Almanacco dei misteri d' Italia


Il caso Moro

Servizi ANSA per il 30° anniversario - la cronaca giorno per giorno attraverso le notizie d'agenzia

 MORO/30: 16 MARZO, MORO RAPITO MENTRE STAMPA SCIOPERA /ANSA
COME L'ANSA RACCONTO' LA GIORNATA DEL SEQUESTRO
   (ANSA) - ROMA, 15 MAR - Il 16 marzo 1978, mentre le Brigate
rosse rapivano Aldo Moro trucidando i cinque uomini della sua
scorta, l'ANSA, come tutta la stampa italiana, era in sciopero.
In agenzia alle 7 di mattina erano partite due giornate di
protesta, la prima da parte dei giornalisti, la seconda da parte
dei poligrafici.
   La notizia del rapimento cambia i programmi. L'agenzia si
rimette rapidamente in movimento. Tutti i redattori vengono
chiamati a casa e si precipitano al lavoro. Alle 10:14 (un'ora
dopo l'agguato) una nota di servizio avvisa gli utenti che lo
sciopero è sospeso e che l'ANSA riprende immediatamente le
trasmissioni.
   Un minuto dopo, la prima notizia trasmessa è quella della
rivendicazione:''Questa mattina - scrive l'ANSA riportando il
testo di un messaggio telefonico arrivato 5 minuti prima alla
redazione - abbiamo sequestrato il presidente della Dc ed
eliminato la sua guardia del corpo, 'teste di cuoio' di Cossiga.
Brigate Rosse''.
   Ancora pochi minuti, un'altra notizia racconta quello che era
successo:''Aldo Moro è stato rapito stamane attorno alle 9.15 in
via Mario Fani all'angolo con via Stresa. Gli uomini che erano
di scorta sono stati uccisi a colpi di mitra da un commando
armato. Aldo Moro si trovava su una Fiat 2300 color blu targata
ROMA T50354, la quale era scortata da una Alfetta color bianco
targata ROMA S93393''.
   Abbastanza rapidamente le notizie si precisano sempre di più,
aggiungendo particolari e dando conto dell'immediato arrivo sul
posto della moglie di Moro e dei dirigenti delle forze
dell'ordine. Ecco i principali sviluppi della giornata:
 10:53 - sciopero generale nazionale proclamato dai sindacati
dalle 11 alle 24 in segno di protesta per il rapimento
 11:24 - riunione straordinaria del Consiglio dei ministri.
 11:53 - il vicebrigadiere Zizzi ''è stato ricoverato nel
policlinico Gemelli dove i chirurghi lo stanno ora operando''.
 12:05 - il segretario del Pri, Ugo La Malfa, dichiara che
''allo stato di guerra si risponde con misure eccezionali di
guerra. Anche ripristinando la pena di morte''.
 12:46 - Zizzi è morto.
 13:30 - ''vicino al luogo dell'agguato è stato trovato un
ordigno esplosivo, nascosto in una Mini Minor''. Una notizia
risultata poi infondata.
 14:07 - quando i 15 brigatisti detenuti nel carcere di Torino,
''sono venuti a conoscenza dell'attentato sentendo la radio,
alcuni di loro si sono messi a cantare, altri hanno dato inizio
a manifestazioni di compiacimento''.
 14:16 - la seduta alla Camera è terminata. Il presidente del
Consiglio Andreotti ha esposto le linee programmatiche del
governo.
 16:32 - ''la polizia sta vagliando la testimonianza di una
donna che avrebbe sentito preannunciare alla radio il rapimento
di Moro. La donna, che lavora come collaboratrice domestica, ha
detto che verso le 8.10 ha sentito dire da un'emittente privata
che l'on. Moro sarebbe stato rapito alle 9.15''.
 17:25 - la polizia ha accertato che il venditore ambulante di
fiori che si trova tutte le mattine in via Fani, angolo via
Stresa, ''ha trovato pneumatici della sua autovettura squarciati
a colpi di coltello''.
 17:45 - ''abbiamo una traccia importante - ha detto Infelisi -
i terroristi hanno usato tra le altre un'arma sovietica
piuttosto rara e una Nagant cecoslovacca''. Ma non era vero.
 18:02 - tra le testimonianze. quella di due coniugi che
portavano a spasso il cane in via Fani:''un uomo che faceva
parte del gruppo di terroristi ci ha detto con un accento
strano, sicuramente straniero:'scappate, scappate'''.
 19:03 - una delle auto presumibilmente usate dal commando, una
128 bianca, è stata ritrovata vicino a Forte Braschi. Il
ritrovamento viene poi smentito il giorno dopo.
 19:32 - il procuratore capo De Matteo:''certamente un delitto
così perfetto, preparato al minuto, con la chiusura di linee
telefoniche che non mi pare possano essere considerate una
coincidenza occasionale significa che è un delitto preparato ed
eseguito con l'abilità di tiratori scelti, da persone che sanno
sparare da vicino e lontano''.
 20:42 - il quarto governo Andreotti ha ottenuto la fiducia
della Camera con 545 voti favorevoli e 30 contrari (Pli, Msi e
Dp). Astenuti i tre sudtirolesi. Al momento del voto i radicali
erano fuori dall'Aula.
 20:51 - ''le foto di 20 brigatisti latitanti saranno
distribuite a tutte le forze di polizia, ai commissariati e ai
posti di blocco dal ministero dell'Interno''. Tra i nomi, quelli
di alcuni che avevano realmente fatto parte del commando come
Moretti, Gallinari e Bonisoli, quelli di altri Br come Peci,
Azzolini, Micaletto, di un paio di Prima linea come Alunni e
Susanna Ronconi, del genero dell'Abbé Pierre Innocente Salvoni,
del killer politicizzato Giustino De Vuono.
 1:45 del 17 marzo - la convulsa giornata politica si concludeva
a notte iniziata con il voto del Senato che concedeva la fiducia
al governo Andreotti con il voto favorevole di 267 senatori (di
Dc, Pci, Psi, Psdi, Pri, Democrazia nazionale, Sinistra
indipendente) e quello contrario di cinque senatori di Msi e
Pli.  (ANSA).
     FF
15-MAR-08 14:17 NNNN


MORO/30: 17 MARZO, ITALIA ANCORA SOTTO CHOC /ANSA
LE INDAGINI SEMBRANO FERME, ANCORA NESSUN SEGNALE DALLE BR
   (ANSA) - ROMA, 16 MAR - Il giorno dopo il rapimento di Moro e
l'eccidio della scorta, l'Italia è ancora sotto choc. Nessuno
sembrava aspettarsi che il minacciato ''attacco al cuore dello
Stato'' colpisse davvero così in alto. Ecco gli sviluppi di
quella giornata attraverso la cronaca dell'ANSA:
 04:56 - in via Licinio Calvo, vicino a via Fani, viene trovata
la Fiat 128 bianca, una delle auto usate dai rapitori di Moro. A
bordo un paio di tronchesi e un pezzo di catena. Sembra che, per
fuggire, i terroristi siano passati da una strada privata chiusa
con una catena.
 10:45 - si riunisce il comitato interministeriale sulla
sicurezza. Presieduto dal presidente del Consiglio Andreotti, ne
fanno parte i ministri Cossiga (Interno), Forlani (Esteri),
Malfatti, Ruffini, Donat Cattin, i capi di Sismi e Sisde
(Santovito e Grassini), i generali dei carabinieri Corsini e De
Sena, il capo della polizia Parlato, il comandante della Guardia
di finanza Giudice, il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Milazzo.
 11:49 - alla redazione torinese dell'ANSA arriva una
telefonata, di dubbia attendibilità, da parte della Colonna
armata Walter Alasia, che chiede la liberazione di alcuni
militanti di Azione rivoluzionaria e dei Nap.
 12:51 - il giudice Infelici firma sessanta ordini di
perquisizione nelle zone Trionfale, Balduina e Belsito. Tra le
abitazioni perquisite anche quelli di Valerio Morucci e di
Lanfranco Pace.
 13:34 - cominciano le autopsie sui cinque uomini della scorta.
Sono stati tutti colpiti da almeno tre proiettili. Qualcuno
anche da sette o più. Tutti i colpi sono stati sparati dal lato
del bar Olivetti, meno quelli che hanno uccisi il maresciallo
Leonardi, che provenivano dalla direzione opposta.
 14:58 - in una interrogazione, l'on. Pino Rauti, del Msi,
chiede i motivi di un'operazione compiuta a Roma il giorno prima
della strage, con perquisizioni a ''giovani anticomunisti'' in
una zona vicino a via Fani. La richiesta sarebbe partita dalla
Procura milanese  sulla base di una segnalazione che dava ''per
imminente un grave atto terroristico concertato tra eversori
italiani in collegamento con gruppi stranieri''. La Digos
smentiva l'operazione, ma un funzionario precisava che
''ovviamente, anche se il fatto fosse avvenuto, non ne daremmo
notizia alla stampa''.
 19:41 - sarebbe stato individuato il negozio (o magazzino) dove
i terroristi avrebbero acquistato le divise dell'aviazione
civile.
 19:59 - Pietro Del Giudice, il cui nome era presente tra i 20
diffusi il giorno prima dal Vicinale, dichiara:''non sono mai
stato, né sono, né sarò, finché nelle mie facoltà, membro o
simpatizzante delle Brigate rosse''.
 22:53 - si apprende che il 16 marzo è stato fermato Gianfranco
Moreno, impiegato in una banca di via delle Botteghe Oscure.
Moreno, che sarà liberato dopo un paio di giorni, sarebbe stato
visto il 24 febbraio in via Savoia introdursi, con fare
sospetto, nel giardino su cui affacciano le finestre dello
studio di Moro.
 (ANSA).
     FF
16-MAR-08 19:27 NNNN

MORO/30: 18 MARZO, GIA' SPUNTA VIA GRADOLI/ ANSA
   (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Il 18 marzo, alle 9:30 del mattino,
gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo si presentano al
terzo piano della palazzina al numero 96 di via Gradoli, una
stradina residenziale sulla via Cassia.
   Gli agenti bussano anche alla porta dell'appartamento interno
11, il covo delle Brigate rosse (che sarà scoperto solo il 18
aprile grazie ad una perdita d'acqua), ma nessuno risponde. Apre
invece l'inquilina dell' appartamento all'interno 9, Lucia
Mokbel. La ragazza, di origine egiziane, racconta ai poliziotti
di aver sentito ticchettii simili a segnali Morse provenienti
dall'appartamento dell'ing.Borghi (dove abitavano Mario Moretti
e Barbara Balzerani).
   Agli agenti, la Mokbel consegna un appunto su questo fatto,
da consegnare al vicequestore Elio Cioppa, da lei conosciuto (il
nome di Cioppa era negli elenchi della P2).
   Su questo fatto, Lucia Mokbel fu chiamata a testimoniare il
23 settembre 1982 al primo processo Moro. Al presidente
Santiapichi, la donna spiegò che in quel tempo abitava in via
Gradoli presso un amico e che, verso le 2,30 di notte, percepi'
attraverso i muri un ticchettio simile a quello dell'alfabeto
Morse. Alla domanda di Santiapichi sul perché avesse pensato
proprio all'alfabeto Morse la Mokbel rispose:''perche' avevo un
amico ex ufficiale di marina che ogni tanto mi aveva fatto
sentire questi segnali trasmessi di notte da un canale della
Rai''. ''La mattina dopo verso le 9 - aggiunge la Mokbel - si
presentarono a casa alcuni poliziotti in borghese ci chiesero i
documenti, ci fecero qualche domanda, io parlai dell' episodio,
notturno. dissi loro che in questura conoscevo il commissario
Elio Cioppa; loro mi consigliarono di scrivergli un biglietto.
cosa che feci sul momento, consegnando l' appunto con il
racconto della mia disavventura notturna ad una delle guardie
affinche' lo facesse pervenire al funzionario. Un paio di mesi
piu' tardi, dopo la scoperta del covo, incontrai il dott. Cioppa
in un ristorante; gli chiesi se avesse ricevuto il mio
messaggio; mi rispose di non averlo mai avuto''.
   Dopo la Mokbel fu sentito il maresciallo Domenico Merola, del
commissariato Flaminio Nuovo, il funzionario di polizia che il
18 marzo era in via Gradoli con quattro agenti. L'ingresso in
aula del sottufficiale era stato preceduto dall'arrivo di una
relazione informativa da lui scritta e consegnata a suo tempo al
dirigente del commissariato guido costa, che riferiva sull'esito
della missione del 18 marzo in via Gradoli e in altre strade
della zona. Un documento di cui non c'era traccia, fino ad
allora, nè agli atti del processo, ne' alla commissione Moro. Un
documento però con l'intestazione ''Polizia di Stato'', una
denominazione che nel 1978 non esisteva ancora e che è stata
introdotta solo nel 1981.
   Merola raccontò che l'ordine di perquisire i miniappartamenti
della zona era nato la sera del 17 marzo, ma ''non mi fu dato
l'ordine di perquisire le case. Era solo un'operazione di
controllo durante la quale furono identificati numerosi
inquilini, mentre molti appartamenti furono trovati al momento
senza abitanti e quindi, non avendo l'autorizzazione di forzare
le porte, li lasciammo stare, limitandoci a chiedere
informazioni ai vicini. L'interno 11 fu uno degli appartamenti
in cui non trovammo alcuno. una signora, che abitava sullo stsso
piano, ci disse che li' viveva una persona distinta, forse un
rappresentante, che usciva la mattina e tornava la sera tardi''.
     FF
17-MAR-08 18:28 NNNN


