Almanacco dei misteri d' Italia


La strage della stazione di Bologna
le notizie del 2005
25 gennaio 2005 - CICLO DI INCONTRI SU TERRORISMO E STRAGISMO
Comunicato:
COMUNE DI GALLIERA
CEDOST
(Centro di documentazione storico politica sullo stragismo)
Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980
Terrorismo terrorismi:per cominciare a riflettere
CICLO DI INCONTRI SU TERRORISMO E STRAGISMO RIVOLTO A STUDENTI, STUDIOSI E CITTADINI
Gli incontri si terranno presso la Biblioteca Comunale via della Pace, 2/1 - Tel. 051.815442 e-mail: bibliogal@comune.galliera.bo.it
VENERDI' 28 GENNAIO 2005, ORE 21
Proiezione del film
"La seconda volta" di Mimmo Calopresti
Conduce e coordina:
Cinzia Venturoli Direttore Cedost
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE E A DARNE LA MASSIMA DIVULGAZIONE
IL PRESIDENTE
PAOLO BOLOGNESI

29 gennaio 2005 - A RISCHIO IL FILM SU MAMBRO E FIORAVANTI
"Il Messaggero"
A rischio il film su Mambro e Fioravanti
ROMA - A rischio il film prodotto da Bonivento sulla storia dei terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti diretto da Francesco Patierno con Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff. Le riprese sarebbero dovute partire in marzo ma un esposto della coppia ex Nar preoccupata per la privacy della figlia di tre anni ha fatto arrivare ieri i carabinieri all'Istituto Luce. Il procedimento è stato però archiviato dal sostituto procuratore della procura dei minori di Roma, Simonetta Matone.

9 febbraio 2005 - IL PRODUTTORE: "NON GIRERÒ PIÙ LA STORIA MAMBRO-FIORAVANTI"
"Il Corriere della sera"
IL PRODUTTORE DOPO LE POLEMICHE
"Non girerò più la storia Mambro-Fioravanti"
Non si farà Banda armata , il film sui terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti diretto da Francesco Patierno, che avrebbe avuto come interpreti Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff. Ad annunciarlo è Claudio Bonivento, dopo le proteste dell'Associazione dei Familiari vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980 e di via dei Georgofili. Ma è arrivato anche, a fine gennaio, un esposto della coppia ex Nar, preoccupata per la privacy della figlia di 3 anni, che ha portato a un intervento dei carabinieri all'Istituto Luce. "Si sono travisati parole e intenti - dice il produttore ( La scorta , Meri per sempre , Pasolini ) - si voleva raccontare un pezzo di storia italiana, ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi. Mi sembra strano che questa legge valga solo per il cinema, mentre si possono scrivere libri e fare servizi tv su fatti recentissimi. Non c'era comunque nessuna intenzione di fare degli eroi dei due terroristi". Bonivento ha pronta la sceneggiatura del film tv su Pantani, Il Pirata-l'orgoglio ritrovato di cui dovrebbero partire le riprese a giugno-luglio prossimi e su Raiuno presto andrà in onda "Il grande Torino" di cui è regista.

23 febbraio 2005 - VITTIME STRAGE BOLOGNA SU MAMBRO E FIORAVANTI RADICALI
ANSA:
RADICALI: VITTIME STRAGE BOLOGNA, CON LORO MAMBRO E FIORAVANTI
TRATTATIVA ELETTORALE CON I POLI SVILISCE ETICA POLITICA
I familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna intervengono sulla trattativa per un accordo elettorale tra i Radicali e i due poli, Unione e CdL, e si dicono "attoniti di fronte ad una situazione che vede l'etica della politica svilita per qualche pugno di voti".
"All'interno del Partito Radicale - commenta il presidente dell'Associazione familiari, Paolo Bolognesi - hanno militato Francesca Mambro e Valerio Fioravanti; quest'ultimo nel 2003 figurava tra i componenti del Comitato Nazionale Radicale. Ricordiamo ad entrambi i poli che queste persone, terroristi fascisti dei Nar, sono gli esecutori materiali della strage alla stazione centrale di Bologna del 2 agosto 1980, che causo' 85 morti e 200 feriti, e di altri 13 omicidi".

26 febbraio 2005 - IN PENSIONE NUNZIATA, PM BOLOGNA CHE INDAGO' SU STRAGI
ANSA:
GIUSTIZIA: VA IN PENSIONE PM BOLOGNA CHE INDAGO' SU STRAGI
CERCARONO DI INTIMIDIRMI, MA ORA E' UN FENOMENO GENERALIZZATO
Ha deciso di andarsene in pensione a 64 anni il giudice Claudio Nunziata, da sette anni consigliere di Corte d'Appello a Bologna, che da pubblico ministero si era occupato delle stragi dell'Italicus, della stazione di Bologna e di quella del Natale '84 al rapido 904. "Le energie non le posso sprecare - ha spiegato ai cronisti - e ora intendo dedicarmi a una rivisitazione sul piano storico delle risultanze processuali delle varie vicende penali che hanno condizionato la democrazia".
Non fa alcuna polemica, e il tono e' sempre pacato, ma forse le energie avrebbe voluto ancora darle alla magistratura, dove e' rimasto per 35 anni: l'anno scorso aveva presentato domanda per il posto di Procuratore aggiunto del capoluogo emiliano, dove poi e' andato un altro magistrato. "Era una delle possibili opzioni - ha risposto Nunziata - ma non ho rimpianti se mi guardo indietro. Ora potro' fare anche tutte quelle cose per le quali non avevo mai tempo, come leggere o seguire conferenze". E dire che, la toga, avrebbe potuto tenerla per quasi altri dieci anni, secondo la legge: "Francamente - ha tagliato corto - mi sembra fuori luogo lavorare a 72 o 75 anni, perche' per dirigere un ufficio giudiziario ci vogliono molte energie".
Da Bologna, nel 1991, fu trasferito d'ufficio dal Csm in seguito a una condanna per calunnia ai danni di un collega bolognese, sullo sfondo di un'inchiesta sulla massoneria: fu assolto otto anni piu' tardi, dopo la revisione del processo. Dal '92 al '98 pero' era stato a Milano, come consigliere di Corte d'Appello.
"L'episodio che mi ha visto oggetto di incolpazione - ha ricordato - e' stato parte di un atteggiamento di intimidazione nei confronti della magistratura: hanno tentato di sequestrare la mia vita, ma questi sono anni peggiori perche' il fenomeno e' generalizzato, quando un magistrato assume decisioni non gradite al potere". C'e' poca fiducia anche negli ultimi progetti di riforma: "Gli interventi proposti da questo governo in materia di giustizia - ha aggiunto Nunziata - sono soluzioni fittizie adottate da politici grossolani e incompetenti o che hanno il preciso obiettivo di distruggere lo stato di diritto".

27 febbraio 2005 - NUNZIATA IN PENSIONE: DAI GIORNALI
"La Repubblica"
Il magistrato, noto per le sue indagini su massoni, mafiosi e stragisti, lascia. "Nessuna polemica, ho energie per fare altro"
Addio a "Torquemada" Nunziata va in pensione
"Giustizia a doppia velocità"
Si ritira a 64 anni, dopo 45 di lavoro, 35 dei quali passati in magistratura
"Ho altre cose da fare: le primarie del centrosinistra, montagne di libri?"
PAOLA CASCELLA
Un pezzo di città si sentirà un poco più povera e indifesa contro l´arroganza dei potenti, l´altra metà tirerà un sospiro di sollievo. Torquemada va in pensione. A soli 64 anni, dopo 45 di lavoro, 35 dei quali passati in magistratura, Claudio Nunziata, uno dei magistrati che più hanno diviso l´opinione pubblica e il Palazzo di giustizia, durante dieci anni di impopolarissime inchieste, (medici, massoni, colletti bianchi, neofascisti stragisti, mafiosi molto ben ammanicati?) si toglie la toga e se ne va. Odiatissimo, ma anche amatissimo, (mai mezze misure per lui), spesso in conflitto con i suoi stessi colleghi, da domani si occuperà di altro: "Le primarie del centrosinistra, le montagne di libri che non ho ancora letto, le stragi dal punto di vista storico?Siamo in tanti ad aver deciso di andarcene". Niente altro, nessun altro problema? "No, niente altro", assicura con gli occhi azzurri sempre sereni fissi in faccia al cronista. Lo dice anche ad un collega che è venuto a stringergli la mano all´ultimo piano della vecchia Procura di Palazzo Baciocchi dove negli ultimi cinque anni Nunziata, giudice di Corte d´appello ha anche costruito il sito del distretto formando una banca dati con 65mila profili su tutte le fasi dei processi d´appello. Il collega ne conviene: "Ad ottobre anch´io vado in pensione, siamo in parecchi"
Giudice Nunziata, perché tante defezioni, non sarà che una parte della magistratura si sente sotto tiro a causa del vento normalizzatore che spira sempre più forte?
"Io non me ne vado certo perché ci sono dei problemi. Ho delle energie, non le devo e non le posso sprecare. Lascio per potermi dedicare a quegli interessi che ho dovuto tralasciare in tutto questo tempo".
Ma 64 anni non sono un po´ pochi? Ci sono giudici che restano in magistratura fino ai 72 anni. Ed è in discussione se portare il limite addirittura a 75.
"Lo trovo fuori luogo perché per dirigere un ufficio giudiziario ci vogliono forze che percentualmente vanno diminuendo quando si supera una certa età. Per quanto mi riguarda 64 anni sono ancora utili a costruire qualcosa. In questi anni ho lavorato anche 20 ore al giorno, mia moglie non ha mai smesso di rimproverarmi?.".
Lei però solo l´anno scorso ha presentato domanda per il posto di procuratore aggiunto.
"Sì, era una delle possibili opzioni, una delle alternative. Non è in contraddizione con la scelta di oggi".
Quanto ha pesato sulla sua scelta la situazione della giustizia in questo momento?
"Ci sono problemi strutturali insuperabili. Con la riforma del cosiddetto giusto processo non è più possibile rispondere alle esigenze dell´utenza. Il legislatore non ha avuto la forza di completare il suo lavoro riformando anche il sistema delle impugnazioni in appello, così i tempi processuali sono raddoppiati. La giustizia va a due velocità: una per i poveracci che non hanno la possibilità di sostenere tutti i gradi di giudizio, l´altra per gli inquisiti abbienti che si possono permettere di perseguire la prescrizione come fine ultimo del processo. Il ministro Castelli non sta facendo nulla per migliorare la situazione. Per magistrati e personale è umiliante non rispondere alle attese dei cittadini".
Cosa succederà con la cosiddetta legge salvaPreviti che accorcia i tempi della prescrizione?
"Se verrà approvata, la ex Cirielli manderà a mare tutto il nostro lavoro. E´ fuori da ogni logica. Saranno quadruplicate le prescrizioni. Gli interventi di questo governo in materia di giustizia sono soluzioni fittizie adottate da politici grossolani e incompetenti, o che hanno il preciso scopo di distruggere lo stato di diritto".
Venticinque incolpazioni davanti al Csm, attacchi furibondi persino dall´ex presidente della Repubblica Cossiga, un processo penale nel quale è stato condannato per calunnia nei confronti di un collega, quasi dieci anni per la riabilitazione (con risarcimento da parte dello Stato), cambierebbe qualcosa di quello che ha fatto?
"Qualsiasi magistrato deve mettere in conto tra i rischi del mestiere queste molestie ed aspettare con serenità che sia fatta chiarezza".
Molestie?
"Si, hanno tentato di sequestrarmi la vita, ma io sono sempre stato sereno. Non mi sono mai sentito una vittima. La funzione giudiziaria non trae le sue ragioni dalla necessità di secondare lobby e centri di potere o di dar sfogo al "sano sentire comune", secondo un principio del diritto nazionalsocialista oggi in voga, ma al contrario dalla necessità di assumere decisioni in piena indipendenza. Ogni giudice che indaga sui potenti avrà queste risposte. Ma deve essere forte e metterle in conto".
Lei però ha dovuto anche chiedere il trasferimento a Milano.
"Un´esperienza che mi ha arricchito. Sono stato fortunato perché amici, colleghi e cittadini di questa città mi sono sempre stati vicini".
Non tutti. Per molti lei era Torquemada, Savonarola, toga rossa.
"Un giudice deve essere serio. Un pm deve essere severo, ma anche umano".

