Almanacco dei misteri d' Italia


G8 e uccisione di Giuliani
le notizie del 2003: giugno-agosto
11 giugno 2003 - G8: DIAZ; MEMORIA DIFENSIVA EX CAPO DIGOS, CI FU RESISTENZA
ANSA:
L' ex capo della Digos genovese, Spartaco Mortola, indagato di falso e calunnia per i fatti avvenuti nella scuola Diaz il 21 luglio 2001, durante il G8, ha presentato una memoria al pm Enrico Zucca in cui ribadisce che all' interno della scuola i no-global avevano opposto resistenza alle forze dell' ordine.
Assistito dall' avv. Maurizio Mascia, Mortola ha sottolineato che anche il procuratore Francesco Lalla, nella sua richiesta di archiviazione per i 93 no global, ha ribadito queste accuse, concludendo pero' sull' impossibilita' di addebitarle ai singoli in quanto non individuati.
Mortola ha quindi sottolineato di non capire perche' i pm che conducono le indagini ritengano invece che non ci sia stata alcuna forma di resistenza da parte dei no global.
Sul "caso Nucera", l' agente romano che sostiene di essere stato accoltellato da un no global, rimasto ignoto, all'interno della Diaz, Mortola ha evidenziato che neppure le indagini svolte in due anni hanno ancora appurato se l' episodio e' vero o falso. Per quanto riguarda le due molotov ritrovate all' interno della scuola e ritenute dai pm "false prove" della polizia a carico dei no global, l' ex capo della Digos si definisce a sua volta "raggirato" dai colleghi.
Intanto il fascicolo relativo ai tre giovani no global Massimiliano Monai, Eurialo Predonzani e Luca Finotti, indagati di tentato omicidio per l' assalto al Defender dei carabinieri in piazza Alimonda sempre durante il G8 confluira' nell' inchiesta piu' ampia sulle violenze di strada, condotta dai pm Anna Canepa e Andrea Canciani.
Invece del tentato omicidio, i tre giovani dovranno rispondere di nuovi reati: devastazione e saccheggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

19 giugno 2003 - G8: BOLZANETO; NUOVO AVVISO DI GARANZIA A POLIZIOTTO
ANSA:
Per le presunte violenze nei confronti dei manifestanti arrestati, avvenute all' interno della caserma di Bolzaneto, e' stato inviato in questi giorni un nuovo avviso di garanzia. Destinatario e' un agente di polizia di Genova, V.P., che, assistito dall' avv. Pietro Bogliolo, e' stato convocato per l' interrogatorio domani pomeriggio, alle 15,30, davanti ai pm Patrizia Petruzziello e Monica Parentini.
Con questo nuovo avviso di garanzia, salgono a piu' di un centinaio gli indagati per lesioni, abusi su persone arrestate, ingiurie e violenza nel carcere provvisorio di Bolzaneto, dove transitarono 274 no global arrestati durante le manifestazioni.
Tra gli indagati figura anche Alessandro Perugini, all' epoca vice capo della Digos di Genova, in quanto risultato il funzionario piu' alto in grado presente in quella struttura, organizzata dalle forze dell' ordine come centro di detenzione temporaneo per i manifestanti arrestati.
Perugini e' anche indagato per le lesioni riportate da un ragazzo quindicenne di Ostia, il cui viso con un occhio tumefatto, ripreso dalle telecamere e trasmesso dalle televisioni, era diventato per i no global il simbolo delle violenze da parte della polizia, durante il G8.
Intanto, nei confronti del minore, accusato di resistenza, dovrebbe pronunciarsi a breve anche la Corte d' appello di Genova (sezione promiscua), perche' la sentenza assolutoria, decisa nei suoi confronti dal tribunale per i minori, e' stata impugnata dalla procura generale della Repubblica.

