Caso MORO: 
novita' 1986


  • 6 gennaio - Maria Fida Moro e i suoi incontri con Valerio Morucci e Adriana Faranda sono al centro della prima delle sei puntate del programma "rifarsi una vita", dal titolo "terrorismo: i vivi e i morti - Aldo e Maria Fida Moro" su Raitre.

  • 8 gennaio - Concessa la liberta' provvisoria a Piero Del Giudice, da molti considerato fondatore dei Co.co.ri (comitati comunisti rivoluzionari). Il nome e la fotografia di Piero Del Giudice furono inseriti nel volantone dei 20 brigatisti ricercati subito dopo la strage di via Fani, ma dopo alcuni giorni il ministero degli interni riconobbe che c'era stato un errore e il nome di Del Giudice fu depennato dall' elenco.

  • 15 gennaio - Comincia il processo alla colonna napoletana delle "brigate rosse" ritenuta responsabile tra il 1980 e il 1983 di nove omicidi, del sequestro di Ciro Cirillo, dell'assalto a una caserma dell'esercito, e del ferimento di due esponenti politici locali. gli imputati sono 81, tra i quali Giovanni Senzani, Barbara Balzerani, Mario Moretti e Antonio Savasta.

  • 21 gennaio - I giudici della prima sezione penale della Cassazione respingono il ricorso presentato da 26 imputati, tra i quali Antonio Savasta ed Emilia Libera e confermano le condanne inflitte il 25 gennaio 1985 dalla corte d' Assise d' appello di Cagliari ai presunti esponenti della "colonna sarda" dalle brigate rosse, che aveva raccolto numerosi elementi di "barbagia rossa, ordinando un nuovo processo solo per la mancata concessione delle attenuanti generiche a Peppino Piqueddu, Graziano Mingioni, Michele Fogu, Vittorio Balia, Pietro Manca e Mario Meloni.

  • 25 gennaio - Depositata nella cancelleria della prima sezione penale della corte di Cassazione la sentenza sul processo Moro (14 novembre 1985).

  • 3 febbraio - Primo ciak del film "Il caso Moro" del regista Giuseppe Ferrara. Gli interpreti principali sono Gian Maria Volonte' (Moro), Matteo Sbragia, Enrica Maria Modugno e Bruno Zanin (i carcerieri), Consuelo Ferrara e Maurizio Donadoni (i postini delle Br), Margherita Lozano (Eleonora Moro). Il produttore Mauro Berardi ha detto di aver preso la decisione "per cercare di capire le reali ragioni di quel fatto in quanto le informazioni offerte all' opinione pubblica dai giornali e alla televisione sono sempre state frammentarie e incomplete".

  • 5 febbraio - Comincia davanti ai giudici della corte d' Assise di Sassari il processo contro gli esponenti dell' "autonomia" sassarese e di altri gruppi eversivi che ebbero contatti anche con le "brigate rosse", accusati di aver commesso, tra il 1975 e il 1981, rapine e attentati in tutta la provincia. Tra gli imputati c' e' anche Prospero Gallinari, inviato in Sardegna dalla direzione strategica delle "Br" per organizzare un assalto al "supercarcere" dell' Asinara dove, in quel periodo, erano rinchiusi Renato Curcio e altri capi storici. Gallinari deve rispondere di porto e detenzione di armi.

  • 6 febbraio - L' ex segretario generale del Cesis Walter Pelosi, ha ricevuto una comunicazione giudiziaria per favoreggiamento aggravato nel traffico d' armi tra le brigate rosse e l' Olp, inviata dal giudice istruttore del tribunale di Venezia Carlo Mastelloni.

  • 7 febbraio - Il sen. Sergio Flamigni, con una interrogazione, chiede di sapere quante sono attualmente le macchine blindate in dotazione a ciascun ministero, quante macchine blindate sono state acquistate e quali spese sono state sostenute da ogni dicastero per ciascuno degli anni dal 1975 al 1985, distinguendo per il 1978 i dati relativi al periodo fino al 16 marzo da quelli del periodo successivo alla strage di via Fani.

  • 10 febbraio - Comincia davanti alla quarta sezione penale della corte di Assise, nell' aula-bunker all' interno del carcere di Poggioreale, il processo alla "colonna napoletana" delle brigate rosse. Il processo riguarda l' attivita' della "colonna napoletana" dal 1980 all' agosto 1982. Tra gli imputati anche una decina di camorristi.

  • 10 febbraio - Ucciso a Firenze l' ex sindaco Lando Conti.

  • 12 febbraio - Durante il processo alla colonna napoletana delle Br, Barbara Balzerani rivendica l' uccisione dell' ex sindaco di Firenze Lando Conti.

  • 13 febbraio - Per decorrenza dei termini di custodia cautelare, i giudici della corte di Assise di Roma dispongono la scarcerazione di 23 imputati coinvolti nel processo "Moro ter" tra cui Giovanni Alimonti, ex centralinista della Camera dei deputati.

  • 17 febbraio - Comincia davanti alla Corte d' Assise di Rovigo il processo contro Pasqua Aurora Betti e Nicolo' De Maria, i due presunti brigatisti rossi della "colonna Walter Alasia" coinvolti nell' inchiesta sull' attentato al carcere di Rovigo, il 3 gennaio 1982, per far evadere Susanna Ronconi, Loredana Biancamano, Federica Meroni e Marina Premoli. La loro posizione era stata stralciata nel corso del dibattimento concluso l' 11 dicembre 1985.

  • 17 febbraio - La prima sezione penale della Cassazione respinge i ricorsi presentati da gran parte dei circa 60 imputati contro i 13 ergastoli e gli oltre 300 anni di carcere inflitti il 13 aprile 1985 dalla corte d'Assise di appello di Torino per le azioni della colonna torinese "Mara Cagol" delle Br. Diventano quindi definitive le condanne all' ergastolo per Mario Moretti, Rocco Micaletto, Raffaele Fiore, Angela Vai, Vincenzo Acella, Cristoforo Piancone, Nadia Ponti, Silvana Innocenzi, Maria Carla Brioschi, Franco Bonisoli, Lauro Azzolini, Andrea Coi e Luca Nicolotti.

  • 17 febbraio - Comincia, davanti alla corte di Assise d' appello di Bari, il processo di secondo grado per l' uccisione del brigatista Ennio Di Rocco nella sezione di massima sicurezza del supercarcere di Trani il 27 luglio 1982 perche' ritenuto responsabile di aver consentito, con le proprie dichiarazioni, l' arresto di Giovanni Senzani e di altri otto "Br".

  • 18 febbraio - 18 ex terroristi delle Br" (fra cui Alberto Franceschini), delle Ucc e due neofascisti detenuti dell' area omogenea del carcere di Rebibbia rivolgono un appello "contro il terrorismo ed ogni forma di violenza politica".

  • 20 febbraio - Eleonora Moro sottoscrive la "lettera ai comunisti" indirizzata dalla sinistra indipendente al Pci in occasione del suo prossimo congresso. La "lettera" propugna l'istanza di un progetto politico volto "all' uscita dal sistema di dominio e di guerra". La signora Moro, motivando la sua adesione, ha detto che "la lettera esprime con grande chiarezza le convizioni e gli ideali che hanno motivato la vita di mio marito e la mia. percio', ringraziando di cuore chi l'ha redatta con tanta umanita' ed intelligenza, vorrei pregare di apporre in calce anche la mia firma".

