Almanacco dei misteri d' Italia


L' attentato alla Questura di Milano
le notizie del 2004
15 marzo 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: IN AUTUNNO NUOVO PROCESSO APPELLO
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: IN AUTUNNO NUOVO PROCESSO APPELLO
Si svolgera' in autunno (la data non e' ancora stata fissata) il nuovo processo d'appello per la strage avvenuta 31 anni fa davanti alla Questura di Milano. La vicenda giudiziaria presenta un percorso che ricorda quello della strage di Piazza Fontana, il cui processo d'appello si e' concluso la scorsa settimana con l'assoluzione dei tre principali imputati, condannati in primo grado all'ergastolo.
Anche il caso relativo alla bomba scagliata il 17 maggio 1973 (4 morti e una quarantina di feriti) da Gianfranco Bertoli contro la gente che usciva dalla Questura dopo la commemorazione del commissario Luigi Calabresi, ucciso in un agguato un anno prima, si era chiuso in primo grado con la condanna di coloro che avrebbero collaborato con Bertoli, arrestato nell' immediatezza dell'attentato e subito condannato, ma in appello la corte aveva ribaltato la decisione, disponendo una assoluzione generale.
Contro questo verdetto il sostituto procuratore generale, Laura Bertole' Viale, che aveva rappresentato la pubblica accusa anche nel giudizio di secondo grado per Piazza Fontana, aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione, e le sue argomentazioni erano state accolte con conseguente annullamento della sentenza assolutoria e rinvio degli atti a Milano per la fissazione di un nuovo processo davanti ad un altro collegio della corte d'assise d'appello, il cui presidente Camillo Passerini disporra' tra qualche tempo la messa a ruolo.
Nel frattempo, non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza d'appello con la quale sono stati assolti Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni per la strage di Piazza Fontana, Laura Bertole' Viale avra' 45 giorni di tempo per preparare e depositare il ricorso alla Suprema Corte.

17 maggio 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: TRENTUNESIMO ANNIVERSARIO
ANSA:
QUESTURA MILANO: ALBERTINI, ATTESA GIUSTIZIA NON VIENE MENO
RICORDATO IL TRENTUNESIMO ANNIVERSARIO DELLA STRAGE
"Trentuno anni dopo e lo stesso sconcerto per una verita' che non si riesce ad appurare del tutto. Milano ricorda e commemora, ma conserva una attesa di giustizia che non e' mai venuta meno". Cosi' il sindaco di Milano Gabriele Albertini ha commentato la sua partecipazione alla cerimonia in ricordo delle vittime della strage di via Fatebenefratelli del 17 maggio 1973.
Una delegazione composta dal Presidente della Provincia Attilio Fontana, dal sindaco Albertini, dal Prefetto Bruno Ferrante, dal presidente dell'Anpi di Milano Tino Casali, dai segretari cittadini di Cgil Cisl e Uil e naturalmente dal Questore di Milano Paolo Scarpis ha deposto corone di alloro sotto la lapide che in via Fatebenefratelli ricorda le quattro vittime della bomba a mano lanciata verso un capannello di curiosi per la visita del Ministro dell'Interno Mariano Rumor. Altre corone sono state deposte davanti al busto che, all'interno della questura, ricorda un'altra vittima del terrorismo, il commissario Luigi Calabresi.
L'attentatore, Gianfranco Bertoli fu immediatamente catturato ed e' stato poi condannato all'ergastolo. Per quanto riguarda i mandanti, invece, dopo una prima condanna di esponenti di Ordine Nuovo, i giudici d'Appello hanno assolto tutti gli imputati, ma la sentenza e' stata riformata dalla Corte di Cassazione che ha disposto un nuovo processo.
Tra i testimoni oculari della strage c'e' anche l'attuale Questore di Milano. "Quel giorno - ricorda Scarpis - io, allora un giovane tenente, ero li', proprio davanti quelle vetrine all'angolo della strada. Non posso dimenticare i corpi straziati sul marciapiede ne' la confusione, sul marciapiedi di fronte, seguito all'immediata cattura dell'attentatore. Si tratta di uno di quei fatti che coincisero col momento piu' buio per Milano".