MORO/30: 19 MARZO, UNA DOMENICA SENZA NOVITA'/ ANSA
PRIMO APPELLO DEL PAPA, CRESCE L'IMPIEGO DELL'ESERCITO
   (ANSA) - ROMA, 18 MAR - Domenica 19 marzo, la prima domenica
passata da Aldo Moro nel ''carcere del popolo'', si trascina
senza novità. Le indagini e i rastrellamenti vanno avanti, ma
senza obiettivi precisi e senza sviluppi. Riappare in pubblico
papa Paolo VI, reduce da un'influenza, e rivolge il suo primo
appello per la liberazione del presidente Dc.
 12:26 - dopo una serie di notizie pubblicate dai giornali sulle
condizioni di salute di Aldo Moro e sul suo presunto bisogno di
alcuni farmaci, la famiglia Moro precisa in un comunicato che
''le sue condizioni di salute, sino al momento del rapimento,
erano soddisfacenti, tali da non richiedere l'assunzione di
particolari farmaci''. ''La famiglia - conclude il comunicato -
si augura che in assenza di notizie provenienti da essa o dai
veri medici curanti, ci si astenga dal fornire informazioni che,
oltre a non rispondere a verità, rischiano di essere solo
pericolose''.
 12:30 - papa Paolo VI invita i fedeli in piazza San Pietro a
pregare per l'on. Moro rivolgendo un ''accorato appello'' perchè
egli sia liberato. Il Papa chiede anche di pregare  ''per le
famiglie che piangono i loro cari stroncati nel compimento del
loro dovere da un insensato odio omicida che ancora una volta ha
voluto minare la pacifica convivenza sociale''. Era la prima
ricomparsa in pubblico del Papa dopo l'influenza del 13 marzo.
 14:40 - ''sono oltre mille i soldati che il ministero della
Difesa ha messo a disposizione per attuare i posti di blocco
intorno alla Capitale. Essi appartengono a reparti dei
Granatieri di Sardegna, dell'artiglieria, del Genio pionieri e
della cavalleria motorizzata di stanza a Roma e località
vicine''.
 17:31 - in una lettera inviata il 17 marzo al procuratore capo
di Roma, Brunilde Pertramer afferma di essere ''completamente
estranea agli avvenimenti del 16 marzo a Roma, così come sono
estranea alla organizzazione denominata Brigate rosse''.
 18:25 - ''L'opinione di alcuni degli investigatori è che la
colonna romana che ha rapito l'on. Moro lo abbia affidato ad un
altro gruppo di brigatisti che potrebbe essersi già spostato
dalla zona della Capitale. Le ricerche delle ultime ore si
stanno sviluppando soprattutto in Toscana e in alcune zone delle
regioni vicine dell'Italia centrale, lungo la fascia tirrenica.
 18:34 - impiantato al ministero dell'Interno un terminale
dell'archivio computerizzato del terrorismo in funzione in
Germania. ''Non hanno invece trovato conferma le voci circolate
in questi giorni di una segnalazione che avrebbe annunciato alle
autorità italiane la possibilità di un attentato terroristico
nella zona di Monte Mario contro una personalità politica''.
     FF
18-MAR-08 14:16 NNNN


MORO/30: 20 MARZO,TROVATA TERZA AUTO NELLA STESSA VIA /ANSA
COMINCIA A TORINO IL PROCESSO ALLE BR, UN CIECO PROFETICO
   (ANSA) - ROMA, 19 MAR - 20 marzo 1978, quinto giorno del
sequestro Moro: al di là dell'ottimismo di facciata, le indagini
sembrano brancolare ancora nel buio più assoluto. A Torino
comincia il processo contro le Brigate rosse. La terza auto
usata in via Fani è trovata sempre in via Licinio Calvo, la
stessa strada dove erano state lasciate le altre due. Le Brigate
rosse sembrano farsi beffe dell'efficienza delle forze
dell'ordine. A Siena, un cieco aveva parlato del rapimento Moro
la sera prima che accadesse.
 00:21 - ''E' stata trovata a tarda sera una automobile che
secondo gli investigatori potrebbe essere la terza usata adi
terroristi che hanno rapito l'on. Moro. E' una 128 blu scuro
trovata parcheggiata in via Licinio Calvo, la stessa strada dove
sono state trovate le altre due''.
 10:15 - ''Gianfranco Moreno è stato scarcerato. Sono caduti gli
indizi a suo carico''. Moreno è l'impiegato di banca fermato la
sera del 16 marzo.
 10:40 - Comincia, a Torino, il processo contro le Brigate
rosse. L'udienza subisce una interruzione in conseguenza di una
ordinanza del ministero dell'Interno che vieta l'introduzione di
macchine fotografiche, registratori e cineprese in aula. Il
presidente della corte Barbaro annulla la disposizione in attesa
di adeguate motivazioni. Gli imputati consegnano alla Corte un
loro comunicato (il numero 11) che dice, tra l'altro, che
''Moro, catturato e rinchiuso come prigioniero di guerra in un
carcere del popolo dall'Organizzazione comunista combattente
Brigate rosse, verrà processato. Moro non ha maggiori
responsabilità politiche dei suoi 'amici' democristiani, anche
se è venuto progressivamente configurandosi come baricentro
politico, come 'teorico' e 'stratega' del regime democristiano e
dello Stato imperialista''.
 13:00 - A proposito del gran numero di messaggi telefonici e
scritti che arrivano da sedicenti gruppi di terroristi, il
magistrato Infelisi precisa che ''gli unici ad essere presi in
considerazione sono quelli che risultano scritti con la macchina
usata per redire quello inviato al quotidiano 'Il Messaggero'
insieme con la fotografia di Aldo Moro''. ''C'è una
intromissione - ha aggiunto Infelisi - di gruppi fiancheggiatori
dei Nap che, con le loro comunicazioni, cercano di sfruttare la
situazione a loro vantaggio''.
 13:10 - ''Il responsabile nazionale della commissione giustizia
di Lotta Continua, dott. Marco Boato, ha consegnato al capo
della squadra mobile di Trento una serie di documenti fattigli
pervenire dallo studio Hartmut Wachtler di Monaco di Baviera''
che dimostrano che Brunilde Pertramer era in val di Fassa il
giorno dell'uccisione del mar.Berardi e quello di via Fani.
 18:41 - ''In mattinata si era sparso un certo allarme alla
notizia del rinvenimento di macchie di sangue sui gradini delle
scale di uno stabile in via Ugo De Carolis, alla Balduina. Sono
accorsi uomini della Digos ma si è scoperto che si trattava di
un cane investito da un'autovettura''.
 20:25 - ''accertamenti sono stati fatti a Siena dove nei giorni
scorsi è avvenuto un episodio ancora non definitivamente
chiarito: un cieco parlò del rapimento di Moro la sera prima del
fatto, in un bar, dicendo di aver sentito alcuni giovani
discuterne tra loro. Sul momento i presenti lo presero in giro,
ma il giorno dopo alcuni di loro riferirono tutto alla polizia,
che ha rintracciato il cieco e sta compiendo ricerche - rimaste
finora senza esito - dei giovani''.
 21:21 - ''Dopo l'annuncio del Governo inglese di aver inviato
in Italia due ufficiali delle Sas si è appreso che
presumibilmente il loro compito è di fornire ai servizi di
sicurezza italiani informazioni sulle notizie che le unità
speciali inglesi hanno raccolto sui legami internazionali tra le
organizzazioni terroristiche''.
(ANSA).
     FF
19-MAR-08 16:13 NNNN

 

MORO/30: 21 MARZO, DECRETO LEGGE ANTITERRORISMO/ ANSA
INTERVIENE L'ABBE' PIERRE, CONTINUANO LE VOCI INCONTROLLATE
   (ANSA) - ROMA, 20 MAR - 21 marzo 1978, sesto giorno del
sequestro Moro. La novità è il decreto legge antiterrorismo
approvato dal Consiglio dei ministri. Il decreto  prevede pene
fino a 30 anni per i colpevoli di sequestri di persona
(ergastolo in caso di morte dell'ostaggio) e una forte
diminuzione delle sanzioni per i dissociati che procurano la
liberta' del sequestrato. Aumento delle pene anche per il
riciclaggio di denaro sporco. Gli ufficiali di polizia
giudiziaria possono interrogare l'arrestato in flagranza o
l'indiziato in assenza dell'avvocato e possono fermare chi
rifiuta di dichiarare le generalita' e trattenerlo per il tempo
necessario all'identificazione. Soprattutto, il decreto obbliga
chi vende, affitta o cede anche temporaneamente un'abitazione a
comunicare alle autorita' di polizia entro 48 ore le generalita'
del compratore, dell'inquilino o dell'ospite. Ecco le altre
notizie del giorno attraverso la cronaca dell'ANSA:
 14:35 - ''Al dott. Infelisi è stata rivolta, da parte della
signora Eleonora Moro, la richiesta, subito accolta, di riavere
gli oggetti che furono trovati sulla macchina del marito subito
dopo l'agguato. Si tratta di una borsa che cadde a terra proprio
vicino all'autovettura quando il presidente della Dc fu portato
via, di alcune tesi di laurea, di documenti e di due cappelli,
uno nero e uno grigio, che si trovavano sul lunotto
posteriore''.
 14:56 - ''Al palazzo di giustizia è stato possibile avere un
incontro con il procuratore della Repubblica Giovanni De Matteo
per tentare di avere notizie più precise soprattutto per quanto
riguarda il presento progetto di rapire l'on.Enrico Berlinguer.
Mentre, secondo il dott.Infelisi, effettivamente si ritiene che
ci siano stati 'movimenti sospetti' intorno all'uomo politico
comunista qualche tempo prima del rapimento di Moro (elementi di
riscontro si sarebbero trovati esaminando i fascicoli di alcune
indagini fatte in precedenza e segnalazioni) il dott.De Matteo è
stato su questo punto molto riservato''.
 15:20 - ''Si è appreso - ma la notizia non è stata confermata
al ministero dell'Interno - che a Roma sarebbe giunto un reparto
speciale di polizia di stanza ad Abbasanta, in Sardegna. Questi
uomini, particolarmente addestrati nel tiro e nelle operazioni
di guerriglia, potrebbero venire impiegati se e quando venisse
localizzato il covo ove si trovano i brigatisti con
l'ostaggio''.
 15:20 - ''Tra le varie testimonianze che la polizia sta
analizzando vi sarebbe quella secondo la quale una moto Honda
con due giovani a bordo sarebbe stata vista fuggire da via Fani
subito dopo l'agguato.
 18:14 - ''Henri Groues, meglio conosciuto come l'Abbé Pierre,
ex deputato della Repubblica francese, ha consegnato oggi alla
stampa una dichiarazione firmata dal nipote, Innocente
Salvoni''. Salvoni, che non è nipote ma marito di una nipote
dell'Abbé Pierre ed è in quell'elenco di 20 sospetti diffusa dal
Viminale, dichiara:''vivo in Francia da due anni ed ho la
cittadinanza francese dall'autunno 1977, e da quando mi sono
trasferito non ho avuto più occasione di tornare in Italia. Nego
di aver mai conosciuto o avere avuto alcun contatto con le
persone sospettate di essere responsabili del rapimento di Aldo
Moro, né oggi né in passato''.
 18:31 - la Bild Zeitung scrive che il medico tedesco Eckehard
Von Seckendorff si occupa di Aldo Moro nella prigione del popolo
e che le polizie italiana e tedesca temono che voglia annientare
con sedativi e medicinali la volonta' di Moro. Funzionari di
polizia italiani affermano di non saperne nulla.
 19:26 - ''Gli acquisti di materiale dell'Alitalia nei negozi
specializzati sono consentiti solo a persone autorizzate o
comunque munite di un tesserino di riconoscimento. La commessa
avrebbe confermato che la cliente, da questo punto di vista,
appariva in regola. Della donna, la testimone inoltre ha fornito
una accurata descrizione, dalla quale la polizia ha ricavato un
identikit. Esso ricalca esattamente, si dice in Questura, i
connotati della donna che è stata vista partecipare al
sanguinoso assalto della scorta di Moro''.
     FF
20-MAR-08 17:22 NNNN


