Almanacco dei misteri d' Italia


La strage della stazione di Bologna
le notizie del 2004
27 gennaio 2004 - STRAGE BOLOGNA; MOTIVAZIONI SENTENZA CASSAZIONE SU CIAVARDINI
ANSA:
CASSAZIONE: STRAGE BOLOGNA; RESPONSABILI MAMBRO E FIORAVANTI
DEPOSITATA SENTENZA SU CIAVARDINI, RIESAMINARE SOLO SUO RUOLO
La Cassazione non mette in dubbio la «responsabilita»' di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro quali autori della strage alla stazione di Bologna (due agosto 1980, 85 morti e 150 feriti) e l'attribuibilita' della matrice stragista alla «ideologia eversiva di destra di quegli anni».
   Infatti - nelle motivazioni depositate oggi e relative all'annullamento con rinvio della condanna per concorso nella strage del neofascista Luigi Ciavardini, deciso dalla Sesta sezione penale di Piazza Cavour lo scorso 17 dicembre – i supremi giudici affermano che i magistrati di Bologna sono «pervenuti alla motivata conferma della responsabilita’» di Mambro e Fioravanti. Contro i due imputati – condannati all'ergastolo per questo attentato del quale si sono sempre professati innocenti - Piazza Cavour rileva che ci sono «dati certi» e «muniti di non lieve spessore indiziario».
   Per quanto riguarda la matrice della strage, la Cassazione rileva che in maniera «analitica, puntuale, immune da vizi logici, e attraverso il corretto utilizzo di convergenti emergenze processuali», i giudici bolognesi hanno «ricostruito» il contesto «socio-ambientale in cui maturo' il progetto di strage, individuandone la matrice nella ideologia eversiva di destra di quegli anni e la specifica ricollegabilita' a esponenti di un gruppo romano, concretamente identificato in quello del Fioravanti». Aggiunge la Suprema Corte che la sentenza di merito non ha «tralasciato» di “evidenziare i molteplici elementi comprovanti la disponibilita' in capo allo stesso di ingenti quantita' di esplosivo».
   Insomma, ad avviso del Palazzaccio e' legittima la sentenza relativa a Ciavardini - giudicato separatamente da Fioravanti e Mambro in quanto minorenne all'epoca dei fatti - in tutta la parte nella quale «ha sottoposto a rinnovato vaglio critico gli elementi probatori raccolti nei confronti dei due imputati maggiorenni, pervenendo alla motivata conferma della loro responsabilita»'. Invece la Suprema Corte, pur confermando la condanna di Ciavardini per banda armata, ha annullato con rinvio alla sezione minorenni della Corte di Appello di Bologna, la parte del verdetto che riguardava la sua responsabilita' nella partecipazione ed esecuzione della strage del due agosto.
   In proposito gli 'ermellini' sottolineano come il fatto che il ragazzo avesse documenti falsi (come Mambro e Fioravanti) e avesse, inoltre, una vistosa cicatrice sul viso (riportata nel maggio 1980 durante gli scontri del liceo romano 'Giulio Cesare' nei quali contribui' all'uccisione dell'agente di Ps Franco Evangelista) siano due elementi che ne avrebbero sconsigliato la presenza alla stazione, il giorno della strage, perche' sarebbe stato scoperto in caso di controlli e comunque non sarebbe passato inosservato.
   «Non c'e' dubbio, invero, che una sua presenza e partecipazione 'fisica' all'attentato - dice Piazza Cavour - deva fare i conti con l'ostacolo, che l'impugnata sentenza non e' riuscita a superare, dei citati elementi del documento 'insicuro' e della cicatrice al volto». Infine la Cassazione critica la sentenza - della Corte di Appello di Bologna, sez. minorenni emessa il 9 marzo 2003 - per aver ritenuto «necessaria» la presenza di Ciavardini a Bologna il due agosto, per le «doti di audacia e speciale coraggio fisico che lo contraddistinguevano». Obiettano sul punto gli 'ermellini' che una strage del genere «pur devastante negli effetti, non richiedeva a livello esecutivo» un particolare coraggio «ne' una ampia partecipazione di persone».

CASSAZIONE: ASS.VITTIME, E' 2/A CONDANNA MAMBRO E FIORAVANTI
«Questa e' una seconda Cassazione contro Mambro e Fioravanti». Lo dice Paolo Bolognesi, presidente dell' associazione vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto '80, commentando le motivazioni della sentenza della Cassazione su Luigi Ciavardini.
   «Quando venne detto, erroneamente, che la Cassazione aveva annullato senza rinvio la condanna per strage a carico di Ciavardini - ricorda Bolognesi - ci fu chi proclamo' che andava rifatto anche il processo a Mambro e Fioravanti. Sembrava che i familiari delle vittime fossero i colpevoli di tutta la partita. Mi pare che si voglia cercare di nascondere che si sappia in futuro che in Italia e' esistita una destra stragista ed eversiva. Tutta questa canea che hanno fatto ora gli si ritorce contro e del resto con un minimo di memoria e conoscenza tutto questo non sarebbe successo».

CASSAZIONE:STRAGE BOLOGNA;FRAGALA'(AN), VERITA' DA REVISIONE
Soltanto una «revisione dell' intero processo» potra' portare alla «verita' sulla strage di Bologna». Lo afferma il deputato di An Enzo Fragala' secondo il quale anche la Cassazione «e' stata contagiata da vizi profondi che hanno caratterizzato questa kafkiana vicenda processuale, costellata di finti pentiti, frodi processuali ed episodi di autentica incivilta' giuridica».
   Un disegno, secondo l'esponente di An, «portato avanti dalla procura di Bologna, da alcuni giudici e da un'opinione pubblica avvelenata ed inquinata dal putrido clima della caccia alle fantomatiche stragi fasciste». Con il risultato, conclude Fragala', che Mambro e Fioravanti, «innocenti, sono stati condannati all'ergastolo dopo esser stati assolti. E la morte di 85 persone e' rimasta vergognosamente impunita».

CASSAZIONE: AVV.FAMILIARI, QUALCUNO PARLO' TROPPO IN FRETTA
«Quelli che avevano parlato subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza Ciavardini, chiedendo la revisione per Mambro e Fioravanti, hanno parlato troppo frettolosamente». Lo dice l' avv.Paolo Trombetti, uno dei legali dell' Associazione vittime della strage del 2 agosto '80, commentando le motivazioni della sentenza della Cassazione relativa all' annullamento con rinvio della condanna per concorso nella strage di Luigi Ciavardini.
  «Queste motivazioni confermano quella che era stata la nostra valutazione - sottolinea Trombetti - e cioe' che si trattera' di valutare la singola posizione di Ciavardini, senza che cio' influisca sulla struttura accusatoria che ha portato alla condanna di Mambro e Fioravanti».

CASSAZIONE: AVV.GIAMPAOLO; IMPEGNARSI PER RICERCA MANDANTI
«La verita' processuale ancora una volta ribadita dalla Suprema Corte di Cassazione deve convincere tutte le persone di buona volonta' a dimettere le faziose ipotesi alternative e impegnarsi nella ricerca dei mandanti». E' la dichiarazione dell' avv.Giuseppe Giampaolo, legale dell' associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, sulle motivazioni della Cassazione relative all' annullamento con rinvio del processo per strage a Luigi Ciavardini.

CASSAZIONE:STRAGE BOLOGNA;AVV.MAMBRO,GIUDICI IN VICOLO CIECO
NON VORREI CHE DIETRO VI FOSSE UN NO A QUALSIASI REVISIONE
I giudici della Corte di Cassazione erano in un «vicolo cieco»: in pratica non potevano che confermare le responsabilita' di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti nella strage alla stazione di Bologna.
   A sostenerlo e' l'avvocato Ambra Giovene, difensore dei due. «La Cassazione - ha sottolineato -  ha fatto cio' che era obbligata a fare da una sentenza definitiva: ribadire la responsabilita' di Mambro e Fioravanti». Se non si fosse mossa in questo modo, ha aggiunto il legale, la Cassazione avrebbe dovuto emettere una sentenza che «sarebbe stata eversiva, perche' in contrasto con una gia' definitiva».
   Secondo Giovene pero' resta la necessita' di «capire qualcosa in piu»' . «Non vorrei - ha concluso - che la Cassazione si sia sentita in dovere di ribadire un no a qualsiasi tentativo di revisione del processo».

CASSAZIONE: STRAGE BOLOGNA; MAMBRO, LEGGEREMO MOTIVAZIONI
No comment da parte di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti alle motivazioni della sentenza della Cassazione relativa all'annullamento con rinvio della condanna per concorso nella strage del neofascista Luigi Ciavardini, che hanno pero' confermato le «responsabilit’a» dei due.
   «Rivolgetevi agli avvocati - ha detto la Mambro - e comunque prima di ogni commento bisognera' leggere attentamente le motivazioni della sentenza».

28 gennaio 2004 - CASSAZIONE SU STRAGE BOLOGNA: COMMENTI
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: BIELLI, SGOMBRATO IL CAMPO DA SPECULAZIONI
SENTENZA CASSAZIONE HA CONFERMATO COLPEVOLEZZA MAMBRO-FIORAVANTI
"La strage di Bologna fu strage fascista": lo ribadisce l'on. Valter Bielli dopo la conferma da parte della Corte di Cassazione della colpevolezza di Mambro e Fioravanti nell' eccidio del 1980 alla stazione ferroviaria e a questo punto, per il parlamentare dei Ds, "viene sgombrato il campo da ogni speculazione".
"Il solito on.Fragala', di An, ma con lui anche qualche altro smemorato, avevano preso a pretesto la richiesta di riesame dell' allora minorenne Luigi Ciavardini per riaprire tutto il processo alla strage - afferma in una nota il deputato diessino - Ma le 'provocazioni' hanno avuto le gambe corte e, adesso che e' stata pubblicata la sentenza della Corte, le motivazioni ribadiscono la colpevolezza dei due fascisti Mambro e Fioravanti, individuando nella matrice ideologica della destra eversiva di quel tragico periodo quella che viene definita la specifica ricollegabilita' al gruppo romano facente capo a Fioravanti". Secondo l' on.Bielli, a questo punto viene quindi "sgombrato il campo da ogni speculazione e risultano francamente incomprensbili i vuoti di memoria manifestatisi in seguito ai comunicati di agenzia corrispondenti al vero - usciti dopo la sentenza della Cassazione - sui quali si erano affannati in dichiarazioni i 'nostalgici' nostrani".
Ma un problema rimane aperto, conclude Bielli: "quello di individuare chi suggeri', chi vi era dietro agli esecutori della strage, quali furono i mandanti. E' su questo che si deve ancora indagare".

STRAGE BOLOGNA: FRAGALA' (AN), E' ESCLUSA LA MATRICE FASCISTA
"Evito di sottrarre del tempo prezioso al collega onorevole Walter Bielli. Non mi dilunghero' sulle schiaccianti evidenze che escludono senza possibilita' di dubbio la matrice 'fascista' e la responsabilita' di Mambro e Fioravanti nella strage di Bologna, perche' a questo punto dubito che al deputato Ds interessi l'accertamento della verita' qualora essa confligga con la sua sovrastruttura ideologica".
A sostenerlo e' Enzo Fragala', capogruppo di An in commissione Mitrokhin.
Fragala' dice di volersi limitare a ricordare all'esponente Ds "due autorevoli interventi". "La sentenza di condanna di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna e' appesa nel vuoto", Giovanni Pellegrino, senatore Ds e presidente della Commissione Stragi.
E ancora: "Non sono riuscito, in coscienza, a collegare due tragedie, quella di persone che hanno fatto quello che hanno fatto e lo hanno confessato fino al punto da ammettere eventi tragici che agli investigatori non risultavano. E quella di una strage feroce, immensa e misteriosa, eseguita da mani oscure per motivi che restano oscuri, e che forse sono ancora adesso protetti dalla condanna definitiva di due apparenti colpevoli", Furio Colombo, direttore dell'Unita'.

19 febbraio 2004 - COMUNICATO ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE BOLOGNA
CEDOST (Centro documentazione sullo stragismo)
LANDIS (Laboratorio nazionale di didattica della storia)
Informare, riflettere, educare
Percorsi di costruzione della memoria pubblica
La strage del 2 agosto 1980: una ferita nella città
25 febbraio 2004 ore 17.00 Provincia di Bologna Sala del Consiglio
Via Zamboni, 13 - Bologna
Presentazione del Cd Rom "2 agosto 1980"
Saluti
Vittorio Prodi (Presidente della Provincia di Bologna)
Paolo Bolognesi (Presidente "Associazione 2 agosto")
Uno strumento per informare: memoria e uso pubblico della storia
Alberto Preti (Università di Bologna)
Uno strumento per la riflessione e l'educazione civica
Aurora Delmonaco (Presidente Commissione Formazione INSMLI)
presentazione del Cd
a cura di: Cinzia Venturoli (Direttrice del CEDOST); Pietro Biancardi (collaboratore del Landis); Luigi Marcucci (giornalista)

7 aprile 2004 - UNIONE FAMILIARI VITTIME STRAGI, VERGOGNOSO TESTO NUOVA LEGGE
ANSA:
TERRORISMO: UNIONE FAMILIARI, VERGOGNOSO TESTO NUOVA LEGGE
LA COMMISSIONE PEGGIORA LA NORMA, GOVERNO INQUALIFICABILE
La commissione Affari Costituzionali ha approvato ieri gli emendamenti al nuovo testo unificato della legge 'Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi' ma "incredibilmente il testo e' stato peggiorato e per molti versi e' stato svuotato da quelli che erano i suoi capisaldi". Lo sostiene l'Unione familiari vittime per stragi (Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili) in una nota in cui definisce "inqualificabile il comportamento del governo".
"Tutto questo e' stato possibile - scrive il presidente Paolo Bolognesi - perche' il governo, tramite il sottosegretario Mantovano ed il relatore Mongello, ha presentato propri emendamenti, tutti tesi a bloccare quella copertura finanziaria che gli era dovuta. Infatti la cifra a favore delle vittime e' stata talmente ridotta che appare piu' come un contentino che non il dovuto risarcimento a chi e' stato vittima di fatti cosi' tragici".
"Il 18 marzo scorso, durante l'audizione con le associazioni e il governo - prosegue l'Unione - il presidente della commissione aveva chiesto ed auspicato una fattiva collaborazione da parte delle Associazioni. Cio' e' stato fatto, abbiamo fornito al governo i dati esatti dei morti e dei feriti per fatti di terrorismo, che il governo ignorava. Abbiamo elaborato le relazioni tecniche che il Governo volutamente sovrastimava, ma dopo questa leale collaborazione, le Associazioni delle vittime del terrorismo, sono state trattate con vergognosa leggerezza".
"Invitiamo - conclude Bolognesi - i parlamentari di tutti i partiti che hanno appoggiato in piu' occasioni la legge unificata, frutto delle due disegni di legge presentati dagli onorevoli Bornacin e Bielli, ad attivarsi affinche' tutti gli emendamenti vengano recepiti in aula. per riportare il testo almeno alla sua stesura originaria su cui vi era stato in Commissione il consenso unanime di tutti i gruppi".

