Almanacco dei misteri d' Italia


L' uccisione del commissario Calabresi
le notizie del 2004
3 gennaio 2004 - GRAZIA A SOFRI: RALLENTA LA PROPOSTA BOATO
"Il Messaggero"
GRAZIA A SOFRI, AN E LEGA RALLENTANO LA PROPOSTA BOATO
ROMA La Lega sposa in pieno la linea dura anticipata da Castelli al "Messaggero" e con Roberto Calderoli fa sapere che "se dipendesse da noi, Sofri potrebbe restare in carcere per tutta la vita". I leghisti sono contrari al ddl Boato, "perchè serve una modifica costituzionale per risolvere questa vicenda". Anche An frena molto. Dice il capogruppo Anedda: "Le priorità sono altre. Non capisco tutta questa fretta per Sofri e non ci piacciono le leggi ad personam". Per accelerare i tempi, il testo Boato, che affida al Capo dello Stato la responsabilità della grazia, già lunedì prossimo sarà oggetto della riunione dei capigruppo. Ma crescono gli ostacoli e le perplessità. La sinistra, di fronte al precipitare della situazione, sta chiamando in causa Berlusconi. Accusa il premier di "inerzia" di fronte a quello che Castagnetti definisce "atto attesto dal Paese" (ossia la liberazione del prigioniero di Pisa) e di fronte all'"ammutinamento" del ministro Castelli. Però anche parte dell'Ulivo teme che il testo Boato, così com'è, possa risultare una legge ad personam.

ANSA:
SOFRI: PROPOSTA BOATO INGABBIATA DAI PALETTI DI AN-LEGA
PAROLE SOFRI IRRITANO CDL - STOP ANCHE DA GIOVANARDI
Percorso sempre piu' accidentato per la proposta di legge Boato volta ad agevolare la concessione della grazia a Sofri. Alla vigilia dell'attesa conferenza dei capigruppo della Camera, chiamata, lunedi' prossimo, a definire la tabella di marcia del testo An e Lega hanno piantato 'ufficialmente' dei 'paletti' che ipotecano pesantemente il provvedimento. A complicare le cose, poi, un nuovo intervento di Sofri sul 'Corriere della Sera', che ha irritato trasversalmente la maggioranza.
Nella lettera, l'ex leader di Lotta Continua afferma tra l'altro che la condanna e' stata pronunciata da giudici 'contro la verita' vera e contro le prove e le regole giudiziarie', quindi, come ha osservato Gasparri, Sofri "non solo non accetta le sue responsabilita' e non domanda la grazia, ma di fatto insieme a molti altri la esige come riparazione ad una sentenza considerata contraria alla verita"'.
Prima e' giunta la reazione risentita del ministro delle Comunicazioni, il quale ha fatto intendere che per An non c'e' tutta questa fretta di riaprire le porte del carcere per Sofri perche' dopo quelle parole, sarebbe una "offesa alla memoria di tutti i rappresentanti dello stato uccisi dal terrorismo"; poi, un rapido consulto nel partito di Fini che, con il coordinatore Ignazio La Russa, ha emesso la 'sentenza': a questo punto e' l'interessato che deve chiedere la grazia. Sara' proprio questa la "significativa modifica" alla pdl Boato che An avanzera', lunedi' alla capigruppo. Non basta: An chiedera' anche che la proposta del parlamentare Verde marci di pari passo con il provvedimento a favore dei parenti delle vittime del terrorismo, e che "non vi siano forzature si tempi della legge Boato".
Una linea su cui si e' in parte sintonizzato il ministro Carlo Giovanardi (Udc) che non ha affatto apprezzato l'intervento di oggi dell'ex leader di lotta continua: "Il Parlamento - ha detto Giovanardi - dovra' subordinare la possibilita' della concessione di grazia alla richiesta da parte dell' interessato, convincendo cosi' i tanti che come me ritengono giusta la sentenza di condanna per il Sofri di trent'anni fa e inutile la permanenza in carcere per il Sofri di oggi".
La Lega intanto non cambia parere, come ha ripetuto Castelli che pero' si e' detto "assolutamente favorevole" ad una legge che affidi esclusivamente al Capo dello Stato la possibilita' di concedere la grazia. L'acceso confronto politico sulla questione non ha risparmiato il Colle preso di mira da Bossi che ha definito Ciampi "troppo interventista" su Sofri mentre "non si e' mosso" per i "serenissimi". E Calderoli non ha pesato le parole quando ha chiesto a Ciampi di "non rendersi complice della legge Boato, cioe' di un vero e proprio attentato alla Carta costituzionale di cui egli e' il garante".
Sulla vicenda e' sceso in campo oggi anche Francesco Storace per il quale "o la grazia e' per quanti hanno vissuto un'intera stagione politica oppure e' bene che non ci siano privilegiati". Il presidente della Regione Lazio ha inoltre "richiamato" il suo partito ad una risposta chiara: la questione non deve essere legata alla forma, ossia se la grazia debba essere chiesta o meno, ma alla sostanza, ossia se deve essere data o meno.
In questo quadro cresce l'allarme tra chi, nel centrosinistra, gia' immaginava una soluzione parlamentare rapida che schiudesse le porte del carcere di Pisa. Paolo Cento dei Verdi ha lanciato un altola' ad An e a Giovanardi che, a suo giudizio, con le loro proposte di modifica alla pdl in realta' puntano solo a riportare in alto mare la concessione della grazia. Nessuna modifica alla proposta Boato - ha detto Cento - altrimenti e' molto meglio far tornare la decisione direttamente al presidente della Repubblica. Ed Ermete Realacci, dell'esecutivo della Margherita, e' apparso preoccupato di fronte all'affastellarsi di "distinguo e opportunismi". In ogni caso - ha sottolineato - si avvicina il momento della "operazione-verita"' per le forze della maggioranza chiamate lunedi' a pronunciarsi "senza ipocrisie".
I Radicali intanto insistono affinche' Ciampi applichi la legge: "Ciampi - ha detto stasera Maurizio Turco, presidente dei deputati europei radicali - ha tutto il potere necessario per decidere e non ha bisogno di raccogliere i consensi dei giuristi".