18 maggio 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: A NOVEMBRE PROCESSO BIS
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: A NOVEMBRE PROCESSO BIS
Si svolgera' a novembre (la data esatta deve ancora essere fissata dal presidente della Corte d' Assise d' Appello Camillo Passerini) il processo bis di secondo grado nei confronti dei presunti mandanti della strage del 17 maggio di 31 anni fa davanti alla Questura di Milano in occasione della commemorazione dell'uccisione del commissario Luigi Calabresi avvenuta esattamente un anno prima.
Ieri si era svolta, alla presenza del sindaco di Milano, Gabriele Albertini, una cerimonia a ricordo delle vittime. Per quella bomba lanciata da Gianfranco Bertoli, morirono quattro persone e altre 35 rimasero ferite. L'esecutore materiale fu arrestato subito dopo e condannato all'ergastolo, mentre altre cinque persone furono in seguito coinvolte come corresponsabili della strage, ma l'anno scorso il processo d'Appello si concluse con la loro assoluzione.
Contro la sentenza il sostituto Procuratore Generale Bertole' Viale presento' ricorso che la Corte di Cassazione accolse, annullando la sentenza assolutoria e rimandando gli atti a Milano per un nuovo giudizio che prendera' il via appunto il prossimo novembre.

19 luglio 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO, NUOVO PROCESSO A NOVEMBRE
ANSA:
STRAGE 1973 QUESTURA MILANO, NUOVO PROCESSO A NOVEMBRE
Comincera' il 10 novembre, davanti alla prima Corte d'Assise d'Appello, il nuovo processo per la strage, avvenuta il 17 maggio 1973 davanti alla Questura di Milano, allorche' Gianfranco Bertoli lancio' una bomba a mano contro la gente che usciva dopo la cerimonia di commemorazione del commissario Luigi Calabresi, ucciso un anno prima.
L' esplosione avrebbe dovuto colpire l'allora ministro Mariano Rumor la cui auto pero' si era gia' allontanata: nello scoppio morirono quattro persone e parecchie altre rimasero ferite. L' esecutore materiale della strage fu bloccato nell' immediatezza del fatto, processato e condannato all' ergastolo. In aula, Bertoli, poi morto, si defini' anarchico individualista ed escluse il coinvolgimento di altre persone, circostanza emersa poi da successive indagini secondo le quali ad organizzare l'attentato sarebbero stati elementi vicini al gruppo di estrema destra veneto 'Ordine nuovo'.
Le persone indagate poi in questa direzione, vennero condannate all' ergastolo in primo grado, ma in appello fu disposta una assoluzione generale. Questa decisione venne impugnata dal sostituto procuratore generale, Laura Bertole' Viale, il cui ricorso venne sostanzialmente accolto dalla Corte di Cassazione che annullo' la sentenza di secondo grado nei confronti del medico veneziano Carlo Maria Maggi, di Giorgio Boffelli e di Francesco Neami, che dovranno ricomparire il 10 novembre davanti ai giudici. Non ci sara' invece il colonnello Amos Spiazzi la cui assoluzione e' stata confermata dalla Cassazione.

10 novembre 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: INIZIATO NUOVO PROCESSO
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: INIZIATO NUOVO PROCESSO
Con la relazione del giudice Ferdinando Pincioni e' cominciato oggi davanti alla prima Corte d' Assise d' Appello il quarto processo per la strage avvenuta il 17 maggio 1973 davanti alla Questura di Milano.
Dei tre imputati a giudizio uno e' temporaneamente uscito dalla causa avendo la corte deciso di sottoporlo a perizia psichiatrica per accertarne la capacita' di stare in giudizio. Si tratta di Giorgio Boffelli, che come gli altri due imputati, Carlo Maria Maggi e Francesco Neami, era stato condannato in primo grado all' ergastolo per concorso nella strage attuata da Gianfranco Bertoli, il finto anarchico arrestato subito dopo il fatto, condannato all'ergastolo e morto alcuni anni fa.
La bomba venne lanciata fra la gente che usciva dalla Questura dopo la commemorazione del commissario Luigi Calabresi, ucciso in un attentato un anno prima.
L' ordigno avrebbe dovuto colpire l' allora ministro Mariano Rumor la cui auto pero' era gia' uscita e si trovava lontano.
In appello la situazione processuale fu ribaltata con una assoluzione generale contro la quale fece ricorso alla Corte di Cassazione il sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale, le cui argomentazioni furono accolte, la sentenza di secondo grado annullata e gli atti rimandati a Milano per un nuovo giudizio.
I quesiti per la perizia saranno formulati nel corso della prossima udienza, il 18 novembre, mentre comunque il processo proseguira' per gli altri due imputati.
Nell' attentato morirono quattro persone ed altre 40 rimasero ferite.
I tre ora a giudizio sono accusati di avere contribuito all' organizzazione dell'attentato.
L'udienza e' stata interamente assorbita dalla relazione del giudice Ferdinando Pincioni, quindi i lavori sono stati aggiornati a domani per proseguire il processo nei confronti di Maggi e Neami.
Domani saranno formulate le richieste delle parti. Dovrebbe essere chiesta una parziale rinnovazione del dibattimento per ascoltare alcune testimonianze, tra cui quella del pentito Martino Siciliano; sara' poi la corte a decidere sulle varie istanze. Oggi dei tre imputati era presente soltanto Neami.