20 giugno 2003 - G8: BOLZANETO; INDAGINI
ANSA:
Cinque sottufficiali dei carabinieri sono stati interrogati oggi in procura, in qualita' di indagati, per non aver impedito le presunte violenze contro i manifestanti arrestati, da parte delle forze dell' ordine, avvenute nella caserma di Bolzaneto, durante i giorni del G8.
Al termine degli interrogatori, i difensori, avv. Alfredo e Carlo Biondi, hanno spiegato che i loro assistiti "hanno escluso di aver visto o di aver fatto violenze sui manifestanti".
L' avv. Alfredo Biondi ha aggiunto inoltre che "non sono stati indicati fisicamente da nessun testimone, e hanno fatto il loro servizio nel modo piu' umano possibile, dando agli arrestati da bere e da mangiare".

"Rilevanti" e "meritevoli di ulteriori accertamenti" sono stati definiti dal perito del gip, prof. Carlo Torre, alcuni dati tecnici evidenziati dai consulenti di parte, che contrastano con la sua ricostruzione, in merito al presunto accoltellamento dell' agente scelto Massimo Nucera, da parte di un manifestante, all' interno della scuola Diaz, durante il G8.
Il perito del gip ha pero' concluso che pur essendo serie le osservazioni dei consulenti di parte, non sono tali da far modificare le sue conclusioni. Torre ha infatti ribadito che i tagli riportati sugli indumenti di Nucera sono compatibili con la terza ricostruzione fornita dall' agente, quando aveva raccontato ai pm di essere stato colpito non da una, ma da due coltellate.
Torre ha fatto queste dichirazioni, stamane, nel corso dell' ultima udienza dell' incidente probatorio, che doveva appurare la dinamica dell' episodio e la veridicita' del racconto fornito dall' agente.
A questo punto nessuna delle parti, ne' i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, ne' i manifestanti, presunte parti offese, hanno chiesto al gip ulteriori approfondimenti. Tutti gli atti processuali passeranno percio' nuovamente ai pm, per la decisione sull' eventuale richiesta di rinvio a giudizio dell' agente e dei superiori che hanno avallato il suo racconto. In questa vicenda sono infatti indagati di falso e calunnia, oltre a Nucera, anche Vincenzo Canterini, e Maurizio Panzieri.
Le prove sperimentali, ritenute rilevanti da Torre, illustrate dai consulenti di parte, col. Luciano Garofano del Ris di Parma (del pm) e prof. Franco Algostino di Torino (dei manifestanti), riguardano soprattutto il taglio sul paraspalle, provocato dalla seconda coltellata, che presenta una lacerazione piu' profonda della precedente, pur essendo stata inferta mentre il manifestante stava cadendo all' indietro.
All' inizio dell' udienza, l' avv. Silvio Romanelli, difensore di Nucera, ha presentato al gip la richiesta di dichiarare inamissibili e inutilizzabili le relazioni tecniche fornite la scorsa udienza dal perito Garofano, nelle parti in cui fanno riferimento a risultanze e sperimentazioni estranee a quelle svolte dal perito del tribunale.
Il gip, dopo una breve camera di consiglio, l' ha respinta. Il giudice ha invece accolto la richiesta di acquisire agli atti la relazione del consulente Luciano Cavenago, nominato dalla difesa di Nucera.

4 luglio 2003 - G8: DIAZ; INTERROGATI UN POLACCO E DUE AMERICANI
ANSA:
Altri interrogatori riguardanti l' inchiesta sulla scuola Diaz nell' ambito del G8 del luglio 2001 sono in corso in Procura prima della conclusione delle indagini che potrebbe avvenire verso fine luglio.
Il pm Enrico Zucca, l' altro giorno, ha ascoltato a lungo dapprima un giovane polacco e tra ieri e oggi due americani, un ragazzo ed una ragazza, che si trovavano nella scuola la notte dell' irruzione della polizia.
I giovani, indagati in procedimento connesso, sono anche parti lese. Fanno parte delle 93 persone arrestate nella notte tra il 21 e 22 luglio e in parte prosciolte dai reati contestati.
Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori sia di persone che si trovavano alla Diaz sia di alcuni poliziotti.

