(Prima
di tre puntate) Il 27 giugno 1980, alle ore 20 e 59' locali, e cioè
alle 18.59Z (zulu, orario ufficiale NATO in Europa), un DC9 (I-Tigi, volo
India Hotel 870) della compagnia aerea Itavia interrompe bruscamente i
contatti radio e dopo qualche minuto di volo si inabissa nel mare di Ponza
con 81 persone a bordo. Così inizia uno dei "misteri" più
incredibili della storia italiana. Il 27 giugno 1980 non è un giorno
qualsiasi, la guerra fredda è al suo culmine e l'area del Mediterraneo
ne è il centro focale. È l'epoca delle "operazioni coperte".
Cosa successe quella sera? Tutti al momento hanno pronta una soluzione,
soluzione frutto di ragionamenti utilitaristici e finalizzati ad un vantaggio
pratico, politico o ideologico. Ma basare la ricostruzione di un fatto
storico su di un ragionamento è un metodo di indagine corretto?
Forse limitarsi a descrivere i fatti di cui si è a conoscenza può
dare risultati migliori.
Giochi
di guerra nel Mediterraneo...
Il 27 giugno
1980 sono in corso diverse operazioni militari, coperte e non, nel basso
Mediterraneo. Il giorno precedente era iniziato un massiccio rispiegamento
di 12 F4 Phantom del 347° stormo tattico di Moody, Georgia, in direzione
dell'Egitto, l'operazione "Proud Phantom", che comportava l'intervento
di numerosi velivoli di supporto (principalmente C141 Starlifter e C5 Galaxy)
dalle basi di Cannon, nel Nuovo Messico, e da Ramstein, nella Germania
Federale. L'operazione è datata 26 giugno, ma si tratta della data
di partenza dei velivoli dalla Georgia ed è ragionevole pensare
che il 27 giugno l'operazione fosse nel pieno del suo svolgimento. Oltretutto
per andare dalla Germania o dal Nord-Europa verso l'Egitto, è necessario
percorrere l'aerovia Ambra 13, la stessa del DC9 Itavia. Ambienti vicini
alle forze armate USA riferiscono del dispiegamento, oltre che dei Phantom,
anche di 12 F111, cacciabombardieri tattici (armati cioè di ordigni
nucleari tattici), destinati all'aeroporto di Cairo Ovest. Quella stessa
sera si notano 3 F111 Aarkward, in volo per basi italiane. Infatti, alle
18.38Z il controllo del traffico di Milano chiama il suo omologo a Roma
"Ho un Tretz 31, F111 da Lakenheath a Grazzanise. Fa il punto Corner a
270, ai 53". "Senti cancella il Tretz" è il contrordine di Milano.
"Ah, lo cancello?" chiede Roma. "Si, ciao" conferma Milano. Un piano di
volo cambiato all'ultimo momento. Alle 19.24Z, per il centro di controllo
di Roma la questione non è risolta, un ufficiale alza la cornetta
della diretta con Milano: "qui ci risulta una striscia di un F111 dall'Inghilterra
per Grazzanise. Sai niente che fine ha fatto?". "Mi dice il militare che
è andato ad Aviano", spiega il controllore milanese. "Perciò
qui una striscia è rimasta e un'altra no. Vabbé, grazie",
ragiona Roma ad alta voce. Tre minuti dopo, Roma chiama il controllo radar
di Napoli sulla linea riservata, quella relativa ai voli a bassa quota.
Roma indica che i radiofari di Ponza non sono funzionanti e poi chiede:
"voi forse avete un piano di volo in arrivo, Tretz 31 da Lakenheath". "Tretz
31 no, non l'abbiamo", risponde Napoli. "Allora benissimo: no! Siccome
è stato dirottato ad Aviano", spiega Roma. Ma come, c'era un cacciabombardiere
che doveva arrivare a Grazzanise e Napoli non ne sapeva niente? E che ci
fa un F111 a Grazzanise?
L'F111 è
un cacciabombardiere dotato di armi nucleari tattiche e ogni volta che
si sposta deve ottenere un'autorizzazione particolare, che per quel giorno
non è stata concessa. Inoltre la base di Grazzanise non è
attrezzata ad operare con gli F111. Negli stessi momenti, di conserva al
DC9 Itavia, viaggia un altro velivolo della stessa compagnia, il Bergamo
- Ciampino che non nota nulla di strano ("ho il collega in vista..."),
nessuno dei velivoli nascosti sotto il DC9 di cui si è sempre speculato!