2 marzo 2005 - STRAGE BOLOGNA: ASS. FAMILIARI, GOVERNO E POSTE DIMENTICANO
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: ASS. FAMILIARI, GOVERNO E POSTE DIMENTICANO
BOLOGNESI, NON CI RISPONDONO SU FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO
"Quello che chiediamo al ministero delle comunicazioni e alle Poste italiane e', almeno, che ci rispondano, che ci dicano ufficialmente se non vogliono che sia emesso un francobollo che ricordi il 25/o anniversario della strage alla stazione di Bologna che ricorre il prossimo 2 agosto. Il silenzio che segue le nostre continue richieste ci fa pensare male, ci fa pensare che forse a questo Governo non faccia piacere ricordare". Lo ha sostenuto il presidente dell' Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, in una conferenza stampa convocata per denunciare le difficolta' per emettere il francobollo e per lanciare il concorso rivolto agli under 36 tramite le scuole e le Universita' italiane e anche le accademie del resto del mondo.
Bolognesi e lo scenografo e progettista del concorso, Ferrino Fanti hanno ricostruito le tappe della vicenda a proposito di un "francobollo che probabilmente non verra' mai eseguito". L' idea nacque oltre tre anni fa, quando l' associazione penso' di indire un concorso per i giovani per la produzione di bozzetti per la commemorazione del 25esimo annniversario della strage. I contatti avvennero con le poste a Bologna e a Ravenna, citta' di Fanti, che girarono la proposta al ministero dell' on. Maurizio Gasparri e alle direzione filatelia delle poste dirette da Marisa Giannini. La proposta fu fatta propria dagli enti locali che il 10 ottobre 2003 scrissero una lettera congiunta al ministero e alle poste, firmato dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, della Provincia di Bologna Vittorio Prodi e dell' allora sindaco Giorgio Guazzaloca. Le poste replicarono che, avendo un proprio staff di esperti, non era accettabile il sistema del concorso, ma poi si raggiunse un accordo quando l' associazione disse che se ne sarebbe accollate le spese e che sarebbero stati poi gli esperti delle poste a scegliere il bozzetto tra quelli proposti.
"D' allora - ha detto Bolognesi - e siamo gia' in autunno 2004, alle nostre telefonate rispondono sempre segreterie che ci dicono che saremo richiamati dai responsabili, ma questo non succede mai. A pensare male si fa peccato ma a volte ci si prende. Dopo le vicende delle polemiche sulla prescrizione del rogo di Primavalle gli interventi degli uomini del governo sono stati tutti rivolti a ribadire l' innocenza per la strage di Bologna dei condannati Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Noi, inoltre, in relazione al tentativo di accordo tra i radicali con la Cdl o l' Unione abbiamo ricordato che Mambro e Fioravanti sono dirigenti radicali e che dunque sarebbe etico non raggiungere un accordo per un pugno di voti. E' di oggi la notizia che un uomo dei Nar sara' candidato da An alle prossime elezioni reginali di Lombardia a sostegno della lista Formigoni. Sono tutti segnali che dicono come l' attuale governo forse non abbia piacere di ricordare".
Per farlo comunque, l' associazione indice oggi il concorso. Se anche il francobollo non sara' emesso, i bozzetti serviranno per produrre le cartoline per l' annullo filatelico che sara' comunque fatto per il 2 agosto 2005. I bozzetti possono essere rivolti per posta elettronica al sito www.unattimo20anni.it o per posta normale alla Ferrino srl, via degli Spreti 56 - 48100 Ravenna.

3 marzo 2005 - STRAGE DI BOLOGNA: DOV'ERI QUEL GIORNO?
"La Repubblica"
IL LIBRO/2
Le testimonianze e le memorie di quel tragico 2 agosto 1980
"Dov´eri quel giorno?" alla Biblioteca di Borgo Panigale
Un libro di testimonianze e memorie, "2 agosto 1980. Dov´eri?", questa sera, alle 20.30, alla Biblioteca del quartiere Borgo Panigale. Ne parleranno Massimiliano Boschi e Cinzia Venturoli, curatori del testo pensato dal Cedost e dall´Associazione familiari delle vittime, insieme ad Alessandro Castellari, Paolo Bolognesi e Maurizio Degli Esposti. Il libro, edito da Pendragon l´estate scorsa, è un documento senza tempo e davvero emozionante. Fra le sue 90 pagine tantissime testimonianze di cittadini comuni e personalità che ricordano come hanno appreso la tragica notizia della bomba alla stazione di Bologna, alle 10.25 di quel tragico 2 agosto. Immagini, sensazioni, tanti pensieri.
E così scopriamo che Cofferati seppe della notizia a Milano dall´edizione straordinaria del Gr, Guazzaloca invece era nella sua macelleria di via Sabotino, Zangheri a Yalta e Walter Vitali a San Francisco, Imbeni al lavoro nella segreteria di via Barberia, Frate Casali in San Domenico per le confessioni.
(f.p.)

16 marzo 2005 - STRAGE BOLOGNA: CENTROSINISTRA, FRANCOBOLLO PER 25/O
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: CENTROSINISTRA, EMETTERE FRANCOBOLLO PER 25/O
RISOLUZIONE PRESENTATA IN COMMISSIONE ALLA CAMERA
Una risoluzione che impegni il Governo a dare attuazione all'emissione del francobollo commemorativo del 25/o anniversario della strage alla stazione di Bologna, "tenendo conto del concorso indetto dall' Associazione e coinvolgendo nella scelta e nelle decisioni l' Associazione dei familiari che l'ha proposto". L'hanno presentata in Commissione alla Camera i deputati del centrosinistra Alfiero Grandi, Giorgio Panattoni, Andrea Papini, Titti De Simone, Giovanna Grignaffini, Paolo Cento, Arturo Parisi, Giorgio Pasetto, Sergio Sabattini, Katia Zanotti, Franco Raffaldini, Piero Ruzzante e Eugenio Duca.
"L'Associazione 2 agosto 1980, che raggruppa i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, ha proposto di emettere in occasione del 25/o anniversario un francobollo commemorativo", ricordano i parlamentari, e "rispettando i tempi previsti assieme alle istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione), in data 10 ottobre 2003 aveva inviato al Ministro Gasparri la richiesta, alla quale fino ad ora non vi e' stata risposta". L' Associazione, quindi, "il 2 marzo ha indetto il concorso previsto per l'esecuzione di un francobollo che il Governo non ha deciso fino ad ora di emettere".
"E' del tutto evidente - spiegano i parlamentari - che una tragedia umana di questa portata, che ha avuto un grande impatto sull'opinione pubblica e in particolare sulla citta' di Bologna, richiede che il ricordo sia mantenuto vivo non solo in occasione delle iniziative commemorative gia' definite, ma anche con un complesso di iniziative volte a mantenere ben vivo il ricordo. In questa direzione anche l'emissione di un francobollo commemorativo puo' essere un contributo".

17 marzo 2005 - STRAGE BOLOGNA: INCHIESTA ANCORA APERTA, INDAGATO CAVALLINI
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: INCHIESTA ANCORA APERTA, INDAGATO CAVALLINI
LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA DI CIAVARDINI
C'e' ancora un fascicolo della Procura di Bologna, che vede indagato l'ex Nar Gilberto Cavallini, aperto per la strage alla stazione del 2 agosto '80.
Lo si evince dalle motivazioni della sentenza con sui la Corte di Appello di Bologna, sezione minorenni, il 13 dicembre scorso ha condannato a 30 anni l'altro ex Nar Luigi Ciavardini per la strage che quel 2 agosto provoco' 85 morti e 200 feriti. Nel 1980 Ciavardini era diciassettenne.
Cavallini era stato condannato per banda armata nel processo che aveva portato all'ergastolo di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro per la strage. Sulle sue spalle, ergastoli e diverse altre condanne. Cavallini fu protagonista tra gli anni Settanta e gli Ottanta della scia di sangue del terrorismo neofascista: diversi omicidi, tra cui quelli del giudice Mario Amato, dello studente di sinistra Amoroso (aggredito a caso per strada e ammazzato a coltellate davanti alla sede dell'Anpi di Milano), e di poliziotti e carabinieri tra Roma e Milano.
Cavallini venne arrestato in un bar di Corso Genova a Milano il
12 settembre 1983 assieme a un altro terrorista di destra
super-ricercato, Stefano Soderini. Cavallini un paio di anni fa e' stato accusato di aver compiuto una rapina in banca a Verona durante il 2002, mentre era in regime di semiliberta'.
Era stato il pm della Procura dei minori nel processo di primo grado a Ciavardini a inviare gli atti alla Procura della Repubblica di Bologna, "competente a trattare il caso di Cavallini, maggiorenne all'epoca del fatto", si ricorda nei motivi della sentenza. I giudici ricordano poi che "nulla si e' piu' saputo in merito allo sviluppo dell'iniziativa, fino alla memoria presentata dal difensore della parte lesa 'Comune di Bologna', che ha notiziato questo giudice della pendenza, nella fase delle indagini preliminari, di un procedimento penale per la partecipazione alla strage a carico di Gilberto Cavallini". "La pendenza di un procedimento a carico del Cavallini - dicono i giudici - non modifica il quadro probatorio nei confronti di Ciavardini, tanto piu' che non risulta emesso alcun provvedimento giudiziario con cui potersi confrontare (archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio), per approfondire le ragioni dell'atteggiamento 'attendista' della Procura della Repubblica di Bologna sul conto di Gilberto Cavallini. Non spetta a questa Corte sindacare la strategia della Procura e dare giudizi su Cavallini".
L'atteggiamento definito 'attendista', verrebbe seguito dalla Procura per evitare che un eventuale processo con sentenza di assoluzione metta la parola fine definitivamente sulla posizione di Cavallini. Infatti, dopo un'assoluzione anche se emergessero nuovi elementi accusatori, non potrebbe piu' riaprirsi il processo.
Riguardo a Ciavardini, nelle 167 pagine di motivazioni si sottolinea che "nessun ostacolo si frapponeva alla partecipazione alla progettata strage, sia riguardo alla fase preparatoria, durante il quale il suo compito e' consistito nel permettere al Fioravanti di disporre di un documento di copertura valido e ancora utilizzabile, sia per quella esecutiva, dove la sua presenza era funzionale al miglior perseguimento dell'obiettivo, tenuto conto della tipologia e delle modalita' dell'azione terroristica e delle sue qualita' di organizzatore delle imprese criminali della banda". "D'altra parte si deve logicamente escludere che il Ciavardini, senza avere impedimenti di sorta, dopo aver acquisito un ruolo di tutto rispetto in seno alla banda, dopo averne condiviso lo spirito, le strategie e le finalita', dopo essersi trovato nello stesso luogo degli amici e sodali che stavano per compiere la strage, dopo essere stato dagli stessi informato dell'imminente atto terroristico, dopo aver rinviato un appuntamento fissato con la fidanzata e gli amici per il giorno dell'attentato quando dal Fioravanti non era stata ancora stabilita la data, se ne sia stato in disparte e non abbia partecipato alla fase esecutiva che rappresentava il punto cruciale del comune progetto politico, alla quale, come nelle precedenti imprese criminose, il suo intervento avrebbe potuto apportare un importante ausilio operativo".
Il processo a Ciavardini era tornato alla Corte d'Appello di Bologna dopo che la Cassazione, il 12 dicembre 2003, aveva annullato con rinvio la precedente condanna di secondo grado a 30 anni decisa nel marzo 2002 a Bologna. In primo grado il tribunale dei minori aveva assolto dal reato di strage Ciavardini, condannandolo solo per la banda armata a 3 anni e 6 mesi.

18 marzo 2005 - STRAGE BOLOGNA: INDAGATO CAVALLINI
"La Repubblica"
LA SENTENZA
Strage della stazione, Gilberto Cavallini indicato come "corresponsabile"
Nella sentenza di Ciavardini spunta un nuovo indagato
"Ma la pendenza del procedimento non modifica il quadro probatorio"
Scrivono i giudici nelle motivazioni: "Nulla si è più saputo di quell´iniziativa"
C´è una notizia nuova nelle 167 pagine delle motivazioni della sentenza che ha condannato l´ex Nar Luigi Ciavardini a 30 anni di carcere per la strage della stazione, il 2 agosto 1980. Nell´inchiesta su quel massacro c´è un "nuovo" indagato che ha un nome vecchio per le cronache, anzi vecchissimo. E´ Gilberto Cavallini, anche lui componente dei Nuclei armati rivoluzionari e della banda dei "sette magnifici pazzi" come si autodefinivano Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Egidio Giuliani, Giorgio Vale, Stefano Soderini e soprattutto lo stesso Ciavardini, sempre troppo spavaldo e ciarliero, secondo i camerati di allora. "Giova ricordare - scrivono i giudici dei minori - che ad esito del processo di primo grado riguardante Ciavardini era emersa a giudizio del pubblico ministero, la corresponsabilità nella strage di Gilberto Cavallini, maggiorenne all´epoca dei fatti". Per questo gli atti erano stati inviati alla Procura della Repubblica, ma "nulla si è più saputo in merito allo sviluppo dell´iniziativa, fino alla memoria presentata nel 2004 dal difensore della parte lesa ´Comune di Bologna´, che ha comunicato a questo giudice la pendenza, nella fase delle indagini preliminari, di un procedimento penale per la partecipazione alla strage a carico di Gilberto Cavallini". Poi incredibile ma vero, nell´udienza del novembre scorso "il Procuratore generale ha chiesto di acquisire agli atti la certificazione relativa a quel procedimento...ma la richiesta è stata respinta". Cavallini è stato arrestato nel 2002 a Milano per porto abusivo d´armi: aveva in tasca una Beretta 98 Sf con la matricola abrasa e una cinquantina di proiettili. "Ringraziate Dio che la pistola l´avevo nello zaino perché non vi avrei mai permesso di rimettermi in carcere per dieci anni", ha detto minaccioso ai poliziotti. L´ex primula nera era in semilibertà, malgrado alcuni ergastoli e diverse altre condanne per una lunga stagione di delitti.
"La pendenza di un procedimento a carico di Cavallini - scrivono i giudici - non modifica il quadro probatorio nei confronti di Ciavardini, tanto più che non risulta emesso alcun provvedimento giudiziario con cui potersi confrontare (archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio), per approfondire le ragioni dell´atteggiamento ´attendista´ della Procura sul conto di Gilberto Cavallini. Non spetta a questa Corte sindacare la strategia della Procura e dare giudizi su Cavallini". L´atteggiamento definito ´attendista´, verrebbe seguito dalla Procura per evitare che un eventuale processo con sentenza di assoluzione metta la parola fine definitivamente sulla posizione di Cavallini. Infatti, dopo un´assoluzione anche se emergessero nuovi elementi accusatori, non potrebbe più riaprirsi il processo. Riguardo a Ciavardini, nelle 167 pagine di motivazioni si sottolinea che "nessun ostacolo si frapponeva alla partecipazione alla progettata strage, sia riguardo alla fase preparatoria, durante cui il suo compito è consistito nel permettere al Fioravanti di disporre di un documento di copertura valido, sia per quella esecutiva, dove la sua presenza era funzionale al miglior perseguimento dell´obiettivo".
(p. c.)

23 marzo 2005 - STRAGE BOLOGNA: GRANDI (DS), CAMERA DECIDERA' SU FRANCOBOLLO
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: GRANDI (DS), CAMERA DECIDERA' SU FRANCOBOLLO
PER COMMEMORARE 25/O ANNIVERSARIO; RISOLUZIONE IN COMMISSIONE
La richiesta dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 di emettere un francobollo commemorativo in occasione del prossimo 25/o anniversario della strage sara' esaminata dalla commissione Trasporti della Camera dopo Pasqua. Nell'agenda dei lavori della commissione, riferisce il parlamentare diessino Alfiero Grandi figura infatti la proposta di risoluzione presentata dallo stesso Grandi e da altri deputati di Bologna.
La risoluzione, che sara' discussa dal 6 aprile, ha l'obiettivo di impegnare il Governo - spiega Grandi - ed in particolare il ministro Gasparri, ad accogliere la richiesta indicando alle Poste la realizzazione del francobollo. "Con la discussione della risoluzione - precisa Grandi - si capira' non solo l'orientamento delle altre forze politiche, ma anche del Governo".

29 marzo 2005 - SCELLI PRESENTA MOVIMENTO, NASCE CASO MAMBRO-FIORAVANTI
ANSA:
TERRORISMO: BOLOGNESI, STRAVOLTA ETICA POLITICA
PRESIDENTE FAMILIARI STRAGE BOLOGNA CRITICA CONVENTION SCELLI
"Ancora una volta l'etica della politica viene stravolta per un pugno di voti". E' duro il commento di Paolo Bolognesi, presidente dell' Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, alla notizia che domani a Firenze, per promuovere l' iniziativa organizzata da Maurizio Scelli, "i terroristi fascisti pluriomicidi Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi saranno sullo stesso palco in una 'convention' per la costituzione di un raggruppamento di giovani vicini al centro destra".
"I due terroristi autori della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 80 che causo' 85 morti e 200 feriti e di altri 13 omicidi - scrive Bolognesi - vengono utilizzati senza pudore per la loro popolarita' criminal-mediatica. Gli autori della strage oggi sono in liberta' perche' hanno saputo vendere caro il loro silenzio, perche' sanno e tacciono da sempre i nomi dei mandanti e degli ispiratori politici della strage. Sembra si voglia sfidare la Memoria e la Conoscenza dei fatti: noi familiari delle Vittime conosciamo sulla nostra pelle cosa e' il terrorismo ed il comportamento offensivo nei nostri confronti tenuto durante il processo e anche successivamente dai due terroristi".
"Del resto - continua il presidente dell' Associazione fra i famigliari - noi ricordiamo anche che il Gran Maestro della loggia massonica P2 Licio Gelli fu condannato per i depistaggi sulle indagini riguardanti la strage alla stazione e ricordiamo anche che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era iscritto alla loggia massonica P2 con tessera n. 1816. Percio' sentiamo il dovere di far conoscere la nostra indignazione ed invitare a non dimenticare".

TERRORISMO: MAMBRO-FIORAVANTI, PROTESTA FAMILIARI GEORGOFILI
I familiari delle vittime della strage terroristico-mafiosa di Via dei Goergofili, a Firenze, si associano alle proteste dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
"Facciamo nostro - spiega una nota - il documento bolognese in cui si afferma che sembra si voglia sfidare la memoria e la conoscenza dei fatti: noi familiari delle vittime conosciamo sulla nostra pelle che cos' e' il terrorismo ed il comportamento offensivo nei nostri confronti tenuto durante il processo dai terroristi".
L' associazione ricorda poi che, per la strage di Firenze del 27 maggio 1993, "non c' e' ancora verita' completa". In particolare, la magistratura "non ha ancora potuto verificare quanto piu' volte ripetuto dai collaboraori di giustizia sull' esistenza di probabili 'mandanti esterni' a Cosa nostra per il massacro di Firenze".