19 luglio 2003 - G8: CONTROINCHIESTA SULLA MORTE DI CARLO GIULIANI
"Il Manifesto"
Controinchiesta sulla morte di Carlo Giuliani
Un video del movimento ribalta la tesi della procura genovese che ha archiviato l'indagine sull'omicidio
SARA MENAFRA
GENOVA
Che ad ammazzare Carlo Giuliani sia stato un sasso lanciato dai manifestanti non ci ha mai creduto nessuno. Nonostante siano queste le conclusioni a cui sono arrivati il pm Silvio Franz e il gip Elena Daloisio lo scorso 17 aprile, tutto il movimento europeo che il 20 luglio 2001 era a Genova, e anche quelli che non c'erano, continuano a pensare che Carlo sia stato ucciso da un colpo di pistola sparato da un militare, forse dal carabiniere Mario Placanica, forse da qualcun altro. Ora un video realizzato dal comitato Carlo Giuliani, dal gruppo di controinchiesta Pillola Rossa e dal comitato "Verità e Giustizia per Genova" (prodotto da Indymedia Italia) smentisce prove alla mano le conclusioni di una inchiesta giudiziaria mai arrivata a processo. Partendo esclusivamente da documenti pubblici, la maggior parte dei quali disponibili in rete da anni, "Niente da archiviare" affronta fotogramma per fotogramma tutti i dubbi emersi in questi anni sui fatti accaduti in piazza Alimonda. Una controperizia balistica in video mostra, ad esempio, perché sia improbabile che il colpo di pistola sparato dall'interno del defender dei carabinieri sia stato deviato dall'impatto con un grosso sasso lanciato dal corteo e che sia stato poi un pezzo di quel sasso a ferire a morte Carlo, come invece scrive il giudice per le indagini preliminari che ha deciso di archiviare l'inchiesta. Poche sequenze più in là c'è il confronto fra due filmati della sparatoria, che dimostra come quando il sasso incriminato colpisce la camionetta dei carabinieri Giuliani sia già a terra. E così di seguito per venti minuti di interviste, documenti e immagini infilate una dopo l'altra a spiegare una storia a cui i magistrati non vogliono credere.
"Quando un anno fa gli inquirenti hanno deciso di spezzare l'inchiesta su piazza Alimonda in quattro parti è stato definitivamente chiaro che dal tribunale non avremmo mai ottenuto la verità sui fatti e che per sapere come effettivamente erano andate le cose dovevamo lavorare alla loro ricostruzione storica, così come è stato fatto per tutti gli omicidi di stato rimasti impuniti" spiega Franti di Pillola Rossa, il blog di contro inchiesta partito l'anno scorso.
"Niente da archiviare" è anche il primo risultato visibile del lavoro fatto in questi due anni da una rete di avvocati e media-attivisti. Pillolarossa, Indymedia e alcuni legali del Genova legal forum hanno deciso di coordinarsi e di rendere disponibile un indirizzo e-mail (inchiesta-g8@indymedia.org) per continuare a raccogliere testimonianze, foto e filmati che facciano chiarezza sui fatti accaduti alle manifestazioni che contestavano il G8 "per evitare che questa Genova si chiuda così e che ci possa essere un'altra Genova", come si legge nell'appello pubblicato su molti siti internet di movimento. E funziona: anche questa settimana sono arrivati messaggi di testimoni stranieri che erano spariti dalla circolazione e ora sono pronti a raccontare quello che sanno sugli abusi delle forze di polizia nel luglio 2001 a Genova. "In particolare nell'ultimo anno è stato evidente il ruolo fondamentale di mediattivisti indipendenti, non solo per le inchieste genovesi - spiega Laura Tartarini, avvocato del Glf - Immagini indipendenti hanno mostrato che era stato un poliziotto a tagliare la corda a cui era appeso un manifestante ad Evian facendolo precipitare per venti metri, oppure che a Salonicco lo zaino di uno degli arrestati era stato riempito di molotov dagli agenti che lo avevano fermato. Tutti questi materiali danno un apporto determinante al lavoro degli avvocati".