MORO/30: 22 MARZO, ARRESTATA BRUNILDE PERTRAMER/ ANSA
PROSEGUONO INDAGINI E ASCOLTO TESTIMONI, IN AUMENTO I BISLACCHI
   (ANSA) - ROMA, 21 MAR - 22 marzo 1978: Moro è ormai da una
settimana in mano alle Brigate rosse. Ecco la cronaca del giorno
attraverso le notizie dell'ANSA:
 11:07 - ''L'intero quartiere di Trastevere è stato battuto a
fondo da reparti di polizia e carabinieri. Le forze dell'ordine
hanno compiuto centinaia di perquisizioni domiciliari e di
controlli. L'operazione protrattasi per alcune ore non ha avuto
alcun esito e tutto si è svolto tranquillamente''.
 11:23 - ''Uno sconosciuto, qualificatosi come 'un cittadino',
ha rivendicato a nome dei 'Gruppi nazionali rivoluzionari'
l'uccisione dei due giovani dell'ultrasinistra Fausti Tinelli e
Lorenzo Jannucci avvenuta sabato scorso a Milano''.
 15:12 - Nuovi testimoni dell'agguato di via Fani sono stati
sentiti stamani dai funzionari della Digos per raccogliere
particolari sulla dinamica della strage''.
 16:33 - ''Sono state registrate in Questura, nelle ultime
dodici ore, diverse 'testimonianze', che tali non sono, o
diversi propositi di collaborare con la giustizia mediante
metodi non ortodossi quali il 'pendolino', il tavolino per la
seduta spiritica, o cose simili. La polizia ascolta cortesemente
tutti e quindi fa ovviamente una cernita per eliminare le
'proposte' che altro non potrebbero essere che una perdita di
tempo inutile, anche se fatte in buona fede.
 17:02 - ''Per esemplificare la confusione che potrebbe essere
determinata dalla registrazione non meditata delle varie
testimonianze, in Questura si cita il caso di un teste di via
Mario Fani che aveva assicurato di aver assistito ad uno scontro
a fuoco fra agenti di polizia ed altri militari (quelli in
divisa di aviazione civile). I testi sono alquanto piu' concordi
e precisi sulla descrizione della donna che ha fatto parte del
gruppo terroristico e sulla parte da essa giocata. Cio' anche
perche' la brigatista fu maggiormente notata durante la
drammatica sequenza in quanto si trovava piu' lontano dal resto
del 'commando',. ed anche per il solo fatto di essere l'unica
donna presente fra i banditi. I piu' asseriscono che la donna
dava l'impressione di contrOllare, arma alla mano, l'incrocio
delle strade. Per quanto concerne alcune voci, secondo le quali
la 'mente' del piano sanguinoso eseguito in via Fani sarebbe uno
straniero (di cui e' stato diffuso un identikit), in Questura si
fa osservare che non esistono elementi per avvalorare tale tesi.
La stessa convinzione sarebbe anche dei servizi segreti.
 17:58 - ''Con una telefonata fatta in perfetto tedesco al
centralino del Consolato generale d'Italia a Berlino Ovest,
qualcuno che ha detto di appertenere alla 'Rote armee fraktion'
ha parlato di uccisione di Aldo Moro. Il Console generale
d'Italia a Berlino Ovest, dott. Paolo Torella di Romagnano,
ritiene che alla telefonata non si debba dare troppa
credibilità.
 19:41 - ''Agenti della Digos di Novara hanno arrestato Brunilde
Pertramer, ricercata per l'uccisione del maresciallo Rosario
Berardi, il sottufficiale di pubblica sicurezza assassinato a
Torino dalle Brigate rosse''. La Pertramer, in realtà, sarà
rapidamente scagionata dopo un confronto con i gestori di una
pensione di Canazei che confermano il suo alibi. Il 10 aprile la
donna torna in libertà.
     FF
21-MAR-08 15:18 NNNN


MORO/30: 23 MARZO, FALSO ALLARME PER DIVISE AVIATORE / ANSA
RICOSTRUITA LA DINAMICA DELLA FUGA DOPO L'AGGUATO DI VIA FANI
   (ANSA) - ROMA, 22 MAR - 23 marzo 1978 (Giovedì Santo): sono
già otto giorni che Aldo Moro è prigioniero delle Brigate rosse.
Ecco la cronaca del giorno attraverso le notizie dell'ANSA:
  02:26 - ''Tra le numerose ipotesi circolate sulla dinamica del
sequestro dell'on.Moro se ne è diffusa una secondo la quale il
presidente della Dc sarebbe stato trasferito su un falso furgone
della polizia. La notizia, che era già circolata nei giorni
scorsi (si parlò sia di un falso furgone della Pubblica
sicurezza sia di un automezzo dell'Azienda comunale
dell'elettricità di Roma) non ha comunque trovato conferme''.
 16:17 - ''Un sacco contenente quattro divise dell'Alitalia e un
berretto è stato trovato poco prima delle 15.30 in via Francesco
Acri, una traversa della via Laurentina, nella zona dell'Eur.
Sul posto si è recato il dott. Vito della Digos, il quale ha
prelevato il sacco e lo ha portato in Questura. Il berretto
trovato con le divise non reca i fregi''.
 17:42 - ''Secondo il sostituto procuratore della Repubblica
Luciano Infelisi le divise trovate non sono quelle che
indossarono i brigatisti rossi allorchè uccisero la scorta
dell'on. Moro e rapirono l'uomo politico. Il magistrato ha
confermato che gli indumenti sono stati trovati nel deposito
delle immondizie del palazzo dove abita. Il ritrovamento delle
divise ha fatto scattare l'allarme ed in breve tutta la via
Laurentina e la zona circostante è stata isolata da uomini
armati. Poi l'allarme è rientrato''.
 18:02 - ''La moglie di un aviatore, che abita nei pressi
dell'abitazione del sostituto procuratore della Repubblica
Infelisi, ha chiarito come le divise e il berretto siano finite
nel sacco dei rifiuti. 'Appartengono a mio marito - ha detto la
donna - ed io le avevo riposte per una normale pulizia. Per
errore la cameriera ha portato il sacco per la strada come se si
trattasse di rifiuti''. Le divise, comunque, non erano
dell'Alitalia, ma della compagnia di bandiera inglese.
 18:08 - Non c'entra con il caso Moro, ma a Milano è arrestato
Franco Berardi, detto Bifo, ricercato per associazione per
delinquere istigazione e resistenza nell'ambito dell' inchiesta
sugli incidenti seguiti all' uccisione di Francesco Lorusso nel
marzo 1977 a Bologna. Dopo una settimana Bifo ottiene la libertà
provvisoria.
 20:48 - ''Non esistono più dubbi negli investigatori sul fatto
che le auto usate per portare con loro l'on. Moro furono
abbandonate tutte nello stesso momento in via Licinio Calvo.
Secondo la ricostruzione più verosimile, fatto salire Moro sulla
132, i brigatisti rossi lo scortarono con una 128 blu e con una
128 bianca. Giunti in via Licinio Calvo i brigatisti lasciarono
le tre auto ed insieme con l'on. Moro salirono a bordo di un
grosso automezzo camuffato in modo che nel proseguimento della
fuga non destasse sospetti. Certamente via Licinio Calvo era il
luogo già prefissato per abbandonare le auto e per il
trasferimento dei terroristi e dell'on. Moro a bordo di un
furgone''.  (ANSA).
     FF
22-MAR-08 16:27 NNNN


MORO/30: 24 MARZO, LE BR COLPISCONO A TORINO/ ANSA
FERITO EX SINDACO PICCO, NESSUNA NOVITA SU LEADER DELLA DC
   (ANSA) - ROMA, 22 MAR - 24 marzo 1978, nono giorno del
sequestro Moro. E' passata ormai una settimana dal primo e
ultimo comunicato delle Brigate rosse. Ecco la cronaca della
giornata attraverso le notizie dell'ANSA:
  12:24 - ''Il presidente della Repubblica, Giovanni Leone, e la
sua consorte, accompagnati dal segretario generale della
presidenza, hanno questa mattina fatto visita alla signora Moro
e ai suoi figlioli''.
  13:20 - A Torino, in via Giacosa, poco dopo le 13, le Brigate
Rosse tornano in azione. Due uomini feriscono a colpi di pistola
l'architetto Giovanni Picco, ex sindaco e attuale consigliere
regionale della Dc. Circa 40 minuti piu' tardi le Br rivendicano
l'attentato con una telefonata alla redazione dell'ANSA.
 14:26 - '''Tutti i riconoscimenti di cui finora si è parlato
sono evidentemente poco seri'. Questo è stato il commento fatto
da uno degli investigatori dopo l'ennesima voce ripresa da
alcuni organi di stampa secondo la quale sarebbe stato
riconosciuto, tra i brigatisti rossi che hanno operato in via
Mario Fani, Prospero Gallinari, di 27 anni, di Reggio Emilia.
Secondo gli investigatori, tutti i terroristi erano camuffati
con parrucchini ed altri accorgimenti e pertanto le indicazioni
di testimoni che hanno assistito al fatto, in preda al panico,
devono essere valutate con somma prudenza. Stamani sono state
fatte altre battute, in particolare nella zona della Magliana,
con l'impiego anche di reparti cinofili''.
 19:14 - ''Non meno di sei terroristi spararono la mattina del
16 marzo contro i due carabinieri e i tre agenti che scortavano
l'on. Moro. Questo è il dato emerso dall'esame degli 84 bossoli
trovati in via Fani dopo l'agguato. Secondo i tecnici della
polizia scientifica, almeno sei furono le armi usate e quindi
altrettanti terroristi spararono''.
 21:04 - ''Il sostituto procuratore della Repubblica Luciano
Infelisi, che conduce le indagini sull'agguato di via Fani, è
partito stasera per Torino dove si incontrerà con i magistrati
del capoluogo piemontese che si sono occupati delle inchieste
sulle Brigate rosse''. ''Dal canto suo, il procuratore della
Repubblica Giovanni De Matteo, durante un breve colloquio con i
giornalisti, ha detto che dopo Pasqua emetterà un comunicato nel
quale farà il punto sulle indagini le quali, purtroppo, almeno
fino a questo momento, si trovano in una situazione di stallo''.
     FF
22-MAR-08 16:28 NNNN