  • 20 febbraio - A conclusione del processo contro sedici persone accusate di aver fatto parte delle "Formazioni armate comuniste" (Fac) la corte di Assise di Roma condannano Valerio Morucci a dieci anni, Adriana Faranda a otto, Luigi Rosati (ex marito della Faranda) a sei, Renato Arreni, Giancarlo Costa, Giancarlo Davoli e Bruno Seghetti a cinque, Germano Maccari a quattro, un anno ad Antonio Savasta il quale ha usufruito dei benefici previsti dalla legge sui pentiti. Sono stati assolti con formula piena, per non aver commesso il fatto, Enrico Galmozzi, Mara Nanni, Giuliana Foletto ed Eugenio Gastaldi (per quest' ultimo, latitante, e' stato revocato il mandato di cattura). Hanno ottenuto l' amnistia Norma Andriani, Massimo Marsili e Luciano Vasapollo. Gli imputati erano accusati di costituzione e partecipazione a banda armata, e dovevano rispondere, a seconda delle singole posizioni, di una serie di attentati e di tentativi di omicidio compiuti tra il 1975 e il 1976.

  • 21 febbraio - Un commando di terroristi ferisce Antonio Da Empoli, dirigente del dipartimento economico della presidenza del consiglio dei ministri. La terrorista Wilma Monaco e' uccisa dall' agente di scorta o dal fuoco dei suoi compagni. Nella sua borsa e' trovato un volantino dell' "Unione dei comunisti combattenti". Wilma Monaco, 28 anni, e' la moglie di Pelosi, arrestato insieme con Barbara Balzerani. Secondo i funzionari della Digos l' "Unione comunisti combattenti" apparterrebbe alla cosiddetta "seconda posizione" minoritaria ma che comprenderebbe gli esplusi, molti vecchi militanti delle brigate rosse e la maggior parte della direzione strategica in carica fino al settembre 1984, ossia i brigatisti piu' preparati e piu' pragmatici. Nella "prima posizione" sarebbero confluiti invece i superstiti di "prima linea" e le nuove leve.

  • 22 febbraio - La corte d' Assise d' appello di Bari, per l' uccisione di Ennio Di Rocco, riduce a 24 anni di reclusione la condanna di primo grado all' ergastolo per Luciano Farina, Edoardo Sorvillo, Leopoldo Iermano, Mario Mirra e Antonino Cacciatore, a 21 anni le condanne di primo grado a 24 anni per Pietro Di Gennaro, Aleramo Virgili, Mario Fracasso, Samuele Francesco Zellino, Umberto Maddalena e Franco Cancelli, conferma le condanne a 14 anni per i "pentiti" Ferdinando Pirone e Giovanni Planzio e delle assoluzioni per insufficienza di prove per Luca Nicolotti e Stefano Petrelli.

  • 24 febbraio - 180 mandati di comparizione sono stati firmati dal giudice istruttore Rosario Priore nell'ambito di un' inchiesta sui gruppi che gravitano a Roma attorno ad autonomia operaia. Le indagini riguardano un periodo di dieci anni che va dal 1974 al 1984 e le accuse vanno dall' associazione sovversiva alla partecipazione a banda armata, dalla rapina, al furto, al danneggiamento, alle lesioni.

  • 26 febbraio - Intervista di Enrico Fenzi, al settimanale "L' Europeo".

  • 26 febbraio - Processo alla colonna napoletana delle Br: il pentito Roberto Buzzatti, arrivato da Roma, dove si trova agli arresti domiciliari, parla del rapimento di Ciro Cirillo e del patto di alleanza tra camorristi e brigatisti "sancito nel carcere di Ascoli Piceno quando i primi, capeggiati da Raffaele Cutolo, prepararono un' evasione in massa, chiedendo ed ottenendo l' appoggio dei secondi".

  • 26 febbraio - La sceneggiatrice Armenia Balducci precisa che "i brigatisti Valerio Morucci e Adriana Faranda non hanno partecipato alla sceneggiatura del film "Il caso Moro", la cui stesura e' stata curata solamente da me, dal regista Giuseppe Ferrara, e dallo scrittore Robert Katz, sul cui libro "I giorni dell' ira" e' basato il film". "Katz, io e Giuseppe Ferrara - continua la Balducci - abbiamo scritto la sceneggiatura basandoci, oltre che sul libro di Katz, sulla piu' vasta e varia documentazione: dai verbali della commissione parlamentare d'inchiesta, alle sentenze dei due processi; dagli interrogatori condotti dal giudice Imposimato ai due ex brigatisti Morucci e Faranda, alle interviste di alcuni membri dell' allora comitato esecutivo delle brigate rosse; da colloqui e ricerche personali al reperimento di materiali i piu' disparati, insomma un 'mare magnum', nel quale ci siamo immersi con la cautela e il senso di responsabilita' indispensabili per affrontare una vicenda tanto drammatica e complessa. il film e' svincolato da una visione di parte poiche' abbiamo voluto ricostruire questa storia con l' approssimazione piu' grande possibile, a partire dalla documentazione e da quello che si sa su questa vicenda. vogliamo proporre il film come uno spaccato dell' Italia di quei mesi a sfondo corale e con vari protagonisti: il brigatista, il potere, la vittima e la sua famiglia".

  • 1 marzo - In un' intervista a "Panorama", Ladislav Bittam, ex vicedirettore dell' ottavo dipartimento del servizio segreto cecoslovacco, addetto alla "disinformazia", ossia alla diffusione di notizie false, afferma che i servizi segreti cecoslovacchi, con il beneplacito dell' Urss, avrebbero offerto aiuti e protezione alle brigate rosse. Secondo Bittman, che e' fuggito da tempo negli Usa, furono i servizi di "disinformazia" dell' est a mettere in giro storie false su contatti tra la cia e i brigatisti rossi.

  • 4 marzo - Barbara Balzerani e Gianni Pelosi sono incriminati dal sostituto procuratore della repubblica Franco Ionta per l'omicidio del prof. Tarantelli.

  • 9 marzo - La seconda sezione della corte d' Assise di Roma ordina la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare dell' ex senatore socialista Domenico Pittella, in attesa di giudizio per partecipazione a banda armata. Il provvedimento e' stato verso la fine di febbraio, ma Pittella non e' tornato in liberta' perche' e' tuttora agli arresti domiciliari, a Lauria, per un altro procedimento penale sul terrorismo. Il provvedimento di scarcerazione riguarda l' inchiesta "Moro ter".

  • 20 marzo - In una intervista all' agenzia "Canadian press" Franco Piperno dice di essere pronto a tornare in Italia se otterra' la garanzia di un sollecito processo in merito alle accuse di partecipazione al caso Moro. Piperno ha definito una "farsa" le accuse contro di lui e ha detto di sperare in un atto di "buona volonta' " da parte delle autorita' Italiane "in modo che io non trascorra sei o sette anni in prigione prima di essere processato".

  • 2 aprile - Un mandato di cattura per concorso in detenzione e porto di armi e' stato emesso dal giudice istruttore del tribunale di Venezia Carlo Mastelloni nei riguardi dell' avvocato Sergio Spazzali, 50 anni, gia' coinvolto in alcune inchieste sul terrorismo e latitante da anni.

  • 21 aprile - Scarcerato per decorrenza dei termini della custodia cautelare, Giovanni Alimonti, ex centralinista alla Camera dei deputati accusato di aver fatto parte delle Br, e' scomparso da Frascati dove la corte d' Assise di Roma gli aveva imposto di soggiornare fino al termine del processo "Moro ter". dell'

  • 9 maggio - Sei ordini di cattura, emessi dal sostituto Carmelo Ruberto per il duplice omicidio avvenuto nella sede del Msi in via Zabarella, a Padova, sono notificati in carcere ad Alberto Franceschini, Renato Curcio, Mario Moretti, Giorgio Semeria, Roberto Ognibene e Susanna Ronconi. Un altro ordine di cattura e' per Martino Serafini, arrestato dai carabinieri l' 8 maggio.