9 aprile 2004 - FAMILIARI VITTIME STRAGI CRITICANO LEGGE RIMBORSI
"Brescia oggi"
La nuova normativa taglia i fondi
Stragi, i familiari contro le norme per i rimborsi
L'Unione familiari vittime per stragi contro le scelte della maggioranza parlamentare. Una nota sostiene: "La Commissione Affari Costituzionali, ha approvato il nuovo testo della legge unificata "Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi ". Incredibilmente il testo è stato peggiorato e per molti versi è stato svuotato da quelli che erano i suoi capisaldi. Tutto questo è stato possibile perché il Governo, tramite il sottosegretario on. Mantovano ed il relatore on. Mongello, hanno presentato propri emendamenti, tutti tesi a bloccare quella copertura finanziaria che gli era dovuta. Infatti la cifra a favore delle vittime è stata talmente ridotta,che appare più come un contentino, che non il dovuto risarcimento a chi è stato vittima di fatti così tragici". In sostanza, il risarcimento a queste vittime è stato assimilato a quello che il Governo attribuisce alle vittime di Nassirya, circa 200 mila euro, con una differenza che queste ultime, coperte da assicurazione, otterranno almeno il doppio di quella cifra.
Prosegue la nota: "Il 18 marzo scorso, durante l'audizione con le associazioni, il Governo e il Presidente della Commissione , aveva chiesto ed auspicato una fattiva collaborazione da parte delle Associazioni. Ciò è stato fatto, abbiamo fornito al Governo i dati esatti dei morti e dei feriti per fatti di terrorismo, che il Governo ignorava. Abbiamo elaborato le relazioni tecniche che il Governo volutamente sovrastimava, ma dopo questa leale collaborazione, le Associazioni delle vittime del terrorismo, sono state trattate con vergognosa leggerezza".
L'associazione che raggruppa i familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili invita "i Parlamentari di tutti i partiti che hanno appoggiato in più occasioni la legge unificata, frutto delle due disegni di legge presentati dagli on. Bornacin e on. Bielli ad attivarsi affinché tutti gli emendamenti vengano recepiti in aula. per riportare il testo almeno alla sua stesura originaria su cui vi era stato in Commissione il consenso unanime di tutti i Gruppi. Tutto ciò per contrastare con coerenza questo inqualificabile comportamento".
Chiarisce il presidente bresciano Manlio Milani: "Tra le richieste più significative (negate dalle nuove norme) c'è quella che i feriti con almeno il 25% del danno (quelli che hanno la vita irreparabilmente rovinata) siano equiparati ai morti e soprattutto che lo Stato garantisca il gratuito patrocinio negli interminabili processi sulle stragi, altrimenti il rimborso statale rischierebbe di non coprire nemmeno le spese legali per la costituzione di parte civile".

14 aprile 2004 - FIORAVANTI IN LIBERTA' CONDIZIONATA
"Il Messaggero"
GLI ANNI DI PIOMBO Fioravanti torna a casa, in libertà condizionata "Giusva" ha trascorso 23 anni in carcere. Dal 2002 lavora nel centro "Nessuno tocchi Caino"
di MASSIMO MARTINELLI
ROMA - Era l'ultimo gesto che mancava a rendere normale una vita fuori dagli schemi e fuori dalla legge: spegnere la luce sul comodino, dare un bacio alla moglie, addormentarsi nel suo letto. Da pochi giorni può farlo anche Giusva Fioravanti, ex terrorista del Nar con cinque ergastoli sulle spalle. Che tuttavia pesano meno dell'accusa più infamante e sempre negata: quella per la strage della stazione di Bologna, 2 agosto '80, con ottantacinque morti.
Valerio Giusva Fioravanti ha ottenuto la libertà condizionale dal Tribunale di Sorveglianza di Roma, dopo 23 anni di carcere. L'articolo 176 del codice penale prevede un tale beneficio qualora "il detenuto abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento". Può essere concesso dopo aver scontato metà della pena; oppure, per gli ergastolani, dopo 26 anni di prigione. E, naturalmente, deve essere richiesto dallo stesso detenuto. Fioravanti, ai 23 già trascorsi in cella, può aggiungere altri quattro anni di sconto di pena per buona condotta (uno ogni cinque di detenzione) previsti dalla legge Gozzini. Significa che avrebbe potuto chiedere il beneficio già due anni fa, ma ha preferito aspettare.
Giusva Fioravanti, dunque, può considerarsi un uomo "libero", seppure con qualche limitazione. Non può allontanarsi dal Comune di Roma, dove risiede insieme alla moglie, Francesca Mambro, anche lei condannata all'ergastolo e anche lei in libertà, come concesso a molte mamme detenute, perché tre anni fa ha messo al mondo una bambina. E ancora, dovrà trascorrere la notte nella sua abitazione, a partire dalle ore 21.00. Per il resto, continuerà a fare quello che faceva prima, presso l'organizzazione "Nessuno Tocchi Caino", in pieno centro a Roma, dove lavora da due anni, da quando ha avuto il permesso per il lavoro esterno al carcere.
Per Mambro e Fioravanti la concessione di questa libertà condizionale rappresenta idealmente l'ultimo capitolo di una storia cominciata la notte del 5 febbraio '81, quando Giusva Fioravanti fu ferito e arrestato a Padova, sul ciglio di un canale. Alla Mambro toccò 13 mesi dopo, a Roma, durante un tentativo di rapina. Stava cercando di mettere insieme i soldi per liberare Giusva, si disse all'epoca. Invece lo rivide in carcere, durante i processi. La loro unione continuò, diventò più solida, fino a portarli alla decisione di sposarsi. Da marito e moglie, affrontarono la stagione dei processi e dopo arrivò il periodo della riflessione, dell'impegno sociale, della ricerca di una nuova identità, anche politica. La Mambro si è dedicata al teatro e al volontariato; Fioravanti si è riavvicinato al cinema, scrivendo un film-documentario sul carcere. Infine, è arrivata la decisione di avere una bambina, nata nel dicembre di tre anni fa.

14 aprile 2004 - STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI, FIORAVANTI LIBERO OFFESA A DIRITTO
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI, FIORAVANTI LIBERO OFFESA A DIRITTO
Per l'associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, la concessione della liberta' condizionata a Valerio Fioravanti, condannato all'ergastolo assieme alla moglie Francesca Mambro, e' una "offesa al diritto e alle vittime".
"Ho appreso oggi - ha detto il presidente dell'associazione, Paolo Bolognesi, commentando la notizia apparsa su alcuni quotidiani - che a Fioravanti, uno degli esecutori della strage di Bologna, 85 morti e 200 feriti, e' stata concessa la liberta' condizionata. Credo che questa sia un'altra offesa al diritto e un' altra offesa alle vittime".
"Credo che in questa Italia - ha aggiunto Bolognesi - ci sarebbe da chiedersi una cosa: cosa bisogna fare per restare in galera? Dopo aver ammazzato 98 persone, aver rimediato qualcosa come sei ergastoli e 130 anni di reclusione oltre ai sei ergastoli, essere fuori, liberi dopo 24 anni mi sembra una cosa incredibile. E' un'ulteriore offesa e un'ulteriore valutazione di come questo Stato aiuti in tutti i modi i terroristi e neghi i diritti delle vittime".
Fioravanti, 46 anni, fu arrestato dopo uno scontro a fuoco con i carabinieri, a Padova, il 5 febbraio 1981, dopo un periodo di latitanza. Al termine di un controverso processo, fu indicato come una delle menti della strage alla stazione di Bologna, per la quale, a differenza di altri delitti, si e' sempre proclamato innocente. Attualmente lavora con la moglie nell'associazione radicale "Nessuno tocchi Caino". Il provvedimento del tribunale di sorveglianza di Roma, secondo quanto scrive 'il Messaggero', e' dovuto all'art.176 del codice penale come beneficio per chi ha dimostrato il proprio ravvedimento. Gli ergastolani possono ottenerlo dopo aver trascorso in carcere 26 anni. Ai 23 effettivamente vissuti da detenuto, Fioravanti aggiunge quattro anni di sconto pena per buona condotta.
I limiti alla sua liberta' sono l'obbligo di residenza a Roma, dove risiede assieme alla moglie gia' in liberta' perche' da tre anni e' diventata madre di una bambina, e l'obbligo di stare nella propria abitazione a partire dalle 21 di ogni sera.

15 aprile 2004 - FIORAVANTI LIBERO: CASTELLI
ANSA:
FIORAVANTI LIBERO: CASTELLI, LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI
IL SUO CASO UGUALE A TERRORISTI ROSSI CHE VANNO IN TV
"La legge e' uguale per tutti. Abbiamo decine di terroristi rossi che hanno subito condanne simili a quella di Valerio Fioravanti, che dopo una pena stabilita dalla legge hanno potuto godere di situazioni premiali. E vanno anche in televisione. Io stesso mi sono trovato in qualche dibattito vicino a questi signori". Il ministro della giustizia Roberto Castelli ha spiegato cosi' il suo pensiero, a margine della visita a San Marino, dopo che l' Associazione familiari vittime della strage di Bologna ha definito la liberta' condizionata a Fioravanti "un' offesa al diritto e alle vittime".
"Le leggi sono queste - ha detto Castelli - non le ha fatte certo questo governo. Peraltro, alcune di queste leggi premiali io le condivido perche' servono a mantenere una speranza ai detenuti e la pace nei penitenziari. Sono state costituite nel passato da maggioranze politiche ben diverse dalla nostra. E allora non si puo' accettare una legge buona se viene applicata ad un individuo e protestare se viene applicata ad un altro".
Pero' i familiari delle vittime, di tutte le vittime, chiedono certezza della pena, e' stato detto al ministro: "La certezza della pena - ha risposto Castelli - non significa cecita'. Noi dobbiamo evitare gli episodi che l' opinione pubblica non capisce, tipo le scarcerazioni di grandi criminali per decorrenza dei termini o quelli per cui chi scioglie un bambino nell' acido fa sei anni di detenzione e poi esce. Qui stiamo parlando di 23 anni di carcere, non di pochi anni. Stiamo parlando di una situazione premiale che riguarda tutti i detenuti nella stessa situazione".

FIORAVANTI LIBERO: DS, DIFFICILE PENSARLO NON PERICOLOSO
SEN. BONFIETTI E VITALI INTERROGANO MINISTRO CASTELLI
"E' difficile pensare che si possa ritenere non pericoloso per la collettivita' un condannato a sei ergastoli per gli efferati delitti che gli sono stati attribuiti dalle sentenze dei Tribunali, e non si puo' legare solo al comportamento tenuto nel corso dell'esecuzione della pena l' accertamento della sicurezza del suo ravvedimento richiesto espressamente dalla legge per la concessione della liberazione condizionale". Per questo i senatori Ds Walter Vitali e Daria Bonfietti, in un'interrogazione al Ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli, chiedono di sapere "in base a quali elementi il giudice di sorveglianza" ha potuto "disporre il provvedimento di liberazione condizionale per Giuseppe Valerio Fioravanti.
A seguito del provvedimento di liberazione condizionale da parte del giudice di sorveglianza presso il Tribunale di Roma per Valerio Fioravanti, "riconosciuto colpevole con sentenza definitiva della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che provoco' 85 morti e 200 feriti", i parlamentari bolognesi ricordano che "oltre alla condanna per la strage di Bologna Giuseppe Valerio Fioravanti ha subito altre cinque condanne all'ergastolo per gli omicidi, tra gli altri, Amato e Mangiameli" e che "non c'e' mai stato alcun gesto da lui compiuto nei confronti dei familiari delle vittime e dei feriti, ne' di ravvedimento ne' di risarcimento per le gravissime perdite subite".
"Il provvedimento di liberazione condizionale per Valerio Fioravanti - proseguono Vitali e Bonfietti - ha prodotto incredulita' e sconcerto nell'opinione pubblica cittadina, e la reazione sdegnata dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage che ha parlato di 'un'offesa al diritto e ai familiari delle vittime"". Per i due senatori Ds "il giudice di sorveglianza nel concedere la liberazione condizionale non deve valutare solo la buona condotta ai fini del 'sicuro ravvedimento' e deve inoltre stabilire il grado di pericolosita' del condannato".

13 maggio 2004: STRAGE BOLOGNA: FIORAVANTI LIBERO; VITALI CHIEDE ISPEZIONE
ANSA:
STRAGE BOLOGNA:VITALI,ISPEZIONE A ROMA PER FIORAVANTI LIBERO
SENATORE DS SOLLECITA CASTELLI, BENEFICI DATI FUORI DA LEGGE
A Valerio Fioravanti sono stati "concessi benefici al di fuori della legge". E' quanto sostiene il senatore dei Ds Walter Vitali che chiede al ministro della Giustizia di ordinare "un'ispezione nei confronti del Tribunale di sorveglianza di Roma", che ha concesso la liberazione condizionale a Fioravanti, "invece di disporne nei confronti del giudice Mancuso che indaga sulla strage di Bologna".
Vitali ricorda che "Fioravanti e' stato condannato per sei ergastoli per la strage di Bologna e per ben otto omicidi tra cui Amato e Mangiameli e a piu' di 134 anni per, tra l'altro, omicidio, rapina, detenzione di stupefacenti, tentato omicidio e occultamento di cadavere". E che da parte sua "non c' e' mai stato ravvedimento; Fioravanti non ha mai collaborato con la giustizia, si e' vantato di non provare nessun rimorso e non si e' mai scusato con i familiari, in particolare con quelli della strage di Bologna, neppure con un lieve gesto. E' evidente che non sussiste in alcun modo la condizione prevista dal codice penale per il beneficio della liberta' condizionale".
Vitali attacca il sottosegretario Valentino, che - dice - rispondendo ad una mia interrogazione nell'aula del Senato, ha addirittura parlato di stima e apprezzamento per il 'nuovo' Fioravanti da parte di intellettuali ed esponenti politici. Non bisognerebbe utilizzare questa parola -ammonisce il senatore Ds-per chi e' stato condannato in via definitiva per una strage orrenda come quella di Bologna, sulla quale occorre ancora fare luce piena sui mandanti".