Dietro di questo, per la precisione a 6 minuti di volo dal DC9 Itavia c'è
un 707 Air Malta che viaggia con alcuni minuti di ritardo (diciamo che
si dovrebbe trovare nella posizione invece occupata dal DC9 Itavia e che
rimarrà in questa sua condizione fino al momento dell'incidente).
Sull'Appennino tosco-emiliano c'è un aereo radar con volo circolare,
cioè operativo. A Venezia si è appena concluso il G7, e i
vari capi di stato sono in viaggio verso casa. Si è anche appena
conclusa un'esercitazione ("Patricia") sui cieli di Ponza, in cui caccia
inglesi si sono esercitati a rifornirsi in volo. Caccia francesi e di altre
nazioni sono in piena attività dalla base di Solenzara in Corsica
fino a tarda notte. Oltre a ciò sono in volo un T39 americano da
trasporto e alcuni P3 Orion in missione antisommergibile. Inoltre c'è
l'autorizzazione per il 26 giugno più 72 ore concessa ad un C130
libico a Venezia per la militarizzazione, che comunque non partirà
prima del mese di luglio.
...
e strane manovre sui cieli italiani
Alle 18,19Z
(I-tigi precipita alle 18,59Z) 6 miglia a sud dell'aeroporto di Grosseto
un velivolo (LL031) che vola supersonico (700 nodi) in direzione sud-ovest
(222^) lancia un codice di emergenza generale (7700) e dopo una "battuta
radar" sparisce dallo schermo (precipita?). Quando da Martinafranca chiederanno
di allertare il SAR di Grosseto, dopo le 19Z per l'incidente del DC9, questi
risponderanno che stanno cercando un aereo dell'aviazione generale precipitato
vicino all'isola d'Elba. Forse che i Piper volano a 700 nodi? Comunque
il magistrato ha dichiarato che su quell'allarme non è riuscito
ad avere nessuna spiegazione. Nella stessa zona, alla stessa ora, vengono
scrumblati (fatti alzare in volo in stato di emergenza per un'intercettazione,
ndr.) due F104 della base di Grosseto, uno monoposto con un allievo ai
comandi, l'altro biposto con due istruttori a bordo, Naldini e Nutarelli.
I jet militari rientrano poco dopo alla base lanciando allarme generale.
Nel 1987 il giudice istruttore decide di sentire i due istruttori, che
però muoiono entrambi nell'incidente di Ramstein la settimana prima
dell'interrogatorio. I piloti in questione sono nel frattempo divenuti
il comandante e il solista delle Frecce Tricolori, e sono i protagonisti
di un inspiegabile incidente, tuttora dai contorni oscuri.
La
traccia AJ024 appare nella THR di Marsala alle 17.45.20Z fino alle 18.13.51Z
per un totale di 22 battute. La traccia dopo la prima battuta è
identificata con cod. 46 Friendly. Si evince che il volo AJ024 è
un volo militare. Probabilmente, vista la posizione in cui nasce, decollato
dall'aeroporto militare di Trapani-Birgi (ma non si era detto che quella
sera non c'erano voli militari italiani?).
La
traccia AJ453 appare nella THR di Marsala dalle 18.12.38 alle ore 18.33.02,
per un totale di 21 registrazioni. La traccia è dotata di codice
transponder 0773 relativa ad un volo civile. Il volo AJ453 è classificato
cod. 56 Zombie, quindi velivolo non NATO su cui non è in atto una
azione tattica. Si nota che alle ore 18.21.24Z il codice cambia da 56 Zombie
a 76 Zombie. Alle 18.22.07Z a Marsala, importante base radar integrata
nel sistema NADGE (vedi box), si crea la traccia simulata AJ000 identificata
con cod. 64 - Intercettore. Dal posizionamento della traccia e dalla sua
direzione simulata appare chiaro che essa è destinata a calcolare
i parametri di intercettazione della traccia AJ453. Né potrebbe
essere altrimenti, visto che il cod. 76 è assegnato, nel corso dell'intera
giornata, unicamente alla traccia AJ453.