11 novembre 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: CHIESTA TESTIMONIANZA COSSUTTA
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: CHIESTA TESTIMONIANZA COSSUTTA
La testimonianza di Armando Cossutta, presidente del Pdci, e' stata chiesta dalla difesa nel nuovo processo d'appello cominciato ieri per la strage compiuta da Gianfranco Bertoli, il 17 maggio di 31 anni, fa davanti alla Questura di Milano.
Cossutta dovrebbe testimoniare in relazione ad un'intervista pubblicata anni fa ad un militante comunista che sarebbe venuto a conoscenza di alcuni particolari sulla strage da un amico, abitante a Milano. L'uomo si sarebbe confidato anche con i dirigenti comunisti milanesi di allora, l'unico ancora in vita dei quali e' l'attuale presidente del Pdci.
I difensori dei due imputati rimasti a giudizio, Francesco Neami e Carlo Maria Maggi (la posizione del terzo, Giorgio Boffelli, e' stata stralciata ieri per disporre su di lui una perizia psichiatrica), hanno invitato la Corte d'Assise d'Appello a sentire anche alcuni israeliani che all'epoca dell'attentato si trovavano in Israele con Bertoli e di riavviare una rogatoria con la Francia per riscontrare alcune circostanze.
Da parte sua il sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale, che rappresenta la pubblica accusa in aula, ha sostenuto la necessita' di ascoltare il pentito Martino Siciliano e di convocare come testi due ex poliziotti di Mestre, mentre l'avvocato Federico Sincato, patrono di parte civile, ha indicato come testi da citare Piera Fogliani e due collaboratori dei servizi segreti. Su queste istanze dovra' decidere la corte che forse gia' in giornata potrebbe ritirarsi in camera di consiglio per valutarle.

STRAGE QUESTURA MILANO: RESPINTE RICHIESTE DI TESTIMONIANZE
Dopo poco piu' di un'ora di camera di consiglio, la corte ha respinto tutte le richieste di audizioni testimoniali.
Non saranno quindi convocati in aula per essere sentiti Armando Cossutta, il pentito Martino Siciliano e gli altri testi indicati dalla pubblica accusa, dalla difesa e dalla parte civile. Accolte solo le richieste di acquisizione documentali.
A questo punto nel corso della prossima udienza, fissata per il 16 novembre, comincera' la discussione della causa con gli interventi della parte civile e poi del sostituto procuratore generale, Laura Bertole' Viale.

16 novembre 2004 - PROCESSO STRAGE QUESTURA MILANO: VERSO REQUISITORIA
ANSA:
PROCESSO STRAGE QUESTURA MILANO: DOMANI REQUISITORIA
E' attesa domani la requisitoria del sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale al quarto processo per la strage avvenuta il 17 maggio di 31 anni fa davanti alla Questura Milano, dove il terrorista Gianfranco Bertoli lancio' una bomba tra la gente che usciva dopo la cerimonia di commemorazione del commissario Luigi Calabresi ucciso in un agguato un anno prima.
Oggi davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano si sono svolti gli ultimi interventi dell' accusa privata.
Lo scoppio uccise quattro persone e ne feri' una quarantina. Bertoli venne arrestato nell'immediatezza del fatto e processato e condannato. Disse di avere agito da anarchico individualista ma non fu creduto.
Ora a giudizio ci sono Carlo Maria Maggi e Francesco Neami, accusati di aver collaborato con l'organizzazione dell'attentato che, in realta', avrebbe dovuto colpire l'allora ministro Mariano Rumor gia' uscito dalla questura al momento del lancio della bomba.
L'udienza di oggi e' stata quasi interamente occupata dall' intervento dell'avvocato Federico Sinicato, patrono di parte civile per la famiglia di una delle vittime. Il legale era stato preceduto dal collega Corso Bovio in rappresentanza del Comune di Milano. Entrambi hanno invitato la Corte a valutare le prove contenute nel fascicolo, condannando gli imputati e disponendo la conferma dei risarcimenti che erano stati fissati in primo grado. In serata i lavori sono stati sospesi. Riprenderanno domani con la requisitoria del sostituto procuratore generale.