STRAGE BOLOGNA: FIORAVANTI LIBERO; VALENTINO,APPLICATA LEGGE
"Il senatore Vitali parla di cose che non conosce quando sostiene che a Giusva Fioravanti sono stati 'concessi benefici' al di fuori della legge": lo afferma il sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia, Giuseppe Valentino.
"Il beneficio in questione - spiega Valentino in una nota - riposa su una motivazione compiuta e analitica del Tribunale di sorveglianza di Roma che ha sottoposto a una rigorosa ricognizione i 26 anni di carcere scontati da Fioravanti. E' stata dunque applicata la legge".
"Il provvedimento - prosegue Valentino - non risulta peraltro impugnato, per cui avventurarsi in considerazioni critiche in sede politica di un provvedimento giudiziario passato in giudicato e' soltanto un esercizio demagogico che non incide sulla sostanza delle cose. L'aver introdotto nella risposta all'interrogazione anche notazioni di apprezzamento svolte nel passato da politici e intellettuali in favore di Fioravanti costituiva un atto doveroso di completezza, visto che i giudici sul tema si erano soffermati; e questo al fine di fornire la piu' ampia contezza circa le ragioni che avevano indotto il tribunale di Sorveglianza ad accogliere le richieste di Fioravanti".
"L'unica cosa condivisibile - conclude Valentino - delle argomentazioni del senatore Vitali riguarda l'esigenza di far luce su alcuni aspetti oscuri della tragedia di Bologna sia in ordine ai mandanti che agli esecutori di quell'orribile misfatto".

10 giugno 2004 - NUOVO SITO SU STRAGE BOLOGNA
ANSA:
STRAGI: ARCHIVIO ON LINE SU STRAGISMO IN SITO 2 AGOSTO 1980
Un sito sulla strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 ma anche un prezioso archivio on line sulla stagione dello stragismo in Italia. E' quello dell' Associazione Familiari delle Vittime della strage del 2 agosto che si trova all' indirizzo www.stragi.it. Il sito - presentato dal presidente dell' Associazione, Paolo Bolognesi - contiene articoli, testimonianze, foto e filmati sulla strage, le vittime (ricordate con schede personali), la vicenda giudiziaria e altri fatti connessi all' episodio. Per agevolare chi si vuole documentare ci sono anche un motore di ricerca e vari link ad altri siti sulle stragi, come quella dei Georgofili di Firenze. Il sito e' stato elaborato e finanziato per conto dell' Associazione dalla societa' Logos di Modena, specializzata in traduzioni on line.
Una parte consistente del materiale e' rappresentata dalla vicenda politico istituzionale dal 1980 a oggi. In particolare, in questo capitolo c'e' documentazione su P2, depistaggi, sul caso Mambro-Fioravanti. Si trovano pure schede e documenti processuali (anche le sentenze) oltre ad approfondimenti sulle organizzazioni e sui personaggi coinvolti nella strage. L' associazione si e' poi raccontata spiegando le motivazioni che hanno spinto i familiari a fondarla nel giugno 1981 per ottenere giustizia e per impedire che la vicenda venisse dimenticata. "Il sito e' pensato in continua evoluzione e aggiornamento - ha precisato Bolognesi - con l' intento di seguire gli sviluppi delle vicende legate alla strage ma anche di aggiungere documentazione e approfondimenti che permettano di diffondere informazioni e conoscenza su una parte dela storia italiana che conserva ancora lati non chiariti".

28 giugno 2004 - STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI, NOSTRA LETTERA SENZA RISPOSTA
ANSA:
0332/SXB
R CRO S0B S41 QBXJSTRAGE BOLOGNA: FAMILIARI, NOSTRA LETTERA SENZA RISPOSTA
'TRATTAMENTO RISERVATO ASSASSINI GARANTISTA, VITTIME UMILIATE'
Non ha ancora avuto risposta la lettera relativa alla concessione della liberta' condizionata a Valerio Fioravanti inviata il 3 maggio scorso dall' Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto '80 al Presidente del Csm Carlo Azeglio Ciampi, al vicepresidente Virgilio Rognoni e al ministro della Giustizia Roberto Castelli. A riferirlo e' il presidente dell' Associazione, Paolo Bolognesi.
"Invitiamo alla risposta e prendiamo atto che si e' taciuto di fronte ad un provvedimento non conforme alle leggi vigenti - ha spiegato - Prendiamo atto che il trattamento riservato agli assassini e' molto garantista al limite della corretta interpretazione della legge, mentre il trattamento riservato alle vittime e' umiliante. La nostra unica speranza, malgrado tante disillusioni, continua ad essere riposta nel corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. A queste ricordiamo la necessita' di combattere il terrorismo, di cui siamo stati vittime, anche con azioni tempestive e concrete. Aspettiamo risposta".

28 giugno 2004 - ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE BOLOGNA SU LIBERTA' CONDIZIONALE FIORAVANTI
COMUNICATO
ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980
Il 3 maggio 2004, abbiamo scritto al Presidente del C.S.M. Dr Carlo Azeglio Ciampi, al Vce presidente del C.S.M. Dr. Virgilio Rognoni ed al Ministro della Giustizia On. Roberto Castelli la seguente lettera:
Apprendiamo dai giornali che recentemente è stato concesso il beneficio della liberazione condizionale allo stragista e pluromicida, Giuseppe Valerio Fioravanti,
condannato a sei ergastoli per l'attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 ( 85 morti e 200 feriti) per ben 8 omicidi e in più altri 134 anni e 8 mesi di reclusione per reati 'minori' (tra cui rapina, sequestro di persona, tentato omicidio, tentata evasione, detenzione di stupefacenti, occultamento di cadavere)
L'Art. 176 c.p. prevede che un ergastolano accedere alla liberazione condizionale dopo aver scontato 26 anni di pena (Fioravanti è stato arrestato però solo nel 1981) e quando si verificano due requisiti:
1. Il sicuro ravvedimento
2. L'adempimento delle obbligazioni civili nascenti dal reato, salvo che il condannato dimostri di trovarsi nell'impossibilità di adempierle.
Quanto al primo requisito, facciamo rilevare che Fioravanti non ha mai collaborato con la giustizia, si è sempre vantato di non provare alcun rimorso, non ha mai chiesto perdono ai familiari delle sue vittime ( ai quali, anzi, rideva in faccia durante il processo ). Ancora più incomprensibile, risulta la concessione del beneficio in ordine al secondo requisito: Fioravanti non ha infatti adempiuto le obbligazioni civili
nascenti dal reato. Né può dirsi impossibilitato a farlo, dal momento che sia lui che la moglie hanno un lavoro retribuito presso l'associazione 'Nessuno tocchi caino' e possono permettersi il canone d'affitto di una abitazione nel cuore di Roma. Fioravanti inoltre, nel 1997 ha ricevuto un compenso dalla RAI di 12 milioni di vecchie lire per il film 'Piccoli ergastoli', ma nessuna delle vittime dei suoi reati ha ricevuto anche solo l'offerta di parte di quella somma. Alla luce di quanto detto, sollecitiamo la revoca del beneficio e l'invio di una ispezione ministeriale presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma che lo ha concesso, anche perché non è purtroppo la prima volta che a Fioravanti vengono concessi benefici al di fuori della legge (nel 1997 fu infatti denunciato per omessa testimonianza dal Magistrato Maria Grazia Pradella, ciò avrebbe dovuto comportare, secondo la legge penitenziaria, la sospensione del benefici per due anni. Non fu così ).
Certi che vorrete porre fine a questa palese ingiustizia, porgiamo distinti saluti.
INVITIAMO ALLA RISPOSTA
Prendiamo atto che si è taciuto di fronte ad un provvedimento non conforme alle leggi vigenti..
Prendiamo atto che il trattamento riservato agli assassini è molto garantista al limite della corretta interpretazione della legge, mentre il trattamento riservato alle vittime è umiliante.
La nostra unica speranza, malgrado tante disillusioni, continua ad essere riposta nel corretto funzionamento delle Istituzioni democratiche.
A queste ricordiamo la necessità di combattere il terrorismo , di cui siamo stati vittime, anche con azioni tempestive e concrete.
Aspettiamo risposta.
Il Presidente
Paolo Bolognesi

7 luglio 2004 - CASSAZIONE: STRAGE BOLOGNA, GELLI RIMANE AI DOMICILIARI
ANSA:
CASSAZIONE: STRAGE BOLOGNA, GELLI RIMANE AI DOMICILIARI
RESPINTO RICORSO EX CAPO P2 PER INTERRUZIONE CUMULO DI PENE
Licio Gelli dovra' rimanere ancora a lungo agli arresti domiciliari. E' l' effetto della sentenza della prima sezione penale della Cassazione che ha respinto il ricorso con il quale l' ex capo della P2 aveva chiesto l' interruzione del cumulo delle pene per la condanna per il crac del Banco Ambrosiano e per la condanna per calunnia e attivita' di depistaggio sulla strage di Bologna. Lo rende noto il suo legale, Michele Gentiloni.
Se fosse stato accolto il suo ricorso, il 'venerabile' avrebbe entro pochi mesi riacquistato pienamente la liberta' per l'avvenuta scadenza dell'espiazione della condanna per la bancarotta fraudolenta dell'Ambrosiano. Adesso Gelli proseguira' la detenzione domiciliare per scontare anche i dieci anni per calunnia e depistaggio.
"Massimo rispetto per la sentenza della Suprema Corte - ha commentato l' avvocato Gentiloni - faccio, pero', notare che e' stato dato al presidente francese Chirac il potere di annullare un precedente provvedimento del governo svizzero che vietava la detenzione di Gelli con riferimento alla calunnia e al depistaggio per la strage di Bologna".
Con il verdetto del palazzaccio esce confermata la decisione con la quale la corte di appello di Milano, l'8 luglio 2003, aveva rigettato "l'istanza di non eseguibilita' della sentenza sul cumulo delle pene" presentata da Gelli.

"Adn Kronos"
La sentenza della Prima sezione penale della Cassazione
Strage di Bologna, Gelli condannato a 10 anni
L'ex 'venerabile' giudicato colpevole di calunnia aggravata in riferimento ai depistaggi sulla strage nel capoluogo emiliano dell'agosto dell'80
Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - Licio Gelli e' stato condannato definitivamente a dieci anni di reclusione per calunnia pluriaggravata in relazione ai depistaggi sulla strage di Bologna. Lo ha stabilito la Prima sezione penale della Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dal legale dell'ex Venerabile contro la sentenza della Corte d'appello di Milano del luglio 2003. Gelli, 85 anni, agli arresti domiciliari per la bancarotta del Banco Ambrosiano (la pena e' ormai stata scontata definitivamente) dovra' dunque ora scontare la condanna per calunnia in relazione alla strage del 2 agosto dell'80.
A fare scattare la condanna per l'ex capo della Loggia 'Propaganda 2', le dichiarazioni sugli esecutori della strage bolognese. Secondo Gelli i responsabili andavano ricercati tra i neofascisti di matrice internazionale, ma la Corte d'assise del capoluogo emiliano aveva stabilito che gli esecutori erano i neofascisti italiani. Di qui la condanna per calunnia. ''Massimo rispetto per la decisione ma in questo modo - dice l'avvocato Michele Gentiloni - la Cassazione ha dato al presidente francese il potere giuridico di annullare una decisione del governo svizzero che aveva detto no all'estradizione di Gelli''. Come spiega ancora il legale dell'ex Venerabile agli arresti domiciliari a Villa Wanda, ''la Svizzera aveva negato l'estradizione di Gelli (la Francia lo aveva invece consegnato all'Italia) per cui sostenevano che data la decisione del governo elvetico Gelli non potesse essere condannato per calunnia nel nostro Paese. La nostra tesi era fondata'', insiste Gentiloni. Gelli, che per il rigetto del ricorso e' stato condannato anche al pagamento delle spese processuali, continuera' quindi a scontare la pena a dieci anni nella sua abitazione aretina.

8 luglio 2004 - STRAGE BOLOGNA: BOLOGNESI, GELLI AGLI ARRESTI BELLA NOTIZIA
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: BOLOGNESI, GELLI AGLI ARRESTI BELLA NOTIZIA
IL GOVERNO HA FATTO PROMESSE NON MANTENUTE
"E' una bella notizia. Licio Gelli deve scontare la sua pena, mi dispiace solo che lo possa fare in una villa e non in carcere". Con questa parole il presidente dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna del 2 agosto, Paolo Bolognesi, ha commentato la decisione della Cassazione di confermare gli arresti domiciliari per il 'venerabile' condannato per calunnia e attivita' di depistaggio sulla strage.
Il presidente, intervenuto alla presentazione della manifestazione 'Accademia in stazione', ha aggiunto: "Questa e' un 'occasione per ricordare ma anche per ribadire che la verita' non e' completa". Bolognesi ha poi lanciato un messaggio al governo: "L'hanno scorso il ministro Pisanu, intervenuto alle celebrazioni per il 2 agosto, ha fatto delle promesse che poi non sono state mantenute. Il ministro parlo' di abolizione del segreto di stato nei delitti di strage e di terrorismo e di leggi in favore delle vittime, ma queste leggi sono ancora ferme in Parlamento. Speriamo che prima del 2 agosto almeno la legge in favore del risarcimento delle vittime passi, il governo potrebbe fare una bella figura".