Un
Ufo accanto al Dc9 Itavia...
Nella THR
di Marsala acquisita agli atti (dalle ore 11,53Z del 27.6 alle ore 04,24Z
del giorno 28.6) esistono due tracce, AA450 - AJ450, che meritano di essere
analizzate. La prima appare dalle ore 14,22Z alle 14,29 del 27.6.1980 e
non è di interesse in quanto si svolge in orario molto lontano (circa
quattro ore) dall'evento. La seconda, invece, merita tutta la nostra attenzione.
AA450-AJ450 appare dalle 18,40Z alle 18,59Z e sparisce perciò praticamente
nello stesso istante in cui sparisce il segnale Trasponder del DC9 I-Tigi,
cioè nel momento in cui I-Tigi smette di comunicare il suo identificativo
(codice trasponder o codice SIF) alle basi di terra. La traccia rivela
un velivolo che procede con una velocità reale negativa (il primo
caso nella storia), a quote altissime, che rimane ferma per alcuni periodi
nello stesso punto (altro caso unico nella storia) e di cui si può
notare solo la discesa e non la salita.
L'esame
delle caratteristiche di questa traccia ha reso difficile la sua interpretazione,
che è stata:
- casuale
avvistamento di una nave a seguito di particolari effetti elettromagnetici.
Questa ipotesi è da scartare perché non esiste una nave che
si muova a 124 Km/h (!) - un pallone sonda. Anche questa ipotesi è
da scartare perché il vento in quota a 26.000 piedi (quota di volo
del DC9 Itavia) era di 100 nodi (180Km/h) ed è da presupporre che
a quote maggiori fosse su valori ancora maggiori. Quindi la velocità
al suolo di 124 Km/h è troppo bassa per un oggetto che servirebbe
proprio per analizzare i dati dell'atmosfera compresa la velocità
del vento. Inoltre se di pallone si tratta, da qualcuno dovrebbe comunque
essere stato lanciato. Dalle ricerche e dai riscontri effettuati, si è
stati in grado di stabilire che in quella data, a quella ora, e in quel
luogo, non era stato effettuato alcun lancio di palloni sonda. Inoltre,
ad ulteriore riprova dell'inconsistenza dell'ipotesi pallone sonda, dovrebbe
essere stata registrata anche la salita oltre che la discesa (e ciò,
inspiegabilmente, non è avvenuto). Ancora, non si capisce perché
la traccia sparisca dopo essere rimasta immobile per 140 secondi a 36.973
piedi - un disturbo causato dal Radio-Sole, cioè dalle emissioni
elettromagnetiche del disco solare. Anche questa ipotesi è da scartare,
in quanto esaminando i falsi plot creati dal radio sole sul radar di Ciampino
si nota che i falsi plot sono sempre maggiori di uno (da 4 falsi plot ad
ogni giro d'antenna a 30 fasi plot ad ogni giro d'antenna) - una persistante
interferenza elettromagnetica. Quindi una particolare condizione naturale
o artificiale per cui al radar appare un oggetto che in realtà non
c'è. Oppure un oggetto che esiste ma si trova da un'altra parte.
...
o una manovra di guerra elettronica?
L'ultima
ipotesi appare onestamente la più credibile. Del resto già
nel secondo conflitto mondiale gli alleati utilizzavano le "chaffs", sottili
strisce d'aluminio, per creare false immagini sugli schermi radar della
difesa tedesca allo scopo di rendere difficoltoso il "vettoramento" (l'analisi
della consistenza, della velocita', direzione e quota) delle gigantesche
formazioni di bombardieri che si recavano sulla Germania. Con un salto
ai nostri giorni possiamo ricordare l'intervento dei bombardieri USA tipo
F117 Stealth nella Guerra del Golfo o sui cieli del Kosovo o gli ancora
più efficenti B2 e F22. Per cui, nel nostro caso, dovremmo analizzare
se la traccia AA450-AJ450 possa essere dovuta sì ad una interferenza
elettromagnetica, ma generata da chi e per quale scopo. E dovremmo essere
in grado di analizzare il livello tecnologico di chi può aver generato
l'interferenza rispetto a chi ha subito tale interferenza. C'è poi
da pensare che il livello tecnologico in funzione anti-Jamming o anti-Deception
delle apparecchiature di Marsala e più in generale della difesa
aerea italiana non fosse proprio all'ultimo grido della tecnologia militare.