17 novembre 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: PG CHIEDE ERGASTOLO PER MAGGI E NEAMI
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: PG, ERGASTOLO PER MAGGI E NEAMI
CONCLUSA REQUISITORIA AL QUARTO PROCESSO
Per la rappresentante della pubblica accusa non ci sono dubbi: Carlo Maria Maggi e Francesco Neami, gli ultimi due imputati rimasti a giudizio nel quarto processo per la strage avvenuta davanti alla Questura di Milano il 17 maggio 1973 (quattro morti e una quarantina di feriti), sono responsabili di avere partecipato all'organizzazione dell' attentato e devono essere condannati.
L'intera udienza di oggi e' stata occupata dalla requisitoria del sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale che, dopo la ricostruzione del fatto, ha cominciato ad esaminare oltre 30 anni di indagini, testimonianze e circostanze emerse a conferma dell'esistenza di un progetto esecutivo negli ambienti dell'ultradestra per compiere l'attentato. Un attentato che avrebbe dovuto colpire l'allora ministro Mariano Rumor il quale aveva partecipato alla commemorazione del commissario di pubblica sicurezza Luigi Calabresi, ucciso in un agguato un anno prima. Ma quando Gianfranco Bertoli lancio' la bomba che causo' la strage, Rumor era gia' uscito dalla Questura.
Alla fine del suo intervento, Laura Bertole' Viale ha invitato la corte a confermare la condanna all'ergastolo decisa in primo grado e poi cancellata in appello: questo sulla base di una convergenza "inequivocabile" di indizi probatori che escludono il gesto di un anarchico individualista come si era definito, dopo l'arresto, Bertoli.
In aula oggi non c'era nessuno dei due imputati. Domani la corte formulera' i quesiti ai periti che dovrebbero svolgere l'accertamento peritale su Giorgio Boffelli, il terzo imputato rimasto a giudizio dopo la decisione della corte di Cassazione di annullare la sentenza assolutoria di secondo grado e la cui posizione e' stata stralciata per stabilire se lo stesso sia in grado di rimanere nel giudizio malgrado le condizioni di salute precarie.
Sempre domani dovrebbero cominciare gli interventi difensivi dei legali di Maggi e Neami, destinati a proseguire il 23 novembre. Poi sara' emessa la sentenza.

18 novembre 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: INIZIATE ARRINGHE DIFENSIVE
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: INIZIATE ARRINGHE DIFENSIVE
Al processo d'appello per la strage compiuta da Gianfranco Bertoli, il 17 maggio 1973, davanti alla Questura di Milano (quattro morti e una quarantina di feriti), oggi sono iniziate le arringhe difensive.
Per buona parte della mattina e del pomeriggio ha parlato l'avvocato Paolo Tebaldi, difensore del medico veneziano Carlo Maria Maggi, accusato di concorso nella strage insieme a Francesco Neami.
Per l'occasione Carlo Maria Maggi si e' presentato in aula ed ha assistito all'intervento del difensore che ha cercato di scardinare l'impostazione accusatoria attraverso la quale, ieri, il sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale aveva chiesto la conferma dell'ergastolo per i due imputati.
La pena, inflitta in primo grado, era stata poi cancellata in appello. L'arringa dell'avvocato Tebaldi, ad un certo punto, si e' interrotta per far parlare il difensore di Neami, Petringa Nicolosi, che a sua volta ha chiesto l'assoluzione del suo assistito. L'avvocato Tebaldi concludera' il suo intervento il 23 novembre.
Sempre nell'udienza di oggi la corte ha formulato i quesiti ai periti che, nel giro di novanta giorni, dovranno svolgere l'accertamento psichiatrico su Giorgio Boffelli (terzo imputato della causa, la cui posizione e' stata stralciata) e stabilire se lo stesso sia in grado di stare a giudizio. L'elaborato peritale dovra' essere depositato entro il 17 febbraio prossimo, e il 22 dello stesso mese la corte tornera' in aula per esaminare la posizione di Boffelli.

