Almanacco dei misteri d' Italia


Strage di Peteano
le notizie del 2003
27 aprile 2003 - A ROMA SPETTACOLO 'TEATRINO DEL RIFO' SU PETEANO
"Il Corriere della sera" edizione di Roma
IL CASO / Va in scena domani "una fiaba friulana"
Peteano, una storia di dolore e morte nell'Italia dei misteri e dell'oblio
"Un racconto nero con Pinocchio in fuga da Mangiafuoco, manipolatore delle coscienze"
Il teatro ricorda un pezzo di storia italiana. "Peteano, una fiaba friulana" di e con Giorgio Monte, Manuel Buttus e Gigi Del Ponte, sarà in scena da domani alla Casa delle Culture. Lo spettacolo racconta un terribile fatto di cronaca, del 31 maggio 1972: una cinquecento imbottita di tritolo salta in aria, muoiono tre carabinieri giunti sul posto, allertati da una telefonata anonima. "Il nostro spettacolo - spiegano gli autori e protagonisti - è un racconto che nasce dalla necessità di restituire una storia che ci sta a cuore". Si ripercorre così il periodo di buio civile e di dolore seminato in Italia: la strategia della tensione che tra il '69 e l'84 causò 149 morti e 728 feriti. Lo spettacolo ha debuttato lo scorso anno, nel trentennale della strage. "Il dramma diventa una bussola - dicono ancora gli autori - per tentare di trovare l'orientamento tra i misteri della lunga ed eterna notte italiana: per meditare su quanto oggi abbia ancora senso il significato di memoria. In uno Stato democratico dove, purtroppo, si tende a dimenticare e a minimizzare, dove spesso si finge che niente sia accaduto. Quasi fossero delle fandonie: delle fiabe". E verso una fiaba dai contorni "neri" piega anche il racconto del Teatro del Rifo, che riadatta la favola di Pinocchio. In scena arriverà il burattino in fuga dal teatrino di Mangiafuoco, che manipola e controlla le coscienze. Un Pinocchio-burattino intenzionato a essere di nuovo "un ometto". Per recuperare una coscienza civile. Un'impresa non semplice visto che sul suo cammino incontrerà il Gatto e la Volpe, loschissimi e violenti, in agguato in uno spettrale "Boschetto delle tracce spostate". "È il simbolo - aggiungono i tre protagonisti - di quanto non ci è stato detto, ci è stato nascosto: depistatori d'indagini, confessioni, servizi segreti, servizi segreti paralleli, omissioni, intrighi nazionali e internazionali. Ma soprattutto, e per noi sovrasta ogni cosa, Peteano è una storia di dolore, di morte".
Domani, alle ore 18 è anche previsto un dibattito con alcuni dei protagonisti della vicenda. Ci sarà anche il giudice Felice Casson che seguì le indagini e portò alla scoperta di Gladio, una struttura agli ordini dei servizi segreti italiani e della Cia.
CASA DELLE CULTURE META-TEATRO ore 21,
da domani fino al 4 maggio,
via San Crisogono 45,
tel. 06.58333253 - 06.58157182

13 luglio 2003 - STRAGE PETEANO: NO GIUDICI TRASFERIMENTO CICUTTINI IN SPAGNA
ANSA
Un ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'appello di Venezia di negare la richiesta di trasferimento nelle carceri spagnole e' stato presentato dall'avv. Enzo Fragala' per conto di Carlo Cicuttini, il neofascista condannato all'ergastolo per la strage di Peteano. Due mesi dopo l'estradizione dalla Francia, Cicuttini aveva chiesto di poter scontare la pena in Spagna, dove risiede la moglie, sulla base di quanto stabilito dalla convenzione tra gli stati dell'Unione Europea entrata in vigore nel 1988. Nel respingere la richiesta di espiazione della pena in Spagna, i giudici lagunari, secondo quanto riportato oggi dai quotidiani veneti del gruppo Finegil, avrebbero motivato la decisione con il rischio che Cicuttini possa godere nel Paese iberico di un'amnistia.
Per Fragala' la decisione dei giudici veneziani "poggia su basi incredibili e su una circostanza inesistente, e cioe' che la Spagna abbia amnistiato il reato di strage". La richiesta, sulla quale aveva espresso parere favorevole anche il ministro Castelli, era stata avanzata - spiega il legale del neofascista - sulla base della convenzione di Bruxelles, "seguita da tutti i Paesi europei e applicata anche dagli Usa nel caso Baraldini". La convenzione - ribadisce Fragala' - non prevede discriminazioni "rispetto al reato o al tipo di condannato". "La Corte d'appello di Venezia - accusa il legale - si e' arrogata un potere di discrezionalita' che la convenzione non consente".
 
 


@ scrivi all' almanacco dei "misteri d'Italia"

Le notizie del 2002
Altri misteri

Fontana
Agca
Pecorelli
Calabresi
Mafia
P2
Autobombe
Suicidi
Ustica
Bologna
Treni
Brescia
Questura
Gladio
Varie
Moro
Cronologia
 Biagi-D'Antona
Ultimissime
 Sinistra
Links
Destra
Documenti
Homepage