Poliziotti, appello a Gelli
«E' caldo, apri il cancello»
AREZZO — Il sindacato di Polizia Consap ha lanciato un appello a Licio
Gelli: «Gli agenti in servizio a villa Wanda — si dice in sostanza
—
muoiono di caldo: i vertici della Questura ignorano il problema, ce
lo
risolva lei aprendo i cancelli».
Un modo decisamente insolito di porre il problema, esploso insieme
al
caldo sahariano da cui siamo oppressi in questi giorni. E' non è
tardata
la risposta dell'ex capo della Loggia P2: «Ci mancherebbe altro
— fa
sapere Gelli attraverso l'avvocato Guido Dieci — non solo spalanco
i
cancelli ma metto a disposizione degli agenti un casottino all'ombra,
con tanto di fornello per cucinarsi due spaghetti».
Lo scambio di cortesie avviene dopo l'ennesimo pomeriggio di fuoco.
Quando il segretario provinciale del sindacato Consap, Sergio
Bognanno, escogita la provocazione. «Un'estate così —
scrive
Bognanno in una nota — resterà nella memoria di chi, per il
lavoro che
svolge, è costretto a trascorrere le ore più calde per
strada,
nell'impossibilità di trovare il minimo riparo per la calura.
E' il caso dei
poliziotti comandati di servizio di vigilanza presso l'abitazione di
Licio
Gelli. Oltre a dover svolgere un compito che pecca di logicità,
sono
costretti a patire il caldo per tutto il pomeriggio, quando il sole
scaccia anche la poca ombra mattutina. La questione è stata
portata
dalla Consap all'attenzione dei vertici della Questura che hanno
disposto un sopralluogo sul posto, al mattino quando il problema non
c'è. Hanno poi studiato una soluzione: i poliziotti potranno,
a loro
discrezione, scegliere se restare nell'auto di servizio oppure in piedi
all'ombra di qualche muro o di una delle piante lungo la strada. Vista
la
solerzia della nostra amministrazione, la Consap ha pensato di
rivolgersi a Licio Gelli, pregandolo di tenere aperto, nelle ore più
calde,
il cancello della sua villa in modo che gli agenti approfittino dell'ombra
delle numerose piante».