ALMANACCO DEI "MISTERI D'ITALIA"

ultimo aggiornamento: 6 marzo 2000

 


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Strage alla Questura di Milano

Il fatto

 

Ore 10.57 del 17 maggio 1973: nel cortile della Questura di Milano si e' appena conclusa la cerimonia per commemorare il commissario Luigi Calabresi ad un anno dalla sua uccisione, presenti il ministro dell' Interno Mariano Rumor e il capo della polizia Zanda Loy . Mentre la gente e le autorita' stanno uscendo, dal marciapiedi di fronte all'entrata della Questura, in via Fatebenefratelli, un individuo alto e magro lancia in mezzo alla folla una bomba a mano Mark 2 israeliana di tipo ''ananas''. L' ordigno esplode sul marciapiede opposto, accanto al portone della questura. Muoiono Felicita Bertolazzi e Gabriella Bortolon, che erano andate in Qustura per rinnovare il passaporto, e gli agenti di polizia Giuseppe Fanzino e Federico Masarin, in servizio. Rumor e le altre autorita' sono gia' lontane. L'attentatore viene subito bloccato. E' Gianfranco Bertoli, sedicente ''anarchico individualista'', un veneto appena rientrato in Italia dopo un periodo in un kibbutz israeliano. Ha una A da poco tatuata su un braccio. In realta' Bertoli, che ha avuto parecchie condanne per furti, rapine, minacce, ubriachezza molesta e porto abusivo di armi, e' stato un informatore del Sifar e ha avuto stretti contatti con gli ambienti dell'estrema destra veneta. Un dossier su di lui si trovava tra le carte del commissario Calabresi. Il suo nome (o di un omonimo, come sostiene il Sisde) era anche nelle liste di Gladio.


 

 

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