28 luglio 2004 - LEGGE VITTIME TERRORISMO; BONFIETTI, ERRORE ESCLUSIONE USTICA E UNO BIANCA
ANSA:
TERRORISMO: LEGGE SU VITTIME; BONFIETTI(DS), ERRORE MADORNALE
SENATRICE DS, DRAMMATICA L'ESCLUSIONE DI USTICA E UNO BIANCA
"E' stato un errore madornale, politico e tecnico-giuridico" escludere la strage di Ustica e gli episodi della Uno bianca dal provvedimento in favore delle vittime del terrorismo. Lo ha detto la senatrice Ds Daria Bonfietti, presidente dell'associazione vittime di Ustica, commentando il primo via libera alle nuove norme dato ieri dalla commissione Affari Costituzionali della Camera.
"Si tratta di una esclusione drammatica - ha detto Bonfietti
- e non ho idea di come possa essere passato un provvedimento del genere". Le nuove norme - era stato spiegato ieri - non si applicano alle vittime di Ustica e della Uno bianca parche' non c'e' stata in questi casi nessuna sentenza che abbia indicato la matrice terroristica delle stragi: "Se questa e' la giustificazione, si tratta di un errore tecnico-giuridico - ha ribattuto il senatore Ds - perche' tutti i magistrati che hanno indagato su Ustica, l'hanno fatto sempre per il reato di strage".
E' delusa anche Rosanna Zecchi, presidente dell'associazione vittime della Uno bianca, la banda di poliziotti che insanguino' l'Emilia-Romagna fra il 1988 e il '94: "E' una legge che un pochino ci discrimina - ha detto in tono pacato la donna, moglie di un testimone ucciso a sangue freddo dalla banda - perche' alcuni episodi non possono essere che terroristici". Il fatto e' che la sentenza, in pratica, descrive quella banda come un gruppo di uomini che rapino' e uccise solo per fini di lucro:
"Pero' - ha risposto Zecchi - e' un discorso che va bene per la banche, ma mi sembra restino inspiegabili gli assalti ai campi nomadi, gli spari contro gli extracomunitari o gli agguati assassini contro i carabinieri. E che dire della bomba che fece 45 feriti in un ufficio postale a Bologna? Se non e' terrorismo quello". L'unica speranza, ora, e' nell'ordine del giorno (accolto) di Valter Bielli (Ds) che impegna il Governo "compatibilmente con le risorse finanziarie" a estendere anche alle vittime di Ustica e Uno bianca alcuni benefici pensionistici. "Sapevamo che saremmo stati esclusi dal provvedimento - ha aggiunto Zecchi - ma non ci sembrava giusto batterci contro la sua approvazione e rischiare di danneggiare cosi' gli altri famigliari della vittime, che ora potranno usufruire delle nuove norme. Spero, come mi hanno detto alcuni parlamentari, che questo possa essere un punto di partenza anche per noi".
In ogni caso, non si tratta dell'unica stranezza burocratica:
"I genitori dei tre carabinieri assassinati al Pilastro il 4 gennaio '91 rientrano nella legge 407, quella per le vittime del terrorismo e della criminalita' organizzata, le vittime del dovere. Dalla stessa sono invece escluse le famiglie dei due militari caduti a Castelmaggiore, nel 1988: tutti sono stati uccisi dalla banda della Uno bianca, ma la legge copre gli episodi dal primo gennaio 1990. Quei ragazzi non stavano facendo tutti il loro dovere?".

29 luglio 2004 - APPROVATA DEFINITIVAMENTE LEGGE PER VITTIME TERRORISMO
ANSA:
TERRORISMO: SI' DEFINITIVO A LEGGE RISARCIMENTO VITTIME
APPROVATO ANCHE ODG SU USTICA, DECIDERA' IL GOVERNO
Via libera definitivo, della commissione Affari costituzionali del Senato, alla legge sul risarcimento delle vittime del terrorismo.
La commissione ha approvato all'unanimita' il disegno di legge che aveva avuto due giorni fa il primo via libera dalla Camera. Con la legge verranno risarcite le vittime e i familiari degli attacchi terroristici compiuti a partire dal 1961. Saranno comprese anche le azioni terroristiche compiute all'estero, e quindi il risarcimento sara' dovuto anche ai familiari delle vittime di Nassiriya. Per quanto riguarda invece Ustica, e' stato approvato un ordine del giorno che rimette al governo la decisione: l'Esecutivo dovra' valutare, in base ai risultati ai quali e' giunta la magistratura, se anche nel caso del Dc9 esploso in volo si puo' parlare di una chiara matrice terroristica.

TERRORISMO: VITALI, BENE LEGGE MA ABOLIAMO SEGRETO DI STATO
ODG PER ESTENDERE NORME A VITTIME USTICA E UNO BIANCA
E' un fatto "estremamente significativo" che la commissione Affari Costituzionali del Senato, a pochi giorni dalla ricorrenza della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, abbia "approvato unanimemente e definitivamente in sede legislativa la legge che prevede benefici in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice". Walter Vitali, senatore dei Ds, ricorda che in sede di votazioni sono stati ordini del giorno, sia alla Camera che al Senato, "con i quali si impegna il Governo ad operare affinche' tali benefici si applichino anche alle vittime della strage di Ustica e della banda della Uno Bianca".
"Condivido - aggiunge Vitali - la protesta della Associazione dei familiari del 2 agosto per il recente provvedimento di liberta' condizionale per Valerio Fioravanti. Rispondendo ad una mia interrogazione, il ministero ha reso note le motivazioni del giudice di sorveglianza di Roma ed era del tutto evidente l'assenza del 'sicuro ravvedimento' previsto dalla legge per concedere tale beneficio".
"Credo - dice Vitali - debba essere ripresa e sviluppata con la massima forza la battaglia per l'abolizione del segreto di Stato per i reati di strage. In Senato lo scorso anno cio' non fu possibile e la materia fu rinviata ad un esame piu' approfondito da parte della Camera. Ora che il governo pare intenzionato a riprendere l'iter del provvedimento di riforma dei Servizi di informazione e sicurezza, nel cui contesto e' collocato il tema, vi sono le condizioni per sollecitare di nuovo una profonda modifica della normativa vigente".

TERRORISMO: PER VITTIME UN VITALIZIO E UNA 'UNA TANTUM'
ANCHE BENEFICI PENSIONISTICI E ASSISTENZA PSICOLOGICA
Un vitalizio di 1033 euro mensili, un risarcimento una tantum fino a 200 mila euro, ma anche benefici pensionistici e l'assistenza psicologica a carico dello stato. La legge sui benefici alle vittime del terrorismo, approvata oggi dal Senato in via definitiva, si applica a tutte le vittime degli atti di terrorismo e delle stragi compiuti sul territorio nazionale o extranazionale, nonche' ai loro familiari.
I risarcimenti riguardano le vittime delle azioni terroristiche compiute a partire dal primo gennaio 1961: in questo modo rientrano anche gli attentati compiuti in Tirolo negli anni '60. Grazie a un emendamento del governo approvato alla Camera, il risarcimento potra' essere concesso anche ai familiari delle vittime di Nassiriya: i benefici della legge si applicheranno infatti anche alle azioni terroristiche che hanno coinvolto cittadini italiani all'estero a partire dal primo gennaio 2003.
L'una tantum concessa alle vittime degli attentati, sara' proporzionata all'invalidita' riportata: 2000 euro per ogni punto percentuale, con un tetto massimo di 200 mila euro. Il vitalizio sara' invece concesso a tutti coloro i quali hanno subito, per effetto di ferite o lesioni causate da azioni terroristiche, un'invalidita' permanente di almeno un quarto della capacita' lavorativa. Il vitalizio, di 1033 euro mensili, e' concesso anche ai superstiti delle vittime, compresi i figli maggiorenni.
Altri benefici per le vittime degli attacchi compiuti da gruppi di terroristi, riguardano la pensione. Chi ha riportato una invalidita' inferiore all'80% avra' uno "scivolo" di 10 anni. Per chi ha subito un'invalidita' superiore all'80%, viene riconosciuto il diritto immediato alla pensione diretta, calcolata in base all'ultima retribuzione. Tutti i benefici economici per le vittime del terrorismo sono esentasse.
Le vittime e i loro familiari avranno diritto all'assistenza psicologica a carico dello stato. Inoltre e' prevista l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria e farmaceutica sia per gli invalidi vittime di azioni terroristiche, sia per i familiari piu' stretti dei deceduti.
Altra possibilita' prevista dalla legge, e' quella della riapertura dei termini per la costituzione di parte civile: chi non l'ha fatto, avra' tempo un anno dalla data di entrata in vigore della legge, sempre che la sentenza penale del processo non sia stata gia' depositata.
La legge costera' allo stato circa 128 miliardi di vecchie lire per il 2004, 25 miliardi per il 2005 e 26 a decorrere dal 2006.

29 luglio 2004 - STRAGE STAZIONE BOLOGNA: ANCORA SENZA MANDANTI
"Il Manifesto"
Una strage senza mandanti, una ferita ancora aperta
2 agosto 1980: un bagno di sangue che resta senza mandanti, nonostante gli 85 morti e i 200 feriti. Avviato nel marzo 1987, il processo di primo grado per i fatti della stazione si conclude nel luglio del 1988, quando la seconda Corte d'Assise di Bologna condanna all'ergastolo per il reato di strage i terroristi neri Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco, per calunnia pluriaggravata a 10 anni di reclusione Licio Gelli, venerabile maestro della loggia P2, il faccendiere Francesco Pazienza, il generale dei servizi segreti Pietro Musumeci e il suo vice, colonnello Giuseppe Belmonte. Nel 1989 la Corte d'Assise d'appello annulla i quattro ergastoli inflitti in primo grado a Fioravanti e Mambro che si sono sempre dichiati innocenti, Fachini e Picciafuoco e li assolve dal reato di strage. Nel febbraio 1992, la Corte di Cassazione a sezioni unite annulla la sentenza d'appello con rinvio ad un processo d'appello bis. Il 16 maggio 1994, la Corte d'Assise d'appello condanna all'ergastolo per la strage Fioravanti, Mambro e Picciafuoco e assolve Fachini; il depistaggio delle indagini costa dieci anni per calunnia aggravata con finalità di terrorismo a Gelli e Pazienza, otto anni e cinque mesi a Musumeci, sette anni e undici mesi a Belmonte.
Nel novembre del 1995 le sezioni penali riunite della Corte di Cassazione confermano le condanne. Per Picciafuoco si dispone l'annullamento della sentenza con rinvio a Firenze. Nel giugno del 1996 Picciafuoco è assolto dall'accusa di strage dalla Corte d'Assise d'appello di Firenze e nell'aprile del 1997 la Cassazione conferma l'assoluzione.
L'ultimo a venire coinvolto nella ridda dei processi è Luigi Ciavardini, ex militante dell'estrema destra, all'epoca diciassettenne, accusato di essere uno degli esecutori materiali della strage. Assolto nel gennaio 2000 dal Tribunale dei minori di Bologna, è stato di nuovo condannato a trent'anni dalla Corte d'Appello di Bologna nel 2002. La sentenza è stata annullata nel dicembre del 2003 con rinvio ad ennesimo giudizio davanti a diversa sezione della stessa Corte.

29 luglio 2004 - STRAGE BOLOGNA: BOLOGNESI,NON VOGLIAMO PIU' PACCHE SU SPALLE
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: BOLOGNESI,NON VOGLIAMO PIU' PACCHE SU SPALLE
MANIFESTO, TERRORISTI LIBERI FRUTTO DI ILLEGALITA' DIFFUSA
"Dopo 24 anni non vogliamo piu' pacche sulle spalle". E' il laconico commento di Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto, a chi gli chiedeva un commento al manifesto che ricorda quest'anno la strage, dove e' scritto: 'I terroristi autori materiali della strage sono liberi. Le vittime del terrorismo sono lasciate sole". "Questo - conclude la frase del manifesto - e' il frutto della diffusa illegalita' che pervade il nostro paese".
"Per dare la liberta' condizionata a Fioravanti non ci si e' attenuti alle leggi vigenti di questo paese - ha spiegato Bolognesi - per ottenerla bisogna essersi ravveduti. Loro - ha aggiunto alludendo anche a Francesca Mambro - sostengono di non essere stati. Dove e' il ravvedimento?".
"Abbiamo scritto anche a Ciampi e Castelli per chiedere la revoca della misura - ha aggiunto - Abbiamo intenzione di svolgere una serie di iniziative nei prossimi mesi e ne prevediamo una massiccia a settembre".
Bolognesi ha detto di essere "piacevolmente stupito" dalla mancanza quest'anno di polemiche attorno alla commemorazione della strage. "Ci auguriamo - ha aggiunto - che resti cosi'. Il problema non sono i fischi, ma il fatto che quando ci sono, poi si parla solo dei fischi e non dei contenuti della commemorazione".

STRAGE BOLOGNA: FRAGALA' A BOLOGNESI, FIORAVANTI INNOCENTE
Il deputato di An Enzo Fragala' risponde al presidente dell'associazione delle vittime della strage di Bologna, Bolognesi, sulla liberta' condizionata a Valerio Fioravanti. "Ferma restando la solidarieta' che abbiamo sempre espresso e continuiamo sentitamente ad esprimere nei confronti dei familiari di tutte le vittime del terrorismo - dice - vorremmo far presente al signor Bolognesi che la misura adottata nei confronti di Valerio Fioravanti non e' altro che l'applicazione della legge italiana, che vale per tutti i cittadini".
"Quanto al ravvedimento, rispetto alla strage di Bologna gli unici a doversi ravvedere sono coloro che ancora propalano la menzogna della 'strage fascista', e i magistrati che hanno emesso una sentenza frutto di una frode processuale, che ha consentito al finto pentito Massimo Sparti di essere scarcerato scambiando la sua Tac pressoche' perfetta con quella di un malato terminale di cancro. Per la strage di Bologna Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono innocenti, ed e' triste - conclude Fragala' - che invece di reclamare dopo 24 anni verita' e giustizia, c'e' chi continua a fare della propria tragedia personale un partito politico".

30 luglio 2004 - STRAGI: PARTITA STAFFETTA MEMORIA MILANO-BRESCIA-BOLOGNA
ANSA:
STRAGI: PARTITA STAFFETTA MEMORIA MILANO-BRESCIA-BOLOGNA
IN 400 SI ALTERNANO FINO A LUNEDI'; ALBERTINI, NON SI DIMENTICA
"Gli italiani non hanno dimenticato: per le stragi di Milano, Brescia e Bologna conosciamo solo una verita' parziale". Con queste parole il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, ha dato il via alla ventesima edizione della staffetta di corsa podistica Milano-Brescia-Bologna.
Fino a lunedi', ricorrenza della strage del 1980 alla stazione di Bologna, circa 400 corridori si daranno il cambio, correndo in gruppi di una decina di persone, per percorrere le centinaia di chilometri che verranno coperte dalla staffetta. In molti dei comuni attraversati dalla manifestazione sono stati organizzati diversi appuntamenti pubblici per sostenere la corsa della staffetta della memoria.
"Degli eccidi che oggi commemoriamo, piazza Fontana a Milano, piazza della Loggia a Brescia, stazione di Bologna e via Palestro a Milano, solo per quello di via Palestro - afferma il sindaco di Milano - gli autori e i mandanti sono stati individuati, catturati e puniti. Per gli altri conosciamo solo una verita' parziale, attendiamo ancora di dare un nome ai responsabili, ai mandanti, a chi semino' sofferenze e terrore, cercando con le stragi di scardinare le istituzioni democratiche".