20 luglio 2003 - G8: CORTEO SILENZIOSO A DUE ANNI DA MORTE GIULIANI
ANSA:
Due anni dopo la morte del figlio Carlo, i genitori Heidi e Giuliano Giuliani l'avevano chiesto: sfiliamo in silenzio, il nostro sara' un "assordante silenzio di protesta per la giustizia negata sui fatti del G8". Oggi, dopo aver commemorato Carlo in piazza Alimonda, migliaia di persone - 25 mila secondo gli organizzatori - hanno percorso la citta' in un silenzio gravido di significati.
Nei giorni scorsi, nei forum organizzati dal movimento new global, si erano susseguite le domande, rimaste ancora senza risposta, sulle responsabilita' delle violenze nelle piazze da parte delle forze dell'ordine, sul blitz alla scuola Diaz, sulle torture psicologiche e fisiche denunciate dai fermati che sono passati dalla caserma di Bolzaneto.
Quella di oggi e' stata una giornata di ricordo commosso e di nuova rivendicazione di "verita' e giustizia".
Fino dal mattino, in piazza Alimonda, a pochi passi dall'altarino laico composto nel punto in cui il 23enne fu ucciso da una pallottola esplosa dal carabinieri Mario Placanica, si e' suonato e cantato. Tra i tanti che si sono recati a salutare i genitori di Carlo Giuliani, anche una delegazione di Aprile per la sinistra guidata da Pietro Folena. Alle 17.27, l'ora in cui il ragazzo e' caduto a terra, si e' levato nella piazza un fragoroso applauso, proseguito per oltre dieci minuti.
Intorno alla famiglia Giuliani, centinaia di persone, tra cui il leader delle varie anime del movimento, l'ex portavoce del GSF, Vittorio Agnoletto, e l'esponente dei Cobas Piero Bernocchi. Al termine dell'applauso, una banda ha intonato le note di Bella Ciao e dell'Internazionale. Il corteo silenzioso - tanti avevano sulla bocca un cerotto - ha preso le mosse da piazza Alimonda, intorno alle 18, ha percorso via Tolemaide, dove quel venerdi' 20 luglio il corteo dei disobbedienti fu imbottigliato e caricato, per ripiegare poi lungo corso Torino fino alla Foce.
Aperto e chiuso, a distanza, da un discreto cordone di polizia, il corteo si e' svolto in maniera serena, senza alcun incidente. Soddisfazione alla fine e' stata espressa dagli organizzatori. "Da questo corteo - ha concluso Agnoletto, tirando le somme della giornata - rimbalza alla citta', alle autorita' politiche e alla Magistratura una rinnovata domanda di verita' e giustizia che non puo' piu' essere inevasa. Le migliaia di giovani che hanno dato oggi un'altra dimostrazione di civilta' non possono essere nuovamente delusi".

21 luglio 2003 - G8: RAGAZZA PICCHIATA E FORSE UCCISA, SALVATA INVECE DA CC
ANSA:
E' stato risolto dal pm Enrico Zucca il giallo del "delitto fantasma" di una manifestante straniera, ripresa in via Tolemaide il 20 luglio del 2001, durante il G8, esanime a terra, circondata dai carabineri in assetto antisommossa, della quale non si era saputo piu' nulla.
Il magistrato, confrontando alcuni filmati con l' aiuto dell' archivio informatico, ha appurato che la ragazza era stata poi soccorsa dai carabinieri e messa in salvo.
A distanza percio' di due anni dalla morte di Carlo Giuliani, come ha anticipato oggi 'La Repubblica', e' stato risolto l' ennesimo giallo sui fatti del G8.
Si stanno intanto avviando alle conclusioni le principali indagini sui fatti del G8. In dirittura d' arrivo sono infatti l' inchiesta sulle violenze di strada, con una trentina di indagati, nei confronti dei quali sono pronti gli avvisi di fine indagine, e quella sulla caserma di Bolzaneto.
Con gli ultimi interrogatori sta per concludersi anche l' inchiesta piu' delicata, sull' irruzione della polizia nella scuola Diaz, in cui sono indagati alti dirigenti, funzionari e poliziotti con le ipotesi di violenza, falso e calunnia a carico dei manifestanti.
Sulla morte presunta della manifestante, poi scomparsa, i giornalisti di Mediacenter presenti al G8 di Genova hanno continuato a lavorare per un anno e mezzo, tanto da pensare di presentare una pubblica denuncia in occasione della commemorazione per la morte di Carlo Giuliani, celebrata ieri a Genova.
Lo aveva annunciato ad alcuni giornalisti anche Mark Covell, il free lance inglese picchiato dalla polizia, che l' 11 giugno scorso era stato interrogato, insieme ad altri colleghi londinesi, dai pm che stanno indagando sulla sanguinosa irruzione notturna della polizia nella scuola Diaz.
Covell pero', dopo aver parlato di questa iniziativa con il pm Enrico Zucca, era venuto a conoscenza che il 'giallo' era stato in parte risolto grazie appunto al ritrovamento di nuove immagini che riportavano altri particolari della vicenda, fino ad allora rimasta misteriosa.
Il filmato completo, ora in possesso dei magistrati, e' composto da due registrazioni. La prima, che era andata in onda su alcune televisioni, aveva ripreso una giovane, con una maglietta grigia, pantaloni neri e scarpe da ginnastica chiare, che si allontana spaventata dagli scontri, poi cade per terra, immobile, mentre qualcuno sembra colpirla con un manganello. La seconda mostra invece una giovane stesa esanime a terra, con addosso gli stessi indumenti, che viene ammanettata dai carabinieri e portata via, lontano dagli scontri.

26 luglio 2003 - G8: DONNA ACCUSATA DI PORTO DI ARMI IMPROPRIE
"La Provincia" di Cremona e Crema
Cremona. Attivista del Dordoni accusata di saccheggio e porto di armi improprie
'Al G8 per devastare'
Per i pm Mary Santi filmata con un carrello pieno di bastoni
CREMONA - A distanza di due anni dai fatti del G8, una militante dei centri sociali antagonisti, Mary Santi, cremonese, ha ricevuto un avviso di garanzia con ordine di comparizione davanti ai pm Calleri e Merlo. Le ipotesi di accusa sono detenzione e porto di armi improprie e concorso in devastazione e saccheggio. La donna era stata filmata a volto scoperto dalle telecamere della polizia, il 21 luglio del 2001, a Genova, con un carrello da supermercato pieno di bastoni.

L'intervista. L'indagata: sono una persona pacifica, in città lo sanno tutti
"Ho soltanto preso delle botte"
di Giuseppe Bruschi "Non ho fatto nulla al G8, se non prendere botte, e tante, come altre migliaia di persone che hanno sfilato come me". Così Mary Santi raggiunta ieri sera alle 20,30 al telefono dopo che l'agenzia Ansa aveva battuto la notizia che la riguardava. Ma le accuse sono gravi... "Io non sono abituata ad andare in giro con un carrello pieno di bastoni. Il carrello lo uso per fare la spesa. Oltre tutto io sono pacifica, non pacifista, e a Cremona tutti quelli che mi conoscono lo sanno". Insomma niente di vero in quel che sostengono i pm genovesi? "Non voglio entare nel merito dei capi di imputazione, che comunque riguardano alcune centinaia di persone. C'è un'indagine in corso, toccherà alla difesa dimostrare che le cose non sono andate così. A settembre, quando l'indagine si concluderà, potrò parlare liberamente. Anche perchè, come tutti sanno, questo è un processo politico". Signora Santi, lei in questo momento è tranquilla? "Mi sento tranquilla, sono già stata sentita dai magistrati e quindi aspetto la conclusione di questa vicenda, Come tutti quelli del Social Forum che hanno scelto la mia stessa linea difensiva".