BONAIUTI, SE CI SONO MAMBRO-FIORAVANTI NON CI SARA' PREMIER
BERLUSCONI NON ERA AL CORRENTE DI QUESTE PRESENZE
"Ma il presidente Berlusconi non ne era assolutamente a conoscenza". E' netta la risposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti al cronista che gli chiedeva un'opinione sulle polemiche per la presenza di Mambro e Fioravanti alla manifestazione organizzata da Scelli domani a Firenze.
"A questa manifestazione - puntualizza ancora Bonaiuti - e' stato invitato, ed e' ovvio che la presenza di Mambro e Fioravanti escluderebbe la presenza del presidente del Consiglio".

SCELLI INVITA MAMBRO E FIORAVANTI; PREMIER, O IO O LORO
CENTROSINISTRA ATTACCA PRESENZA DUE EX TERRORISTI A CONVENTION
"E' ovvio che la presenza di Mambro e Fioravanti escluderebbe la presenza del presidente del Consiglio". Il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, non poteva essere piu' chiaro dopo che si era scoperto che tra gli invitati alla manifestazione giovanile, promossa per domani a Firenze dall'ormai ex commissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Scelli, ci sarebbero stati anche due tra i piu' famosi ex terroristi di destra: Francesca Mambro e Giusva Fioravanti.
La notizia, rivelata questa mattina da "Repubblica", ha immediatamente scatenato la polemica dell'opposizione contro il presidente del Consiglio, fino all'intervento di Bonaiuti e all'annuncio dato subito dopo dallo stesso Scelli che i due non sarebbero stati presenti alla manifestazione fiorentina.
E' il leader dei Ds Piero Fassino il primo a stigmatizzare la presenza del premier ad una convention che avrebbe ospitato anche gli ex terroristi condannati per la strage alla stazione di Bologna: "E' una delle tante manifestazioni di scarsa sensibilita' democratica da parte del presidente del Consiglio". Gli fanno subito eco il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi ("ancora una volta l'etica della politica viene stravolta per un pugno di voti"), e il sindaco del capoluogo emiliano Sergio Cofferati ("se verra' confermata e' una pessima scelta").
Non infierisce invece il leader di Rifondazione Fausto Bertinotti, convinto che "vadano rispettati tutti i percorsi che portano a riflettere criticamente ed in termini di pentimento su una storia". E il pentimento manifestato da Mambro e Fioravanti viene rievocato in un primo momento anche da Scelli per difendere la sua scelta di invitare i due ex terroristi. "Perche' - chiede polemicamente - non avrei dovuto invitarli? Ai giovani dobbiamo sempre porre come esempio Costantino e i ragazzi del Grande Fratello?".
Ma Bonaiuti taglia corto. Berlusconi, spiega, non ne sapeva nulla di quelle presenze quando ha accettato l'invito di Scelli, ma e' chiaro che la sua presenza sarebbe incompatibile con quella di due ex terroristi, che per quanto pentiti sono pur sempre condannati per orribili delitti.
Archiviata la polemica sulla coppia Mambro-Fioravanti, resta quella sulla nuova veste politica assunta da Scelli, nonostante la precisazione di quest'ultimo di essersi gia' dimesso da commissario della Cri. Ma le votazioni per la scelta del suo successore cominceranno a fine aprile, ed e' troppo per il centrosinistra ("in tutto questo tempo Scelli cosa pensa di fare: il commissario o il politico?"), che chiede l'intervento urgente del ministro Pisanu perche' revochi immediatamente l'incarico all'ormai ex commissario straordinario.

TERRORISMO: SCELLI, MAMBRO-FIORAVANTI ESEMPIO STRADA SBAGLIATA
HANNO AMMESSO DEI CRIMINI,SU BOLOGNA SI DICHIARANO INNOCENTI
"Mambro e Fioravanti hanno ammesso dei crimini e hanno avuto piu' di un ergastolo. Io credo che se avessero compiuto anche la strage di Bologna lo avrebbero ammesso". Lo ha detto Maurizio Scelli rispondendo alle polemiche suscitate dalla presenza degli ex esponenti dei Nar, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, domani a Firenze in occasione della presentazione del movimento di giovani cui l'ex commissario della Croce Rossa ha dato vita.
Mambro e Fioravanti sono stati invitati come testimoni di una scelta sbagliata che loro stessi hanno ammesso". "Perche' - si e' chiesto Scelli - non avrei dovuto invitarli? Ai giovani dobbiamo sempre porre come esempio Costantino e i ragazzi del Grande Fratello?".
"Con loro due abbiamo voluto affrontare il tema della violenza perche' i giovani, soprattutto in un momento in cui si parla di guerra, di pace, di terrorismo, hanno bisogno di confrontarsi con persone che hanno vissuto sulla propria pelle l'esperienza della violenza, che hanno sbagliato e che ammettono che quello di prendere un mitra e togliere la vita a qualcuno che la pensava in maniera diversa era un errore".

TERRORISMO: MAMBRO E FIORAVANTI NON SARANNO A FIRENZE
Francesca Mambro e Giusva Fioravanti non saranno domani a Firenze all' incontro organizzato da Maurizio Scelli. Lo ha reso noto lo stesso Scelli.
"Alla luce delle polemiche e perplessita' manifestate dai familiari delle vittime della strage di Bologna e per rispettare la loro sensibilita' abbiamo invitato Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti a rinviare la loro partecipazione all' incontro", ha spiegato il commissario straordinario uscente della Croce rossa italiana.
"L' incontro - ha proseguito - aveva come scopo soltanto quello di offrire ai giovani una riflessione sul tema della violenza e del terrorismo apprendendo dalla viva voce di chi ne e' stato protagonista durante gli anni di piombo quanto fosse il modo piu' sbagliato ed inutile per sostenere le proprie idee".

SCELLI PRESENTA MOVIMENTO, NASCE CASO MAMBRO-FIORAVANTI
MENTRE SPIEGA IL PERCHE' LORO PRESENZA, ALTROVE SI DECIDE PER NO
Maurizio Scelli l'aveva appena detto che quella del movimento di giovani che terra' a battesimo domani a Firenze, alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, era "una sfida, piena di difficolta', esposta ad attacchi e critiche di ogni tipo', ma forse non si aspettava che, proprio mentre stava parlando e spiegando i motivi che lo avevano indotto ad invitare gli ex Nar, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, altrove si stesse decidendo che era meglio evitare, costringendolo ad una retromarcia nel giro di pochi minuti.
La grana e' scoppiata proprio mentre l'ex commissario della Cri, al Nelson Mandela Forum, in mezzo ai preparativi tecnici dell'evento che domani dovrebbe portare a Firenze dai due ai tremila giovani del volontariato, stava spiegando ai giornalisti il carattere del movimento che ancora non ha ne' un logo ne' un nome, "perche' saranno loro, i ragazzi, a sceglierselo ed a darselo". Quando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti dichiarava che se Mambro e Fioravanti fossero stati a Firenze non ci sarebbe stato il premier, Scelli aveva appena finito di spiegare che ai giovani non si puo' sempre "porre come esempio Costantino ed i ragazzi del Grande Fratello" e che Mambro e Fioravanti erano stati invitati per affrontare con loro il tema della violenza" come "persone che hanno vissuto sulla loro pelle quella esperienza e che hanno ammesso che e' un errore prendere un mitra e togliere la vita a qualcuno che la pensa diversamente".
Il tutto si e' consumato nel giro di pochi minuti e Scelli e' stato costretto a rivedere la scaletta dell'evento di domani quando politica e musica si alterneranno su un grande palco limitato dallo sfondo di una grande parete azzurra che ospita uno mega schermo sul quale scoreranno le immagini di giovani impegnati in ogni sorta di volontariato.
Ma sbaglierebbe, secondo Scelli, chi volesse interpretare il colore di quella parete e la presenza di Berlusconi come segnali della nascita di un movimento azzurro. "Domani - ha spiegato ai giornalisti l'ex commissario della Cri - non c'e' alcun reclutamento, non nasce alcun partito, nessuna Onda Azzurra che, al massimo, puo' essere un nome buono per uno stabilimento balneare e nemmeno nasce alcun movimento Forza Ragazzi che e' solo un grido da stadio".
"Il nostro - ha spiegato Scelli - nasce come un movimento di giovani distanti e diffidenti verso la politica, ma che la praticano nella sua forma piu' alta: sono ragazzi che mettono in gioco la propria vita, che si dedicano agli altri, non solo nel nome della solidarieta', ma della condivisione, con capacita' organizzativa e amministrativa". "Vorrei dare a loro - ha aggiunto - la possibilita' di portare nell' ambito della politica e delle istituzioni la loro capacita', la loro forza, il loro entusiasmo; mi rivolgo a giovani che non vogliono piu' stare nella sala di attesa affinche' si mettano a disposizione dell' Italia per diventare classe dirigente".
La presenza di Berlusconi non sara' quindi, afferma Scelli una presenza politica, ma una presenza istituzionale. "Berlusconi - ha detto - non sara' qui come leader politico, ma come presidente del Consiglio che ha il diritto-dovere di dare risposte concrete a questi ragazzi". "Per questo - ha proseguito - ho invitato chiunque sia candidato alle regionali, ma anche nel piu' piccolo comune della penisola, a starsene a casa". "Quello di domani - ha precisato Scelli - non e' un incontro di carattere elettorale, ma l'incontro di giovani lontani e diffidenti verso la politica con il presidente del Consiglio, se questi fosse stato Prodi li avrei fatti incontrare con Prodi".
"Il torto piu' grande che si possa fare ai giovani - ha quindi osservato - e' quello di pensare di poterli portare dietro il piffero del menestrello di turno, che in questo caso si chiamerebbe Maurizio Scelli".
Non un partito, non una costola della Cdl, quindi, secondo Scelli, ma un movimento "fondato sui valori". "Il movimento non e' cattolico - ha precisato il suo ideatore - ma si ispira ai valori cattolici: promozione della vita umana fin dall'embrione, cultura della pace, tutela della persona". Ed e' proprio per questo carattere che Scelli ed il suo movimento auspicano una astensione decisiva in occasione del referendum sulla legge sulla procreazione assistita. "Spero - ha detto Scelli - che il referendum si tenga in una data il piu' in la' possibile, in una bella giornata di mare, la scelta migliore e' far si' che questa legge possa non essere modificata".

TERRORISMO:FIORAVANTI,MAI AVUTO AUTORIZZAZIONE DA MAGISTRATO
L' invito che Maurizio Scelli aveva rivolto a Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti per domani a Firenze non avrebbe potuto essere accolto dai due ex terroristi "perche' avrebbe dovuto essere rivolto innanzitutto al magistrato di sorveglianza, dal quale non abbiamo avuto alcuna autorizzazione". Ad affermarlo, raggiunto telefonicamente dall' Ansa, e' lo stesso Giuseppe Valerio Fioravanti.
"Io e Francesca non sappiamo quindi granche' della polemica che si e' sviluppata oggi", ha detto Fioravanti aggiungendo di non sapere neanche che all' iniziativa ci sarebbe stato anche il premier Silvio Berlusconi. "Se Scelli me lo avesse detto gli avrei risposto che mi sembrava una cosa un po' azzardata", ha detto Fioravanti secondo il quale sarebbe stato "un atto di imprudenza" invitare lui e Francesca Mambro "senza prevedere le polemiche che in questi casi ci sono sempre".
"All' invito di Scelli abbiamo risposto come alle tante persone che, come lui, ci hanno chiesto di ragionare su quegli anni con giovani che non conoscono quello che e' accaduto negli anni Settanta e Ottanta, e cioe' pregandolo di rivolgere l'invito al magistrato di sorveglianza, poiche' noi non possiamo muoverci da Roma", ha aggiunto l' ex terrorista che, come la moglie, e' sottoposto ad un regime di limitazione della liberta' personale. "Ma la procedura deve essersi interrotta - ha spiegato - poiche' non abbiamo avuto alcuna comunicazione dal magistrato".
"Io e Francesca - ha proseguito Fioravanti - di fronte agli inviti di chi vuole ragionare di quegli anni ci sentiamo il dovere morale e civile di rispondere. Cosi' come se qualcuno vuole sapere e capire se Fioravanti e' cambiato, vorrei potergli rispondere, ma lontano da clamori mediatici". "Non mi piacciono - ha spiegato Fioravanti - certi giornalisti vanitosi che preferiscono la tv. Anzi, se fosse per me renderei obbligatorio che ogni ex terrorista almeno una volta all' anno vada ad un convegno, ad un incontro con le persone. Altra cosa e' la spettacolarizzazione - ha concluso - dalla quale io e Francesca vogliamo tenerci fuori".

TERRORISMO: FRAGALA', SU MAMBRO E FIORAVANTI ATTACCO A PREMIER
DA SINISTRA DENUNCIATA INCONSISTENZA SENTENZA SU STRAGE BOLOGNA
Quello contro Berlusconi e' "l'ennesimo e strumentale attacco, utilizzando un percorso di redenzione e di condanna dei delitti commessi come quello di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti che dovrebbe altrimenti essere considerato con rispetto e non certo come motivo di polemica politica". Lo afferma il deputato di An Enzo Fragala'.
"Fioravanti e Mambro - prosegue Fragala' - hanno confessato e riconosciuto i crimini commessi, hanno accettato ed espiato una lunga condanna, hanno respinto, com'era loro diritto, la condanna per la strage di Bologna il cui iter giudiziario e' stato cadenzato da sentenze di segno opposto ed e' stato gravemente intossicato dall'inquinamento ideologico e partitico che subi' il processo a Bologna ad opera dell'ex-Pci".
"Quel verdetto, peraltro, e' stato, non bisogna dimenticarlo, criticato da una parte della sinistra che ha dato corpo a un Comitato simbolicamente intitolato '...E se fossero innocenti?'. L'allora presidente della Commissione Stragi, il senatore Ds Giovanni Pellegrino - ricorda Fragala' - ha piu' volte denunciato l'inconsistenza di quella sentenza di condanna tanto da ritenerla 'appesa nel vuoto' ".
"Chi oggi - aggiunge l'esponente di An - in occasione di un evento positivo come quello di una manifestazione del volontariato organizzata da Maurizio Scelli, torna a lapidare Mambro e Fioravanti, perche' non accettano una condanna ingiusta come quella per la strage di Bologna, non deve dimenticare che l'unica testimonianza su cui si baso' l'ultimo verdetto condannatorio, fu quella di Massimo Sparti, l'uomo che venne scarcerato dall'ospedale penitenziario di Pisa come malato terminale per un cancro al pancreas sulla base di una frode processuale consistita nello scambio della radiografia".
"E' quasi inutile - conclude Fragala' - ricordare che, dopo 18 anni, Massimo Sparti e' ancora vivo, 'miracolosamente' sopravvissuto a quella scarcerazione senza neppure essersi recato a Lourdes".

30 marzo 2005 - POLEMICHE SU SCELLI E MAMBRO-FIORAVANTI: DAI GIORNALI
"La Repubblica"
VERSO LE ELEZIONI
Due Agosto, vincono i "familiari"
Cofferati: resta l´inquietudine per l´invito a Mambro e Fioravanti
Scelli fa saltare l´appuntamento dopo le proteste dell´Associazione delle vittime. Anche il premier prende le distanze
ANDREA CHIARINI
ALla fine vince, ma non esulta. "E´ un no tardivo, una schifezza" dice il presidente dell´associazione 2 agosto. Paolo Bolognesi, per tutta la giornata di ieri, ha combattuto la sua battaglia a colpi di comunicati contro l´annunciata presenza sul palco del Palamandela di Firenze di Silvio Berlusconi e della coppia di ex terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati con sentenza definitiva per la strage della stazione (85 morti e 200 feriti). L´iniziativa toscana in programma oggi, a pochi giorni dal voto per le regionali, doveva essere il clou del varo di "Onda azzurra", movimento giovanile vicino a Fi organizzato dal commissario della Croce rossa uscente Maurizio Scelli. Poco prima delle 18, dopo le critiche e le contestazioni di Bolognesi e del centrosinistra, la resa.
"Nel pieno rispetto della sensibilità dei familiari delle vittime della strage - dice Scelli da Firenze - e alla luce delle polemiche e delle perplessità manifestate dall´associazione 2 agosto, abbiamo invitato Mambro e Fioravanti a rinviare l´incontro". Due minuti dopo il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, è ancora più esplicito. "Se ci sono loro, Berlusconi non andrà" dice. Ma ormai la frittata è fatta. E alla luce della correzione di rotta del fondatore di "Onda azzurra", cambia di poco a Bologna il tono delle proteste. Un coro di critiche, dal sindaco Sergio Cofferati, ai deputati Ds, a Rifondazione comunista. Durissimo Bolognesi che in mattinata aveva ricordato l´iscrizione alla loggia P2 del presidente del Consiglio osservando poi come "ancora una volta l´etica della politica viene stravolta per un pugno di voti". La retromarcia di Scelli serve a poco. "Bene le sue parole, ma certe schifezze non vanno fatte né prima né poi - continua il presidente dell´associazione 2 agosto - e questo lo si doveva capire prima per evitare simili sciocchezze. Scelte di questo tipo denotano una superficialità incredibile del presidente del Consiglio. Non si doveva aspettare la nostra reazione". Nemmeno Cofferati s´accontenta. "Pessima scelta utilizzare in campagna elettorale Mambro e Fioravanti per avere non si capisce quale consenso" dice e in serata tira un sospiro di sollievo, "meno male, anche se resta l´inquietudine che un convegno del genere sia stato solo pensato".
"Il fatto che il presidente del Consiglio non si ponga il problema di partecipare, insieme a due condannati per la strage alla stazione di Bologna, ad una manifestazione elettorale - dice il segretario diessino Salvatore Caronna - dimostra una mancanza di senso delle istituzioni, di rispetto per una città ed è una offesa per le vittime e i loro familiari". I parlamentari Ds Walter Vitali e Daria Bonfietti gridano alla "vergogna per una manifestazione indegna e indecente". Il capogruppo in Regione del Prc, Leonardo Masella, esprime solidarietà all´associazione dei familiari delle vittime e chiede al candidato Carlo Monaco, che corre il 3 e 4 aprile per la Casa delle Libertà, "di prendere le distanze da Berlusconi". Per il deputato Verde Paolo Cento il forfait di Mambro e Fioravanti non risolve il problema: "Preoccupa l´operazione politica che i vertici di Fi stavano per mettere in cantiere".

IL CENTRODESTRA
Le reazioni nel Polo: Gattuso minimizza, Carella attende, Foschini perde la testa e insulta
Monaco applaude la decisione "Ma io li avrei fatti parlare"
Sono sempre stato un garantista, anche nel Pci
AMELIA ESPOSITO
Se l´ex commissario della Croce Rossa Maurizio Scelli avesse organizzato sotto le Due Torri la convention dei giovani di centro destra, Carlo Monaco vi avrebbe partecipato. Con o senza Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, i due ex terroristi neri condannati all´ergastolo per la strage alla stazione di Bologna, che Scelli aveva invitato a Firenze. "Nel nome del garantismo che ho sempre difeso: il diritto di parola appartiene a tutti e, quindi, non si può mettere in atto una censura ancor prima che una persona parli", la pensa così il professore filosofo Carlo Monaco. Ma, al contempo, il candidato del Polo alle regionali dell´Emilia Romagna reputa "saggia e del tutto opportuna" la decisione di Scelli di rinviare l´incontro con la coppia di ex terroristi in seguito alle proteste dei familiari delle vittime della bomba alla stazione. "E bene che la campagna elettorale resti legata ai temi delle regioni", osserva.
Sono quasi le cinque del pomeriggio e Carlo Monaco dice di non aver avuto ancora il tempo di leggere i giornali. "Oggi (ieri per chi legge, ndr) non ho toccato terra", spiega. Una volta appresa la notizia, la reazione a caldo è: "Sono sorpreso". Subito dopo, però, si appella al garantismo e alla sua storia politica di "difensore, sempre e comunque, della libertà di parola" per sostenere la scelta del suo schieramento. Dice che non troverebbe "affatto imbarazzante la presenza sul palco di Berlusconi con Fioravanti e Mambro" perché "la coppia, in regime di semi libertà, ha diritto di partecipare a un evento di questo tipo". Eppure, quando, più tardi, si diffonde la notizia che Scelli ha preferito rinviare il tutto, tira un sospiro di sollievo: "Saggia decisione. Meglio rinviare a dopo le regionali le questioni che non attengono alla campagna elettorale", commenta cavandosela ancora una volta con diplomazia. Quella diplomazia che è invece del tutto mancata poche ore prima al suo ex collega in giunta a Palazzo d´Accursio Paolo Foschini (Fi). Quando, a margine di una conferenza stampa, alcuni cronisti hanno chiesto un commento sulla vicenda Mambro - Fioravanti ai cinque esponenti del Polo presenti. Se Daniele Carella (Fi), visibilmente imbarazzato, ha detto di non saperne abbastanza per rilasciare dichiarazioni e se Patrizio Gattuso (An), rispondendo d´istinto ha commentato "dov´è lo scandalo, allora cosa dovremmo dire di Adriano Sofri?", Paolo Foschini, invece, ha perso il controllo. Ha accusato alcuni cronisti che insistevano per ottenere un commento di "giornalismo militante", "di non fare giornalismo, ma politica". Una reazione nervosa e, anche secondo alcuni suoi colleghi, eccessiva che, poi, l´ex assessore di Forza Italia, ha cercato di correggere "ritirando" le frasi offensive pronunciate poco prima.