30 luglio 2004 - COMUNICATO ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE BOLOGNA
COMUNICATO
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 comunica che la Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, presieduta dall'on. Tina Anselmi è disponibile nella versione integrale:
nel proprio sito www.stragi.it
http://www.stragi.it/index.php?pagina=vicenda&par=p2
e nella libreria virtuale Wordtheque - www.wordtheque.com
http://www.wordtheque.com/owa-wt/new_wordtheque.w6_start.doc?code=67076&lang=IT
Il Presidente
Paolo Bolognesi

1 agosto 2004 - STRAGE BOLOGNA: VIGILIA ANNIVERSARIO
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: PER LA 24/A VOLTA DOMANI IL RICORDO
Erano le 10.25 del 2 agosto 1980 quando scoppio' la bomba nella sala d' aspetto della stazione di Bologna uccidendo 85 persone e ferendone 200 e fermando quell' orologio le cui lancette segnano ancora il momento tragico. Alle 10.25 di domani un minuto di silenzio seguito dalle sirene dei treni ricordera' per la ventiquattresima volta le vittime.
Una cerimonia con l' incontro in municipio con i familiari delle vittime, il corteo lungo il centro della citta', i discorsi nel piazzale della stazione, cui Bologna si e' abituata, con atteggiamenti di sincera partecipazione, di rabbia, ma anche di distacco o magari di noia. Perche' tanti di quelli che vivono in citta' sono nati dopo o poco prima, sono arrivati da fuori, hanno dimenticato o non hanno vissuto appieno il clima di quegli anni quando le stragi si susseguivano e non trovavano poi risposte certe nelle inchieste e nelle aule di giustizia. Cosi' domani non sara' solo la prima volta di Sergio Cofferati sindaco ma sara' anche la prima volta in cui parlera' dal palco un ragazzo nato il 2 agosto 1980, Leonardo Mannarino, di Velletri, uno dei giovani che hanno risposto all' iniziativa del Comitato per la memoria della strage con la domanda "2 agosto 1980: dov' eri?".
Altra novita' sara' la riproposizione della 'Lectura Dantis' di Carmelo Bene diffusa nella piazza della stazione e poi in piazza Maggiore nel pomeriggio. E' un cd audio dell' editore Luca Sossella che ripropone l' interpretazione che Bene, dalla torre degli Asinelli, fece di brani della Divina commedia nel 1981, primo anniversario della strage quando le manifestazioni furono unite dalla frase "Stop terror now". Ad ascoltare quella voce unica c' erano migliaia di persone quella sera lungo la grande via Rizzoli.
Quest' anno i giorni di vigilia hanno avuto minor tensione rispetto al passato (una delle polemiche piu' violente fu quella dell' Associazione tra i familiari contro Francesco Cossiga) ma la liberta' condizionata concessa a Valerio Fioravanti, condannato con la moglie Francesca Mambro, ha fatto discutere da mesi ed e' stata ricordata nel manifesto ufficiale: "I terroristi autori materiali della strage sono liberi. Le vittime del terrorismo sono lasciate sole. Questo e' il frutto della diffusa illegalita' che pervade il nostro paese". Il ministro Castelli aveva gia' risposto in aprile: "La legge e' uguale per tutti. Abbiamo decine di terroristi rossi che hanno subito condanne simili a quelle di Fioravanti, che dopo una pena stabilita dalla legge hanno potuto godere di situazioni premiali". "Dopo 24 anni non vogliamo piu' pacche sulle spalle", ha commentato tre giorni fa, presentando la commemorazione il presidente dell' Associazione tra i familiari, Paolo Bolognesi, che parlera' dal palco prima del minuto di silenzio. Dopo sara' la volta di Cofferati e del ministro Lunardi. E quasi sempre ad accompagnare le parole di chi rappresenta il Governo o le istituzioni nazionali sono arrivati da una parte della piazza fischi e contestazioni. E' toccato recentemente a Casini, poi a Buttiglione, poi al Ministro Pisanu. In anni piu' lontani ci sono stati anche scontri tra polizia e carabinieri e l' ala piu' dura della sinistra. "A 24 anni di distanza dalla strage, anche quest'anno sentiremo le solite parole di chi mentira' sapendo di mentire, di chi promettera' sapendo che non potra' mantenere", ha ricordato Gianmarco De Pieri, leader dei Disobbedienti chiedendo alla gente di essere in piazza "anche con la rabbia di chi non vuol sopportare altre menzogne". Bolognesi ha fatto il tradizionale appello per evitare le contestazioni: "Il problema non sono i fischi, ma il fatto che poi quando ci sono si parla solo dei fischi e non della cerimonia". E infatti e' successo puntualmente.
Sono passati 24 anni, ma se molti non ricordano, non sanno o hanno rimosso, tanti portano ancora segni, nel corpo o nella mente, di quanto e' successo: "Appena ho sentito dire 'stazione 170 morti' ho avvertito una vampata, mi e' girata la testa, il cuore e' come impazzito", ha raccontato l' 11 marzo, dopo la strage alla stazione di Atocha a Madrid, Roberto Castaldo. Il 2 agosto 1980 aveva 27 anni faceva il bigliettaio su un treno che stava per ripartire dal binario 1 di Bologna. Rimase ferito ma se ne rese conto solo dopo aver aiutato altri, portato barelle e aver visto tanti morti e corpi fatti a pezzi. Anche lui non sa chi furono i mandanti e perche' fu pianificata e fatta quella strage.

STRAGE BOLOGNA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI DOMANI A ANNIVERSARIO
L' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, che fa parte dell'Unione delle Vittime delle stragi, sara' domani presente a Bologna alla manifestazione per l' anniversario della strage 2 Agosto 1980.
"Saremmo vicini al dolore e alla rabbia dei parenti dei morti e delle vittime sopravvissute alla Stazione di Bologna che non hanno ancora avuto completa giustizia", ha spiegato in una nota la vicepresidente dell' associazione, Giovanna Maggiani Chelli.
"La strage del 2 Agosto 1980 - ha dichiarato la vicepresidente - ha lasciato un segno nell' animo di ognuno di noi, l' indignazione per quel massacro avrebbe dovuto essere cosi' alta che mai e poi mai avrebbe dovuto ripetersi un simile scempio, invece negli anni che seguirono, fino al 1993, spesso si e' fatto nuovamente ricorso all' uso del tritolo, un tritolo cosi' maledetto che noi, le vittime, speriamo sempre di scongiurare ricordando con costanza tutte le stragi avvenute in Italia e perseverando con la continua ricerca della Verita'".

2 agosto 2004 - STRAGE BOLOGNA: POLEMICHE A CELEBRAZIONE ANNIVERSARIO
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: COSSIGA, INSOPPORTABILE PRESENZA COFFERATI
SI ASSUMA PARTE DI RESPONSABILITA' POLITICA E MORALE MORTE BIAGI
"Posso sopportare per cristiana e umana pieta' che il signor Bolognesi, che e' stato duramente colpito nei suoi sentimenti da un tragico evento, inveisca annualmente contro di me. Cio' che mi e' insopportabile, anzi mi ha provocato il vomito, e' che alla manifestazione sia stato quest'anno presente Cofferati, l'istigatore del sinistrismo sindacale che gia' tante vittime ha mietuto nel nostro Paese". Lo afferma l'ex capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del ventiquattresimo anniversario della strage alla stazione di Bologna.
"Io sono pronto ad assumermi una responsabilita' postuma della strage di Bologna - spiega il senatore a vita - anche solo affermando che la Mambro e Fioravanti, cui la magistratura e non io, ha dato la liberta' provvisoria, sono innocenti, che il caso P2 e' stato una speculazione politica e che la loggia e' servita peraltro a far avere a 'Paese sera' un sostanzioso prestito dal Banco Ambrosiano prima che vi provvedesse il Kgb".
"Io sono pronto - dice ancora Cossiga - se l'ineffabile sindaco di Bologna e' pronto ad assumersi la sua parte di responsabilita' politica e morale nell'assassinio di Marco Biagi, dalle assemblee sindacali da lui presiedute definito 'traditore', martire del terrorismo di marca anarco-sindacalista, incitato da parole che si sono poi trasformate in piombo. Cofferati si vergogni - conclude l'ex presidente della Repubblica - se ne ha ancora o se ne ha mai avuto la capacita'".

STRAGE BOLOGNA: FASSINO, ACCERTARE TUTTE LE RESPONSABILITA'
BATTERSI PER FAR PREVALERE VALORI FONDANTI REPUBBLICA
Occorre il massimo impegno per accertare tutte le responsabilita' della strage di Bologna e battersi "perche' prevalgano i valori fondanti della Repubblica": lo ribadisce il Segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, in un messaggio inviato all'Associazione familiari delle vittime della strage di Bologna.
"Vorrei ricordare e rendere omaggio - premette - alla memoria delle donne e degli uomini vittime della strage alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980. Quel giorno rappresenta uno dei momenti piu' tristi che la ferocia del terrorismo eversivo causo' alla storia della nostra repubblica. I Democratici di Sinistra ricorderanno sempre quel terribile atto di violenza perche' le nuove generazioni sappiano e riflettano sul passato del nostro paese, un passato che ha visto atti di inaudito terrore i cui scopi restano in parte oscuri".
"Questa dolorosa e ancora viva ferita nella nostra memoria - conclude Fassino - non solo ci obbliga al massimo impegno affinche' tutte le responsabilita' siano accertate, ma ci impone di batterci, attraverso scelte politiche e legislative, perche' prevalgano i valori fondanti della nostra Repubblica".

STRAGE BOLOGNA: IL MESSAGGIO DI CIAMPI
NELLA MEMORIA DELLA TRAGEDIA, PATTO TRA TUTTI DEMOCRATICI
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al signor Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, il seguente messaggio:
"La citta' di Bologna ricorda oggi, nell'immutato dolore e nell'inesausta sete di giustizia dei familiari delle vittime, il nefando crimine del 2 agosto 1980.
La tragedia della stazione di Bologna indica ad ognuno di noi, oltre che alla citta' brutalmente martirizzata, la via che, muovendo dal dovere della memoria, conduce al patto tra tutti i democratici affinche' non possa piu' essere lasciato il benche' minimo terreno di coltura a progetti folli e criminali, che, seminando morte e distruzione, si prefiggono lo scopo di distruggere la democrazia.
Il Paese ha molto patito, in un non remoto passato, per le ferite inferte da ignobili aggressioni eversive, ma dalle proprie radici democratiche e costituzionali ha sempre saputo trarre rinnovato impegno per sbarrare la strada ai nemici della convivenza civile.
Grazie alla citta' di Bologna per il suo coraggio, grazie ai familiari delle vittime, ai quali rinnovo la mia commossa solidarieta"".
Il messaggio di Ciampi e' reso noto un comunicato del Quirinale.

STRAGE BOLOGNA:BOLOGNESI, ATTO ACCUSA CONTRO LIBERTA' AUTORI
CRITICHE A BERLUSCONI, COSSIGA, GIOVANARDI E AD AN
Un duro atto d' accusa per la concessione della liberta' condizionata agli esecutori della strage, ma anche critiche dai toni forti per l' ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, per il premier Berlusconi, per Alleanza Nazionale, per il ministro Giovanardi.
Poalo Bolognesi, presidente dell' associazione fra i familiari delle vittime della strage di Bologna, e' stato piu' duro rispetto al passato nell' intervento pronunciato alla cerimonia per il 24/o anniversario della strage con accuse quasi a tutto campo.
"Chi ha voluto e chi ha eseguito quel crimine contro l' umanita' ha goduto e gode di protezioni altissime. Senza queste oggi sapremmo tutta la verita"" ha esordito Bolognesi per poi constatare che mentre Mambro e Fioravanti (condannati come esecutori materiali, ndr), si godono la loro liberta, "alle vittime viene riservata la solitudine spezzata dal ricordo degli anniversari". Poi ancora parole durissime: "Se personaggi come questi si trovano in liberta', significa che in Italia la legge non e' uguale per tutti e soprattutto che abbiamo raggiunto un livello preoccupante di incivilta' giuridica. Gli autori sono in liberta' perche' hanno un grande potere di ricatto, hanno saputo vendere caro il loro silenzio, perche' sanno e tacciono i nomi dei mandanti e degli ispiratori politici della strage". La concessione della liberta' condizionata a Fioravanti - ha continuato Bolognesi - "e' un regalo fatto ad un fedele assassino che ha mantenuto il silenzio: ora i mandanti e gli ispiratori politici potranno stare piu' tranquilli".
Poi la serie delle critiche ai politici: a Cossiga, bersaglio gia' negli anni passati, che sostiene l' innocenza di Fioravanti e "reo" per Bolognesi di aver applaudito in una intervista alla riammissione di Licio Gelli nella Massoneria. Quel Licio Gelli - ha ricordato Bolognesi - "condannato per depistaggio" che sconta la pena "nella comodita' di Villa Vanda". Poi la critica al ministro Giovanardi che l' anno scorso polemizzo' con l' Associazione che nel manifesto per il 23/o anniversario se la prendeva "con le riforme piduiste". Nessuno del Governo quest' anno - ha osservato - ha criticato Gelli che nel settembre del 2003 in una intervista disse che vedeva a poco a poco realizzarsi il "suo piano per la rinascita democratica". Quindi il mirino si e' spostato su An perche' alcuni deputati hanno promosso la concessione della grazia "per i due stragisti plurimocidi", perche' il presidente della Regione Lazio Storace ha incontrato un anno fa, proprio il 2 agosto, Francesca Mambro "a palese sfregio per la memoria dei nostri cari" ed infine perche' negli stessi giorni 39 deputati di An presentarono una petizione a Berlusconi "per ridurre al silenzio l' associazione".
"Prendiamo atto indignati che uomini di un partito di Governo si siano schierati dalla parte dei terroristi", ha detto ancora Bolognesi che poi si e' chiesto polemicamente come puo' "un presidente del consiglio, che e' stato iscritto alla Loggia Massonica P2 (tessera 1816), condurre coerentemente la lotta al terrorismo quando il gran Maestro di questa Loggia ed i suoi accoliti si sono distinti per i depistaggi delle stragi?".
Bolognesi nel suo discorso, durato piu' del solito, tanto da andare oltre le 10,25 quando al momento in cui avvenne la strage parte il minuto di silenzio sottolineato dalle sirene dei treni, non ha dimenticato di ricordare che giace da 20 anni la proposta per l' abolizione del segreto di stato sui reati di strage e terrorismo. Ma 20 anni "non sono bastati ai vari Parlamenti per approvarla". Il presidente dell' Associazione non ha nemmeno scordato che propri nei giorni scorsi il Parlamento ha dato via libera alla legge che prevede benefici economici ed il gratuito patrocinio per le vittime dle terrorismo. "Un indubbio passo avanti che sarebbe potuto essere piu' signifiativo - ha detto ancora Bolognesi - se questo Governo avesse disposto maggiori risorse finanziarie. La legge risente di questo limite".