MORO/30: 25 MARZO, ARRIVA IL COMUNICATO NUMERO DUE/ ANSA
POSTINI BR BEFFANO CONTROLLI, DOCUMENTO DIFFUSO IN VARIE CITTA'
   (ANSA) - ROMA, 24 MAR - 25 marzo 1978, decimo giorno di
prigionia per Aldo Moro. Dopo una settimana di silenzio, le
Brigate rosse si fanno di nuovo vive con il comunicato numero
due.
   Questa volta il comunicato viene fatto trovare a Torino,
annunciato alle 16 con una telefonata alla 'Gazzetta del Popolo'
e poi alla redazione torinese dell'ANSA. Dopo circa mezzora il
comunicato è fatto trovare anche a Roma, annunciato con
telefonate al 'Messaggero' e a 'Radio Onda rossa'. Poi, a
intervalli quasi regolari, a Milano, dove è annunciato al
'Giornale nuovo' di Milano e Genova, dopo una telefonata al
'Secolo XIX'. I 'postini' delle Brigate rosse riescono a
muoversi quasi all'unisono in quattro città diverse, beffando il
ridondante schieramento di forze dell'ordine. Non solo, ma il
''Comunicato'' ha potuto circolare liberamente in giro per
l'Italia nonostante perquisizioni e posti di blocco che
complicavano la vita quotidiana dei comuni mortali. Rispetto al
comunicato precedente e' diverso il tipo di carta ed e' battuto
a ''passo 10'' invece che a ''passo 12''., ma scritto con la
stessa testina Ibm.
   Il comunicato comincia con un capitolo sul ''PROCESSO AD ALDO
MORO''. I terroristi battono sul fatto che il governo Andreotti
ha segnato il definitivo esautoramento del ruolo del Parlamento
e che Moro è il naturale designato alla presidenza della
Repubblica, carica che, secondo loro, diventa fondamentale nel
''progetto di concentrazione'' del potere'' del fantomatico SIM
(lo 'Stato imperialista delle multinazionale). ''Chi meglio di
Aldo Moro potrebbe rappresentare come capo dello SIM gli
interessi della borghesia imperialista?'' si chiedono i
brigatisti snocciolando la sua carriera politica e precisando
che su tutta quella storia politica (compresa la vicenda
Sifar-De Lorenzo) è in corso l'interrogatorio ad Aldo Moro.
   Il processo e l'interrogatorio di Moro si propone, secondo le
dichiarazioni delle Brigate rosse, di ''chiarire le politiche
imperialiste e antiproletarie di cui la Dc è portatrice'',
''individuare con precisione le strutture internazionali e le
filiazioni nazionali della controrivoluzione imperialista'',
''svelare il personale politico-economico-militare sulle cui
gambe cammina il progetto delle multinazionali'', ''accertare le
dirette responsabilità di Aldo Moro''.
   In realtà il processo ad Aldo Moro, se mai processo c'è
stato, non sarà nulla di tutto questo. O almeno, se le
risultanze del processo sono quelle che compaiono nelle due
versioni del cosiddetto ''Memoriale'', lo stesso memoriale è
stato mantenuto accuratamente segreto, senza usarlo, come
sembrava intenzione della fase iniziale del rapimento, come
strumento di informazione, smascheramento e propaganda.
   Mentre il primo capitolo sembra, tutto sommato, abbastanza
concreto, il secondo capitolo del comunicato, dal titolo ''IL
TERRORISMO IMPERIALISTA E L'INTERNAZIONALISMO PROLETARIO'', è
una tiritera molto ideologica sul ruolo dei ''progetti
continentali di controrivoluzione armata'' e sulla ''completa
subordinazione dello SIM-Italia alle centrali imperialiste. ai
quali i terroristi si propongono di rispondere con ''una pratica
effettiva dell' INTERNAZIONALISMO PROLETARIO'' per ''costruire
l'unità strategica delle forze comuniste''. C'è anche un
richiamo al ''principio maoista di 'contare sulle proprie forze
e lottare con tenacia'''.
   Il comunicato si conclude con slogan (Intensificare con
l'attacco armato il processo al regime, disarticolare i centri
della controrivoluzione imperialista. Costruire l' unità del
movimento rivoluzionario nel Partito Combattente'' e con un
omaggio a Fausto e Iaio (Onore ai compagni Lorenzo Jannucci e
Fausto Tinelli assassinati dai sicari del regime), vicenda
oscura rimasta ancora senza soluzione.
   Oltre al comunicato e all'accavallarsi dei commenti e delle
analisi, c'è poco da segnalare. Le indagini continuano a
sembrare ferme, anche se qualche giornalista avanza l'ipotesi
che il vuoto ufficiale di informazione nasconda il lavorio
sotterraneo per arrivare a risolvere il caso senza bruciare le
piste seguite. Tra le cose che emergono, conta di segnalare solo
il fatto che una coppia ha riferito di aver visto, mezzora dopo
la strage, sul raccordo anulare all'altezza dell'Aurelia, due
persone scendere da una macchina e togliersi ''divise scure che
sembravano del tipo usato dagli steward delle compagnie aeree''
e, forse più importante, che ''un automobilista in transito in
via Fani la mattina della strage avrebbe inseguito per breve
tratto, prima di perderle di vista, le tre auto usate dai
terroristi. L'automobilista avrebbe inseguito il piccolo corteo
fino in via Igea''. (ANSA).
     FF
24-MAR-08 14:37 NNNN


MORO/30: 26 MARZO, PASQUA NEL 'CARCERE DEL POPOLO' /ANSA
DUE NOMI GIUSTI SU SETTE, POLEMICHE PER ASSENZA INFELISI
   (ANSA) - ROMA, 25 MAR - 26 marzo 1978, domenica di Pasqua,
Moro è nel 'carcere del popolo' da ormai 11 giorni. Gli
investigatori annunciano di avere i nomi di sette terroristi che
hanno partecipato alla strage, ma il seguito della storia
dimostrerà che ne avevano azzeccati solo due (Moretti e
Gallinari). Qualche polemica anche per l'assenza del giudice
Infelisi, ufficialmente a Torino, ma del quale qualcuno scrive
che è in Sardegna e introvabile.
   Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie
dell'ANSA:
 16:38 - ''La magistratura, attraverso i rapporti inviati da
polizia e carabinieri, è in possesso dei nomi di sette presunti
brigatisti che avrebbero partecipato al sanguinoso assalto di
via Mario Fani. Sei dei sette terroristi sono inclusi
nell'elenco dei 20 nomi diramato dal ministero dell'Interno
all'indomani del rapimento di Moro. I sei sono: Prospero
Gallinari di 27 anni, Mario Moretti di 32, Corrado Alunni di 31,
Enrico Bianco di 26, Patrizio Peci di 25 e Susanna Ronconi di
27. La settima persona che avrebbe fatto parte del 'commando'
sarebbe Orietta Marchionni, di 26 anni, moglie di Enrico
Bianco''.
 17:57 - ''La momentanea assenza del sostituto procuratore della
Repubblica Luciano Infelisi da Roma non ha turbato l'andamento
delle indagini sulla strage di via Fani e sul rapimento dell'on.
Moro. Infelisi, infatti, non è il magistrato che dirige
l'inchiesta, ma è uno dei tanti che partecipano agli
accertamenti, i quali continuano ad essere coordinati
personalmente dal procuratore della Repubblica Giovanni De
Matteo''.
 18:11 - ''per tranquillizzare un po' tutti - ha detto oggi il
dott. De Matteo - ribadisco che la situazione è la seguente: il
procuratore della Repubblica dirige personalmente le indagini,
mantenendo i contatti con la polizia i carabinieri e la guardia
di finanza. Sono coadiuvato in questo delicato compito da un
gruppo di sostituti del quale fanno parte i dottori Infelisi,
Armati, Dell'Orco, Destro, Savia''.
 18:13 - A Torino, le ''Brigate rosse - colonna Mara Cagol''
rivendicano l'attentato del 25 contro l'ex sindaco Picco.
 19:43 - ''Gli inquirenti hanno confermato, dopo aver
confrontato alcune testimonianze, che il 'commando' che ha
rapito l'on. Moro ha usato anche un furgone Fiat 850 di colore
chiaro. Un tale automezzo - che i rapitori volevano
evidentemente fare passare per una autoambulanza - fu infatti
visto la mattina di giovedì 16 marzo percorrere tra le 9.15 e le
9.20 la parte alta di via Ugo De Carolis, a forte velocità e al
suono di una sirena''. (ANSA).
     FF
25-MAR-08 14:52 NNNN


MORO/30: 27 MARZO, SI CERCA MORO SUL LITORALE ROMANO/ ANSA
SI SMONTA INVECE LA PISTA DEI SETTE BRIGATISTI
   (ANSA) - ROMA, 26 MAR - 27 marzo 1978, giorno di Pasquetta.
Sono ormai 12 i giorni dalla strage di via Fani. Ecco la cronaca
del giorno attraverso le notizie dell'ANSA:
   14:15 - ''Una vasta battuta è in corso da stamani, con
l'impiego di numerosi uomini e mezzi delle forze di polizia
impegnate nella ricerca dei rapitori dell'on. Moro, sul litorale
di Roma. L'operazione interessa una zona delimitata a nord da
Tarquinia e a sud da Terracina, e che comprende Civitavecchia,
Focene e Torrevecchia''.
   18:50 - ''Durante la battuta lungo il litorale romano, il
sostituto procuratore della Repubblica Luciano Infelisi, il capo
della Digos Spinella e gli investigatori si sono fermati a lungo
nella zona di Tarquinia dove, secondo alcune testimonianze,
sarebbe stata vista Orietta Marchionni''.
   20:03 - ''Negli ambienti della Procura già si parla di
formalizzazione dell'istruttoria, caso mai a carico di ignoti se
nel frattempo gli inquirenti non avranno smascherato i
responzabili della strage di via Mario Fani e del rapimento del
presidente della Democrazia cristiana''.
   20:15 - ''L'interrogatorio del fioraio Antonio Spiriticchio è
durato un paio d'ore. Il teste quando è uscito dalla Questura si
è rivolto in tono iroso ai giornalisti dicendo:'lasciatemi in
pace. Questa vicenda sta rovinando il mio lavoro'''.
    Spiriticchio è un fioraio che tutti i giorni era in via Fani
con il suo furgone. Quel 16 marzo invece aveva trovato, sotto
casa, il furgone con tutte e quattro le ruote squarciate.
   20:15 - Sui sette brigatisti segnalati il giorno prima da
Digos e carabinieri alla Procura come sospettati di aver
partecipato alla strage di via Fani, ''negli ambienti degli
investigatori si è appreso che solo per tre o quattro gli indizi
si basano su elementi di concretezza scaturiti dalle deposizioni
dei testi che hanno assistito al rapimento dell'on. Moro, i
quali avrebbero espresso le loro convinzioni guardando le
fotografie d'archivio dei brigatisti. Secondo indiscrezioni uno
dei terroristi identificati con un margine di approssimazione
attendibile sarebbe Corrado Alunni''. Corrado Alunni, in realtà,
è un terrorista di Prima Linea.
   20:18 - ''Nella ricostruzione dell'imboscata di via Fani un
particolare ruolo viene ad assumere la donna che faceva parte
del gruppo di 'killer'. Secondo i testimoni, era una donna una
delle due persone che uscirono dalla 128 con targa diplomatica
che bloccò allo stop di via Fani l'auto dell'on. Moro e uccisero
i due carabinieri che erano a bordo. Entrambe le persone
mostrarono eccezionale freddezza e perizia nell'uso delle armi,
che secondo i periti erano pistole automatiche. Con scetticismo
gli investigatori considerano l'ipotesi che la donna sia Susanna
Ronconi od Oriana Marchionni''.
   20:39 - ''Un'ultima domanda prima che il magistrato entrasse
nella sua autovettura (seguita da un'Alfetta con quattro agenti
di scorta) è stata 'chi ha trasmesso il rapporto sui sette
presunti brigatisti ?'. Infelisi ha risposto:'Non c'è nessun
rapporto. Non vi posso dire niente''. (ANSA).
     FF
26-MAR-08 17:42 NNNN