CHI SONO
Prima dello stop i parenti delle vittime indignati per la partecipazione dei due ex Nar: "Utilizzati senza pudore per la loro popolarità criminalmediatica"
Condannati per la strage di Bologna
FRANCA SELVATICI
"Ancora una volta l´etica della politica viene stravolta per un pugno di voti". Durissimo il commento di Paolo Bolognesi, presidente della Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, alla notizia che gli ex terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti avrebbero partecipato, con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, all´incontro organizzato da Maurizio Scelli. Quando, ieri in serata, Scelli ha annunciato di aver invitato i due ex terroristi "a rinviare la loro partecipazione all´incontro", ha dichiarato di averlo fatto per rispettare la sensibilità dei familiari delle vittime della strage. Paolo Bolognesi, che nell´attentato ha perduto la suocera e ha rischiato di perdere il figlio di sei anni e la madre, che rimasero gravemente feriti, era stato estremamente chiaro: "I due terroristi autori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che causò 85 morti e 200 feriti, e di altri 13 omicidi, vengono utilizzati senza pudore per la loro popolarità criminal-mediatica... Sembra si voglia sfidare la memoria e la conoscenza dei fatti...". A proposito di memoria, Bolognesi ricorda che il maestro venerabile della P2 Licio Gelli fu condannato per i depistaggi sulle indagini riguardanti la strage e che Silvio Berlusconi era iscritto alla P2 con tessera 1816. "Perciò sentiamo il dovere di far conoscere la nostra indignazione ed invitare a non dimenticare".
Non dimenticare, fra l´altro, il dolore e i lutti sparsi a piene mani da Francesca Mambro e Giusva Fioravanti quando, giovanissimi, erano gli elementi di spicco dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari. Ora i due ex terroristi hanno 46 e 47 anni, sono sposati, hanno una figlia e lavorano per l´associazione "Nessuno tocchi Caino", che è presieduta da un ex terrorista di Prima Linea, Sergio D´Elia, e si batte contro la pena di morte. Ma negli anni Settanta la pena di morte la somministravano a modo loro, senza processi né diritto di difesa. Sparavano, gettavano bombe, uccidevano avversari politici o passanti colpiti per sbaglio. Lo studente Roberto Scialabba fu freddato perché aveva i capelli lunghi, mentre chiacchierava con un amico su una panchina. Nel ´79 Fioravanti guidò l´assalto contro una sezione comunista all´Esquilino: spari all´impazzata e lancio di due bombe Srcm. Sotto i colpi dei Nar caddero poliziotti, carabinieri, il giudice Mario Amato che indagava sulla destra eversiva. Mambro e Fioravanti hanno ammesso gli omicidi per cui sono stati condannati. Negano invece di essere stati gli autori della strage di Bologna. Ma la sentenza di condanna è definitiva.

Scelli prima li difende poi ci ripensa. "Ma dicono di non avere niente a che fare con Bologna"
"Meglio due ex Nar che le veline anche per loro c´è il perdono"
futuro in politica Con Berlusconi nessun problema: gli ho parlato, è d´accordo che quello di Firenze non sarà un incontro elettorale, ma tra lui e i giovani
debito pagato Oggi si parla di guerra, di terrorismo, di violenza: credo che sia la cosa migliore mettere davanti ai giovani delle persone che hanno sbagliato
FRANCESCA CAFERRI
ROMA - Per cambiare idea ci vogliono meno di venti minuti. Sono da poco passate le 17, e al telefono da Firenze Maurizio Scelli spiega perché aveva invitato gli ex Nar Giusva Fioravanti e Francesca Mambro al raduno di "Onda azzurra" con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Avvocato Scelli, non le sembra poco opportuno invitare Mambro e Fioravanti al lancio del suo movimento? Non le bastano le polemiche sulla sua decisione di dedicarsi alla politica?
"E chi dovevamo invitare? Qualche velina o magari quel Costantino? Io davanti ai giovani metto delle persone che ammettono i propri errori, che dicono "Io con la violenza e con il terrorismo ho sostenuto queste idee, nella maniera sbagliata". Oggi si parla di guerra, di terrorismo, di violenza: credo che sia la cosa migliore mettere davanti ai giovani delle persone che hanno sbagliato, hanno pagato e stanno pagando il loro debito con la giustizia".
I parenti delle vittime contestano.
"A parte il fatto che Mambro e Fioravanti sostengono di non essere responsabili di quel fatto... noi ci ispiriamo ai valori cattolici. C´è il perdono, e soprattutto di fronte a chi ammette di aver sbagliato io credo che il perdono vada considerato, e le persone ascoltate".
Passano venti minuti e il pensiero di Scelli cambia. "Alla luce delle polemiche e perplessità avanzate dall´associazione dei familiari della strage di Bologna abbiamo invitato Francesca Mambro e Giusva Fioravanti a rinunciare alla loro presenza", spiega alle agenzie. Il suo portavoce dice che sono arrivate le proteste dei parenti, che prima non erano state lette con attenzione. Nessuno voleva offenderli: l´invito era una "provocazione utile", che però è sospesa. Resta un fatto che la cancellazione arriva solo pochi minuti dopo che il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ha escluso la possibilità che il premier possa salire sul palco accanto ai due ex terroristi. E che Berlusconi, nel quadro del futuro delineato da Scelli, ha un ruolo importante.
Avvocato Scelli, dove va il suo movimento?
"In questi 15 anni di volontariato ho raccolto la delusione dei giovani rispetto alla politica. Quelli che ho invitato a costruire questo movimento non sono i ragazzi che hanno già una loro ideologia, ma quelli che sono molto diffidenti nei confronti della politica. Noi vogliamo che la politica ritorni al suo valore, che è lo stesso senso di chi fa volontariato: fare per gli altri".
Bei principi, ma l´anno prossimo si passa ai fatti: nel 2006 ci sono le elezioni, lei dove sarà?
"Di certo a fare l´avvocato. E poi mi piace fare l´allenatore: mi piacerebbe che questi ragazzi invadessero i consigli comunali, provinciali e tutta la vita politica".
E l´allenatore?
"L´allenatore... vedremo. Se il 2006 fosse oggi saremmo dalla parte della Casa delle Libertà: per una serie di valori che da quella parte vengono coltivati e sostenuti. Ma ripeto l´obiettivo è riportare il termine di politica al "fare per gli altri". Seguiremo lo sviluppo della situazione, ma se il movimento crescerà credo che potrà essere una grande forza d´urto: io me lo auguro".
Con Berlusconi ha parlato?
"Ci ho parlato. È d´accordo che quello di domani (oggi per chi legge n. d. r.) non sarà un incontro elettorale ma è un incontro fra il presidente del Consiglio e i giovani".
E il futuro?
"Il futuro è astratto. Siamo un embrione: un embrione che va tutelato. Poi vedremo".

Fioravanti e l´invito alla manifestazione di Scelli
"Noi diciamo sempre di sì a chi ci chiede di spiegare"
la replica
"E comunque mancava ancora l´indispensabile ok del tribunale"
"Non era affatto certo il fatto che andassimo a Firenze. Era uno dei tanti inviti che riceviamo per parlare della nostra passata esperienza e che noi esaminiamo nella semplice ottica della buona educazione quando il campo sembra libero da strumentalizzazioni. La cosa era comunque al vaglio del magistrato di sorveglianza. Senza il permesso non possiamo muoverci da Roma. E questo permesso al momento non è arrivato".
Così Valerio Fioravanti, ex terrorista dei Nar condannato con sentenza definitiva insieme a Francesca Mambro per la strage alla stazione di Bologna, spiega come sono andate le cose per la loro partecipazione alla convention di Firenze organizzata da Maurizio Scelli per il varo del movimento giovanile vicino a Forza OItalia "Onda azzurra".
"Se qualcuno con garbo ti chiede di spiegare cosa è successo è obbligatorio dire di si. Lo abbiamo fatto anche con "Radio città Futura", che ci ha chiamati a testimoniare in qualità di nemici per eccellenza. Del resto - aggiunge Fioravanti - gli ex terroristi dovrebbero essere obbligati ad accettare questi inviti almeno una volta l´anno. Quando ti reinserisci nella società è normale rispondere alle domande sulle tue scelte passate e spiegare perché le hai rinnegate. Nelle polemiche politiche, invece, preferirei non entrare".
Intanto, anche il legale difensore di Mambro e Fioravanti, Giuseppe Pisauro, spiega di "essere all´oscuro dell´iniziativa di Firenze. Ci siamo sentiti la scorsa settimana - afferma - ma non mi hanno detto nulla. Non erano certo tenuti, in quanto non si tratta di una consulenza legale".