STRAGE BOLOGNA: GIOVANARDI, RESPINGO ACCUSE CON SDEGNO
"Il presidente Bolognesi dovrebbe utilizzare il palco per commemorare le vittime e tenere viva la memoria della terribile strage del 2 agosto 1980".
Cosi' il ministro Carlo Giovanardi replica all' atto di accusa del presidente dell' associazione familiari vittime della strage di Bologna.
Per Giovanardi, "non depone certamente a suo favore il voler insistere in miserabili e pretestuose polemiche che respingo - prosegue - con sdegno giustificato da una lunga militanza democratica in difesa delle istituzioni".

STRAGE BOLOGNA: COFFERATI, CONTESTAZIONI FUORI LUOGO
IMPORTANTE MESSAGGIO E PAROLE AFFETTUOSE DI PRESIDENTE CIAMPI
(ANSA) - BOLOGNA, 2 AGO - "Anche se contenute, mi sono parse fuori luogo". Sono le scarne parole, a margine della commemorazione della strage del 2 agosto, con cui il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha commentato con i giornalisti le contestazioni al discorso del ministro Pietro Lunardi.
Cofferati poco prima aveva invece sottolineato l'importanza del messaggio del presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Il messaggio del capo dello stato e' molto importante, sia il testo che e' stato letto qui che le parole affettuose che il presidente per mio tramite ha voluto rivolgere alla citta' anche con una telefonata questa mattina. E' molto importante che la comunita' nel suo insieme si ponga il problema del completamento del percorso nell'appurare verita' storiche, politiche ma anche giudiziarie, affinche' non si ritorni indietro dei passi compiuti e si completi questo percorso, perche' solo il completamento di questo percorso potra' consentire di rimarginare una ferita cosi profonda".

STRAGE BOLOGNA: COFFERATI,PERCHE'INSANGUINATA QUESTA CITTA'?
"Tornare con pazienza e determinazione a interrogarsi su tutti quegli atti che hanno insanguinato la citta"". E' questa "l'esigenza morale" di Sergio Cofferati, espressa dal palco durante la commemorazione della strage del 2 agosto 1980. Esigenza, per il sindaco, "di amministrazione e consiglio comunale, e che spero sia condivisa".
Una riflessione necessaria secondo il sindaco "per capire la connessione tra atti criminali differenti, ma non sempre separati nelle intenzioni promotrici". Cofferati ha ricordato alcuni episodi bui della recente storia bolognese: "Treni, aerei che si inabissano nei nostri mari, cittadini inermi uccisi dalle brigate rosse come in tempi recenti, o dalla follia omicida come e' capitato in tanti quartieri (i delitti della banda della Uno bianca ndr). Omicidi inquietanti di cui e' opportuno avere conoscenza delle ragioni e dei moventi".
Perche', per Cofferati, "quando si e' colpito Bologna lo si e' fatto per andare al di la' del tessuto cittadino". "La nostra comunita' - ha detto - e' stata ferita e oltraggiata come nessun'altra dalla violenza e dal terrorismo: dal terrorismo fascista di questa strage fino a quello delle Br in anni piu' recenti. E' stato preso di mira, ripetutamente con insistenza e protervia, l'alto profilo delle nostra coesistenza e la qualita' della nostra convivenza".
La "follia" dei terroristi, per Cofferati, "era rivolta al paese ma passava per qui perche' se si colpiva Bologna si condizionava la vita del paese per cio' che questa citta' e comunita' rappresentavano".
Bologna ora ha bisogno, per il suo sindaco, di verita'. "E' indecente che la verita' giudiziaria sia stata accompagnata da atti di clemenza incomprensibili verso gli esecutori materiali della strage - ha spiegato - ma serve anche un'altra verita': non solo gli esecutori, ma anche i mandanti escano dall'ombra e siano colpiti dalla giustizia". Perche' "e' presenta e viva in noi ancora questa ferita di tanti atti e vite distrutte". Una ferita che si rimargina solo se "la verita' giudiziaria e quella politica alla fine di un percorso, auspicabilemnte breve, combaciano per intero". Invece a Bologna "sono passati tanti, troppi anni. E' indispensabile che sia approvata una legge che tolga il segreto di stato sui delitti di strage e terrorismo". Occorre insomma, per Cofferati, che "il velario si sollevi definitivamente e che si intrecci la verita' politica con quella giudiziaria".

STRAGE BOLOGNA: DISOBBEDIENTI PROTESTANO IN SILENZIO
CENTO (VERDI), CI BATTEREMO PER ABOLIZIONE SEGRETO DI STATO
Hanno scelto una protesta silenziosa i Disobbedienti bolognesi per manifestare il loro dissenso al ministro Pietro Lunardi e al Governo. Ventiquattro magliette bianche, davanti era scritto un anno, dal 1980, anno della strage, al 2004. Dietro la frase, eloquente: 'Le parole stanno a zero'.
Quando il ministro ha preso la parola hanno voltato le spalle per mostrare la scritta sulle maglie e perche' "stanchi di anni di promesse non mantenute".
"E' da 24 anni - ha spiegato Gianmarco De Pieri, uno dei leader - che esponenti del Governo vengono a mentire sapendo di farlo. Quest' anno per insabbiare la verita' il governo ha addirittura mandato un cementificatore. Ogni anno promettono l' abolizione del segreto di stato e poi non fanno nulla".
Durante il corteo l' ala dura del movimento ha sfilato in silenzio, dietro ad uno striscione bianco, con una sola scritta, piccola e in basso: 'Disobbedienti'.
Fra di loro la madre di Carlo Giuliani, Heidi, che indossava la maglietta del 2001, anno in cui il figlio fu ucciso durante gli scontri del G8 di Genova. E' il secondo anno che la signora Giuliani partecipa alla manifestazione insieme ai Disobbedienti, ma lei precisa: "E' il secondo anno che i giornalisti mi riconoscono, ma ci venivo anche prima, fortunatamente come cittadina qualsiasi". Sul significato della sua presenza e gli eventuali legami fra la strage del 2 agosto e la morte del figlio, la signora Heidi ha detto: "La bomba della stazione di Bologna e' della stessa matrice della repressione che e' stata messa in atto a Genova".
Insieme ai Disobbedienti c' era Paolo Cento, deputato dei Verdi che, al momento del discorso di Lunardi si e' unito alla protesta silenziosa dei no global: "Ho deciso di voltare le spalle a Lunardi perche' il governo non puo' venire qui a dire parole vuote anziche' annunciare l' abolizione del segreto di stato". Sul perche' questo provvedimento non sia stato preso dal centrosinistra quando era al Governo, Cento ha precisato che "nel 1996 fu avviata una riforma, ma vi era troppa timidezza per portarla avanti. Nel caso di una vittoria elettorale alle prossime elezione questo sara' uno dei primi provvedimenti per i quali, noi Verdi, ci batteremo". Prima di andarsene Cento ha chiesto ai cronisti che gli stavano attorno: "Non vedo molti parlamentari del centrodestra. Voi sapete dove sono? Perche', per esempio, Isabella Bertolini non e' qui?"
Mentre Lunardi parlava, i Disobbedienti, dando le spalle al palco, hanno iniziato a gridare 'Vergogna', 'Via i fascisti' e poi, insieme ad altri partecipanti, fra i quali un sessantaduenne arrestato alla scuola Diaz di Genova durante il G8, hanno intonato, pugno sinistro al cielo, 'Bella ciao'.
Ma la contestazione non si e' spinta fin sotto il palco da cui parlavano le autorita'. Una scelta, aveva spiegato poco prima De Pieri per "rispetto all'appello dei parenti delle vittime". Ma anche per non diventare , con la ripetizione della contestazione, "rito nel rito". 'Per questo abbiamo scelto lo striscione bianco, non contestiamo Lunardi e abbiamo scritto 'le parole stanno a zero'. Perche' stanno a zero anche le nostre" ha aggiunto, auspicandosi che l'anno prossimo si possa fare "un convegno, una assemblea pubblica in cui si discuta sul perche' non si e' fatta ancora verita' sulla strage".

STRAGE BOLOGNA: FISCHI PER MINISTRO LUNARDI
APPLAUSI A LETTURA MESSAGGIO CIAMPI
Fischi quasi ininterrotti per il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi che oggi ha rappresentato il Governo alla cerimonia per il 24/o anniversario alla stazione di Bologna. La contestazione ha accompagnato l'intervento del ministro (durato circa una decina di minuti) ora con toni piu' alti ora con toni piu' bassi. Qua e la' da grida: "andate via, andate via".
Il ministro ha comunque potuto terminare il suo intervento. In precedenza la gente che affollava il piazzale della stazione aveva applaudito al termine della lettura fatta dal palco del messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Dal palco e' stato ricordato che avevano inviato messaggi il presidente del Senato Pera, quello della Camera Casini ed il presidente del Consiglio Berlusconi. Al nome di Berlusconi dalla piazza e' partita una breve salva di fischi.

STRAGE BOLOGNA: IN PIAZZA PARLA RAGAZZO NATO 2 AGOSTO '80
'NON VERO CHE SI RICORDANO SOLO COSE VISSUTE IN PRIMA PERSONA'
"La gente non dimentica facilmente il sacrificio di 85 innocenti. L'idea delle magliette da far indossare a tutti i nati del 1980 mi piace. 'La memoria siamo noi' e' la frase giusta. Non e' vero che si possono ricordare solo le cose che si vivono di persona. Io per primo non dimentichero ' mai quel giorno". Leonardo Mannarino, nato esattamente 24 anni fa, 10 minuti prima che esplodesse la bomba alla stazione di Bologna, ha concluso cosi' il suo intervento durante la commemorazione della strage di Bologna in piazza Medaglie d'Oro.
"Sono orgoglioso di avere questa data di nascita - aveva detto pochi istanti prima - il destino mi ha voluto legare a questo evento luttuoso e in qualche modo mi ha costretto a diventarne testimone. Sono sicuro che la memoria delle 85 vittime restera' viva per sempre nel cuore di tutti noi italiani, e cio' me lo dimostra il fatto che quando dico a qualcuno la mia data di nascita, quasi sempre si ricorda di quella data e l'associa alla strage di Bologna".
E' stata la prima volta in cui ha parlato durante la commemorazione ufficiale un giovane nato il 2 agosto 1980.

STRAGE BOLOGNA: LUNARDI, IMPUNITA' NON E' COLPA DEL GOVERNO
"Sono passati tanti governi. Non credo sia responsabilita' di questo se non si e' capito ancora tutto di questa strage o se chi ha compiuto questo atto e' ancora impunito". Cosi' il ministro Pietro Lunardi ha risposto ai giornalisti sul fatto che i mandanti della strage di Bologna non sono ancora stati individuati e processati.
"E' un problema della societa'. E' un problema sui cui bisogna riflettere perche' - ha aggiunto il ministro - credo che lasciare impunite stragi come queste e' una cosa che assolutamente non depone a favore di una societa', non depone a favore di un paese. Noi come governo, anche se e' compito del
ministro degli interni e della giustizia seguire queste cose, non lasciamo cadere la richiesta che viene dall' Associazione dei familiari delle vittime. Noi non abbassiamo la guardia, ma non sono problemi facili perche' in questi 24 anni si sono fatte molte cose per confondere le idee".

STRAGE BOLOGNA: LUNARDI, LA GENTE E' LIBERA DI FISCHIARE
"Sono in genere per la liberta'. La gente come applaude puo' anche fischiare. E' libera di farlo. E' ovvio che non si puo' sempre essere d'accordo su tutto e anche su come si comporta il Governo". Cosi' il ministro Pietro Lunardi, rispondendo ai giornalisti, ha commentato la contestazione durante il suo intervento alla cerimonia per il 24/o anniversario della strage alla stazione di Bologna.
"Noi crediamo - ha aggiunto Lunardi - di lavorare bene e anche seriamente. Tanti o pochi, non so quanti siano, non condividono la cosa: e' giusto che contestino come sempre e' successo".