23 novembre 2004 - STRAGE QUESTURA MILANO: CONCLUSE ARRINGHE DIFENSIVE
ANSA:
STRAGE QUESTURA MILANO: CONCLUSE ARRINGHE DIFENSIVE
Con la conclusione dell'intervento dell'avvocato Paolo Tebaldi e l'arringa dell'avvocato Mauro Ronco si e' chiusa nel pomeriggio di oggi la discussione nel processo d'appello per la strage, avvenuta il 17 maggio di 31 anni fa, davanti alla Questura di Milano dove una bomba lanciata da Gianfranco Bertoli provoco' la morte di quattro persone e il ferimento di un'altra quarantina.
Entrambi i legali hanno parlato a favore del medico veneziano Carlo Maria Maggi, a giudizio davanti alla Corte d'assise d' appello insieme a Francesco Neami. Tebaldi e Ronco hanno cercato di scardinare il castello accusatorio innalzato dalla Procura generale e alla fine hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito.
Il processo continuera' il 29 novembre con le repliche, poi la corte decidera' quando entrare in Camera di consiglio per la sentenza.

1 dicembre 2004 - PROCESSO STRAGE QUESTURA MILANO: ASSOLTI I 2 IMPUTATI
ANSA:
PROCESSO STRAGE QUESTURA: CORTE IN CAMERA DI CONSIGLIO
La prima Corte d'Assise d'Appello e' entrata stamani in camera di consiglio per preparare la sentenza nel quarto processo per la strage, compiuta da Gianfranco Bertoli il 17 maggio 1973, davanti alla Questura di Milano, allorche' fu lanciata una bomba tra la gente che usciva dopo la commemorazione del commissario di pubblica sicurezza Luigi Calabresi, ucciso un anno prima in un attentato.
L'ordigno avrebbe dovuto colpire l'allora ministro degli Interni Mariano Rumor, la cui automobile pero' si era gia' allontanata. Lo scoppio provoco' la morte di quattro persone e il ferimento di un'altra quarantina.
In questa causa, che nasce da un ritorno del fascicolo dalla Corte di Cassazione, sono rimasti due imputati: Carlo Maria Maggi e Francesco Neami, per i quali il sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale ha chiesto l'ergastolo, pena che era gia' stata inflitta in primo grado ma poi ribaltata in appello con una assoluzione generale. La Cassazione accolse il ricorso della Procura generale e annullo' il verdetto assolutorio, rimandando gli atti a Milano per un nuovo processo nel quale all'inizio figurava anche un terzo imputato, Giorgio Boffelli, la cui posizione e' stata stralciata per effettuare su di lui una perizia psichiatrica e accertare se sia in grado di stare nella causa.
Stamani in aula gli imputati non hanno fatto dichiarazioni spontanee e la Corte si e' ritirata.
La sentenza dovrebbe essere emessa in giornata. Maggi e Neami, secondo il capo di imputazione, avrebbero fatto parte di un gruppo di estrema destra che organizzo' l'attentato eseguito da Bertoli. Quest'ultimo fu arrestato subito dopo l' episodio, processato e condannato. Disse di avere agito da anarchico individualista, ma non fu creduto e le successive indagini portarono all'incriminazione dei presunti mandanti, che hanno sempre negato l'addebito.

PROCESSO STRAGE QUESTURA: ASSOLTI I 2 IMPUTATI
I giudici della Corte d'Assise d'appello di Milano hanno assolto Carlo Maria Maggi e Francesco Neami per la strage alla questura di Milano del 17 maggio 1973. I giudici hanno cosi' confermato la sentenza del primo appello.
L'accusa aveva chiesto per entrambi la condanna all'ergastolo.
La sentenza e' stata letta dopo sei ore di camera di consiglio. I giudici hanno assolto i due imputati per non aver commesso il fatto, in base all'articolo 530 del codice di procedura penale.
Alla lettura della sentenza i due imputati non erano presenti in aula. Il sostituto procuratore generale Laura Bertole' Viale aspettera' ora le motivazioni per decidere su un eventuale nuovo ricorso alla Corte di Cassazione.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Questo processo d' appello bis si e' svolto interamente sulle carte, in quanto la Corte aveva respinto le istanze formulate dalle parti per ascoltare i testimoni, accogliendo invece le richieste di acquisizioni di documenti.
La parte civile, gli avvocati Federico Sinicato per i familiari di alcune vittime, e l' avvocato Corso Bovio per il Comune di Milano, avevano chiesto la condanna degli imputati formulando anche domanda di risarcimento, che non ci sara' essendo stata disposta l' assoluzione.
In attesa di valutare l' eventuale ulteriore ricorso in Cassazione, si puo' ricordare che alla Suprema Corte e' ancora pendente quello fatto dal Sostituto procuratore generale, Laura Bertole' Viale, contro l' assoluzione, disposta circa un anno fa, per gli imputati della strage di Piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969.

