12 dicembre 1969: alle 16,30 un ordigno esplode all' interno
della Banca Nazionale dell' Agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando
16 morti e 84 feriti. Quasi contemporaneamente altre tre bombe scoppiano
a Roma (Altare della Patria, Museo del Risorgimento e Banca Nazionale del
Lavoro) e a Milano e' sventato un attentato alla Banca Commerciale in piazza
della Scala.
15 dicembre 1969: a Milano l' anarchico Giuseppe Pinelli precipita da
una finestra della questura mentre viene interrogato. Lo stesso giorno
e' arrestato Pietro Valpreda.
23 febbraio 1972: si apre a Roma il primo processo. Dopo 4 giorni la
corte si dichiara incompetente e rinvia gli atti a Milano.
6 ottobre 1972: la Cassazione assegna la competenza a Catanzaro.
18 gennaio 1977: comincia il processo di Catanzaro.
4 ottobre 1978: a Catanzaro la polizia accerta la scomparsa di
Franco Freda, imputato nel processo, in soggiorno obbligato, dal suo appartamento
di via Plotino. La scomparsa e' avvenuta tra il 29 settembre e il primo
ottobre.
16 gennaio 1979: a Catanzaro Giovanni Ventura, uno degli imputati, elude
la sorveglianza della polizia e fugge.
23 febbraio 1979: a Catanzaro si conclude il processo per la strage,
cominciato il 18 gennaio 1977, con la sentenza della Corte d' Assise che
condanna all' ergastolo Franco Freda, Giovanni Ventura e l' ex agente Z
del Sid Guido Giannettini, a quattro anni di reclusione ciascuno Pietro
Valpreda e Mario Michele Merlino e a due anni di reclusione il capitano
Antonio Labruna.
12 agosto 1979: a Buenos Aires viene arrestato Giovanni Ventura per
possesso e uso di documento falsi.
23 agosto 1979: Franco Freda viene catturato in Costa Rica e poi estradato
in Italia.
20 marzo 1981: a Catanzaro si conclude il processo di secondo grado,
cominciato il 22 maggio 1980. La sentenza della Corte d'assise d' appello
assolve per insufficienza di prove dall'accusa di strage Franco Freda e
Giovanni Venturama li condanna a 15 anni di reclusione, di cui tre condonati,
per gli attentati di Padova (13 aprile 1969) e di Milano (25 aprile 1969);
assolve per insufficienza di prove dall' accusa di strage Guido Giannettini
e ne ordina la scarcerazione; conferma l' assoluzione per insufficienza
di prove dall' accusa di strage e la condanna a quattro anni e sei mesi
di reclusione per associazione sovversiva a Mario Merlino e Pietro Valpreda.
La Corte d' assise d' appello condanna inoltre il generale Gian Adelio
Maletti a due anni e il capitano Antonio La Bruna a 14 mesi di reclusione
per falsita' materiale e li assolve dalle accuse di tentativo di evasione,
falso ideologico e favoreggiamento; assolve il maresciallo Gaetano Tanzilli
(ex Sid) per insufficienza di prove dall' accusa di falsa testimonianza;
dichiara inammissibile l' accusa di associazione sovversiva per Massimiliano
Fachini.
23 agosto 1981:la commissione parlamentare inquirente decide di archiviare
la pratica per il reato di favoreggiamento nei confronti di Mario Tanassi,
Giulio Andreotti e Mariano Rumor e di archiviare le pratiche per i reati
di omissione di atti di ufficio, rivelazione di segreti di ufficio e abuso
generico di atti di ufficio contro Mario Zagari.
14 ottobre 1981:la Procura generale di Catanzaro riapre l'inchiesta
sulla strage emettendo due comunicazioni giudiziarie contro l' ex capo
di ''Avanguardia Nazionale'' Stefano Delle Chiaie per reato di strage e
contro Merlino per associazione sovversiva in concorso con Delle Chiaie.
10 giugno 1982: la Corte di Cassazione annulla la sentenza della Corte
d' assise d' appello di Catanzaro e rinvia il processo alla Corte d' assise
d' appello di Bari. La sentenza della Cassazione conferma la sola parte
della sentenza che assolve Guido Giannettini e annulla le parti che assolvono
dall' accusa di strage Franco Freda, Giovanni Ventura, Pietro Valpreda
e Mario Merlino.
23 dicembre 1982: a Catanzaro il giudice istruttore Emilio Ledonne,
che si occupa insieme con il sostituto procuratore Domenico Porcelli della
quarta istruttoria sulla strage, emette mandato di cattura contro Stefano
Delle Chiaie.
1 agosto 1985: a Bari la Corte d' Assise d' appello assolve per
insufficienza di prove Franco Freda, Giovanni Ventura, Mario Merlino e
Pietro Valpreda. Gli ex ufficiali del Sid Gian Adelio Maletti e Antonio
Labruna sono condannati rispettivamente a un anno di reclusione e a dieci
mesi per falsita' ideologica in atto pubblico e il maresciallo Gaetano
Tanzilli e' assolto per non aver commesso il fatto.