MORO/30: 28 MARZO; LEVI, ELEGGERE MORO PRESIDENTE /ANSA
ACCOLTA FREDDAMENTE LA PROPOSTA, INDAGINI ANCORA IN ALTO MARE
   (ANSA) - ROMA, 27 MAR - 28 marzo 1978, tredicesimo giorno
dalla strage di via Fani. Al centro c'è una proposta politica
avanzata sulle pagine del quotidiano ''La Stampa'' dal direttore
Arrigo Levi: dimissioni del presidente della Repubblica,
Giovanni Leone, ed elezione di Aldo Moro al Quirinale. La
proposta provoca una grande quantità di reazioni, poche delle
quali favorevoli, ma soprattutto negative o scettiche. Il
presidente del Senato, Amintore Fanfani, definisce la proposta
di Levi ''offensiva'' per lui e per il presidente Leone. Ecco la
cronaca del giorno attraverso le notizie dell'ANSA:
 17:50 - ''Il rifugio in cui le Brigate rosse tengono
prigioniero l'on. Aldo Moro deve essere cercato in un'area a
ovest di Roma, verso il mare, oppure in una zona di confine
della Svizzera italiana, tra in nord della Lombardia e il Canton
Ticino. E' questa la risposta del computer tedesco di Wiesbaden,
allacciato nei giorni scorsi ai terminal del ministero degli
Interni a Roma. L'ha dichiarato all'''Europeo'' Hans Georg
Fuchs, l'uomo di collegamento tra la polizia criminale tedesca e
gli agenti inviati in Italia per collaborare nelle indagini''.
''Interpellato infine sulla possibilità di arrivare alla
soluzione della vicenda. il computer di Wiesbaden ha risposto in
termini abbastanza ottimistici. Sul terminale è apparsa la
scritta 'buone possibilità di liberazione dell'ostaggio - 30% di
probabilità di cattura dei responsabili - tempi previsti molto
lunghi''.
 21:22 - ''Le ricerche del covo dei brigatisti rossi dove l'on.
Moro è tenuto prigioniero continuano ad essere concentrate a
Roma e nelle immediate vicinanze perchè gli investigatori
ritengono improbabile che i terroristi avessero previsto un
itinerario i cui tempi di percorrenza avessero superato i tre
quarti d'ora''.
 21:27 - ''In questa fase delle indagini sono state date
direttive dal ministero dell'Interno a tutti i comandi della
polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza sulle misure
cautelative da osservare scrupolosamente nelle operazioni di
avvicinamento a edifici o a casolari segnalati come sospetti. In
tutte queste operazioni vengono sempre utilizzate anche
ambulanze. Nel caso che venisse localizzata con certezza la
prigione dell'on. Moro scatterà un piano già predisposto dal
ministero dell'Interno e nel quale sono previste particolari
misure per tutelare la sicurezza dell'ostaggio e per bloccare le
possibilità di fuga ai terroristi''. (ANSA).
     FF
27-MAR-08 15:13 NNNN


MORO/30: 29 MARZO, TERZO COMUNICATO E LETTERA A COSSIGA/ANSA
ALTRE LETTERE A RANA E ALLA MOGLIE, MA ANCORA SEGRETE
   (ANSA) - ROMA, 28 MAR - 29 marzo 1978, sono ormai due
settimane che il presidente della Dc Aldo Moro è tenuto
prigioniero dalle Brigate rosse. Mentre a Torino si apre il
Congresso del Psi, che non ha ancora preso una sua linea
autonoma sulla gestione del caso Moro, la novità più importante
del giorno è il comunicato numero tre delle Br, recapitato
insieme ad una lettera di Moro a Francesco Cossiga, ministro
dell'Interno. Ecco la cronaca della giornata attraverso le
notizie dell'ANSA:
  14:12 - Il sostituto procuratore della Repubblica Luciano
Infelisi affida all'ing. Mario Calzini, direttore di Cinecitta',
e a Giuseppe Colucci, tecnico della Criminalpol, la perizia
tecnica sulla fotografia di Moro inviata dalle Brigate rosse. I
due periti devono scoprire se l' immagine del rapito è  un
fotomontaggio e qual è  il tipo di macchina fotografica usata.
  20:47 - ''Dalle testimonianze è confermato che sicuramente uno
dei due terroristi che aprirono il fuoco contro i carabinieri
era una donna. Secondo i periti, la donna sparò con un corto
mitra calibro nove e non con una pistola, come si era pensato in
un primo tempo. L'azione della donna richiedeva un eccezionale
addestramento in questo tipo di attacchi, che per essere
eseguiti con precisione debbono essere ripetuti decine di volte.
Gli investigatori pensano che la terrorista possa essersi
addestrata in qualche paese arabo o dell'America latina''.
  21:09 - ''Un documento delle Brigate rosse con il titolo
''Comunicato numero tre'' è stato trovato poco fa a Genova.
Secondo notizie giunte al Comando generale dei carabinieri,
insieme al documento ci sarebbero dei manoscritti''. Le Brigate
annunciano il 'comunicato numero 3', accompagnato dalla
fotocopia di una lettera scritta a mano firmata Aldo Moro e
indirizzata al ministro dell'Interno Francesco Cossiga, con una
telefonata alle 19,15 al Secolo XIX a Genova, alle 20 al
Corriere della Sera a Milano, alle 20,45 al Messaggero e a Radio
Onda Rossa di Roma (qui il volantino è  lasciato davanti la sede
della Dc, in piazza del Gesu' ) e alle 21,10 alla redazione di
Torino dell'Ansa e alla Gazzetta del Popolo. Nella lettera a
Cossiga, Moro afferma di trovarsi ''sotto un dominio pieno e
incontrollato'' dei terroristi, accenna alla possibilita' di uno
scambio, portando come esempi gli scambi di spie o quelli
avvenuti tra Breznev e Pinochet, e suggerisce un ''preventivo
passo del Vaticano''. La lettera a Cossiga era già stata fatta
trovare a Nicola Rana, capo della segretaria politica di Moro,
insieme ad una lettera per lo stesso Rana e una per Eleonora
Moro, ma questo fatto era rimasto segreto. Le lettere di Moro
sono state scritte il giorno di Pasqua (26 marzo) e sono le
prime recapitate (Moro, ma questo si scoprirà solo dopo via
Monte Nevoso, aveva scritto in precedenza solo una lettera
privata alla moglie che però i terroristi non avevano
consegnato). Nel comunicato le Brigate rosse scrivono che
''L'interrogatorio, sui contenuti del quale abbiamo già detto,
prosegue con la completa collaborazione del prigioniero'' e che
le informazioni ottenute ''verranno rese note al movimento
rivoluzionario che saprà farne buon uso nel prosieguo del
processo al regime che con l'iniziativa delle forze combattenti
si è aperto in tutto il paese''. Il comunicato si occupa anche
della lettera di Moro a Cossiga:''Ha chiesto di scrivere una
lettera segreta (le manovre occulte sono la normalità per la
mafia democristiana) al governo ed in particolare al capo degli
sbirri Cossiga. Gli è stato concesso, ma siccome niente deve
essere nascosto al popolo ed è questo il nostro costume la
rendiamo pubblica''. Dal comunicato emerge anche la lotta per
l'egemonia tra la strategia delle Br e quella di altri
protagonisti del Movimento. Le Br si propongono come avanguardia
rivoluzionaria, in senso leninista, e scrivono:''E' fondamentale
pure realizzare quei salti politici e organizzativi che la
guerra di classe impone, costruire la direzione del MRPO,
assumersi la responsabilità di guidarlo, costruire in sostanza
il Partito Comunista Combattente. Solo così è possibile avviarsi
verso la vittoria strategica del proletariato'' e attaccano
invece ''gli isterismi piagnucolosi di chi, intrappolato nella
visione legalistica e piccolo borghese della lotta di classe, si
è già arreso ed ha accettato la sconfitta finendo
inesorabilmente ad essere grottesco reggicoda di ogni manovra
reazionaria''.
   21:53 - Nel rapimento dell'on. Moro, secondo voci che gli
investigatori non hanno confermato, sarebbe implicato uno degli
elementi più in vista del terrorismo tedesco, Christian Klar, di
26 anni, appartenente alla Rote Armee Fraktion. In alcune foto
di appartenenti alla banda Baader-Meinhof e alla Raf agenti di
polizia avrebbero riconosciuto Klar per uno degli occupanti di
una automobile che era stata fermata da una pattuglia tre giorni
prima dell'agguato in via Fani''. ''La segnalazione di Klar -
che confermerebbe implicitamente le prime impressioni di alcuni
testimoni che subito dopo l'agguato avrebbero detto di aver
sentito parlare straniero - sarebbe stata fatta dai funzionari
della polizia criminale tedesca - che si trovano a Roma per
collaborare alle indagini - ai loro colleghi italiani''. Klar è
ricercato per l'omicidio di Siegfried Bubak avvenuto il 7 aprile
1977 e per il rapimento e l' uccisione di Hans Martin Schleyer.
   22:12 - ''Ecco il testo integrale della lettera, scritta in
cinque facciate a caratteri molto grandi:'caro Francesco...''.
   23:46 - ''Ad una prima valutazione del testo della lettera
dell'on. Moro, fatta dagli organi che coordinano le indagini sul
rapimento, essa appare autentica, anche se la grafia non è
quella consueta. Ma per avere elementi di certezza, si attende
l'esame che sarà fatto da un gruppo di esperti che da alcuni
giorni collabora col ministero dell'Interno''. (ANSA).
     FF
28-MAR-08 15:12 NNNN