STRAGE BOLOGNA: ACCUSE DI BOLOGNESI, FISCHI PER LUNARDI
SUL PALCO PER 24/0 ANNIVERSARIO ANCHE RAGAZZO NATO 2 AGOSTO 1980
I fischi contro il Ministro Pietro Lunardi, venuto a rappresentare il Governo, ma anche l' atto di accusa di Paolo Bolognesi, presidente dell' associazione fra i familiari delle vittime che non ha risparmiato dure critiche al mondo politico ed al Governo. Innanzitutto per la liberta' condizionata di cui godono gli autori materiali della strage mentre restano nell' ombra i mandanti, ma anche perche' da 20 anni l' associazione chiede inutilmente l' abolizione del segreto di stato sui reati di strage e terrorismo che potrebbe aiutare a fare piena luce sull' attentato che causo' 85 morti e 200 feriti.
La cerimonia per il 24/o anniversario per l' eccidio della stazione di Bologna ha visto per la prima volta sul palco delle autorita' Sergio Cofferati con la fascia tricolore da sindaco e con lui Leonardo Mannarino. E' un ragazzo di Velletri nato il 2 agosto 1980 proprio dieci minuti prima dell' esplosione alla stazione. A lui che oggi portava una maglietta bianca con la scritta "la memoria siamo noi", il compito, con un breve discorso, di affermare che le giovani generazioni sono capaci di ricordare.
La contestazione e' partita invece puntuale appena la parola e' toccata al rappresentante del Governo. E' il quarto anno di fila che i fischi si succedono (prima di Lunardi e' toccato a Pisanu, Buttiglione e prima ancora a Casini) a riprova di una piazza certo ostile al Governo ed agli esponenti del centro destra. Quest' anno i fischi e le grida sono partite da diversi punti con grida "andate via" mentre i Disobbedienti, protagonisti in anni passati di animate o colorate proteste, hanno scelto il silenzio. 24 di loro pero' (tanti quanti gli anniversari celebrati) portavano una t-shirt con la scritta eloquente "le parole stanno a zero".
Le parole piu' dure su quanto e' avvenuto in questi anni le ha pronunciate invece Paolo Bolognesi, piu' polemico che in altre occasioni. Ha criticato in maniera violenta la decisione di concedere la liberta' condizionata agli esecutori (Mambro e Fioravanti, ndr). "Se personaggi come questi si trovano in liberta' significa che la legge non e' uguale per tutti". Poi a proposito di Fioravanti, ha rincarato: "La liberta e' un regalo fatto a un fedele assassino che ha mantenuto il silenzio: ora i mandanti e gli ispiratori politici potranno stare piu' tranquilli". Quindi la critiche aspre si sono allargate al mondo politico: a Cossiga che sostiene l' innocenza di Fioravanti, al Ministro Giovanardi che ha polemizzato con l' associazione che l' anno scorso parlava di "Riforme piduiste", ad An che ha chiesto la grazia "per due stragisti pluriomicidi", ed infine a Berlusconi che come ex iscritto della Loggia P2, - si e' chiesto Bolognesi - "come puo' condurre con coerenza la lotta al terrorismo quando il gran Maestro di quella Loggia ed i suoi accoliti si sono distinti per i depistaggi delle stragi ?"
Il sindaco Cofferati, in un discorso piu' volte applaudito come quello di Bolognesi, ha giudicato indecente "che la verita' giudiziaria sia stata accompagnata da atti di clemenza incomprensibili verso gli esecutori materiali". Quindi il sindaco ha ricordato che piu' volte Bologna e' stata oltraggiata dalla violenza e dal terrorismo, sostenendo che quella violenza non era rivolta solo verso la citta', ma verso il Paese intero per cio' che Bologna e la sua comunita' rappresentavano.
Sulle contestazioni di cui e' stato bersaglio, Lunardi al termine della cerimonia ha minimizzato."La gente e' libera di fischiare" ha detto il responsabile dei trasporti che pero' ha tenuto a sottolineare che, "se finora non si e' capito tutto di questa strage non e' certo colpa di questo Governo". Il sindaco Cofferati ha giudicato "fuori luogo" anche "contenute" le contestazioni al ministro.
Chi invece se l'e' presa con il Cinese e' stato Francesco Cossiga. Bersaglio delle critiche di Bolognesi, l' ex presidente della Repubblica non ha replicato "per cristiana ed umana pieta"" al presidente dell' Associazione, ma ha giudicato "insopportabile" anzi "da vomito" la presenza di Cofferati, "istigatore del sinistrismo sindacale che gia' tante vittime ha mietuto nel paese".

COMUNICATO ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGI BOLOGNA
DA OGGI 2 AGOSTO 2004 POTETE VISIONARE E SCARICARE IL DISCORSO DEL 24° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980 SUL NOSTRO SITO WEB www.stragi.it (cliccando il bottone associazione ed entrando nella sezione discorsi)
Il Presidente
Paolo Bolognesi

COMUNICATO
Sono disponibili sul sito www.arcoiris.tv i filmati relativi alla manifestazione tenutasi il 02/08/2004 alla stazione di Bologna per ricordare insieme la strage in cui morirono 85 persone e 200 risultarono ferite.
01)- Intervento di Paolo Bolognesi
02)- Un minuto di silenzio per ricordare le vittime della Strage
03)- Messaggio del presidente della Repubblica
04)- Intervento di Leonardo Mannarino
05)- Intervento di Sergio Cofferati
06)- Intervento del Ministro Pietro Lunardi
Per vedere i filmati http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=222
Sono inoltre disponibili alcuni filmati riguardanti la strage alla stazione di Bologna del 02/08/1980.
Per vedere i filmati http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=19
Vi segnialiamo inoltre che a questo indirizzo potrete leggere il discorso integrale tenuto da Paolo Bolognesi durante la manifestazione:
http://www.stragi.it/index.php?pagina=associazione&par=disc2004

"La Repubblica"
L´IMPUTATO
Una storia giudiziaria lunga 14 anni: la prima ipotesi fu l´esplosione di una caldaia, infine gli ergastoli per Mambro e Fioravanti
Cinque processi per trovare gli esecutori senza nessuna traccia dei mandanti
LUIGI SPEZIA
La storia della vicenda giudiziaria della strage alla stazione è sempre stata accompagnata da una sensazione di fragilità, come se la verità faticosamente conquistata in quattordici anni e cinque processi fosse stata sempre sul punto di crollare. C´è sempre stato bisogno di presidiare le decisioni raggiunte dalla magistratura, che l´Associazione dei familiari ha difeso, sapendo che erano solo una parte della verità. Così, l´altra sensazione sempre associata alla vicenda giudiziaria - per ora, chiusa sostanzialmente nel 1995 - è di una limitatezza che sembra impossibile da eliminare, qualcosa che sta oltre i fatti e non si riesce a raggiungere, perché se gli esecutori materiali Francesca Mambro e Giusva Fioravanti sono in carcere (addirittura ora già semiliberi), i mandanti nessuno li ha mai colpiti. Forse solo intuiti o sfiorati, ma non c´è nulla che faccia pensare di essere sul punto di scoprirli.
Storia di sentenze, battaglie legali, scontri giudiziari, polemiche politiche, depistaggi, misteri da prima Repubblica. Già le ore dopo nuvola color arancio e nero che ingoiò un´ala della stazione promettevano male. Si era diffusa la voce di una caldaia esplosa. Mentre i vigili del fuoco scavavano tra le macerie in un silenzio irreale insieme a centinaia di civili, il presidente Sandro Pertini aveva fretta di sapere e fu il sostituto procuratore Luigi Persico a dare a lui e gli italiani una verità amara ma una certezza, arrivando a stabilire entro la sera del 2 che la caldaia non c´entrava. Non c´era stato nessun picco di caduta nella erogazione del gas e poi, alla fine, il cratere della bomba si trovò, tolti macerie e corpi.
Persico scardinò le serrature degli ambienti del neofascismo romano e veneto. Primi arresti e primi depistaggi: Licio Gelli capo della P 2 incontra Elio Cioppa funzionario del Sismi e si comincia a parlare di "pista internazionale". Tanti neofascisti in carcere, poi ridotti all´osso. Non regge l´alibi di Fioravanti ("Ero a Treviso, la mattina del 2 agosto") e poi lui e la Mambro vanno da un amico a chiedere documenti per fuggire, "perché il 2 agosto siamo passati da Bologna". Tanti indizi, cinque processi, nessun mandante. La tormentata vicenda giudiziaria della strage del 2 Agosto è chiusa da un pezzo, tranne un rivolo ancora aperto, che porta a Luigi Ciavardini, amico di Mambro e Fioravanti, cresciuto minorenne nel clima neofascista romano e ancora in attesa, a 41 anni, di un secondo processo di appello.
Ma anche lui sarebbe solo un esecutore, un "primo livello". La sentenza di primo grado promosse il lavoro di indagine dei giudici istruttori Vito Zincani, ora pm capo a Parma per il caso Parmalat e Sergio Castaldo, con l´accordo del pubblico ministero che era Libero Mancuso. L´11 luglio ´88, la Corte d´Assise condanna all´ergastolo Fioravanti, Mambro, Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco, ma questi ultimi due poi verranno definitivamente assolti. Condannati anche a dieci anni Gelli, Francesco Pazienza, i due ufficiali del Sismi Musumeci e Belmonte, per aver elaborato una strategia di depistaggio con l´invenzione di una falsa pista che portava a terroristi stranieri.
E´ l´intreccio tra neofascismo e servizi deviati, che - colpo di scena - in appello verrà cancellato: la Corte presieduta da Pellegrino Iannaccone manda tutti a casa assolti. Ma è un incidente di percorso che durerà poco. La Cassazione nel 1992 annulla l´annullamento del processo di primo grado ("la sentenza è illogica, i giudici hanno sostenuto tesi inverosimili") e si va così alla seconda sentenza d´appello, il 16 maggio ´94. Tre ergastoli (Mambro, Fioravanti, Picciafuoco) e di nuovo condannata la cricca P2 -servizi. La parola fine la mette la Cassazione nel novembre successivo, ma fine non è corretto, perché questa è una storia monca e ancora piena di polemiche.
Mambro e Fioravanti escono allo scoperto, in una intervista parlano del comune passato con gli esponenti di AN al governo e inizia la campagna per la proclamazione dello loro innocenza. Si costituisce a Roma un comitato che li difende, con intellettuali "che propongono tesi che non hanno nulla a che fare con la realtà processuale", controbatte l´Associazione dei familiari. "Siamo assassini, non mostri", giura Francesca Mambro nelle frequenti interviste. Si parla di revisione del processo, anche quattro anni fa il governatore del Lazio Francesco Storace scrisse a Guazzaloca per spezzare una lancia a favore della "coppia nera" d´Italia. Ma la verità giudiziaria, monca e incompleta, regge.

3 agosto 2004 - COMMEMORAZIONE STRAGE BOLOGNA: DAI GIORNALI
"La Repubblica"
Commemorate le vittime della bomba del 1980. Cofferati: si colpiva Bologna con l´intento di colpire il Paese
2 Agosto, accuse a Berlusconi
I familiari: era iscritto alla P2 che intralciò le indagini
Fischiato il ministro Lunardi. Il neosindaco: indecente la libertà a Mambro e Fioravanti
ANDREA CHIARINI
BOLOGNA - Un attacco diretto al premier Silvio Berlusconi, "iscritto alla Loggia Massonica P2". Dal palco delle cerimonie del 2 Agosto a Bologna, il presidente dell´Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, per la prima volta in un discorso ufficiale, associa esplicitamente il nome di Berlusconi alla P2. In piazza, ieri mattina per ricordare le 85 vittime della bomba della stazione, migliaia di persone. E´ il ventiquattresimo anniversario della strage. Ed è il "debutto" da sindaco di Sergio Cofferati, che prenderà le distanze, a manifestazione conclusa, dai fischi rivolti al rappresentante del governo, il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. "Anche se contenute, le contestazioni mi sono parse fuori luogo" dice il sindaco.
Duro Bolognesi, che si attira le critiche immediate del Polo. Dice il rappresentante dei familiari: "Come potrà un esecutivo il cui presidente del Consiglio è stato iscritto alla P2, tessera 1816, condurre coerentemente la lotta al terrorismo, quando il gran maestro di questa Loggia e i suoi accoliti si sono distinti nei depistaggi sulle stragi, per sovvenzioni alle bande armate neofasciste e nella corruzione del paese? Non lo dico io, lo dice il gran maestro Licio Gelli: "Guardo il paese e penso che si sta realizzando tutto quel che avevo scritto trent´anni fa, dovrei avere i diritti d´autore"". Bolognesi chiede anche l´abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo, richiesta a cui si associa Cofferati, che prima del corteo verso la stazione ha ricevuto una telefonata, definita "affettuosa", dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il sindaco nel suo intervento critica la libertà condizionata concessa ai neofascisti Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, già condannati definitivamente.
"E´ indecente - dice il primo cittadino - che una verità giudiziaria come quella appurata per la strage dei 2 agosto sia stata accompagnata da atti di clemenza incomprensibili verso gli esecutori materiali". Per Cofferati è arrivato il momento di affrontare la stagione di sangue vissuta da Bologna, per interrogarsi sul perché di tanta violenza: "Si colpiva questa città, per colpire il paese". L´invito, quasi una "esigenza morale", è di arrivare a una verità politica, necessaria quanto quella giudiziaria. "Bologna è stata oltraggiata dal terrorismo fascista, fino a quello, in anni più recenti, delle Brigate rosse - dice - . Sono state stroncate vite umane inermi, ignare. Si sono consumati atti violenti sui treni, sugli aerei, nei quartieri della città". Il riferimento è all´Italicus, a Ustica, all´omicidio di Marco Biagi e ai raid assassini dei poliziotti della Uno Bianca.
Le parole del sindaco provocano la reazione dell´ex capo di Stato Francesco Cossiga che da Roma trova "insopportabile la presenza alla manifestazione di Cofferati, l´istigatore del sinistrismo" che deve assumersi "la sua parte di responsabilità politica e morale nell´assassinio di Biagi".
Per la commemorazione di quest´anno i familiari avevano chiesto silenzio, "né fischi né bandiere di partito". Le migliaia di persone che hanno sfilato per il centro - tra loro, ma non nel gruppo delle autorità, anche l´ex sindaco Giorgio Guazzaloca - hanno rispettato questa volontà. Ma nel piazzale della stazione, una parte del corteo, l´ala no global che si riconosce nei Disubbidienti, decide di fischiare il ministro del Trasporti per alcuni minuti.
"Non credo sia responsabilità di questo governo - riesce a dire Lunardi - se non si è capito ancora tutto di questa strage o se chi l´ha compiuta è ancora impunito, noi non abbasseremo la guardia anche se in questi ventiquattr´anni sono state fatte molte cose per confondere le idee". Giudizi distinti dal centrodestra. L´intervento di Cofferati viene giudicato "garbato", mentre quello di Bolognesi è "furia ideologica". "Il sacrosanto dolore per una tragedia come la strage alla stazione - dice il coordinatore provinciale di Forza Italia Ubaldo Salomoni - non può trasformarsi in un lasciapassare per affermare qualunque strumentale sciocchezza passi per la testa".

ANSA:
STRAGE BOLOGNA: COSSIGA, DA FASSINO SOLO DEMAGOGIA
GOVERNI ULIVO NON HANNO FATTO NULLA PER SCOPRIRE VERI COLPEVOLI
L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga attacca il "kerryano" Piero Fassino che ieri, in una dichiarazione sulla strage di Bologna, ha ribadito il massimo impegno per scoprire tutti i responsabili dell'attentato del 2 agosto. "Parole demagogiche", secondo Cossiga, su una strage che a suo giudizio resta impunita dato che Mambro e Fioravanti non ne sono i colpevoli.
"L'allievo degli eleganti collegi gesuitici di Torino - sottolinea Cossiga - dovrebbe ricordare, quando chiede che vengano accertate tutte le responsabilita' del tremendo avvenimento, che per lungo tempo il governo e' stato nelle mani della sinistra-centro, che ministri dell'Interno sono stati il galantuomo Enzo Bianco e l'ex comunista Giorgio Napoletano, ed un esemplare ministro della giustizia, l'amico e comunista 'non pentito' e non 'camuffato' da 'democratico americano', come Diliberto. Dovrebbe ricordare l'esile, fisicamente e moralmente, Piero Fassino che i Ds, che controllavano i governi Prodi e D'Alema, avrebbero avuto tutto il tempo di abolire o disvelare un segreto di Stato, che peraltro non c'e"".
Quello che pero' piu' infastidisce Cossiga e' che ad associarsi ad "accuse ingiuste e inventate" contro i due "eversori neri" sia proprio il segretario dei Ds che non ha mai condannato episodi come, tra gli altri, "l'assassinio alla Malga di Porzus dello Stato Maggiore della gloriosa Brigata Partigiana 'Osoppo"" da parte "dei partigiani comunisti della Brigata 'Garibaldi' e del IX Corpus jugoslavo titino"; "il massacro sanguinario degli accademisti dell'esercito della Rsi, che si erano gia' arresi, da parte di partigiani comunisti"; l'assassinio a guerra finita "di migliaia e migliaia di cittadini da parte delle cellule armate del Pci" e in particolare "di oltre ottanta sacerdoti cattolici nel tragico 'Triangolo della Morte' emiliano-romagnolo".
Che a parlare della strage di Bologna sia Fassino "mi fa venire - conclude Cossiga - soltanto una leggera nausea, data la 'debolezza' del personaggio che non saprebbe 'sparare' certo 'parole che si tramutano in piombo', 'debolezza' rispetto al suo degno compagno Sergio Cofferati, che almeno questo coraggio ha avuto, e 'colpendo' giusto, e la cui presenza alla manifestazione di Bologna mi ha invece provocato ieri mattina un vomito quasi incoercibile: ma ad ognuno il suo!".

