del Pulito, il Serraino portò alcuni depliant della Lega Meridionale, recanti le fotografie del Ciancimino e di Michele Greco. Nei depliant si faceva menzione dell’avv. Lanari, ed il Serraino spiegò al Pichierri che si trattava di un soggetto il quale aveva svolto il compito di difensore del Ciancimino.

Il collaborante ha aggiunto che in quel periodo l’organizzazione criminale facente capo ai Modeo era in grado di procurare 15.000 o 20.000 voti.

Ciò posto, deve osservarsi che le dichiarazioni del Pichierri, pur offrendo riscontri a diverse circostanze riferite dal Pulito, si discostano dalla versione dei fatti fornita da quest’ultimo su due aspetti di rilevante importanza: il numero degli incontri tra il Pulito ed il Gelli (pari ad uno secondo il Picchierri) e l’episodio, riferito dal Pichierri, della consegna, da parte del Pulito, di un biglietto recante un numero telefonico che lo stesso Pichierri avrebbe dovuto utilizzare per prendere contatto con il Gelli allo scopo di fissare un appuntamento con quest’ultimo, senza alcuna precisazione relativa alla prevista partecipazione del sen. Andreotti a questa futura riunione.

Anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Annacondia si discostano da quelle del Pulito su un aspetto di essenziale rilevanza, concernente le modalità della conversazione telefonica tra il Gelli ed il sen. Andreotti.

L’Annacondia, esaminato all’udienza del 19 maggio 1997, ha ammesso di essere stato a capo di un autonomo gruppo delinquenziale attivo nella zona di Bari ed ha riferito che il Pulito aveva fatto parte dell’organizzazione criminale diretta dai fratelli Riccardo, Gianfranco e Claudio Modeo, la quale intratteneva stretti rapporti con la ‘ndrangheta calabrese.

Dalla deposizione dell’Annacondia si evince che il Pulito, nell’estate del 1992, durante un periodo di codetenzione nell’istituto penitenziario di Ascoli Piceno, gli riferì di essersi interessato della revisione della condanna alla pena di 22 anni di reclusione inflitta ai fratelli Riccardo e Gianfranco Modeo per l'omicidio Marotta, di avere incontrato in un albergo a Roma il Gelli, e di avergli chiesto di intervenire per assicurare un esito favorevole del procedimento di revisione; secondo il racconto del Pulito, il Gelli gli aveva riferito "che non vi erano problemi", ma, in cambio, aveva domandato sostegno per la Lega Meridionale. Il Gelli, inoltre, aveva chiesto al Pulito copia del fascicolo del procedimento di revisione.

Il Pulito specificò di essersi incontrato due volte con il Gelli ed esplicitò che, nel secondo incontro, il Gelli, in sua presenza, aveva telefonato – parlando con un telefono viva-voce - a Giulio Andreotti, il quale aveva assicurato il suo interessamento per la revisione della condanna. Il Pulito, quindi, in questa occasione, aveva ascoltato la voce del sen. Andreotti.

Nel contesto dei discorsi relativi ai suoi rapporti con il Gelli, il Pulito parlò all’Annacondia anche di Salvatore Sigilli.

Nel periodo di codetenzione, il Pulito manifestò la propria preoccupazione in quanto aveva fatto il nome di Licio Gelli nelle conversazioni intercettate presso il suo deposito. I fratelli Modeo e lo stesso Annacondia rimproverarono il Pulito per la sua facilità nel parlare davanti a persone con cui non era indispensabile farlo. L’Annacondia, comunque, rassicurò il Pulito, evidenziando che il coinvolgimento del Gelli era dipeso non da una sua delazione, ma dalle intercettazioni ambientali.

Le dichiarazioni rese al riguardo dall’Annacondia sono di seguito trascritte:

P. M.: (…) Lei nell'Agosto del 1992 si trovava nel carcere di Ascoli Piceno?

ANACONDIA S.: Nel 1992, dottore, per l'effetto del 41 bis fui trasferito ad Ascoli Piceno e lì, nel carcere di Ascoli Piceno vi erano tutti e tre i fratelli Modeo, Riccardo, Gianfranco e Claudio e vi era tutto il gota (rectius gotha: n.d.e.), diciamo della, della criminalità organizzata pugliese. Dopo una settimana circa dal mio arrivo, dopo qualche giorno al mio arrivo arrivò anche Marino Pulito arrivò. Marino Pulito subito come arrivò nel carcere di Ascoli Piceno mi mise a conoscenza di tante e tante cose che riguardava il gruppo Modeo. E... Marino Pulito, dottore, era molto preoccupato in quel... quando arrivò ad Ascoli Piceno perchè lui, che si era interessato, si stava interessando prima del suo arresto, della revisione di un processo a carico di Riccardo e Gianfranco Modeo per l'omicidio Marotta, mi pare, che erano stati condannati a 22 anni, con sentenza definitiva. E si stava già... molto tempo precedentemente prima cercando di far accettare la revisione di questo processo. Marino Pulito che in quel... proprio in quei mesi prima, precedenti al suo arresto, tramite una persona, mi pare un calabrese, non mi ricordo chi fu, dottore, riuscì ad avere ... un colloquio con Licio Gelli a Roma. E con Licio Gelli Marino Pulito disse che si era incontrato in un albergo romano. Fatto sta che ne aveva parlato di questo... se poteva intervenire su questa revisione del processo e Licio Gelli gli disse che non vi erano problemi, solo che in cambio Licio Gelli voleva che su Taranto si fondava, in Tanto, in Puglia, ma specialmente su Taranto si fondava la Lega del Sud. E Marino Pulito gli disse che non vi erano problemi di nessuna natura al mondo per quanto riguardava la Puglia e anche in Calabria, perchè in Calabria vi era, vi potevano aderire, diciamo, cioè poteva stare il consenso dell'Andrangheta calabrese. E Licio Gelli era l'ispiratore di questa Lega del Sud, cosa che...

P. M.: Mi scusi Lega del Sud o Lega Meridionale?

ANACONDIA S.: Meridionale, dottore, Lega Meridionale.

P. M.: Va bene, prosegua.

ANACONDIA S.: E la preoccupazione di Marino Pulito era che si era incontrato poi un paio di volte con Licio Gelli e dato che era venuto a scoprimento oramai perchè vi erano stati gli arresti che nel suo magazzino carni erano state messe delle microspie e lui ne aveva parlato nel magazzino carni, lui lo sapeva perfettamente ed era preoccupato perchè aveva fatto il nome di Licio Gelli nel suo magazzino e di conseguenza Licio Gelli era diventato un coimputato suo e allora la preoccupazione sua che... di essere passato per un poco di buono. Dice come e anche i fratelli Modeo e io stesso rimproverai Marino Pulito perchè era suo facile parlare anche davanti a qualche persona che in quel momento poteva essere non indispensabile parlare. E Marino Pulito ci disse anche, specialmente in cella, poi siamo stati una settimana in cella insieme, che Licio Gelli una delle seconde, mi pare la seconda volta che lui è stato in albergo a Roma, in sua presenza aveva telefonato a Giulio Andreotti e dice che Giulio Andreotti avrebbe detto a Licio Gelli di dire che non c'erano problemi, vi era, vi era senz'altro, quando sarebbe stato il momento opportuno, l'interessamento per quanto riguardava la revisione di questo processo.

P. M.: Questo, Marino Pulito disse a lei e ai fratelli Modeo?

ANACONDIA S.: Lui come arrivò nel carcere di Ascoli Piceno, se non proprio quel giorno stesso o il giorno dopo, ci, ci mise a conoscenza della sua preoccupazione nei confronti di Licio Gelli. Io con Marino Pulito, come ho detto, sono stato quasi una settimana in cella insieme e poi io fui trasferito a l'Asinara e Marino Pulito, tutti i giorni che usciva il giornale, specialmente sul "Mattino", mi pare, usciva... sempre l'art. di Licio Gelli, Marino Pulito e Marino Pulito si preoccupava, dice: Madonna, compare, per colpa mia, dice, qua posso essere passato da pezza di merda. Dissi io non ti preoccupare Marino, tanto il cristiano capirà... che non è che dice che tu hai fatto una sviata, questi ci hanno messo la microspia e... così…

P. M.: Senta, quando Marino Pulito raccontò a lei e ai fratelli Modeo questo particolare della telefonata di Gelli a Andreotti, lei o i fratelli Modeo commentaste, diceste qualche cosa? Chiedeste dei chiarimenti, qualche informazione in più?

ANACONDIA S.: Ma dottore, non è che vi è, vi erano da chiedere chiarimenti su questo episodio, dottore, era una cosa molto importante; poi Marino Pulito non è che poteva venire a dire a me o ai fratelli Riccardo e Gianfranco che... che si inventava una cosa del genere, dottore, perchè se veniva a dire una cosa del genere, che si inventava lui una cosa del genere, Marino Pulito sarebbe (…) morto il giorno stesso che avessimo saputo una cosa di... che Marino Pulito ci avrebbe raccontato una falsità, dottore.

P. M.: Perchè sarebbe morto il giorno stesso?

ANACONDIA S.: Ma dottore, a prescindere tutto che... non eravamo persone, sia io che Riccardo e Gianfranco di essere detta una, una falsità, dottore. Eh, ma poi, dottore, si stava parlando che Marino Pulito stava facendo dei nomi molto impor