4 gennaio 2003 -SOFRI: DAI GIORNALI
"Il Tempo"
I familiari delle vittime contro la scarcerazione
L'ASSOCIAZIONE familiari delle vittime del terrorismo in collaborazione con il Movimento sociale e Fiamma Tricolore hanno lanciato una raccolta di firme per chiedere il ritiro del progetto di legge Boato che consentirà di dare la grazia ad Adriano Sofri. Lo annuncia Bruno Berardi, presidente dell'Associazione vittime del terrorismo "Domus Civitas" di Roma e figlio del maresciallo Rosario Berardi, assassinato dalle Brigate rosse a Torino il 10 marzo del 1978.
"Visto che gli amici di Sofri vanno avanti allora vado avanti pure io", spiega Berardi, che è anche responsabile del dipartimento Difesa e sicurezza della Fiamma, che contro la grazia all'ex leader di Lotta Continua ha ultimamente organizzato diverse iniziative.
"Si tratta - dice - di una battaglia di civiltà perché non si sia più costretti a vedere più uno Stato che da una parte va ai funerali di Stato delle vittime del terrorismo e, un minuto dopo, acconsente alla liberazione dei terroristi dal carcere". Questa raccolta di firme "non è una mia iniziativa ma la chiede la gente che è indignata", precisa Berardi che si aspetta "un grande seguito della popolazione italiana".
Tuttavia, è pessimista: "Mi sa che alla fine il Parlamento voterà la legge Boato. In quel caso, ne chiederemo l'abrogazione".