"L' Opinione"
Bologna, due colpevoli di repertorio
di Dimitri Buffa
Le stragi terroristiche che insanguinarono l'Italia dalla fine degli anni '60 a metà degli '80 hanno tutte quante due caratteristiche comuni: sono per definizione fasciste e non hanno colpevoli certi. Al massimo ce li hanno di repertorio. Come nel caso dell'evento che alle 10.25 di 24 anni fa (2 agosto 1980) insanguinò la città di Bologna con 85 morti, semidistruggendone la stazione ferroviaria. I colpevoli di repertorio in questione sono due ex terroristi di estrema destra, "fascisti", Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. Che negli anni di piombo uccisero parecchie persone e per questo vennero condannati all'ergastolo, pena che scontano ancora sia pure in regime di semilibertà con gli arresti domiciliari serali e con il permesso di lavoro.
Le prove usate per appioppare a questi due ex terroristi anche la strage di Bologna furono tutte falsate da depistaggi istituzionali di cui oggi nessuno si ricorda e l'unico testimone che poteva incastrarli è un delinquentone di mezza tacca, Massimo Sparti, prima ricattato e poi privilegiato dallo stato. Che arrivò a scarcerarlo una quindicina d'anni orsono perché dato morente di cancro e che invece ancora vive e campa a spese del contribuente. Questi i fatti. Mambro e Fioravanti, benché ritenuti innocenti persino da tanti opinion leader di sinistra, ogni 2 agosto devono sorbirsi la propria dose di condanna morale quando non di improperi e di insulti.
Certo sono stati condannati definitivamente per Bologna, ma anche Mario Moretti lo è stato per l'omicidio Moro e una cinquantina di alti dirigenti dello stato, carabinieri, giornalisti, magistrati. E allora perché di Moretti nessuno si ricorda più ed è altrettanto libero dei due ex terroristi di destra, questi ultimi invece vengono rispolverati come colpevoli di repertorio in tutti gli anniversari della strage? Ieri Cofferati, eletto a furor di popolo sindaco di Bologna, ha sentenziato che gli autori della strage sono stati premiati con libertà perché "hanno saputo vendere bene il loro silenzio". Fonte televideo Rai.
Il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi parla analogamente di potere di ricatto di Mambro e Fioravanti che tacerebbero sui mandanti politici. Ebbene chi scrive conosce abbastanza bene questi due ex pericoli pubblici numero uno d'Italia e il loro percorso di riabilitazione. Passato prima di tutto dal ripudio della lotta armata (come per i brigatisti) e poi dal dialogo cercato e in certi casi trovato con i familiari di alcune loro vittime. E questo al contrario dei brigatisti che ancora oggi dicono di avere ucciso per l'idea e parlano dei morti ammazzati come di accidenti della storia.
Ma tutto questo non basta ogni 2 agosto a risparmiare a Mambro e Fioravanti un diluvio di polemiche. Loro di solito non battono ciglio perché benché nessuno, al contrario del caso di Sofri, si sia battuto per la revisione del processo di Bologna in cui vennero dichiarati definitivamente colpevoli, sanno di avere altre colpe da espiare e quindi incassano e aspettano che passi la buriana. Resta però il fatto che due colpevoli di repertorio possono al massimo garantire una verità giudiziaria. Non storica e tanto meno ontologica.
E ci vorrebbe un bello scatto di reni da parte della sinistra che pure solo nei primi anni '90 (do you remember Furio Colombo?) con un'onestà intellettuale mai più replicata si rendeva conto che a Bologna potevano avere agito ben altri fattori di terrorismo internazionali piuttosto che due terroristi fascistelli come erano all'epoca Mambro e Fioravanti. Oggi però, si sa, da una parte governa il centro destra e non si possono fare sconti a nessuno e dall'altra Cofferati che ha appena plebiscitato l'elezione di sindaco di certo non può mettersi contro i familiari della strage di Bologna che in mancanza di meglio a questi due colpevoli di repertorio (ancorché difesi in passato dalla stessa sinistra che oggi volta loro le spalle) ci si aggrappa.
Chi scrive non è mai stato né fascista né comunista però, un atto di testimonianza civile a favore della Francesca Mambro e del Valerio Fioravanti di oggi può farla. Ed è una testimonianza positiva, di due cittadini recuperati dalla società, non peggiori di tanti altri assassini di mafia o di terrorismo che girano a piede libero nel Bel Paese. Molto probabilmente innocenti del reato di strage del 2 agosto 1980 a Bologna.

3 agosto 2004 - STRAGI: CAPEZZONE, SI APRANO ARCHIVI PCI A STORICI E STAMPA
ANSA:
STRAGI: CAPEZZONE, SI APRANO ARCHIVI PCI A STORICI E STAMPA
"Il Pci trovi l'onesta' intellettuale di ridiscutere il capitolo delle stragi e apra i propri archivi a storici e giornalisti": Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, intervistato da "L'Opinione", sottolinea che "sui misteri d'Italia, Cossiga ha parlato, Pecchioli no".
"Confesso - afferma - che ho trovato significativa la risposta di Cossiga a Cofferati e anche io considero le parole da lui pronunziate a suo tempo su Marco Biagi come qualcosa che contribui' a creare un certo clima su cui ancora oggi dobbiamo riflettere, ma sulle stragi e i misteri d'Italia e' ora che si abbandoni la chiave di lettura che vede come registi gli americani, come complici i servizi deviati e la massoneria e come manovalanza i soliti utili idioti dei fascisti".
"In questi anni l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga con un'onesta' intellettuale che gli va riconosciuta ha detto e fatto molto per infrangere il silenzio su quel periodo, Pecchioli invece non ha mai detto una parola ne' parlano oggi i protagonisti del Pci di quegli anni. Visto che ora purtroppo Pecchioli non c'e' piu"".

7 agosto 2004 - GRANDE VECCHIO E TERRORISMO: PASQUINO
"La Repubblica"
L´INTERVENTO
Grande Vecchio e terrorismi, un teorema deviante
Il discorso di Cofferati lascia qualche perplessità
GIANFRANCO PASQUINO
Le profonde differenze di opinione fra l´avvocato Alessandro Gamberini e il magistrato Libero Mancuso sulla pena da scontare per i terroristi neo-fascisti Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, già condannati con sentenza passata in giudicato, sulla concessione a costoro di libertà condizionata e di altre "facilitazioni", in assenza di qualsiasi segnale, non dirò di pentimento, ma neppure di rincrescimento per le vittime, e sul come mantenere la memoria di un avvenimento tanto tragico come la strage alla stazione di Bologna, meritano molte riflessioni. La prima consiste nell´evitare qualsiasi contrapposizione fra perdonisti, che sarebbero buoni, anzi, tanto più buoni quanto più il crimine commesso è grave, e giustizialisti, che sarebbero cattivi, vendicativi, sempre pronti a fischiare in piazza. Raccogliendo le accorate preoccupazioni espresse da Tarcisio Zanni (lettera a "Repubblica" del 7 agosto), il silenzio per la giornata della commemorazione è un´iniziativa nobile, ma non deve essere contrapposta alla ricerca di quel che manca all´accertamento della verità, anche soltanto di quella giudiziaria. La seconda riflessione è che, da due uomini di legge, colti, preparati ed esperti, mi sarei aspettato una risposta convincente e definitiva all´interrogativo che indigna, giustamente i familiari delle vittime. Quello di cui godono Francesca Mambro e Valerio Fioravanti è un trattamento di favore da parte dei giudici che hanno concesso loro la semi-libertà (giusto?) oppure i giudici hanno semplicemente applicato la legge? Quanto conta la discrezionalità e quanto, invece, il dispositivo attuale della legge? Mi pare chiaro che se molte misure a favore dei due condannati erano/sono discrezionali, allora abbiamo davvero il diritto di sapere perché e con quali motivazioni i giudici sono stati così accondiscendi. Sicuramente, la memoria, dei Familiari delle Vittime e di tutti coloro che pensano che una collettività deve, anzitutto, conoscere la verità prima di riconciliarsi (ma l´esempio del Sud Africa richiamato da Gamberini mi pare davvero estemporaneo e poco suggestivo), non dipende né dall´entità della pena né dalla sua prosecuzione. La memoria, nella misura in cui serve a rendere più coesa e a migliorare una collettività, si tramanda in maniera nobile nei comportamenti, nelle dichiarazioni, negli insegnamenti. Allora, ho un secondo motivo di preoccupazione riguardo al discorso di Cofferati e, ancor più, riguardo ad alcune interpretazioni che ne sono state date.

8 agosto 2004 - FACCIA A FACCIA MAMBRO-MANTOVANI
"Avvenire"
FACCIA A FACCIA AGOSTO 1980: C'È LA STRAGE A BOLOGNA E NASCE IL MEETING DI QUELL'ESTATE CRUCIALE PARLERANNO A RIMINI DUE EX NEMICHE, UNA BRIGATISTA E UNA MILITANTE DEI NAR
"Un'altra opportunità". S'intitola così l'incontro che lunedì 23 agosto alle 11.15 vedrà allo stesso tavolo del Meeting di Rimini due protagoniste degli anni di piombo: la "nera" Francesca Mambro e la "rossa" Nadia Mantovani, che qui sotto anticipano alcuni temi del faccia a faccia. Coordinerà il confronto il sociologo Luigi Manconi, ex di "Lotta continua", oggi garante delle persone private della libertà per il Comune di Roma.
La rossa e la nera: rien va plus
"Ci fosse stato il volontariato negli anni Settanta, forse le cose sarebbero andate diversamente"
"Non vedo continuità tra la Lioce e noi Io non sono arrivata dove volevo, ma tutto sommato rivendico l'onestà degli intenti"
Di Roberto Beretta
Mambro: "Noi abbiamo pagato I terroristi all'estero invece no"
Avvenne il medesimo agosto: la strage di Bologna (per la quale ha ricevuto una condanna insieme al marito Giusva Fioravanti) e il primo Meeting dell'Amicizia. Non potrà fare a meno di ricordarlo Francesca Mambro - la "primula nera" dei Nar, vent'anni di carcere su 45 di vita, ora ad arresti domiciliari che le permettono di stare con la figlia di 3 anni e di lavorare nell'associazione "Nessuno tocchi Caino" - quando sarà a Rimini.
A poca distanza, di spazio e di tempo, due eventi che hanno a che fare con la sua vita. Significa qualcosa, signora Mambro?
"Beh, nel 1980 c'è anche Ustica, allora, e diversi altri morti (il pilota libico in Calabria, ad esempio) che nessuno ha ancora spiegato... Voglio dire che in quell'anno si vissero scenari che potrebbero spiegare molte cose, se prima o poi qualcuno ci dirà cos'è accaduto davvero. Quanto al Meeting, quei giovani sono appunto la mia speranza che la nostra storia sia finalmente raccontata nel modo giusto".
Lei parlerà insieme a Nadia Mantovani, che ha definito "vecchia e cara amica". È amica anche di Adriana Faranda e con Anna Laura Braghetti ha scritto addirittura un libro. Come mai tante frequentazioni "rosse"?
"A lungo ho nutrito per la sinistra un odio veramente feroce. Io sono cresciuta nel Msi e ricordo perfettamente che la nostra vita non era semplice; non c'era spazio nemmeno per esprimere le proprie idee. Durante la detenzione invece, soprattutto nei primi anni in cui finivo sui giornali come "il mostro della strage di Bologna", ho trovato nelle brigatiste delle donne che dovevano essere nemiche e tuttavia si rivelavano non così lontane da me. Ci siamo parlate e il nostro mondo è venuto a contatto; la voglia stessa di incontrarsi fa cambiare le persone, del resto. E poi loro non hanno mai creduto alle accuse di Bologna, sapevano che il processo era politico".
Però lei marca anche una differenza coi brigatisti: dice di aver sempre amme sso le sue responsabilità - quelle vere - e gli errori commessi, mentre i bierre anche "pentiti" non sempre hanno fatto lo stesso. Come giudica allora il caso Battisti?
"Noi abbiamo pensato di dover rendere conto di ciò che avevamo fatto; gli altri rispondano alla loro coscienza. Ci sono molti brigatisti che hanno pagato per le loro colpe, che sono tuttora in carcere senza mai essere usciti. Battisti non ha risposto delle sue responsabilità ed è difficile immaginare un suo ritorno senza problemi. Ma non vorrei parlare di chi sta in condizioni diverse dalle mie; oggi mi sembra già così assurdo definirsi "prigionieri politici"...".
Né lei né Giusva avete mai voluto definirvi "pentiti" o "dissociati".
"Perché il pentimento giudiziario non è stato legato a una vicenda interiore, ma a un do ut des che ha portato a grandi disastri nella giustizia. Nei tribunali non si cercava più la verità, bensì il pentito che confermasse un teorema. Penso invece che la dissociazione sia stata importante perché chiudere l'esperienza della lotta armata ha spezzato una catena. Cosa che purtroppo nelle Br non è avvenuta".
Appunto: come giudica le nuove Br?
"Mi sembra tutto così lontano, astratto... Non c'è contatto con la realtà. È come se avessimo a che fare con persone che non riescono a vedere altro che l'ideologia e non si confrontano con nessuno".
Si sente addosso il giustizialismo della gente? E lei, che giustizia si applicherebbe?