LA REPUBBLICA
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Tre milioni di marchi 
l'ultimo giallo turco
Nascosti dal 1981 dovevano ricompensare Agca


ROMA (m.ans.) - Forse da qualche parte sono ancora nascosti tre milioni di marchi tedeschi promessi per uccidere il Papa. Nel marzo del 1981, a Zurigo, Ali Agca incontra Musa Celebi, capo fila dei Lupi grigi in Europa, il quale gli dice che la mafia turca ha stanziato la cifra di tre milioni di marchi, e che lui è stato scelto per portare a termine la delicatissima missione. È il secondo incontro fra i due, il primo era avvenuto nel dicembre 1980 a Milano. Questa volta Agca, che è stato in Bulgaria dove ha incontrato il boss mafioso Bekir Celenk, annuisce e se ne va. L'aprile seguente il Lupo grigio è a Maiorca, in Spagna. Da qui telefona a Celebi che si sposta da una capitale europea all'altra e gli dice: "Ho ricevuto i soldi, parto per l'Italia". Un mese dopo, il 13 maggio 1981, Mehmet Ali Agca, spara e ferisce in Piazza S. Pietro il Papa polacco.
Questa ricostruzione, in gran parte inedita e che sembra confermare, almeno parzialmente, la cosiddetta "pista bulgara", è basata su un rapporto dei servizi segreti turchi, il Mit, stilato nel 1982 e fatto uscire solo di recente sulla stampa di Istanbul. I tre milioni di marchi tedeschi pagati ad Agca, rivela il rapporto, provenivano da Celenk, braccio destro di Abusur Ugurlu, il "capo di tutti i capi" della mafia turca. Ugurlu morì in carcere in Turchia all'inizio degli Anni ottanta dopo essere stato rapito da un commando militare a Sofia, in Bulgaria. Celenk morì anch'egli in circostanze misteriose in un carcere ad Ankara. Secondo alcune ricostruzioni costui fece fuggire Agca, in prigione per aver ucciso il direttore di Milliyet, su ordine di Ugurlu, dallo stesso carcere dove l'attentatore è rinchiuso oggi a Istanbul. Con l'aiuto, si disse, dei militari. Celenk era la connessione tra la mafia turca e la Bulgaria nello scambio armi contro droga.