4 agosto 2003 - G8: PLACANICA FERITO IN INCIDENTE STRADALE
"Il Nuovo"
BOTRICELLO - E' rimasto ferito in modo grave in un incidente stradale Mario Placanica, il poliziotto coinvolto negli incidenti del G8 di Genova del luglio 2001, in cui morì Carlo Giuliani.
Placanica, 23 anni, era al volante di una Ford Focus, sulla quale viaggiava da solo, lungo la statale 106 jonica. Al confine tra le province tra Catanzaro e Crotone, nei pressi di Botricello, ha perso il controllo dell'auto, finendo contro un albero. Il ragazzo è rimasto gravemente ferito, riportando la lesione di tre vertebre, lo schiacciamento della cassa toracica e un versamento pleurico.
La prognosi è riservata, ma sembra che non rischi la vita, come conferma anche il padre . Tuttavia, i medici stanno valutando se le lesioni alle vertebre possano avere conseguenze sulle sue capacità di movimento.
L'avvocato Vittorio Colosimo, che ha assistito Placanica nella vicenda giudiziaria nata dalla morte di Carlo Giuliani ha detto di non capire come mai il carabiniere fosse alla guida di un'automobile e per di più da solo, nonostante le sue condizioni psicologiche, particolarmente delicate dopo la morte di Carlo Giuliani.In questo periodo, peraltro, Placanica era in congedo dall'Arma per malattia.
Per questo l'avvocato si spinge a parlare di episodio "inspiegabile". "Ho deciso - afferma - di nominare un perito che accerti le condizioni dell'auto nel momento in cui si è verificato l'incidente". Secondo il racconto fatto dallo stesso carabiniere a un certo punto i comandi avrebbero smesso di rispondere e l'auto sarebbe schizzata via fino allo schianto.
Ma ad avanzare sospetti sull'incidente è anche il padre di Carlo Giuliani. "Siccome su questa vicenda non è stato detto un briciolo di verità - commenta - non è escluso che questo strano incidente sia stato provocato. Spero solo che le perizie non vengano affidate ai consulenti del pm Silvio Franz, altrimenti chissà cos'altro si inventano".
Giuliani ricorda inoltre che "in più di un'occasione mia moglie ed io abbiamo detto che temevamo per quel ragazzo per tutte le contraddizioni mai chiarite le quali indicano che c' è ben altro rispetto a quello che ci hanno fatto credere".
Alessandro Fava

5 agosto 2003 - INCHIESTA PROCURA CATANZARO SU INCIDENTE PLACANICA
ANSA:
PLACANICA: PROCURA CATANZARO AVVIA INCHIESTA
ACCERTAMENTI SARANNO SVOLTI NEL MODO PIU' RAPIDO
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avviato un' inchiesta per accertare modalita' e cause dell' incidente avvenuto a Botricello, lungo la strada statale 106 jonica, in cui e' rimasto ferito in modo grave Mario Placanica, di 23 anni, il carabiniere dalla pistola del quale, nel corso degli incidenti durante il G8 di Genova, nel luglio del 2001, parti' il colpo che uccise Carlo Giuliani.
L' inchiesta e' condotta dal procuratore aggiunto, Mario Spagnuolo, che sta esaminando l' informativa ed i documenti consegnati dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, che hanno eseguito i rilievi sul luogo dell' incidente. Negli ambienti della Procura si precisa che le indagini erano gia' state avviate prima che nella tarda mattinata di ieri l' avv. Vittorio Colosimo, che ha difeso Placanica dall' accusa di omicidio volontario per la morte di Carlo Giuliani, accusa che e' stata poi archiviata dal gip del Tribunale di Genova, facesse la dichiarazione in cui ha espresso dubbi sulle modalita' dell' incidente, parlando di un possibile sabotaggio dell' auto del carabiniere. Colosimo aveva anche riferito dei timori per la sua vita che piu' volte Placanica gli aveva espresso.
Dalla Procura si assicura anche che gli accertamenti sull' incidente occorso a Placanica saranno svolti "nel piu' breve tempo possibile" proprio per verificare "con la rapidita' che il caso impone" qualsiasi dubbio su eventuali responsabilita' di terzi.