30 marzo 2005 - FIORAVANTI: LONTANO DALLA POLITICA DOPO I MIEI DISASTRI
"Il Corriere della sera"
Fioravanti: lontano dalla politica dopo i miei disastri
"Per noi e per ogni criminale che rientra nella società è un dovere rispondere alle domande sul passato" "Ho una concezione diversa rispetto al Cavaliere del volontariato e dell' aiuto al prossimo"
L' EX TERRORISTA / "Nell' invito a me e Francesca Mambro non si parlava di kermesse elettorale. Il nostro peccato non si cancella, ci siamo dati un codice"
ROMA - Nel piccolo ufficio senza finestre al piano rialzato della sede del partito radicale, Valerio "Giusva" Fioravanti mostra l' invito firmato da Maurizio Scelli e dice: "Avessimo saputo che c' era Berlusconi e che si trattava di una kermesse elettorale, avremmo rifiutato. Invece...". Invece nella lettera dell' ormai ex commissario della Croce Rossa è scritto che l' ex terrorista nero doveva raccontare la sua "drammatica esperienza" in un incontro sulla "violenza delle ideologie" con "diverse testimonianze sui temi che toccano la sensibilità dei giovani, guidate da un conduttore giornalista e intervallate da richiami musicali e video". Stop. Niente politica, niente Berlusconi, niente Forza Italia. Tanto che nella richiesta al giudice di potervi partecipare - per la cronaca: rigettata ieri mattina, a polemica esplosa - Fioravanti ha scritto di voler accettare l' invito "poiché l' iniziativa mi sembra seria, e nelle intenzioni mie e degli organizzatori dovrebbe mantenersi distante dai clamori della cronaca". Al contrario, i clamori sono scoppiati prima ancora che l' incontro avesse luogo. E per questo saltasse. Ma perché se avessero saputo che c' era Berlusconi, Fioravanti e la moglie Francesca Mambro - come lui ex terrorista dei Nar, come lui ergastolana per diversi omicidi, oltre che condannata come lui per la strage di Bologna con la quale ha sempre negato di avere a che fare, al pari del marito - avrebbero detto no? "Perché ricordo l' allegria con la quale Berlusconi ha raccontato il modo in cui da ragazzo vendeva le soluzioni dei compiti in classe, e dunque avrei dovuto spiegare che forse abbiamo una concezione diversa del volontariato e della disponibilità all' aiuto del prossimo. Perché politicamente non mi sento allineato con i giovani di Forza Italia, e a me interessava partecipare a un percorso che prospettasse un' idea di volontariato svincolata dalle formazioni politiche". Proprio voi che siete dei militanti radicali? "Iscritti e dipendenti a tutti gli effetti, se è per questo, ma militanti non è il termine più esatto. Pur essendo stati tra i più votati nelle elezioni online degli organismi dirigenti del partito, non abbiamo mai ritenuto di prendere la parola e di esprimere pubblicamente le nostre posizioni. Quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare per l' unico uomo politico che ci ha sempre aiutato anche nei momenti di difficoltà, e cioè Marco Pannella, è sempre protetto da un certo grado di riservatezza". Dovuto a che cosa? "A una sorta di pena accessoria che ci siamo dati, che consiste nel non partecipare più alla politica attiva. Venticinque anni fa abbiamo combinato disastri per come abbiamo ritenuto di farla, attraverso scelte militari e criminali, ed è bene che ora ne restiamo lontani. Anche se la faremmo in modo diverso". Allora qual è il problema? "E' come se il tradimento consumato allora del confronto civile e democratico fosse un peccato originale che non si cancella più. Di qui la nostra scelta, anche se resta il lavoro nelle retrovie che facciamo con grandi motivazioni e grande impegno". Parlare ai giovani con diversi omicidi e altrettanti ergastoli sulle spalle invece va bene? "Io penso che non solo per noi ma per ogni criminale che usufruisce delle leggi sulla buona condotta per rientrare nella società, comune o politico non importa, sia un dovere rispondere quando gli viene chiesto conto del proprio percorso. Anzi, dovrebbe essere obbligatorio andare all' università una volta all' anno e sottoporsi a tutte le domande, anche le più scomode. Con la libertà per chi ascolta, naturalmente, di girarsi dall' altra parte, o pensare ciò che vuole delle nostre risposte. Insomma io ho un diritto di parola che nessuno può togliermi, ma penso anche di avere il dovere di rispondere a chi mi rivolge domande per conoscere meglio un passato che non riguarda solo me". Ma come ex terroristi di destra vi sentite più discriminati rispetto a quelli di sinistra? "Forse nei nostri confronti c' è un po' più del nervosismo che affiora ogni volta che si cerca di riaprire certe pagine, come quelle del terrorismo. Più a sinistra che a destra, mi pare, si cerca di evitare di ridiscutere alcune vicende oscure. Compresa la strage di Bologna. Forse noi paghiamo una leggera sovrattassa, ma è un destino che tocca a tutti gli ex-terroristi, di destra e di sinistra. Piuttosto negli ultimi tempi, per esempio con il dibattito sulla strage di Primavalle, s' è cominciato a capire che non tutti i buoni stavano da una parte e tutti i cattivi dall' altra, e sarebbe un peccato se questa polemica sui nostri nomi vanificasse quei passi avanti". Pare che Berlusconi, saputo della vostra presenza, abbia detto "o me o loro". "Ovvio, lo capisco, anche se avrebbe potuto usare toni meno scandalizzati. Del resto anch' io, quando ho saputo che c' era il premier, ho detto a Scelli "o noi o lui". Senza scandalizzarmi, ma semplicemente perché non intendevo portare il nostro carico di dolore, provocato e ricevuto, alla corte di Berlusconi. Non vogliamo usarlo, né essere usati da lui. E nemmeno dai suoi nemici".
Giovanni Bianconi
Chi sono
FIORAVANTI Giusva Valerio Fioravanti, ex terrorista dei Nar, viene condannato nel 1995 in via definitiva per la strage alla stazione di Bologna: si è sempre dichiarato innocente. Nell' aprile scorso ha ottenuto la libertà condizionale
MAMBRO Francesca Mambro, militante dei Nar, è ritenuta autrice con il marito Giusva Fioravanti (si sono sposati in carcere nel 1985) della strage di Bologna. Condannata, da quando è madre ha ottenuto la libertà
Bianconi Giovanni 

13 maggio 2005 - STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI, DA GOVERNO UN NO A UN FRANCOBOLLO
ANSA:
STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI, DA GOVERNO UN NO A UN FRANCOBOLLO
ORA CASO E’ POLITICO, PER GASPARRI VA MESSO TUTTO IN CALDERONE
Dal Governo, sostiene l’associazione familiari vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, e’ arrivato un no “politico” alla proposta di commemorare quest’anno il 25/o anniversario dell’eccidio (85 morti, oltre 200 feriti) con un francobollo.  Politico perche’, spiega, la commissione parlamentare che ha bocciato l’idea ha ricevuto un appunto riservato dall’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri in cui c’era il suggerimento di fare si’ un francobollo, ma nel 2006 e per tutte le vittime del terrorismo, comprese quelle di Destra.
Il “caso” del francobollo che “non sara’ mai emesso” era gia’ stato illustrato il 2 marzo, quando i “silenzi” del ministero e delle Poste italiane fecero presagire al presidente dell’Assofamiliari, Paolo Bolognesi, quello che sarebbe successo. Oggi e’ il tempo dello “sviluppo”, spiegato in Provincia a Bologna, tra gli altri, dallo stesso Bolognesi e dai deputati Alfiero Grandi (Ds) e Arturo Parisi (Margherita) che hanno annunciato una battaglia e una mozione per portare la discussione direttamente in parlamento. Mentre spunta anche l’idea di un francobollo elettronico, in sostituzione di quello filatelico, da mandare ai cellulari degli italiani il prossimo 2 agosto con un sms che spiega come “il Governo non ha voluto commemorare i morti e i feriti di Bologna”.
L’accordo col Ministero era che un concorso nelle scuole avrebbe deciso quali fossero i 20 bozzetti migliori dai quali poi la Zecca di Stato avrebbe scelto quella da cui fare il francobollo, insieme con uno speciale annullo postale e una cartolina: “Nonostante le sollecitazioni e i tempi larghi - ha detto Bolognesi - il Governo ha detto no. E’ imbarazzante per qualcuno ricordare che i neofascisti Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono stati condannati per la strage alla stazione. Si tratta di amici dei ministri o ex ministri Gasparri e Storace”.
“Quando c’e’ stata la prescrizione per il rogo di Primavalle ha proseguito - Gasparri e Alemanno, anziche’ proporre come superare i problemi, si misero a dire che Mambro e Fioravanti erano i capri espiatori. Con quale faccia il Governo si presentera’ alla cerimonia del prossimo 2 agosto?”.
L’on. Grandi ha spiegato che, tra le obiezioni rivolte in commissione al progetto-francobollo, era stato risposto che “non e’ bello ricordare le vittime di una strage, bisogna essere ottimisti”: “Sorridendo, abbiamo replicato che nel ‘94, presidente del Consiglio Berlusconi, fu emesso il francobollo che commemorava la strage nazista di Marzabotto e che altri eccidi sono stati ricordati cosi’. Il fatto e’ che abbiamo l’appunto riservato di Gasparri, rivolto il 7 aprile scorso tra gli altri a quelli che all’epoca erano il sottosegretario Giancarlo Innocenzi, al presidente della commissione trasporti Paolo  Romani, all’on.Marcello Meroi (An). Si suggeriva di fare, un anno dopo, un francobollo per commemorare tutti le vittime del terrorismo. Proposta poi riportata in Commissione da Meroi (quando non sapevamo di questo appunto), a cui abbiamo dato il nostro si’, chiedendo pero’ di fare anche quello per il 25/o della strage di Bologna. Purtroppo e’ passata solo la prima”.
“Ma qualcosa - ha detto ancora Grandi - faremo. Come parlamentari bolognesi abbiamo deciso di portare con una mozione il caso in Parlamento, per sapere perche’ il Governo non vuole aderire a una scelta ragionevole e normale. Se la risposta sara’ negativa, la polemica politica inevitabilmente continuera’. In un momento delicato per il paese, dopo tanti colpi negativi alle istituzioni, se questo governo accettasse farebbe un grande servizio al paese, che ha bisogno di questi gesti”.
“La nostra - ha aggiunto Parisi - era una proposta, non una provocazione. A un no a un francobollo che vuole ricordare uno spasmo, un attacco alla democrazia, segue la nostra protesta. Il Governo torni sui suoi passi”. E alla proposta di fare un sms come francobollo, Parisi ha risposto con una battuta: “Possiamo chiedere a Berlusconi come si fa”. L’idea intanto va avanti:
“Si fara’ sicuramente”, ha detto Grandi.