MORO/30: 30 MARZO, POLEMICHE SU LETTERA A COSSIGA/ ANSA
SALTA IL SOPRALLUOGO IN VIA FANI, BELLAVITA ARRESTATO A PARIGI
   (ANSA) - ROMA, 29 MAR - 30 marzo 1978, Moro è prigioniero
delle Br ormai da 15 giorni. La giornata passa tra le polemiche
sui contenuti della lettera di Moro a Cossiga. Quasi tutti i
commenti tentano di sminuirne l'importanza, bollandola come
'estorta' e sostenendo che 'Moro non era Moro'. Continuano le
ricerche sul litorale a nord di Roma, mentre salta il
programmato sopralluogo in via Fani. A Parigi è arrestato
Bellavita, direttore di Controinformazione, che però sarà presto
rilasciato. Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie
trasmesse dall'ANSA:
 10:33 - ''Fin dalle otto via Mario Fani si era popolata più del
solito. Giornalisti, fotografi, cineoperatori e molti curiosi si
erano radunati all'angolo della strada con via Stresa, in attesa
del sopralluogo. Alcune pattuglie dei vigili urbani provvedevano
a regolare il traffico, stamani più intenso del solito. Per
oltre un'ora e mezza si è atteso l'arrivo dei magistrati e degli
investigatori, ma l'attesa è andata delusa. Alle 9.30 la notizia
ufficiale: il magistrato non sarebbe arrivato''. Infelisi, e
molti degli inquirenti, avevano infatti fatto le ore piccole per
l'arrivo del comunicato numero tre la sera del giorno prima.
 11:38 - ''Uno dei 20 presunti brigatisti la cui foto e i cui
nominativi sono stati diffusi dal ministero dell'Interno dopo il
rapimento di Moro, Domenico Lombardo, ha fatto pervenire
all'agenzia Ansa 'una copia dell'esposto inviato al sostituto
procuratore della Repubblica per le opportune rettifiche delle
false notizie diffuse in questi giorni dalla stampa e per
ristabilire la verità''. ''E' vero - aggiunge Lombardo - che io
sono attualmente latitante perché innocentemente coinvolto in un
tragico episodio avvenuto in Calabria del quale spero che un
giorno o l'altro possa risultare ed essere riconosciuta la mia
estraneità, ma questo non significa che mi si debba coinvolgere
in altri avvenimenti di cui sono assolutamente ignaro''.
Lombardo sarà poi arrestato dopo un anno e mezzo e condannato a
22 anni per la strage di Razzà.
 13:23 - ''Una vasta battuta alla quale partecipano reparti di
polizia, carabinieri e guardia di finanza è in corso da questa
mattina nella zona della via Aurelia tra Cerveteri e Campo di
Mare''.
 15:14 - A Parigi, la polizia francese, su richiesta di quella
italiana, arresta Antonio Bellavita, ex direttore di
''Controinformazione''. Il nome e la foto di Bellavita erano
nella lista dei 20 sospetti diffusa dal Viminale dopo il
rapimento di Aldo Moro. ''A carico di Antonio Bellavita - si
legge nella sentenza di rinvio a giudizio - esistono elementi di
prova 'precisi, convergenti ed univoci' sulla sua appartenenza,
come organizzatore, alle Brigate rosse''. Contro l'arresto e la
richiesta di estradizione di Bellavita si alza una forte
protesta di intellettuali. L'11 aprile Bellavita torna in
libertà provvisoria. A maggio la Francia respinge la richiesta
di estradizione. Bella vita sarà inquisito e poi assolto,
insieme a esponenti dell'Hyperion, brigatisti come Senzani,
dirigenti dei servizi segreti, nell'inchiesta veneziana del
giudice Mastelloni su un traffico di armi ed esplosivi tra Olp e
Brigate rosse.
 20:00 - Da un vertice dei maggiori dirigenti della Dc esce una
nota che sarà pubblicata dal Popolo del giorno dopo e che viene
anticipata alle agenzie. ''Come abbiamo affermato nei giorni
scorsi - dice la nota - il punto essenziale di riferimento
rimane per noi lo Stato democratico, con le sue istituzioni, le
sue leggi e le sue esigenze. Riteniamo perciò di dover ribadire
con meditata convinzione che non è possibile accettare il
ricatto posto in essere dalle Brigate rosse''.
 - Per tutta la giornata poi si susseguono i commenti alla
lettera di Moro a Cossiga resa nota la sera del giorno
precedente. Molti dei commenti cercano di negare valore alla
lettera. L'on. Luigi Preti, per esempio, presidente del gruppo
socialdemocratico del Psdi alla Camera, dichiara che ''basta
leggere la lettera di Moro per rendersi conto che non può essere
attribuita a lui e se l'ha scritta gli è stata imposta con
metodi criminali''. Per il sen. Tedeschi, di ''Democrazia
nazionale'', ''La lettera dell'on. Moro è stata scritta in
seguito a fortissime pressioni, forse sotto l'effetto di
psicofarmaci''. Anche i titoli dei giornali sembrano obbedire
alla stessa mano. ''Queste parole non sono sue'' titola la
Repubblica, ''Una lettera di Moro. Vera? Falsa? Come gli è stata
estorta?'' scrive il Messaggero, ''Le Brigate rosse estorcono
una lettera a Moro'' titola ancora ''Paese sera'', mentre il
Corriere della sera scrive:''Chi ha scritto questa lettera ? E'
forse opera di Aldo Moro, presidente della Dc nonché stratega
prudente, mediatore eccelso e ispiratore della politica italiana
? O forse è opera di un uomo che ha lo stesso volto e lo stesso
nome, che è ancora Aldo Moro, ma è ridotto all'impotenza
dall'isolamento di una prigionia crudele, sottoposto all'effetto
di stupefacenti o a qualche altra tecnica di controllo psichico
?''.
     FF
29-MAR-08 15:04 NNNN


MORO/30: 31 MARZO, SANTA SEDE, PRESTO PER MEDIAZIONE/ ANSA
VOCI SU ALTRE LETTERE DI MORO, POLEMICHE PER BLACK-OUT SIP
   (ANSA) - ROMA, 29 MAR - 31 marzo 1978, sono ormai 16 i giorni
passati dalla strage di via Fani e dal rapimento di Moro. Non ci
sono novità di rilievo. Circolano le indiscrezioni sulle altre
lettere consegnate dalle Br a Rana. La Santa Sede dice che è
disponibile a fare qualcosa, ma che per ora la situazione non è
ancora abbastanza chiara. Il sottosegretario Mazzola esclude la
trattativa. Continuano le polemiche sul black-out telefonico.
Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'ANSA:
 12:44 - ''Il ministro Cossiga ha davvero ricevuto la lettera di
Aldo Moro prima che le Brigate rosse la rendessero di pubblico
dominio ? Fedele alla 'linea del rifiuto', il ministero
dell'Interno afferma di non voler rispondere a questa domanda.
Ma l'indiscrezione sembra avere solide radici, e potrebbe
esserne una prova l'assenza di smentite ufficiali. Più difficile
è dire con quanto anticipo il ministro avrebbe ricevuto la
lettera e per quale tramite''. Cossiga, in effetti, aveva
ricevuto la lettera da Rana almeno un paio di ore prima che le
Br la rendessero nota insieme al comunicato.
 13:49 - ''Il fatto che nelle due ore dopo l'imboscata di via
Fani, la mattina del 16 marzo, migliaia di linee telefoniche
nella zona tra Monte Mario e la via Cassia rimasero bloccate, fu
spiegato in un primo tempo con un sovraccarico di telefonate. Ma
ora si torna a sospettare che qualche esperto complice delle Br
abbia provocato il black-out telefonico''.
 14:33 - ''La richiesta di un passo preventivo, destinato a
facilitare la soluzione del dolorosissimo caso dell'on. Moro - è
detto oggi in un corsivo dell'Osservatore Romano - non può certo
lasciare indifferente la Santa Sede''. ''E in anni recenti -
continua il corsivo - non sono state poche le occasioni in cui,
nel riserbo discreto o palesemente, il Santo padre in persona o
gli organismi della Santa Sede hanno interposto la loro opera
per la soluzione di casi, singoli o collettivi, che
coinvolgevano persone umane violate nei loro diritti
fondamentali''. ''E' ovvio tuttavia - prosegue la nota, non
firmata - che un'eventuale azione sarebbe possibile soltanto
quando tutti gli elementi in gioco fossero chiari. Resta
pertanto prematuro avanzare, ora, qualsiasi ipotesi di
interventi concreti''.
 18:34 - '''E' una voce destituita di fondamento, perche' nOn
c'e' in corso ne' in preparazione alcun tipo di trattativa'.
Cosi' il sottosegretario alla difesa, Mazzola, il quale coordina
i contatti tra il ministero della Difesa e quello dell'Interno
nelle indagini per i tragici fatti di via Fani, in un'intervista
a Radiomontecarlo ha smentito la voce di presunte trattative in
corso con i brigatisti per uno scambio. Mazzola ha quindi
ricordato che la decisione presa ieri sera dalla Dc e avallata
da tutti i partiti della coalizione parlamentare e' per un linea
di intransigenza nei confronti di qualsiasi trattativa. Su
questa linea - ha detto infine il sottosegretario alla Difesa -
e' anche il governo, quindi 'non ci sono trattative ne'
preparazione di trattative'''.
 20:21 - ''L'ufficio stampa della Sip 'conferma che la mattina
del 16 marzo, effettuati i controlli più scrupolosi sugli
impianti dell'intera zona di Monte Mario, nonché nella centrale
telefonica che serve la zona stessa, non venne riscontrata
alcuna manomissione, che, d'altra parte, non sarebbe potuta
avvenire senza lasciare traccia. Si conferma quindi che i
disservizi telefonici rilevati nella mattinata del giorno 16
sono da attribuirsi a sovraccarico di traffico, conseguente al
tragico episodio''.
 20:25 - Il sostituto procuratore Corsi mette a confronto
Brunhild Pertramer con i titolari della pensione di Alba di
Canazei, in cui ha detto di aver soggiornato nel periodo sia
dell'attentato a Berardi che del rapimento Moro. Il proprietario
della pensione e la figlia riconoscono la donna, confermando
cosi' il suo alibi.
 21:17 - ''Il procuratore della Repubblica De Matteo ha avuto
stamani un colloquio di due ore con il fratello dell'on. Moro,
il magistrato Carlo Alfredo Moro, presidente del tribunale dei
minorenni di Roma. Nelle ore che hanno seguito il colloquio, il
cui contenuto è stato coperto dal massimo riserbo, si è diffusa
la voce che il fratello dell'on. Moro avrebbe ricevuto uno
scritto di poche righe nel quale il presidente della Dc
rassicura i familiari sul proprio stato di salute''. In effetti,
il 29 marzo la moglie di Moro aveva ricevuto una lettera del
marito, consegnata dalle Br a Nicola Rana.
 21:22 - ''Per quanto riguarda il lavoro dei periti, si è
diffusa una voce, di cui tuttavia non si è avuta conferma,
secondo la quale la foto dell'on: Moro fatta pervenire dai
brigatisti rossi al messaggero due giorni dopo il rapimento non
sarebbe un fotomontaggio''.
 01:34 - ''A proposito di voci di una lettera inviata dall'on.
Aldo Moro alla famiglia si è tentato di mettersi in contatto con
la stessa famiglia del presidente del Consiglio nazionale della
Democrazia cristiana e con la sua segreteria. Ogni tentativo è
stato vano. Evidentemente anche in questa circostanza il
silenzio è ritenuto dalla famiglia dell'on. Moro la posizione
più opportuna nei riguardi del proprio congiunto''.
     FF
29-MAR-08 15:07 NNNN


MORO/30: 1 APRILE, POCHE NOVITA' DALLE PERIZIE /ANSA
   (ANSA) - ROMA, 31 MAR - 1 aprile 1978, i giorni del rapimento
di Aldo Moro sono ormai 17 e il giorno trascorre particolarmente
privo di sviluppi di qualche importanza. Ecco la cronaca della
giornata attraverso le notizie dell'ANSA:
 14:18 - ''In uno degli ultimi verbali inviati dai funzionari
della Digos alla Procura della Repubblica si fa cenno alle
dichiarazioni di un testimone il quale ha visto in via Fani,
all'angolo con via Stresa, qualche giorno prima dell'imboscata,
quattro netturbini. Poichè alla Nettezza urbana non risulta che
fossero in servizio in quel luogo quattro dipendenti nel giorno
indicato dal testimone, l'opinione degli investigatori è che
fossero brigatisti rossi travestiti i quali stavano curando la
preparazione dell'agguato''.
 20:50 - ''La Gazzetta del popolo nel numero di domani pubblica
un'intervista al ministro dell'Industria, Carlo Donat Cattin, in
relazione alla riunione svoltasi alla Camilluccia durante la
quale la Dc ha preso la decisione di respingere qualsiasi
richiesta delle Brigate rosse''. ''L'incontro della Camilluccia
si è risolto nell'arco di un'ora e mezzo con il consenso sulla
relazione Zaccagnini-Galloni e con il dare alcuni suggerimenti
per il Governo Si capisce che, insieme con quanti sono stati
chiamati a decidere, io ho sentito il peso diverso tra una
affermazione astratta ed una decisione che coinvolgeva e
coinvolge effetti gravi per la persona alla quale mi lega una
lunga e profonda amicizia, mai da nulla incrinata''.
 21:31 - ''Sulla base della serie di elementi raccolti dal
giorno del rapimento dell'on. Moro ad oggi, attraverso le
deposizioni dei testimoni, gli accertamenti, le perquisizioni,
le battute, il ministero dell'Interno ha messo a punto un nuovo
piano operativo nella lotta contro i brigatisti rossi. Non si
conoscono ovviamente le caratteristiche di questa nuova fase
operativa che e' stata studiata dal ministero dell'Interno
insieme con i capi del Cigos, del Sisde'', dei carabinieri e
della guardia di finanza e da un gruppo di esperti. Intanto i
magistrati che conducono l'inchiesta hanno avuto qualche prima
indicazione dai periti balistici sulle armi e le munizioni che i
terroristi hanno usato per uccidere i cinque uomini della scorta
dell'on. Moro. Le armi sono quattro pistole mitragliatrici ed
una pistola automatica 'parabellum'. Due di queste armi non sono
state ancora identificate e si sono fatte varie ipotesi, tutte
da verificare tra le quali quella della pistola mitragliatrice
finlandese Massen. Le cartucce di calibro nove usate per le
pistole mitragliatrici sono risultate tutte prodotte dalla
Fiocchi. Come e' noto, le cartucce di questo calibro sono
prodotte per le forze armate, la polizia, la finanza ed alcune
organizzazioni autorizzate oppure per l'esportazione. E'
praticamente impossibile stabilire se le munizioni usate in via
Fani dai terroristi siano di quelle fornite agli organi dello
Stato o a Paesi stranieri''.
 21:33 - ''Nel pomeriggio si è diffusa la voce che il
procuratore della Repubblica De Matteo, il quale uscito alla 14
dal suo ufficio non era stato più reperibile a casa né al
palazzo di giustizia, si fosse recato nell'abitazione dell'on.
Moro per avere un colloquio con la signora Eleonora. Alle 20.30,
rientrato a casa, il dott. De Matteo ha smetito categoricamento
la voce dicendo:''Non sono andato a interrogare la signora
Moro''. (ANSA).
     FF
31-MAR-08 14:52 NNNN