ANSA:
SOFRI: PER IOSA, FERITO DA BR, STUPEFACENTI CLAMORE E SCOMPIGLIO
PERCHE' NON MARCIA DI PARI PASSO DDL SU AIUTI A FAVORE VITTIME?
Secondo Antonio Iosa, che venne ferito dalla Br l' 1 aprile del 1980, e attualmente e' presidente del Circolo culturale Perini, "e' veramente stupefacente il grande clamore e scompiglio che sta suscitando in Parlamento, fra i partiti, gli stessi costituzionalisti e, soprattutto, gli organi di informazione che continuano a lanciare l' appello" la richiesta di concedere la grazia a Sofri.
In una lettera aperta Iosa sottolinea tra l' altro che "molti in questi giorni continuano a invocare l' accelerazione della proposta di decreto (soluzione Boato) per superare le resistenze del ministro della Giustizia" e si domanda "perche' non marcia di pari passo il testo unificato del disegno di legge Bornacin-Bielli, che prevede aiuti a favore delle vittime di strage e di terrorismo e che il Parlamento dimentica?".

5 gennaio 2003 - SOFRI: PDL BOATO IN AULA A FINE GENNAIO
ANSA:
SOFRI: PDL BOATO IN AULA A FINE GENNAIO
La proposta di legge Boato in tema poteri di grazia del capo dello Stato sara' calendarizzata in aula per fine gennaio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, come a riferito il capogruppo del Pdci, Marco Rizzo. La proposta di legge presentata da Marco Boato e che punta ad attribuire il potere di concedere la grazia solo al presidente della Repubblica, senza alcun intervento del Guardasigilli, dovrebbe arrivare in aula della Camera giovedi' 29 gennaio. "Questo - spiega il capogruppo di AP-Udeur, Pino Pisicchio - sempre che la commissione Affari costituzionali finisca per tempo l'esame del provvedimento. Altrimenti la proposta di legge Boato sara' in aula il 5 febbraio".
Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, racconta il presidente del gruppo Misto, Marco Boato, ha telefonato al presidente della Commissione Affari costituzionali, Donato Bruno, per sapere quanto tempo potrebbe impiegare la sua commissione per esaminare il provvedimento. "E Bruno - racconta ancora Boato - avrebbe dato ampie assicurazioni sul fatto che la prima commissione per fine gennaio sarebbe stata in grado di finire i lavori. Per questo la mia proposta e' stata poi calendarizzata in aula per il 29 gennaio".
"Anche noi dell'opposizione - dichiara ancora Boato - siamo d'accordo nel calendarizzare in tempi rapidi la proposta di legge a favore delle vittime del terrorismo, cosi' come chiesto oggi da An. Siamo stati noi i primi a proporlo gia' da tempo, quindi non avremo nulla in contrario a far marciare di pari passo i due provvedimenti".

ANSA:
SOFRI: DI PIETRO, VERA VITTIMA CALABRESI, NON NECESSARIA LEGGE
"Ancora una volta prendono il sopravvento l'ipocrisia e la tentazione di trasformare la possibile concessione della grazia in un controprocesso a Sofri, che resta una persona condannata per omicidio, a cui al massimo puo' essere concessa la grazia come atto di generosita' individuale (verso la quale pure non siamo contrari), dimenticando che la vera vittima di tutto questo processo non e' Sofri, ma Calabresi". E' la posizione espressa in una nota da Antonio Di Pietro, presidente dell'Idv, contrario ad una riforma sul potere di concessione dell'atto di clemenza.
"L'Italia dei Valori - dichiara Di Pietro - non ritiene esista la necessita' di riforme legislative. Il potere di concessione e' del Presidente della Repubblica. La controfirma del Ministro della Giustizia ha la funzione di controllo della legalita' della procedura (essendo peraltro assegnati al ministro i poteri-doveri di istruttoria dell'istanza), ma non di merito. Il rifiuto del ministro avra', quindi, le sue ragioni in ordine alla legalita' della procedura. Se invece il rifiuto fosse basato su una ritenuta propria competenza nel merito, il problema dovra' essere risolto con il rimedio gia' previsto dall'ordinamento: il ricorso alla Corte Costituzionale per dirimere il conflitto di attribuzione di poteri. Quindi - conclude Di Pietro - non c'e' alcuna ragione di mettere mano a riforme di norme gia' chiare".