17 maggio 2005 - STRAGE BOLOGNA: COMUNE APPROVA ODG PRO EMISSIONE FRANCOBOLLO

ANSA:

STRAGE BOLOGNA: COMUNE APPROVA ODG PRO EMISSIONE FRANCOBOLLO

Il Consiglio Comunale di Bologna ha approvato ieri sera un ordine del  giorno, in appoggio alla richiesta dell’Associazione familiari delle vittime del 2 agosto - sostenuta da Comune, Provincia e Regione - di emettere nel 25/o anniversario della Strage un francobollo commemorativo, in cui “si chiede al nuovo Governo di modificare la posizione espressa dall’ex Ministro Gasparri e di inviare parere favorevole alla Commissione Filatelica affinche’ venga emesso il francobollo commemorativo”.

Dal Governo, aveva sostenuto venerdi’ scorso l’Associazione familiari vittime della strage era arrivato un no “politico” alla proposta di commemorare il 25/o anniversario dell’eccidio (85 morti, oltre 200 feriti) con un francobollo. No “politico” perche’, aveva spiegato l’Associazione, la commissione parlamentare che aveva bocciato l’idea aveva ricevuto un appunto riservato dall’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri in cui c’era il suggerimento di fare si’ un francobollo, ma nel 2006 e per tutte le vittime del terrorismo, comprese quelle di destra.

 

18 maggio 2005 - TERRORISMO: VITTIME 2 AGOSTO, GOVERNO NON APPLICA LEGGE

ANSA:

TERRORISMO: VITTIME 2 AGOSTO, GOVERNO NON APPLICA LEGGE

BOLOGNESI SU RISARCIMENTI, DA PISANU NESSUNA RISPOSTA

   “Il Governo non applica la legge 206 in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi. E’ una grande vergogna”: la denuncia e’ del presidente dell’ associazione fra i famigliari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi. “Il 22 febbraio - ha spiegato - abbiamo inviato una lettera al ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, ma  non e’ mai seguita una risposta”.

Secondo Bolognesi, quella “legge votata all’unanimita’ da tutto il Parlamento viene disattesa e limitata da questo Governo”, in numerosi punti: “Gli stranieri uccisi o feriti non vengono risarciti; vengono rivalutate in modo assurdo le somme riferite alle precedenti speciali elargizioni riducendo notevolmente quanto dovuto alle vittime; il risarcimento per i fratelli uccisi e l’equiparazione, per le liquidazioni, al 100% dell’invalidita’ superiore o pari all’80%, vengono riproposte in modo surrettizio causando grande disagio a molti familiari che debbono ricominciare defatiganti iter per ottenere quanto dovuto”.

E, ancora: “A tutt’oggi non sono state emesse dall’Inps circolari applicative per i benefici pensionistici e fiscali previsti dalla legge; quanto previsto dalla legge riguardo alle spese per l’assistenza medica e’ stato interpretato in modo riduttivo limitando quanto previsto da precedenti leggi; e le commissioni mediche, preposte per analizzare il danno biologico e morale, di fatto non lo applicano”. Inoltre, secondo Bolognesi, mentre la legge, “prevede che tutte le domande devono essere evase entro quattro mesi, a oggi, dopo 10 mesi, solo una minima parte di queste e’ stata evasa con tutte le limitazioni sopra evidenziate”.

La sfiducia, e’ quasi scontata: “E’ un fatto estremamente negativo - ha continuato il presidente dell’associazione famigliari vittime 2 agosto - perche’, e’ come se nessuno sapesse tutto quello che i famigliari delle vittime hanno dovuto passare in questi anni: sembra che la strage sia successa ieri mattina. I famigliari delle vittime hanno dovuto battersi per anni per far recepire una legge e oggi si trovano nella condizione incredibile di dover pretendere che quanto scritto ed approvato venga applicato correttamente”.

 

30 maggio 2005 - STRAGE BOLOGNA: ALLA MITROKHIN CARTE SU PISTA HABBASH

ANSA:

STRAGE BOLOGNA: ALLA MITROKHIN CARTE SU PISTA HABBASH

 Tre settimane prima della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, il direttore generale della Pubblica sicurezza De Francisci informo’ il direttore del Sisde e il questore di Bari dell’intenzione del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) di mettere in atto una “ritorsione nei confronti del nostro Paese” se non fosse stata attenuata la condanna del suo rappresentante in Italia, Abu Anzeh Saleh, condannato ad alcuni anni di carcere per avere trasportato in Italia, unitamente all’allora leader dell’Autonomia Daniele Pifano, due lanciamissili.

Ora le carte di quel rapporto sono state acquisite dalla commissione Mitrokhin che le sta studiano per verificare se possono essere messe in relazione diretta con la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, poche settimane dopo l’allarme raccolto dal Sisde, che causo’ oltre 80 morti e per la quale sono stati condannati i terroristi ‘neri’ Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.

L’allarme era arrivato da una fonte qualificata e fatta avere alla questura di Bologna che l’8 marzo lo invio’ al ministero.  La condanna di Saleh poteva determinare, secondo la fonte qualificata, delle “reazioni negative” e si ipotizzavano anche “azioni dirette a liberare l’esponente dell’Fplp”. Ecco perche’ l’allarme fu inviato anche a Bari, dato che Saleh all’epoca era detenuto nel carcere di Trani. La pressione mirava comunque ad attenuare la condanna per il suo esponente in quanto negli ambienti dell’Fplp, frazione marxista dell’Olp, ci si attendeva una condanna piu’ lieve. Per favorirla, e consentire al suo rappresentante in Italia di uscire dal carcere, l’Fplp si era assunto la paternita’ di tutta la vicenda. Poche settimane dopo (l’ultimo documento rintracciato fa riferimento all’11 luglio dell’80), la stazione del capoluogo emiliano salta in aria. “Quali riscontri vennero fatti - si chiede lo storico Salvatore Sechi, ordinario di Storia contemporanea a Bologna e consulente della Commissione - per escludere gli elementi di allarme che venivano segnalati? Che cosa ha fatto la nostra intelligence per fronteggiare il pericolo grave, anche se indeterminato, che il dott. De Francisci aveva segnalato? Tempo a disposizione i servizi segreti ne hanno avuto diverso, dato che la prima notizia che ipotizza questa sorta di reazione e minaccia proviene direttamente al ministero l’8 marzo dell’80”.

“Aggiungo solo - dice ancora Sechi - e cio’ senza violare gli obblighi di riservatezza nei confronti della Commissione, che i nostri servizi conoscevano bene questo terrorista, tanto che un alto funzionario lo ha anche protetto dando garanzie in un momento in cui si ipotizzava il suo allontanamento dall’Italia. Tutto cio’ credo per ragioni istituzionali. Penso che si volesse mantenere un legame con la guerriglia palestinese in territorio arabo, cioe’ con George Habbash, leader dell’Fplp.  Abu Anzeh Saleh e’ tuttavia uomo che porta sulla pista del terrorista Carlos oggi detenuto nel carcere di Parigi”.

“I due  - conclude Sechi - si sono incontrati in diverse occasioni a Bologna, dove Carlos veniva a trovarlo per dividere insieme, credo, qualcosa in piu’ di una tagliatella o di una lasagna”.

Paolo Guzzanti, presidente della commissione parlamentare di inchiesta, dice che sono diversi gli elementi che portano a “nuove ipotesi sulla strategia della tensione in Italia”.  “Crimini senza alcun senso, come la strage di Bologna o Ustica, o quella del treno di Natale - afferma - sono tutti atti che puntavano a deprimere il Paese e a distrarre i nostri servizi di sicurezza. Su questo ci sono nuove prospettive”.

 

STRAGE BOLOGNA: FRAGALA’, SALEH FA PARTE DI RETE DEL TERRORE

 Le rivelazioni su Abu Anzeh Saleh “non sono che l’ultimo tassello di un puzzle che si va componendo negli archivi della commissione Mitrokhin, un quadro d’assieme che sta legando tutte le stragi di quel terribile periodo storico: da Bologna a Ustica fino al 904”. Lo dice il capogruppo di An nella commissione Enzo Fragala’ che sottolinea come i documenti che stanno venendo via via acquisti dalla commissione “stanno restituendo il disegno di una rete del terrorismo internazionale,guidata da Carlos e nella quale erano rappresentati in maniera paritetica tutti i gruppi terroristici, dalle Br, ai palestinesi, dagli irlandesi all’Eta”.

E’ ormai documentalmente acquisito dalla commissione Mitrokhin che “tutte queste persone che ruotavano attorno a Carlos nella rete Separat giravano in lungo e in largo l’Europa þ e non solo þ trasportando, sui treni, sugli aerei e sui camper quintali di armi ed esplosivi. Vi sono documenti, in particolare, che testimoniano di trasporti di esplosivi con team misti Brigate Rosse e arabi e, altri, che rivelano di tre viaggi nel 1980, 1981 e 1982 fra i paesi dell’Est e la Francia con passaggi in Italia attraverso il Monte Bianco”.

Sotto questa prospettiva va letto, per esempio, “il fermo e poi l’arresto di Christa Frolich, scoperta a Fiumicino nell’82 con sei chili di esplosivo oltre a biglietti del treno e mappe della rete ferroviaria. La Frolich, poi condannata, si dichiaro’ prigioniera politica e non volle mai rivelare a cosa doveva servire quell’esplosivo. Ora le carte in Commissione ci dicono che la Frolich era una delle donne-corriere utilizzate da Carlos per trasportare l’esplosivo in giro per l’Europa e fu lei che affitto’ a Lubiana l’auto trasformata in autobomba per l’attentato in rue Marbeuf a Parigi”.

“E ancora - aggiunge Fragala’ - in questa logica va inquadrato il trasporto dei due lanciamissili Strela per il quale fu condannato il leader dell’Autonomia Operaia, Daniele Pifano e, appunto, Abu Anzeh Saleh, anch’egli uomo di Carlos.  Non va dimenticato, inoltre, che Saleh si ricollega alla giornalista Rita Porena, cioe’ colei che, per prima, lancio’, attraverso un’intervista, la pista nera per la strage di Bologna”.

Saleh “risultava protetto nel ‘79 dal Sid e, in particolare dal capocentro di Beirut, colonnello Giovannone. Lo stesso Giovannone che aveva rapporti diretti con Rita Porena pagata proprio dal capocentro a Beirut”. Infine, “a corollario di tutto cio””, vi e’ in Commissione Mitrokhin, “il documento firmato dal capitano della Stasi, Borotowski, che fa risalire la responsabilita’ della strage del 904 al gruppo di Carlos. Un attentato,quello di Natale, che, come rivela Borotowski, indusse i servizi della Germania est a recidere i rapporti con Carlos negandogli l’ingresso nel paese contrariamente a quanto era avvenuto fino a quel momento”.

 

 

 

 


 


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