  • 9 maggio - La seconda corte d'Assise di Roma, con una ordinanza-sentenza dispone la messa in liberta' e non piu' gli arresti domiciliari, per il prof. Enrico Fenzi, ex ideologo della colonna genovese delle "brigate rosse". La liberazione contempla pero' l' obbligo di presentarsi due volte al giorno per la firma presso un commissariato di polizia.

  • 12 maggio - La prima sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, respinge i ricorsi degli imputati e del procuratore generale di Torino. Diventano cosi' definitivi quattro dei cinque ergastoli (Marcello Ghiringhelli, Teresa Scinica, Francesco Pagani Cesa e Clotilde Zucca) e le altre condanne inflitti il 3 luglio dello scorso anno dai giudici della corte d' Assise d' appello di Torino a 17 esponenti delle "brigate rosse". L' unica eccezione riguarda Antonio Chiocchi per cui e' deciso un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione della corte d' Assise d' appello di Torino per una inadeguata motivazione nella mancata concessione delle attenuanti generiche.

  • 14 maggio - Alcuni giornali scrivono che i ministri degli interni della Cee avrebbero prove del collegamento tra Libia e brigate rosse. Ambienti diplomatici libici fann rilevare, a titolo personale, che accuse di questo genere vengono fuori periodicamente contro la Libia, ma non sono mai state provate.

  • 14 maggio - La seconda sezione penale della Cassazione rende definitiva la condanna a un anno e sei mesi di reclusione inflitta il 28 aprile 1983 dalla corte d' appello di Roma a Pasquale Frezza per essersi fatto consegnare denaro dall' onorevole Egidio Carenini facendogli credere di essere in grado di assicurare alla giustizia alcuni dei responsabili del sequestro e dell' omicidio di Aldo Moro.

  • 15 maggio - "Notizie radicali" pubblica il testo di un documento-appello di una trentina di ex brigatisti per il superamento della logica della lotta armata. Il documento e' firmato da Giorgio Semeria, Giuliano Ida, Franco Bonisoli, Valerio De Ponti, Vittorio Alfieri, Cecco Bellosi, Enzo Fontana, Daniela Rossetti, Vita Casavola, Marta Vedovelli. Hanno aderito al documento: Alberto Franceschini, Massimo Gidoni, Rino Cristofoli, Vincenzo Di Stefano, Attilio Cozzani, Massimo Battini, Angelo Ferlicca, Nicola Eleonori, Marinella Ventura, Emanuela Bugitti, Rosaura Roppoli, Claudio Toffolo, Gianfranco Mattacchini, Arialdo Lintrami, Mario Protti, Flavio Lacerra, Roberto Trombin, Ettorina Zaccheo, Daniela Figini, Grazia Chiari, Gabriele Grimaldi.

  • 15 maggio - Al seminario su "mass media e terrorismo" organizzato dall' "area omogenea" del carcere romano di Rebibbia, Alberto Franceschini chiede provocatoriamente: "ma c' e' un grande vecchio anche dietro i mass media? chi ha guidato l' informazione Italiana durante gli anni del terrorismo, negando, nella prima fase, l' autenticita' ideologica delle Br e la loro consistenza e, dal caso Moro in poi, instillando nella gente il timore dell' imminente guerra civile?". "Le Br - continua Franceschini - erano attentissime all' immagine che si dava di loro. Per dieci anni abbiamo cercato di fare avere ai giornali piu' informazioni possibili, abbiamo concesso interviste dalla clandestinita', portato documenti direttamente alle portinerie dei giornali, abbiamo addirittura costruito alcune azioni interamente finalizzate all' immagine che avrebbero fatto avere di noi, come il rapimento di Hidalgo Macchiarini, che tenemmo per un quarto d' ora prigioniero in un pulmino, giusto il tempo per fotografarlo con alle spalle una grande stella a cinque punte che ricordava la bandiera vietcong e con il viso sfigurato da una grande pistola che gli premeva sulla guancia. una pistola che non funzionava nemmeno piu', ma che sembrava adatta perche' residuato della guerra di liberazione".

  • 16 maggio - La corte d' Assise d' appello di Cagliari dispone la scarcerazione, per decorrenza dei termini della custodia cautelare, di Alberto Franceschini, condannato il 12 dicembre 1984 a 13 anni di reclusione dai giudici della corte d' Assise di Nuoro al processo contro la cosidetta "brigata kampo". Franceschini non tornera' pero' in liberta' perche' sta espiando un' altra condanna passata in giudicato.

  • 21 maggio - Alla Sala Umberto di Roma e' rappresentato "i giorni del no" di Mario Maranzana.

  • 22 maggio - Il ministro della giustizia Mino Martinazzoli avvia un' inchiesta amministrativa sul modo in cui sono state condotte le indagini durante il caso Moro per omissioni e irregolarita' nell' istruttoria del processo. Scopo dell' iniziativa e' anche di verificare se informazioni carenti o inesatte siano state fornite dalla procura della repubblica di Roma allo stesso ministro che doveva utilizzare per una risposta ad un' interrogazione presentata dal sen. Sergio Flamigni sulla vicenda. Flamigni sosteneva che non corrisponde a verita' l' affermazione, contenuta nella risposta a una sua prima interrogazione, secondo la quale le bobine contenenti le registrazioni delle telefonate intercettate durante i 55 giorni del caso Moro "non hanno subito manomissioni di sorta e non sono in parte mancanti". secondo Flamigni, invece "la bobina contenente la registrazione delle telefonate effettuate il 15 e 16 aprile dal numero telefonico 5891307, intestato a Nicola Rana, trasmessa dalla Digos alla procura della repubblica di Roma, e' risultata interamente cancellata". Risulta mancante inoltre - secondo Flamigni - la bobina contenente le registrazioni delle telefonate fatte dalla parrocchia di Santa Lucia da don Antonio Mennini. Flamigni cita inoltre l' interferenza fatta da un intercettatore di polizia durante una conversazione telefonica di don mennini, che avrebbe messo sull' avviso il "postino" dei terroristi. Altro elemento ricordato da Flamigni e' quello della pellicola fotografica con le istantanee scattate sul luogo dell' eccidio di via Fani. Secondo Flamigni "il rullino fotografico che ritraeva i primi curiosi e' sparito dopo essere stato richiesto da elementi della ' 'ndrangheta' calabrese i quali, tra quei curiosi, avevano riconosciuto 'un personaggio noto a loro', come risulta anche da dichiarazioni dell' on. Benito Cazora. Flamigni chiedeva anche se e' stata anche svolta un' inchiesta "sull' utilizzazione, da parte di due stranieri, assiduamente sorvegliati dai nostri servizi di sicurezza, l' estremista di sinistra Herve Kerien e il mestatore internazionale Maurice Brover Rabinovici, di un' utenza telefonica appartenente alla segreteria della prima presidenza della corte di Cassazione, come attesta il rapporto della Digos di Roma".

  • 2 giugno - In Gran Bretagna esce il romanzo "the prosecutor", edito da Collins e scritto da Magdalen Nabb e Paolo Vagheggi. Il romanzo e' una ricostruzione fantapolitica del caso Moro in cui un "grande vecchio" era la mente direttiva e i servizi segreti sapevano tutto, compreso il posto dove veniva tenuto prigioniero. 10 anni dopo il fatto un magistrato fiorentino riapre le indagini, convinto che la verita' non e' mai stata scoperta.

  • 3 giugno - Processo colonna napoletana delle Br: i giudici della quarta sezione della corte di Assise di Napoli, presieduta da Roberto D'Ajello, condannano all' ergastolo 15 persone: Barbara Balzerani, Giovanni Senzani, Mario Moretti, Vittorio Bolognese, Natalia Ligas, Luigi Novelli, Anna Maria Cotone, Davide Fadda, Marcello Ghiringhelli, Francesco Pagani Cesa, Remo Pancelli, Marina Sarnelli, Teresa Scinica, Stefano Scarabello e Caterina Spano. I giudici hanno inoltre condannato altri 46 imputati a pene varianti da un massimo di 23 anni e dieci mesi - inflitti ad Antonio Chiocchi, gia' ideologo ed uno dei fondatori della colonna napoletana, dissociatosi dalla lotta armata - ad un minimo di quattro mesi. 12 imputati sono stati assolti mentre la posizione di altri otto era stata gia' stralciata durante il procedimento.

  • 9 giugno - Comincia nell' aula-bunker di Mestre il processo d' appello per la colonna veneta e quella friulana delle Brigate rosse.

  • 16 giugno - Comincia il processo "Moro ter", nel quale sono coinvolti 174 imputati che devono rispondere delle imprese compiute a Roma dalle brigate rosse dal 1977 al 1982. La prima udienza e' occupata interamente dalle formalita' preliminari.

  • 18 giugno - La prima sezione penale della Cassazione rende definitiva la condanna all' ergastolo per Paolo Ceriani Sebregondi, latitante, e annulla per difetto di motivazione la condanna Paola De Luca, Alberto Armellino e Giancarlo Rossi e dispone un nuovo processo.

  • 22 giugno - Maria Fida Moro riceve il premio della bonta' "papa Paolo sesto" con la motivazione di "avere perdonato gli assassini del padre".

  • 26 giugno - L' istituzione di una commissione monocamerale di inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi e' stata chiesta alla Camera con una proposta di legge dal presidente dei deputati democristiani Virginio Rognoni. La proposta di Rognoni e' firmata anche tra gli altri dai comunisti Zangheri e Violante, dal socialista Colucci, dal socialdemocratico Belluscio e dal missino Franchi.

  • 2 luglio - Stefano Magliocchetti, 30 anni, accusato di partecipazione a banda armata e associazione sovversiva nel processo "Moro ter" tentato il suicidio dando fuoco alla stanza da letto dell' appartamento in cui era agli arresti domiciliari.

  • 9 luglio - Processo "Moro ter": dopo una serie di udienze in cui ancora non e' entrato nel vivo, il dibattimento e' rinviato al primo ottobre.

  • 14 luglio - Comincia davanti ai giudici della corte d' Assise di Macerata il processo per l' uccisione di Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio Peci.

  • 16 luglio - La corte d' Assise d' appello di Venezia emette la sentenza del processo per la colonna veneta delle Br. Per Manlio Calderini la condanna di primo grado all' ergastolo e' ridotta a 26 anni. Sostanziale conferma delle pene di primo grado per 64 imputati (tra cui Enrico Fenzi e Claudio Cerica, assolti con formula dubitativa, e lievi diminuzioni per altri sette. Confermata la condanna all' ergastolo per Barbara Balzerani, Luigi Novelli, Pietro Vanzi, Francesco Lo Bianco, Mario Moretti, Cesare Di Lenardo, Alberta Biliato.

  • 16 luglio - Rapina alla Brink' s Securmark: i giudici istruttori Monastero e Macchia, accogliendo praticamente le richieste del pubblico ministero Domenico Sica, rinviano a giudizio, quali responsabili del colpo, Germano La Chioma, Giampaolo Morosini, Alfredo Tadiotto (latitante), Lionello Cristofari, Francesco Santoro, Mauro Perosini e Luciano Del Bello. Furono loro, secondo la ricostruzione fatta in istruttoria, a ideare ed organizzare la rapina insieme con Antonio Chichiarelli. Altre 17 persone sono rinviate a giudizio per l' accusa di aver riciclato il denaro rapinato.

  • 27 luglio - In una intervista al settimanale tedesco "Der Spiegel" dal carcere di Paliano Valerio Morucci esclude l' esistenza di una collaborazione reale fra le Br e la tedesca Raf, anche se in questi anni vi sono state "trattative" e "aiuti logistici" reciproci. Riguardo a un coinvolgimento della Libia, Morucci dice: "Gheddafi non ci ha mai aiutato, ma quando si tratta con agenti mediorientali che fanno il triplice, quadruplice gioco, non si puo' mai sapere".

  • 6 agosto - La sezione feriale della Cassazione respinge i ricorsi di una settantina di imputati del processo "Moro ter" che avevano tentato di invalidare l'intero processo sostenendo la nullita' delle due ordinanze di rinvio a giudizio firmate dal giudice istruttore Rosario Priore.

  • 16 agosto - Depositati a Palermo gli atti del processo stralcio sulla mafia, che contengono, tra l' altro, un riferimento all' istruttoria svolta a Roma a carico di Pippo Calo' e della "banda della Magliana". Il giudice romano Gianfranco Viglietta nella sua ordinanza ricostruisce un intervento di Flavio Carboni che avrebbe chiesto alla mafia di esplorare ogni strada possibile per salvare Moro. Dopo una prima dichiarazione di disponibilita' gli esponenti mafiosi investiti del problema sarebbero tornati sulla loro decisione "perche' Moro era amico dei comunisti".

  • 28 agosto - Arrigo Molinari, ex vicequestore di Genova, attualmente questore e direttore della scuola allievi agenti di polizia di Ventimiglia, ha inviato due rapporti, uno al presidente della corte d' Assise di Macerata, Giovanni Rebori, l' altro al pubblico ministero Mario Mandrelli, con la richiesta "di essere ascoltato come teste a fine di giustizia" nel processo Peci. Molinari afferma di sapere con certezza che Giovanni Senzani "era sicuramente in contatto con elementi del Sismi deviato". Molinari, autore di una serie di indagini sulle brigate rosse genovesi che datano dal 1978, arrivo' alla identificazione di Senzani come brigatista rosso gia' in quell' anno, grazie a una denuncia che indicava il criminologo come cervello delle Br. Molinari ebbe queste informazioni dal capo della P2 della Liguria William Rosati, che, dice Molinari (a sua volta autorizzato a frequentare la loggia per indagare su possibili legami con l' eversione Br) fece la delazione alla polizia in quanto "nutriva del risentimento nei confronti di Senzani" che "si era intromesso per la successione alla presidenza della facolta' di medicina di Genova, creando difficolta' al Rosati (alias Rossetti) che tendeva a far eleggere un suo candidato, il professor Luigi Oliva o in subordine il professor Giacomo Canepa". Molinari si riferisce al ritrovamento nel settembre 1978 di una borsa "dimenticata" dalla brigatista Fulvia Miglietta contenente volantini con minacce al professor Canepa che poi rinuncio' alla candidatura. Molinari aveva chiesto notizie di Senzani alla questura di Firenze gia' nel settembre del 1978 e gli fu risposto che a suo carico non c' erano precedenti sfavorevoli. Il questore segnalo' i suoi sospetti al direttore centrale dell' ucigos e poi al ministro degli interni Rognoni. Un rapporto venne trasmesso anche al generale Dalla Chiesa che lo passo' alla magistratura. Senzani fu inquisito, arrestato e subito rilasciato nella primavera 1979, dopo la cattura del comitato rivoluzionario toscano delle Br, ma nessun provvedimento fu preso nei suoi confronti fino all' arresto del 1982. Da qui, la convinzione di Molinari del "doppiogiochismo" di Senzani, avvalorata, a quanto dice il questore, anche da certe "perplessita' "sui motivi dell' azione di Rosati espressegli dal sostituto procuratore della repubblica di bologna, Mancuso, durante un interrogatorio. Nel rapporto Molinari accenna anche al "presunto disturbo" che Senzani avrebbe arrecato a Rosati nella gestione della "societa' gare" che aveva il monopolio della tac a Genova. Molinari fa poi riferimento "all' inchiesta ministeriale sulla questura di Genova", in seguito al cambiamento del questore De Longis. "Io ho auto la certezza - scrive Molinari - che tutto quanto era accaduto nell' ultimo quadrimestre 1978 e nel primo quadrimestre 1979 era stato pilotato dal Senzani, che, indubbiamente venuto a conoscenza delle indagini sul suo conto, le aveva fatte depistare".