MORO/30: 2 APRILE, IL GIORNO DELLA SEDUTA SPIRITICA/ ANSA
ANCORA POLEMICA SULLE LETTERE, APPELLO DEL PAPA AI RAPITORI
   (ANSA) - ROMA, 1 APR - 2 aprile 1978, diciottesimo giorno del
rapimento Moro. Una giornata che diventa importante, nella
storia del caso Moro, perchè è quella nella quale sarebbe
avvenuta la ''seduta spiritica'' dalla quale esce l'indicazione
''Gradoli''. Naturalmente, nessuna traccia di quella riunione
privata è possibile trovare sulla stampa. Nella giornata del 2
aprile, la cronaca dell'ANSA registra un vuoto quasi assoluto
delle indagini, mentre papa Paolo VI rivolge un appello ai
rapitori di Moro e mentre continuano le polemiche sulle altre
lettere di Moro, oltre a quella per il ministro dell'Interno
Cossiga, che sarebbero state consegnate dai terroristi il 29
marzo:
 13:10 - papa Paolo VI, durante la recita dell'Angelus, rivolge
un appello agli ''ignoti autori del terrificante disegno'' per
la liberazione di Moro.
 18:44 - ''Una terza lettera sarebbe stata recapitata mercoledì
scorso - contemporaneamente a quella indirizzata al ministro
dell'Interno on. Cossiga e resa nota dal comunicato numero tre
delle Brigate rosse e a un'altra alla famiglia di cui si parla
da giorni (e della quale non si è avuta mai conferma ufficiale)
- al più stretto collaboratore del presidente del Consiglio
nazionale della Dc, il capo della sua segreteria particolare,
prof. Nicola Rana. Sul contenuto di questa terza lettera non vi
sono ovviamente notizie. Secondo voci, essa conterrebbe le prime
indicazioni per un contatto con le Brigate rosse''.
 18:49 - ''Anche i funzionari della Digos e del Cigos e gli
ufficiali dei carabinieri che svolgono le indagini hanno detto
di essere all'oscuro degli altri due messaggi che secondo voci
insistenti sarebbero pervenuti alla moglie dell'on. Moro o al
segretario Nocola Rana. Né l'ufficio stampa del ministero
dell'Interno, né i familiari dell'on. Moro hanno finora
smentito, d'altra parte, le notizie degli altri due messaggi''.
 18:58 - ''Esclusa l'ipotesi che i brigatisti propongano uno
scambio, che sarebbe in ogni modo non operabile, si potrebbero
fare ipotesi di richieste di denaro o di documenti. Tuttavia,
fanno rilevare gli investigatori, si tratta solo di illazioni,
perché allo stato attuale non è possibile neppure sapere se una
trattativa esista o se ci sia nei brigatisti l'intenzione di
trattare. Sta di fatto che al diciottesimo giorno dal rapimento
dell'on. Moro, le Brigate rosse non hanno reso noto alcun testo
riguardante il contenuto dell'interrogatorio dell'on. Moro, che,
stando a quanto affermava il secondo comunicato delle Brigate
rosse, era 'in corso', e a proposito del quale il presidente
della Dc nella lettera indirizzata a Cossiga scriveva che
'diventa sempre più stringente'''.
   La ''seduta spiritica'' si svolge a Zappolino, alle porte di
Bologna, nella casa del prof. Alberto Clò, dove è riunito un
gruppo di amici, quasi tutti professori universitari, tra cui
Romano Prodi. Il resoconto della giornata parla di una seduta
spiritica cominciata per passare il tempo. Sempre secondo il
racconto, concorde, dei presenti, viene evocato lo spirito di La
Pira e il piattino suggerisce alcune parole e numeri, tra cui
emerge l'indicazione di ''Gradoli''. Una seduta spiritica
'bipartisan' perchè era presente anche il prof. Mario
Baldassarri, che ha confermato la versione di Prodi.
   Due giorni dopo, Prodi, a Roma per un convegno, parla
dell'episodio con Umberto Cavina, capo ufficio stampa della Dc
di Zaccagnini, il quale ne parla con Luigi Zanda Loi, addetto
stampa del Viminale. Il 5 la segnalazione arriva al capo della
polizia, Parlato, che avrebbe fatto disporre una massiccia
perquisizione della zona di Gradoli, in provincia di Viterbo,
senza risultati. In realtà nel notiziario ANSA di quei giorni,
che riporta spesso traccia di operazioni ben più piccole, non
risulta nessun accenno a questa operazione.
   Al processo Moro, la vedova del presidente della Dc, Eleonora
Chiavarelli, disse:''vennero a casa mia delle persone e per la
prima volta venne fuori la parola Gradoli, che era stata
pronunciata in una seduta spiritica. Riferii la cosa all' on.
Cossiga ed ad un funzionario che credo fosse il capo, il
responsabile delle indagini, ma non ricordo come si chiamasse.
chiesi loro se erano sicuri che a Roma non esistesse una via
Gradoli e perche' avessero subito pensato, invece, al paese
Gradoli. Mi risposero che una tale via non c'era sulle pagine
gialle della citta'. Ma quando se ne andarono da casa, io stessa
volli controllare l' elenco e trovai l'indicazione della strada.
In seguito mi dissero che erano stati a vedere in quella zona,
ma avevano trovato solo alcuni appartamenti chiusi. Si
giustificarono dicendo che non potevano sfondare le porte di
ogni casa della strada''. Cossiga ha sempre negato la versione
della vedova di Moro.
   Negli anni sono state diverse le interpretazioni di questa
vicenda. Nel 1995 in una bozza di relazione, il presidente della
commissione Stragi Giovanni Pellegrino scrive di ''ritenere che
il nome Gradoli fosse filtrato negli ambienti dell'autonomia
bolognese'', ipotesi ripresa due anni dopo da Giulio Andreotti.
Sempre nel 1997, Craxi dice che l'indicazione proveniva da
''ambienti legati strettamente all' organizzazione terroristica.
Gli stessi che ci diedero notizie anche di via Montalcini''. Nel
2006, per Paolo Guzzanti, ex presidente della commissione
Mitrokhin, Prodi ebbe l'informazione dal Kgb, un'ipotesi già
avanzata nel 1999 dal settimanale ''Avvenimenti''
(l'appartamento era stato affittato ai brigatisti da un'amica di
Giuliana, figlia di Giorgio Conforto (nome in codice Dario nel
'Dossier Mitrokhin).
   Giovanni Moro, figlio del leader Dc, ha giustamente chiesto
perché ''tutti si accaniscano per rispondere alla domanda sull'
esistenza di una seduta spiritica e nessuno si ponga invece la
domanda veramente importante: ma perche', saputo di via Gradoli
immediatamente dopo il rapimento, nessuno ci ando' se non quando
non c'era piu' niente e nessuno da trovare?''.
     FF
01-APR-08 15:26 NNNN


MORO/30: 3 APRILE: GRANDE RETATA DI AUTONOMI A ROMA /ANSA
   (ANSA) - ROMA, 2 APR -  3 aprile 1978, il rapimento di Aldo
Moro è arrivato ormai al diciannovesimo giorno. Il fatto
principale del giorno è la grande retata di giovani dell'area
dell'Autonomia e dell'ex Potere Operaio. Una retata fatta senza
criterio, che poteva invece essere risolutiva. Tra le case
perquisite, anche quelle di alcuni veri brigatisti, come
Seghetti. E tra le persone temporaneamente arrestate c'è un
personaggio come Lanfranco Pace, attualmente conduttore di 'Otto
e mezzo' su La7 al posto di Giuliano Ferrara, allora uno dei
leader romani dell'ex Potere Operaio. Pace sarà poi coinvolto e
assolto nel processo alla rivista dell'Autonomia ''Metropoli''.
Durante il caso Moro, Pace sarà anche, senza che gli inquirenti
ne sapessero nulla (almeno ufficialmente), il tramite tra alcuni
esponenti del Partito socialista di Craxi e i 'movimentisti'
delle Br (Morucci e Faranda, anche loro provenienti da Potere
operaio) in un sondaggio di tentativo per salvare Moro. Lo
stesso Valerio Morucci, interrogato al processo Metropoli, disse
che Lanfranco Pace aveva fatto parte per breve tempo (dal
settembre 1977 al gennaio 1978) delle Brigate rosse, dove fu
collocato nella costituenda brigata servizi con l'incarico di
recapitare volantini e messaggi, ''ma Lanfranco comincio' a
mancare agli appuntamenti - disse Morucci - e quindi fu
allontanato; se ne torno' ai suoi poker, alla sua ricerca di un
lavoro''.
   Ecco la cronaca della giornata del 3 aprile attraverso le
notizie dell'ANSA:
 08:33 - ''Alcune centinaia tra poliziotti e carabinieri sono
impegnati sin dalle sei di stamani in una vasta operazione che
interessa prevalentemente i quartieri a nord di Roma, ma anche
zone periferiche e centrale. Oltre ai posti di blocco, che sono
stati rinforzati, funzionari dei vari distretti di polizia, dei
commissariati e della Digos stanno compiendo decine di
perquisizioni. Una ventina di giovani sono stati fermati e
portati in questura''.
 11:38 - ''A piccoli gruppi questi giovani vengono condotti al
primo piano, dove ci sono gli uffici della Digos e interrogati
dai funzionari e sottufficiali. Gli investigatori stanno
esaminando la posizione di ognuno di essi, i loro precedenti e
la loro appartenenza, passata o presente, a gruppi od
organizzazioni della sinistra extraparlamentare''.
 12:20 - Il giornale tedesco ''Die Welt'' scrive che la polizia
tedesca e quella italiana avrebbero un indizio che avvalora il
sospetto di una collaborazione di terroristi tedeschi al
rapimento Moro. Si tratta della lettera che Giuseppe Zambon ha
cercato di ingoiare quando il 21 marzo la polizia lo ha fermato
per controlli. La lettera è  diretta a una Susanne che potrebbe
essere, secondo il giornale, o Susanne Albrecht o Susanne
Mordhorst. ''Le rivelazioni sono valutate con perplessita' al
ministero dell'Interno italiano''. Zambon sarà poi scarcerato
dopo pochi giorni. La lettera ''gli era stata consegnata da una
persona che si occupa di controinformazione in Germania e
conteneva informazioni sulla sezione del tribunale Russell sulla
repressione in Germania''.
 18:36 - ''L'on. Moro potrebbe essere stato portato fuori Roma
con un furgone 751 rubato nell'agosto del 1975 a Roma ed
appartenente al Corpo guardie forestali''. Qualcuno ha infatti
segnalato che il 16 marzo, poco dopo le 9,30, un furgone targato
''CFS'' sarebbe transitato al casello di Roma nord
dell'autostrada del Sole con a bordo due giovani in uniforme. In
serata, la direzione generale del Corpo guardie forestali
smentisce il furto di un furgone del Corpo e conferma solo il
furto di una Fiat 126 nell'agosto 1975.
 21:56 - ''La Questura di Roma ha reso noto questa sera di avere
compiuto stamane all'alba 239 perquisizioni domiciliari secondo
l'art. 41 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le
persone arrestate secondo l'art. 270 del codice penale sono
complessivamente 41. Fra queste, dodici sono state arrestate e
portate in carcere e dovranno rispondere anche di reati vari fra
i quali detenzione di armi non denunciate. Le altre 29 sono
state arrestate in Questura al termine dell'indagine svolta sul
loro conto. In Questura sono stati anche accompagnati per
accertamenti un centinaio di giovani che sono stati identificati
e quindi rimandati a casa''.
     FF
02-APR-08 15:08 NNNN