28 gennaio 2004 - SOFRI: DIFFICOLTA' PER PDL BOATO
ANSA:
SOFRI: DIFFICOLTA' PER PDL BOATO, FI VERSO LIBERTA' VOTO
CASTELLI, CI SONO LEGGI PIU' IMPORTANTI DA FARE...
Strada tutta in salita per la proposta di legge Boato che punta ad attribuire solo al Capo dello Stato il potere di concedere la grazia, senza la firma ora necessaria del Guardasigilli.
In commissione Affari Costituzionali della Camera che sta esaminando il complesso degli emendamenti, le forze politiche faticano a trovare un'intesa.
An e Lega ribadiscono l'intenzione di presentare una questione pregiudiziale di costituzionalita' e una questione sospensiva per il testo che dovrebbe andare all'esame dell'Aula il prossimo 5 febbraio. E Forza Italia entro questa sera dovrebbe sciogliere la riserva.
Gran parte dell'opposizione concorda con il testo Boato, ma c'e' chi parla di incostituzionalita'.
E anche il ministro della Giustizia oggi interviene: "Il testo Boato e' ragionevole, ma mi chiedo se non sarebbe meglio che il Parlamento si occupasse di leggi che non interessano una sola persona, ma migliaia di cittadini".
Al centro del dibattito c'e' ormai l'emendamento del relatore Carlo Taormina (FI) che prevede l'obbligatorieta' della domanda dell'interessato per ottenere la grazia. "Si tratta di una proposta inaccettabile - spiega Boato - che stravolgerebbe il testo facendolo diventare una legge-fotografia al contrario cioe' ritagliata proprio contro Sofri. E' l'unica proposta che definisco davvero inaccettabile. Su tutto il resto invece il confronto e' possibile".
Ed e' soprattutto di questa proposta di Taormina (che prevede anche il parere obbligatorio del ministro e la sua firma pero' non vincolante) che i parlamentari di Forza Italia dovranno discutere nella riunione di questa sera. E non sara' una discussione facile visto che il primo firmatario dell'appello per la grazia a Sofri fu il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi. E che lo stesso Berlusconi si e' espresso piu' volte a favore dell'atto di clemenza.
Se la maggior parte dei parlamentari si trovera' d'accordo con l'impostazione di Taormina che definisce apertamente il testo come "incostituzionale", per la proposta di legge non ci sarebbero piu' grosse speranze. Se invece si lasciasse, come sembra piu' probabile, liberta' di coscienza, qualche possibilita' di vederla arrivare in porto ci sarebbe ancora.
"La decisione di Forza Italia - ammette Marco Boato - e' determinante". Domani quindi continua la discussione sul complesso degli emendamenti, ma solo martedi' prossimo cominceranno le votazioni.
In attesa che il nodo parlamentare e politico venga sciolto, cinque esponenti del mondo della cultura e della politica da domani cominceranno lo sciopero della fame. Si tratta di Gad Lerner, Silvio Di Francia, Franco Corleone, Luigi Manconi e Mimmo Pinto. "Ma molti altri - assicura Di Francia - hanno gia' annunciato di voler aderire alla nostra iniziativa". Un'iniziativa cominciata due anni fa ("digiuno contro l'oblio") e sostenuta da Marco Pannella.
E, in una conferenza stampa alla Camera, difendono il testo e parlano di contraddizioni. Ricordano di come venne sollecitata dal presidente della Repubblica e inserita con urgenza all' ordine del giorno dei lavori della Camera su proposta del presidente di Montecitorio Pier Ferdinando Casini. E sottolineano il fatto che anche oggi lo stesso ministro della giustizia Roberto Castelli sia tornato a parlare di 'testo ragionevole' (cosa questa per la quale Boato ringrazia il Guardasigilli e parla di 'coerenza').
Ma i parlamentari che difendono il testo Boato criticano la maggioranza contraria soprattutto su un punto: "Se anche loro, nell'orribile proposta di riforma costituzionale che hanno presentato al Senato - spiega Gian Claudio Bressa della Margherita - prevedono di eliminare la firma del ministro da alcuni atti del capo dello Stato come quello appunto di concedere la grazia, perche' attaccano il testo Boato tacciandolo di incostituzionalita'?".