E questo per il cronico ritardo, non dovuto certo alle Forze Armate, con
cui vanno avanti in Italia i programmi di aggiornamento dei sistemi d'arma.
L'esame
della traccia AA450-AJ450 ha svelato inoltre altre significative incongruenze,
che non si intende qui presentare in quanto di difficile interpretazione
per i non tecnici. Comunque un fatto è certamente degno di nota:
già alla prima battuta la traccia in questione è dotata di
velocità e direzione, parametri che possono essere calcolati solo
in presenza di almeno due echi radar il che si potrebbe spiegare solo se
la traccia AA450-AJ450 fosse stata inviata già "inizializzata" (da
un altro sito radar) e dotata di tutti i parametri di volo. Ma in questo
caso dovremmo essere in grado di riconoscere, in posizione congruente,
una traccia magari con un nominativo diverso ma correlabile con AA450-AJ450.
Queste anomalie rendono necessario un ulteriore approfondimento, che si
farà a suo luogo nei limiti delle scarne letterature disponibili
sull'argomento, per valutare la possibilità che la traccia AA450-AJ450
appaia diversa da ciò che è realmente a causa di un'operazione
di guerra elettronica.
Volo
India-Hotel 870.
Gli ultimi
minuti sui radar Dopo aver notato questa traccia così "strana" da
non poter essere classificata assolutamente come un "caso", passiamo all'analisi
dei momenti precedenti e concomitanti alla perdita del DC9 Itavia. Al riguardo
ci possono essere molto utili alcuni documenti. Il primo è la ricostruzione
fatta dal perito Dr. Miggiano, il secondo sono le perizie preparate dal
Gen. Cinti e dall'Ing. Di Stefano, consulenti tecnici di parte civile (Itavia).
Infine, è utile anche avvalersi di quanto si trova nella sentenza-ordinanza
del giudice Priore.
Alle
18.20.26Z, I-Tigi chiama sulla frequenza 124.2 il radar di Ciampino:
I-Tigi:
"Buonasera radar di Roma, è l'IH870"
Roma: "Buonasera
anche a lei, 870, inserisca 1136 ed è autorizzato a Palermo via
Bolsena - Puma - Latina Ponza - A13"
I-Tigi:
"1136 sta arrivando per lei, a Palermo come da piano di volo, è
su Firenze, praticamente, mantiene 190"
Il volo
procede senza grossi problemi, c'è un forte vento da ovest e il
principale, ma tutto sommato molto relativo, problema è dato dal
fatto che la maggior parte dei radio-fari quella sera sono spenti.
Seguiamo
ora la ricostruzione del Dr. Miggiano. "Alle 20.53.33 locali (18.53.33Z)
il capo sorveglianza (di Marsala, nda) inizializza manualmente la traccia
AA421 (poi consolidata in AJ421) relativa al DC9 I-Tigi. La traccia è
registrata sull'Ambra 13, 150 miglia nautiche a Nord di Marsala, mentre
si dirige verso sud. Ma, prima ancora di premere il bottone che richiede
la quota, il capo sorveglianza ne preme un altro: Urgent Id. Questo bottone
dà luogo alla procedura più veloce di richiesta di identificazione
di una traccia esistente nei sistemi Nadge. Infatti, come mostra il Tabulato
Console, quando il capo sorveglianza preme quel bottone, contemporaneamente
il computer passa la richiesta di identificazione alla Console dell'identificatore,
facendo immediatamente accendere la relativa spia luminosa. Esistono altre
procedure di richieste di identificazione da parte del sistema e del capo
sorveglianza, che impiegano da alcuni secondi ad un massimo di dieci per
"passare" sulla Console dell'identificatore. Ma per quei plot grezzi che
appaiono sull'Ambra 13, il capo sorveglianza adotta questa procedura d'urgenza.
Ed è il solo caso in cui, dall'inizio del turno (ore 20 locali)
alla prima interruzione delle registrazioni (21.04) quel bottone viene
spinto. Quaranta secondi dopo la richiesta di identificazione urgente,
l'identificatore classifica la AJ421 come traccia friendly e rimane per
mezzo minuto agganciato ad essa.