MORO/30:  4 APRILE, ARRIVA IL COMUNICATO NUMERO QUATTRO/ ANSA
DIFFUSA ANCHE LA COPIA DI UNA LETTERA DI MORO A ZACCAGNINI
   (ANSA) - ROMA, 3 APR - 4 aprile 1978, ventesimo giorno del
rapimento Moro. Il fatto del giorno è che le Brigate rosse fanno
trovare il quarto comunicato sul rapimento di Aldo Moro, la
fotocopia di una lettera autografa dello stesso Moro al
segretario della Dc Benigno Zaccagnini e un opuscolo, intitolato
''Risoluzione della direzione strategica'' e datato febbraio
1978. Nella lettera Moro afferma che l'unica soluzione positiva
possibile alla sua vicenda è  prospettare ''la liberazione dei
prigionieri di ambo le parti''. Ecco la cronaca della giornata
attraverso le notizie dell'ANSA:
  11:39 - ''Non è il risultato di un fotomontaggio l'immagine di
Aldo Moro inviata al quotidiano ''Il Messaggero'' insieme con il
secondo messaggio delle Brigate rosse. Lo conferma la perizia
tecnica che stamane è stata consegnata al pubblico ministero
Luciano Infelisi dall'ing. Calzini e dal tecnico Colucci che
l'hanno eseguita''.
  18:08 - ''Il 'comunicato numero quattro' delle Brigate rosse è
stato trovato oggi pomeriggio in una macchinetta di
distribuzione dei biglietti nella stazione di via Palestro della
matropolitana milanese, dopo una telefonata al quotidiano
Avvenire. Il documento (tre fitte pagine) è intitolato 'Il
processo ad Aldo Moro'. Il comunicato riporta anche il testo
dattiloscritto con carattere corsivo di una lettera firmata Aldo
Moro indirizzata all'on. Zaccagnini''. Meno di mezz'ora dopo il
comunicato, annunciato con una telefonata al Secolo XIX, è
trovato anche a Genova. L'ANSA scrive che insieme c'è un
''volumetto di circa 60 pagine nel quale si illustra la
strategia delle Brigate rosse''.
  20:29 - ''Probabilmente la lettera di Moro a Zaccagnini è
stata scritta il 30 o il 31 marzo. Lo si rileva dal contesto
della stessa lettera, laddove lo scrivente afferma testualmente
'tengo a precisare di dire queste cose in piena lucidità; tanta
lucidità almeno quanto può averne chi è da quindici giorni in
una situazione eccezionale''.
  20:35 - ''Le sessanta pagine della 'Risoluzione della
Direzione strategica - febbraio 1978' rappresentano una specie
di documento politico generale suddiviso in sette capitoli.
L'opuscolo è articolato in due parti principali. la prima
contiene analisi sulla situazione italiana ed internazionale. La
seconda le 'proposte' tra cui, la principale, la creazione del
'Partito comunista combattente'. L'opuscolo, rilegato, ha una
copertina con fondo bianco e la scritta 'Brigate rosse' insieme
alla stella a cinqua punte in rosso''.
  Si chiarisce poi, nel corso della giornata, che le copie del
comunicato trovate a Milano sono tre. Le altre due sono state
annunciate con telefonate alla redazione milanese di Repubblica
e al Settimanale. La prima telefonata è stata quella a
Repubblica. Come le volte precedenti, il comunicato viene
trovato anche a Roma e Torino. Nel comunicato, le Br precisano
che la richiesta di Moro (nella lettera a Zaccagnini) di uno
scambio di prigionieri, è ''il suo punto di vista e non il
nostro''. ''Abbiamo piu' volte affermato - scrivono i terroristi
- che uno dei punti fondamentali del programma della nostra
Organizzazione e' la liberazione di tutti i prigionieri
comunisti e la distruzione dei campi di concentramento e dei
lager di regime'' ma ''denunciamo come manovre propagandistiche
e strumentali i tentativi del regime di far credere nostro cio'
che invece cerca di imporre: trattative segrete, misteriosi
intermediari, mascheramento dei fatti''. Le Brigate rosse però,
anche in seguito, non hanno mai chiarito a cosa e a chi
alludessero quando parlano di ''trattative segrete'' e
''misteriosi intermediari''.
    Nella seconda parte del comunicato le Brigate rosse
sottolineano ancora una volta la loro strategia di proporsi come
avanguardia leninista del 'movimento' e scrivono:''Per
trasformare il processo di guerra civile strisciante, ancora
disperso e disorganizzato, in una offensiva generale, diretta da
un disegno unitario e' necessario sviluppare e unificare il
MOVIMENTO Dl RESISTENZA PROLETARIO OFFENSIVO costruendo il
PARTITO COMUNISTA COMBATTENTE. Movimento e Partito non vanno
pero' confusi. Tra essi opera una relazione dialettica, ma non
un rapporto di identita'. Cio' vuol dire che e' dalla classe che
provengono le spinte, gli impulsi, le indicazioni, gli stimoli,
i bisogni che l'avanguardia comunista deve raccogliere,
centralizzare, sintetizzare, rendere TEORIA e ORGANIZZAZIONE
STABILE e infine, riportare nella classe sotto forma di linea
strategica di combattimento, programma, strutture di massa del
potere proletario''.
   Nella lettera a Zaccagnini, Moro chiama la Dc ad assumersi
''le responsabilità che sono ad un tempo individuali e
collettive'', si rivolge direttamente al segretario Dc, al quale
ricorda l'''estrema, reiterata e motivata riluttanza ad assumere
la carica di Presidente che tu mi offrivi e che ora mi strappa
alla famiglia, mentre essa ha il più grande bisogno di me.
Moralmente sei tu ad essere al mio posto, dove materialmente
sono io'', parla del Pci ''che non può dimenticare che il mio
drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera
per la consacrazione del governo che m'ero tanto adoperato a
costruire'' e parla dei problemi della sua famiglia, che ''ha il
più grande bisogno di me''. A proposito dello scambio di
'prigionieri' Moro ricorda che ''in questo modo civile si
comportano moltissimi Stati'' e ricorda che espresse già queste
idee ''a Taviani per il caso Sossi e a Gui a proposito di una
contestata legge contro i rapimenti''. Quest'ultimo accenno sarà
ripreso da Moro nella lettera successiva, consegnata dalle Br il
10 aprile, in cui scrive ''filtra sin qui la notizia che
l'on.Gui ha correttamente confermato e l'on.Taviani ha smentito,
senza evidentemente provar disagio verso un collega lontano e in
condizioni difficili''.(ANSA).
     FF
03-APR-08 15:17 NNNN


MORO/30: 5 APRILE, POLEMICHE SU LETTERA A ZACCAGNINI /ANSA
   (ANSA) - ROMA, 5 APR - 5 aprile 1978, si conclude la terza
settimana del rapimento Moro. La giornata trascorre soprattutto
tra le polemiche sulla lettera di Moro a Zaccagnini e sul
comunicato numero quattro delle Br, che accenna a ''misteriosi
intermediari''. Anche l'Osservatore Romano interviene per dire
che non si tratta.
 12:10 - ''Per un esame degli ultimi sviluppi della situazione
relativa al rapimento dell'on. Moro si sono riuniti stamane
nella sede edella Dc, in piazza del Gesù, il segretario del
partito Zaccagnini, il presidente del Consiglio Andreotti, il
ministro dell'Interno Cossiga, il sen. Fanfani, i capigruppo
parlamentari Piccoli e Bartolomei, i vicesegretari Galloni e
Gaspari''.
 14:01 - ''La notizia che la lettera autografa di Moro era
pervenuta a Zaccagnini è stata data ai giornalisti dal capo
della segreteria di Zaccagnini, on. Pisanu. Si puo' fare
l'ipotesi che la lettera sia giunta mentre la riunione era in
corso, poiché in precedenza il portavoce del segretario della
Dc, Cavina, aveva detto, intrattenendosi brevemente con i
giornalisti, che la lettera non era ancora pervenuta''. L'on.
Zaccagnini, in giornata, consegna alla magistratura la lettera
autografa di Moro a lui indirizzata.
 14:36 - ''Sembra che Luigi Gui, ministro dell'Interno di un
governo Moro, avrebbe riferito alcuni particolari che possono
confermare l'autenticità della lettera di Moro. L'ex ministro
avrebbe ricordato, infatti, che Aldo Moro, all'epoca presidente
del Consiglio, si disse perplesso, a proposito di un disegno di
legge sui rapimenti, ad attuare una linea troppo dura, perché
preoccupato dei riflessi che avrebbe potuto avere sull'opinione
pubblica. Il punto di maggior discussione tra Moro e gli altri
ministri interessati fu se sanzionare con una legge il blocco
dei beni dei familiari in caso di un rapimento''.
 14:43 - ''Per quanto riguarda il sen. Paolo Emilio Taviani, a
Genova si ricorda che, allorchè era ministro dell'Interno, egli
assunse, in occasione di incontri con il prefetto e gli
investigatori, una posizione drastica sul caso Sossi''.
 17:23 - ''Anche se l'attuale lettera fosse realmente di Aldo
Moro - scrive l'Osservatore romano - nasce però da una mente
sottoposta ad una violenza psicologica, ad una metodica
distruzione della coscienza alla quale neanche l'uomo più forte
e sicuro di sé può resistere a lungo. Da qui l'unanime giudizio:
nessun cedimento al ricatto''. (ANSA).
     FF
05-APR-08 16:58 NNNN


MORO/30: 6 APRILE, ARRESTI SUL LITORALE DOMIZIANO /ANSA
LIBERATI INVECE GLI AUTONOMI ARRESTATI IL 3 APRILE
   (ANSA) - ROMA,  5 APR - 6 aprile 1978, Moro è nella
''prigione del popolo'' da 22 giorni. Vengono scarcerati gli
autonomi e i militanti dell'ex Potere operaio arrestati tre
giorni prima (tra cui Lanfranco Pace). Viene invece arrestata
Fiora Pirri Ardizzone, moglie separata di Franco Piperno.
Taviani smentisce quello che Moro ha scritto nella lettera a
Zaccagnini. Inoltre, tutte le ricostruzioni riportano il 6
aprile come il giorno della grande retata nel paese di Gradoli,
dopo le informazioni provenienti dalla pseudo seduta spiritica.
All'ANSA però risultano molte operazioni, ma nessuna in quella
zona. Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie
dell'ANSA:
 01:11 - ''Una massiccia operazione per scoprire fiancheggiatori
delle Brigate rosse è stata compiuta nel Napoletano.(...) Sono
stati anche fatti alcuni arresti, sembra giovani appartenenti ad
una frangia estrema dell'Autonomia operaia. Tra gli arrestati
una donna''.
 09:32 - ''Il sen. Taviani ha fatto la seguente dichiarazione:
Leggo sui giornali odierni notizie contraddittorie circa il
riferimento che mi riguarda nella lettera attribuita all'on.
Moro dai criminali delle Br. Ritengo perciò doveroso rendere
pubblico quanto martedì sera ho già dichiarato al ministro
dell'Interno e al segretario politico del mio partito:'L'on.
Moro non ha mai espresso con me alcun giudizio, né alcuna
opinione a proposito del sequestro Sossi''.
 10:29 - ''Quattro giovani, tre uomini e una donna, che si
presume fiancheggiatori o addirittura appartenenti alle Brigate
rosse, sono stati arrestati dai carabinieri (...) Sono Maria
Fiore Pirri Ardizzone, di 29 anni, di Roma, residente a Rende in
provincia di Cosenza, borsista all'università calabrese'',
Lanfranco Caminiti, Davide Sacco e Ugo Melchionda.
 10:31 - ''Sospetti consistenti gravano su Maria Fiore Pirri
Ardizzone