29 gennaio 2004 - SOFRI: DIBATTITO SU PROPOSTA BOATO
ANSA:
SOFRI: BOATO, E' INACCETTABILE OBBLIGO DI RICHIEDERE GRAZIA
RENDEREBBE LA LEGGE 'AD PERSONAM' CONTRO EX LEADER LC
Il presidente del gruppo Misto alla Camera Marco Boato non ha dubbi: la proposta di prevedere l'obbligo della domanda dell' interessato per ottenere la grazia e' inaccettabile. Su tutto il resto, spiega, un accordo si puo' raggiungere, ma su questo 'no' perche' si stravolgerebbe il provvedimento che porta la sua firma e lo si renderebbe ("stavolta si'...") una 'legge-ad personam' contro Adriano Sofri. Facendo rivivere una norma del "Codice Rocco" che l' attuale codice di procedura penale 'Vassalli-Pisapia' aveva cancellato.
E poi, aggiunge Boato, la proposta di legge sui poteri presidenziali in materia di grazia ("che e' stata firmata da altri 27 deputati") "non puo' e non deve diventare materia di contrapposizione tra schieramenti politici: sia per la trasversalita' delle firme, sia perche' attiene esclusivamente a questioni istituzionali, sia perche' e' estranea ai programmi di maggioranza e opposizione".
Boato difende quindi il suo testo e ricorda che nelle audizioni della scorsa settimana in Commissione Affari costituzionali della Camera "sei costituzionalisti su nove si sono pronunciati per la piena costituzionalita"' del suo provvedimento.
Lo stesso ministro della Giustizia Roberto Castelli, aggiunge il deputato Verde, "dopo averlo gia' fatto il 30 dicembre, ha nuovamente ribadito il carattere a suo giudizio 'ragionevole' della proposta, pur affermando altre priorita"'. E a questo proposito osserva che la riforma dell'ordinamento giudiziario e' gia' all'esame della commissione Giustizia della Camera e arrivera' in Aula a marzo. Pertanto l'iter della sua proposta non interferirebbe minimamente con quello dell'ordinamento giudiziario "che preme al ministro Castelli".
Boato critica dunque l'ipotesi di una richiesta di sospensiva annunciata dalla Lega ricordando che il Parlamento pochi mesi fa "ha approvato la legge ordinaria La Loggia di attuazione del vigente Titolo V pur in presenza sia del Ddl della devoluzione, sia dell'allora gia' preannunciato Ddl di riforma dello stesso Titolo V". "Una cosa dunque - prosegue - e' l'attuazione con legge ordinaria di norme costituzionali urgenti, altra e' la proposta di modifiche future della Costituzione. E il criterio che e' valso per il Titolo V deve a maggior ragione valere per una legge ordinaria che si riferisce a un solo comma costituzionale...".
Ma e' soprattutto sulla proposta del relatore Carlo Taormina di introdurre nel testo l' obbligatorieta' della domanda dell'interessato che Boato punta il dito. Si tratta di una modifica, spiega, che, se approvata, porterebbe lo stesso Boato a votare contro il suo testo.
Introducendo l'obbligo della domanda infatti, sottolinea ancora il presidente del gruppo Misto, si "stravolgerebbe" l'intero provvedimento "rovesciandolo in modo strumentale, in una logica persecutoria e vendicativa...".