6 agosto 2003 - INCIDENTE PLACANICA: INTERVISTA AL GIORNALE
ANSA:
PLACANICA: UN INCIDENTE MOLTO STRANO
INTERVISTA AL GIORNALE
"Stavo tornando da un pranzo...la strada la conosco bene, non andavo veloce, stavo sui 50, 60 chilometri orari. Forse settanta, non di piu'. Quando la macchina, improvvisamente, ha sbandato come fosse impazzita ed e' schizzata a razzo sul lato opposto della strada". In un'intervista che IL GIORNALE pubblica in prima pagina, il carabiniere Mario Placanica - dal letto dell'ospedale di Catanzaro, dove e' ricoverato con fratture ed escoriazioni - racconta la dinamica dell'incidente che lo ha visto coinvolto.
"Ho perso il controllo dell'auto. Una cosa inspiegabile, non so farmenre una ragione - dice Placanica - Andavo piano, la strada era dritta, il tempo era buono e puff... La 'Focus' senza motivo se ne e' andata per conto suo. Non sono riuscito a controllarla. Se dietro c'e' altro non so, non ci voglio pensare. Quel che mi preme - continua - e' di tornare quanto prima in servizio nei carabinieri. Aspettavo con ansia il concorso per maresciallo, peccato...".
"L'avventura del G-8 - conclude Mario Placanica - e' stata dura, prima, durante e, soprattutto per me, dopo. Quel 20 luglio ho fatto solo il mio dovere e non potete nemmeno immaginare quanto mi dispiace che sia finita cosi'. Dentro quella campagnola accerchiata io, Mario Placanica , non potevo fare altrimenti...".

8 agosto 2003 - PLACANICA ANDAVA TROPPO VELOCE ?
"La Gazzetta del Sud"
L'auto di Mario Placanica finita contro un albero viaggiava (secondo "Panorama") a oltre cento chilometri orari. Una conferma viene anche dai carabinieri
Il giallo sembra sgonfiarsi: l'incidente causato dalla velocità
CATANZARO - Si susseguono giorno dopo giorno varie ipotesi sull'incidente stradale nel quale è rimasto coinvolto, nel pomeriggio di domenica scorsa, sulla strada statale 106, nei pressi di Botricello, Mario Placanica, il carabiniere accusato e prosciolto per la morte di Carlo Giuliani durante gli scontri del G8 a Genova. Ieri secondo una indiscrizione raccolta dal settimanale "Panorama" al Comando generale dell'Arma dei carabinieri di Roma, "Placanica viaggiava ben oltre i cento chilometri l'ora, a bordo della sua Ford Focus, e proprio perchè andava troppo veloce sarebbe finito contro un albero". La notizia, che sarà pubblicata nel numero in edicola oggi, trova conferme anche in Calabria. Anche secondo i carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro infatti "Placanica sarebbe rimasto vittima esclusivamente di un incidente stradale". Il carabiniere intanto è ancora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neorochirurgia dell'ospedale "Pugliese" di Catanzaro, dove la sua privacy viene garantita da quattro carabinieri. Per Placanica sembra ormai essere scongiurato il rischio paralisi ma, secondo gli esami clinici compiuti fino a ieri, le ferite causate dall'incidente necessitano di un intervento chirurgico, che potrebbe essere effettuato nei prossimi giorni. Per quanto riguarda l'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, all'inizio della prossima settimana il perito incaricato dovrebbe avviare la ricognizione sull'auto incidentata, mentre il procuratore aggiunto Mario Spagnuolo aspetta notizie dai sanitari per stabilire una data in cui ascoltare Placanica. Ieri sera il sen. Nuccio Iovene (Ds), componente del comitato bicamerale d'indagine sui fatti del G8 di Genova, si è recato nell'ospedale di Catanzaro dove ha incontrato il giovane carabiniere. Ha dichiarato che ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'incidente "è interesse di tutti per fare luce su questa vicenda". Il senatore diessino ha chiesto al carabiniere se ricordasse la dinamica dell'incidente. "Non ricordo assolutamente nulla - è stata la risposta di Placanica - di quanto è accaduto". (r.c.)