PROCESSO STRAGE QUESTURA:ASSOLUZIONE-BIS PER 2 IMPUTATI
DEI MORTI DEL MAGGIO '73 RIMANE RESPONSABILE SOLO BERTOLI
A distanza di oltre 31 anni rimane un solo colpevole per quella bomba a mano che uccise quattro persone e ne feri' piu' di 40 davanti alla Questura di Milano il 17 maggio 'del 73, poco dopo una cerimonia per commemorare il commissario Luigi Calabresi.
E' Gianfranco Bertoli, sedicente anarchico-individualista, morto alcuni anni fa, mentre oggi, dopo una camera di consiglio di sei ore, i giudici della Corte d'assise d'appello di Milano hanno assolto altri due imputati: l'ex ispettore per il Triveneto di Ordine Nuovo, il medico veneziano Carlo Maria Maggi, e l'ordinovista Francesco Neami. La loro posizione era tornata all'esame dei giudici milanesi dopo l'annullamento con rinvio dell'assoluzione nel precedente processo d'appello. Anche per un terzo imputato, Sergio Boffelli, la Suprema Corte aveva annullato l'ergastolo ma, nel corso di questo dibattimento, la sua posizione era stata stralciata per motivi di salute ed e' quindi ancora in attesa di una decisione.
Per Maggi e Neami il sostituto pg Laura Bertole' Viale aveva chiesto l'ergastolo, pena a cui erano stati condannati al termine del processo davanti ai giudici della Corte d'assise di Milano. Per i giudici di questo nuovo processo d'appello, basato unicamente sulle carte, perche' non sono stati ammessi nuovi testimoni, pero', i due vanno assolti per non aver commesso il fatto ma in base all'articolo 530 comma 2 del Codice di procedura penale, la formula assimilabile alla vecchia insufficienza di prove. Una formula che non spegne le residue speranze delle parti civili, alla ricerca, almeno, di una verita' storica. "Bisognera' leggere attentamente le motivazioni - ha spiegato uno dei legali dei famigliari delle vittime, Federico Sinicato -: puo' darsi che si dica che Digilio (uno dei collaboratori di giustizia su cui si basa l'inchiesta, ndr) non e' credibile, oppure che, con la decisione della Cassazione non e' piu' possibile ricostruire tutti i tasselli del mosaico e accertare le responsabilita". E bisognera' aspettare le motivazioni - per redigere le quali i giudici hanno preso 90 giorni di tempo - secondo Sinicato, "per capire quali conseguenze avra' questa sentenza sul processo d'appello per Piazza Fontana e sulle indagini sulla strage di piazza della Loggia a Brescia".
La Cassazione, infatti, aveva stabilito che le dichiarazioni rese da Digilio a Brescia nell'ambito di un lungo e complicato incidente probatorio nell'inchiesta sulla strage di piazza della Loggiam e riguardanti l'episodio della Questura di Milano fossero contraddittorie rispetto a quelle di tre anni prima raccolte a Milano. La Suprema Corte aveva stabilito, di conseguenza, che il racconto di Digilio, noto come l"armiere di Ordine Nuovo', non fosse utilizzabile nel nuovo processo d'Appello in tutta la parte in cui descriveva il presunto "indottrinamento", da parte degli imputati, di Bertoli, nella casa di via Stella, a Verona di proprieta' di Marcello Soffiati, altro neofascista scomparso. Bertoli, secondo l'ex capo dell'ufficio D del Sid, generale Gianadelio Maletti, a libro paga del Sifar (il servizio segreto militare sciolto nel '65) lancio' una bomba mano di fabbricazione israeliana e poi si fece arrestare, facendo professione di anarchia.
"La Cassazione ha ritenuto validi gli elementi di contorno sull'ambiente eversivo di estrema destra, ma non la vicenda di via Stella - ha commentato Sinicato -: la parte piu' pregnante".
 
 
 

 

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