ALMANACCO DEI "MISTERI D'ITALIA"

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Pecorelli: il fatto
Era la sera del 20 marzo 1979. Mino Pecorelli, direttore di "Op-Osservatorio politico", ex agenzia scandalistica divenuta 'settimanale di fatti e notizie' da poco piu' di un anno (poco prima del rapimento di Aldo Moro) aveva finito di lavorare verso le 20:30 nella sede di via Tacito 90, nel quartiere Prati, a Roma. Pecorelli era sceso in compagnia di Franca Mangiavacca, segretaria del giornale e sua compagna. Poi, sul portone, ognuno era andato per la propria strada. Mino Pecorelli, il cui nome sara' poi trovato nelle liste della loggia massonica P2 scoperte dalla guardia di finanza nello stabilimento di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi (ma che da qualche mese aveva preso le distanze da Gelli), si dirige verso la sua automobile, una Citroen verde, parcheggiata a poca distanza, in via Orazio. Il giornalista fa in tempo a cominciare la manovra per uscire dal parcheggio. Quando la sua auto si trova parallela al marciapiede, un uomo con un impermeabile bianco si china verso il finestrino e spara diversi colpi con una pistola calibro 7,65 munita di silenziatore. I proiettili sono di marca Gevelot, abbastanza rari in Italia. Pecorelli e' colpito in bocca, alla testa e al torace. Il suo corpo e' trovato pochi minuti dopo, alle 20:45, riverso sul sedile anteriore della Citroen, con la portiera spalancata. 
 
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