La
traccia AJ421, inizializzata dal capo sorveglianza e da questo `passata'
al tracciamento automatico, continua intanto ad essere seguita automaticamente
dal sistema Nadge. Lo stesso sistema Nadge, alle 20.54 (locali), provvede
a mandare automaticamente in cross tell la traccia del DC9 a Poggio Ballone
(GR) e ad un altro centro Nadge all'epoca non identificato con certezza.
Ore
20,59. Qualcuno registra un segnale anomalo Si arriva così, dopo
la richiesta di identificazione immediata e al blocco dell'invio della
traccia a Poggio, al terzo punto relativo alla traccia del DC9. Si tratta
del minuto che precede le ore 21.00 (ora locale). Minuto che - per quanto
riguarda il DC9 - comprende l'accensione per due volte della spia di bassa
qualità traccia sulla Console del capo sorveglianza e il tentativo
fatto da quest'ultimo, tra la prima accensione e la seconda, di aggiornare
la posizione della traccia (Position Update), per aiutare il sistema a
continuare il tracciamento automatico".
Alle
18.58.470Z (zulu, orario Nato) la traccia AJ421 è ancora registrata
con qualità 7 e codice SIF 1136.
Alle
18.59.457Z si accende la spia di "bassa qualità" in quanto la qualità
della traccia è scesa a 2 (si accende automaticamente la spia di
"Low Quality").
Questo
significa che l'ultimo plot sintetico corrispondente al plot grezzo è
stato quello delle 18.58.470Z. Infatti per scendere da qualità 7
a qualità 2 occorrono circa 59 secondi (cinque battute o giri d'antenna
con periodo di 11,63 sec. ciascuna).
Alle
18.59.544Z (dopo appena 9 secondi) l'operatore TPO aggiorna manualmente
la traccia e riporta la qualità ad un valore 7 (quindi necessariamente
la riaggancia ad un plot grezzo).
Ci
spiega Miggiano che "alle 20.59.05L il capo sorveglianza aggancia (HOOK)
la traccia e ci rimane sopra per mezzo minuto, in quei trenta secondi la
traccia scade da qualità 6 a qualità 3 e ciò appare
in tempo reale sul display TOTE aggiuntivo. Alle 20.59.45L, mentre la AJ421
si trova a 25 mila piedi e a circa 100 miglia nautiche a Nord del radar,
si accende sulla Console del capo sorveglianza la spia di bassa qualità
relativa a questa traccia. Quattro secondi dopo il capo sorveglianza preme
il tasto `Sequence' e si trova riagganciato alla AJ421. In cinque secondi
il capo sorveglianza osserva la traccia sintetica e i plot grezzi che appaiono
sul video e posiziona il cursore video (un cerchio) attorno ad un plot
grezzo. Alle 20.59.54L il capo sorveglianza preme il tasto di aggiornamento
posizione e poi rimane per un minuto agganciato alla AJ421".
Gli
importanti (e sottovalutati) rilievi dell'analisi Miggiano È questa
una analisi - prescindendo allo stato dal valore che le si deve attribuire
- ben diversa da quelle che sinora erano state presentate nell'inchiesta.
Sicuramente molto più approfondita delle altre, sicuramente compiuta
da tecnico di grande preparazione. Una analisi con la quale le successive,
in metodologia, si dovranno confrontare e si conformeranno.
"La
AJ421 è l'unica traccia che perde di qualità mentre si trova:
(i) oltre la zona mascherata; (ii) entro la portata del radar; (iii) in
piena visibilità radar per la sua posizione e quota; (iv) su un'aerovia.
È quindi normale - si deve concordare con il consulente - che, in
questo contesto, l'abbassamento di qualità della traccia del DC9
preoccupi il capo sorveglianza." - il dr. Miggiano è il primo che
scopre questa preoccupazione, giacché sino al suo elaborato si era
sempre sostenuto che nessun evento aveva cagionato preoccupazioni e così
la serata era stata del tutto tranquilla e l'incidente era stato "un fulmine
a ciel sereno".