31 agosto 1985:le autorita' argentine scarcerano Giovanni Ventura. Dopo
la sua assoluzione il governo italiano ha ritirato la richiesta di estradizione.
1 marzo 1986: a Lecce la sezione di sorveglianza presso la Corte
d' appello concede la semiliberta' a Franco Freda che sta scontando nel
carcere di Brindisi una condanna a 15 anni di reclusione per associazione
sovversiva inflittagli dalla Corte d' Assise d' Appello di Catanzaro.
27 gennaio 1987: la Corte di Cassazione dichiara inammissibili o rigetta
tutti i ricorsi presentati dagli imputati e dal procuratore generale della
Corte d' assise d' appello di Bari contro la sentenza di secondo grado
pronunciata da quella Corte il primo agosto 1985, rendendola definitiva.
27 marzo 1987: a Caracas agenti della Disip (Direccion de servicios
de inteligencia y prevencion) arrestano Stefano Delle Chiaie (50 anni).
Il 31 marzo Delle Chiaie viene trasferito a Roma nel carcere di Rebibbia.
20 febbraio 1989: la Corte d' Assise di Catanzaro assolve per non avere
commesso il fatto Stefano Delle Chiaie e Massimiliano Fachini, che erano
stati rinviati a giudizio dal giudice istruttore del tribunale di Catanzaro,
Emilio Ledonne, al termine della quarta istruttoria sull' attentato. Il
processo era iniziato il 26 ottobre 1987. Delle Chiaie viene scarcerato.
5 luglio 1991:la Corte di Assise di appello di Catanzaro assolve
Delle Chiaie dalle imputazioni di concorso nella strage di piazza Fontana
e di associazione eversiva.
11 aprile 1995: a conclusione di quattro anni di indagini svolte sull'
attivita' di gruppi eversivi dell' estrema destra a Milano, un' inchiesta
parallela a quella sulla strage di Piazza Fontana, il giudice istruttore
Guido Salvini rinvia a giudizio Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Paolo Signorelli,
Sergio Calore, Carlo Digilio e Ettore Malcangi e trasmette a Roma gli atti
riguardanti Licio Gelli per il reato di cospirazione politica per il quale,
comunque, non si potra' procedere perche' il gran maestro della Loggia
P2 non ha avuto l' estradizione dalla Svizzera per questo reato.
17 maggio 1995: arrestato l' ex agente della Cia Sergio Minetto.
10 novembre 1995: Il tg di Videomusic dice che il giudice Salvini 'si
e' formato l' opinione' che l' autore della strage sarebbe Delfo Zorzi.
Il giudice protesta per la fuga di notizie.
23 luglio 1996: arrestati Roberto Raho, Pietro Andreatta, Piercarlo
Montagner e Stefano Tringali, accusati di favoreggiamento personale aggravato.
14 giugno 1997: il gip Clementina Forleo emette due ordini di custodia,
uno per Carlo Maria Maggi, l'altro, non eseguito, nei confronti di Delfo
Zorzi, da vari anni imprenditore in Giappone.
21 maggio 1998: La Procura di Milano chiude l'inchiesta sulla strage
di Piazza Fontana (21 dicembre 1969 alla Banca dell'Agricoltura) e deposita
la richiesta di rinvio a giudizio per otto persone, tra cui: Carlo Maggi,
il medico veneziano a capo di Ordine Nuovo nel Triveneto nel 1969; Delfo
Zorgi, neofascista di Mestre oggi miliardario in Giappone; Giancarlo Rognoni,
milanese, allora a capo della '?Fenice''; Carlo Digilio, esperto di armi
e esplosivi in contatto anche con i servizi segreti, che e' l'unico 'pentito'
dell'inchiesta; e i due ex appartenenti ad Ordine Nuovo Andreatta e Motagner,
accusati di favoreggiamento. I magistrati della procura milanese hanno
tenuto aperto uno 'stralcio' riguardante Dario Zagolin, che secondo alcune
testimonianze sarebbe stato in contatto con Licio Gelli, presunto stratega
dei progetti golpisti che avrebbero fatto da sfondo alle stragi di quegli
anni, e un altro riguardante la 'squadra 54', un nucleo speciale di quattro
poliziotti dell' Ufficio Affari riservati del Viminale, spediti a Milano
nei giorni dell'attentato di Piazza Fontana.
13 aprile 1999: con una serie di eccezioni preliminari comincia l'udienza
preliminare del processo d'appello.
8 giugno 1999: il gip Clementina Forleo rinvia a giudizio l'imprenditore
Delfo Zorzi, latitante in Giappone, il medico Carlo Maria Maggi e Giancarlo
Rognoni, presunti responsabili, a vario titolo, di aver organizzato ed
eseguito la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e Stefano Tringali
con l'accusa di favoreggiamento nei confronti di Zorzi.
16 febbraio 2000: comincia in seconda sezione della Corte d' Assise
di Milano il nuovo processo, ma la prima udienza dura solo 20 minuti per
lo sciopero degli avvocati.
1 luglio 2001: la Corte di Assise di Milano condanna all' ergastolo
Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Prescrizione per Carlo
Digilio, esperto d'armi e collaboratore della Cia: ha collaborato e la
corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche.