"La Repubblica" pagina 4

                                 "A chi collabora con noi
                                sia concessa un'immunità"
                       Il presidente della Commissione Stragi Pellegrino indica
                                    una soluzione ad Amato

                                    di ALESSANDRA LONGO

                       ROMA - Poter accedere agli archivi segreti di Carabinieri e
                       Guardia di Finanza, leggere le loro carte, le informative, gli
                       appunti riservati del periodo che va dal '69 all'84, da Piazza
                       Fontana alla strage di Natale sul 904. Questo vorrebbe
                       Giovanni Pellegrino, presidente della Commissione Stragi.
                       Questo ha chiesto venerdì in una conferenza stampa,
                       rivolgendosi pubblicamente ad Amato.
                       Il giorno dopo, il senatore diessino torna sull'argomento,
                       suggerisce al presidente del consiglio, "peraltro esperto di
                       problemi di diritto", un possibile percorso per arrivare a
                       quei santuari finora mai esplorati. Propone Pellegrino: "Il
                       governo potrebbe rivolgersi all'Arma e alla Finanza con una
                       direttiva, stimolare una disponibilità, disporre i termini di una
                       collaborazione. Se c'è forte volontà politica,
                       l'amministrazione lo percepisce subito e i comportamenti
                       sono conseguenti".
                       Servono altre carte, serve anche la memoria dei protagonisti
                       di allora, funzionari degli apparati, ministri. "Si potrebbe
                       studiare un meccanismo - ipotizza Pellegrino - per cui chi
                       parla, chi racconta di quegli anni, non paga pegno".
                       Già, si potrebbero fare molte cose in questo agosto piovoso
                       e instabile. "Purtroppo ci siamo ridotti a fine legislatura -
                       lamenta il presidente della commissione stragi - Gli anni di
                       sinistra al governo, sul versante della ricerca completa della
                       verità, sono stati sprecati. Io la considero una debolezza
                       politica, provocata forse dalla voglia di non irritare alcuni
                       apparati o dall'ansia di farsi legittimare dagli stessi, col
                       rischio, in quest'ultimo caso, di rovesciare, in maniera
                       inopportuna, i rapporti di forza".
                       Senatore Pellegrino, l'immagine degli archivi segreti che si
                       aprono è suggestiva. Ma, tecnicamente, un governo come
                       fa a convincere Arma e Finanza a mettere a disposizione
                       migliaia di carte?
                       "So bene che l'espressione "aprire" è impropria, nel senso
                       che la Commissione Stragi non ha trovato porte sbarrate, è
                       in grado di acquisire singole carte anche adesso. Di fronte a
                       richieste precise, non abbiamo incontrato ostacoli,
                       tantomeno con gli ultimi governi. Se io so quale documento
                       voglio, lo chiedo, e me lo danno. Al massimo, com'è
                       successo qualche volta in passato, possono dire che è
                       andato smarrito, è il cosiddetto "segreto di Stato
                       strisciante". In questo caso, il problema è più complesso
                       perché la richiesta è generica. Ci interessano le carte di
                       svariati anni, non un faldone in particolare".
                       E allora come si fa?
                       "Si fa. Si può trasformare la volontà politica del governo in
                       una direttiva. Diteci cosa sapete, dateci quel che avete:
                       questo dobbiamo chiedere a Carabinieri e Finanza".
                       Cosa pensa di trovare nei loro archivi?
                       "Dettagli, non verità sconvolgenti. Da Piazza Fontana a
                       Moro, la commissione Stragi ha già una massa di
                       conoscenze enorme, quel che ci mancano sono i particolari.
                       Se tutti parlassero chiaramente come Taviani, non
                       servirebbe nemmeno cercare dell'altro. Il quadro d'insieme
                       ce l'abbiamo ed è chiaro. Non occorre Andreotti per farci
                       sapere che gli apparati di quegli anni si muovevano
                       all'insegna dell'anticomunismo, né Maletti per raccontarci
                       del coinvolgimento della Cia nella strategia della tensione".
                       Ma l'Arma dove tiene questi archivi?
                       "Ecco, c'è un grosso problema. Da quel che so io, l'Arma
                       ha negato di avere un archivio centralizzato. Le carte
                       accumulate seguirebbero la filosofia di fondo
                       dell'organizzazione sul territorio. Però..."
                       Però?
                       "Però, il vertice dell'Arma, se vuole, può dare un input, far
                       aprire le porte, rendere disponibili i dossier".
                       E le carte della Finanza perché la interessano?
                       "Sarebbe lungo da spiegare. Ma mi sto occupando di un
                       vecchio rapporto sul caso Moro, materiale raccolto nel
                       corso dell'ottava legislatura e mai interamente pubblicato.
                       Mi interessa l'attività della Guardia di Finanza...".
                       Senatore Pellegrino, lei crede che gli archivi ai quali
                       vorrebbe accedere siano perfettamente conservati?
                       "Capisco quel che vuol dire. Ci è già capitato di trovare
                       archivi pubblici, ma anche privati, chiaramente ripuliti.
                       Qualcuno era passato prima di noi. Però dove non arrivano
                       i documenti, arriva la memoria degli uomini. Ne abbiamo
                       sentiti tanti, tutti i ministri dell'Interno, siamo andati anche al
                       Quirinale da Scalfaro".
                       Come giudica l'atteggiamento di Cossiga?
                       "Cossiga ha detto cose molto importanti.
                       Contemporaneamente, la sua audizione è stata un'occasione
                       mancata. Lui è fautore della linea dell'oblio, tutto ciò che è
                       avvenuto va consegnato alla storia. Io dico che prima
                       bisogna accertare nei dettagli quel che è successo e solo
                       dopo si può storicizzarlo".