"E
questa non è una supposizione logica. È per come si comporta
che il capo sorveglianza appare incuriosito e preoccupato".
"D'altronde
se non fosse preoccupato quel TPO, dopo aver fatto l'aggiornamento, sarebbe
passato subito ad altra traccia. Invece rimane per un minuto agganciato
alla traccia del DC9.
Nel
corso di quel minuto il display aggiuntivo (TOTE) della Console del TPO,
mostra il secondo scadimento della qualità della traccia: in tempo
reale la traccia scade da qualità 6 a 2. Nel corso di quel minuto
la spia di bassa qualità sulla sua Console si accende per altre
due volte, in relazione ad altre tracce, ma il capo sorveglianza non si
sgancia dalla traccia del DC9".
"Alla
fine di quel minuto - continua con la precisione che si poteva avere all'epoca
- alle 21.00.43.3 locali, sulla Console del capo sorveglianza si accende
un'altra spia di importanza maggiore, la spia di traccia persa relativa
alla zombie AJ411. Come è stato più volte detto, per la Difesa
Aerea le tracce zombie sono più importanti di altre. Eppure il capo
sorveglianza rimane per altri dieci secondi ancora agganciato alla traccia
del DC9. E in quei dieci secondi si accende per la seconda volta la spia
di bassa qualità sulla AJ421. Solo qualche secondo dopo la seconda
accensione il capo sorveglianza torna, con un Sequence, alle priorità
militari della traccia AJ411.
Mentre
il capo sorveglianza è impegnato con la traccia AJ411 e poi con
la AJ450 (traccia anomala), la traccia del DC9 è alle `ultime battute'.
Alle 21.01.13L è il secondo inseritore (la cui Console è
diventata attiva solo alle 20.59 locali) che aggancia (HOOK) la AJ421.
Alle 21.01.16, il capo sorveglianza, con un Sequence, si aggancia di nuovo
alla AJ421. Alle 21.01.18L la traccia del DC9, mentre sia il capo sorveglianza
che il secondo inseritore sono agganciati ad essa, scompare dai loro e
da tutti i monitor del sistema Nadge, perché cancellata dal sistema".
Alcuni
"buchi" del sistema NADGE
Questo
consulente di parte civile rileva poi che, nel corso delle attività
peritali, i consulenti degli imputati hanno avanzato un altro argomento
per sostenere la propria ipotesi di un capo sorveglianza per nulla preoccupato
per la perdita di qualità della traccia dell'AJ421 e cioè
quanto risulta dal verbale di sopralluogo del 4 gennaio `90 in cui si riporta
la seguente dichiarazione del Maggiore Di Natale: "L'operatore, ai tempi
opportuni, ha provveduto ad aggiornare manualmente la traccia, in situazione
di minima qualità... e di contro non ha effettuato alcuna richiesta
di quota: cosa che avrebbe dovuto richiedere nel caso avesse ipotizzato
una perdita di quota anomala del velivolo".
Alle
18.59.574Z la traccia AJ421 è registrata con qualità 6 e
il codice Sos SIF è assente. Alle 19.00.326Z la traccia AJ421 è
registrata con qualità 3 e il codice Sos SIF è assente. Poiché
il disastro si fa coincidere con lo spegnimento del trasponder e la conseguente
mancata trasmissione del codice SIF, considerando che già alla battuta
immediatamente successiva all'ultima di qualità 7 (cioè alle
18.58.470 + 11,63 sec) il sistema NADGE non correla più la posizione
reciproca dei plot grezzi e dei plot sintetici, si può dedurre che
il disastro sia avvenuto, secondo l'orario di Marsala, nell'arco degli
11,63 secondi successivi alle 18.58.470Z.
Una
particolare attenzione va però portata sulla operazione di aggiornamento
della traccia: alle 18.59.574Z l'operatore TPO aggiorna manualmente la
traccia e riporta la qualità ad un valore 7, ma già pochi
istanti dopo la traccia AJ421 è registrata con qualità 6
e senza codice SIF mentre alle battute successive, quindi ad intervalli
di 11,63 secondi, la traccia continua a scadere di qualità fin quando
viene cancellata (o viene cancellata dal sistema senza che l'operatore
la riaggiorni nuovamente). La posizione della traccia nel momento in cui
viene eseguito l'aggiornamento lascia presupporre che l'operatore lo abbia
eseguito su di un plot grezzo che stimava appartenesse al velivolo. Ma
nonostante questo il sistema ha lasciato scadere nuovamente la qualità
della traccia, in quanto non si rilevavano plot grezzi congruenti con i
paramentri di sistema impostati per definire il volo di un aereomobile.