SOFRI: CORLEONE E DI FRANCIA, SCIOPERO FAME PER LEGGE BOATO
DIGIUNANO ANCHE LERNER, MANCONI E MIMMO PINTO
Primo giorno di sciopero della fame, oggi, per Silvio Di Francia e Franco Corleone, insieme a Luigi Manconi, Gad Lerner e Mimmo Pinto, per sollecitare l'approvazione della legge Boato sulla grazia.
"Da notizie che sono uscite al termine della riunione del Gruppo Parlamentare di Forza Italia (peraltro poco numerosa e alla quale erano assenti molti degli esponenti che si erano apertamente dichiarati favorevoli e a una misura di clemenza per Adriano Sofri o solo alla Proposta di legge Boato)- sottolinea Di Francia in una nota - abbiamo appreso che sarebbe prevalsa una linea decisa a stravolgere se non a capovolgere l'impianto della Proposta. Se cosi' fosse ci troveremmo di fronte ad una occasione perduta. Continuiamo a fare appello ai tanti che in Forza Italia hanno piu' volte espresso posizioni improntate alla coerenza e al diritto, perche' si operi una inversione di posizione e perché si arrivi ad una soluzione che faccia onore al Parlamento".
"Se martedi' prossimo alla Camera prevalessero gli emendamenti sostenuti dal relatore Taormina, - continua - ci troveremmo di fronte ad una legge peggiore della situazione attuale. Se in Aula, poi, prevalessero le eccezioni di costituzionalita' o una sospensiva ci troveremmo di fronte ad uno schiaffo diretto al Presidente Ciampi e alla sua sollecitazione del provvedimento. Questa e' una ragione di piu' per andare avanti nel nostro sciopero della fame".

SOFRI: CRAXI, SU PDL BOATO ARRIVARE A RAGIONEVOLE MEDIAZIONE
"Dovrebbe intervenire una ragionevole mediazione sui principi e sulle finalita' della stessa": e' la posizione di Bobo Craxi (nuovo Psi) rispetto al provvedimento presentato da Marco Boato che attribuisce esclusivamente al presidente della Repubblica la concessione della Grazia.
"Vi e' infatti un problema di garanzie del diritto passivo all'ottenimento della grazia - spiega il parlamentare - che deve prescindere dal caso riguardante il cittadino Adriano Sofri".
"Non e' materia di contrasto fra maggioranza ed opposizione
precisa Craxi - ma fra il senso e un divieto pretestuoso o capriccioso che sarebbe giusto rimuovere, nell'interesse della crescita delle garanzie dei cittadini detenuti".

SOFRI: IN FI PREVALE TESI INCOSTITUZIONALITA' SU PDL BOATO
TAORMINA, NOSTRA PROPOSTA PREVEDE DOMANDA INTERESSATO
La proposta di legge Boato che attribuisce esclusivamente al Capo dello Stato la facolta' di concedere la grazia e' incostituzionale per gran parte dei parlamentari di Forza Italia. Nella lunga riunione di gruppo che c'e' stata ieri sera alla fine sembra essere prevalsa la tesi di Carlo Taormina, relatore del provvedimento in commissione Affari Costituzionali, secondo la quale il testo cosi' come e' stato scritto da Marco Boato "non va".
E anche se si e' formulata una controproposta nella quale si prevede la richiesta obbligatoria dell'interessato (Adriano Sofri si e' sempre rifiutato di chiedere la grazia proclamandosi innocente ndr) l'orientamento e' quello di votare in Aula la pregiudiziale di incostituzionalita', che An ha annunciato di voler presentare, o la questione sospensiva, che invece intende sollevare la Lega.
"La verita' - spiega il deputato di FI Michele Saponara - e' che nella riunione di ieri sera e' emersa con chiarezza la volonta' di non rompere con An e con la Lega su questo punto. Loro questo provvedimento non lo vogliono. E cosi' e' passata la linea di Taormina e di Nitto Palma...". E allora l'appello firmato dal coordinatore Sandro Bondi per la grazia a Sofri? "Un conto - spiega ancora Saponara - e' chiedere la grazia al Capo dello Stato per un detenuto. Un altro e' mettersi contro gli alleati per far passare un testo considerato dai piu' incostituzionale...".
"Non e' solo incostituzionale - aggiunge Taormina - ma e' anche profondamente sbagliato. E' per questo che abbiamo messo a punto una nostra contro-proposta che prevede il parere obbligatorio non vincolante del Guardasigilli; l'atto e la firma del capo dello Stato; la controfirma del ministro. E stabilisce anche che per ottenere la grazia ci debba essere la richiesta dell'interessato".
Su quest'ultimo punto Boato ieri era stato chiarissimo:
"Siamo aperti ad ogni confronto. E' possibile raggiungere un accordo su tutto il resto della proposta. Una sola cosa per noi e' inaccettabile: inserire l'obbligatorieta' della domanda dell' interessato...".