  • 2 settembre - Processo Peci: ascoltato l' ex vicequestore di Genova Arrigo Molinari, visibilmente agitato per un incidente d' auto senza conseguenze occorso al figlio (che, secondo Molinari, poteva addirittura essere stato un attentato). Molinari conferma quanto scritto nei memoriali inviati ribadendo pero' che la sua unica fonte d' informazione sul "doppiogiochismo" di Senzani era l' ex capo della p2 ligure William Rosati, deceduto. Molinari afferma inoltre che il "rapporto da lui stesso consegnato al generale Dalla Chiesa nel febbraio 1979 consisteva in realta' in una serie di veline in cui non si faceva cenno ai contatti fra Senzani e il Sismi e anzi, forse, non si parlava neppure di Senzani ma in generale di altri personaggi del mondo accademico e medico genovese inquisiti dalla questura di Genova che indagava sul terrorismo rosso. Una istanza della difesa di Massimo Gidoni per allargare la testimonianza di Molinari a tutto quanto l' ex vicequestore sa di Senzani, e' respinta dalla corte, che respinge anche un' altra istanza della difesa di Gidoni sull' audizione come teste di Francesco Pazienza, che dichiaro' al giudice istruttore di Napoli Alemi e ad un giornalista di essere a conoscenza di rapporti fra Senzani e il Sismi. Anche le richieste di ascoltare il deputato radicale massimo teodori e/o di acquisire la sua deposizione alla commissione giustizia della Camera su Luciano Bellucci, amico di Senzani e da questi - secondo quel che dice lo stesso Bellucci - arruolato nel Sismi, sono state respinte. Accolta invece una del pm, cui si e' associata fra gli altri anche la difesa Gidoni, perche' Roberto Buzzatti venga a confermare quanto raccontato al giudice Priore e cioe' che, prima del sequestro Peci, Senzani si incontro' alla stazione di Ancona, sotto gli occhi di Buzzatti, con un presunto esponente dei servizi segreti. Senzani, ha rivelato a suo tempo Buzzatti, descrisse l'individuo come un agente del kgb o del Sismi. Sempre secondo il "superpentito", l' appuntamento con costui era stato procurato da Massimo Gidoni. Alle dichiarazioni di Buzzatti fece seguito una indagine che in un primo momento sfocio' in un fotofit molto somigliante al generale Musumeci ma poi non ebbe riscontri in tal senso ne' ulteriori sviluppi.

  • 3 settembre - Il comandante del gruppo carabinieri di Savona, ten. col. Nicolo' Bozzo, in un documento sul "caso Senzani" e i contatti che, secondo il questore Arrigo Molinari, il brigatista rosso avrebbe avuto con elementi del Sismi deviato, precisa di "non avere mai rilasciato interviste in merito e ne' tantomeno convocato una conferenza stampa". Bozzo aggiunge di "essersi limitato nel corso di un breve colloquio telefonico con un cronista a richiedere sul fatto specifico (concernente grave e delittuoso episodio) una obiettiva e certa informazione anche sulla scorta di ripetute risultanze giudiziarie, gia' acquisite e non coperte dal segreto istruttorio, al fine di orientare correttamente (e non a senso unico) la pubblica opinione, e di salvaguardare il prestigio dell' istituzione alla quale appartiene".

  • 9 settembre - Processo Peci: vengono lette, su richiesta del pm, le 71 pagine di memoriale che il pentito Roberto Buzzatti invio' al giudice romano Rosario Priore il 15 dicembre 1982 e che questi ha allegato agli atti del processo 'Moro-ter'. Il memoriale, che parte dal 1976 e arriva all' anno dell' arresto di Buzzatti (1982) comprende la ricostruzione di alcuni fra i piu' importanti fatti di brigatismo di quegli anni - dal sequestro d' urso, all' uccisione di galvaligi, dal sequestro Cirillo e quello di Peci - e svela qualche particolare inedito. le Br, dice ad esempio Buzzatti, volevano sequestrare il magistrato Adolfo Beria D' Argentine e se non lo fecero fu solo per via di una operazione dei carabinieri che mise in difficolta' la colonna romana incaricata dell' operazione. Senzani - scrive Buzzatti - voleva sequestrare anche il giornalista Saverio Tutino perche' si riteneva avesse avuto una parte determinante nel pentimento del "compagno Bonavita" ma "io e Stefano Petrella riuscimmo a dissuaderlo". Altre operazioni fallite furono un mancato assalto al carcere di nuoro e uno a quello di fossombrone, oltre al mancato sequestro Romiti. Un capitolo a parte e' dedicato alle litigate fra Moretti e Senzani la sera del sequestro D' Urso, tenuto prigioniero in casa di Buzzatti. I due si accusavano reciprocamente di aver perso delle armi nell' operazione e urlavano come ossessi" tanto da far temere una irruzione dei carabinieri.

  • 9 settembre - Marco Barbone, 28 anni, uno degli uccisori del giornalista del "corriere della sera" Walter Tobagi, si sposa a Milano nella parrocchia di san Vincenzo de' Paoli con Cristina Griner, 27 anni.

  • 10 settembre - Alberto Franceschini si iscrive al Partito radicale. Oltre a Franceschini si iscrivono al Pr diversi detenuti "ne' irriducibili, ne' pentiti" appartenenti alla cosiddetta "area omogenea" del carcere di Rebibbia, tra cui Arrigo Cavallina, Sergio D' Elia, Nando Cesaroni, Livio Lai, Maurice Bignami, Salvatore Palmieri, Fausto Busato, Luca Frassineti.

  • 20 settembre - Processo Peci: i giudici della corte d' Assise di Macerata, riunita ad Ancona per motivi di sicurezza, condannano all' ergastolo Giovanni Senzani e Stefano Petrella (piu' un anno di segregazione per il primo e sei mesi per il secondo); 26 anni e sei mesi di reclusione per Stefano Petrelli, 25 anni di reclusione a testa per Natalia Ligas e Susanna Berardi; 24 anni piu' sei mesi per Massimo Gidoni; 15 anni e un mesi di reclusione per il pentito" Roberto Buzzatti e otto anni per Averamo Virgili.

  • 21 settembre - Dodici reclusi del carcere di massima sicurezza di Paliano recitano nella commedia "Ma quale tragedia?", scritto da Mario Acampora (uno di loro). Nella veste di attori anche Sergio Calore, Cristiano Fioravanti, Antonio Savasta.

  • 23 settembre - I brigatisti rossi Calogero Diana e Giuseppe Di Cecco evadono dal reparto detenuti dell' ospedale maggiore di Novara.

  • 23 settembre - Rocco Micaletto, da tempo rinchiuso nel carcere di Novara, ottiene di essere trasferito per un mese nel carcere leccese di "villa Bibo'" per poter aver piu' frequenti colloqui con i familiari.

  • 1 ottobre - Riprende il processo "Moro ter". Sono respinte tutte le questioni procedurali sollevate dalla difesa.

  • 1 ottobre - Processo Metropoli: i difensori di Franco Piperno ricusano il presidente Severino Santiapichi e gli atti del giudizio sono trasmessi alla corte d' appello cui spetta una decisione in merito.

  • 2 ottobre - Processo Moro ter: la Corte stralcia la posizione di Stefano Magliocchetti, detenuto nell' ospedale Sant' Eugenio di Roma, e accoglie la richiesta del pubblico ministero Francesco Nitto Palma di allegare agli atti del processo tutti i rapporti di polizia giudiziaria relativi a 40 attentati delle Br e gia' compresi nei voluminosi fascicoli del primo processo.

  • 2 ottobre - Cecilia Massara, imputata anche al processo "Moro ter", e' condannata a diciannove anni e due mesi al termine di un processo-lampo per la rapina di via Prati di Papa, a Roma.

  • 4 ottobre - Processo Metropoli; la prima corte d' appello di Roma respinge l' istanza di ricusazione del presidente della prima corte d' Assise Severino Santiapichi presentata dai difensori di Franco Piperno.

  • 7 ottobre - Processo Metropoli: Giorgio Accascina, ex collaboratore della rivista, dice che il fumetto sul sequestro e l' uccisione di Aldo Moro non fu ispirato da qualcuno che era direttamente a conoscenza dei retroscena dell' impresa terroristica, ma fu il compendio del lavoro di equipe della redazione di "metropoli" che si baso' su notizie di cronaca e su interpretazioni logiche. Accascina smentisce l' ipotesi accusatoria secondo cui il fumetto fu realizzato con l'apporto di Lanfranco Pace, accusato di far parte delle brigate rosse e indicato come il tramite per tentare in extremis di salvare la vita di Moro. Accascina ricorda che il "fumetto" fu pubblicato un anno e quattro mesi dopo la vicenda Moro, cioe' nel giugno 1979, quando gia' molte circostanze erano di dominio pubblico. "Fu una risposta - ha detto - alle fantasiose voci che circolavano sul caso Moro; chi parlava del 'grande vecchio', chi del Kgb, chi di partecipazione di paesi stranieri. Secondo noi con il 'fumetto' volevamo dare una interpretazione con un linguaggio popolare; volevamo dire che il terrorismo era un fenomeno tutto Italiano. fu in sostanza un'iniziativa provocatoria". "Lanfranco Pace - ha aggiunto Accascina - non diede alcun apporto alla realizzazione del fumetto; non fu lui ad attribuire ruoli a Fanfani e a Signorile, ne' a precisare date o ad attribuire i nomi di battaglia che ricorrono nella 'strip'". Quanto alle dichiarazioni di Antonio Savasta su presunti finanziamenti statali a "Metropoli" tramite il Cerpet, Accascina le ha definite false.

  • 8 ottobre - Processo Moro ter: la corte accoglie la richiesta di acquisire agli atti del processo copie dei verbali di polizia giudiziaria relativi ad alcuni degli attentati contestati ai brigatisti rossi e copie delle sentenze di primo e di secondo grado dei precedenti processi Moro. Respinta invece la richiesta del patrono di parte civile della Dc, l'avv. Giuseppe De Gori, per l'acquisizione di copie delle relazioni della commissione d'inchiesta sul caso Moro.

  • 9 ottobre - Processo Moro ter: interrogato il pentito Roberto Buzzatti che parla del sequestro del giudice Giovanni D' Urso.

  • 13 ottobre - Processo Moro: confronto tra Antonio Savasta, Massimo Cianfanelli e Valerio Morucci. Morucci ha escluso un progetto di Piperno e Pace per egemonizzare le brigate rosse, ammettendo che le Br presero in considerazione l' opportunita' di pubblicare una rivista, ma cio accadde molto tempo prima che si parlasse di "metropoli". A proporre l' iniziativa sarebbe stato, secondo Morucci, Lanfranco Pace, il quale per breve tempo (dal settembre 1977 al gennaio 1978) fece parte delle brigate rosse ma il progetto rimase tale. L' iniziativa, riaffioro' nel settembre 1978, quando Pace ripropose l' idea di un giornale; ma le Br liquidarono la cosa rapidamente perche' c'era il rischio di finanziare un giornale che avrebbe potuto criticarle. Morucci, parlando di Pace, ha detto di essere suo amico sin dal 1969 e che Pace entro' nell' organizzazione armata, anche se non ufficialmente, nel settembre 1977; fu collocato nella costituenda brigata servizi; era incaricato di recapitare volantini e messaggi "ma Lanfranco comincio' a mancare agli appuntamenti - ha detto Morucci - e quindi fu allontanato; se ne torno' ai suoi poker, alla sua ricerca di un lavoro". Savasta racconta dal settembre del 1978, quando entro' nella direzione della colonna romana e ricorda i contrasti che lacerarono le Br in occasione del sequestro Moro: Morucci era per la salvezza della vita dell'ostaggio, Seghetti per l'eliminazione. "le Br - ha aggiunto - non riuscirono a gestire il caso Moro, non avevano capito che cosa esso avesse significato. l'organizzazione per la prima volta aveva attaccato il vertice dello stato con successo; non seppe pero' sfruttare il momento; e fu proprio quella vicenda a segnare la crisi delle Br".

  • 14 ottobre - Processo Metropoli: Luigi Sticco, ex collaboratore dell' ex senatore socialista Antonio Landolfi, dice di aver avuto da Landolfi l' incarico di fondere il Cerpet, un centro studi finanziato dallo Stato, per il quale lavorarono anche Pace e la Rossini.

  • 15 ottobre - Processo Moro ter: continua la deposizione di Valerio Morucci. Quando l' avv. Pino De Gori, parte civile per la Dc, gli chiede se nei 55 giorni del sequestro Moro la polizia sarebbe potuta risalire alla prigione del popolo pedinando Pace o lui stesso, Morucci risponde: "e' una ipotesi fantasiosa. e' impensabile che seguendo uno di noi si sarebbe arrivati al rifugio. In quel momento il livello di compartimentazione era massimo e nemmeno noi sapevamo dove l'on. Moro era tenuto nascosto". Morucci ha quindi escluso che la cattura sua e della Faranda sia stata "ispirata" da qualche "politico", ma e' piu' probabile che furono riconosciuti mentre andavano in giro per la citta'.

  • 17 ottobre - La vedova di Aldo Moro, Eleonora Chiavarelli, depone al processo per lo scandalo dei petroli, come teste a difesa di Sereno Freato, uno dei principali imputati, ed ex collaboratore del presidente della Dc ucciso dalle brigate rosse. la signora Moro conferma quanto gia' aveva riferito al giudice istruttore di Torino, Mario Vaudano circa un conto bancario in Svizzera, intestato alla segreteria del marito. La vedova di Moro conferma di aver appreso dell' esistenza del cosiddetto "fondo politico" dal giudice, di aver conosciuto il petroliere Bruno Musselli (un altro degli imputati maggiori) il quale le fu "molto vicino" durante il sequestro. Eleonora Moro ha quindi affermato di non aver mai incontrato il generale Donato Loprete, anch' egli imputato in questo processo, infine spiega i rapporti che esistevano fra il marito, Freato e Nicola Rana. Alla teste e' stato chiesto se realmente, come aveva rivelato Freato, esistesse il pericolo di un "golpe" agli inizi degli anni settanta e quindi l' on. Moro si fosse premurato, incaricando la sua segreteria, di creare un conto in Svizzera. "Si' ha risposto Eleonora Moro - sono stati vari i momenti in cui si temeva un colpo di stato. mio marito ne accenno' in famiglia, ma senza spaventarsi troppo. Evidentemente la situazione era tale che il fatto di aprire un conto fu un atto di prudenza". La signora Moro ha quindi precisato che suo marito "era molto rigoroso nell' accettare denaro per sostenere la sua corrente". "Ai suoi collaboratori - ha aggiunto - aveva raccomandato di non accettare soldi da persone sconosciute o poco serie. La vedova di Moro ha poi ricordato che "Musselli quando mio marito mi fu portato via venne a casa mia dimostrando molta disponibilita' e dicendo che avrebbe fatto di tutto per la liberazione di Moro".

  • 21 ottobre - Processo Metropoli: Marco Donat Cattin, ex esponente pentito di "prima linea", che riferisce in gran parte notizie apprese da altri, dice che la rivista, di cui furono promotori Piperno e Pace, fu finanziata, almeno in un primo momento, con i proventi delle rapine compiute dai comitati comunisti rivoluzionari. Allo stesso modo sarebbe stato finanziato "preprint", che deve considerarsi il numero zero di "metropoli". Donat Cattin ha aggiunto che "erano scontati i rapporti" tra "Metropoli" e il Cerpet, il centro di ricerche e studi che aveva sede nello stesso edificio della redazione della rivista. Donat Cattin, tornato da tempo in liberta', parla poi dei contatti tra "prima linea" e le Br romane durante e dopo il sequestro Moro e delle armi che dal libano furono portate in Italia con una barca a vela per essere distribuite tra varie formazioni armate.

  • 23 ottobre - Eleonora Moro, in una lettera inviata al direttore de "Il Giorno", ribadisce la legittimita' e la lecita provenienza del fondo costituito all' estero da Aldo Moro. Eleonora Moro sostiene che il marito "temeva un' involuzione totalitaria del nostro sistema democratico e nutriva anche seri timori per la sua stessa incolumita'". Eleonora Moro spiega di avere scritto la lettera "per difendere la memoria e l' immagine del marito ma soprattutto per ristabilire la verita' ", si dice anche convinta della innocenza di Sereno Freato: "Se cosi' non fosse - conclude - non avrei confuso i doveri dettati da un' antica amicizia con quelli, per me ben piu' sacri, di esigenza di giustizia e di amore per la verita"

  • 24 ottobre - Il senatore Sergio Flamigni (Pci) in un' interrogazione ai ministri della giustizia e dell' interno chiede di avere una "precisa risposta sugli aspetti ancora non chiariti" della vicenda dell' on. Moro e "le ragioni del ritardo e della mancata risposta alla mia interrogazione del giugno scorso volta a conoscere le conclusioni dell' inchiesta, terminata da oltre tre mesi e disposta dall' ex ministro Martinazzoli per accertare eventuali comportamenti rilevanti sul piano disciplinare in relazione alle denunciate omissioni e irregolarita' nella istruttoria del procedimento e alla ipotizzata carente e inesatta informazione fornita dalla procura della repubblica di Roma". Flamigni chiede inoltre di conoscere quali accertamenti siano stati svolti in seguito alla ordinanza della corte di Assise di Roma del novembre 1982 che demandava all' ufficio del pubblico ministero il compito di approfondire i contenuti di una dichiarazione di Elio Cioppa che dinanzi alla commissione P2 aveva riferito che Licio Gelli era una fonte confidenziale del Sisde, che il gen. Grassini gli diede un appunto relativo al caso Moro che proveniva da Gelli". Infine ha chiesto di sapere quali accertamenti siano stati svolti per chiarire come una stampatrice proveniente dagli uffici dei servizi segreti del ministero della difesa sia finita nella tipografia delle Br di via Foa.

  • 29 ottobre - Rita Cauli, attualmente residente in Nicaragua e accusata dal giudice veneziano Mastelloni di costituzione di banda armata all' estero, ha negato di aver appartenuto alle "brigate rosse" e si e' messa formalmente a disposizione per essere interrogata. "Sono due anni che cerco di chiarire la mia posizione, di sapere se esiste un procedimento nei miei confronti, di cosa sono eventualmente accusata. Io non sono una brigatista" ha detto la Cauli, trentacinque anni, milanese, sociologa, per diverso tempo residente a Parigi, che da alcuni anni si e' trasferita in Nicaragua insieme a Guglielmo Guglielmi, ritenuto uno dei capi delle Ucc, e lavora quale corrispondente della rivista "Afrique-Asie" e del quotidiano francese "Le Matin". Anche Guglielmi vive a Managua con la Cauli ed i loro bambini e fa il medico.

  • 30 ottobre - La prima sezione penale della Cassazione conferma sostanzialmente la sentenza emessa il 21 novembre 1995 dalla corte d'appello di Bari per i 25 imputati condannati per aver partecipato alla rivolta nel "supercarcere" di Trani del 28 e 29 dicembre del 1980. La sentenza di secondo grado aveva assolto per insufficienza di prove Giuliano Naria ed altri otto imputati tra cui Oreste Strano.

  • 3 novembre - Con una interrogazione, il sen. Sergio Flamigni, ex membro della commissione Moro e attualmente componente dell' antimafia, chiede che "il magistrato autorizzi una nuova e piu' accurata perquisizione nel covo delle Br di via Monte Nevoso a Milano perche' vi potrebbero essere rimasti nascosti gli originali manoscritti di Aldo Moro in risposta agli 'interrogatori' delle Br". Flamigni cita fra l' altro una dichiarazione del gen. Dalla Chiesa, fatta il 23 febbraio 1982, nella quale si chiedeva "dove sono le borse, dove e' la prima copia (perche' noi abbiamo trovato la battitura soltanto). l' unica copia che e' stata trovata dei documenti Moro non e' in prima battuta. questo e' il mio dubbio. Tra decine di covi non c' e' stata traccia di qualche cosa che possa avere ripetuto le battiture di quella famosa raccolta di documenti, che si riferivano all' interrogatorio". Due brigatisti membri dell' esecutivo nazionale delle Br, Azzolini e Bonisoli - dice ancora Flamigni - sostennero che "in via Monte Nevoso, oltre ai dattiloscritti c' era anche un plico di fotocopie di quelli originali "che non risultano nell' elenco del materiale sequestrato". Flamigni sostiene che quei documenti o si trovano ancora nel covo di Monte Nevoso "oppure vi sono state omissioni gravi o manomissioni dei reperti rinvenuti".

  • 3 novembre - Comincia a Firenze il processo d' appello per l' attivita' del "comitato rivoluzionario toscano" delle brigate rosse. Il comitato, fra il 1978 e il 1981, ebbe funzioni di supporto logistico per le '"colonne" brigatiste di Roma e Genova e, secondo l' accusa, stava per diventare una "colonna" autonoma quando le rivelazioni del ferroviere pisano Giovanni Ciucci (arrestato nel "covo" dove era tenuto prigioniero il generale americano James Lee Dozier) portarono al suo smantellamento. Tra gli imputati Giovanni Senzani, Paolo Baschieri e Stefano Bombaci.

  • 4 novembre - I giudici della prima sezione penale della Cassazione respingono il ricorso di quasi tutti gli imputati del processo d' appello alla colonna delle brigate rosse "Walter Alasia" e confermano la condanna all' ergastolo per Roberto Adamoli, Lauro Azzolini, Barbara Balzerani, Maria Rosaria Belloli, Pasqua Aurora Betti, Maria Carla Brioschi, Nicolo' De Maria, Calogero Diana, Nicola Giancola, Mario Moretti, Sergio Tornaghi e Samuele Zellino. L' unica eccezione riguarda Ettorina Zaccheo per la quale la Cassazione stabilisce un nuovo processo di secondo grado di fronte a una difersa sezione della corte d' appello di Milano.