In sostanza:
- il radar
di Ciampino registra solo e tutti i plot grezzi che riceve, per cui ha
potuto registrare tutta la sequenza di volo del DC9 Itavia quando, dopo
l'evento disastroso, ha sostanzialmente e repentinamente mutato tutti i
paramentri di volo (velocità, direzione e quota) fino al momento
in cui il DC9 è sceso sotto la soglia di visibilità (in quella
zona, pari a circa 5000 slm.);
- il radar
di Marsala, che non registra i plot grezzi ma solo i plot sintetici ad
intervalli prefissati, che associa i plot grezzi ai plot sintetici solo
nel caso che esista una congruità delle caratteristiche dei plot
grezzi con i paramentri di volo (prefissati, quindi decisi da chi ha progettato
il sistema) non è stato in grado di associare la sequenza di plot
grezzi relativi al DC9 che precipitava ad un volo reale, in quanto i paramentri
di volo risultanti erano oltre i valori prefissati.
Per
cui:
- il radar
di Ciampino ha avuto in visibilità il DC9 che precipitava per 186
secondi, e con un intervallo di 6 secondi ha battuto il velivolo per 31
volte;
- il radar
di Marsala nello stesso tempo (186 secondi) ha battuto la traccia, con
un intervallo di 11,63 sec, per 16 volte, e probabilmente i plot grezzi
sono apparsi sul monitor della consolle NADGE per 16 volte, e probabilmente
alle 18.59.574Z quando l'operatore aggiorna manualmente la traccia del
DC9 si aggancia proprio ad uno di questi plot grezzi. Ma il sistema NADGE
ha rifiutato questa sequenza di plot grezzi e non li ha associati al plot
sintetico, lasciando prima scadere la qualità della traccia (mancata
correlazione) e poi cancellandola. Neppure ha potuto registrare i plot
grezzi perché il sistema NADGE non registra i plot grezzi.
L'Sos
di un aereo fantasma
Un'altra
importante considerazione va fatta riguardo alla circostanza, emersa nel
corso di alcuni interrogatori, che alle ore 19.01.183Z alcune consolles
del radar di Marsala hanno dato un segnale di SOS SIF, lanciato sicuramente
dal DC9 Itavia visto che in quel momento era l'unico aereo che stesse precipitando
(attenzione, questo è un particolare importantissimo, poiché
un aereo disintegrato non può inviare un segnale SOS!).
L'orario
è posto a 151 secondi dopo lo spegnimento del trasponder (secondo
l'orario di Marsala). Poiché il radar di Ciampino ha tenuto in vista
il DC9 che precipitava per 186 secondi si può dedurre che quando
alle 19.01.183Z (151 secondi dopo l'incidente al tempo di Marsala) è
apparso sulle consolles di Marsala l'allarme SOS SIF fossero ben visibili
sui monitor i plot grezzi relativi al DC9 che precipitava, ma che non erano
più correlati ad una simbologia sintetica. Dall'analisi dei tracciati
deriva con certezza che fino alle 19.01.075Z la traccia sintetica del DC9
appariva regolarmente sulle consolles di Marsala. Non era registrata perché
non aveva ancora raggiunto il preimpostato intervallo di registrazione
ma è indubbio che alle 19.01.075Z ancora ci fosse, e che se in questo
istante il trasponder avesse risposto con un codice di emergenza questo
sarebbe apparso sul plot sintetico, ma noi oggi non ne avremmo traccia
perché mancherebbe la relativa registrazione.
In
sintesi, il radar di Marsala potrebbe benissimo aver avvistato i plot grezzi
relativi al DC9 che precipitava, così come li aveva avvistati Ciampino,
ma non li ha registrati perché il sistema NADGE non registra i plot
grezzi. I plot grezzi relativi al DC9 che precipitava non sono stati associati
alla traccia AJ421 perché fuori dai parametri di volo impostati
dal sistema.