SOFRI: MS-FIAMMA A MONTECITORIO, NO A CONDANNATI SERIE A E B
SIT-IN DAVANTI CAMERA, CONTRO GRAZIA E PER RITORNO CASIMIRRI
"Non esistono condannati di serie A e di serie B". Contro la grazia ad Adriano Sofri e per sollecitare l'estradizione dal Nicaragua in Italia dell'ex Br Alessio Casimirri una decina di militanti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore e l'associazione dei familiari delle vittime del terrorismo 'Domus Civitas' hanno manifestato stamani davanti Montecitorio.
Un sit-in simbolico, senza grida ne' cartelli, per dire no ad ogni provvedimento di clemenza all'ex leader di Lotta Continua "riconosciuto colpevole - hanno ricordato i manifestanti - nella qualita' di mandante dell'omicidio del commissario Calabresi".
Non e' solo contro la grazia a Sofri che il Movimento Sociale e' sceso in piazza, ma anche per ribadire che non esistono "condannati di serie A e di serie B" per la violenza degli anni di piombo. Molti responsabili "di odio di classe - sostengono i militanti del Movimento Sociale - di attacchi criminali contro chi era di diverso orientamento politico, contro lo Stato e le forze dell'Ordine, sono tuttora indisturbati dalla magistratura italiana che, invece, in altri casi analoghi di opposta matrice politica, e' stata assai sollecita".

30 gennaio 2004 - SOFRI: FAMILIARI VITTIME TERRORISMO, NO ALLA GRAZIA
ANSA:
SOFRI: FAMILIARI VITTIME TERRORISMO, NO ALLA GRAZIA
PRONTI A RESTITUIRE LE MEDAGLIE
Nella "malaugurata" ipotesi che il Capo dello Stato concedesse la grazia a Adriano Sofri, i familiari delle vittime del terrorismo "sono disposte a restituire le medaglie d'oro".
Lo afferma, in una nota, il presidente dell' Associazione Familiari Vittime del Terrorismo, Bruno Berardi, il quale esprime il "fermo dissenso per il tentativo, con il progetto di legge in discussione alla camera per la modifica della procedura di concessione della grazia, di influenzare il Presidente della Repubblica".
"La legge e' uguale per tutti - afferma Berardi - e il presidente della repubblica deve essere il massimo garante per il rispetto delle stesse. Nella malaugurata ipotesi che il detenuto Sofri ottenesse la grazia, i familiari delle vittime del terrorismo sarebbero disposte a restituire le medaglie d'oro, con l' auspicio che dette medaglie fossero destinate ai vari terroristi che in tutti questi anni sono stati celebrati in maniera indecorosa dai media, giornali, libri, in questo paese dove tutto e' consentito e dove l'impunita' e' consuetudine consolidata".
 
 

 
 


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