8 agosto 2003 - PLACANICA SOTTOPOSTO A INTERVENTO CHIRURGICO
ANSA:
PLACANICA SOTTOPOSTO A INTERVENTO CHIRURGICO ALLA SCHIENA
MEDICI FIDUCIOSI RECUPERO DEL GIOVANE CARABINIERE
E' stato operato stamattina Mario Placanica, il carabiniere coinvolto negli incidenti del G8 di Genova rimasto ferito a Botricello in un incidente mentre, alla guida della sua automobile, percorreva la strada statale 106 jonica.
I chirurghi, secondo quanto si e' appreso, sono intervenuti sulle vertebre che erano rimaste lesionate nell' incidente, con conseguente rischio di paralisi.
L' intervento, stando a notizie apprese in ambienti della famiglia del carabiniere, e' andato bene ed i medici sono fiduciosi sul recupero del giovane.

11 agosto 2003 - UN BASCO INDAGATO PER LE BOMBE ALLA QUESTURA
"Il Corriere della sera"
Genova, un basco indagato per le bombe alla Questura
GENOVA - Uno studente basco di 26 anni sarebbe indagato per le bombe esplose - tra l'8 e il 9 dicembre 2002 - nei giardini a fianco della Questura di Genova. Ne ha dato, ieri, notizia Il Secolo XIX . Al giovane - vicino all'area antagonista, che avrebbe partecipato alle manifestazioni anti-G8 di Genova e a quelle per il recente vertice Ue a Salonicco - la Digos sarebbe arrivata visionando i filmati di quella notte, registrati dalle telecamere della Questura e "affiancando" alle immagini i tabulati delle telefonate fatte in zona. Dal cellulare dello spagnolo pare che siano partite 2 chiamate, pochi minuti dopo lo scoppio delle bombe. E sarebbe emerso dalle mappe telefoniche che lo studente era vicino alla Questura. Malgrado la Digos, perquisendone nei giorni scorsi la casa, gli avesse chiesto di non lasciare Genova, lo studente è irreperibile. L'inchiesta darebbe corpo all'ipotesi di una pista basca, avvalorata da un passante che, giorni prima dell'attentato, aveva notato giovani che parlavano spagnolo, mentre si aggiravano per i giardini.

22 agosto 2003 - INCIDENTE PLACANICA: TESTIMONI, ANDAVA A 120 KM L'ORA
ANSA:
PLACANICA: INCIDENTE; DUE TESTIMONI, ANDAVA A 120 KM L'ORA
SI RAFFORZA IPOTESI CHE LA CAUSA SIA L'ALTA VELOCITA'
Mario Placanica, il carabiniere di 23 anni coinvolto negli scontri durante il G8 di Genova, procedeva ad una velocita' di almeno 120 chilometri l' ora in occasione dell' incidente avvenuto la sera del 3 agosto scorso lungo la statale 106 jonica, nella periferia di Botricello.
E' quanto hanno riferito due testimoni oculari dell' incidente le cui dichiarazioni sono state raccolte dai carabinieri nell' ambito delle indagini sull' episodio.
I due testimoni, entrambi dipendenti della Telecom, hanno detto di essere stati superati, mentre facevano rientro a Catanzaro a bordo della loro automobile, dalla vettura condotta da Placanica, che in quel momento, hanno aggiunto, procedeva ad una velocita' di almeno 120 chilometri l' ora. I testimoni hanno anche riferito che, subito dopo avere superato la loro auto, la vettura condotta da Placanica ha sbandato, finendo la sua corsa contro un albero. Sono stati gli stessi dipendenti della Telecom a telefonare al 118 perche' venissero prestati i soccorsi a Placanica, che prima dell' impatto della sua auto contro l' albero era comunque riuscito a lanciarsi fuori dalla vettura.
All' identita' dei due testimoni i carabinieri sono giunti dopo le verifiche fatte al centralino del 118.
Le dichiarazioni dei due testimoni rafforzano l' ipotesi fatta dai carabinieri nell' immediatezza dell' episodio occorso a Placanica secondo cui l' incidente sarebbe da attribuire all' alta velocita' con cui procedeva l' auto condotta dal carabiniere, oltre che alla presenza di terriccio sull' asfalto. Per gli investigatori, dunque, la tesi di un possibile sabotaggio della vettura, sostenuta dallo stesso Placanica e riferita dal legale della famiglia del carabiniere, sarebbe destituita di qualsiasi fondamento.
 
 
 


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