  • 7 novembre - La corte d' Assise d' appello di Milano assolve Valerio Morucci e Raffaele Fiore con formula piena dall' accusa di concorso in omicidio volontario del commissario capo di pubblica sicurezza Antonio Esposito, avvenuta a Genova il 21 giugno 1978.

  • 7 novembre - La sentenza di secondo grado della corte d' Assise d' appello di Firenze per le attivita' del "comitato rivoluzionario toscano" delle "brigate rosse" stralcia le posizioni di Giovanni Senzani, impegnato a Roma nel processo "Moro ter" e del pisano paolo baschieri; aumenta la pena per alcuni imputati e conferma la precedente sentenza per gli altri.

  • 14 novembre - Toni Negri, in un' intervista al quotidiano "Avvenire", spiega perche' insieme ad altri ex terroristi latitanti a Parigi ha scritto a Craxi per poter usufruire dei benefici della legge sulla dissociazione. "Sono passati dieci anni, e' venuto il tempo della pacificazione" afferma Negri. Che sostiene "Io non sono stato il cattivo maestro che mandava gli altri a sparare". Nell'intervista, Negri, oltre a ripercorrere la sua storia politica e giudiziaria, si sofferma sui problemi che negli anni '70 portarono alla nascita del terrorismo rosso e al sequestro Moro e analizza le differenze e le illusioni del partito armato.

  • 15 novembre - "Il Popolo" pubblica un articolo del direttore politico, on. Paolo Cabras sul film "Il caso Moro" in cui si afferma che "mai la faziosita' politica e il livore antico contro una politica e un partito avevano raggiunto la rozzezza e la spudoratezza di questo film di un tale Giuseppe Ferrara".

  • 18 novembre - Il film "Il caso Moro" viene proiettato per i giornalisti, seguito da una conferenza stampa del regista Giuseppe Ferrara. Il regista afferma di non aver voluto diffamare nessuno: ne' il partito democristiano ne' quello comunista sottolineando che, nonostante gli attacchi dell' "Unita'" , la figura di Berlinguer appare nel film in maniera dignitosissima. Il giornalista Mario Pastore, che appare nel film, ha fatto notare che nel film lo si vede intervistare per il tg2 un professore universitario che appare poi coinvolto nel complotto contro Moro. Il docente da lui realmente intervistato in televisione sulla autenticita' delle lettere di Moro, ha invece detto Pastore, era persona degna di fede.

  • 22 novembre - "Parlamento in", il rotocalco di politica ed attualita' di retequattro trasmette "Il caso Moro", un servizio che vuole approfondire le ragioni delle polemiche suscitate dall'omonimo film di Giuseppe Ferrara.

  • 22 novembre - Dibattito organizzato da Dp sul film "il caso Moro". Il regista Giuseppe Ferrara afferma che il film e' basato su documenti ufficiali per il 98 per cento e che solo nel rimanenente due per cento si andava al di la' delle risultanze certe "avanzando delle ipotesi". "E' certo - ha detto - che la macchina con cui Moretti scriveva i comunicati veniva dai servizi segreti: un capitano di questi l' aveva venduta ad un suo cognato e dopo altri passaggi era arrivata proprio al capo delle "brigate rosse". Perche' non si va a fondo su un fatto come questo ed invece si critica che noi abbiamo indicato nel film l' equivoco ruolo svolto nel caso Moro dai servizi segreti?". Per il deputato comunista Elio Quercioli "c' e' stata sicuramente una convergenza fra chi ha premuto il grilletto per uccidere Moro e altre forze, come certe zone piduiste".

  • 25 novembre - Processo Metropoli: la corte di Assise decide di ascoltare come testimoni il presidente del consiglio Bettino Craxi, il ministro dei trasporti Claudio Signorile e l' on. Giacomo Mancini. La corte ha inoltre deciso la citazione dei giornalisti Giorgio Bocca e Giorgio Galli, che in tempi recenti hanno raccolto interviste di brigatisti rossi detenuti. Infine, i giudici dispongono una rogatoria internazionale per sentire Carlo Fioroni, il primo "pentito" della storia del terrorismo. La corte vorrebbe anche interrogare, sempre che accettino l' invito a testimoniare, Renato Curcio e Mario Moretti.

  • 26 novembre - Il presidente del consiglio Bettino Craxi dichiara: "in relazione a fatti ed episodi che possono interessare le inchieste riguardanti il delitto Moro ho gia avuto modo di deporre di fronte alla magistratura e alla commissione parlamentare d' indagine a cui ho anche presentato un' ampia memoria scritta. In queste occasioni ho detto tutto cio' che sapevo. e non avrei percio' nulla da aggiungere.

  • 27 novembre - La corte d' Assise di Cuneo emette la sentenza per l' omicidio, avvenuto nel dicembre 1981 nel supercarcere della citta', del militante di "prima linea" Giorgio Soldati, sospettato di essere un "pentito". Carlo Bersini, Claudio Piunti, Salvatore Ricciardi e Mario Fracasso sono condannati a 23 anni di reclusione. 21 anni e' la condanna per i "dissociati" Giorgio Semeria (esponente del "nucleo storico" delle brigate rosse) e Vittorio Alfieri, che avevano ammesso le loro responsabilita' prendendo le distanze dalla pratica della lotta armata.

  • 6 dicembre - A Milano, i carabinieri arrestano Calogero Diana, evaso dall'ospedale di Novara il 22 23 settembre. Calogero Diana ha sulle spalle una lunga serie di condanne, la piu' pesante delle quali, l' ergastolo, gli venne inflitta a Milano con la sentenza del processo d' appello alla colonna "Walter Alasia". Diana avrebbe aderito alle brigate rosse durante un periodo di detenzione per reati comuni. Nel 1976, dopo un permesso, non fece piu' rientro nel carcere della Spezia. Con lui sono arrestate Donatella Bassi, 40 anni, e Lucia Rizzi, 27 anni.

  • 15 dicembre - E' arrestato a Forli' Giuseppe Di Cecco, 31 anni, evaso il 23 settembre dall' ospedale di Novara assieme a Calogero Diana.

  • 24 dicembre - Dieci detenute, terroriste "dissociate" (tra le quali Susanna Ronconi) lasciano per 4 ore le carceri nuove di Torino per assistere allo spettacolo teatrale"Il volto oltre la cella" al teatro "Zeta". La Ronconi e le sue compagne hanno realizzato alcune maschere per lo spettacolo.

  • 30 dicembre - Pubblicate le motivazioni della sentenza del processo per il sequestro e l' omicidio di Roberto Peci.

  • 30 dicembre - Il presidente della terza corte di Assise di Roma Umberto Feliciangeli concede a Valerio Morucci e Adriana Faranda un permesso per uscire dal carcere di Paliano per 5 giorni, fino al 4 gennaio. Morucci e la Faranda beneficiano in questa occasione, non delle nuove disposizioni previste dalla riforma penitenziaria, ma della vecchia normativa che consente la concessione di speciali permessi di uscita dal carcere a detenuti che abbiano dimostrato buona condotta nel periodo di detenzione e per i quali la direzione del carcere e gli organi competenti riconoscano un comportamento particolarmente corretto. Nel decreto con cui e' stato concesso il permesso si fa obbligo a Morucci e alla Faranda di risiedere in via Quintiliano e di avere rapporti solo con i familiari